venerdì, 3 settembre 2010 ore 12:28

Economia

La Cai non vola
di Gianmaria Pica

La nuova società di Colaninno e Sabelli è decollata, ma non aveva fatto i conti con la crisi e la concorrenza del treno ad alta velocità. Gli aerei, anche le rotte internazionali, viaggiano mezzi vuoti. Il settore cargo ha perso il 35 per cento delle merci trasportate. E la recessione non fa intravedere prospettive migliori. Casini ribadisce: «Entro la fine della legislatura sarà chiaro che l'azienda finirà in mano ai francesi di Air France».

©Orlando Emilio/LaPresse 05-09-2006 Interni Nella foto: aerei Alitalia

Salvare Alitalia dal fallimento ed eliminare la spazzatura da Napoli: i miracoli promessi da Silvio Berlusconi nella primavera 2008 e che l’hanno condotto a Palazzo Chigi. Ora si scopre che un po' della spazzatura è finita sul Vesuvio (vedi articolo qui sotto), e anche la vicenda di Alitalia comincia a sembrare un po' meno miracolosa di come ci è stato raccontato. Il carrozzone pubblico è stato smembrato in due società: una bad company pubblica in cui far confluire tutti i debiti e le attività in passivo della compagnia di bandiera e un’altra società con gli utili e gli asset in attivo della vecchia Alitalia. Quest'ultima è stata rilevata dalla Compagnia Aerea Italiana (Cai), società costituita da una cordata di imprenditori italiani guidata dal presidente Roberto Colaninno e dall’amministratore delegato Rocco Sabelli. Lo scopo era salvare il marchio storico e i dipendenti, avere una compagnia privata (ma tutta italiana) e, soprattutto, con i ricavi in attivo.

Poi, però, sono arrivati i francesi di Air France-Klm guidati da Jean-Cyril Spinetta. La scorsa settimana la Commissione europea ha approvato l’acquisto da parte del gruppo franco-olandese di una partecipazione del 25 per cento di Cai (che sarebbe stata pagata 322 milioni di euro). Fine dell’italianità? Per ora no. Nello statuto della società di Colaninno e Sabelli c'è il divieto di trasferimento (lock up) e vendita delle azioni Cai fino al 28 ottobre 2013. Un campanello d’allarme è arrivato, però, da ambienti politici. Il 13 marzo scorso il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, dalla trasmissione Malpensa Italia diceva che «prima della fine della legislatura apparirà chiaro che la compagnia aerea diventerà francese».
Chi ha creduto che Cai fosse una compagnia in grado di produrre sin da subito utili milionari, dovrà ricredersi. In tutto il mondo la Grande Recessione ha drasticamente ridimensionato i business plan delle società e le aspettative dei manager. Anche di quelli di Cai. Il traffico aereo mondiale è crollato: in un anno in Italia si sono persi quasi un milione e mezzo di passeggeri. Secondo i dati Assoaeroporti, l’associazione di Confindustria che riunisce i principali gestori aeroportuali italiani, a febbraio hanno viaggiato 7,7 milioni di passeggeri, il 14 per cento in meno rispetto ai 9 milioni di viaggiatori che hanno volato nel febbraio 2008. Un crollo vertiginoso anche per il settore cargo: da un anno all’altro il settore ha perso il 35 per cento delle merci trasportate.

Poi c'è la concorrenza del Frecciarossa - il treno super-veloce delle Ferrovie dello Stato - che ha creato ulteriori difficoltà alla nuova Alitalia, soprattutto sulla tratta Roma-Milano, la più sfruttata in Italia. Con l’alta velocità ferroviaria ci vogliono circa 3,15 ore al costo medio di 80 euro. Il treno parte dalla stazione Termini di Roma (nel cuore della città) e arriva alla stazione di Milano Centrale, 5 minuti di metro dal duomo. L’aereo - tra spostamenti per raggiungere lo scalo di partenza, check-in, controlli e attesa prima dell’imbarco - impiega lo stesso tempo del Frecciarossa. Ma il biglietto costa più del doppio di quello ferroviario. Simulando un acquisto on-line sul sito Alitalia di un biglietto di sola andata Roma-Milano, escono 40 voli. Di questi solo due vengono offerti alla tariffa economica di 105,35 euro. Ma c'è un dettaglio: atterrano a Orio al Serio, scalo lombardo che dista 54 chilometri da Milano. Altri quattro voli arrivano a Malpensa (53 chilometri dalla città) e il costo varia da 113,36 a 136, 35 euro; i 36 voli che rimangono atterrano a Linate, 12 chilometri da Milano, ma il prezzo sale: 324,35 euro. Insomma, lo scontro treno contro aereo, su tempo e costo di viaggio, per ora lo sta vincendo il Frecciarossa.
Ma se dall’Alitalia provano a smentire i numeri - giovedì il presidente Colaninno ha detto che la nuova Alitalia «sta andando molto bene» e le voci di difficoltà vengono da «un Paese di gufi» - una fonte aziendale, parlando con il Riformista, ha confermato le difficoltà di Cai «soprattutto sui voli internazionali dove su 220 posti se ne riempiono la metà» e ha ammesso «che sulla Roma-Milano preferirei viaggiare in treno dove, tra l’altro ho la possibilità di collegarmi con il computer, cosa che è possibile su alcuni voli Lufthansa ma non su quelli Alitalia». In Francia Spinetta ha capito la difficoltà con cui il treno ad alta velocità avrebbe potuto mettere il vettore parigino e ha rimediato con una joint venture: ora Air France ha una quota di partecipazione nelle ferrovie francesi e alcuni vagoni viaggiano con la livrea AF-Klm.

Oggi Sabelli e Colaninno provano a rilanciare la compagnia con alcune offerte speciali, come l'intrattenimento differenziato a bordo dell'aereo in base alla fascia oraria - a colazione cornetti freschi offerti dalla Rustichelli e prima di pranzo aperitivo con Bellini, spumante, salatini e biscotti - e una promozione che orffre insieme biglietto aereo e noleggio macchina con autista. È stata anche lanciata, per alcune tratte, l'offerta dell'acquisto di due biglietti andata e ritorno per due persone che viaggiano insieme a 99 euro. Conveniente, ma le destinazioni per quel prezzo non sono molte: da Milano Linate si può arrivare solo a Varsavia (Polonia) o a Bucarest (Romania).

Da ambienti vicini a Cai segnalano che, in questo momento difficile per il settore, sta crescendo anche una certa tensione tra Colaninno e Sabelli che comincia a trasparire anche all'esterno, come si deduce dalle loro differenti visioni della situazione. Mentre il presidente Colaninno ripete che tutto «sta andando molto bene», infatti, il suo amministratore delegato Sabelli, invece, ammette: «I tassi di riempimento degli aerei sono stati modesti».

venerdì, 20 marzo 2009

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commenti dei lettori

14 commenti presenti

Veronica

22 mar 2009 18:28

Sono perfettamente d'accordo con quanto scritto da Annamaria Scibelli. Il "caimano" ha impedito che l'Alitalia fosse venduta prchè aveva intenzione di ricavarci lui il proprio personale profitto, oltre a quello da passare agli amici degli ....amici....

emanuele

22 mar 2009 12:44

ok perfetto aldo, allora siamo d'accordo. Sarà stata colpa dei sindacati dei dirigenti.

aldo

22 mar 2009 11:27

e da quando il dirigente non è un lavoratore ?

Grigio

22 mar 2009 10:45

Una domanda terra terra: davvero bastano due mesi per valutare l'esito di un'operazione tanto complessa e difficile, tenendo conto soprattutto dei trent'anni e più della politica ignava e antimercatista dell'Alitalia?

franco messeri

22 mar 2009 02:17

Andrà all'AIRFRANCE ??? Era quello che voleva anche Prodi ,quindi cosa c'è di scandaloso,sarebbe una soluzione bipartisan.....ottimale... Casomai ci sarebbe da chiedersi perché in mano italiana NON ha mai funzionato bene.....

Emanuele

21 mar 2009 19:27

aldo, quando sarà colpa dei dirigenti me lo dici.

mario piccirilli

21 mar 2009 18:35

Vorrei cogliere ambedue le possibilita offerte. La Cai , essendosi assunta l`onere di scongiurare il decesso Alitalia, e` di fronte ai problemi contenuti in essa, rappresentati unicamente dal personale. Se non si capira`cio`, si dovranno fare i conti con il fallimento. Gli azionisi non intenderanno essere ricattati , mentre dal di la` si continua il boicottaggio politico. L`altra questione di Pica, quella che evidenzia l`intenzione di continuare l`antiberlusconismo all`infinito, la commento con una frase presa in prestito. Chi di speranza vive ; disperato muore.

gf

21 mar 2009 18:28

Già il nome CAI faceva intravedere un futuro poco radioso, il fatto è che ha pagato il solito fesso dal nome Pantalone e tutti sono felici e contenti !....

aldo

21 mar 2009 12:51

Se non si ha rispetto per i clienti alla fine i risultati sono questi, la colpa principale è dei lavoratori Alitalia che per le loro rivendicazioni contrattuali hanno danneggiato per sempre l'immagine dell'azienda con scioperi selvaggi e furbate meschine quali il rispetto assoluto delle procedure per provocare ritardi e cancellazione dei voli. Prima che i miei soldi contribuiscano a pagare gli stipendi di quei piloti e di quei lavoratori passeranno un bel po' di lustri.

Emanuele

21 mar 2009 12:22

quello che han voluto gli italiani...non me la prenderei coi politici.

annamaria scibelli

21 mar 2009 12:13

Finalmente è venuto allo scoperto il grande bleff del caimano. Ma quanti ne parlano? I giornali e i telegiornali servi (quasi tutti) sono impegnati a dare la caccia allo straniero (stupratore per definizione) o a parlare delle "magnifiche sorti e progressive" che il Silvio "uber alles" promette col sorriso caimanesco (mi si passi il neologismo, ma tant'è...) Intanto la felice Italia berluscloniana si trova sulle spalle 300 milioni di debito in più per la operazione Cai, qualche migliaio di posti di lavoro in meno (nella cornice di una crisi economica devastante) Ma, evviva! ,a noi che importa?abbiamo l'Unto del Signore che pensa a tutto. Prodi dove sei?

Luigi

21 mar 2009 11:11

Il vero affare l'ha fatto AIR FRANCE/KLM che prima o poi, visti i risultati, otterrà le quote degli altri soci, alle sue condizioni, che fuggiranno dall'affare fallimentare in cui si sono fatti trascinare, illusi dal progetto di rilancio, garantito sulla carta, e pensando solo di fare profitto (la realtà sarà decisamente diversa).

claudio m.

21 mar 2009 09:35

Ennesima presa per il culo noi Italiani con una cordata di Condannati,Ladri,Bugiardi eil loro garantista chi poteve essere il meglio di tutti il nostro presidente BERLUSCONI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Basta vedere annozero giovedi' e capiamo di che pasta siano fatti i nostri politici ,delle cose importanti non sanno mai niente basta coprirsi il culo e farsi dei soldi solo quello sanno fare.

giuseppe

21 mar 2009 08:28

Il miracolo era Air France..........."prima maniera"........... Passato l'attimo......è passata la "festa"!!!