sabato, 20 marzo 2010 ore 16:40

Italia

La lotta moderna contro la libertà di invecchiare
di Lucetta Scaraffia

Vincere l'età è diventato il dovere principale di ogni individuo, che deve seguire tutti i protocolli di prevenzione di cura e, soprattutto per le donne, di mantenimento estetico, in una sorta di battaglia individuale contro la morte

© Stefania D'Alessandro/Lapresse 20-01-2008 Milano, Italia Spettacolo Programma televisivo Che tempo che fa Nella foto: Umberto Veronesi Italian television show Che tempo che fa

Nonostante la crisi, le pubblicità dei prodotti di bellezza continuano ad abbondare, sia sui giornali che in televisione, ma da qualche anno sono radicalmente cambiate: non promettono più di valorizzare la bellezza – o di cancellare miracolosamente i difetti – di donne giovani, ma sono tutte allineate a promettere una vittoria contro l’età. Usando metafore guerriere – «voi potete vincere l’invecchiamento», «combattere le rughe», o ancora «fare la guerra ai segni del tempo» – promettono di vincere la trasformazione del corpo che invecchia, e solo quello. Nelle farmacie poi, che vendono ormai anche i cosmetici, le pubblicità sono affiancate da confezioni di medicine anti-età, come vitamine “anti-ossidanti”, e ovviamente dal Viagra, e si accompagnano a proposte di diete ed esercizi fisici: tutta una batteria di armi contro l’invecchiamento alle quali ormai siamo così abituati che ci sembrano normali.

Questa trasformazione si può spiegare con il fatto che le donne più anziane presumibilmente hanno più soldi delle giovani, e quindi costituiscono la fascia più ambita dal mercato, ma certo è anche il segno più evidente dell’invecchiamento della nostra società e, al tempo stesso, del cambiamento del modo di considerare la vecchiaia. Oggi, infatti, più che uno stadio della vita, la vecchiaia sembra essere considerata come una malattia da curare a tutti costi, attraverso la medicina curativa e preventiva, e questo impegno occupa tempo ed energie degli anziani per ormai molte ore al giorno. Grazie a una medicina assicurata dall’assistenza pubblica: nella nostra società, infatti, uno dei compiti dello Stato è diventato quello di eliminare la vecchiaia e di prolungare la vita individuale attraverso le tecnoscienze. La promessa di una vita lunga e in buona salute costituisce una delle principali risorse ideologiche delle società industriali.
Vincere la vecchiaia, e quindi spostare in là la fine della vita, è diventato il dovere principale di ogni individuo, che deve seguire tutti i protocolli di prevenzione di cura e, soprattutto per le donne, di mantenimento estetico, in una sorta di battaglia individuale contro la morte: se non lo fa, è visto male e criticato, perché con la sua libertà di invecchiare mette in crisi quella che ormai è diventata un’utopia collettiva, l’idea cioè di sconfiggere la morte realizzando una sorta di immortalità nella vita stessa.
Si crea così una prospettiva di futuro fermo: si cerca infatti di fermare la nostra salute e il nostro aspetto in un momento che è ritenuto ancora accettabile, in cui ci possiamo considerare ancora “giovani”. E questo non avviene solo per gli individui, ma si rispecchia in tutta la società: un esempio di questo fermarsi del tempo lo danno gli spettacoli televisivi, in cui è abituale la presenza di star anziane che non solo continuano a presentare, cantare e ballare, ma lo fanno con una sorta di “maschera” che le blocca all’età in cui diventarono famose. Mike Bongiorno è alla moda come Fiorello, Patty Pravo continua a cantare e Raffaella Carrà a ballare, come se il tempo si fosse fermato.

E in un certo senso è proprio così: sembra essersi bloccato il passaggio fra le generazioni, in un futuro che viene pensato solo come un presente prolungato eternamente. L’unica novità prevista e desiderata è quella, necessaria, delle scoperte scientifiche che permettono il prolungamento della vita umana. E su questo obiettivo si concentrano i massimi investimenti economici e i progetti di ricerca: è questo il fine ultimo delle ricerche sulle staminali embrionali e dei progetti di creazione di ibridi per i trapianti, o di clonazione.

Come aveva giustamente previsto Michel Foucault, la vita è la vera posta in gioco anche nella sfera politica: non è un caso che sia Berlusconi sia Veronesi – quindi rappresentanti autorevoli di diversi schieramenti – abbiano detto che la vita umana oggi può arrivare ai centoventi anni. La loro si può considerare una sorta di promessa di immortalità, perché naturalmente si può sperare che nei decenni futuri si scopriranno altre possibilità di allungare la vita, o meglio di tenere in vita una finta giovinezza. E questo in un Paese in cui non si sa per quanto ancora si potranno pagare le pensioni…

Forse per questo motivo la nostra società sembra così disinteressata all’educazione, scolastica e familiare, delle fasce giovanili: tanto, se saremo sempre noi “vecchi” a decidere, loro potranno essere figli incapaci in eterno.

Ma poi, basta un terremoto per farci capire come queste speranze di immortalità siano fragili e povere, e tra l’altro anche noiose, e come la nostra esistenza non sia nelle nostre mani, come vorremmo e come facciamo finta di credere.

giovedì, 9 aprile 2009

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commenti dei lettori

9 commenti presenti

Ale

10 apr 2009 15:53

A parte che è un sermone che condensa quello strano miscuglio di vetero-femminismo e integralismo baccchettone di cui l'autrice dell'articolo è una delle maggiori esponenti - seconda, forse, alla insuperabile E. Roccella - mi verrebbe da dire: embè, hai scoperto l'acqua calda... ti sei accorta che il 48% degli italioti (somma voti tra PDL e Lega) ha voluto come presidente del con(s)iglio uno con i capelli finti, lifting facciale, che usa botulino a manetta, che a colazione inzuppa i pasticconi di viagra nei miscugli di Scapagnini?

Nicolò

10 apr 2009 15:17

In Italia più che altrove , sono sempre le solite persone che sono "di moda" , ma non basta quello, vogliono esserlo come lo erano 20/30/ 40 anni fà. La cosa non è lotta contro l'èta , per me è molto peggio. è la mania di "preservare" o peggio "conservare" . Quindi nulla di nuovo, ma il ripetersi di cose già viste, sentite e risentite, molti lo definirebbero cultura o tradizione, nulla di più falso. Io non sono giovane, anzi spero di essere vecchio e forse saggio, ma non lo posso certo provare da solo. Io ad esempio ho smepre creduto che l'edonismo appartenesse ai giovani, ora mi accorgo che assale i più maturi ( detto solo come dimensione nel tempo). Questo amore alla espressione esteriore di tutto , lo si nota purtroppo anche in questi giorni tristissimi, mettersi in vista o in posa davanti alle TV camere, sembra il metodo migliore per essere partecipi..Ma è poi cosi sincera questa "partecipazione"? Giova poi al paese avere un settantunenne che fa di tutto per "vedersi giovane" ed usa storielle come quella detta alSUO congresso..Ho incotrato una vecchietta oggi che poi mi ha detto si avere la mia età, allora mi son subitocontrollato le rughe del viso....Patetico o patologico?

roberto

10 apr 2009 10:37

La Scaraffia è libera di invecchiare come crede, però non sarebbe il caso di confondere il "giovanilismo" a cui si rifanno i prodotti di bellezza con una migliore gestione della salute umana. Scaraffia mischia "must" da classi abbienti - di cui francamente ci importa poco visto che interessa lo show business e la politica di un certo tipo - con i bisogni dei più che vogliono avere una vecchiaia più serena e in buona salute. La Scaraffia ha certo dimenticato che poco più di mezzo secolo fa le donne avevano un picco di mortalità dopo i 40 anni e che in genere la terza età era anticipata di quasi venti anni rispetto ad oggi. Mischiando in modo inconcludente cose molto diverse fra loro si arriva fatalmente al sermone finale, ma è solo un'ideuzza visto che i problemi sono altri che la cosiddetta "tecnoscienza" di cui la Scaraffia ha un'idea assai vaga. E' il solito feticcio dei teocon. Buon per lei.

aniello fusco

10 apr 2009 09:40

Condivido totalmente l'articolo. Anche se, nel mio piccolo faccio di tutto per conservare una buona efficienza fisica e un aspetto gradevole, pur avendo 58 anni. L'importante è non esagerare e non credere in creme, pozioni o quant'altro l'industria dei cosmetici ci propina. basta fare una vita sana, dello sport e una buona alimentazione: Poi , in definitiva è fondamentale accettare l'inesorabilità del tempo che passa, altrimenti si diventa depressi, ipocondriaci frustrati.

aloisio felsineo

10 apr 2009 06:17

Atrocemente vero questo articolo: il rifiuto della vecchiaia è una delle costanti di questi tempi! Questo ormai è "Un paese per vecchi", dove si inventa tutto e di più per ritardare la senilità: il Businnes soprattutto! Ma anche la Non Accettazione del trascorrere ineluttabile del Tempo. Ottantenni che vogliono sembrare cinquantenni sono all'ordine del giorno: lifting, botulino, chirurgia estetica, creme di "bellezza", capelli ossigenati, zigomi, occhi, collo. Ormai tutto rifatto, tirato, modificato per dimostrare un'età che non esiste più, consumata dal trascorrere dei giorni, dei mesi, degli anni. Ma, esiste un Ma! Il nostro meraviglioso, incredibile e misterioso cervello, la centrale di tutto il nostro vivere, pensare e progettare, la fucina delle nostre idee, dei nostri sentimenti, la cassaforte della nostra esperienza, della nostra cultura, della nostra vita in tutto il suo essere, continua a degenerare senza tregua e senza speranza: da qui l' aumento dei casi di Alzheimer, di Demenza Senile, di Parkinson. Casi disperati in cui una Persona non vive più la propria vita, chiuso in un mondo che non riconosce più, disperatamente avulso dalla realtà giornaliera: casi pietosissimi e purtroppo inguaribili, dove gli affetti dei figli e della propria moglie, dei nipoti, non vengono più riconosciuti e lasciano completamente indifferenti. Questi sono i tragici risultati di una ormai troppo lunga vita (risulta sempre più difficile morire.......): la Ricerca, la Medicina e la Farmacologia hanno travalicato i tempi naturali dell'esistenza, cercando di trasformare in realtà il sogno immortale dell' esistenza umana ma, per fortuna o purtroppo, nulla è perfetto! Andate nelle Case Protette, nei Cronicari e nelle cosiddette Case di Riposo: guardatevi intorno e poi ditemi se anche voi vorreste fare la stessa fine............

valerio

10 apr 2009 01:09

Sig Scaraffia, il Suo articolo , variamente discutibile,e dal finale francamente incredibile,,,,, nelle mani di chi sarebbe la nostra esistenza ??? di qualche distante entità divina ??? nelle mani del Dio dei cristiani ... forse del Dio dei musssulmani .. dei mille coloratissimi Dei indùisti ??? Padrona di crederlo ma quel finale un poco malizioso ,se pur si addice al tono moralizzante e coscienzioso,mi ,lascia davvero incredulo.E poi Si lasci rimproverare per non aver enumerato fattori reali di grande importanza rispetto alla" battaglia" individuale per invecchiare meglio. L'avvento delle macchine, i progressi della medicina (ha presente la penicillina ?), l'immensa diminuzione della fatica legata ai lavori pesanti, la maggiore disponibilità di cibo etc... Che come Lei certamente saprà, dove difettano , più semplicemente dove c'è fame si muore di fatica non ci sono farmaci disponibili... si invecchia molto in fretta ,e molto in fretta si muore: senza tanta cosmesi , senza tanti coscienziosi moralismi e forse tanto più certi, che davvero, l'esistenza individuale appartiene a qualche magica entità Divina , un poco distrattina ... Un altra cosa ?? Il Viagra togliie anche le rughe e fa nascere problematiche morali??? Interessante ..davvero interessante

INAPLOK

09 apr 2009 18:44

Lo specchio riflette fedelmente la figura. Lucetta Scaraffia, con semplicità e senza ermetismi, fotografo il nostro tempo. Purtroppo, anche se aggiungiamo all'immagine veritiera dello specchio la ancor più reale considerazione del pensiero, non riusciremo ad andare oltre il traguardo posto sempre oltre la siepe. Complimenti INAPLOK

Piero

09 apr 2009 17:22

Il problema non mi sembra tanto cantare in età avanzata (es. jazz), forse è più "cosa" si canta (es. "Fatti mandare dalla mamma..."). Diciamolo, invecchiare è sempre stata una tragedia, anche tanti, tanti anni fa. Come morire, del resto. Cordialmente.

Paolo G

09 apr 2009 14:37

Credo che occorra fare una distinzione importante tra due elementi tipici delle frenesie del mondo contemporaneo: il desiderio di prolungare la durata della vita e quello di essere attraenti come lo si è da giovani. Sono due tipi di aspirazioni molto diverse tra loro: la prima è legata all'istinto di conservazione, la seconda all'autostima e all'aspirazione a ricoprire determinati ruoli sociali. Credo che il secondo fattore sia preponderante nel nostro mondo: invecchiare è odioso perché si diventa brutti, stupidi e inefficienti. Gli elementi culturali indotti dai mezzi di comunicazione hanno posto una tremenda enfasi sull'aspetto fisico e sullo status sociale, e la nostra società ha recepito in pieno queste istanze, derivando verso la perdita di valori di contenuto a favore di valori estetici: non conta quello che si è ma come si appare, anche se al di là della maschera ci sono cose orribili. Ora come ora, mettere ordine in tutto questo appare un'impresa disperata. Credo che alle nuove generazioni dovremmo insegnare prima di ogni altra cosa quanto conti l'opinione che ognuno di noi ha di se stesso, rispetto a quella che hanno gli altri. Applicando questa semplice ricetta saremmo tutti più liberi e più saggi.

foto del giorno

Paramilitary policemen play games during a break in their anti-riot training at a military base in Suining, Sichuan province, March 9, 2010. Big on spit and polish and parades but short on experience, new technology and force coordination, China's military has far to go before its bite begins to approach its increasingly loud, and for some fearsome, bark. China has invested billions of dollars in its armed forces and is developing advanced fighters and missiles, considering building its first aircraft carrier and is trying to slim its bloated ranks down to a lean, high-tech military. REUTERS/Stringer (CHINA - Tags: MILITARY POLITICS) CHINA OUT. NO COMMERCIAL OR EDITORIAL SALES IN CHINA