sabato, 20 marzo 2010 ore 16:29

Economia

Alitalia: l'estate a rischio
di Gianmaria Pica

Mancano i motori. L'azienda di manutenzione è ferma.

From left, Rocco Sabelli, chief executive of the CAI (Compagnia Aerea Italiana) investors group, and its President Roberto Colaninno, attend a press conference in Rome, Monday, Jan. 12, 2009. Sabelli, CEO of Alitalia's controlling investor group CAI, said the board has accepted Air France-KLM's offer to buy 25 percent of the company for more than ?320 million. Rocco Sabelli told a news conference Monday that Air France presented the most attractive investment offer. As a minority shareholder, Air France-KLM will become a business partner for Alitalia. (AP Photo/Pier Paolo Cito)

Quest’estate l’Alitalia rischia di rimanere a terra. L’alta stagione è alle porte e i coefficienti di riempimento degli aeromobili non premiano la Cai. Ma un'altra tempesta si sta per abbattere sulla compagnia aerea.

La media dei tassi di riempimento degli aerei, registrata nei primi cento giorni di Cai, è al 54 per cento rispetto a un obiettivo del 62-63 per cento. Più pesante è il dato relativo ai ritardi, la media dei primi quattro mesi del 2009 è stata del 70,8 per cento: «Questo significa - ha detto il presidente dell'Enac, Vito Riggio - che un volo su quattro o cinque arriva o parte in ritardo».

Ora si è aggiunta un’altra grana. L’Alitalia non sta più revisionando le turbine degli aerei. L’Ams (Alitalia Maintenance Systems) - la società controllata da Alitalia Servizi che si occupa della manutenzione dei motori degli aerei - è ferma, in attesa di conoscere il nuovo proprietario. Ma prima di vedere chi potrebbe essere il futuro acquirente e capire perché Alitalia rischia un black out nel pieno dell’alta stagione (periodo che va da giugno a settembre), dobbiamo fare un passo indietro.

Ams è una società privata controllata al 60 per cento da Alitalia Servizi e al 40 per cento dalla tedesca Lufthansa Technik. La “grande officina motori” del vettore italiano è un’azienda sana, conti in attivo e bilancio economico positivo: dall’ultimo bilancio disponibile, quello relativo al 2007, nonostante la crisi nera per l’Alitalia pubblica, Ams ha chiuso i conti in sostanziale pareggio con un fatturato di 110 milioni di euro. Ma oggi questa azienda rischia la chiusura.

Lo scorso anno, per salvare la compagnia e la maggioranza dei dipendenti, mantenendo l’italianità della società, il ministero dell’Economia (l’azionista di riferimento) ha dato mandato al commissario straordinario Augusto Fantozzi di trovare un acquirente per la vecchia compagnia di bandiera. Affinché andasse in porto l’operazione, Fantozzi scelse di spezzettare Alitalia: sono stati messi in vendita gli asset produttivi della società (poi rilevati dalla Cai, la cordata di imprenditori guidata da Rocco Sabelli e Roberto Colaninno); mentre per tutti i debiti e le divisioni in perdita è stata costituita una bad company. In questa società “in perdita” è finita anche l’Alitalia Servizi e le sue controllate, quindi anche l’Ams.

Lo scorso 30 aprile è scaduto il bando di gara pubblico di vendita dell’Alitalia Maintenance Systems. Secondo una nota del commissario straordinario, sono state presentate cinque manifestazioni per l’acquisto della partecipazione di Ams. Tra queste ci dovrebbe essere anche quella di Avio, l’azienda aerospaziale con sede a Torino controllata all’85 per cento dal fondo di investimento britannico Cinven e al 15 per cento da Finmeccanica. La preoccupazione per i dipendenti dell’Ams è che l’unico interesse dei nuovi proprietari siano soltanto economico-speculativi, privi di alcun interesse di valorizzazione della società Ams che tra le qualità vanta il primato italiano per questo tipo di manutenzione ed è certificata ai più alti livelli internazionali (Easa e Faa, Caac part 145).

Che una compagnia aerea riesca a volare senza sottoporre a manutenzione e a revisione i suoi motori, è inimmaginabile. Dal 12 gennaio, il giorno del passaggio formale dell’Alitalia pubblica a Cai, sono stati mandati in manutenzione solo quattro motori. Secondo alcuni osservatori vicini alla compagnia di bandiera, la scelta dei manager Cai è priva di obiettivi: «I motori - raccontano al Riformista - vengono rimossi dalle ali e parcheggiati, senza essere minimamente revisionati, in un hangar». Per Cai non è così: «Questa non è la realtà - fanno sapere dall'azienda - non si può fare il reffronto con la vecchia Alitalia. Da quando è nata Cai, mandiamo in manutenzione all'Ams lo stesso numero di pezzi».

Comunque, anche se fosse così, quella seguita da Cai non sarebbe una politica per abbattere i costi. I prossimi due-tre mesi ci potrebbero essere seri problemi per la compagnia italiana. È vero che una manutenzione di un motore costa, sia in tempo sia in denaro: una spesa di circa 2 milioni di euro che si effettua ogni 4-5 anni e richiede dai 65 ai 75 giorni di lavoro. Significa che se un motore arriva nelle officine Ams oggi, sarà riconsegnato a luglio-agosto.

Le turbine possono essere comprate. Ma a prezzi altissimi: 4-5 milioni di euro. C’è anche l’opzione del leasing, con costi che viaggiano sui 4 mila euro al giorno: una turbina presa in affitto per far volare un aereo un mese costa almeno 125 mila euro. Il leasing è un mercato quasi saturo e se l’Alitalia decidesse di persistere nella sua decisione di non mandare in manutenzione i motori rischierebbe seriamente di non volare quest’estate, quando, anche per il naturale aumento della domanda dovuto a effetti stagionali, le altre compagnie - per garantire la normalità di tutti i voli - potrebbero ricorrere all’affitto dei motori.

Oggi, nei 13.600 metri quadrati di officine Ams ci sono solo 6 motori, quando a regime ne lavorano 24 (80 motori all’anno). Il problema è che Cai ha ereditato il business plan presentato da Air France-Klm nella prima offerta d’interesse. L’intenzione del vettore franco-olandese era la dismissione totale di Ams e Atitech (la società gemella di Ams che si occupa della manutenzione della cellula dell’aeromobile) perché già dotata dei suoi servizi di manutenzione a Parigi e ad Amsterdam.

Cai non è Air France, e così il 12 aprile scorso, scaduto il contratto in house (ipotesi con cui l’appalto viene affidato a soggetti che siano parte della amministrazione stessa) con l’Ams, non è stato rinnovato. C’è stato qualche tentativo di esternalizzare i servizi, ma con scarsi risultati. Per esempio, alcuni mesi fa è stato mandato un aereo in manutenzione in Turchia: «È tornato - raccontano alcuni dipendenti - con più problemi di prima. Abbiamo dovuto revisionarlo nuovamente in Italia». Delocalizzare il lavoro ha i suoi costi: per mandare in manutenzione un aereo o un motore all’estero, bisogna far viaggiare l’aeromobile vuoto, spendere per il carburante, occupare un intero equipaggio. Gli aerei McDonnell Douglas Md-80 (i cosiddetti Super 80) - il modello più vecchio, ma più diffuso nella flotta dell’Alitalia - vengono revisionati in Israele nell’industria aeronautica Bedek. Poi ci sono gli aerei nuovi, come il Boeing 777, la cui manutenzione avviene fuori dall'Europa: oltre un giorno di volo tra andata e ritorno, a cui bisogna aggiungere il tempo impiegato per la revisione e il costo del cherosene (150-180 mila litri). Insomma, forse non è così conveniente riparare gli aerei all’estero.

«Dal primo maggio, dopo un periodo di cassa integrazione a rotazione - racconta al Riformista Massimo Celletti, rappresentante Cgil dell’Ams - i 370 dipendenti della società di manutenzione sono in Cig continuativa. Forse riprenderanno a lavorare il 20 del mese, ma per ora siamo senza aspettative». L’Inps non paga i contributi ai cassintegrati Ams da gennaio e molti di questi dipendenti - che ogni mese si trovano alle prese con rate e mutui da pagare - sono finiti nelle black list delle banche.

Diciottomila e cinquecento giorni di cassa integrazione, il rapporto Cai-Ams non sarebbe dovuto arrivare a questo epilogo. Il 14 settembre 2008, l’esecutivo rappresentato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e dai ministro Altero Matteoli e Maurizio Sacconi ha sottoscritto con le organizzazioni dei lavoratori di Alitalia un accordo con il quale Cai si impegnava a mantenere «la continuità delle attività di manutenzione pesante e della relativa occupazione, attraverso l’individuazione da parte del commissario delle migliori offerte di acquisto (…) e la stipula da parte di Cai di un contratto di fornitura di servizio a condizioni di mercato e la partecipazione della stessa Cai al capitale della società».

Da quanto risulta al Riformista, l’Ams ha tentato - in più di un’occasione - di incontrare i vertici Cai: non sono mai stati ricevuti.

martedì, 5 maggio 2009

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commenti dei lettori

29 commenti presenti

roberto

09 mag 2009 23:12

chi ha comprato Alitalia? Vergogna Chi sta per comprare Opel ! Grandeeeee

VINO VERITAS x lettore neuRale

08 mag 2009 11:01

Ti ringrazio per il tuo contributo alla discussione e alla riflessione. Le tue motivazioni sono degne del tuo commento. Cordiali saluti

consumatori associati

08 mag 2009 10:46

150 PASSEGGERI BLOCCATI A ROMA CON SCARSA ASSISTENZA DALLE ORE 20:00 DI IERI ARRIVERANNO OGGI ALLE ORE 11.30 ALL’AEROPORTO DI CATANIA L’inconveniente è stato causato da un modesto incidente verificatosi sulla pista del’aeroporto Etneo che avrebbe dovuto essere fronteggiato dai responsabili dello scalo entro un’ora e che invece ha portato alla riapertura dello stesso solo alle 7:00 di questa mattina. Alitalia, ancora una volta non è stata in grado di proteggere adeguatamente i passeggeri: mentre altre compagnie (Blue Panorama) sono partite verso Catania alle 8.25, i passeggeri di Alitalia hanno dovuto attendere fino alle 10:00 senza che sia stata loro fornita alcuna informazione. Gravissimi i danni che i passeggeri possono reclamare: spetta loro una compensazione in ogni caso, in quanto la Compagnia non è stata in grado di gestire l’emergenza in modo adeguato. Si tratta dell’ennesimo ritardo su cui purtroppo si riscontra la totale assenza di intervento da parte dell’ENAC. In questa situazione dovrebbero essere liberati gli slot e, in caso di perdurare del disservizio dovrebbe essere revocata la licenza di volo alla compagnia nata dall’avventura imprenditoriale dei noti presunti salvatori della bandiera. Chiediamo agli Italiani di scioperare e di evitare di utilizzare Alitalia ed Air One perchè , dopo i quotidiani disservizi, non risultano affidabili. Lo sciopero è funzionale per costringere gli imprenditori ad assumere tutto il personale necessario affinchè la compagnia riprenda a funzionare puntualmente: la puntualità non è un optional così come non lo è il pagamento del biglietto. Alla fine ribadisce l’Avv. Ernesto Fiorillo, Presidente di Consumatori Associati che si trovava tra i passeggeri in attesa di imbarco, “sosterremo gratuitamente attraverso il numero verde (800131005) ed i nostri avvocati tutti quanti vorranno chiedere il risarcimento dei danni subiti da Alitalia e da Air One, la cui situazione giuridica è, peraltro, assai confusa”. “Ci risulta” aggiunge Fiorillo “che chi subisce un disservizio da Air One non viene risarcito dalla CAI; si tratta di una gravissima situazione di confusione a cui bisogna porre rimedio e fare chiarezza . Avv. Ernesto Fiorillo www.consumatoriassociati.it tel. 800 131 005

da lettore neutrale

08 mag 2009 09:50

X Vino veritas Le scemenze le scrivi tu.

I sindacati non c'entrano

08 mag 2009 09:43

Ma perchè si vuole per forza far passare un' operazione costata milioni a noi poveri italiani e che sta arricchendo nuovi ricchi menager, nuovi pseudo imprenditori di cordata; per una ottima operazione. Berlusconi oggi vuole i consigli da Spinetta (l'unico a capirne qualcosa) che comunque tra cinque anni si prenderà la maggioranza dell'Alitalia. Berlusconi ha fatto un errore qui, come lo ha fatto per l'esenzione sugli straordinari, come anche a lui può da essere umano capitare di fare. L'ideologia é nel vostro servile ossequio al premier.

Iler (W claudio m)

08 mag 2009 08:59

Meno male che ci sono i vari Claudio M, persone insignificanti e ignoranti, senza le quali non si capirebbe il confine tra la stupidità e il buon senso.

anna

07 mag 2009 17:45

Come al solito, ci si vuole far belli con il rossetto della mamma. Sono ben altre le zavorre Alitalia . I ritardi dichiarati ad esempio, sono riferiti ai voli effettuati. Non comprendono quindi, ne le intere linee, ne quei voli soppressi per carenze di personale. Inoltre si aggregano in ogni dove, tutti quei vecchi paletti sindacali, agitati in ogni servizio esterno, di cui si avvale la compagnia.

Raffa x gli antiberlusconiani doc a prescindere

07 mag 2009 16:19

Alitalia o falliva e veniva depredata dalle compagnie europee (non aspettavano altro) o CAI. Possibile che dovete gridare sempre al complotto? La gestione Alitalia-CAI è stata gestita da Fantozzi ex di Prodi, il Presidente è un uomo di sinistra. Possibile che non avete altri argomenti?

VINO VERITAS x turbofan (altro ideologizzato)

07 mag 2009 15:10

Caro dipendente AMS, credo di essere sufficientemente informato. Punto 1 non c’è nessuno camuffo di AIR ONE che riunisce 35 vettori aerei su piazza europea (è membro AEA), ha una stretta collaborazione commerciale e tecnica con la compagnia Lufthansa, ha know how e ha stabilito importanti codeshare (accordi internazionali di vettore) in tutto il mondo. La sofferenza economica si è accentuata per la dimensione irrisoria confrontando gli altri patners europei molto più forti. Anche il più mentecatto capirebbe che l’alleanza AIR ONE e ALITALIA era e resta fondamentale per una politica espansiva e di mercato. Punto 2 siccome i soldi li mettono le banche ( complimenti per il concetto profondo che esprimi) perché tu, che sei uno che ha capito tutto, non te li facevi prestare e partecipavi alla cordata? Tanto i soldi li mettono le banche no? Punto 3 rivediti la pianificazione condivisa anche dai sindacati e il piano Fantozzi (ex Ministro di sinistra) Punto 4 sull’antitrust non ti rispondo perché se conoscessi la normativa ti risponderesti da solo. Punto 5 le fandonie sono frutto dell’ignoranza e dell’ideologia. Io ho una discreta cultura, mi informo, esprimo opinioni opinabili e non voto Berlusconi. L’ungi da me l’ideologia. Un saluto

Carlo da Modena

07 mag 2009 11:25

Il patron di Air France, Jean-Cyril Spinetta ieri ha detto "la situazione della compagnia, partecipata al 25% da Air France, è soddisfacente sia dal punto di vista economico che da quello commerciale". In questo periodo d’esordio sono emersi problemi di puntalità dei voli , di handling dei bagagli e nella composizione degli equipaggi, tanto che Alitalia si prepara a riassumere 78 piloti e 190 assistenti di volo dal «serbatoio» della cassa integrazione.

claudio m.

07 mag 2009 09:52

AVETE SENTITO CI PENSA IL BERLUSCA. TRA UN PO' ANDRA' TUTTO BENE I VOLI SARANNO PERFETTI LA CAI ASSUMURA'5,10,15MILA PERSONE PERO' PRIMA SI INTASCHERANNO I NOSTRI SOLDI PER SICUREZZA POI PER L'ENNESIMA VOLTA TUTTI QUESTI CONDANNATI CI DIRANNO CE L'HANNO MESSA TUTTA .

Sara x Claudio M e Vino veritas

07 mag 2009 09:47

C'è una differenza tra di voi: uno è informato e porta dati e nomi, l'altro in nome dell'antiberlusconismo e dell'ignoranza sentenzia con forza salvo essere smentito per poi arrampicarsi sugli specchi dicendo che non gli interesse nulla dell'apparetnenza politica di Cai. Claudio faresti meglio a nasconderti.

mario

07 mag 2009 05:11

A tutto un limite. Oggi, sarebbe possibile cio che non lo era al tempo di airfrance, a parita` di Cgil. La Cai , a differenza di Alitalia, potrebbe permettersi un fallimento, resettare scremare depurare e ricomprare a pulizia avvenuta, dimostrare dov`era la tara, volando in cielo e in borsa.

VINO VERITAS x Vincenzo

06 mag 2009 19:26

Scusa ma il mio nick me lo scelgo a mio piacimento. Mi sembra che ci sia ancora democrazia in Italia per poterlo fare, cosa dici? Tu esprimi una tua opinione che nasce dal tuo odio verso Berlusconi. Non giudico. Ma dimostri di non essere sufficente informato sulla questione Putin e Gheddafi. Ragiona in termini di Europa, di costi e benefici a partire dalla tua stufetta del bagno. INFORMARTI E MENO IDEOLOGIA CARO Vincenzo.

gabriele

06 mag 2009 19:20

Gli Md80 non sono l'aereo più diffuso dell'Alitalia da che c'è CAI. Di Md ce n'è 23, e di A32x (319, 320 e 321), 77... non era il caso di informarsi prima di scrivere? Quante cose non vere si sono dette su Alitalia!

Turbofan

06 mag 2009 19:17

Per VINO VERITAS Salve sono dipendente di AMS e ho vissuto tutta la situazione alitalia dal primo all'ultimo giorno, la cordata ce l'hanno messa al collo! Chiedo a Vino Veritas di informarsi meglio lui, l'operazione di salvataggio Alitalia ha camuffato il salvataggio di Airone, se fai una proporzione tra i debiti delle due società e i rispettivi valori, ti accorgerai che tra le due quella che aveva più debiti era airone....... I capitali non contano nulla ricordati che i soldi ce li hanno messi le banche, i menager che tu indichi erroneamente a destra e a sinistra (i soldi non hanno partito) non hanno cacciato un euro in questa società e i debiti se l'incolla lo stato. In Italia il guadagno è privato ma i debiti sono sempre pubblici. Ti sei mai chiesto il motivo della sospensione dell'antitrust nel periodo di trattativa con alitalia? Ti do degli spunti, l'advisor era banca intesa, che è anche acquirente, la valutazione l'ha fatta una banca del gruppo intesa e in tutte e due le banche ci sono gli odierni manager di CAI. E' come se acquisti un prodotto del quale sei tu a stabilire il prezzo, Che ne dici facciamo un bello sconto???? PENSACI PRIMA DI DIRE FANDONIE!!!! L'ideologia non centra un cazzo!!!

Andrea

06 mag 2009 18:55

Ballando sotto le stelle! ecco cosa fanno i passeggeri CAI Alitalia Ma niente paura, appena un piccolo problema, e Batman o SuperEmanuelFiliberto con i super poteri porteranno gli aerei a terra, li parcheggiano tutti da Casini , e quelli che non trovano posto ad Arcore dal Papi. In fondo che culo essere ricchi e che sculo essere poveri e scemi e pure puzzolenti, fortunatamente io ho il bagno nel pianerottolo, e una scorta illimitata di edizioni del Giornale con cui pulirmi il culo, speriamo che il Berluscopan il nuovo farmaco contro la diarrea si distribuisca gratuitamente, altrimenti saro costretto andare al cesso con la foto di Bondi per far cessare questa diarrea disfattista e comunista. Forza Cola ninno siamo tutti nelle tue mani lunga vita a te e a quella grazia di Dio che é il Papi .

L'esternatore

06 mag 2009 17:47

bravo,tutto giusto....sono dell'Atitech di Napoli,l'azienda che fino a qualche tempo fa era la ditta che revisionava e faceva anche manutenzione leggera alla flotta MD80,Airbus e,nel recente passato,ATR ed Embraher.Da noi gli aa/mm erano veramente sottoposti a manutenzione vera e,se c'erano ritardi,erano dovuti spesso a mancanza di pezzi di ricambio o di sottorganico visto che le baie dei nostri hangar erano piene e gli MD80 (in genere fermi 3 per volta per revisione e manutenzione) portavano via molte ore di manodopera.Quando da noi gli aeroplani venivano rimessi in servizio andavano sempre ok,qualche volta capitava qualche problema di lieve entità ma, l'aeroplano è un mezzo meccanico ed è anche soggetto ad avaria improvvise. Atitech è nata dalla vecchia ATI ed ha in organico personale con alle spalle anche oltre 30 anni di servizio con conoscenze in campo aeronautico che non possono vantare molte altre aziende del settore,sia italiane che all'estero.Aggiungo che Atitech si è oramai specializzata anche per la manutanzione e revisione della flotta Boeing 737 (in questi giorni a Napoli sono in manutenzione questi tipi di aa/mm di Airone ed Olimpic) quindi c'è la possibilità di lavorare su varie tipologie di aeromobili.Eppure,non siamo più buoni,vogliono dimezzarci,affidarci in mano a gente che di aeronautica capisce molto poco,dicono che costiamo molto! Non è vero, i prezzi (ci siamo informati) sono pressapoco quelli delle tanto decantate ditte di manutenzione Low Cost! Inoltre, CAI ci tiene a 200 km di distanza,il via-vai di aa/mm e relativi materiali costa molto poco rispetto alla Turchia,Romania o addirittura gli USA! L spreco dei motori a noi di Atitech era già noto da tempo; qualche intervento particolare che faceva Fiat Avio era stato dato in gestione alla Bedek con il risultato che solo l'arrivo del personale di questa ditta e delle parti di ricambio comportavano di per se già problemi di organizzazione. Tutto questo sfugge a qualsiasi logica! Le maggiori compagnie aeree non si sono private di tutto quanto concerne la manutenzione dei loro aeroplani anzi,qualcuno tipo Lufthansa ne ha fatto un business vero e proprio! Da noi invece non è così e dopo aver distrutto la manutenzione di FCO si apprestano a distruggere anche quella di Napoli. Alla faccia dell'italianità tanto sbandierata diachi sappiamo,con la complicità delle sigle sindacali che dopo aver decretato la fine di Alitalia ,all'atto di prendere accordi per AZ Servizi a palazzo Chigi non hanno messo nero su bianco facilitando così la distruzione di quel che resta del settore manutenzione aeromobili in Italia.VERGOGNA!!!!

claudio m x vino veritas..

06 mag 2009 17:10

VINO VERITAS A ME NON INTERESSA SE SONO DI DESTRA O DI SINISTRA PERO'CHI LO SEMPRE IN QUEL POSTO SIAMO NOI CITTADINI.E IO SONO INFORMATO E QuALE IDEOLOGIA IO GUARDO I FATTI.

Vincenzo

06 mag 2009 16:58

rispondo a VINO VERITAS. Intanto di dice IN VINO VERITAS. E' vero in Italia gli uomini ricchissimi sono pochi: Silvio Berlusconi. Tutti gli altri sono da lui manovrati anche Colaninno e a prescindere dall'appartenenza politica. Silvio guarda solo al denaro e farebbe accordi anche con i comunistissimi cinesi se gli convenisse; ha fatto accordi con Putin e con Gheddafi. Ipocrita e avido.

Cesare

06 mag 2009 16:53

NON viaggerò mai più Alitalia. TROPPA PAURA DI INCIDENTI e in ogni caso troppo disagio a viaggiare con una compagnia arraffazzonata com'è oggi la nuova Alitalia. Grazzzzie berluscò....gli italiani onesti che lavorano spostandosi da un capo all'altro e pagano le tasse ti ringraziano di quest'ultima truffa.

pierlu

06 mag 2009 15:35

Grazie Silvio,o meglio dire oggi,Veronica a parte scherzi o ironie facili:e' vero che in italia vedi ponte sullo stretto(IMPREGILO°Carraro DC PSI e la sabbia dei Casalesi,magari ,nei piloni di cemento degli ospedali) come quello dell' Aquila/ o con che, con la efficenza di Cimoli,avrebbe fatto volare con il sangue infetto di HIV gli aviogetti per poi dire e' " mica colpa mia" faccciamo una bicamerale .... Berlusconi e la vecchia politica dei tanti De Michelis Carraro Cirino Pomicione,ecc (anche un po' a sinistra) ha devastato l'Italia sveglia popolo di rimbambiti.. era meglio il Re rubava uno, ora siamo allo sfascio vero,nella crisi vera, e l'italiano abbocca ai proclami dei succhioni di Stato che si mascherano da "nuovi" Fini compreso, liberatevi di questa classe dirigente di attori squallidi maleducati,e affabulatori,e finti ex fascisti cascamorti,tanto pagate Voi/noi Salsaluyti

VINO VERITAS x clauadio m.

06 mag 2009 15:04

Prima di scrivere scemenze informati. Non ripetere delle frasette per sentito dire. Approfondisci. Punto1) la cordata era libera, chi ha grossi capitali poteva partecipare. In Italia sono pochi che hanno grossi capitali. Punto 2) Non dimenticare che Colaninno, uomo di sinistra, (azionista all'11,8%) con figlio Ministo ombra del PD è il Presidente e l'artefice della cordata. Il Gruppo Benetton (11,8%) è di sinistra. La Banca Intesa San Paolo è di sinistra (11,8%), Gruppo Riva (11,8%) nel settore siderurgico dal 1954... e altri minori tra cui Angelucci (7,1%) proprietario del Riformista, giornale di centro sinistra...e via via le percentuali di partecipazione al capitale si assotigliano. INFORMARTI E MENO IDEOLOGIA CARO CLAUDIO.

Gerty

06 mag 2009 12:03

Berlusconi secondo me ha agito bene sul problema Alitalia. Sono punti di vista opinabili. La cordata c'è stata. Il problema è il sindacato. Quel sindacato che si era spaccato sulla trattativa di Prodi che era dimissionario ed è fallita. Air France avrebbe fatto gli interessi francesi, e tutto il sindacato era giustamente contrario. Forse meglio Lufthansa. Vedremo in futuro. Io sono ottimista.

Sara T.

06 mag 2009 11:34

Meno male che ad alitalia ha pensato il centro dx. Altrimenti eravamo ancora in trattative astenuanti e inconcludenti. La compagnia si riprenderà presto.

claudio m.

06 mag 2009 11:32

FACCIO UNA CORDATA DI GENTE ONESTA CON I MIEI FIGLI L'ALITALIA DIVENTERA' UNA GRANDE COMPAGNIATUTTE AFFERMAZIONI DI TRUFFOLO(BERLUSCONI). POI LEGGETE I NOMI CHE L'HANNO GESTITA E' TUTTA GENTE CONDANNATA.COSI' META'DEI SOLDI A LORO META' A TRUFFOLO E PER L'ENNESIMA VOLTA L'ITALIANI L'HANNO PRESA NEL CULO. GRAZIE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

Paolo G

06 mag 2009 11:31

L'articolo è davvero inquietante, perché mette in evidenza i due elementi indicati come aree di rischio da alcuni analisti all'indomani della costituzione di CAI: la scarsa credibilità del modello di business e l'incerta professionalità della classe dirigente coinvolta. Il modello di business lasciava aperte notevoli incertezze: fermo restando che i problemi della precedente Alitalia derivavano non solo da problemi di gestione ma anche dalla scarsa sostenibilità della posizione sul mercato (Malpensa eccetera), oggi la situazione pare non certo migliorata e comunque le aree critiche sono state accentuate dalla crisi, da cui Alitalia ha avuto danni peggiori delle aziende concorrenti. I tassi di riempimento così drammaticamente bassi, la redditività concentrate su poche rotte protette (ad es. la Linate-Fiumicino a prezzi esorbitanti, un vero scandalo antitrust, che oggi viene comunque minacciata anche dai TAV), i passeggeri dubbiosi e spaventati da ritardi, scioperi, disorganizzazione ecc. mettono in evidenza problemi anche superiori al previsto. Ma il contenuto dell'articolo di Pica lascia anche intravvedere notevoli lacune e incapacità da parte dei dirigenti e della cordata CAI: l'evoluzione del rapporto tra CAI e Ams, e il mancato rinnovo del contratto senza aver predisposto alternative sostanziali delineano una scarsa capacità di pianificazione che finirà per avere gravi conseguenze sul futuro della CAI. D'altra parte, mettere CAI nelle mani di una cordata di figure in precedenza culturalmente e imprenditorialmente del tutto estranee a questo mondo riflette certe logiche tipiche delle storiche partecipazioni statali, i cui risultati hanno assai spesso esposto al ludibrio internazionale molti grandi gruppi italiani, e hanno alla fine decretato la marginalità della nostra industria nel contesto economico internazionale. Al di là dell'originale rifiuto della proposta Air France e della assai discutibile operazione CAI effettuata sul portafoglio dei contribuenti italiani, l'elemento che spaventa è la superficialità con cui il tema della sostenibilità dell'impresa è stato affrontato: la CAI è un nano in un contesto mondiale in cui le linee aeree si aggregano, stabiliscono sinergie e razionalizzano in un mercato che ha raggiunto un'elevata maturità, almeno nel mondo occidentale: una realtà debole che ha basato la sua sopravvivenza su una fonte di reddito (le già citate rotte protette) a termine (il monopolio CAI sulla Linate-Fiumicino durerà tre anni se non erro) e ai limiti della legittimità sul piano della libera concorrenza difficilmente potrà sopravvivere a lungo. Non vedo come se ne potrà uscire se non con una nuova operazione finanziaria, che potrebbe avvenire tra un paio d'anni, e sarà probabilmente la cessione ad un grande gruppo internazionale che, oltre a ripianare i debiti accumulati, sarà in grado di stabilire criteri di razionalizzazione basati su una scala più ampia di quanto consentito a CAI e di introdurre un management preparato ad affrontare il difficile scenario del mercato del prossimo decennio.

Biagio

06 mag 2009 10:17

ecco dove sono finiti i soldi di contribuenti. grazie silvio!

tanto sin che c'è Lui sara sempre m......

06 mag 2009 08:51

Alitalia è una questione trattata molto male ma peggio di tutti da Berlusconi: adesso che si interessi Lui chissà che finalmente qualche italiano si svegli. Tra poco tempo sentiremo le imprese dei rifiuti e magari un po più tardi sempre sommessamente anche del terremoto. Per ora godiamoci i quotidiani Porta a porta e i panegirici sui telegiornali questi si molto gridati e ovunque ci sia un italiano da tempo molto ben preparato a recepirli.

foto del giorno

Paramilitary policemen play games during a break in their anti-riot training at a military base in Suining, Sichuan province, March 9, 2010. Big on spit and polish and parades but short on experience, new technology and force coordination, China's military has far to go before its bite begins to approach its increasingly loud, and for some fearsome, bark. China has invested billions of dollars in its armed forces and is developing advanced fighters and missiles, considering building its first aircraft carrier and is trying to slim its bloated ranks down to a lean, high-tech military. REUTERS/Stringer (CHINA - Tags: MILITARY POLITICS) CHINA OUT. NO COMMERCIAL OR EDITORIAL SALES IN CHINA