venerdì, 3 settembre 2010 ore 12:05

Culture

Bettino dannato per sempre?
di Giampaolo Pansa

Craxi dannato. Ma allora il più pulito aveva la rogna

Nelle prime settimane del 2010 si parlerà a lungo di Bettino Craxi, per il decennale della scomparsa. Si è già cominciato a farlo e in due modi opposti. Il primo considera il leader del Psi soltanto un ladro e un latitante. Il secondo sostiene che il giudizio su di lui deve essere più ampio, non limitato alla sola vicenda di Tangentopoli. Anche perché, insieme al Psi, altri partiti vissero sul sistema delle mazzette o del finanziamento illecito. A cominciare dall’avversario più tenace di Craxi: il Pci, poi diventato Pds.
È innegabile che lo tsunami di Mani Pulite iniziò in casa socialista, il 17 febbraio 1992. Il primo politico arrestato fu Mario Chiesa, 47 anni, ingegnere, presidente del Pio Albergo Trivulzio, l’ospizio per vecchi a Milano. Al momento di essere pizzicato in ufficio, Chiesa teneva nel cassetto una mazzetta appena incassata: 7 milioni di lire in contanti. Una seconda tangente più robusta, 37 milioni, riuscì a gettarla nel water presidenziale.

Per il grande pubblico, Chiesa era uno sconosciuto. Pochi sapevano che era uno dei padroni del Psi ambrosiano. Controllava intere sezioni del Garofano e possedeva un pacchettone di tessere. Craxi commise l’errore di definirlo soltanto “un mariuolo”. Poi fece subito un altro passo falso. Parlando a Milano il 27 febbraio, disse: «Di fronte a episodi di corruzione come questo, mi viene un gran sconforto. Il fatto è grave, ma non può deturpare l’immagine socialista. A volte i partiti si trovano in difficoltà proprio come certe famiglie quando scoprono che c’è un ragazzo poco di buono».

Ma il pool dei magistrati non si fermò. A Milano cadde il Muro di Bettino, come lo chiamai sull’Espresso. La Sacra Famiglia Craxiana andò a gambe all’aria. E l’inchiesta si allargò ad altri partiti. Alla metà del giugno 1992 i politici indagati o arrestati nell’inchiesta milanese erano già trentanove, così suddivisi: 16 socialisti, 14 democristiani, 7 del Pds, 2 repubblicani. Di questi trentanove, i parlamentari in qualche modo coinvolti risultavano nove: 4 democristiani, 3 socialisti, uno del Pds e uno del Pri.
Il team giudiziario di Mani Pulite seguitò a marciare come un rullo compressore. Alla fine dell’agosto 1992, i politici arrestati o indagati erano diventati sessantuno. Ripartiti così: 26 democristiani, 23 socialisti, 8 del Pds, 2 del Pri e 2 del Psdi. Anche il numero dei parlamentari inguaiati crebbe a quattordici: 7 della Dc, 5 socialisti, uno del Pds e uno del Pri.

Già questi numeri ci ricordano quanto stava emergendo nella sola Milano, in un anno terribile segnato dagli omicidi di Lima, di Falcone e di Borsellino. Tangentopoli era il luogo della corruzione interpartitica. Alla fine, gli unici partiti estranei al sistema del finanziamento illecito risultarono il Msi e i radicali. Non certo il Partitone Rosso, ovvero il Pci-Pds, allora guidato da Achille Occhetto.
In seguito, per anni e anni, i dirigenti di quel partito, e i giornali che li sostenevano, si affannarono a convincerci che le Botteghe Oscure e le loro strutture periferiche erano più bianche del bianco. Ma non era vero. Il Pci aveva sempre vissuto anche di fondi neri. Non alludo soltanto ai continui finanziamenti dall’Unione Sovietica. Parlo di vere e proprie mazzette, spesso molto consistenti.
È un fatto storico che Enrico Mattei, il presidente dell’Eni, finanziasse anche il Pci. Lo stesso fece il suo successore, Eugenio Cefis. Per concludere con l’Urss una trattativa sulla fornitura all’Eni di gas siberiano, nel dicembre 1969 Cefis si accordò su una tangente per il Pci di 12 milioni di dollari. Dopo un versamento al Bottegone di un milione e 200 mila dollari, il resto fu pagato dall’Eni in rate annuali. Su un conto cifrato in Svizzera.

Come vedremo, la faccenda dei conti elvetici del Bottegone emergerà di nuovo con Mani Pulite. Ma prima vennero a galla le tangenti incassate dal Pds per la Metropolitana milanese, mazzette da centinaia di milioni. Poi quelle pagate dalla Calcestruzzi del gruppo Ferruzzi per ottenere un appalto che riguardava l’Enel. Un miliardo e 250 milioni alla Dc e idem per il Psi. A quel punto anche il Pds pretese lo stesso bottino. E ricevette una prima rata di 621 milioni. Versata in Svizzera su un conto cifrato, con un nome in codice dal sapore domestico: “Gabbietta”.
Antonio Di Pietro chiese al capo della Calcestruzzi chi gli avesse indicato la banca e il conto cifrato. Lui rispose: Primo Greganti, già segretario amministrativo della federazione torinese del Pci e poi funzionario dell’amministrazione centrale del partito. Greganti, “il signor G”, venne arrestato, ma negò sempre: il conto Gabbietta era suo, non del Pds.

In seguito si scoprirono altri conti elvetici cifrati, maneggiati da dirigenti del Pci-Pds: il conto “Idea” e il conto “Sorgente”. Ma il Partitone Rosso fece orecchie da mercante. Nel febbraio 1993 Occhettò gridò: «Smentisco nel modo più categorico. Non abbiamo mai avuto conti in Svizzera!». Lo stesso sostenne Max D’Alema il 28 febbraio: «Niente conti in Svizzera. E non ci risulta in nessun modo che noi abbiamo chiesto o fatto chiedere tangenti ad alcuno o che ne abbiamo intascate». Poi D’Alema, per una volta fantasioso, parlò di provocazione e tirò in ballo i sempiterni servizi segreti nostrani.
Potrei continuare, ma il Bestiario ha uno spazio obbligato. Spero che le pochissime cose qui raccontate ci rammentino un vecchio detto: il più pulito ha la rogna. E ci aiutino a dare di Bettino Craxi un giudizio sereno. Non possiamo ritenerlo dannato per sempre.

lunedì, 4 gennaio 2010

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commenti dei lettori

123 commenti presenti

lectiones

09 gen 2010 20:12

Io sono proCraxi, a spada tratta. Ciò non m'impedisce di credere che Nerone non fosse peggiore di Bettino: a quando la riabilitazione di Nerone?

MarioB

09 gen 2010 17:55

BETTINO CRAXI sarà stato anche un politico: MA E' STATO CONDANNATO PERC HE' RUBAVA ed E' SCAPPATO PER NON FINIRE IN GALERA (altro che ESILIO) PUNKT!

Adriano Francavilla

09 gen 2010 17:06

Dovremmo senza polemica intestare a lui la piazza davanti al palazzo del Comune di Milano. Più o meno così: Piazza Bettino Craxi, Statista, nato il.... morto il.....: A Monito! Senza prendersela con lui. Quando un politico, ma chiunque, arriva a pensare che quello che è illecito è una regola, (quindi giusta) beh, c'è molto che non va'. E molti come lui sono sopravvissuti sulla loro poltrona. Oggi sono ancora qui. e c'è chi li vota.

extraneo

09 gen 2010 15:58

una volta tanti anni fa sig. pansa aveva detto che con berlusconi vincitore avrebbe ripreso la lotta per la democrazia, che vedeva in pericolo, nel tempo avrà pensato: "visto che non li puoi combattere unisciti a loro" buona permanenza.

Rick

09 gen 2010 15:54

Sig. Andrea db, evidentemente lei non sa leggere. Non m'importa nulla del PCI. So benissimo che anche quel partito ha fatto parte del sistema. Inoltre ho confermato che anche il più pulito aveva la rogna. Ma Craxi è stato condannato, quindi era COLPEVOLE, quindi un delinquente e quindi doveva pagare con la galera. Se poi lei abbia gradito di essere stato derubato da tale personaggio, che vuole che le dica? Affari suoi. A me ha dato fastidio. :)

lorenzo

09 gen 2010 15:41

Ricordo solo che il Sig. Bettino Craxi è stato condannato anche per tangenti finite su i suoi conti personali.E questo non è finanziamento ai partiti.

Giuseppe Stella

09 gen 2010 15:37

Craxi è stato il capro espiatorio di una situazione creata ad arte dall'ex Pci poichè in quel periodo doveva fare i conti col crollo del muro di Berlino e con l'ideologia di riferimento sovietica dei comunisti nostrani miseramente fallita. Il polverone scatenato da mani pulite fu un golp vero e proprio messo in atto da ben individuati magistrati rivoluzionari dell'area sinistra, che aderirono a transparency internazional, una mani pulite mondiale messa su in Inghilterra e gestita dal Principe, dalla Regina e dalle banche mondiali con l'obiettivo dichiarato della dismissione dei beni di Stato dei Paesi coinvolti con la vendita ai privati per quattro soldi. Da qui si passò alla liberalizzazione selvaggia del mercato che ha dato i frutti avvelenati che oggi raccogliamo con la crisi. Isomma, un colpo di Stato non autorizzato da nessuno che qui da noi provocò anche suicidi a catena e quindi fu cruento e autoritario, con il tintinnio delle manette usate da certi magistrati per far parlare gli inquisiti (una tortura bella e buona). Mani pulite servì anche a distruggere i partiti che erano al potere e nessuno toccò mai il Pci, anche questo coinvolto come altri partiti in tangenti che provenivano da decenni dalla Russia con amore in rubli sonanti che andavano nelle tasche dei dirigenti comunisti d'allora. Questa è una storia ancora tutta da raccontare e studiare perchè i lestofanti dell'altra area politica l'hanno fatta franca, i golpisti magistrati che si prestarono al gioco pure e Craxi pagò con l'esilio colpe che appartenevano a tutti, soprattutto al Pci scampato all'ira dei forcaioli proprio quando crollava l'ideologia di morte del comunismo sovietico e con esso quello di tutti gli altri paesi satelliti che finalmente si liberarono da quella tirannia. Altro che sangue dei vinti! Qui c'è storia per diversi altri libri caro Pansa. E da te mi aspetto che tu scriva questa storia raccontata dai testimoni diretti molti dei quali ancora oggi sono in vita. Dai Pansa regalaci un altro bel libro da leggere. Grazie Giuseppe Stella

federico fanucchi

09 gen 2010 15:35

Il fatto che nel malaffare ci fosse implicato anche il PCI non implica certo che Craxi fosse più onesto, tanto meno implica il fatto che lo si debba riabilitare; ancora meno gli si debbano dedicare piazze o strade, come si sente vociferare da alcune amministrazioni locali. Le colpe sono colpe. Lui ha subito un suo processo, una condanna in via definitiva, che non è mai stata scontata perché il condannato è andato in Tunisia. La morte non toglie le colpe; certo lascia del dolore nei familiari, e io lo posso capire, ma da qui a fare l'elogio del grande statista ne corre parecchio. Io penso che tutti coloro che hanno avuto ruoli e colpe nel malaffare dei primi anni novanta debbano essere condannati. Anzi dico di più: per me ancora oggi molti vanno in giro a piede libero e ne non avrebbero alcun diritto. Comunque non voglio sentir dire di riabilitare Craxi ; è un ragionamento capzioso quello di dire, se lui era sporco gli altri lo erano di più. Allora cosa facciamo, lasciamo fare a tutti ciò che vogliono? Mi meraviglio che un giornalista esperto e intelligente come Pansa faccia ragionamenti così poveri di riflessione, direi puerili. Speriamo bene.

Giuseppe Stella

09 gen 2010 15:34

Penso che a Craxi, martire della politica e della sovversione, del golpe ai suoi danni ordito dall'ex Pci e dalle aree estreme di sinistra con il coinvolgimento di alcuni magistrati, vada intesta una via di Roma, un monumento o una piazza. Giuseppe Stella

dario marrone

09 gen 2010 15:16

SIg Pansa, Solo in Italia puo' succedere che a una persona come craxi, tra l'altro che e' scappato dal'italia per sfuggire alla giustizia e difendersi in un processo, venga intitolata una piazza. E questo vale per politici di destra, sinistra o centro. In italia i furbi, le persone che non rispettono le regole, vengono osannati, che siano le tasse, i processi, i giudici che arrestano senza motivo gli indagati e non vengono sospesi. LA corruzione e' un fenomeno mondiale, ma i livelli che ci sono in italia e quelli che aveva raggiunto tangentopoli erano livelli indicibili. CHe si faccia di tutto per giustificare ex post comportamenti ( xche lo facevano tutti si dice) e' assolutamente scandaloso

Sante

09 gen 2010 15:15

Grazie.

Giuseppe Cappello

09 gen 2010 13:33

Visto che erano tutti corrotti... perché una piazza solo a Craxi? facessero Piazza dei Martiri Parlamentari del '92! magari a Milano 2!!

salvatore

09 gen 2010 13:11

Rispondo al commento del sig. dante (8/1 ore 19.36) ........forse non arrestare tutti i magistrati, ma alcuni meriterebbero di essere sanzionati quando poi si scopre ; con sentenze, che continuano a fare teoremi solo ideologici!!!!

Andrea db

09 gen 2010 06:34

Il signor Rick dovrebbe leggere il libro del Comunista Cerquetti. Oppure dovrebbe spiegare perche` il PCI si rivolse a Gelli per avere un finanziamento di 5 Miliardi di lire dal Banco Ambrosiano di Calvi (iscritto alla P2) per salvare Paese Sera.Una volta scoppiato lo scandalo il PCI restitui` subito il denaro ma non pago` una lira di interessi. Non e` da tutti avere 5 Miliardi in prestito ad interessi ZERO e poi dai Piduista Calvi.

Andrea db

09 gen 2010 06:22

Le colpe di Graxi? La prima aver battuto il veto sindacale sulla scala mobile. La seconda,la piu` grave agli occhi dei compagni comunisti aver permesso l`installazione degli euro-missili e mandare a monte il ricatto russo dei SS 20.Colpe che l`hanno fatto odiare in via perenne dai lefebriani marxisti ancora numerosi .Andrea db

prof. salvatore sechi

09 gen 2010 02:09

caro giampaolo, il Circlo Marco Biagi di Bologna, desidera invitarti ad un dibattito su Bettino Craxi, insieme a Martelli, Giuliano Cazzola e a me. Quale di queste due date (23 o 30 gennaio) ti andrebbe bene? Ti prego di farmi sapere scrivendomi alla mail:scs@unife.it, o telefonandomi al 051-233405 o al cell. 329-3198932, grazie e buona giornata salvatore sechi

rino

08 gen 2010 22:15

Penso che in tante citta' itagliane siano state dedicate stade o piazze o monumenti con nomi peggiori di Craxi..........vedi Stalin.

Del Grande Carlo

08 gen 2010 21:54

Non ho seguito le vicende politiche con tanta "ATTENZIONE"..pero',seguendo abbastanza i fatti,economici..finanziari,Craxi..( se ho capito bene i dati del sole24ore) ha una grossa responsabilita' sul debito dello stato....in sostanza..per ottenere CONSENSO ha appesantito molto il debito pubblico...passando da circa il 60% del PIL al 100%...nel giro di 5/6 anni...una grave resposabilita'...che riguarda noi e le GENARAZIONI FUTURE.....

Mente Libera

08 gen 2010 21:53

Propongo la contestuale riabilitazione di Barabba.

Roberto

08 gen 2010 21:21

Inaccettabile la beatificazione di Craxi!!!Non è vero che tutti i politici hanno malamente operato. Tangenti e malaffare sono esplosi con quei politici di cui Craxi era l'esponente più cinico e spregiudicato. Rimanga latitante ad Hammamet.Caro Pansa,essere revisionisti non significa cambiare i dati di fatto.

raffaele petracca

08 gen 2010 21:13

Sono d'accordo. La storia su Craxi deve ancora essere scritta e vedrà protagonisti coloro che lo vollero eliminare ad ogni costo.

Stellarossa

08 gen 2010 20:39

Bravo Pansa, collabori pure lei, contribuisca all'opera di revisionismo, alla riscrizione della storia tesa a rifarvi la verginità....ma questa volta non vi è andata bene...gli italiani hanno ancora fresco nella memoria l'"operato" di Craxi. Spiacente ritenti tra un'altra decina d'anni. Per quanto mi riguarda, Craxi, è e resterà un ladro, condannato e latitante.

Dante

08 gen 2010 19:36

le sentenze definitive in questo paese conteranno pure qualcosa. e Craxi era un latitante pluricondannato. punto e basta. se il PSI è stato travolto e' perchè era formato da dirigenti corrotti, se il PCI/PDS non ha avuto la stessa sorte è perchè aveva dirigenti meno corrotti punto e basta (con buona pace di Pansa) altimenti ribadisco bisognerebbe arrestare l'intera magistratura italiana da Bolzano a Ragusa!!!

also

08 gen 2010 19:28

Il Solito articolo di Pansa. Ormai non fa piu notizia, ma lui insiste vuole fare il giornalista "contro".

berguz

08 gen 2010 17:11

ALLORA COSA DOVREMO DEDURRE, TUTTI COLPEVOLI NESSUN COLPEVOLE?MA ANDIAMO FATEMI IL PIACERE...!!!Craxi era e resta un corrotto, così come tutti gli altri esponenti politici coinvolti nelle indagini e condannati in via definitiva. Questi hanno fatto schizzare il debito italiano a spese del contribuente per mantenere in piedi un sistema fradicio fin nel midollo!Tangentopoli ha avuto un solo torto,non essere arrivata fino in fondo. Mentre la classe politica che è arrivata dopo, ha bellamente perpetuato il sistema, apportandovi però qualche miglioria, per non apparire così platealmente corrotti. Adesso il sistema arriva a concepire leggi ad personas non solo per non apparire corrotti, ma quasi per eliminare in toto il reato di corruzione. FANTASTICO, SOLO IN ITALIA!Leggete l'articolo che l'Economist ha dedicato alla faccenda riabilitazione di Craxi...

lupimor@gmail.com

08 gen 2010 15:32

Caro Direttore, il caso Craxi, allora come ora è l'esempio di un odio politico praticato, ricorrendo ad argomenti tecnicamente validi, ma non politici. E' il metodo collaudato della doppia verità e della doppia morale. L'avversione per Craxi nasce dal Midas: aver estromesso De Martino e la sinistra del PSI dal controllo del Partito è stato il suo peccato originale. L'operazione di Craxi aveva un significato politico ben chiaro: svincolare il PSI dalla subalternità verso il PCI, per dare al Socialismo italiano lo stesso ruolo politico che i Socialisti avevano conquistato in Francia, in Germania, nel Regno Unito, nell'Europa del Nord. Questo metteva in discussione la miriade d'interessi e di convenienze reciproche che il sistema Italia aveva costruito su due piloni portanti: la DC e PCI. Ciascuno coi propri sotto piloni, a cascata, e avrebbe ridimensionato politicamente il peso del PCI. Gli interessi, politici, economici e sociali avevano tali e tante ramificazioni, interconnessioni e potere derivato che il turbamento o il sospetto di possibili cambiamenti facevano scattare gli anticorpi del sistema. Uno scenario politico con DC, PCI e PSI equivalenti elettoralmente era assolutamente da evitare. Un terremoto politico, dalle giunte comunali ai consigli regionali. Infatti Craxi non ce la fece. Il declino del CAF era già nelle cose, anche prima dell'espisodio del "mariuolo", e la difesa sul piano morale: "così fan tutti" era priva di ogni decenza legale e giudiziaria ed è ancor oggi da rigettare. Arrivò l'89. L'inerzia culturale e la pavida miopia delle forze politiche non colsero l'occasione; o forse non avevano gli strumenti necessari per coglierla. Quando scoppiò Tangentopoli, gli eredi del PCI, PDS+PRC, giocarono tutto sulla possibilità di prendere due piccioni, DC e PSI, con una fava. Il progetto fallì e nel frattempo altre forze erano entrate in campo: la Magistratura, col suo potere senza contrappesi e Berlusconi col suo consenso popolare. La Sinistra storica perse i suoi connotati e dopo 15 anni deve ancora ritrovarli. Questo pesa perché qualsiasi tentativo, anche il più misurato di riconsiderare la figura politica, non giudiziaria, di Bettino Craxi, appare intollerabile, anche perché significherebbe che quei Comitati Centrali in cui l'avversione al socialismo riformista era al 95%, non avevano capito nulla. Cordialmente Moreno Lupi

Armando D'Asdia

08 gen 2010 14:49

Non esiste paragone alcuno tra il saccheggio sistematico e ventennale operato dal PSI e dalla DC in tutte le regioni, con singoli episodi di modesta entità che hanno riguardato il PCI e poi il PDS: tentare questa impossibile equiparazione serve solo a dire "tutti ladri, nessuno ladro"... A Milano si rubava sui loculi del cimitero, non mi risulta che nessun uomo della sinistra di allora sia mai sceso tanto in basso. Craxi resta Craxi: un uomo intelligente e spregiudicato, ma anche corrotto e arrogante. Il resto è fumo negli occhi di chi non vuol vedere.

Rick

08 gen 2010 14:05

Va bene, il più pulito aveva la rogna. E allora? Craxi, nonostante Pansa, è stato giudicato e quindi aveva le sue colpe. Finiamola con questa santificazione-barzelletta di questo pseudo grande statista "socialista".

eduardo

08 gen 2010 13:23

Bravo Pansa, giusto ricordare i fatti. Peccato per lo spazio limitato altrimenti il dossier sarebbe stato molto più esauriente (alla Travaglio? spero non si offenda...). E' giusto dare su Craxi un giudizio sereno che ricordi però anche che fu lui solo a espatriare evitando il giudizio dei tribunali. Questo non va dimenticato. Se volessimo giudicarlo un esiliato politico dovremmo preliminarmente emettere in sede storica un altro inappellabile giudizio: e cioè che mani pulite fu un golpe antidemocratico dei magistrati rossi. In questo senso, temo che il suo revisionismo (che personalmente ritengo sotto molti aspetti giusto e auspicabile) non possa essere sufficiente. C'è bisogno di un passo ulteriore: riscrivere la storia di questa nazione e farlo in modo orwelliano. Ma nonostante il grandissimo impegno da più parti profuso credo che l'impresa non sia affatto facile. Sarebbe meglio dedicarsi all'iter legislativo e approvare una norma che dichiari che chi ruba non è ladro, né colpevole di nulla. Sarebbe finalmente il passo definitivo per liberare questo Paese dal grosso equivoco nel quale è imprigionato, appunto, tutti ladri nessun ladro. Così il monumento lo faremo a Cetto La Qualunque, conosce il personaggio? Saluti.

Gianluca Zuccari

08 gen 2010 11:46

La dannazione eterna la può decidere ( per chi ci crede) solo Dio. Noi umami ci possiamo limitare a fornire giudizi, più o meno fondati, obiettivi ed in buona fede. Considero assolutamente inopportuna l' incredibile proposta di dedicare una strada a Craxi. Fece del bene all'Italia ? Ancora ci devono spiegare come. Fu un uomo che lavorava per lo stato o solo per se stesso ed il potere del suo partito ? Le evidenze giudiziarie ma, soprattutto, politiche, ci dicono che perseguì solo ed unicamente il potere del PSI. Rubò ? Questo è stato accertato da numerose sentenze passate in giudicato. E non è vero che rubò solo per il partito. Raggio, il barista di Portofino, ne è una testimonianza. Negli anni del CAF, anche per il sistema economico-politio di corruzione dilagante , il debito pubblico raddoppiò. In politica estera, a parte la velleitaria millanteria di Sigonella, rimanemmo l'italietta di sempre. Dove sta la figura dello statista ? Per quanto riguarda la sua affermazione "il più pulito ha la rogna",, mi sembra un rlancio al ribasso un po' troppo cinico. Comunque, non mi risulta che, neanche in qualche comune rosso, ci sia stata in questi anni la proposto di intitolare una strada al compagno G..... Io non sono afffatto per la dannazione eterna ( se non altro perchè non vorrei mai subirla) ma sono per la conservazione della memoria e per il rispetto dei fatti.

Marco F.

08 gen 2010 09:24

Qual'è la "morale" dell'articolo che dovremmo intitolare una strada anche a Primo Greganti?

gherardo

07 gen 2010 23:06

Egregio Dott. Pansa, io non contesto il fatto da Lei sottolineato che "il più pulito avesse la rogna", ma ritengo esagerato intitolare una via o un giardino ad uno di quegli "statisti", paragonandolo a qualche vero padre della Patria. Non Le sembrerebbe poco corretto trovare una Via Craxi che incrociasse una Via Aldo Moro o Via Giuseppe Garibaldi?

alberto

07 gen 2010 20:50

Caro dott. Giampaolo Pansa, La leggo e l'ascolto sempre volentieri e con grande attenzione., è raro trovare un giornalista così sincero e libero di scrivere la storia di questa repubblica per quella che è. I fatti si sono sempre saputi, il cittadino non è scemo come pensano molti giornalisti e politici, questo lo danno a vedere nelle svariate trasmissioni televisive, dove s'arrovellano per parlare, parlare, girando i discorsi senza nulla dire di vero. Questo vale per molti, ovviamente ci sono quelli intellettualmete onesti e/o in buona fede: Grazie dott. Pansa, continui a scrivere le verità nascoste e soprattutto quello che pensa. Le saremo grati. Con stima un cordiale saluto. Alberto

alessio saderi

07 gen 2010 19:51

Bravo Pansa, è necessario sdoganare la grande storia del Psi e il suo contributo dato a questo paese. E sopratutto il suo mancato contributo al recente passato e presente di questa Italia immobile, che non conosce la cultura riformista come soluzione ai suoi proiblemi, ma solo opposti manicheismi dietro cui agiscono e prosperano i poteri forti, e in questo senso con la prima repubblica è scomparsa la Politica e il suo primato. Per far questo bisiogna ripartire da Craxi Politico, le cui ombre tutti conosciamo, ma le luci, che pure vi furono vanno riaccese, in ballo non c'è solo la storia di un uomo ma la glorisa cultura socialista e riformista, e con essa un possibile futuro migliore per questo nostro amato e tormentato paese.

Giuseppe Gloria

07 gen 2010 18:22

Caro Pansa faccio seguito alle mie domande contenute nel messaggio del 5 corr. (13:42) in cui chiedevo se occorrese cancellare dalla toponomastica i nomi di Giolitti e Togliatti. Quest'ultimo si era macchiato di reati ben piu' gravi di quelli di Craxi. Mi auguro che qualche lettore mi degni di una risposta. Ma ora vorrei segnalare un altro argomento che - sempre su Craxi e tangentopoli - mi ha sempre incuriosito e su cui non ho avuto mai risposte chiare. Mi augurerei – con l’aiuto di qualche esperto che ne sappia piu’ di me - rinfrescare un poco la memoria a noi tutti. Da quello che mi consta, alla base del fenomeno tangentopoli vi sarebbero due provvedimenti legislativi . Il primo – se non ricordo male del 1989 – stabiliva l’AMNISTIA per tutti i finanziamenti illeciti ai partiti avvenuti fino alla promulgazione della stessa legge. Guarda caso nel 1989 cosa era successo ? Era caduto il Muro per cui i finanziamenti a schiera ricevuti dal PCI in oltre 45 anni di vita, sia dall’URSS che dalle Cooperative Rosse , diventavano legali !! Il secondo - se non ricordo male del 1993 – stabiliva la DERUBRICAZIONE del reato di finanziamento illecito ai partiti da reato penale a reato amministrativo. Ciò comportava che chi finanziava illecitamente i partiti dopo il 1993 se la cavava con una bella AMMENDA una volta pagata la quale la sua verginita’ era salva. Chi aveva finanziato i partiti fra il 1989 e il 1993 restava fregato !!! Forse che i processi a Craxi riguardano finanziamenti illeciti avvenuti proprio in quel periodo ??? A pensar male ..... (come dice il divo Giulio ) ! Se la ricostruzione è vera si tratta dell’ennesimo immondo “pasticcio all’italiana “. Giuseppe Gloria

stefano

07 gen 2010 18:15

Craxi è stato giustamente condannato, ciò toglie molto alla sua statura morale, ma nulla alla sua statura di politico: l'unico in Italia che abbia avvertito la necessità di una forza riformista e si sia adoperato per il rinnovamento.

Max

07 gen 2010 18:14

Il più pulito ha la rogna. Dopo tanti anni da quegli accadimenti rimango sempre sorpreso dal fatto che ci sia ancora una moltitudine di persone che possa pensare che il PCI/PDS/PD sia stato immune dal cosiddetto "finanziamento illecito dei partiti". I soli partiti che non hanno ricevuto finanziamenti sono stati quelli che non contavano. Ma non perché fossero particolarmente virtuosi. Semplicemente non erano utili. Mi sorprende che ci siano persone che possano pensare che il PCI/PDS non fosse coinvolto in tutto ciò al pari e, in alcuni casi, anche più degli altri. Sono un ex cooperatore "rosso" e, guarda caso, mi occupavo di gare di appalto. Gare di appalto in Italia ed all'estero. Le gare venivano decise, spartite, a tavolino con accordo di tutti i principali partiti al governo ed all'opposizione. Sì all'opposizione perché anche un'opposizione può essere al governo da qualche parte (chessò in Emilia Romagna per esempio). Gli appalti venivano spartiti, le mazzette pagate ai partiti di riferimento e lo scontro, talvolta aspro in aula, finiva molto spesso a caffè bevuti insieme a latere della camera. Niente di male in un paese civile. Dirò di più. Nel girovagare all'estero, dall'Unione Sovietica alla Germania, dalla Francia alla Mauritania questo sistema esisteva ed esiste in tutto il mondo. Certo, qualche anomalia in Italia c'era ed esiste tutt'ora. All'estero le mazzette venivano/vengono pagate ai partiti per l'assegnazione dei lavori. Ma i lavori vengono fatti, terminati e bene. In Italia no. La mazzetta ai partiti non solo serviva all'assegnazione dei lavori ma anche per la gestione, ovvero non terminarli nei tempi stabiliti, nei modi stabiliti. Altra anomalia è che in Italia le mazzette venivano/vengono pagate non solo ai partiti ma anche ai funzionari intermedi di questo o quell'ente per dei passaggi intermedi. Un quadro od un funzionario di un ente può bloccare un passaggio burocratico in barba alle direttive del partito. Vuole una parte della torta anche lui. E all'impresa non restava/resta altro che pagare. Che siano SpA o Cooperative. Ecco, le cooperative. Nelle cooperative (che sono quasi tutte rosse ndr) non si fa nulla che il partito non sappia. I leader sono scelti dal partito. I leader delle coop pagano/pagavano mazzette ai partiti per farsi assegnare i lavori, pagano/pagavano mazzette ai vari funzionari ministeriali e pagano/pagavano... la malavita ove necessario. Ma credete che nella ricostruzione dell'Irpinia le coop coinvolte non abbiano pagato nulla in loco per.... poter lavorare? Certo erano costretti poverini. Ma gli altri no? Cerchiamo di essere seri. La cosiddetta questione morale è una favola. Nessuno era immune. Il più pulito aveva la rogna. Il fatto però che ci sia ancora qualcuno che sostenga la limpidezza del PCI/PDS è fastidioso. Ancor più se si pensa che era un partito finanziato da una nazione straniera "nemica", l'URSS. Nei nostri uffici di Mosca era un pullulare di agenti del KGB. Già, i nostri lavori in Unione Sovietica. Mah! Mi sono sempre chiesto che bisogno avessero coloro che sono andati nello spazio per primi, che costruivano armi atomiche, missili intercontinentali, aerei supersonici, centrali nucleari.. di aziende italiane per costruire aeroporti, grattacieli, fabbriche. Credete davvero che la FIAT abbia costruito il proprio stabilimento di Togliatti senza che al PCI non sia venuto in tasca nulla? Ma questo è un esempio e l'elenco sarebbe lunghissimo. Così come sarebbero lunghissime le motivazioni per cui il PCI/PDS sia stato solo sfiorato dal terremoto che ha travolto tanti. In primis Craxi. Capro espiatorio di tanti come se ci fosse un bisogno italico di trovare sempre un colpevole, il male assoluto. Noi italiani siamo fatti così. Sia che si tratti di calcio, un allenatore, un governante identifichiamo sempre e solo un colpevole senza addentrarci nel giudizio delle cose. Sì, sarebbe il momento di dare un giudizio sereno, maturo di Craxi. Temo però che non sia possibile visto che anche dopo sessant'anni non riusciamo ancora a ragionare sul nostro passato fascista ed antifascista.

Leanderfag

07 gen 2010 18:08

Un giudizio sereno su Craxi l'ha scritto Bocca su Repubblica, inviterei Pansa a leggerselo se non lo ha fatto. Il partito azienda lo ha creato per primo Craxi con il PSI e sulla scia è arrivato l'attuale primo ministro che ci governa. Esempi illuminanti di alta politica corrotta. Non sentiamo proprio il bisogno di trovarci una via o una piazza a nome di questi esempi.

Giampiero

07 gen 2010 17:16

Ehhh...popolo di CORTISSIMA memoria....già vi siete dimenticati della "corte dei miracoli" di Via del Corso, eh?...Bravi, bravi. Craxi, chi era costui? Direi un finto socialista (e che aveva di sociale la sua politica?) Beh...un merito però lo ha avuto: è stato l'inventore del sistema politica-finanza-grande industria-gestione enti pubblici le cui ramificazioni arrivavano fino al più oscuro assessore della comunità montana più remota...insomma, l'antesignano di quello che ci avvelena oggigiorno. Prima di lui l'opera pubblica veniva realizzata previa lubrificazione degli ingranaggi....a mio avviso lui ha modernizzato e snellito il sistema eliminando il superfluo: niente più opera pubblica...solo olio e ingranaggi (un bel passo avanti, non c'è che dire). Per ricordare la caratura morale del personaggio, caro dott. Pansa si vada a cercare negli archivi RAI tutti i suoi interventi a sostegno della preferenza multipla (veicolo indispensabile del meccanismo clientelare)...crede che lei abbia accesso a tali archivi, io non ne ho bisogno...ho buona memoria.

Leonardo

07 gen 2010 17:11

Domanda per tutti: uno è meno ladro se è circondato da ladri?

Aldo

07 gen 2010 17:06

Di tutti i fatti che lei Sig. Pansa scrive, Di Pietro per buonuscita dalla magistratuira, ha ottenuto da D'Alema un segio al senato in rappresentanza del Mugello, (cosa che Di Pietro, non sa neppure dove si trova). Greganti, addossandosi alcune responsabilità, che posto occupa adesso?? Una volta mi pare che VCraxi alla camera disse " tutti i partiti erani stati foraggiati da mazzatte" mi chiedo perchè (ma forse è un eufemismo chiederselo) nessun altro a sinistra ha pagato . Adeso dicono che hanno una piattaforma su cui discutere con la maggioranza, Sarei contento che da quella piattaforma, si tuffino, non nel dialogo, ma si buttino a marfe. Tanto il mare è grande, che non c'è pericolo che venga inquinato. Purtroppo sono sempre a galla, e sono sempre le stesse persone. Impunite......

viky

07 gen 2010 16:17

Egregio Dott. Pansa, complimenti per l'ottimo articolo. Contiene tutto, il resto discende automaticamente dalla motivata premessa: se il più pulito aveva la rogna, perchè dannare per sempre solo Bettino? L'unica risposta è la nota ipocrisia Italica. Con stima e con i migliori saluti.

Giuseppe Cappello

07 gen 2010 13:56

Amici del riformista, mi sembra che state inclinando pericolosamente e stranamente verso la censura. Rimando il commento all'articolo di Pansa. Signor Pansa, l'equazioni tutti corrotti=nessun corrotto la lasci fare ai politici; lei, se ci riesce ancora, faccia il giornalista! Non mi sembra, amici del riformista, che ci sia niente di male in questo invito.

Romeo Portaro

07 gen 2010 12:14

Non sono in grado di contestare o assentire sugli episodi di corruzione che Pansa attribuisce al PCI/PDS. Quello che si può assereire è quello emerso dalle indagini. Se anche tutti i partiti si fossero macchiati degli stessi "reati", questo non mi porta a minimizzare sulle colpe di Craxi e degli altri politici condannati e a rivalutarli, piuttosto mi porta ad indignarmi perchè non si è andato fino in fondo a fare emergere almeno i principali fatti di corruzione riguardanti tutti i partiti interessati. Il giudizio su Craxi non va rivisto, va rivisto il giudizio su coloro che l'hanno fatta franca.

Fulvio

07 gen 2010 12:09

Pansa, faccia come voule, continui pure con la sua teoria di "tutti ladri nessun ladro" tanto non sposterà l'opinione pubblica. Chi la pensa così continuerà a sostenerla e chi diversamente ad avversarla. Però dico alla Moratti che vuole dedicare un giardino pubblico a Craxi di fare attenzione perche già negli anni 70' fuori dlla palazzina Liberty (teatro allora gestito da Dario Fo) i sesantottini avevano dedicato un monumento a Bava Beccaris su cui Fo invitava tutti quelli che uscivano dal suo spettacolo ad andarvi a "pisciare" sopra. OOHH come non vorrei avere il Giardino Craxi sotto casa !!!!

ocram2m

07 gen 2010 12:07

Non si capisce il senso dell'articolo. Il meglio c'aveva la rogna! Il giudizio sul politico Craxi non può cambiare. Forse non era l'unico ma lo faceva anche lui. Cosa faceva? Ricordiamolo sinteticamente: Rubava. Non era l'unico dirà lei, caro Pansa, ma ciò non lo rende migliore anzi...

maurizio

07 gen 2010 10:50

Caro Pansa, ma perchè negli anni in questione lei scriveva cose diverse? anche questo fa farte del suo revisionismo?

Guido

07 gen 2010 10:44

Chi ha la rogna è il più pulito. Mal comune, mezzo gaudio. Così fan tutti e via (qualunquisticamente) dicendo. Allora come oggi c'erano politici per bene, ma vi era anche chi, per tornaconto personale, preferiva appoggiarsi ai politici per male. Ora si autoassolve (o si fa assolvere come assolve o fa assolvere i propri protettori politici corrotti) non negando l'innegabile, ma trincerandosi dietro i più biechi luoghi comuni. Non è così e chiunque abbia commesso reati deve pagare e essere tolto di mezzo se non ha la decenza di togliersi di mezzo per conto suo, senza se e senza ma. Per quanto mi riguarda le scelte politiche possono essere valutate liberamente ma l'aver commesso fatti previsti dalla legge come reato deve essere perseguita. Sempre.

Fabio

07 gen 2010 00:16

Un giudizio sereno su Craxi? Che è stato uno dei principali responsabili, se non il maggiore, del mostruoso DEBITO PUBBLICO che ci portiamo oggi sul groppone e che ci porterà presto o tardi a fare la fine dell'Argentina. È stato questo a mio parere il vero motivo che ha dato origine a tangentopoli. La politica con le mani pulite è poco meno di una favola, al più si può distinguere una condotta responsabile da una meno ma le mele marce ed i soldi hanno sempre impestato la gestione del potere. Diverso però è farne la regola: cercare sistematicamente il fulcro su cui fare leva, l'anello debole da corrompere. Tutti sono coruttibili, basta pagare il giusto prezzo e l'importante è trovare quello che si accontenta del minimo. È questo che non è accettabile e porta alla rovina un sistema politico e una nazione. È questo quello che hanno sempre sostenuto gli ex amici di amici di Craxi che ora ci governano con ampia maggioranza. È questo che ha scatenato tangentopoli, non si poteva andare avanti così! Tutto il resto sono chiacchiere buone per chi risponde all'appello del blog collegato alla foto di questo articolo e messe in giro da chi ha qualche appetito da soddisfare.

giuseppe guastella

06 gen 2010 23:38

Ammiratissimo sig. ,Pansa i suoi articoli sono degni di miglior causa. Lei potrebbe costituire una commissione perlamentere ristretta al minimo possibile e con un accompagnatore spirituale di peso, illuminare persino a Putin la via che ha percorso e all´italiano la via da percorrere ,senza dubbi. in attesa la mia piú incredibile ammirazione. giuseppe guastella

Carlo Zimmatore

06 gen 2010 22:52

Purtroppo quando si parla di Craxi si parla SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DI TANGENTOPOLI. Come se Craxi fosse nato con Tangentopoli e con lui fosse finito. In realtà è solo finito con tangentopoli. Purtroppo se oggi, a diciotto anni da Tangentopoli, dovessi dare un giudizio sull'operato politico di Craxi non saprei cosa dire, non saprei dove documentarmi. Le cose che conosco le ho ricavate come notizie indirette. A me sembra che Tangentopoli abbia sottoposto Craxi a un'ingiusta damnatio memoriae, ingiusta non perchè il suo operato politico ne sia stato causa, ma perchè non lo si analizza AFFATTO. Non si riesce a capire se Craxi sia stato un buon politico o un cialtrone. No, Ci si divide sulle tangenti e gli avvisi di garanzia. Su chi abbia rubato di più o di meno. Si analizza Craxi solo come pietra angolare per condividere o respingere le idee della sinistra strutturata, ma la cosa indegna è che non lo si fà sulla base di fatti politici, ma, semplicemente e semplicisticamente, sulla base di una mera conta di chi abbia rubato di più o di meno, di chi sia stato condannato a un numero d'anni maggiore o minore.... Sinceramente finchè lo fà qualche poveraccio dentro a un bar lo posso capire, senza condividerlo, ma che lo faccia una firma coma Giampaolo Pansa lo trovo offensivo per l'intelleto tanto di chi legge quanto di chi scrive!

alfredo

06 gen 2010 21:06

Bene come sempre Pansa. Di Pietro e compagnia che con la rivoluzione giudiziaria pretendevano di cambiare l'Italia l'hanno solo peggiorato l'Italia.

Lubianka

06 gen 2010 20:41

Caro Pansa, vedo che anche Lei ha un odio viscerale per i kompagni smemorati del PD, prima DS, prima PDS e prima ancora PCI, aspettiamo ennesimo cambio di nome, coloro che con i soldi russi volevano portarci nel paradiso di latte e miele che ha costretto per decenni e per una generazione i paesi oltre cortina a terrore, miseria e morte, con i soldi rossi di sangue volevano portarci nelle braccia sovietiche, con i loro imbarazzati silenzi in nome della dittatura del proletariato assecondarono gli eccidi di Praga, di Budapest e di tutte le rivolte, quelle si democratiche, a questa criminale ideologia, tradirono lo sprito della resistenza che chiedeva democrazia, grazie agli americani siamo riusciti a rimanere fuori da questo terribile paradiso da questi signori osannato per decenni, quando questo partito nonostante i cambi di nome pagherà il suo debito con la storia, mai pagato! E quando questi signori quando la pianteranno di fare prediche e mestamente torneranno nell'oblio della storia che ha riservato a tutti coloro che in buona fede sbagliarono, speriamo tacciano e la piantino di farci prediche spocchiose e illuminanti su progressismo e libertà, non ne hanno diritto, come non lo ebbero i fascisti dopo la seconda guerra mondiale, e per quanto riguarda Craxi pagò per loro e per molti altri ipocriti, illumimante la sua frase sentita nell'intervista al programma dell'Annunziata in merito ai comunisti di allora Democratici, per modo di dire, di ora! Aspettiamo di vedere una sinistra giovane, democratice ed europea senza radici imbarazzanti....ma quando??? in qualsiasi paese sarebbe stato alto tradimento

elio

06 gen 2010 19:51

TUTTO CRAXI TANGENTE PER TANGENTE di Marco Travaglio Al momento della morte, nel gennaio del 2000, Bettino Craxi era stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese). Altri processi furono estinti "per morte del reo": quelli in cui aveva collezionato tre condanne in appello a 3 anni per la maxitangente Enimont (finanziamento illecito), a 5 anni e 5 mesi per le tangenti Enel (corruzione), a 5 anni e 9 mesi per il conto Protezione (bancarotta fraudolenta Banco Ambrosiano); una condanna in primo grado prescritta in appello per All Iberian; tre rinvii a giudizio per la mega-evasione fiscale sulle tangenti, per le mazzette della Milano-Serravalle e della cooperazione col Terzo Mondo. Nella caccia al tesoro, anzi ai tesori di Craxi sparsi per il mondo tra Svizzera, Liechtenstein, Caraibi ed Estremo Oriente, il pool Mani Pulite ha accertato introiti per almeno 150 miliardi di lire, movimentati e gestiti da vari prestanome: Giallombardo, Tradati, Raggio, Vallado, Larini e il duo Gianfranco Troielli & Agostino Ruju (protagonisti di un tourbillon di conti e operazioni fra Hong Kong e Bahamas, tuttora avvolti nel mistero per le mancate risposte alle rogatorie). Finanziamenti per il Psi? No, Craxi rubava soprattutto per sé e i suoi cari. Principalmente su quattro conti personali: quello intestato alla società panamense Constellation Financière presso la banca Sbs di Lugano; il Northern Holding 7105 presso la Claridien Bank di Ginevra; quello intestato a un’altra panamense, la International Gold Coast, presso l’American Express di Ginevra; e quello aperto a Lugano a nome della fondazione Arano di Vaduz. "Craxi – si legge nella sentenza All Iberian confermata in Cassazione - è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario esponente del Psi. La gestione di tali conti…non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall’imputato tramite suoi fiduciari… Significativamente Craxi non mise a disposizione del partito questi conti". Su Constellation Financiere e Northern Holding - conti gestiti dal suo compagno di scuola Giorgio Tradati - riceve nel 1991-‘92 la maxitangente da 21 miliardi versata da Berlusconi dopo la legge Mammì. Sul Northern Holding incassa almeno 35 miliardi da aziende pubbliche, come Ansaldo e Italimpianti, e private, come Calcestruzzi e Techint. Nel 1998 la Cassazione dispone il sequestro conservativo dei beni di Craxi per 54 miliardi. Ma nel frattempo sono spariti. Secondo i laudatores, Craxi fu condannato in base al teorema "non poteva non sapere". Ma nessuna condanna definitiva cita mai quell’espressione. Anzi la Corte d’appello di Milano scrive nella sentenza All Iberian poi divenuta definitiva: "Non ha alcun fondamento la linea difensiva incentrata sul presunto addebito a Craxi di responsabilità di ‘posizione’ per fatti da altri commessi, risultando dalle dichiarazioni di Tradati che egli si informava sempre dettagliatamente dello stato dei conti esteri e dei movimenti sugli stessi compiuti".Tutto era cominciato "nei primi anni 80" quando – racconta Tradati a Di Pietro – "Bettino mi pregò di aprirgli un conto in Svizzera. Io lo feci, alla Sbs di Chiasso, intestandolo a una società panamense (Constellation Financière, ndr). Funzionava cosí: la prova della proprietà consisteva in una azione al portatore, che consegnai a Bettino. Io restavo il procuratore del conto". Su cui cominciano ad arrivare "somme consistenti": nel 1986 ammontano già a 15 miliardi. Poi il deposito si sdoppia e nasce il conto International Gold Coast, affiancato dal conto di transito Northern Holding, messo a disposizione dal funzionario dell’American Express, Hugo Cimenti, per rendere meno identificabili i versamenti. Anche lí confluiscono ben presto 15 miliardi. Come distinguere i versamenti per Cimenti da quelli per Tradati, cioè per Craxi? "Per i nostri – risponde Tradati – si usava il riferimento ‘Grain’. Che vuol dire grano". Poi esplode Tangentopoli. "Il 10 febbraio ‘93 Bettino mi chiese di far sparire il denaro da quei conti, per evitare che fossero scoperti dai giudici di Mani pulite. Ma io rifiutai e fu incaricato qualcun altro (Raggio, ndr): so che hanno comperato anche 15 chili di lingotti d’oro…I soldi non finirono al partito, a parte 2 miliardi per pagare gli stipendi". Raggio va in Svizzera, spazzola il bottino di Bettino e fugge in Messico con 40 miliardi e la contessa Vacca Agusta. I soldi finiscono su depositi cifrati alle Bahamas, alle Cayman e a Panama. Che uso faceva Craxi dei fondi esteri? "Craxi – riepilogano i giudici – dispose prelievi sia a fini di investimento immobiliare (l’acquisto di un appartamento a New York), sia per versare alla stazione televisiva Roma Cine Tv (di cui era direttrice generale Anja Pieroni, legata a Craxi da rapporti sentimentali) un contributo mensile di 100 milioni di lire. Lo stesso Craxi, poi, dispose l’acquisto di una casa e di un albergo (l’Ivanhoe) a Roma, intestati alla Pieroni". Alla quale faceva pure pagare "la servitú, l’autista e la segretaria". Alla tv della Pieroni arrivarono poi 1 miliardo da Giallombardo e 3 da Raggio. Craxi lo diceva sempre, a Tradati: "Diversificare gli investimenti". Tradati eseguiva: "Due operazioni immobiliari a Milano, una a Madonna di Campiglio, una a La Thuile". Bettino regalò una villa e un prestito di 500 milioni per il fratello Antonio (seguace del guru Sai Baba). E il Psi, finito in bolletta per esaurimento dei canali di finanziamento occulto? "Raggio ha manifestato stupore per il fatto che, dopo la sua cessazione dalla carica di segretario del Psi, Craxi si sia astenuto dal consegnare al suo successore i fondi contenuti nei conti esteri". Anche Raggio vuota il sacco e confessa di avere speso 15 miliardi del tesoro craxiano per le spese della sua sontuosa latitanza in Messico. E il resto? Lo restituì a Bettino, oltre ad acquistargli un aereo privato Sitation da 1,5 milioni di dollari e a disporre – scrivono i giudici – "bonifici specificatamente ordinati da Craxi, tutti in favore di banche elvetiche, tranne che per i seguenti accrediti: 100.000 dollari al finanziere arabo Zuhair Al Katheeb" e 80 milioni di lire(«$ 40.000/s. Fr. 50.000 Bank of Kuwait Lnd») per "un’abitazione affittata dal figlio di Craxi (Bobo, ndr) in Costa Azzurra", a Saint-Tropez, "per sottrarlo - spiega Raggio - al clima poco favorevole creatosi a Milano". Anche Bobo, a suo modo, esule. Quando i difensori di Craxi ricorrono davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, nella speranza di ribaltare la condanna Mm, vengono respinti con perdite. "Non è possibile – scrivono i giudici di Strasburgo il 31 ottobre 2001 – pensare che i rappresentanti della Procura abbiano abusato dei loro poteri". Anzi, l’iter dibattimentale "seguí i canoni del giusto processo" e le proteste dell’imputato sulla parzialità dei giudici “non si fondano su nessun elemento concreto… Va ricordato che il ricorrente è stato condannato per corruzione e non per le sue idee politiche".

visentin

06 gen 2010 19:43

Fra i messaggi non emerge nessun forse. E`ormai recepito come sfacelo della giustizia, la cacciata inflitta a Craxi dal palcoscenico politico italiano. Apparato tutt`oggi in vigore di cui c`e d`aver paura.

Angelo Trovato

06 gen 2010 18:45

Non mi pare che lo scritto di Pansa sia appropriato per lo scopo che egli dichiaratamente si prefigge. Dal punto di vista storico, egli testimonia inoppugnabilmente che le inchieste di Mani pulite non mirarono a proteggere il PCI, come pretenderebbe la vulgata dei socialisti forzisti (e non solo). Dal punto di vista quantitativo, Panda documenta (non so quanto volontariamente) l'enorme sproporzione fra gli episodi corruttivi in cui sono implicati i partiti di governo e quelli che vedono al centro il più grande partito di opposizione (senza che ciò sia, ovviamente, una scusante). In punto di fatto, Pansa omette di precisare che contrariamente a quanto avveniva nello studio personale di Craxi in Piazza Duomo, nessuno ha mai dichiarato di avere lasciato pacchi di banconote a casa di Occhetto. Per finire, caro Pansa, è giusto che la valutazione di un uomo pubblico sia equanime e complessiva, ma non è affatto giusto volere istituire - a questo fine - parallelismi ingiuti e forzati.

giorgini roberto

06 gen 2010 17:52

Giusto l'articolo di Pansa! Purtroppo allora scriveva altre cose di segno opposto! Prima di parlare di rogna è meglio guardarsi allo specchio!

paolo donzelli

06 gen 2010 17:23

Che razza di futuro puo' avere un paese che pretende di celebrare Craxi come uno statista? E con la giustificazione che tutti i politici tanto hanno la rogna? Non credo che Einaudi o De Gasperi avessero la rogna, e nemmeno Berlinguer o Lombardi, e tanto meno Parri o La Malfa (padre). E infatti nessuno si lamenta se gli dedicano vie, piazze e parchi.

Dante

06 gen 2010 16:26

bisogna partire da un presupposto: contro Craxi ci sono state fior di sentenze definitive contro il PCI no (o comunque hanno riguardato dirgenti di realtà periferiche). se si comincia a dire come fa Berlusconi e anche se non lo dice lo fa capire Pansa che tutti i magistrati TUTTI hanno complottato per far fuori il PSI e salvare il PCI o i suoi eredi, possiamo tutti chiudere baracca ed andare a cantare la canzone di carnvevale dicendo che in Italia la corruzione non esisteva e nel fra il 1992 e il 1994 c'è stato un colpo di stato. conseguenza sarebbe l'arresto di tutti i magistrati da Bolzano a Ragusa in servizio in quel periodo...

ric

06 gen 2010 15:49

Il giudizio sereno è molto semplice:è stato uno dei responsabili dell'espandersi del debito pubblico di cui tutt'ora ne paghiamo pesantemente le conseguenze;le tangenti senz'altro le ha prese per il partito ma molte se l'è anche messe in tasca. Quando Pansa dice di conti elvetici maneggiati ('??)dai dirigenti ex comunisti mi sembra di sentire parlare Capezzone. Per il fatto che, secondo Pansa,erano quasi tutti ladri, dobbiamo ribilitare Craxi e dedicargli una Via? Ma il TORTO lo ha subito Craxi o gli Italiani?Sarebbe bello sentire la risposta di Pansa a questa semplice domanda.

Nicolò Romeo

06 gen 2010 14:45

Sarebbe ora che anche da parte del PD si abbandonasse la pretesa che gli eventi passati alle cronache come Tangentopoli abbiano riguardato la quasi totalità del mondo politico di allora, ad esclusione del partito comunista e dei suoi eredi. Chiunque abbia vissuto con un minimo di attenzione e di coscienza critica gli ultimi quarantanni della nostra storia politica non può non ricordare l'alto grado di condivisione del potere tra la DC, il PCI ed, in misura di gran lunga minore, il PSI che ha pervaso per quasi due decenni il nostro sistema politico, a partire dagli anni del "compromesso storico". Per uscire dal limbo politico in cui è costretto e per accreditarsi come credibile forza di governo il PD dovrebbe trovare il coraggio di affrontare una revisione critica della propria storia, esaltandone i motivi di orgoglio ma riconoscendone anche gli errori.

riccoboni

06 gen 2010 12:49

E incontrare De Michelis che condannato a qualche anno,mai scontato,tranquillamente perche le maglie della giustizia son larghe per i ricchi e potenti,non fa un bell' effetto.Servirebbe una seria analisi del fenomeno corruttivo-parassitario,e di come poter intervenire.Basterebbe volerlo fare.Ma con Ministri come Alfano o Castelli,o Previti,purtroppo non se ne esce.Certo CRAXI ed i suoi,non fu l' unico,ma prese supero' anche Andreotti,ma e' il consociativismo omertoso presente in tutti gli strati della societa' che nuoce.E Pansa,la Moratti e tutto il codazzo della corte del governo non vogliono assolutamente che si tocchi cio'!poi sulle tangenti rosse,toghe rosse,si' si sa che c'e' stato e c'e' ancora una corruzione piu' nascosta,ma ve la ricordate la Maxitangente di Gardini(pace all' anima sua?) e se stiamo ancora cosi' a chi giova?Berlusconi non credo sia immune,e fuori da queste pratiche deleterie;i suoi sostenitori puntano sul blocco giustizia-con taglio dei fondi alla polizia! e aumento di soldi a Brunetta ed il suo staff! per fiaccare le normali pratiche di uno stato :carcerare,reprimere,impedire i reati o prevenirli. SALUTI

vottuva

06 gen 2010 12:30

Reati permessi in italia-truffa concussione corruzione malversazione ecc falso ideologico reti violenti leggeri e non pesantissimi,diffamazione calunnia oltraggio;e conditi da domiciliari dorati e spesso poco controllati..perche' sono tagliate le risorse alle forze dell' ordine ed alla giustizia.Achi giova la paralisi della giustizia?Sicuramente a tutti,quelli che reatizzano o rateizzano le sanzioni e le pene che non arrivano mai,anche perche' esistono prescrizioni,amnistia indulti buone condotte,limte di eta'(sopra 75anni non si e' piu' compatibile con il carcere,domande di grazia e altro,reiserimento-vedi casi(Izzo,o mafiosi e delinquenti vari pentiti e/o non)Tutto questo giova a 1il blocco della giustizia 2 alla parte "peggiore" della societa'3 al ex PSI cambuiatosi in forza italia(garantismo!) 4 Alla lega ed alla estrema destra per protestare contro gl' immigrati(anche giustamente) o zingari (giusto quando rubano o peggio) contro i rumeni contro gli ebrei contro i diversi contro gli intellettuali contro gli alieni contro i lavoratori o quel che ne rimane. Il finto garantismo di Ferrara o di Pansa o di tanti altri;l' attaccare Di Pietro o i PubbliciMinisteri o l' autonomia del potere giudiziario e' un liet motiv che si sente qui in italia da quasi vent' anni.Ora anche Pansa porta i fiori sulla tomba di Craxi,mentre stefania Craxi parla nei centri sociali occupati dall' estrema destra. Si e' vero che Craxi non era il diavolo in persona,ma quel che fecero i suoi sull' onda del mangia mangia DC PSI con minore partecipazione della allora sinistra,e di qualcuno di destra,fu orribile e ancora ne paghiamo,e ne pagheremo -in termini di sprechi debito pubblico ecc-Pansa rivaluta le tangenti e svaluta la nazione ed i suoi cittadini che non hanno una giustizia perche' e' infinita e lo sara' di piu' perche' non si possono processare i potenti,o scappano prima o la legge non e' applicabile LEX DURA LEX no,e' meglio leccare e la legge e' uguale per tutti una bestemmia e poi e' anacronistico! e non serve! e' meglio la legge dei servi (o delle logge) saluti g

peep

06 gen 2010 12:26

è vero che si sono scagliati contro ,ma nel senno di poi ,sono i suoi che gli hanno tagliato l'erba sotto i piedi .uno per tutti,e c'è chi ha preso la palla al balzo,e vuole cambiare tutto (costituzione compresa),ma non è la politica al servizio del Paese,basta rispettare la legge. Chiediamoci perchè gli industriali scappano all'estero ,visto che grazie a questo Paese e alle sue leggi si sono arricchiti, forse ci sfugge qualcosa? ci vuole coraggio e nuove Elezioni non pensare solo a scappare.

Luigi

06 gen 2010 11:42

Sono un liberal-socialista, di una piccola cittadina che ha fatto politica al tempo di Craxi, ma che non è mai arrivato al potere, per cui anche volendo non ha avuto occasione di rubare; posso solo testimoniare che a livello locale, come del resto a livello nazionale, il disprezzo da parte dei comunisti sia "moderati" che "massimalisti" era ed è totale, specialmente della base. Vorrei solo far notare che non tutti i ladri sono in galera per cui se qualcuno non è stato condannato non significa che sia onesto specie in Italia dove i crimini scoperti sono pochissimi. Ad evitare teoremi vorrei solo dire che da parecchio non voto più, quindi Berlusconi non centra perchè poteva rendere l' Italia un paese moderno e civile e non l' ha fatto; gli atri poveriri arrivano sempre cinquanta anni dopo ma hanno sempre rarione loro.

FrancoPo.

06 gen 2010 10:56

Bettino, il caprone espiatorio. E' un eroe: quanti colleghi ha salvato dalla gogna? E di questi molti, grazie a lui, sono ancora in servizio effettivo.

colpani gioacchino

06 gen 2010 10:00

Grazie Giampaolo, la verità è come l'acqua, se piove, non fa distinzione. G. Colpani

Pier Paolo Castellari

06 gen 2010 09:53

Nessuna dannazione, caro Pansa, e nessuna illusione di impunità per quasi tutti gli altri. Si sono salvati quelli che, allora,erano fuori dal sistema. Gli altri ottenevano tangenti ed incriminazioni in proporzione al loro peso specifico nell'apparato politico reale. Si spartivano poltrone, tangenti ed inquisiti. Che Craxi sia rimasto il solo simbolo, latitante, di una consorteria è innegabile - anche per il suo presuntuoso atteggiamento assertivo e burbanzoso - che sia stato uno dei capi delle varie bande bassotti che si spartivano amministrazioni, ministeri, appalti ecc. è altrettanto certo. Come qualche generoso Comune dedica targhe generiche, ad esempio, "Ai caduti di via Fani" e specifiche ad Aldo Moro, potremmo dedicare un corso a Bettino Craxi e una piazza di confluenza a Tutti i ladri ignoti.

f.rossi

06 gen 2010 08:57

Caro Pansa vorrei sapere che cosa Le ha fatto il centro sinistra, perche' se la prende tanto con uomini come Occhetto, D'alema, e indirettamente anche con Berlinguer? Di tutto quello che ha scritto niente è stato mai provato. Secondo me sono solo calunnie, che servono a coloro come lei che sputano sul piatto dove prima hanno mangiato. Sono sempre stato un lettore dell'espresso, ma se non se ne fosse andato, avrei finito con non comprarlo piu'. Sono convinto che l'abbiano cacciato anche perche' l'espresso stava perdendo molti lettori.

FrancoPo.

06 gen 2010 07:32

Stante il particolare clima di quel periodo e le pressioni che venivano esercitate sui giudici vedrei con favore una revisione critica dei procedimenti contro Craxi e delle relative condanne. Un giudizio sulle modalità di formazione del pool di Milano. Un giudizio sul principio antigiuridico "non poteva non sapere". La consistenza delle prove a carico e discarico. L'omogeneità con gli analoghi procedimenti avviati (o archiviati) nei confronti di altri politici. Infine una valutazione d'insieme da consegnare alla storia.

Marco Scaglia

05 gen 2010 22:42

Voglio esprimere tutta la mia contrarietà alla proposta del Sindaco di Milano Moratti di dedicare una Via a Bettino Craxi, in vista del decimo anniversario della sua morte. Il mio non è accanimento, ma credo che Craxi non meriti commemorazioni ufficiali in nessuna città perchè è stato uno dei massimi rappresentanti di un sistema politico dannoso, che purtroppo non è mai stato definitivamente sconfitto e, come ha giustamente dichiarato Matteo Salvini: Milano ha almeno 100 nomi di personaggi illustri, che non sono passati per San Vittore o nei dintorni, che hanno veramente dato lustro alla citta' e che meritano venga loro dedicata una via, una piazza o un giardino. Di Pietro invece, anche in questa occasione, ha dimostrato di essere un furbetto che tratta i cittadini come se fossero incapaci di comprendere quanta falsità c'è nei suoi comportamenti. Infatti, mentre grida parole forti contro la proposta della Moratti, finge di dimenticarsi di essere stato Ministro nel II Governo Prodi (dal 2006 al 2008), nel quale c'era un Viceministro di nome Ugo Intini, ex portavoce di Craxi ed esponente di punta del suo PSI, e tra i Sottosegretari c'era Bobo Craxi, figlio dell'ex leader socialista e fiero difensore del padre. Senza contare le varie alleanze del partito di Di Pietro con partiti pieni di esponenti di partiti da lui definiti associazioni a delinquere.

Luca

05 gen 2010 20:23

Dal sig.Pansa mi piacerebbe sapere quanto vale in questo Paese la giustizia amministrata in nome del popolo italiano. Quanto vale e per chi vale ?. Quale è l'autorevolezza e la credibilità di un sistema il cui garante (la cassazione - non è creduto da nessuno. Se il giudizio dei "Giudici" ( o sono tali oppure siamo nella repubblica delle banane) su Craxi ha un valore allora si metta la parola fine sulla vicenda e lo si consideri per quello che è stato: un condannato per reati comuni aggravati dalla sua posizione privilegiata. Il responsabile della degenerazione o della continuazione di un sistema, mai finito, quello del centralismo democratico, amministrato ora dai custodi del verbo ora dai padroni dei forzieri di famiglia, che ha consegnato il Paese al sistema di Berlusconi, vero erede di Craxi e Andreotti.

rub fab

05 gen 2010 20:06

La damnatio memoriae e' una pratica catartica che vige da millenni. Pensare di abolirla per chicchessia e' come dire velleitario e patetico.. Poi i leader di allora erano Craxi , Forlani Andreotti Occhetto .La nostalgia e' veramente canaglia . ormai in talia siamo diventati come gli Slavi .Ci piace piu' ricordare che vivere

Carlo Trinchi

05 gen 2010 19:59

Caro Pansa, che il piu' pulito ha la rogna lo doveva scrivere il giorno dopo del discorso di Craxi alla camera. Scoprire, ricordare ora che anche i comunisti riscuotevano le tangenti e' tardivo. Come e' tardivo per molti altri riscoprire il povero, furbastro Di Pietro quale inconcludente leader politico di un partito che dice tutto ed il contrario di tutto. Quello, Di Pietro, era "l'uomo" che anche lei segui nella prima fase dell'ubriacatura di mani pulite. Nessun garante della vera democrazia si chiese mai se quelle galere erano legali oppure erano un arbitrio avallato dal furore popolare. Tutti eccitati, tutti forcaioli. Craxi, come ella ben sa', pago' perche' era l'unico che poteva sbarrare la strada ai comunisti "trombati" dai fatti russi dell'89. Dedicare oggi una strada a Craxi e' ben poca cosa anche se condivisibile. Di certo si vorrebbe fare a meno di coloro che per esistere ancora cambiano troppo in fretta e troppo spesso opinione e che farebbero bene ad avere piu' coerenza di appartenenza. Se poi le cose vanno diversamente da quanto da questi voluto che si tolgano dalle scatole invece di inventare partiti su partiti il piu' possibile simili, per continuqre ad esistere, a Berlusconi. Un saluto Carlo Trinchi.

vittorio lupis

05 gen 2010 19:56

Sono daccordo con Lei signor Pansa. Craxi è stato il capo espiatorio dell'intero sistema. Le teste d'uovo della magistratura di sinistra (daccordo con il PCI) hanno uitlizzato Di Pietro per picconare il sistema, con la speranza di raccoglierne i frutti. Poi come sappiamo non è andata così. In ballo inoltre c'era, a mio modesto avviso, non la moralizzazione della politica, cosa sacrosanta, ma la guida della sinistra in Italia visto la caduta del muro. Era evidente che gli ex comunisti non potevano sperare di essere loro a guidare una forza riformista di ispirazione Socialdemocratica in Italia. Bisognava elimanare dalla scena politica i Socialisti.

Dante

05 gen 2010 19:53

e ti pareva che i corrotti erano i comunisti!!! peccato che il Sig. Craxi fosse tecnicamente un pluricondannato latitante... si dimentica di dire che il PCI ha avuto le sue inchieste (vedi Nordio a Venezia fra l'altro magistrato dichiaramente di destra) inchieste che si sono sgretolarte come castelli di carta... non altrettanto può dirsi per il Sig. Craxi....

Claudio Musacchio

05 gen 2010 19:51

ottimo articolo e se posso aggiungere qualcosa : Il fatto che Craxi , sia in sede giudiziale che in parlamento , abbia confermato pubblicamente tali finanziamenti alla politica , lo rende un grande rispetto ai tre nani ancora viventi Occhetto , D'Alema e Veltroni che ancora oggi negano la verità . Salutissimi

Nicola

05 gen 2010 19:02

Ma se il PCI/PDS "aveva la rogna" sulla base, mi pare, del noto principio legale del "senza fumo non c'e' arrosto" (Greganti nega, ma questi conti, insomma...), Berlusconi che cosa ha? Piu' in generale mi sfugge l'interesse di questo articolo. "Non possiamo ritenerlo dannato per sempre"? E va bene, ok. Non era l'unico a rubare. E va bene, ma anche se fosse? Se pure avesse rubato anche il PCI? Con il pietoso senso civile comune che abbiamo in Italia (dall'evasione fiscale in poi) ci mancava proprio l'invito a non essere troppo cattivi con la memoria del politico simbolo del magna magna. Ma non c'e' proprio questione piu' urgente in Italia su cui scrivere un articolo?

Michele Mulazzani

05 gen 2010 18:36

E' incredibile la disinformazione di certi commenti su questo forum: il signor Franz sostiene che nel dopoguerra "la Pubblica Istruzione era appannaggio e gestita dai comunisti". Incredibile, visto che il Ministero della Pubblica Istruzione e' stato sempre in mano a esponenti della DC sino alla sua sparizione. Per piacere, informarsi prima di scrivere!!!

giorgio

05 gen 2010 18:34

Non riesco capire queste persone che non rispettano le idee della gente. Se sta leggendo "Il Giornale" o "Libero" ti insultano e ti aprostofano FASCISTA. Se sei di sinistra e vai al centro sei "vigliacco traditore", se un giornalista era di pensiero di sinistra si ricrede nel corso degli avvenimenti è un "vecchi degenerato". E' mai possibile vivere nel mondo che si stà vivendo? Le idee bolsceviche sono del passato ed è stato un fallimento. E' giusto, ricredersi, vedere il presente e soprattutto rispettare le idee di persone che il comunismo del dopoguerra l'hanno vissuto. Imparate a rispettare le persone e sarete più credibili nelle vostre oppinioni. Smettetela di guardare il passato è passato e non tornerà più, perché nessuno lo vuole soprattutto i vostri politici!

Fabio Roda

05 gen 2010 18:29

Se il più pulito aveva la rogna, si sarebbero dovuti mettere in galera tutti. Ho la certezza che anche al giorno d'oggi, la rogna continui ad invadere le stanze della politica e, per lo tanto, dovremmo mandarli in galera tutti. Il giudizio che ho dei politici è più che sereno, in galera chi è contagiato dalla plaga della corruzione, chi è colluso con la mafia, chi intasca i soldi dell'esagerato stipendio senza assistere al parlamento. Basta con i privilegi dei deputati e senatori. Basta con il pietismo per esseri che non meritano nemmeno di essere ricordati, figuriamoci dedicare loro vie, piazze o quant altro. Sicruramente non sono un bell'esempio per i nostri figli.

umberto

05 gen 2010 18:17

10 anni da un punto di vista storico, non sono niente e Craxi è stato condannato per corruzione ed è morto nella sua villa in Tunisia perchè latitante. Se l'Italia vuole diventare un paese come il resto d'Europa si devono rispettare le leggi e le sentenze. Se ad un controllo di velocità risulto fuori dai limiti devo pagare la multa, non posso dire che altri milioni di italiani non rispettano il limite di velocità.

Andrea Pievaroli

05 gen 2010 18:14

Ho 43 anni e ricordo molto bene cosa scriveva Pansa all'epoca dei fatti. Tutti possono cambiare idea, certamente; ma che ora il dott. Pansa ritenga di poter pontificare su quegli episodi scrivendo cose opposte a quanto da lui stesso scritte 15 anni fa mi sembra davvero troppo. Se davvero ritiene di aver sbagliato tutto potrebbe chiedere scusa in privato a chi fatto danno attraverso la sua professione. In privato; e astenersi dallo scrivere ancora Distinti saluti

Sergio

05 gen 2010 18:02

tutti ladri nessun ladro evviva.

Franco

05 gen 2010 18:00

Smettiamola di criticare Pansa se su molti temi ha cambiato posizione.Del resto anche Giorgio Bocca e Eugenio Scalfari fecero delle belle giravolte.Del resto soltanto gli stupidi non cambiano mai opinione.Per quanto riguarda Craxi, è importante stabilire relativamente alle tangenti ,se esse servivano a finanziare il partito (male )o servivano per l'arricchimento personale (peggio,molto peggio ).Qualcuno gli vuole attribuire qualità di grande riformista.Ma quali riforme ha fatto ? Mi risulta invece che abbia dato una bella mano a fare esplodere il debito pubblico insieme ai dc,al pci e al sindacato.

elio

05 gen 2010 17:35

RUGANTINO, sapessi quanti hanno i tuoi stessi dubbi e le tue stesse certezze su quel periodo della poltica italiana! il perchè il pci sia stato solo sfiorato dalle inchieste turba ancora i sonni di molti italiani che un'idea, visto quello che è successo dopo, se la sono fatta. per quanto mi riguarda sono convinta che la stagione di mani pulite sia stato un vero e proprio golpe della magistratura ai danni di una classe politica in particolare, per poter poi regalare l'italia al pci. ricordo la "gioiosa macchina da guerra" di ochettiana memoria, ricordo l'uscita del manettaro dal pool milanese ed il regalo offertole da baffino d'alema candidandolo al mugello, feudo rosso che gli garantiva l'elezione al parlamento. era tutto pronto per poter fare dell'italia uno stato comunista ma....qualcuno ruppe le uova nel paniere ai compagni.....e quel qualcuno non fu mai perdonato ed ancora oggi si tenta di tutto per disarcionarlo. la guerra continua tuttoggi senza esclusione di colpi ma, fortunatamente, i compagni hanno trovato pane per i loro denti.... certo sarebbe giusto sollevare il velo misterioso, come dici tu, su quegli anni, sui mandanti e su tutto quello che fu in quegli anni. questo succederà solo se uno degli artefici farà "revisionismo" come ha fatto e sta facendo il dottor pansa.

Adriano

05 gen 2010 17:29

Caro Pansa non ti smentisci mai , sempre con la testa rivolta all'indietro , e poi anche se altri partiti rubavano (e giu' con la canea contro il pci ) questo non assolve Craxi . Un ladro che cerca eguali in casa di altri per gustificarsi rimane pur sempre un ladro. La saga di Craxi serve a giustificare il vittimismo dell'attuale classe dirigente che ci dice in tutti nodi che non vuole giudici fra i piedi non vuole indagini non vuole intercettazzioni e cosi' via, ma vogliono continuare a rubare come sempre . Chediamoci invece come mai in Italia le opre pubbliche costano tre volte tanto la media europea Questo accade perche troppi giornalisti come purtroppo Pansa hanno la testa rivolta all'indietro

Otto

05 gen 2010 17:11

FINALMENTE!!!

C Signore per Francesco

05 gen 2010 17:08

Egregio Francesco, se Pansa si sofferma sulle "porcherie" del vecchio PCI/PDS, lo si spiega col fatto che, a differenza della DC e del PS, gli ex comunisti non solo sono stati l'unico grande partito a uscire indenne dall'operazione tangentopoli, ma coloro che, più di ogni altro, hanno condiviso, gioito e contribuito alla condanna di Craxi e al suo esilio a vita. Lei dice che di non essere comunista e che il problema non la tocca...Il guaio, egregio Francesco, è che da noi c'è tanta brava gente che si dice non comunista, ma che nel suo modo di pensare, di reagire e di prendere le difese dei comunisti, dimostra di essere rimasta infettata da quella dottrina e da quel pensiero che tanto dolore e tanto male hanno inflitto all'umanità intera. Lei, Francesco, si domanderà forse dov'è tutta la malizia e l'iniquità di quella dottrina. Le rispondo che la malizia e l'iniquità di quella dottrina si riassumono in una sola e semplice idea, inculcata fin dentro le trippe di coloro che la seguono: "Noi siamo i buoni e gli onesti (cui tutto è consentito) e "Loro" sono i cattivi e i corrotti (che ad ogni costo vanno condannati ). E' l'idea che il commissario boliviano di polizia, tonino di pietro di montenero di bisaccia, ha fatto prontamente sua (gli estremismi di destra e di sinistra si toccano) fondando "l'Italia dei Valori", proprio per combattere a morte tutti quelli che, non iscrivendosi al suo partito, danno la prova lampante e confessano apertamente di appartenere all'Italia dei disvalori e dei corrotti. Con simpatia. C Signore Ho conosciuto anch'io Giampaolo Pansa circa dieci anni fa (in periodo di tangentopoli...) in quel di Chiusi/Chianciano e conservo tuttora la mia ammirazione e stima per il giornalista e scrittore Pansa. Vorrei però sottolineare a malincuore che anche questo articolo non é molto equilibrato. Sono in accordo con quanto scritto fino a metà in cui vengono elencati i partiti coinvolti in Tangentopoli, un pò meno quando per TUTTA l'altra metà dell'articolo si elencano SOLO ( ? ) le "porcherie" del vecchio PCI/PDS. La rivalsa e la "vendetta" non fanno parte della Sua cultura dott.Pansa! Premetto che non sono 'comunista, quindi il "problema non mi tocca"; tuttavia ho notato che, pur d'accordo con le sue 'invettive' contro i partiti e in genere contro l'attuale sinistra (....), la sua direzione di "sfogo" riguarda troppo spesso il PCI/PDS/DS e la Repubblica/Espresso in cui per molto tempo ho letto i suoi articoli e bestiari! Non sono in sintonia con Lei nel rivalutare Bettino (ricordando anche come divenne segretario del partito...) e tanto meno giustificare il Caimano come accenna Lei in qualche occasione: revisionismo SI, rivalsa (o vendetta dipende dal punto di vista..) NO! Anche la da Lei definita "Balena Bianca" ricevette dagli americani notevoli finanziamenti che non vengono ricordati! Cordialmente matar 05 gen 2010 10:18 Sarà per lo spazio obbligato, ma è venuto fuori un articolo sulla corruzione del PCI. Mah

gino ginetto

05 gen 2010 17:01

Naturalmente il più pulito era il mitico e benemerito Bettino. Adesso ci racconti quanto erano feroci e crudeli i partigiani assassini che trucidavano senza pietà i giovani repubblichini di Salò. La storia può essere vista, rivista, rivisitata e rimestata. Onore e gloria a tutti...boh

F. Panzi

05 gen 2010 16:49

Caro Pansa, orma il suo stile è a pieno titolo omogeneo a quello del PdL: in un articolo dedicato a Craxi di chi si parla ? Degli altri. E' vero che Craxi non può essere considerato un demonio, ma se prendiamo l'Italia nel 1992, come la giudichiamo ? Bene, è l'Italia che esce da dieci anni di scena politica in cui Craxi è stato forse il maggiore protagonista. Per cui si comprende la rabbia e anche il dolore degli amici di Craxi, ma l'Italia del '92 è l'eredità che Craxi ci ha lasciato.

bubastis

05 gen 2010 16:38

Craxi latitante? Tecnicamente lo era. Ma anche Gesù Cristo, tecnicamente, era per lo stato Romano un criminale. Eppoi a leggere quanto scritto da Pansa, quanti potenziali criminali ci sono in giro. Soltanto che la magistratura non è, diciamo così, "riuscita" a pizzicarli. Quindi, sempre stando a quanto scrive Pansa, quanti incapaci ci sono in quella categoria. Invece che "resistere, resistere, resistere" era meglio se il loro motto fosse stato "insistere, insistere, insistere". Ma basta non volere!

adri

05 gen 2010 16:16

Il famoso discorso di CRAXI alla Camera che chiedeva ai presenti di alzarsi ed annunciare che il proprio partito non aveva preso tangenti è la prova regina di quanto tutti i più importanti partiti,compreso il comunista,fossero implicati nel malaffare del finanziamento alla politica.Grazie DOTT,PANSA per l'onesta intellettuale che dimostra sempre più.

Joseph

05 gen 2010 16:02

E come al solito i cattivi sono quelli del PDS!!! Ma la credibilità di un giornalista nasce anche dalle opinioni dello stesso nel passato. Vogliamo ricordare le sue opinioni al tempo di Mani Pulite? Vogliamo ricordare l'attacco contro Giuliano Ferrara negli studi del programma di Santoro? Vogliamo ricordare le sue continue giravolte fino alla conclusione di oggi dove gli unici corrotti erano quelli del PDS, mentre Craxi è diventato un povero santo (latitante)? Qui non si tratta di essere di destra o di sinistra, ma di avere un minimo di onestà intellettuale. Almeno per evitare di cadere nel ridicolo!!!

Giuseppe Fumagalli

05 gen 2010 15:54

Chissà se questo Pansa è poi lo stesso di qualche anno fa o, molto più probabilmente, il suo fratello gemello ... va bene che i giri di valzer servono a festeggiare ogni nuovo anno, ma con troppi giri finisce poi per girare anche la testa. Ormai anche un articolo di Pansa sulla vita sessuale delle formiche, alla fine va a battere sempre sullo stesso chiodo. Complimenti!

rita spaggiari

05 gen 2010 13:48

Istintivamente credo a Giampaolo Pansa. Io, all'epoca, non seguivo molto la politica. Mi sembra che la polemica, ancora in atto e chissà per quanti giorni ancora, sul'idea del sindaco di Milano di dedicare a Craxi una via (o una piazza, non ricordo), sia la dimostrazione del fatto che ci si continua a perdere in questioni di scarsa utilità. In ogni caso, volendo spendere un po' di minuti su questo tema e assodato il fatto che il più pulito ha la rogna, direi che una cosa non implica l'altra, per cui io non la farei - almeno per il momento - questa cosa. Saluti all'impareggiabile Pansa.

Giuseppe Gloria

05 gen 2010 13:42

Caro Pansa L’idea del Sindaco Moratti di intitolare una strada a Craxi ha sollevato un sacco di critiche. Critiche dovute all’accusa che Craxi”non poteva non sapere “ della corruzione imperante nel periodo di tangentopoli. Molte strade e piazze d’Italia sono dedicate a uomini politici il cui comportamento ebbe lati quantomeno oscuri . Ne cito due : Giovanni Giolitti e Palmiro Togliatti. Giolitti fu’ attaccato furiosamente in Parlamento e fuori da molti critici ( fra cui Salvemini ) con l’accusa di essere “il Ministro della malavita”. Quanto a Togliatti basta citare la corrispondenza che lui e Pietro Secchia ebbero con Stalin attraverso l’ambasciatore dell’Unione Sovietica a Roma Kostilev alla vigilia del 18 Aprile 1948. Corrispondenza che chiedeva espressamente a Stalin l’autorizzazione a scatenare la guerra civile in Italia utilizzando le armi nascoste dal PCI dopo il 25 Aprile ’45 e servendosi delle strutture paramilitari degli ex partigiani comunisti (mai sciolte nonostante la guerra fosse finita da circa 3 anni), nel caso la D.C. avesse vinto le prossime elezioni . Questo comportamento si chiama, a mio modesto parere :“tradimento delle Istituzioni dello Stato “ reato per il quale in tempo di pace non esiste la prescrizione ed è previsto l’ergastolo, e in tempo di guerra è prevista la Corte Marziale e la fucilazione. . La risposta di Stalin fu’ negativa e le ragioni sono spiegate con ampie prove documentali dai libri del grande storico Victor Zaslavsky (recentemente defunto) . Allora se si nega una via a Craxi occorrerebbe cancellare retroattivamente tutte le vie e piazze dedicate a Giolitti e Togliatti ? Vorrei sapere il suo parere G.Gloria

jofalchetto

05 gen 2010 13:00

Conclusione! I magistrati milanesi sono stati dei "pirla" che non sono riusciti a mettere in gabbia i famelici comunisti, i magistrati hanno le toghe effettivamente rosse e i famelici comunisti sono stati così furbi ma così furbi che sono riusciti a non farsi pizzicare con le mani nella marmellata.

jofalchetto

05 gen 2010 12:57

Dimenticavo! Non si può negare la figura di statista di Craxi (al contrario del signor B) ma qualche cavolata l'ha fatta pure lui e non si ci si può rifugiare dietro alla teoria "tutti colpevoli quindi nessun colpevole".

Franz

05 gen 2010 12:53

Caro dottor Pansa, ormai c'è abituato ma sentirà quanti "starnazzamenti" per questo Suo nuovo "Bestiario"! Dal PCI ai DS mai nessuno ha fatto autocritica e anzi i vertici e gli eredi hanno continuato a "galleggiare", col sostegno di certa magistratura altrettanto faziosa e senza vergogna, fino ad oggi e chissà per quanto ancora. Ma sa, loro sono dei "moralisti/moralizzatori" e Lei è un pazzo/opportunista nel voler imputare loro alcun provento di tangenti. Sa qual'è l'errore commesso dalla nostra Repubblica nell'immediato dopoguerra? E' l'aver pattuito, per spartizione con altri settori, che la Pubblica Istruzione divenisse appannaggio e fosse gestita dai comunisti: pensi ai nostri tanti "pseudo-intellettuali" detentori della verità unica ed alle imposizione dei libri di testo, soprattutto quelli storici che mai hanno informato sul vero volto del comunisma, delle foibe, di Katin, del "triangolo rosso" emiliano, ecc.! Per favore, continui a scrivere, usi tutti i mezzi possibili per raccontare la verità. Cordialmente.

Enrico Antonioni

05 gen 2010 12:46

Però io la ricordo bene dottor Pansa, che girava l'Italia partecipando a convegni di "indignati" pidiessini. La ricordo a Genzano, nella sala dell'enoteca comunale, come alzava la voce nel tripudio generale. Non la rimprovero. Le chiedo solo perché. Perché persone della Sua levatura si sono accodate all'indignazione generale, ipocrita come tutte le indignazioni collettive. Perché, al momento, persone della Sua levatura non hanno avuto il coraggio o la voglia di raffreddare gli animi e di diffondere ragionamenti un po' meno rozzi della caccia all'untore. Perché ne conosco sà (oddio si scrive con l'accento?) tanti di socialisti impallinati e poi assolti o prosciolti dopo anni durante queste battute di caccia. Il bel risultato è questa seconda Repubblica nella quale il "primato della politica" (ricorda? era un cavallo di battaglia della sinistra) non esiste più, a favore del primato del "capitale" e dei "poteri forti". Il bel risultato è che il figlio di un uomo nel cui studio si svolgevano le riunioni clandestine del CLN Alta Italia, il segretario del partito socialista italiano, viene "riabilitato" dall'estrema destra neofascista. Il bel risultato è la damnatio memoriae sul socialismo, al punto che si fa un film sulla vita di un sindacalista socialista ammazzato dalla mafia (Placido Rizzotto), che era anche segretario della sezione Psi, e nel film si riesce a non farlo mai apparire. Il bel risultato è che giornali e televisioni osservano il silenzio assoluto su tutti quelli che tentano di riportare l'Idea socialista in vita. Ora un giudizio sereno su Craxi? Ben venga. Assieme a un giudizio altrettanto "sereno" sulle vergogne che Le ho citato. E sono solo una goccia nel mare.......

Gianluca Amato

05 gen 2010 12:33

Latitante. Non è giustizialismo, ma un dato di fatto reale.

Michele Rusca

05 gen 2010 11:48

Egr. Sig. Pansa Come tesserato alla Gioventù Repubblicana vissi drammaticamente quel periodo . Lo slogan scelto da Giorgio La Malfa , persona verso la quale ho solo sentimenti di stima , per la campagna elettorale precedente alla bufera giudiziaria di mani pulite era : " voglio unire l'Italia degli onesti e farla vincere" salvo poi scoprire che le caramelle in tasca le avevamo anche noi. In ogni caso non posso che concordare con quanto da lei scritto , aggiungo che peso sia onesto riconoscere che Craxi sia stato "capro espiatorio" di una colpa diffusa nella quasi totalità dei partiti non solo, purtroppo, della cosidetta "Prima Repubblica". Vorrei tuttavia poter dire con altrettanta chiarezza che considero sbagliato , da parte dell'ex segretario del PSI essersi sottratto al giudizio della magistratura . Volendo in fine dare un giudizio complessivo , per quanto il mio possa contare , non posso non concordare con quanti lo ricordano come uno statista di indubbia capacità e longimiranza e SI' una via se la merita !

Rugantino cs

05 gen 2010 10:54

Egregio Pansa, a rischio di apparire dietrologo, confesso che non riesco a liberarmi dall'idea che l'intera operazione "Mani pulite" altro non sia stata che un riuscito golpe bianco che dietro l'apparenza di limpida e legittima operazione giudiziaria, era inteso a sconvolgere di sana pianta l’intero quadro politico del paese che teneva in piedi da più di cinquant’anni. Quando si osservano le modalità con le quali essa è nata, si è sviluppata e ha preso fine, è difficile poter escludere che quell’operazione sia stata il frutto di un disegno politico, il cui vero obiettivo era di colpire a morte gli storici avversari politici della sinistra. Tale operazione fu affidata, per l’essenziale, a due marionette, una, autoritaria, quella del commissario di polizia boliviano, tonino di pietro di montenero di bisaccia, che per la circostanza ricevette di fatto pieni poteri (ci furono sucidi dovuti alle sue brillanti iniziative, con le quali egli, da quel demagogo consumato che è, era riuscito a farsi un nome e una fama che contava sfruttare per il suo ingresso trionfale in politica) e l'altra, piuttosto melenza e intellettuale, interpretata dal Procuratore capo Borrelli (quello di resistere, resistere, resistere). I due, appoggiati da un gruppetto di magistrati, inaugurarono apertamente la stagione della magistratura politicizzata, decisa ad intervenire in modo diretto e determinanante nella politica del paese e, più o meno consapevolmente, riuscirono a fare in modo che le forze che si opponevano alle aspirazioni di governo degli ex comunisti, cioè la Democrazia cristiana e il Partito socialista di Craxi, fossero totalmente demoliti e interamente annientati (caso assolutamente unico nella storia politica mondiale). Il golpe terminato, tuttavia, apparve chiaro a molti che, lungi dal rappresentare la patetica pretesa di aver sconfitto la corruzione, esso era servito egregiamente a spianare la strada ad un governo delle sinistre che tutti gli osservatori vedevano ormai al potere per almeno una trentina d'anni. A sconvolgere il progetto, ci fu poi l’imprevedibile comparsa dell'uomo di plastica che, proprio per questa ragione, si attiro' una campagna di odio, di insulti e di calunnie, mai riservata a nessun altro uomo politico, campagna che perdura tuttora alla grande. Oggi tutti ammettono che Craxi non fu più colpevole di moltissimi, se non di tutti gli altri lieder politici del momento e tutti riconoscono (tranne il commissario boliviano tonino da bisaccia) che fu l’uomo che l'odio degli ex compagni e la paura e la vigliaccheria degli altri, condannarono a essere il capro espiatorio della situazione e costrinsero a pagare, unico e solo, per l’intera classe politica. La riabilitazione della figura di Craxi sembra oggi cosa auspicabile e perfino doverosa (sempre con l'eccezione del paranoico commissario boliviano tonino da bisaccia che vorrebbe disperderne le ceneri al vento o darle in pasto ai cani randagi). Le chiedo invece, egregio Pansa, se non varrebbe la pena che uno storico capace ed avvertito si desse la pena di cercare di sollevare un lembo del velo misterioso che avvolge a tutt’oggi gli attori, i mandanti, i moventi e gli avvenimenti di quello straordinario golpe, conosciuto soprattutto col nome acchiappapolli di "mani pulite". Cordialmente. Rugantino

stefano quadrio

05 gen 2010 10:49

E' tutto vero, ma le sembra opportuno che la dedica di una via preceda e non segua la riabilitazione politica e giuridica di un uomo condannato in via definitiva per reati gravi?

francesco

05 gen 2010 10:21

Ho conosciuto anch'io Giampaolo Pansa circa dieci anni fa (in periodo di tangentopoli...) in quel di Chiusi/Chianciano e conservo tuttora la mia ammirazione e stima per il giornalista e scrittore Pansa. Vorrei però sottolineare a malincuore che anche questo articolo non é molto equilibrato. Sono in accordo con quanto scritto fino a metà in cui vengono elencati i partiti coinvolti in Tangentopoli, un pò meno quando per TUTTA l'altra metà dell'articolo si elencano SOLO ( ? ) le "porcherie" del vecchio PCI/PDS. La rivalsa e la "vendetta" non fanno parte della Sua cultura dott.Pansa! Premetto che non sono 'comunista, quindi il "problema non mi tocca"; tuttavia ho notato che, pur d'accordo con le sue 'invettive' contro i partiti e in genere contro l'attuale sinistra (....), la sua direzione di "sfogo" riguarda troppo spesso il PCI/PDS/DS e la Repubblica/Espresso in cui per molto tempo ho letto i suoi articoli e bestiari! Non sono in sintonia con Lei nel rivalutare Bettino (ricordando anche come divenne segretario del partito...) e tanto meno giustificare il Caimano come accenna Lei in qualche occasione: revisionismo SI, rivalsa (o vendetta dipende dal punto di vista..) NO! Anche la da Lei definita "Balena Bianca" ricevette dagli americani notevoli finanziamenti che non vengono ricordati! Cordialmente

matar

05 gen 2010 10:18

Sarà per lo spazio obbligato, ma è venuto fuori un articolo sulla corruzione del PCI. Mah!!!

Midode

05 gen 2010 10:11

Dott. Pansa perché dice, al passato,: "Ma allora il più pulito aveva la rogna"? Credo che ancora oggi ci sia quantomeno della scabbia!!!

daniele

05 gen 2010 10:07

Caro Pansa, il solito articolo che prende come pretesto una cosa, per attaccare la sinistra; ma davvero così male si è ridotto ? In ogni paese del mondo le inchieste le fa la magistratura e tutte queste sentenze che lei sputa sul ex PCI sono vergognose; ci sono state varie procure che hanno indagato sul PCI ( perchè non cita Venezia con Nordio ?), ma che hanno dovuto poi stralciare l'accuse; e non è vero che molti dirigenti PCI non siano stati condannati. Per quanto riguarda Craxi è chiaro che per vari tribunali della Repubblica abbia commesso degli illeciti; ed il suo tentativo di fare un bel minestrone e mettere in mezzo in modo subdolo un pò tutti, non può levargli putroppo il titolo di latitante e di condannato ( se ancora in questo dannato paese le sentenze di un tribunale contano); il resto è l'ennesimo castello di accuse senza senso, all'interno di un articolo deprimente.

coerenza38

05 gen 2010 10:01

Leggendoti,coro panza,mi convinco sempre di più che l'età fa brutti scherzi.Sono stato un grande craxiano,e pur approvando tutte le cose che hai menzionato,non approvo che anche nel più piccolo comune venga intitolato anche un metro quadrato a Craxi,perché non ha creduto nella forza dell'Italia e degli Italiani.Faresti bene ha raccontare tutto di quel periodo,chi era al governo e chi si sottrasse a dargli una mano per farlo ritornare in Italia.Oggi quel signore,come suo costume,ha elargito una poltroncina alla figlia dell'uomo che l'ha reso potente.michele

FrancoPo.

05 gen 2010 09:34

Ma Bettino ha avuto le sue condanne. Molti altri no. Anzi, stavano per prendere il potere in Italia. E chi si è levato ad impedirlo è stato oggetto dello stesso accanimento giudiziario, il maggiore che la storia ricordi. Non sorge, obiettivamente, il sospetto di un tentato golpe?

gio.vanni

05 gen 2010 09:33

Egregio dr. Pansa, il suo articolo manca della conclusione: chi alla fine ha davvero pagato il conto?

savino

05 gen 2010 01:05

Gianpaolo caro, se allora il più pulito avevaa la rogna, dimmi se tu eri esente da peste, non credo tu abbia il diritto di insultari i tanti politici onesti presenti in quasi tutti i partiti , malgrado te l'Italia vantava decine di migliaia di onesti idealisti di cui oggi siamo orfani. E curiosa la colossale menzogna nell'attribuire al P.C.I. P.D.S. come il più tenace avversario di Craxi, e facilmente distinguibile l'ignoranza dalla malafede, credo sei il solo a non essertene accorto che il più grande avverso del P.C.I. P.D.S., peggio che i fascisti ed i sovversivi democristiani e stato proprio il tuo caro Bettino, credo che la tua frase Bettino dannato per sempre, l'ai proprio azzeccata. Ciao caro, sereno anno nuovo.

savino

05 gen 2010 00:45

Grande Pansa, da quando è morto Bettinio non vende più libri, caro quelli si che erano tempi, bastava essere contro qualcuno per fare soldi, la onestà intellettuale fa acqua da tutte le parti, Sei bravissimo a scavare freeneticamente nel P.C. I. P.D.S. che la corruzione più che praticarla l'a subita, mai hai usato la tua capacità e onesta intellettuale per distinguere gli schizzi di corruzione da grandi sistemi organizzati come vere e proprie imprese, spero che nessuno più possa vivere di rendite per asservire a un o altro partito, caro Gianpaolo ai grandi capacità usale onestamente. Non vedo liste nel tuo elenco dei D.C., P.S.I. per non parlare del più eterno pentapartito e le loro filiali di associazioni a delinquere impune.

Luca Armienti

05 gen 2010 00:09

Dobbiamo ritenerlo dannato perchè faceva parte a gran titolo di quella classe dirigente che, con una gestione della finanza pubblica criminale, ce l'hanno lasciata in questo stato. E' negli anni '80 che il debito va fuori controllo: i governi degli anni '70 almeno hanno la scusa che tanto c'era la banca d'Italia che emetteva moneta, comprando i titoli di stato,aumentando l'inflazione e svalutando così anche il debito, tenendolo in un certo senso sotto controllo. Ma negli anni '80 lo sì è lasciato andare fuori controllo senza fare una, dico una, mossa. Come se un debito al 120% del PIL non fosse un problema.

lupimor@gmail.com

04 gen 2010 23:21

Caro Direttore, quando la sinistra ha trovato in capo espiatorio non lo molla più. Lo sanno tutti, Pansa compreso. Segnatamente quando si picca di dimostrare la sua superiorità morale per far passare sottotraccia le proprie birichinate. E' il metodo collaudato della doppia verità e della doppia morale. Craxi s'era fatto molti nemici, non solo a sinistra. Erano nemici, nati ben prima di Tangentopoli e non per esecrazione morale verso le tangenti al PSI, erano tutti sulla stessa barca, ma per la sua linea politica che mirava a svincolare il PSI dalla subalternità verso il PCI. L'avversione a Craxi derivava da quella miriade d'interessi e di convenienze reciproche che il sistema Italia aveva costruito sui due piloni portanti: la DC e PCI. Ciascuno coi propri sotto piloni, a cascata. Gli interessi, politici, economici e sociali avevano tali e tante ramificazioni, interconnessioni e potere derivato che il turbamento o il sospetto di possibili cambiamenti facevano scattare gli anticorpi del sistema. Uno scenario politico con DC, PCI e PSI quasi equivalenti elettoralmente era assolutamente da evitare. Arrivò l'89. L'inerzia culturale e la pavida miopia delle forze politiche non colsero l'occasione; o forse non avevano gli strumenti necessari per coglierla. Quando scoppiò Tangentopoli, gli eredi del PCI, PDS+PRC, giocarono tutto sulla possibilità di prendere due piccioni, DC e PSI, con una fava. Il progetto fallì e nel frattempo altre forze erano entrate in campo: la Magistratura, col suo potere senza contrappesi e Berlusconi col suo consenso popolare. Per la Sinistra storica si spense la luce. Qualsiasi tentativo, anche il più misurato di riconsiderare la figura politica di Bettino Craxi, appare intollerabile, anche perché significherebbe che quei Comitati Centrali in cui l'avversione al socialismo riformista era al 90%, non avevano capito nulla. Intelligenza politica zero. Non è bello parlare criticamente dei defunti. Cordialmente Moreno Lupi

RENATO M.V.

04 gen 2010 23:18

NELLA MIA VITA HO VISTO 2 VOLTE IN AZIONE CAXI, NON IN FATTI PERSONALI .MA DI ALTRI, SI COMPORTO' DA UOMO DURO, DIREI POCO RISPETTOSO DELLE FORME ANCHE NELLE COSE BRUTTE. MI HA DATO L'IMPRESSIONE DI UN UOMO POCO RISPETTOSO DELLE REGOLE.CREDO CHE VOI NON SIATE TANTO ACCORTIDA NON SAPERE, CHE ANCHE FRA BANDITI CERTE REGOLE NON SCRITTE VANNO RISPETTATE, E CREDO CHE PROPRIO QUESTO, CRAXI, STATISTA MAGARI DI VALORE, NON HA FATTO.UN APPUNTO SULLA ROGNA, LA TEORIA CRAXIANA DEL TUTTI COLPEVOLI, TUTTI INNOCENTI E' DA RESPINGERE CON FORZA.UN PUNTO E' A FAVORE DI CRAXI, SE ERANO TUTTI COLPEVOLI, ALLORA TUTTI IN GALERA E BUTTARE VIA LA CHIAVE.CREDO NON PUBBLICHERETE, GRAZIE LO STESSO.

maurizio

04 gen 2010 22:20

La menzogna, ormai assurta a vero e proprio mito fondativo del Pds, Ds, PD - affermatasi anche grazie all'operato a senso unico dei magistati amici - ,che l'ex partito comunista fosse estraneo al sistema delle tangenti, è un falso storico da abbattere il prima possibile. Purtroppo credo che non sarà così facile, anche se in fondo tutti sanno come stanno le cose: basterebbe rileggersi il famoso discorso di Craxi in Parlamento. Ciò in quanto ci troviamo di fronte ad individui che, a distanza di trent'anni dalla caduta del muro di Berlino, non solo non hanno abiurato il comunismo, ma in molti casi ( su tutti il mitico baffino o l'inutile Vuolter) hanno vigliaccamente affermato di non essere mai stati comunisti. D'altronde da sempre la manipolazione della realtà fa parte del loro dna, e per riciclarsi in eterno e mantenere intatte le loro lobby di potere, sarebbero disposti a tutto: "anche a comprarsi delle banche". Hanno illuso per decenni i loro elettori che erano dalla parte dei lavoratori e dei poveri; che erano depositari della vera morale e vaccinati in eterno contro il virus dell'economia di mercato. Insomma la menzogna utopistica dell'ideologia marxista ha inzzozzato le acque della nostra democrazia per troppo tempo, ed è giunto il momento di purificarsi definitivamente. Bisogna liberare la nostra cultura dalle menzogne storiche che ci tramandano da più di mezzo secolo li epigoni di Stalin e Togliatti. Fra queste falsità c'è sicuramente quella che loro erano, anzi sono migliori di Craxi. Così non è. L'unica differenza è che Craxi è morto, mentre molti di loro da più di quindici anni sono ancora in parlamento, se non addirittura al quirinale.

anna maria mascheroni

04 gen 2010 21:50

articolo molto interessante che offre una sintesi di quel periodo che ricordo bene. Pansa, si ricordi uno dei meriti di Craxi, quello di aver proposto la legge sul diabete, che obbligava le regioni ad avere un Centro regionale di riferimento per tutti malati. Ne saremo sempre grati anna

dario

04 gen 2010 21:50

A Piacenza, sin dalla fine degli anni 70', i socialisti presenti in Giunta erano simpaticamente soprannominati 5%, per la rinomata trasparenza nella gestione della cosa pubblica.

vincenzo

04 gen 2010 21:32

lo trovo un pezzo indegno di un grande cronista. Indegno non perchè tira in ballo il pci, ma perchè con questo vuole in qualche modo riabilitare quello che il psi e craxi hanno fatto a questo paese. Trovo un pò patetico questo revisionismo storico per mano di uno che ha lottato per tutta la vita contro le ingiustizie ed adesso si ritrova a scrivere pezzi nei confronti di quelli che fino a qualche anno fa non aveva quantomeno il coraggio di criticare. ah già però all'epoca la critica era solo per il parolaio rosso....forse anche per la sua categoria il più pulito c'ha la rogna vero dott. Pansa? Un suo, in questo caso purtroppo, lettore assiduo.

eccomi

04 gen 2010 21:08

caro pansa,la leggo sempre con grande interesse non fosse altro per il piacere che mi da la sua prosa. l articolo su craxi mi lascia pero' qualche dubbio : non si esplicita fino in fondo che il " sistema socialista " , di cui bettino è da considerare almeno come ll responsabile principale , aveva veramente messo il paese in ginocchio .vede caro pansa , se andreotti fosse stato condannato anche se ingiustamente alla galera, ne sono sicuro , l avrebbe fatta!!! bettino invece,roso dal suo delirio di onnipotenza e dalla mancanza di statura da vero statista è invece scappato . peccato , la sua storia ed il giudizio su di lui sarebbero stati veramente diversi .

Mirco Baronio

04 gen 2010 20:56

Grande Pansa,il più onesto intellettuale dei nostri tempi.Da segretario di sezione nel '92/93 del P.S.I., non posso che riconoscergli i pregi sopra citati.