Uno dei pezzi più celebri di Eugenio Scalfari s’intitolava: “L’Avvocato di panna montata”. Uscì sull’Espresso del 28 luglio 1974 e pestava duro su Giovanni Agnelli, in quel momento presidente della Fiat e di Confindustria. “Barbapapà” era incavolato nero con lui perché aveva deciso di vendere la propria quota del Corriere della sera ad Angelo Rizzoli. Chi non conosce, o non ricorda, le vicende dei giornali di quel tempo, si domanderà: ma che problema c’era?, anche “Angelone” era un editore, e ben più di Agnelli. Ma il problema esisteva. A giudizio di Scalfari, dietro Rizzoli si stagliava l’ombra minacciosa di uno dei potenti della Repubblica: Eugenio Cefis, il capo della Montedison. Eugenio lo riteneva un tipo pericoloso per la libertà di stampa in Italia. E aveva ingaggiato con lui un duello infinito. Scoprire che Cefis si mangiava il “Corrierone”, sia pure per interposto Rizzoli, lo mandava fuori dai fogli. La conclusione del pezzo di Scalfari venne imparata a memoria da noi della truppa informativa che vedevamo in Cefis un Hitler della carta stampata.
Dopo aver descritto l’Avvocato come un signore volubile che, per non annoiarsi, andava da una passione all’altra, Eugenio vergò la sua epigrafe. “La vera sfortuna di Agnelli” scrisse, “è quella di vivere in un epoca in cui vince chi ha il sedere di pietra. Cefis, basta vederlo, appartiene a quella razza. L’Avvocato è infinitamente più simpatico e piace di più proprio perché è fatto di meringhe e di panna montata”. Caspita, che botta! Ma Agnelli, da vero monarca, non se la prese. E i rapporti tra lui e Scalfari non si guastarono. Un legame forte li univa: Carlo Caracciolo, socio di Eugenio e cognato dell’Avvocato, in quanto fratello della moglie Marella. E poi i due erano fatti per piacersi: entrambi primi della classe e famosi, sia pure in modo diverso.
Me ne accorsi quando dal Corriere passai a Repubblica. Nell’estate del 1980, dopo l’assassinio di Walter Tobagi, ci rendemmo conto che Scalfari poteva diventare un obiettivo delle Brigate rosse. Eugenio non aveva paura di niente. Al punto di andare e venire dal giornale su una scassata Cinquecento, senza l’ombra di una scorta. Fu allora che Caracciolo chiese ad Agnelli di mandarci il capo della sua sicurezza perché ci dicesse quel che si doveva fare. Arrivò a Repubblica un ex colonnello dei carabinieri, vestito come un milord. Ascoltò annoiato la descrizione delle nostre giornate di lavoro: tutte eguali, scandite da orari immutabili. Il milord ci spiegò che questo sistema di vita non andava bene per niente. Dovevamo fare come l’Avvocato che si “randomizzava”, ossia viveva a caso. Una notte dormiva a Villar Perosa. Un’altra a Roma. La terza a New York. La quarta a Tokyo. La quinta chissà dove. Scalfari replicò: «Impossibile. Noi stiamo sempre qui perché abbiamo la bottega da curare e i clienti da servire».
La gelida conclusione del milord fu una sentenza senza appello: «Se è così, cari signori, siete indifendibili!». Però Caracciolo non si diede per vinto. Chiamò il cognato e Agnelli ci mandò un’automobile blindata, una delle prime. Era una Fiat targata Cuneo. La targa sembrava uno scherzo. Però ci spiegarono che la blindatura veniva fatta in un’officina di quella provincia, mi pare fosse a Savigliano. Eugenio si sentiva prigioniero della blindata. Tuttavia la sofferenza durò poco. La blindata targata CN, in quel momento senza passeggeri, nei pressi di via Veneto si scontrò con un autobus dell’Atac, per fortuna anch’esso vuoto. E lo perforò da parte a parte, neanche fosse un siluro. Bei ricordi, di quando l’Avvocato era l’Avvocato, sia pure di panna montata. Adesso stiamo scoprendo che pure lui, forse, aveva il sedere di pietra: quello robusto, robustissimo, degli evasori fiscali. Non so dire come finirà questa storia dei due miliardi di euro, quasi quattromila miliardi delle vecchie lire, nascosti nella panna montata svizzera. Ma un suo triste e solitario finale s’intravede già.
È la caduta di un mito. Il crollo di un idolo. Il crack d’immagine dell’unico re d’Italia sopravvissuto ai Savoia. Ai giovani di oggi, questa disfatta non dirà nulla. Loro, se va bene, conoscono soltanto i suoi nipoti: John e Lapo Elkann, figli di Margherita, figlia dell’Avvocato. Ma per noi italiani con i capelli bianchi è tutta un’altra faccenda: che dolore!, che disfatta! Il grande, grandissimo Gianni messo sullo stesso miserabile piano di tanti riccastri qualunque, pare siano 170 mila, che hanno inguattato i conquibus in Svizzera per sottrarli al fisco italiano.
Mia madre Giovanna non avrebbe battuto ciglio. Era solita dire: «I ricchi nascondono i soldi per non doverne dare un po’ ai poveri». Lo stesso diranno i vecchi della sinistra italiana che non si fidavano dell’onestà fiscale dei padroni della Fiat. Sfogliando il mio archivio, ho ritrovato un articolo dell’Unità, datato Torino e scritto da Diego Novelli il 13 settembre 1970. Cominciava così: «La scandalosa vicenda delle imposte della famiglia Agnelli sarà discussa anche in Parlamento…». Ma adesso è arrivato un osso da mordere: Giulio Tremonti, ministro dell’Economia del governo Berlusconi. Se riuscirà davvero ad aprire l’epoca del Terrore per chi si serve dei paradisi fiscali, tutti gli italiani onesti, a cominciare da me, glie ne saranno grati.
Vada avanti, caro ministro. Certo, non potrà usare la ghigliottina. Ma obblighi i furboni a sudare sangue. Alla faccia dei tanti evasori che ci sfottono di continuo: «Paga e soffri, contribuente fesso!».
venerdì, 14 agosto 2009
commenti dei lettori
59 commenti presenti
letterio siclari
30 ott 2009 19:33
In quanto a stratagemmi per non pagare il fisco, fatte salve le dovute eccezioni, a me pare "che siamo tutti d'un pelo e d'una lana". Io vivo di pensione ma se fossi un grande ricco non so nemmeno come mi comporterei, visto che la "malattia" é infettiva e diffusiva.
L.S.
Carlo
04 ott 2009 00:28
E poi venne lo SCUDO FISCALE .... Pansa Pansa vede cosa succede a leccare i fondelli a Tremonti ... tremate tremate gli evasori son tornati
lectiones
18 set 2009 11:27
Ma non era ridicolo farsi chiamare avvocato pur non essendolo? Tutti parcheggiatori abusivi quest'italiani.
Rino
16 set 2009 23:38
Una cortese domanda? Secondo Lei è una cosa grave,leggere i suoi articoli e subito dopo dare di stomaco.?
fab pittana
05 set 2009 16:51
Allegria con Mike ! a Torino e' nata una stella ! Come il nonno ,il giovane Elkann diventera' il Verbo,l'oracolo di Delfo ! Fara' miracoli,moltiplichera' i posti di lavoro,camminera' sulle acque ed apparira' sul Monte dei Capuccini per la gioia dei suoi discepoli.Non soddisfatto dai suoi sudditi,il nuovo Maestro di vita indichera' la nuova strada della salvezza per l'economia e l'industria italiana. Dai paradisi,non solo fiscali, nonno Gianni annuisce,sorride e benedice ! Amen
antoniop41
03 set 2009 17:57
Ma l'avvocato è stato creato senarire a vita dai suoi "velini" dello stari italiano fra cui si può ben mettere l'ex presidente ciampi,"non ci sto",Anaro ,andreitti e ben primo Togliarri che ha "ante litteram" fornito alla Fiat il permrsso di aprire una fabbrica in Polonia quando c'era ancora il monolitico regno sovietco nemico dell'Italia.
LUIGI SCHIRIPI
23 ago 2009 10:02
CREIAMO UN MOVIMENTO D'OPINIONE CONTRO L'EVASIONE FISCALE, ANCHE LA PIU' SPICCIOLA
aldo castellari
18 ago 2009 23:47
E' una notizia che rattrista, piu' di qualsiasi altra. Un mito tramonta. Chi ci ha rappresentato all'estero ad altissimo livello ed e'stato ammirato per il suo stile,il suo charme e la sua immagine (cosi' ben accuratamente tutelata), ha finalmente mostrato il suo vero volto.
Non ostante la fortuna ereditata, non ostante tutti gli aiuti di Stato......!.non c'e' piu' nessuno a cui credere in Italia ! Resta solo confermata ed ineludibile la mala fede interessata e forse comandata di chi continua a parlare di gossip e finge di ignorare questa ultima notizia di una importanza cosi' fragorosa. Certo che di giornalisti con la schiena dritta non ce ne sono poi tanti... ,
luigi lupo
18 ago 2009 16:45
Mi sembra che qualche anno fa, una stima economica sulla FIAT, diceva che la "ditta" era costata allo stato italiano, in varie maniere, cassa integrazione ed altro, circa un milione di miliardi.Un terzo del nostro debito pubblico era stato prodotto dalla FIAT. Se veramente gli Agnelli avessero messo da parte solo quattromila miliardi delle vecchie lire , si potrebbero paragonare a dei ladri di galline. La cosa però che potrebbe far veramente arrabbiare , che grazie a loro , la Juventus, vinceva , a man bassa , in Italia , tutto o quasi tutto, poi, dove non arrivavano con i soldi, arrivavano,sembra,con altri mezzi. Detto questo mi viene sempre in mente che lo stato si è sempre o quasi , distinto , per essere debole con i forti e forte con i deboli. La Fiat era un modello da esportare all'estero, ed ancora è un grande marchio. Forse è giunto il momento che questa grande società contribuisca , anche in vile moneta, a risanare i conti dello stato italiano. Per quanto riguarda l'avvocato diceva sempre , che quando la FIAT guadagnava erano soldi suoi, quando perdeva erano debiti dello stato italiano e degli italiani. Questa era la sua filosofia.
D'accordo con Pieretto
18 ago 2009 10:45
Hai pienamente ragione Pieretto!! E' come dici tu!! La descrizione che fai tu coincide totalmente con la mia!!
All’ignoto che mi critica…
17 ago 2009 20:56
..definendomi troppo chiuso ed aspro nei confronti di Pansa, mi corre l’obbligo di ammettere che ha ragione. Forse perché, in fondo ma molto in fondo, lo stimo. La stessa cosa l’avesse scritta l’avvinazzato Bocca, mi avrebbe lasciato indifferente perché lo disprezzo e non è il caso di Pansa. E già che ci sono riconosco che Polito, anche lui talvolta oggetto dei miei strali, raramente mi ha censurato e quando l’ha fatto di solito aveva qualche buona ragione. Un consiglio, tuttavia: inserire un nick per poter rispondere sarebbe utile, per sapere a chi ci si rivolge. Non è necessario usare il proprio nome e cognome come faccio io. Giovanni Agretti
giovanni castellani pastoris
17 ago 2009 17:40
Mi pare si abbia tendenza a dimenticare i "trascorsi" del cpostipite della Dinastia di cui l'Avvocato è stato l'ultimo che si può considerare un protagonista.
Fra aggiottaggio ed evasione non vi è poi un abisso.......
enzo da torino
17 ago 2009 17:33
Credo che sulla vicenda sarà steso un pietoso velo. Si dà il caso che il presunto evasore si chiami Agnelli e non Berlusconi. L'indagine sulla epocale evasione fiscale farà la stessa fine della valigetta col miliardo lasciata in via delle botteghe oscure di cui non se ne saputo più nulla.Grazie all'obbligatorietà dell'azione penale.
E dire che Al Capone fu arrestato non per gli omicidi commessi, ma per essere un evasore fiscale.
Pieretto
17 ago 2009 17:21
Gianni Agnelli un mito e un idolo?Ma in quale film?Quella famiglia dietro i modi pseudo aristocratici sa bene che fare se qualcuno si mette di traverso,si tratti di faccende riguardanti le condizioni di lavoro in fabbrica (e qui penso che anche Pansa ne sappia qulacosa e qualcosa in passato abbia scritto),difetti delle auto che mettano a repentaglio la salute dei consumatori,questioni economiche o di strategia politica e il 99% dei giornalisti si adegua anche perchè molti sono in maniera diretta o indiretta alle loro dipendenze,i rapporti di forza sono quelli che sono e comunque la categoria tranne eccezioni non brilla per spirito di indipendenza e volontà di approfondimento.Se per esempio appena appena fai qualche domanda scomoda al conduttore radiofonico di turno su argomenti connessi alla Fiat si percepisce l'imbarazzo lontano un miglio e se qualcuno è abbastanza documentato da metterli alle strette sgusciano come bisce.Sui giornali,tranne qualche isolato episodio se proprio non possono evitare di dare certe notizie le confinano nel trafiletto di 5 righe a pag 32 e quanto ai tg meglio non parlarne.Ricordo una decina di anni fa una faccenda riguardante delle Lancia Dedra che scaricavano parte del gas di scarico nell'abitacolo e direttive dell'azienda ai concessionari di tener per quanto possibile nascosta la faccenda.A parte una mezza pagina di Repubblica che mi pare smise di interessarsi della cosa già dal giorno successivo non mi risulta altro.Solo Altroconsumo,periodico di una associazione di consumatori seguì la cosa con resoconti abbastanza asciutti e dettagliati ricostruendo l'accaduto e dando conto anche delle sentenza al riguardo.E questo è solo un semplice esempio.La cosa grottesca comunque è leggere poi un giorno sì e l'altro pure gente tipo Gramellini che lavora alla Stampa criticava Bush sul protocollo di Kyoto e le lobby petrolifere e adesso lodare Obama sulle energie rinnovabili facendo anche dell'ironia da quattro soldi.Figurarsi poi quante ne ha dette sugli evasori col Suv (categoria alla quale non appartengo).Giornalisti così sono nè più nè meno come un Emilio Fede o dall'altra parte un Furio Colombo (altro ex dipendente della ditta).Solo molto più subdoli perchè fintamente obiettivi.
Tre domande semplici
17 ago 2009 17:19
Nell'anno 2003 alla sontuosa cerimonia funebre di Giovanni Agnelli c'era Don Sciortino?Se si,a quale titolo?
L'Economist come avrà trattato giornalisticamente il trapasso?Sto imparando a fare domande sullo stile "la Repubblica".Chiedo troppo??Se lor signori si sentono disturbati farò un passo indietro e chiederò umilmente scusa di "tanto ardire"!!
La storia del fico d'india
17 ago 2009 16:57
L'alto prelato era il cardinale di Torino(Ballestrero) che nella cerimonia funebre era affiancato dall'abate di Monteccasino presente a permanente ringraziamento della zona per lo stabilimento FIAT di Montecassino.Tutta la cerimonia funebre fu una totale celebrazione delle "gesta" di Giovanni Agnelli.E' doveroso ricordare anche l'amicizia profonda tra Ciampi e l'Agnelli.Chissà perchè???Forse si saprà di più quando si scopriranno le tombe e suoneranno le trombe dell'arcangelo Gabriele.Ma questa era tutta gente odiava a morte Berlusconi quando è entrato in politica e che gli dava del fico d'india,infiltrato e non invitato al banchetto di lor signori.Questi ancora non pensavano del tutto che nel primo anno del terzo governo Berlusconi,sotto il ministero del Dott.Giulio Tremonti,dopo altrettante leggi tese al necessario mantenimento FIAT,però avevano premonizione che il "fico d'india" prima o poi gli sarebbe entrato in c..lo.!!!!
Wolf
17 ago 2009 15:58
Agnelli ha goduto della protezione della sinsitra. Agnelli (Giovanni) si è ulteriormente arricchito con i soldi della collettività..in un mondo normale la sua FIAT avrebbe fallito...come una qualsiasi azienda anglosassone..di cui Agnelli (Giovanni) piaceva tanto parlare. Sostanzialmente un uomo sopravalutato a cui sinistra e destra hanno leccato il deretano...arricchendolo a dismisura.
beppino3
17 ago 2009 15:06
d'acccordo con la giustizia tributaria..ma poi cosa ne fanno dei nostri danari, quale controllo c'è??più enti, più processioni,etc,,ho letto l'Articolo di Panebianco sul corsera di oggi, 17 agosto, e non esiste nessuna speranza per noi....almeno per 10 generazioni
cordiali saluti
beppino3
marco zago
17 ago 2009 13:19
ma se fosse sucesso a berlusconi quante procure avrebbero indagato???meditiamo gente...
strale
17 ago 2009 11:27
Caro Pansa, quale sarebbe la stagione del Terrore che inaugurerebbe il ministroTremonti? Quella di far rientrare i capitali dai paradisi fiscali con una penale del 5%, mentre i redditi da lavoro vengono super tassati? Prima si fa lo scudo fiscale e poi si finge di mostrare i denti! Le pare serio?
P.S: avevo già scritto questo commento, ma il censore non ha ritenuto opportuno pubblicarlo. Forse perché concludevo con la celeberrima frase di Totò: ma mi faccia il piacere?
Memento homo
17 ago 2009 11:26
Anch'io ricordo "l'Agnellosità" di Enzo Biagi.E va anche ricordato che Enzo Biagi fu fascista con il Duce,fu Agnelloso con Agnelli e fu ferocemente antiberlusconiano nei tempi trionfanti dell'antiberlusconismo.Vi ricordate la"patetica macchietta del pluriottuagenario Biagi con Benigni.Macchietta in cui venne fuori il "dentro" rancoroso di Biagi.
pietro
17 ago 2009 11:16
E poi come non ricordare che un alto prelato di cui non ricordo il nome (ma tanto sono tutti uguali), diede una benedizione "speciale" all'Avvocato, precisando inoltre che la sua era stata "la morte del giusto". Infatti da allora attendo con ansia l'inizio del processo di canonizzazione. (Anche se forse Tremonti, non sara' d'accordo)
X Giovanni Agretti
17 ago 2009 09:59
Giovanni sei troppo chiuso ed aspro contro Giampaolo Pansa che è e rimane un gran giornalista che sa analizzare i fatti e scrive eccezionalmente bene.Io lo seguo da sempre ed in certi momenti non mi piaceva il Pansa troppo schierato sulle posizioni del PCI.Però il suo non era lo scrivere del militante arruolato,ma era lo scrivere di chi era sempre autonomo e riusciva comunque a dire la sua in mezzo a tanto conformismo di stampo "cominformista".La democrazia italiana non può fare a meno di giornalisti ed anche storici come Giampaolo Pansa sia per i contenuti che per la forma.Leggere quello che scrive è sempre piacevole e sicuramente ottima lettura.
Anch'io come te ricordo Gianni Agnelli con l'orologio sul polsino etc..etc.. ed anche per le enormi"stVonzate" che faceva trovava il cantore ufficiale che era Enzo Biagi.Vorrei fare dieci domande ad Enzo Biagi anche attraverso "la medium".Ma questo più avanti!!!
claudio m.
17 ago 2009 09:33
PRIMA CRAXI ADESSO BERLUSCONI HANNO DATO LA POSSIBILITA' DI EVADERE SENZA PROBLEMI GIUDIZIARI NON C'E' DA STUPIRSI. PURTROPPO AVETE ELETTO POLITCI CHE HANNO PENSATO SOLO A LORO STESSI E A FARSI DEI SOLDI RUBANDO DX E SX.
Colpani Gioacchino
17 ago 2009 09:32
Egregio Pansa,
non solo nei suoi libri, lei sapientemente e fedelmente ricostruisce la nostra storia di italici tosati e presi per i fondelli, riesce anche a metterci davanti lo specchio di un epoca pesante, fatta di sovvenzioni al magnate della Fabbrica Italiana Automobili Torino, alla quale furbescamente ha sputo, con il beneplacito della classe politica sottrarre al fisco, e quindi caricare sulle misere buste paga dei suoi dipendenti il tesoro vero, non il "tesoretto alla Prodi".
Mi associo agli auguri che ha inoltrato a Tremonti, fido ministro del Berlusca.
Vuoi vedere che la sinistra si inventerà la persecuzione dell'agnello sacrificale ardita dal belzebù di Arcore?
Meditate gente
INAPLOK
Adriano
17 ago 2009 09:11
Suvvia forse l'Avvocato non voleva frodare il fisco, semplicemente temeva che qualche affare sballato lo facesse rimanere senza soldi. Forse aveva dimenticato di pagare i contributi per la pensione!
vittorio
17 ago 2009 01:09
Il sistema contributivo degli stati uniti funziona che e`una meraviglia. La galera come spauracchio e`
l`unico deterrente all`evasione. Da noi lo spione viene accusato di turbativa della privacy, i governi ,qualunque seme siano rimandano il problema, la magistratura fa quello che puo, pagano le tasse
i dipendenti. Se ne deduce, bisogna essere imprenditori.
giuseppe mussomeli
16 ago 2009 22:26
"""Ma adesso è arrivato un osso da mordere: Giulio Tremonti, ministro dell’Economia del governo Berlusconi. Se riuscirà davvero ad aprire l’epoca del Terrore per chi si serve dei paradisi fiscali, tutti gli italiani onesti, a cominciare da me, glie ne saranno grati.Vada avanti, caro ministro. Certo, non potrà usare la ghigliottina.""
ahahahahahahah il condono mafioso sarebbe il periodo del terrore per chi si serve dei paradisi fiscali-cioè berlusconi stesso.-?!?!!? e io che credevo caldarola il piu grosso venduto paraculo del mondo. mi raccomando prima di crepare ci tolga la soddisfazione di sapere chi le gonfia il conto in banca per fare lo sporco mestiere del servo. e non si faccia scivolare addosso continuamente le innumerevoli legittime critiche. si guardi allo specchio e pronunci questa frase: non sono un uomo così inutile, ho messo il mio rimasuglio di dignità al servizio del piu grande piazzista del mondo. che ribrezzo
strale
16 ago 2009 22:17
Caro Pansa, quale sarebbe l'epoca del Terrore che inuagurerebbe Tremonti? Quella di fare rientrare i fondi dai paradisi fiscali tassandoli del 5%, mentre i redditi da lavoro sono tassati mediamente del 30-40%? Prima si fa lo scudo fiscale e poi si fa finta di mostrare i denti! "Ma mi faccia il piacere!", direbbe quel grande comico che fu Totò.
vincenzo rocchino
16 ago 2009 20:53
Un Ministro fiscalista a caccia di “i furboni evasori (a colpi di condoni) ”; parrebbe uno scherzo; e invece no. Lei pare convinto. Tremonti, prima che ministro, è un fiscalista, utile ai ricchi, per mettere al riparo dal fisco i loro milioni; con successo, a quanto pare, visto la prodigiosa carriera. Non so se lo Avvocato sia mai ricorso ai servigi di Giulio Tremonti; è un fatto, però, che lo Stato Italiano (che siamo noi) ha “soccorso” la Fiat di Agnelli per molti decenni a suon di miliardi, per salvaguardare, si diceva, la occupazione; era pure frequente, e lo è ancora oggi, il ricorso alla cassa integrazione. I fatti di questi giorni hanno reso evidente la filosofia dello Avvocato: imboscare gli utili e addebitare allo Stato (che siamo sempre noi) le perdite e i debiti.
rebyjaco
16 ago 2009 20:17
E' talmente sciocco l'articolo che capisco i detrattori di Pansa. Pensare veramente e senza ipocrisia che ci possa essere un ""ricco"" in Italia senza il o I conti all'estero, è stupido . Tutti hanno portato i soldini al sicuro, tutti evadono con il beneplacito della politica che gli ""costruisce "" le leggi ad personam, pensare che il Governo Berlusconi ( Tremonti) faccia veramente degli accertamenti SERI nei confronti dei Suoi colleghi di evasione, è ridicolo. Non siamo in un Paese civile, siamo in Italia Paese noto ""per la Sua corruzione"" come lo definisce una Enciclopedia USA.
francesca
16 ago 2009 20:04
l`Unita`, non lo dice.
marina
16 ago 2009 15:28
ma come mai tutti noi, poveri contribuenti fessi, sapevamo che agnelli nascondeva il suo patrimonio nei "paradisi fiscali" e.... mica solo in svizzera , ma alle cayman, nelle isole vergini britanniche e anche in Francia quando, con mossa furbissima, vendette la sua Upim all'AUCHAN di cui l'ifil (la finanziaria di famiglia) era il socio di maggioranza assoluta...... forse li' i sindacati "rompevano" di meno......come mai quando nel '94 vinse il teorema del "Berlusconi non poteva non sapere.." in casa Fiat ...Romiti, invece, fu condannato perche' colpevole di aver versato tangenti di cui il povero Gianni Agnelli NON SAPEVA NULLA... e poi che dire della famosa assemblea in cui si istitui' il principio delle ' AZIONI NON SI CONTANO...SI PESANO!!" Come mai nessun magistrato, procuratore, finanziere, carabiniere o vigile urbano ......si sia chiesto "come mai????" perche'??? e oggi cadono dalle nuvole anzi...... la procura di Torino si affretta a smentire che ci siano indagini in corso.....VERGOGNA... Ministro Tremonti, direttore Befera noi poveri contribuenti fessi siamo nelle vostre mani...VENDICATECI!
axenos
16 ago 2009 11:00
sta migliorando il vegliardo, è passato dalle riflessioni di nonna caterina alle citazioni di mamma gelsomina... non vedo l'ora di leggere il prossimo articolo pieno delle considerazioni di zio gesualdo...
comunque, questo è un articolo che sarà senza dubbio apprezzato dal pubblico dei berlusconidi che presidiano il sito, soprattutto per la mega marchetta riservata a tremonti. tremonti nemico degli evasori è una balla colossale, soprattutto dopo l'ennesimo scudo fiscale (che altri chiamano riciclaggio di stato), ma i berlusconidi apprezzeranno senz'altro l'intenzione...
luciano33
16 ago 2009 10:22
Ho letto che Hitler nel 34 emanò una legge ce comminava la pena di morte a chi portava quattrini in Svizzera.
Vedere oggi il Tremonti , dipinto dalla opposizione il re degli evasori , pronto a coprire i ricchi di
condoni ter e quater , oggi invece impugnare la durlindana e tagliare teste importanti è una bellissima notizia .
Una opposizione che si gloriava di avere in Visco l'unico vero eroe della lotta all'evasion ne esce sconfitta ed alla grande : i 570 nomi sono già in pista e gli altri 170.000 sotto verifica.
Capito chi è Tremonti ?
Piu' serio ed onesto di quanti parolai di una opposizione di panna montata !
E poi ricordo gli elogi della sinistra ad Agnelli ( che vedeva il B come un agente di commercio con metodi cialtroni ) : come la mettiamo ?
enrico secondo
16 ago 2009 10:06
E' avvilente che i riccastri evasori ed esportatori di denaro vengano a galla con un goiverno di destra, ma quando la sinistra era al portere e blatterava su tutto perchè non ha fatto quello che Tramonti sta facendo? Ne ho visti di governi passare nella mia vita, ma al di là del personaggio è il primo che fa più di quello che han fatto decine di governi che l'hanno preceduto.
FELIX 40
16 ago 2009 09:39
IO O LAVORATO X 40 ANNI PAGO TUTTO K E X LEGGE,NON SONO DIVENTATO RICCO,MA UN POVERO PENSIONATO (QUINDI TRAETE VOI LE CONGLUSIONI)
onroda
16 ago 2009 09:31
Ottime riflessioni caro e stimatissimo Gianpaolo Pansa,si vede chi ha la cosi detta "capa fresca".Anche in un torrido agosto ci sono " BOCCHE" che parlano e scrivono in modo serio e non lanciano linguate di fuoco e fetore.Se si può è bene che i famosi 4000 miliardi di lire (se è vero)
ritornino a tutti gli italiani che hanno il sedere di pietra ma per il troppo lavoro.
annarita
16 ago 2009 00:47
Scusi Pansa, tutti quei soldi dati ogni anno ai partiti per legge, da dove crede provengano se non dai contribuenti. Il gruzzolo in questione, potrebbe essere gia epurato dalla mano dello stato, quindi
legittimo. Non da ripartire con nessuno, patrimonio Agnelli. Trovo invece esagerato, come ho letto
di recente, che l`Idv percepisca decine di milioni, risultando dalle ultime stime il 4% dei consensi.
Immaginarsi il quoziente del Pd. Questi sono i furti perpetrati allo stato, altro che evasori.
antoniop
15 ago 2009 22:49
Pansa, io mi ricordo l'inflaZIONE PROGRAMMATA AL 14 % DEL '75-78 CHE CORRISPONDEVA UN AUMENTO SALARIALE ADEGUATO E CHE HA PERMESSO AGLI ALORA 200.000 DIPENDENTI FIAT DI COMPRARE L'AUTO ED EVENTUALMENTE CAMBIARLA DUE VOLTE ALL'ANNO. lA fIAY, ALLORA, AL SORROSCRITTO FORNITORE ACCETTò UN AUMENTO DEI PREZZI DELL'11.50% , MA DALL'ANNOP SUCCESSIVO NON SI PARLò PIU DI AUMENTI PER I FORNITORI CHE D'ALLORA ANCHE CON LA CONCAUSA DEL "FACTORING TRAGATO FIAT" COMINCIARINI A FALLIRE COME MOSCHE OD ESSERE INCORPORATE PER UNA "CIOOCCA DI LATTE"
IL RE D'ITALIA ERA IL MAFIOSO DEL PIEMONTE IN CIMPAGNIA DI DEBENEDETTI OLIVETTI E PIRELLI E GLI IMMANCABILI SINDACATI AL COMANDO DI BERTINOTTI.
sergio canossa
15 ago 2009 22:08
Egregio Pansa, non le punge vaghezza di qualche cresta, fatta a giustificazione di tante altre subite
dall`avvocato, ad opera del mondo sindacale. Bertinotti propose oltre alla requisizione dei beni con
siderati furto, spartire dividendi dei profitti d`impresa, anche fra i lavoratori. Guardi Pansa, l`abbiamo
scampata liscia, non fosse stato per Mastella. Quindi, l`avvocato se avesse messo via soldi lievitati
venuti dal nonno, avrebbe fatto bene.
Forza Ministro
15 ago 2009 20:02
Il ministro andrà avanti anche perchè si ricorda che,in un intervista tutta leccante con Enzo Biagi,a domanda precisa Agnelli rispose "Bevlusconi è un fico d'India;io ,Giovanni Agnelli sono invece un industviale modevno di livello mondiale".
EA
15 ago 2009 19:37
Caro Pansa, se lo lasci dire da uno che Le vuol bene e La stima: l'unica cosa che mi stupisce in tutto ciò è il Suo stupore.
gianni cesarina
15 ago 2009 18:40
Egregio signor Pansa, ricordi ai lettori cio che accadde all`avvocato negli anni settanta, quando do
vette chiudere la fabbrica poiche data alle fiamme, si chiuse anch`egli tra le mani e medito` per mesi
la soluzione. Quella di riaprire con tecnologie avanzate coll`impiego di robot , al posto delle braccia.
Pansa lo ricordi a coloro che oggi implorano lavoro, affidandosi a sindacalisti.
bubastis
15 ago 2009 18:15
Chissa' se un po', o tanti tanti, di quei presunti miliardi non provengano dalle tasche degli italiani attraverso le tante casse integrazione pro Fiat. Con la scusa "cio' che fa bene alla Fiat fa bene all'Italia" mi sa che qualche marpione ha fatto fessi tutti. Possibile che i vari ministri dell'epoca "Gianni Agnelli" non sapessero e non vedessero nulla? Oppure vedevano ma il cervello, gia' limitato, entrava in apnea di fronte a Lor Signori? Oppure, molto piu' probabilmente, facevano come si racconta sia accaduto durante un pranzo in casa Mussolini, allorquando il figlio Bruno chiese al padre: papa' cosa e' il fascismo? E il padre rispose: Bruno, mangia e taci
effebi
15 ago 2009 18:00
Sì, andate avanti Pansa e Tremonti, incalzate, è su queste cose che bisogna insistere. Il Governo italiano, invece di usare le solite buone maniere perfino con la Svizzera (i cui giornali parlano dell'Italia solo in termini di escort e scandali vari), convochi il Ministro degli Esteri svizzero come ha fatto Hillary Clinton che, con una strapazzata, è riuscita ad ottenere quello che voleva. La Svizzera, dalla fine della guerra fredda e poi dalla caduta del muro di Berlino, non conta più nulla, lo sanno tutti, perfino la Libia la minaccia di ritorsioni per un affare strettamente privato (e squallido) della famiglia del Colonello. Solo l'Italia sta attenta a non offendere nessuno, neanche un piccolo Paese che si è arricchito sulle azioni illecite e anche criminali degli altri Paesi e poi... fa anche la morale a tutti!
Giovanni Agretti
15 ago 2009 17:54
Va bene, lo ammetto. Forse con l’età mi sarà venuta la lacrima facile. D'accordo. Ma io ogni volta che leggo Giampaolo Pansa, un ex comunista di Repubblica (31 anni, mica no…) che sta rinascendo a nuova vita e scopre, alla bella età di 74 anni, che i partigiani rossi in Emilia Romagna hanno fatto fuori 139 pericolosi sacerdoti, un intero pullman più altre cose abbastanza gravi, forse non erano quei bei comunisti che molti pensavano. Le scoperte, si sa, sono come le ciliegie, una tira l'altra. Pansa ha scoperto che sarebbe auspicabile che Berlusconi se ne andasse, lasciando il posto. A chi? Non siate polemici, uno che ha passato 31 anni a Repubblica ed è stato condirettore dell’Espresso, mica ha tempo per simili banalità. Ora scopre che “l’avvocheto” si è fottuto 2 miliardi di euro in Svizzera, una sciocchezza come 4mila miliardi di vecchie lire e Giampaolo all’avvocheto ci credeva. Perché in fondo con il suo orologio sopra il polsino, il gilè sopra la giacca e la canna del naso in puro argento (una sinusite bestiale…) in fondo era di sinistra. Come Pansa, come Caracciolo (famiglio di Agnelli) che di Scalfari, che era un oscuro deputato socialista trombato, ne fece un editore. Di sinistra, si capisce. Ora, come dicevo in apertura, a me ogni volta che vedo la firma di Pansa sul Riformista mi salta il cuore in gola. Cosa avrà ancora scoperto il vegliardo? La mia preoccupazione è che lui un giorno scopra che quello che lui chiama Barbapapà in fondo è un fallito di successo come Carlo De Benedetti che hanno perso tutto, anche l’onore: ma i soldi sono rimasti al sicuro. Ma questo, lo aveva già fatto anche Agnelli. Spero che nessuno riferisca al vecchio arnese di sinistra, in arte Giampaolo Pansa, tutte queste cose. Scoprire che la sua è stata tutta una intera vita vissuta all’insegna dell’errore, spero sia la sua ultima scoperta. Dio lo perdonerà, in fondo è il suo mestiere. Per me è diverso. Anche se scrivo da dio, quelli che sbagliano tutta una vita e se ne vantano, in fondo mi danno sui nervi.
di berto
15 ago 2009 17:46
Non sapevo dell`avvocato Agnelli, attaccato dalla iena Scalfari, In fondo, e`legge della foresta.
Disturba invece quel mettersi alla pari, quell` osare tutto, dietro lo scudo da paladino delle genti.
Per favore ognuno al suo posto, in tutti i sensi.
marino
15 ago 2009 16:47
Caro Pansa forse lei non se nè sarà accorto ( perchè non ha nulla da nascondere ) ma gli utlimi provvedimenti del Governo Berlusconi aprono, finamente, l'epoca del terrore per chi usa i paradisi fiscali per nasondere in maniera fraudolenta al fisco i propri guadagni. Ciò che mi stupisce è il silenzio assordante della grande stampa che è molto interessata alle vicende erotiche del nostro Presidente del Consiglio e poco invece alle azioni di governo. Ma forse è un silenzio interessato visto chi sono gli azionisti di questi quotidiani. Le ricorderò a proposito la vicenda di quel noto imprenditore marchigiano delle scarpe con una passione calcistica per la squadra di Firenze che quando la BNL venne acquistata dai francesi cedette le sue azioni attraverso una sua società controllata con sede fiscale in Lussemburgo. Naturalmente la plusvalenza realizzata fù enorme e siccome in Lussemburgo le tasse sul capital gain non esistono il nostro fece un ottimo affare.Tutto questo mentre il nostro non perdeva occasione in una recente campagna elettorale di pontificare sull'immoralità di chi evade le tasse ( che per definizione vota sempre a destra ). Mi piacerebbe che uno dei suoi prossimi articoli sia dedicato a valutare cosa ha fatto questo Governo in tema di contrasto alla criminalità organizzata con una analisi sui risultato conseguiti. La saluto cordialmente.
Moreno Lupi
15 ago 2009 16:24
Caro Pansa. Per non essere annichiliti dal dolore, o meglio, dallo sconforto di dover riportare a dimensione umana, i nostri passati e presenti idoli di immaginario riferimento, sarebbe sufficiente non crearli. Però l'umana natura li ha sempre creati perché soddisfano la sua esigenza di "andare oltre", di "essere come", di pensarsi migliori", ecc... Non si tratta solo degli "eroi", cui allude B.Brecht, di cui è bene non aver bisogno, ma di tutte quelle figure politiche, letterarie, economiche, artistiche, sportive, mediatiche che esistono come estensione delle nostre frustrazioni, dei nostri desideri irrealizzati, della nostra invidia e dal bisogno di uscire dalla nostra "lacrimarum valle" quotidiana. Occorrerebbe il solo buon senso di non attribuire loro categorie morali ad hoc, personalizzate e uniche. Sia in senso positivo che negativo. Si eviterebbero delusioni da una parte e rabbia dall'altra. Ma poiché è impossibile immaginare che l'informazione, nella sua globalità responsabile della creazione e della gestione dei miti, sia "vergin di servo encomio e di codardo oltraggio", non resta che ricorrere al consiglio che accompagna il disegno:<Saran potenti i papi, saran potenti i re ma, quando qui si siedono, son tutti come te> Cordialmente Moreno Lupi
anacleto
15 ago 2009 16:14
Perchè delusione? Da uno abituato a socializzare le perdite della FIAT con tutti gli italiani cosa c'erà da aspettarsi? Và sempre ricordato ce quest'uomo ha iniziato a lavorare a 50 anni e che non è stato quel grande industriale che si vuol far credere: basta guardare quanti errori ha compiuto con la FIAT per rendersene conto. La verità che quest'uomo piaceva tanto alla sinistra per i suoi modi e ma sotto il vestito c'era ben poco. E anche con le amanti........
aldo
15 ago 2009 15:10
Sono solitamente molto clemente nei confronti di chi porta i suoi soldi nei paradisi fiscali, a parte che non tutto ciò che coincide con paradiso fiscale è sinonimo di illegalità, altrimenti spiegatemi come mai ci sono 300 e passa banche italiane che hanno sede in paradisi fiscali e decine che hanno sede in Lussemburgo, stessa cosa per il 50% delle società italiane quotate in Borsa. Detto questo se penso ai soldi di noi contribuenti che sono finiti nelle casse della Fiat mi viene il voltastomaco.
IL CARDINALE B.
15 ago 2009 14:18
Speriamo che qusta sia veramente l'inizio dello sputtanamento e della scoperta di questi EVASORI BLASONATI ! Speriamo, al contrario di SCHIOPPA che cercava solo i piccolini e la povera gente da tassare. Visto che i tempi di PRODI , SONO FINALMENTE FINITI, ci auguriamo che il ministro Tremonti vada veramente avanti su questa strada. Devono tremare questi farabutti di evasori , e il fisco non deve avere nessuna pietà per questa gente ! Questa è gente che ha fatto e sta facendo tanto male alla povera gente . Ora basta , devono pagare e MOLTO DURO , il loro vergognoso misfatto ! ! !
augusto
15 ago 2009 13:43
Sono d'accordo su quasi tutto con il nostro Pansa.
Unica cosa che non condivido è la valutazione del'Avvocato. Persona sicuramente intelligente, con una certa classe. Se però dobbiamo valutarlo come imprenditore allora la mia valutazione è un po' diversa. Questo mio pensiero non nasce oggi alla luce di queste battaglie nella famiglia Agnelli; è da quando ho cominciato un po' a capire come funzionano le cose che ho dei "sospetti".
In questo aveva probabilmente ragione qualcuno della sinistra che diceva che le perdite della Fiat erano a carico della collettività e i guadagni se li teneva l 'Avvocato.Quello che mi fa meraviglia - ma non piu' di tanto - è che tantissimi sapevano o potevano sapere di questo occultamento di capitali, ma nessuno si è mosso. Non a magistratura ne la G.di F..
A questo punto speriamo che il pentolone venga scoperchiato completamente, cosi' sapremo la verità (ma ci credo poco soprattutto se la cosa verrà seguita dalla magistratura).
Su il prode Scalfari sempre valida la definizione " chiagne e fotte ".
Midode
15 ago 2009 13:19
se il tesoretto esiste vuol dire che la Fiat restituirà un po' di ore di cassa integrazione pagata da NOI?
vincenzo rocchino
15 ago 2009 13:07
MINISTRO FISCALISTA VS RICCHI EVASORI
Sembra quasi una barzelletta la sua speranza riposta nel ministro di “scovare i furboni evasori”; e invece no. Lei pare convinto di quanto afferma. Tremonti, prima che ministro, è un fiscalista al quale si rivolgevano i ricchi, desiderosi di mettere al riparo dal fisco i loro milioni; con successo, a quanto pare, visto la prodigiosa carriera. Io non so se lo Avvocato si sia mai avvalso dei servigi di Giulio Tremonti; è un fatto, però, che lo Stato Italiano (che siamo noi) ha “soccorso” la Fiat di Agnelli per molti decenni, a suon di miliardi, per salvaguardare, si diceva, la occupazione; era pure frequente, e lo è ancora oggi, il ricorso alla cassa integrazione. La filosofia capitalista degli Agnelli è sempre stata chiara: imboscare gli utili e addebitare allo Stato (che siamo sempre noi) le perdite e i debiti. I fatti di oggi rendono pubbliche queste le “virtù” nascoste.
Paolo
15 ago 2009 13:06
Scusi tanto caro Pansa, con tutta la mia (insignificante) stima: ma davvero la sosprende questa vicenda?
La famiglia Agnelli non è mai stata ne meglio ne peggio di altre.
Può darsi che noi trentenni (anche di centrodestra come nel mio caso) del 2009 siamo nati nell'epoca della disillusione, ma che i riccastri o ricconzoli occultino denari all'estero ci pareva lapalissiano.
Ad ogni modo sinceri complimenti a Lei, la leggo sempre con grande piacere, anche quando bacchetta il Cav.
X Giampaolo Pansa
15 ago 2009 12:55
Perfettamente d'accordo!!Io vorrei riesumare Enzo Biagi dalla cassa da morto e fargli le mie prime dieci domande.E' dal 1968 che mi sta nei cog...ni il "dandj" Giovanni Agnelli.Incomincio a leggere i primi articoli veri dopo 41 anni!!!!Ti ringrazio!!!
silvia cecchini
15 ago 2009 12:47
Bell'articolo. Finalmente il Pansa esce dalle sue torve ossessioni di riscrivere la storia e ci dà un bel ritratto di persone e di epoca. Ma la madre Giovanna aveva ragione: i ricchi più ne hanno e più ne vorrebbero. Anche se hanno patrimoni da garantire il lusso per generazioni sembra che non gli basti mai e ogni mezzo per aumentarli è lecito. Non è bieco (aggettivo di moda) populismo ma un dato dimostrato dai fatti. Il nostro caro premier ne è un esempio. Non ha mai smesso di accumulare.
Quello che è difficilmente condivisibile, nell'articolo di Pansa, è la fiducia in Tremonti come cacciatore di evasori. Probabilmente vuole solo spaventare un po' chi ha capitali all'estero per far sì che usufruiscano dello scudo fiscale e facciano rientrare qualcosa. Altrimenti entrerebbe anche in conflitto con il suo premier che ha notoriamente teorizzato il diritto all'evasione...