È ora di finirla. Quella che doveva essere una competizione politica su candidati e programmi si è trasformata in un campo di Agramante di scaramucce legali, che arricchiscono solo gli studi degli avvocati e impoveriscono la democrazia. La quale ha già avuto la sua razione di discredito, che a seconda delle preferenze politiche di chi legge può abbattersi sui pasticci del Pdl di Roma, sulla acribia dei radicali, o sull'insipienza del governo che ha tentato una forzatura delle regole senza nemmeno essere capace di farla.
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Luca Zaia. Il candidato del Carroccio in Veneto sul caos liste: «Certe cose bisognerebbe evitarle, anche perché difficilmente si riescono a spiegare all’elettorato».
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Il giorno che l'assolsero dall'accusa di aver rapinato e fatto a pezzi un numero indefinito di coppiette nei dintorni di Modena, era l'autunno del 1991, il signor Filippo Cammarata da Caltanissetta, all'epoca trentaduenne, decise di dedicarsi all'erculea impresa di ripulire il suo nome dal marchio dell'infamia.
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In queste ore la destra per uscire dalle sue difficoltà e per fronteggiare l’indignazione larga che ha suscitato il suo comportamento, sta cercando di sollevare un polverone, confondendo responsabilità e disorientando l’opinione pubblica. Si deve fare attenzione: perché la cosiddetta par condicio ha lasciato sul campo solo il Tg1, con le sue bugie, omissioni, faziosità. Ecco perché va ricordato che noi del Pd mai abbiamo esultato per gli errori imperdonabili dei nostri avversari nella presentazione delle liste.
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Qquando ero un ragazzino, e leggevo l'Unità, Alberto Ronchey era per me la quintessenza del pensiero conservatore e borghese, l'espressione più solida di un mondo governato dai padroni che avrebbe inevitabilmente lasciato il campo, prima o poi, a un'era di giustizia e progresso. «L'ingegner Ronchey» era la vittima prediletta - insieme a Domenico Fisichella, che curiosamente gli sarebbe poi succeduto sulla poltrona di ministro dei Beni Culturali - del sarcasmo elegante di Fortebraccio, che allora a sinistra faceva ethos.
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(Adnkronos) - Sono diversi gli interrogatori allegati dall'avvocato Milio all'esposto presentato oggi all'Ordine degli avvocati di Palermo. Interpellato dall'ADNKRONOS, il ...
Paramilitary policemen play games during a break in their anti-riot training at a military base in Suining, Sichuan province, March 9, 2010. Big on spit and polish and parades but short on experience, new technology and force coordination, China's military has far to go before its bite begins to approach its increasingly loud, and for some fearsome, bark. China has invested billions of dollars in its armed forces and is developing advanced fighters and missiles, considering building its first aircraft carrier and is trying to slim its bloated ranks down to a lean, high-tech military. REUTERS/Stringer (CHINA - Tags: MILITARY POLITICS) CHINA OUT. NO COMMERCIAL OR EDITORIAL SALES IN CHINA