Lettera aperta all'archistar Alemanno: «Rivogliamo il Nuovo Campidoglio» di Stefano Ciavatta
Protesta. Un'associazione di architetti scrive al sindaco sul maxi concorso vinto da Cucinella e poi affossato. Dopo Michelangelo, la nuova cittadella la farà Caltagirone?
«Non ci saranno scelte elitarie che condizioneranno il volto urbanistico e architettonico della Capitale. Crediamo in un'urbanistica e in una architettura al servizio del popolo» ha dichiarato Gianni Alemanno, introducendo i lavori del workshop internazionale “Roma 2010-2020: Nuovi modelli di trasformazione urbana”, in corso all'Auditorium Parco della Musica di Romar tra le archistar Fuksas, Calatrava, Meier, Burdett, Calthorpe, Cordeschi, D’Agostino, Krier, Portoghesi.
Ma è dal popolo, quello degli architetti che arriva una lettera aperta al sindaco di Roma. Il Movimento “Amate l’Architettura” - si legge in un comunicato - «esprime il proprio disappunto per l’annullamento dell’incarico al vincitore del Concorso Internazionale “La Casa dei Cittadini Campidoglio 2”. Riteniamo preoccupante il suo proposito di voler procedere all’esecuzione dell’intervento tramite appalto integrato, richiedendo alle imprese di offrire il progetto delle opere. È evidente che con questa scelta la giunta Alemanno dimostra con i fatti di volere rinunciare ad essere attore coscienzioso e attivo nelle trasformazioni del territorio romano».
Il progetto di cui si parla non è una cosa qualsiasi, «ma la futura sede unica degli uffici comunali romani» come racconta l'architetto Marco Alcaro dell'associazione “Amare l'Architettura”. Per il trasferimento dal Campidoglio di Michelangelo al quartiere Ostiense in una cittadella da 4mila dipendenti, era stato indetto un maxi concorso internazionale nel 2007, il “Campidoglio Due”, che prevedeva un primo premio di 500mila euro al team vincitore. E a spuntarla era stato un gruppo coordinato dallo Studio Altieri con Mario Cucinella. Al secondo posto, a pochi punti di distanza, si è classificato il gruppo guidato dalla società Politecnica con Behnisch & Partners, e al terzo posto Vittorio Gregotti con Salvatore Dierna. Una selezione durissima e prestigiosa, tra star internazonali come gli olandesi Mecanoo o gli americani Som e Steven Holl, diventata anche una mostra con tanto di catalogo che oltre ad illustrare i dodici progetti. Poi però l'anno scorso a luglio (secondo il Sole24ore Edilizia e Territorio) l'assessore al Patrimonio Antoniozzi presenta una memoria in cui «prende atto che le mutate condizioni finanziarie dell'amministrazione non consentono di realizzare l'uintervento con propri fondi di bilancio» e per questo «si deve dare decisa preferenza a progetti che si ispirano a criteri di rapidità dei tempi di costruzioni».
La lettera aperta ad Alemanno prosegue: «L’idea che la progettazione possa essere “Offerta” dalle imprese, dimostra oltre che scarsa attenzione al valore culturale delle tematiche architettoniche, anche la profonda ingenuità di chi si illude che un supposto risparmio iniziale non sarà puntualmente pagato in seguito dalla collettività per la mancanza di controllo sulle scelte di progetto. Appare quindi assolutamente scorretto oltreché ridicolo spendere risorse e denaro pubblico per organizzare Commissioni e convegni sui temi della trasformazione urbana quando all’atto pratico le occasioni concrete vengono disattese».
Spiega Gabriele Mastrigli, docente di progettazione all'università di Camerino: «Quando si scoprì che il concorso era stato viziato da una irregolarità nel bando, dagli altri contententi partì una raffica di ricorsi di cui il Comune di Roma non mai è stato in grado di venirne a capo. Una soluzione è stata quella di mandare a monte tutto, con un incarico di appalto integrato, che è previsto per legge, con la modifica alla vecchia legge Merloni, quella sugli appalti: con il nuovo codice degli appalti del 2006 le amministrazioni non sono obbligate a fare ricorso agli architetti, ma possono fare anche un bando di gara per imprese di costruzione. L'escamotage per accelerare la procedura di valutazione dei progettti è di dare incarichi direttamente alle imprese con architetti di fiducia.. Anche alla Maddalena non è stato fatto un concorso di progettazione».
Il primo punto delle richieste è il riaffidamento dell'incarico all'architetto Cucinella, a cui non è mai stato pagato il premio e che il Riformista raggiunge telefonicamente a Mosca: «Rimango ancora sbalordito dal fatto che sia stata fatto un concorso di respiro internazionale, con uno sforzo organizzativo imponente. Altro che passo indietro, è il suicidio dell'architettura. Evidentemente gli amministratori non sono in grado di dialogare con le persone colte, si siedono solo al tavolo con i costruttori al tavolo.
Ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere, ma qui in Italia siamo opinionisti di tutto ma esperti di niente. Capirei se avessimo fatto il canile di Roma, ma la Casa dei Cittadini: la prima fa Michelangelo, la seconda Caltagirone? Un concorso per loro è un fastidio, non una opportunità. Il successo delle imprese è perchè l'immobiliare genera nero e il nero finanzia la politica. Il comune poteva rilanciare con un project financing. Ora siamo alla gara d'appalto classica, il soggetto interlocutore sarà un'impresa. Il progetto da 170 milioni di euro salirà a 250 milioni. Gli architetti sono un modo per proteggere il Comune. È una storia già vista in italia. Non c'è pudore, e infatti dicono pure di volere fare le cose più semplici. Meier? È una vergogna. Lei taglierebbe un quadro di Gauguin?».
venerdì, 9 aprile 2010
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