venerdì, 3 settembre 2010 ore 12:00

Italia

Attento, Cavaliere: non fare a Milano il tuo 25 aprile
di Giampaolo Pansa

Nel 2003 a sperimentare le durezze della sinistra regressista fu Savino Pezzotta, segretario della Cisl. Un antifascista coerente. Ma alla piazza rossa non piaceva, la sua colpa era di aver firmato il Patto per l’Italia proposto dal governo Berlusconi. Andò peggio nel 2005, col centrodestra al governo, l'opposizione decise di fare una giornata di lotta in difesa della Costituzione. Nel 2006, governo Prodi, Letizia Moratti e suo padre, un vecchio partigiano ora in carrozzella dovettero abbandonare il corteo. In piazza Duomo furono bruciate le bandiere di Israele e della Brigata Ebraica.

Non fatemi tanto sciocco da dare un consiglio pressante a Silvio Berlusconi. Pare che non ne accetti neppure dai suoi assistenti più vicini, dunque immagino quale esito avrebbe il parere di un giornalista. Tuttavia gli dirò che cosa dovrebbe fare in occasione del 25 aprile. Se andare a Milano, come gli ha imposto un ingenuo Dario Franceschini, tanto debole da costringersi a fare il ganassa, lo spaccone. Oppure se celebrare la Liberazione in un luogo diverso. Essendo adulto e vaccinato, deciderà lui. Ma prima voglio ricordargli che cosa è avvenuto a Milano negli altri 25 aprile.

Nel 2003, per esempio, a sperimentare le durezze della sinistra regressista fu Savino Pezzotta, in quel momento segretario generale della Cisl. Era un leader democratico, una persona per bene, un antifascista coerente. Ma alla piazza rossa non piaceva. La sua colpa era di aver firmato il Patto per l’Italia proposto dal governo Berlusconi.

Per questo, in piazza Duomo, Pezzotta fu vittima di una contestazione ininterrotta. Fischi, insulti, urla forsennate. Gli gridarono: venduto, servo dei padroni, torna a lavorare, vai in Confindustria! Una rabbia incontenibile, che insieme al segretario della Cisl offendeva pure la ricorrenza del 25 aprile. Era anche un assurdo salto all’indietro nel tempo. Sembrava d’essere ritornati agli anni Cinquanta, quando la Cisl veniva accusata di essere un sindacato giallo, al servizio del capitalismo più bieco.
Chi aggrediva Pezzotta? A dare la risposta era la stessa piazza. Gli scaldati della sinistra più rancida. Militanti di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani. Tesserati della Cgil con l’orologio indietro di un trentennio. Squadre d’assalto dei Centri sociali. Insomma i soliti noti. Una minoranza, certamente. Ma che confermava una verità: c’era, e c’è ancora, un mostricciolo autoritario travestito da antifascismo.

Andò anche peggio il 25 aprile 2005, sessantennale della Liberazione. In quell’anno al governo stava sempre il centrodestra. Tutta l’opposizione decise di fare dell’anniversario una giornata di lotta in difesa della Costituzione. Un testo sacro che Berlusconi voleva straziare a colpi di maggioranza. Per questo, a Milano, ma non soltanto lì, si vide di tutto. Anzi, di troppo.

Troppa mitologia, accompagnata da un’enfasi condita di errori. Per citarne uno, quello che si lesse nel fondo dell’Unità. Il direttore, Furio Colombo, un giornalista da apprezzare per la precisione dei suoi interventi, rievocò la lotta dei partigiani lungo «tre inverni indicibili sulle montagne». Davvero indicibili perché erano stati due e non tre, gli inverni.

E ancora troppa “Bella ciao”, l’inno di battaglia cantato da Michele Santoro in tivù. Da allora usato come un’arma impropria contro manifestazioni e oratori sgraditi, da boicottare, da zittire, da cacciare. Troppi anatemi contro il revisionismo. Troppi vade retro contro chi sosteneva che la Resistenza era stata sì una grande prova di dignità nazionale, ma a liberare l’Italia avevano provveduto gli eserciti di due potenze capitalistiche, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Perdendo sul fronte italiano migliaia di giovani soldati.
In quel 2005, a Milano e altrove, la piazza si ubriacò di slogan politici. Tutti contro il governo Berlusconi, ormai al termine del mandato. E contro l’antifascismo democratico, liberale e laico, considerato un nemico. Tre giorni dopo il 25 aprile, Piero Ostellino scrisse sul Corriere della Sera parole sacrosante. Che voglio citare perché Berlusconi, con tutto il daffare che ha, non può certo rammentarle.

Ecco il giudizio di Ostellino: «Pessima, davvero pessima, questa celebrazione del 25 aprile. È stata la giornata dell’innaturale divisione fra un antifascismo fondamentalista, integralista, intollerante, intimamente antidemocratico, e l’antifascismo democratico, degradato dal primo a poco meno di un fascismo di ritorno… Se questo è l’andazzo a sessant’anni dalla caduta del fascismo, che senso ha aver fatto la Resistenza per poi celebrarla in quel modo?».

Anche peggio andò il 25 aprile 2006. Confesso che speravo in una celebrazione più calma e liberale.Un paio di settimane prima, Romano Prodi aveva portato alla vittoria il centrosinistra. Berlusconi era stato battuto, sia pure di misura. E pensavo che esistessero tutte le condizioni per una festa pacifica. Mi sbagliavo.

In quell’anno, la festa fu più turbolenta che mai. La Cgil, attraverso il suo settore più potente, i pensionati, decise di fare della ricorrenza una giornata di lotta “contro il revisionismo e il negazionismo dei crimini fascisti e nazisti”. Vennero messe in vendita le t-shirt della Resistenza. Una mostrava la scritta: “Aprile 2006. Che liberazione! Bella ciao, Silvio!”. Un’altra strillava, sempre contro il Berlusca: “L’Italia s’è desta e il 10 aprile ti ha fatto la festa. 1945-2006”. Un’altra ancora: “L’Italia s’è desta e ha lasciato la destra”. E di nuovo: “La Liberazione raddoppia!”.

Ci mise del suo anche Prodi. Parlando dal palco di Milano, in piazza Duomo, alzò la mano destra con le dita distese. E gridò, imprudente: “Governeremo per cinque anni!”. La piazza era tutta della sinistra antagonista, con la connivenza di quella cosiddetta riformista. E il peggio toccò a un ex ministro di Berlusconi e candidato a sindaco di Milano: Letizia Moratti.

La Moratti aveva voluto unirsi al corteo del 25 aprile con il padre. Era Paolo Brichetto Arnaboldi: un signore ormai anziano e in carrozzella, che aveva fatto il partigiano sul serio nella “Franchi” di Edgardo Sogno. E dopo l’arresto da parte dei tedeschi era stato deportato nel lager di Dachau, riuscendo a sopravvivere.
Contro la Moratti e il padre si scatenò un’ostilità selvaggia e malvagia. Urla, insulti, spintoni. Entrambi vennero espulsi dal corteo per mano di gente che non sapeva nulla della Resistenza vera. La stessa sorte toccò ad altri esponenti di Forza Italia, malmenati e presi a calci. Sotto l’aspetto morale e politico, il finale fu ancora più nefando. L’antifascismo trinariciuto bruciò in piazza Duomo le bandiere di Israele e della Brigata Ebraica.

Anche in questo caso, i violenti misero in mostra la loro ottusa ignoranza. Che cosa sapevano della Brigata Ebraica? Nulla. A cominciare dal fatto che era tutta di volontari ebrei, cinquemila e cinquecento uomini provenienti da cinquanta Paesi. Inquadrata nell’8° Armata britannica, dal novembre 1944 aveva partecipato alla campagna d’Italia, perdendo molti ragazzi, poi sepolti nel cimitero militare di Piangipane, una frazione di Ravenna.

La bandiera della Brigata Ebraica vedeva la stella di David in azzurro, posta fra due strisce anch’esse azzurre in campo bianco. Bastò questo per eccitare la stupida violenza dell’antifascismo trinariciuto. E pure quel vessillo venne fatto a pezzi, calpestato e dato alle fiamme. Il 25 aprile milanese fu talmente ignobile da suscitare un commento molto pertinente di Ernesto Galli della Loggia, che mi sembra di grande attualità.

A proposito delle nefandezze milanesi, scrisse sul Corriere della Sera del 26 aprile: «La democrazia italiana non sa che farsene dell’antifascismo dei faziosi e dei violenti. E non vuole avere niente a che fare con l’antifascismo che sfoga i suoi poveri livori politici, per celare le sue pochezze, per maramaldeggiare».
Le parole di Galli della Loggia ci inducono a riflettere sul grande equivoco storico che sta dentro la Resistenza italiana. La parte maggioritaria dell’antifascismo armato, quella comunista, non combatteva per la libertà del paese. Ma per sostituire una dittatura nera con una dittatura rossa.

Questo è il problema. Di lì nascono le intolleranze violente che emergono nella sinistra a ogni anniversario del 25 aprile. Gli intolleranti sono quasi sempre dei nostalgici dell’Urss e del suo sistema. Non ce l’hanno fatta a portare Stalin in Italia. E adesso, dopo tanti anni, sfogano ancora la vecchia delusione rabbiosa.
Berlusconi dovrebbe cacciarsi nella trappola che lo aspetta a Milano? Non sono mai stato un suo elettore, ma glielo sconsiglio. Farebbe bene, molto bene, a decidersi di onorare il 25 aprile. Ma ha ragione il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, quando dice che ci sono molti altri posti per farlo.
Lasci piazza del Duomo a Franceschini e alle sue infantili provocazioni. Immagino che il fanciullo sbadato che guida il Pd strillerà che l’assenza del premier è una sua vittoria. Lo lasci urlare. Poi riderà bene chi riderà per ultimo. Ossia dopo il voto europeo e amministrativo di giugno.

martedì, 21 aprile 2009

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commenti dei lettori

116 commenti presenti

Ennio

12 mag 2009 11:55

Forse puo' aiutare a capire meglio la "specificita' italiana" il sapere che NESSUN paese d' Occidente celebra le sue guerre civili ed ancor meno la vittoria di una fazione. La stessa Francia si guarda bene di celebrare la "vittoria" sulla Vandea. Ne' l' Inghilterra festeggia la vittoria di Cromwell sul Re, ne' gli USA festeggiano il 5 Aprile la resa della Confederazione. Tutte guerre civili spaventose, con centinaia di miglia di morti, ben diverse dalla nostra col suo pugno di partecipanti annegati nella marea della "zona grigia" di milioni di persone che aspettavano di vedere come andava a finire cercando semplicemente di campare alla meno peggio. E che dire della Russia, con la sua Guerra Civile che di morti ne fece a milioni, devastando il paese da un capo all'altro del suo immenso territorio e con un esito che privo' il paese delle sue migliori intelligenze e che oggi offre al mondo la visione di un "revisionismo" al cui confronto quello di Pansa e' ancora ben poco. Un "revisionismo" che vede l'"agente del KGB" e "criptocomunista" Putin inviare la Flotta del Mar Nero a Tolone a riportare in Patria con tutti gli onori la salma dell'ultimo comandante della Marina Imperiale, mentre in tutta la Russia nei cinema si da' (con grande successo di pubblico) un film come "Admiral" che rivaluta in pieno la figura dell' Ammiraglio Kolchak, ultimo oppositore in armi dei Bolscevichi trionfanti. La differenza sta' nel dettaglio che per noi la Nazione non e' qualcosa che sta' al disopra della politica contingente, ma e' solo una "espressione geografica" da occupare con la propria fazione, sempre dimenticando che le eventuali ragioni di divisione sono spesso effimere se confrontate coi tempi della Storia.

franca

26 apr 2009 09:53

Pansa, come sempre ,ha dimostrato di usare intelligenza fredda nell'analizzare le possibilità di Berlusconi di celebrare il 25 aprile. Berlusconi è una persona molto intelligente e non si fa certo mettere sotto scacco da un piccolo Franceschini.Povera sinistra! Quando capirà con chi ha a che fare?Le prova tutte contro Berlusconi,ma quando mancano le idee, restano solo le sterili calunnie e gli inutili insulti lanciati dall'ipocrita Di Pietro e dallo sproloquiante Santoro.

X Dante

25 apr 2009 17:20

Neanche Dante Alighieri,sommo poeta,avrebbe definito i libri di Pansa libelli.Evidentemente con l'Alighieri hai in comune solo il nome ma non un grammo di testa per poter fare il critico letterario delle opere altrui.Caro "nostro Dante" non ti consiglio di lavarti i panni in Arno ma di "buttarti in Arno per ritornar a riveder le stelle".Studia di più!Meno pomposità e più intelligenza per capire la storia dei guelfi e ghibellini.Ma tu non sei "il ghibellin fuggiasco";fuggiasco si! ma dalla realtà storica!

GIUSEPPE ANGELO

24 apr 2009 22:33

Vedo che con la mia necessariamente breve analisi ho suscitato qualche utile riflessione. Vorrei approfondire solo due punti. 1)-La storia non è, come troppi credono, un tribunale che giudica e poi condanna o assolve: è una difficile e rigorosa disciplina intellettuale che muove dai fatti e ne dà l'interpretazione, senza pronunciare alcun giudizio né morale né politico (si legga, per cogliere a fondo il concetto, la straordinaria e bellissima opera di Croce 'La storia come pensiero e come azione'). Altra cosa è l'uso politico della storia, che è l'utilizzo - inevitabilmente distorto, lacunoso e di comodo - dell'evento storico a sostegno di una posizione politica. Del giudizio storico di un politico occorre sempre diffidare perché il suo scopo non è, come per lo storico, capire e spiegare in piena libertà intellettuale, ma convincere ed ottenere il consenso. Io studio il fascismo in tutti i suoi aspetti, anche i più marginali, ormai da cinquant'anni e questo mio perdurante interesse è un fatto puramente intellettuale; ma non ritengo assolutamente legittimo fare dell'antifascismo di maniera oggi, quando il fascismo non c'è più e non può essere risuscitato nepure se lo volessimo, perché sono ben altre le condizioni. E' ammissibile che ci siano giovani che si scontrino e arrivino al delitto perché credono di rinnovare il conflitto fasicsmo-antifascismo? Ma siamo davvero impazziti? 2)-I naziskin sono per me un fenomeno folkloristico perché sono degli idioti violenti che si dànno una indebita patina ideologica (che non gli appartiene in alcun modo!) solo per nobilitare la loro ignorante bestialità. Non gli si può fare l'onore di riconoscergli un qualunque fine politico. Il 'razzismo' di cui si parla con tanta facilità è in realtà il nome che si dà a molte cose tra loro diverse. E', propriamente, un pregiudizio se vuol dire che chi ha la pelle di un colore diverso è da considerare inferiore. E' il risultato di un complesso di fattori storici quando è rivolto contro gli ebrei, non certo perché considerati 'inferiori', ma semmai dominanti per il ruolo e il peso che hanno rivestito nella cultura e nell'economia del mondo, tant'è che in URSS l'antisemitismo era parte integrante dello stalinismo. Ed è, ancora, il nome che impropriamente si dà alla reazione dei residenti per la presenza - purtroppo non sempre educata né civile - di gente di tutte le risme venuta da lontano, tra cui anche autentici galantuomini e individui migliori di noi, ma anche altri che si accampano maldestramente nelle nostre città, si ubriacano, sporcano, sono facile manovalanza della criminalità ecc. In Sicilia, per esempio, hanno scoperto che si può facilmente ottenere il sussidio di disoccupazione truffando lo Stato e facendosi assumere in agricoltura per alcune settimane. Per non parlare di quelli che portano qui i parenti malati per farli curare a nostre spese. Chi non sopporta più questo stato di cose e chiede che vi siano controlli e vincoli viene con troppa facilità bollato come razzista. Ma domando: possiamo metterci sulle spalle i diseredati di tutto il terzo mondo, dargli scuole, assistenza sanitaria, sussidi di disoccupazione, alloggi? Forse, così facendo, andremo tutti in paradiso, ma probabilmente molto più presto di quando dovevamo...

VinDeMa

24 apr 2009 22:30

Questo articolo di Pansa è veramente straordinario, condivisibile in tutto e per tutto. E pensare che per decenni abbiamo dovuto sentire che "i partigiani hanno liberato l'Italia, con l'appoggio degli Alleati". Che meraviglia! In particolare bello il finale che riporto: "Lasci piazza del Duomo a Franceschini e alle sue infantili provocazioni. Immagino che il fanciullo sbadato che guida il Pd strillerà che l’assenza del premier è una sua vittoria. Lo lasci urlare. Poi riderà bene chi riderà per ultimo. Ossia dopo il voto europeo e amministrativo di giugno". Splendido.!!! Che il fanciullo sbadato legga e rifletta (già, riflettere; hai detto niente!).

Dante

24 apr 2009 13:30

e allora io rispondo : GLORIA ETERNA AGLI EROICI SOLDATI LIBERATORI!!! (americani, inglesi, polacchi, brasiliani ecc) non ho nessuna vergogna a gridarlo!!! e ribadisco un tempo i libri sulla Resistenza li scrivevano Calvino, Fenoglio, Pavese, Vittorini ora ci sono i libelli di Pansa!!!

Stefano

24 apr 2009 11:37

Spett.le Dott. Pansa mi chiamo Stefano Pedrocchi e nel 2003 ho scritto un libro sull'eccidio di Rovetta di cui anche lei si è occupato. Vorrei inviarle una copia mi da un indirizzo di riferimento? Un saluto cordiale Stefano Pedrocchi

g.

24 apr 2009 10:06

Interessante la sua analisi sig. Angelo, anche ben scritta. A mio parere solo in parte condisivisibile, però. Il discorso sarebbe troppo lungo. Giusto un paio di cose. La componenente comunista dei partigiani, numericamente maggioritaria ma non dominante, ha contribuito come tutta l’azione partigiana a restituire al libertà al popolo italiano, altrochè instaurare la “dittatura del proletariato”. Sembra che qualcuno qua non lo abbia presente. In Italia abbiamo vissuto la dittatura fascista, non quella comunista. Ed è a quel passato di lotta di liberazione che alcuni che si dicono comunisti (la base militante più che i vertici del PCI, che in seguito avrebbero tollerato la repressione in Ungheria e varie altre illibertà) possono guardare con orgoglio. Mentre la nostalgia dei fascisti verso un regime che privava di ogni libertà, incarcerava e uccideva gli oppositori, trascinava l’italia in una guerra suicida e tutto il resto, non lo posso accettare. Le responsabilità storiche non sono uguali ma di segno opposto, come Pansa ci vuol far credere. Viviamo in Italia, non in qualche paese ex-coimunista, e l’esperienza totalitaria per noi è il fascismo, che i comunisti di casa nostra hanno contribuito fortemente ad abbattere. Anche con gesti violenti ed errori, ma mettere in luce solo i torti dei partigiani - che pure ci sono stati, ma infinatamente minori rispetto ai meriti - porta a legittimare i deliri di chi, come alcuni commentatori qui, straparla dei “combattenti con la stella rossa assassini e toruratori”. Piazzale Loreto, con il suo spiacevole e forse inevitabile portato di violenza, è la nostra presa della Bastiglia. La libertà, in alcune situazioni storiche, non te la regalano, la devi conquistare. (Per non parlare poi del contributo al progresso sociale e civile fornito dai comunisti nell’Italia repubblicana, pur con tutti i loro grandi errori e ingenuità). Venendo ad oggi, non riesco a considerare marginali (“puro folklore”) le manifestazioni di violenza e razzismo di “pochi rasati che non rappresentano nessuno”: gli atti di violenza razzista, anche assassina, si sono moltiplicati negli ultimi tempi in Italia, ed è evidente che qualcuno si sente autorizzato a fare mostra in pubblico di disprezzo verso gli stranieri. Non è solo un segnale grave: è già un fatto grave di un arretramento della civile convivenza, della tolleranza. Nei momenti di crisi sociale la democrazia va anch’essa in crisi, come ha detto ieri Zagrebelsky e insegna la storia, e ora stiamo vivendo un momento difficile. In questo sta l’attualità dell’antifascismo, a mio avviso. Ma il discorso sarebbe troppo lungo qua. Molto più lungo delle semplificazioni a mio avviso insincere di Pansa.

aloisio felsineo

24 apr 2009 06:56

Grazie allo scrivente Paco, che confuta con sottile ironia il mio commento precedente, provvederò ad acquistare il libro consigliato di C. Pavone "Una Guerra Civile.........."! Purtroppo debbo sottolineare che certe leggende sulla Resistenza non sono leggende, ma ben tristi realtà: basta parlare con chi le ha vissute sulla propria pelle! Ci sono località, nei pressi di Bologna, in cui vivono ancora i figli di coloro che furono trucidati dai Partigiani Rossi (un esempio? Gaggio Montano, dove il cognome Braglia è ricordo ancor oggi di luttuosi eventi subìti) e la memoria dei propri genitori, parenti, fratelli morti ammazzati non si è ancora sopita! Ma tant'è......e se il sig. Travaglio, nel leggere che io lo reputo un comunista, si farà una buona risata vorrà dire che almeno vi è qualcuno che gli allegerisce la giornata, troppo spesso debordante acrimonia e bile. Un cordiale saluto.

aloisio felsineo

24 apr 2009 06:32

Credo di aver toccato un tasto dolente per il Sig. DANTE (commento delle ore 17:52) per via della Sua reazione piccata: purtroppo per Lui la Verità spesso fa male! Questo Suo gridare al vento "W LA RESISTENZA" denota la debolezza dell' argomento e se proprio vogliamo vedere i fatti è proprio Grazie al Sacrificio delle Truppe Alleate, che ci hanno permesso di NON essere inglobati nel Blocco Comunista Sovietico, che il Sig. DANTE ancor oggi è libero di scrivere ed urlare "GLORIE ETERNA AGLI EROICI PARTIGIANI"! Dovrebbe essere però così onesto con se stesso e dedicare una giornata per una visita al Cimitero Americano di Nettuno (RM) od a quello di Falciani (FI): forse, e ripeto forse, non gli farebbe male e l'esperienza lo indurrebbe ad essere meno rancoroso con coloro che non la pensano come lui, specialmente quando gli argomenti altrui sono supportati dai fatti, dalla memoria di chi li ha vissuti e dai documenti ufficiali della Storia Italiana. Grazie!

Sandro

23 apr 2009 21:22

X Giuseppe Angelo Raro esempio di sintesi della storia recente e della politica attuale, GRAZIE DELLE SUE PAROLE!!!

PIERO

23 apr 2009 20:50

Sono daccordo con il Dr.PANSA anche nelle virgole, questa sinistra che si vuol chiamare paqrtito democratico e la sinistra radicale dei beoni, stanno facendo soltanto del male all'Italia. Sembra che BERLUSCONI non andrà a Milano, ma a NETTUNO al sacrario degli americani, che nessuno mai ha ricordato, anche in questo caso Berlusconi ha fatto la cosa giusta, meritandosi gli elogi di OBAMA, e naturalmente i sinistri avranno da ridire anche su questo. Per quanto concerne i partigiani vanno catalogati. Cerano i partigiani come il fu presidente PERTINI e cerano i partigiani della parte politica di NAPOLITANO, lo scopo di liberare l'Italia dei secondi era esclusivamente di fare spazio e preparare il terreno a STALIN di cui Togliatti era il lacchè. Ebbene questi signori sono gli stessi che si appropriano del 25 Aprile. Non so cosa ci sia da festeggiare, ma ritengo ci sia da commemorare tutti coloro che per un ideale hanno perso la vita, tra i tanti anche mio padre, che non era un fascista ma semplicemente un italiano che ha fatto il suo dovere fino in ultimo contro i tedeschi e non al fianco dei fascisti è stato ucciso barbaramente dai tedeschi all'interno di una caserma per non essersi arreso. Ed io dovrei sfilare con dei cani arrabbiati, comunisti della pegio re specie. A cosa è servito il sacrificio di migliaglia di giovani italiani e non, se ora ci ritroviamo in una Italia peggio di allora? SCUSATE LO SFOGO

X Giuseppe Angelo

23 apr 2009 19:57

Commento da condividere;di buon senso e teso al positivo

GIUSEPPE ANGELO

23 apr 2009 19:14

Il Presidente Napolitano, ottima persona e degnissimo Capo dello Stato, fu, ahilui, come tutti gli altri comunisti della sua età, stalinista, condivise la versione togliattiana secondo cui in Ungheria nel 1956 erano stati i fascisti a tentare la controrivoluzione, approvò la repressione sovietica e si allineò sempre disciplinatamente alla linea del PCI, facendo del proprio segreto dissenso - tutt'al più - una dissimulazione onesta. Ciò non ostante, non mi sognerei mai di rimproverargli questo passato, ritenendo che la sua odierna fede democratica sia sincera e convinta. Perché si usa un metro diverso nei confronti degli uomini di destra? Il 25 aprile, al di là del controverso specifico contenuto storico (che Pansa ha contribuito a restituire alla realtà, rompendo l'involucro mitico e mistico nel quale era avvolto), può diventare la festa laica della nazione, come lo è per tutti i francesi il 14 luglio, a condizione che la società italiana metabolizzi la sua storia, che è fatta di fascismo e di antifascismo, di fascisti che sono stati talvolta anche patrioti e di antifascisti che sono stati talvolta anche assassini; di ex fascisti che poi per la maggior parte hanno sposato la democrazia e di antifascisti che, per una parte considerevole, lottavano non soltanto per la caduta del fascismo, ma anche per l'istaurazione di una ditattura proletaria. Poi vi è una insignificante minoranza di fanatici dalle teste rasate che non rappresentano nessuno e che sono soltanto folklore e un considerevole schieramento di 'professionisti dell'antifascismo' (come quelli dell'antimafia, di cui parlava Sciascia), che credono di poter vantaggiosamente sostituire al vuoto ideologico in cui sono precipitati un inutile ed inconsistente 'antifascismo' postumo e senza fascismo. Insomma, continuare a parlare - oggi - di fascismo e di antifascismo come se fossero cose attuali è un non senso, che serve solo ad impedire che si consolidi una civile concordia nazionale, nel segno della tolleranza e della libertà, e a creare a freddo odi che sfociano poi in aggressioni ignobili e criminali. Il povero Franceschiello si attacchi, per favore, a qualcosa di meno polveroso e stantio. Mi rendo conto che non riesce a trovarlo, coi tempi che corrono e col partito di fumo che si ritrova, e che non è in condizione di competere col caimano; ma questo non è un buon motivo per continuare a raccontare una favola che è ormai finita da decenni.

paco

23 apr 2009 18:19

Dev'essere stato il Comintern, caro aloisio, che ci ha così malinformati, raccontandoci per anni certe leggende sulla Resitenza. Finalmente scopriamo che sono i partigiani rossi i cattivi della Storia, e che dobbiamo guardarci ancora dai comunisti (e dove sarebbero? Travalgio un comunista?! ma dài, è solo un onesto conservatore, se ti sente si fa una risata). Ti consiglio una lettura: C. Pavone, "Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della resistenza", un testo che restituisce la complessità dell'esperienza resistenziale ("una guerra civile...") senza disconoscerne il valore (poltico e sociale più che militare). Che non è piaciuto neanche all'ANPI, tanto per capirci (hai presente l'ANPI? sono i cattivi, i partigiani). Se poi vuoi capire il ruolo dei comunisti e del pci nell'italia repubblicana, non leggere Pansa e Dell'Utri, sei del tutto fuori strada.

La Storia

23 apr 2009 17:52

Grazie al Sig.Cumino per la sua precisa e documentata indagine.Continui così e ci faccia conoscere atti,documenti ed agire di ex fascisti noti diventati comunisti noti conservando l'innata e personale spocchia e presunzione di essere dalla parte giusta sia prima da fascisti che dopo da comunisti.

Dante

23 apr 2009 17:52

per Aloisio felsineo : alla malafede non c'è mai limite... W LA RESISTENZA GLORIA ETERNA AGLI EROICI PARTIGIANI!!! grazie al loro sacrificio siete liberi tu e Pansa di calunniare e diffamare!!!

Dante

23 apr 2009 17:13

Gentile Dr. Pansa lei sta alla Resistenza come Dan Brown sta alla Chiesa Cattolica entrambi scrivete fole (diffamatorie) per danaro. si vergogni senza rancore W LA RESISTENZA GLORIA ETERNA AGLI EROICI PARTIGIANI W IL 25 APRILE !!!!

aloisio felsineo

23 apr 2009 16:52

Volete sapere cosa c'è di bello nella nostra televisone? Che oltre al prossimo Anniversario del 25 Aprile, giorno della Liberazione dalla Dittatura (sempre e comunque per merito delle Truppe Alleate) si continua ad osannare la Guerra sostenuta dalle compagini Gappiste, senza ricordare minimamente tutti coloro che combatterono sotto altre bandiere "leggermente" più democratiche! Gli "Eroici Partigiani", qui sotto ben "Glorificati in Eterno" al grido di "W La Resistenza" (commento ore 08:54 di oggi), troppo spesso portavano nel cuore e nel nome delle loro Brigate il simbolo della "STELLA ROSSA", il ché era tutto un programma...... Ora viene pure scritto che i Comunisti non esistono più (comm. ore 08:31 data odierna), ma mi sembra un poco azzardato: basta sentire i discorsi, al di fuori del tempo, dei soliti Sigg. Ferrero, Diliberto, Giordano, Bertinotti e di tutti i loro rossi seguaci........ Ultimo dei Sinistri Nostalgici, il disegnatore "satirico" Vauro Senesi, in quale ha dichiarato, proprio ieri sera ad "OTTO E MEZZO" davanti alle telecamere di RETE 7: "Sì, IO SONO UN COMUNISTA.....".! Del resto ben sappiamo di che pasta sia fatto il "Trio Santoro - Travaglio - Vauro" : se non sono Comunisti dichiarati quelli, ho proprio capito nulla!!!!! Quindi andiamoci piano a fare certe dichiarazioni, il più delle volte si può essere smentiti: basta un nulla a dichiarare il falso! Purtroppo il problema nasce da lontano ed è dovuto dal fatto che, dopo ben 64 anni, il Popolo Italiano non è riuscito ancora a fare i conti con la propria Epopea Bellica e Post-Bellica, grazie (?) a certi Partiti Politici, soprattutto di Sinistra, che hanno voluto mantenere in vita, continuamente incensato, il Martirologio dei propri Caduti negli anni bui della Guerra di Resistenza, dimenticandosi totalmente di tutti quei poveri esseri umani assassinati, seppelliti, massacrati, vilipesi, annegati, pestati a sangue, soffocati e torturati dalle Truppe Partigiane, nell' insano progetto di una Nazione assoggetata ai Commissari del Popolo, per un mero sogno rivoluzionario Comunista e Proletario che, per la fortuna di TUTTI NOI non si è avverato, proprio per merito di quell' Esercito Alleato che ha lasciato, nell' italico terreno dei Cimiteri di Guerra, la SUA MIGLIORE GIOVENTU'.

paco

23 apr 2009 16:41

ho fatto un paio di sviste nel commento precedente, scusate, è la fretta: Da quando c’è il Riformista (che ha lo stesso EDITORE di Libero...) (...) fino a pochi anni fa nessuno si sarebbe sognato di "manifestare"in pubblico.

X Primo

23 apr 2009 16:32

Il racconto della tua storia è un pugno nello stomaco che leva il respiro.Terribilmente amare e definitive le conclusioni del tuo commento.Un grazie dal profondo dell’anima a Giampaolo Pansa perché ci fa testimoniare la storia vissuta sulla nostra pelle. Chi ha in comune tragedie come la tua non ha niente da festeggiare. Noi abbiamo l’obbligo della memoria e della verità soprattutto nella testimonianza delle tragedie vissute che hanno segnato per sempre la vita delle persone.La tua testimonianza dolorosa ci spinge sempre più forte a scavare nella Storia per ridare dignità e rispetto ai dimenticati dall’ufficialità retorica.Vorrei uno Stato che si ricordi anche dopo 66 anni di chi ha dato la vita per lo Stato.

paco

23 apr 2009 16:22

Da quando c’è il Riformista (che ha lo stesso di Libero...) a dare lezioni di buona condotta agli avversari di Berlusconi, il cavaliere infila un successo dietro l’altro. Ci mancava solo Pansa: da quando c’è lui ad insegnarci la Verità storica e l’inattualità dell’antifascismo, assistiamo a un grande attivismo di forze dichiaratamente fasciste, come Forza Nuova, e al moltiplicarsi di atti di esplicito razzismo, che fino a pochi anni fa nessuno si sarebbe sognato di "manistare"in pubblico. Grazie Pansa, proprio un bel servizio. Racconta delle favole curiose, anche se non tanto nuove: i partigiani (quelli cattivi, i rossi) che non lottavano per la liberazione ma per una nuova dittatura (comunista, ovvio). Chissà come si sta a fare i “paladini della libertà” insieme a personaggi (ieri Fini, oggi La Russa e vari piduisti) che guardano con nostalgia al ventennio, ossia il regime delle Leggi speciali di pubblica sicurezza (che proibivano ogni libera espressione), delle leggi razziali, delle guerre coloniali, e tutto il resto? Come ci si sente? Dal livore con cui scrive, caro Pansa, forse dopotutto non ha abbastanza pelo sullo stomaco...

Bella opposizione.. pùà!!!!

23 apr 2009 15:37

La sinistra ha perso la trebisonda. Franceschini chiede a Silvio di celebrare il 25 aprile, Di Pietro dice che se lo fa è falso e ipocrita. Il Pd chiede tregua nazionale, l'Idv attacca con la solfa della dittatura. Berlusconi guarda, passa e non si cura...

X Vincenzo Mele

23 apr 2009 15:31

Io ho ricitato Bocca o Pansa dopo che lei ha citato nel suo commento Bocca e Pansa ed anch’io,come lei penso ognuno di loro è non sia l’anti dell’altro.Nè qui si tratta di essere tifosi dell’uno o dell’altro.Li ho ricitati perchè non mi sembra del tutto corretto,sotto l’aspetto dell’analisi storica,il confutare le tesi dell’uno avvalorando le tesi dell’altro,come fa lei.Le varie tesi possono essere portate in appoggio alla propria opinione,ma non possono avere valore di documentazione.Cioè se io dico che il giorno tale alle ore tali è successo questo evento,a sostegno di questa enunciazione devo portare documenti;nel caso di eventi storici va portata una documentazione storica,fatta di scritti originari,testimonianze dirette,fotografie etc. Non posso dire che quell’evento non è accaduto perché tizio,scrittore come caio,ha detto che non è accaduto.E’ questione di metodo altrimenti si introdurrebbe una sorta di diritto di veto sulle ricostruzioni storiche indipendentemente dai fatti documentati accaduti. E questo diritto di veto,basato su enunciazioni di opposte vedute non è concedibile a nessuno. Devo riconoscere in lei una onestà intellettuale tale che gli fa nominare persone che hanno creduto nel Fascismo e che poi sono stati alti dirigenti nei partiti opposti al fascismo. Non è di tutti i giorni leggere quei nomi pesanti ed incombenti sulla sinistra comunista del dopoguerra. In verità ce ne sono molti di più e sono personaggi noti ed intellettuali soci fondatori di questa sinistra comunista postbellica. Qualcuno di questi è avvolto in “misteri più o meno divertenti”.Quello che non va bene è che se il dirigente PCI proviene dalle fila del fascismo giovanile ed ha fatto il percorso dal fascismo al comunismo viene accolto come un intelligente ravveduto che ha sbagliato in gioventù ma che ha trovato comunque la via salvifica.E dunque gloria al pentito ravveduto;anzi diventa generale. Se invece il percorso è quello che va dal comunismo al riformismo socialdemocratico o liberale allora dagli al pidocchio rinnegato e venduto al nemico di classe. Gli uomini liberi non possono accettare questo modo di ragionare tipicamente togliattiano e da cominform. Quello che non va bene è che ci si scaglia con rabbia irrazionale contro Giampaolo Pansa per il fatto di aver avuto il coraggio di scrivere di cose considerate tabù dalla sinistra comunista. A mio pare più ci si scaglia contro chi ha il coraggio di approfondire analisi storiche e fatti storici documentati inoppugnabilmente e più diventa forte la dichiarazione di autocolpevolezza da parte di chi non vuole confrontarsi con i fatti accaduti e documentati.Io credo che non si debbano dare giudizi morali di colpevolezza o meno,non appartiene alla mia cultura laica,però che nel processo storico si debba tendere alla chiarezza ed alla ricostruzione dei fatti accaduti QUESTO SI’;perchè è alla base del cammino storico.Un’altra cosa che non va,Vincenzo Mele,è il ripetere e ripetere a se stesso “cui prodest”.Domanda sottesa ad un moralismo e ad una missione dogmatica e religiosa che non c’entra assolutamente niente con la Storia.Il “cui prodest”è sempre reciproco,perché io a lei posso chiedere del suo ragionare “cui prodest”.Ovviamente con il”cui prodest”si entra in un giro infinito di “cui prodest”rivolti ognuno al reciproco.Quindi se si vuole fare opera di ricostruzione storica,utile a tutti, è d’obbligo abbandonare il metodo del”cui prodest”su cui hanno basato molto del loro essere le religioni ed alcune ideologie dogmatiche che hanno avvelenato e distrutto popoli,nazioni e la conoscenza.

Grigio

23 apr 2009 15:28

Basta!on se ne abbia il presidente Napolitano, m per me la festività del 25 aprile andrebbe abolita. Viamo stati liberati dal nazifascismo grazie agli eserciti alleati. I partigiani ebbero un ruolo di nobile ma marginale complemento. Perchà non cercare una forte condivisione nazionale nella - finora negletta - festività del 2 giugno, chiudendo al contempo una pagina che fu oggettivamente di divisione sanguinosa nella nostra storia?

Valeriano Giorgi

23 apr 2009 15:15

A latere dei probemi posti dall'articolo di Pansa, una considerazione sulle recenti esternazioni del Presidente Napolitano sul ruolo della Resistenza nella liberazione dell'Italia. Mi sembrano eccessive e mitopoietiche. Con tutto il rispetto per i caduti e i combattenti partigiani (mio padre fu fra quest'ultimi) l'Italia fu liberata dagli eserciti alleati, e i resistenti non furono protagonisti, ma di suttorto non decisivo alla liberazione. Purtroppo le parole del Presidente attuale mi sembrano, come lo furono spesso quelle di Pertini, un'adesione esagerata ad una "vulgata" delle sinistre e in particolare del Pci che non aveva riscontri nella vera storia di quel tragico periodo.

Giovanni Valastro

23 apr 2009 14:50

Caro Pansa è ovvio il fatto che Berlusconi abbia regalato a lei o a qualche suo parente un qualcosa... non so, ha la massaggiatrice siliconata, che le citofona al mattino presto. Il suo articolo è penoso; si ha proprio l'impressione che il 25 Aprile sia non l'oggetto ma la scusa per poter fare l'elogio del suo nuovo mentore. Si vergogni

Roberto B.

23 apr 2009 14:46

Caro Dottor Pansa, è vero che una parte (minoritaria) della sinistra ha strumentalizzato il 25 Aprile, è altrettanto vero che anche lei con i suoi scritti strumentalizza nello stesso modo (e in senso contrario) i tragici eventi di quel periodo. Basta leggere i documenti del PCI degli '44-'45, gli scritti di Spriano, o qualsiasi testo di storia serio per confutare le sue tesi. Dalla svolta di Salerno in poi (aprile 1944) , sancita dagli accordi internazionali di Teheran prima e di Yalta poi, la linea del partito comunista italiano, seppure con alcune ombre di doppiogiochismo, non ha mai manifestato intenzioni rivoluzionarie di matrice bolscevica. Certo, c'era Secchia che rappresentava l'anima più schierata a favore della lotta di classe, ma Togliatti già quando era ministro della giustizia nel '46 ebbe modo di operare in coerenza con le direttive sancite a livello internazionale tra i blocchi orientale e occidentale. Lei, per sostenere la propria tesi, fa di poche erbe un fascio: una minorenza combatteva una guerra di liberazione con spirito rivoluzionario, la maggior parte (che non aveva una grande coscienza politica) soltanto per la libertà.

Roberto

23 apr 2009 13:16

Caro Pansa, si può sapere chi la paga per continuare imperterrito a fare questo genere di propaganda? Davvero, continuare a mistificare la storia in questo modo, non può che avere una spiegazione: la vil pecunia. Per favore, ripassi un po' di storia prima di pontificare (e di scrivere quei libri osceni che fanno venire il mal di Pansa).

cumino

23 apr 2009 13:00

Il lettore: "A Vincenzo Mele 22 apr 2009 20:21" che si indigna e chiede come mai Giorgio Bocca non denuncia per calunnia chi scrive quelle orribili menzogne su di lui su Wikipedia o almeno (dico io) perchè Bocca non chiede nemmeno una semplice rettifica e a cui il signor Mele con la classica onestà intellettuale del perfetto militante risponde all'incirca "mah non so" e poi suggerisce che i redattori di Wikipedia sono anonimi (vero) e quindi fa intendere che l'articolo è probabilmente un falso, rispondo che Bocca non querela per la semplicissima ragione che è vero. Aggiungo che Wikipedia è anche un tantino lieve, se è per quello, e dice solo una parte. Bocca scriveva anche, per esempio su: La Provincia grande. Sentinella d'Italia. Foglio d'Ordini settimanale della Federazione dei Fasci di Combattimento. Cuneo Anno II, numero 33, 14 agosto 1942, XX E. F. Documenti dell'odio giudaico. I "Protocolli" dei Savi di Sion di Giorgio Bocca Può trovare l'articolo completo anche su Internet. Così si fa una cultura. E con pazienza può trovare le imprese di tanti altri eroi del giornalismo antifascista nostrano tutti particolarmente versati nel salto sul carro "last minute", da Eugenio Scalfari che scriveva sul giornale del GUF, al compianto Enzo Biagi, che scriveva sul giornale più antisemita d'Italia, messo lì dal cugino omonimo Ras fascista, magnificando i film nazisti di propaganda per le truppe tedesche, e che rimase attaccato alla scrivania fino all'ultimo giorno in cui l'ultimo tedesco lasciò Bologna per scomparire e riapparire qualche tempo dopo con una fiammante divisa americana circonfuso di gloria Resistenziale. Niente di male, si dirà. Certo, niente di male. Ma per 60 anni chi osava dire qualcosina veniva linciato o semplicemente non riusciva a dirlo. E' per questo che si trova oggi chi in buona fede si indigna continuamente per la verità, convinto che la verità sia quella che gli hanno propinato da sempre, senza mai farsi venire un dubbio. Ieri non aveva colpa, oggi un tantino di più visto che informarsi è possibile e poco costoso anche in questa terribile dittatura totalitaria berlusconiana .

EA

23 apr 2009 11:43

1. La Resistenza non fu determinante per la liberazione d'Italia dai Tedeschi, anzi fu irrilevante(anche se ciò non toglie merito a chi l'ha fatta ed ha sacrificato la sua vita). 2. I Partigiani "rossi" impongono una memoria metastorica grazie alla quale la Resistenza sarebbe loro merito esclusivo, cancellando la memoria dell'"altra" Resistenza (cfr libro di Ugo Finetti). E' sufficiente ricordare Cadorna, Pizzoni, Montezemolo. 3. Scopo dei Partigiani rossi era di liberare il nostro Paese da Hitler per consegnarlo a Stalin Io so che il sentimento preme per alimentare la leggenda e rispetto ciò, ma dobbiamo imparare a dividere il mito dalla Storia.

EA

23 apr 2009 11:30

Condivisibile il Suo articolo caro Pansa, come sempre. Mi lasci solo aggiungere due cose: a) non mi risulta che Prodi abbia indirizzato ai facinorosi, che si scagliarono contro la Moratti e suo padre, una nota di "vibrata protesta", ma potrei sbagliare; b) quando venne deprecato l'inammissibile "gesto" contro un partigiano finito in campo di concentramento e decorato di medaglia d'argento, la responsabilità di tutto venne attribuita alla Moratti, colpevole di aver lanciato "una provocazione"(sic!!!). Anche in questo caso gli accorati appelli dei soliti noti non si fecero sentire.

Pietro

23 apr 2009 11:09

Stia tranquillo Dottor Pansa Al Tappone andrà a festeggiare il 25 aprile a villa Wanda con il Venerabile Gelli e Cicchitto....

Dante

23 apr 2009 10:54

Dottor Pansa il suo articolo è proprio penoso. come scadenti, penosi, pieni di livore sono i suoi libri. un tempo i libri sulla resistenza erano scritti da Calvino, Vittorini e Pavese ora aihmè da Pansa... stia tranquillo che il piduista andrà a fare la sua passerella elettorale all'Aquila. W LA RESISTENZA GLORIA ETERNA AGLI EROICI PARTIGIANI!!!

serghievich

23 apr 2009 10:47

Mi chiedo chi dia tanto coraggio a Pansa, tanta energia, ancora, per scrivere verità così amare e impopolari. Almeno a sinistra, dove lui vuole stare, con la fermezza di chi ci crede davvero, nella verità, malgrado gli insulti di tanti piccolissimi uomini, che hanno dato il cervello all'ammasso, come diceva Guareschi, e che di verità non vogliono neppure sentire parlare. Berlusconi non sarà a Milano, non è così stupido, ma il guaio non è questo: è che non ci sarò neanch'io, nè molti altri sinceri antifascisisti, che non vogliono festeggiare gli orrori della guerra civile, nè l'appropriazione da parte dei bolscevichi della lotta partigiana. Per fortuna che Giampaolo c'è.

X Anna Maria Scibelli

23 apr 2009 08:55

Cara Anna Maria Scibelli,più che il contenuto del tuo commento,peraltro del tutto scontato e legittimo,colpisce la cattiveria che emani da quel tuo(davvero scadente dal punto di vista letterario)detto come se tu fossi una critica letteraria riconosciuta universalmente.E’ da persone cariche di odio e cattiveria introdurre in una critica politica più o meno condivisa,un apprezzamento sul piano letterario teso a sminuire chi ha scritto il libro oltre che sul piano politico anche su quello letterario e personale.Io ho capito dove hai imparato questo tuo modo di fare e non te lo dico perché è fin troppo facile intuirlo;ti consiglio però di studiare di più le cosiddette materie “classiche”e di argomentare in maniera più sostanziosa,più intelligente e soprattutto con argomentazioni e non con dichiarazioni cariche di odio.Sarebbe stato molto più corretto da parte tua dire :”io odio Pansa”.Non ti addentrare nella letteratura,nella storia,nelle materie di studio,ci vogliono le basi culturali.Prima costruisci queste basi e poi ti puoi confrontare con gli scrittori di successo.

roberto savastano

23 apr 2009 08:31

È davvero stucchevole il mantra Berlusconiano contro comunismo e comunisti, in agguato dappertutto. Addirittura nell’Economist, già ribattezzato E-comunist. Per fortuna, ad eccezione di poche insignificanti minoranze, i nostalgici di regimi sovietici e maostiti sono praticamente scomparsi. Pur con la reticenza a denunciare i Kim Jon Il e gli Ugo Chavez, anche a sinistra è ormai è assodato che i pure cubani sono vittime di una dittatura. Si può per fortuna dire la stessa cosa del nazifascismo, ormai parte di un odiosissimo passato, malgrado qualche sparuta minoranza idiota, quando saluta, abbia ancora il problema del dottor Stranamore. Non capisco quindi, se non ha senso parlare di anticomunismo in assenza di comunismo (e non l’ha), che senso abbia parlare –ancora– di antifascismo in assenza di fascismo. Porto il nome di una persona morta in campo di concentramento e, però, non “sento”, ne capisco, la stucchevole liturgia del 25 aprile. Perché non celebrare –mi domando– anche la vittoriosa resistenza dei romani sui cartaginesi? Non avrebbe forse più senso che il 25 aprile diventasse la giornata della liberta contro TUTTE le forme di sopraffazione che degradano il nostro mondo? Darfur, Cuba, Nord Corea, Cecenia, o anche l’islamismo radicale, quello antidemocratico (si pensi solo alla Fiera del Libro di Torino) e spesso violento; casi da mettere sul tavolo –ahimè– non ne mancano, senza doverci annoiare con le res gestas dei sodali dell’ANPI o con la retorica della CGIL. Ora, pure discussioni torrenziali sulla liceità della partecipazione di Berlusconi, dove e a che titolo. Che noia! Per come è vissuto e messo in scena il 25 aprile oggi, fossi il primo ministro andrei ad Amsterdam. Dovessi infatti crogiolarmi nella nostalgia del passato, il 25 aprile è il compleanno Johann Cruijff. ROBERTO (Milano)

un socialista a milano

23 apr 2009 02:36

Caro Pansa mi passi la battuta, ma sulla sua cronaca dei 25 aprile milanesi, specie riguardo a certe improprie manifestazioni, fa di tutta l'erba un FASCIO. Fermarsi a sottolineare le nefandezze, dovute a perversioni dogmatiche, di alcuni manifestanti, non fa onore al suo giornalismo. Non capire le motivazioni per le quali "eminenti" personalità politiche difficilmente possono conciliarsi con il popolo del 25 aprile, a causa di tante ,troppo esternazioni revisionistiche e fastidiose. Lei chiede sempre a una certa sinistra, che non mi appartiene, di prendere le distanze dai molti efferati episodi di quegli anni bui.Giusto.Purtroppo le persone che vorrebbero scendere in piazza per una giornata di festa nazionale, poche volte, con poca forza perdipiù, hanno manifestato la loro voglia di appartenere a quella parte virtuosa di un italia che seppe riconoscere, anche se in ritardo, i veri invasori, i veri tiranni , i veri nemici della patria.

Vincenzo Mele

22 apr 2009 23:59

Visto che sono stato menzionato un paio di volte nei commenti intervengo di nuovo. Vorrei precisare alcune cose: a) io non ho menzionato Bocca per farne un "anti-Pansa": non e' mia intenzione giocare alle "figurine" o ai "soldatini". Se e' per questo invito a leggere sull'argomento l'opera onesta e limpida di uno storico azionista come Claudio Pavone ("Una guerra civile"). Mi sembrava semplicemente che l' articolo Bocca su Repubblica di oggi rimettesse "le cose al loro posto" per quanto riguarda la mai pacificata memoria della resistenza e del 25 aprile. In maniera semplice, pacata e senza fanatismi alcuni. b) la stessa pacatezza non si puo' dire si trovi nell'articolo di Giampaolo Pansa che mi sembra perfettamente in linea con l'attuale clima politico: provocatorio, isterico, fazioso, ai limiti della scorrettezza storiografica e/o politica. Non me ne voglia il signor Pansa: ciononostante non intendo offenderlo (non e' la mia benche' minima intenzione) personalmente. Giudico solo un testo scritto. E mi domando ancora: cui prodest? Il signor Pansa non puo' non sapere che non e' certo in questo modo che puo' contribuire ad un giudizio sereno sulla resistenza o ad instaurare un clima di "memoria condivisa" nel nostro paese. c) La biografia di Bocca su wikipedia... Innnanzitutto le voci di wikipedia sono anonime quindi c'e' ben poco eventualmente da querelare (forse si potrebbe intentare qualche azione contro l'associazione), ma non e' questo il punto: quand'anche Bocca avesse preso quelle posizioni (che non gli fanno certo onore), non sarebbe certo il solo, tra i "padri" della patria: Norberto Bobbio (mediante giuramento di fedelta'), Pietro Ingrao e altri sono stati in un primo momento abbagliati dallo splendore sinistro della fiamma fascista. Per non citare le posizioni strisciatamente antisemite della Santa Madre Chiesa (come e' stato notato recentemente anche da un osservatore "non sospetto" come Gianfranco Fini) e persino delle frequentazioni giovanili del nostro attuale Santo Padre (membro delle Hitler Jugend). Ma dove ci porta tutto cio'? Da nessuna parte, io credo, se le persone (o le istituzioni) in questione hanno trovato modo di criticare i loro errori e di mettersi dalla parte giusta quando e' apparso evidente ai piu' dove questa stava. Per concludere: caro Pansa, lei e' troppo intelligente per non sapere che in questo modo incita alla rissa piu' che evitarla, che rimestola nel torbido piu' che fare chiarezza (storiografica), che rivolgendosi a sparute minoranze estremiste da' loro molta piu' importanza di quanto in effetti abbiano nell'arcipelago della politica italiana. Non siamo piu' nella guerra fredda, anche se a giudicare dai suoi articoli e da certi interventi in questo blog, sembrerebbe che i toni e gli umori politici di quell'epoca sono impressi indelebilmente in molte menti della sua generazione. Si lascino riposare in pace i morti, di tutti i colori e di tutte le bandiere, e si pensi piuttosto come preservare e tramandare quel poco di coscienza democratica che a questo paese la Resistenza antifascista, pur nelle sue contraddizioni, ha saputo dare.

A Vincenzo Mele

22 apr 2009 20:21

Signor Vincenzo Mele! Ha letto su Internet la “Biografia di Giorgio Bocca “dal rigo 3 al rigo 7 di Giorgio Bocca Wikipedia Biografia. E’ un obbligo alla conoscenza ed alla morale.E’ devastante!!!!ed è pubblica !!!Non so se Bocca ha fatto denuncia per calunnia e come è andata se c’è stata denuncia!!

Anna Maria Scibelli

22 apr 2009 20:15

Chi vuol conoscere davvero il Pansa-pensiero legga "I tre inverni della paura" (davvero scadente dal punto di vista letterario): un'indagine su alcuni aspetti della Resistenza nella cornice di una vicenda di invenzione. Non discuto la ricostruzione storica (non ne ho gli strumenti) ma trovo sorprendente la struttura della vicenda e i personaggi. Intanto sono ignorati gli eccidi e le efferatezze dei nazifascisti, i partigiani comunisti sono dipinti come dei mostri assetati di sangue fraterno. Gli unici personaggi positivi sono quelli che hanno preso le distanze dai "rossi" ( Paolo) i fascisti, gli agrari che hanno strizzato l'occhio al fascismo o i qualunquisti che hanno badato solo a fare affari (Nelson). La conclusione (l'assassinio della "buona" Nora) è il sigillo delle ignominie dei cattivi "rossi" ...

X Vincenzo Mele

22 apr 2009 18:47

Caro Vincenzo il tuo commento m’è piaciuto nella sostanza e mi ha spinto a dare un contributo anche perché abbiamo in comune la stima nei confronti di Giorgio Bocca.Io leggevo Bocca da quando ero studente universitario e mi pare scrivesse allora nel “Il Giorno “diretto da un altro grande Italo Pietra.Fin da allora mi ritrovavo nelle analisi che faceva e mi piaceva quel suo rivendicare la resistenza da comandante partigiano non comunista.Dunque Bocca prima di tutti si pose il problema della verità e di ristabilire la verità sulla Resistenza Italiana.Però era e rimase l’unico a sinistra,lui riferimento della sinistra riformista di allora orgogliosa di avere in quel Giornale ed in Bocca l’unico strumento mediatico per rompere l’egemonia culturale giornalistica comunista a sinistra.Come stimavo e stimo Bocca così stimavo e stimo Pansa!sono due giornalisti ed intellettuali che mi arricchiscono e mi stimolano ad approfondire le tematiche della storia e della politica.Non è poca cosa trovare chi ti arricchisce culturalmente e ti stimola intellettualmente.Nel percorso dei due scrittori e giornalisti non mi sono trovato del tutto d’accordo con loro in due momenti precisi del loro porsi da intellettuali.E cioè non ero molto d’accordo con Pansa quando,in maniera secondo me troppo sentimentale si trovava a difendere le tesi della sinistra di venti-trentanni fa cioè era poco attento alla sinistra riformista e troppo attento alla sinistra comunista.Bocca in quegli anni era il contrario ed è rimasto tale.Di Bocca però oggi non piace tanto il romanticismo intorno alla Resistenza,fermo rimanendo i contenuti ed il contributo insostituibile alla Democrazia,ame piace il Bocca partigiano socialista tra i partigiani bianchi ed i partigiani comunisti,piace il Bocca che rivendica la sua scelta riformista di sempre.Piace un po’ meno il Bocca tifoso di una parte politica che non fa pesare a sinistra il fatto che lui e noi abbiamo scelto quella via prima di altri e vorrei che dall’alto delle sue scelte chieda il conto a sinistra.E’ un fatto anche di orgoglio culturale!

giuliano

22 apr 2009 18:29

Caro Pansa a me pare che tu abbia le idee molto confuse, cerca una volta per tutte di chiarire le tue posizioni politiche, perchè in questo momento sembra che tu salga di volta in volta sul carro dei vincitori e soprattutto non infangare la memoria di quei poveri giovani, rossi o bianchi ,che con il sacrificio della vita hanno permesso a te ed a altri di fare certe affermazioni infamanti. Un consiglio, puoi votare Berlusconi, perche il PD non ha bisogno di personaggi come te.

luigi

22 apr 2009 18:28

Non riesco a comprendere a giustificare tanto livore del sig,pansa nei confronti del PD del Segretario Franceschini.Gli riconosco una dote, sicuramente piu' forte ed apprezzabile di giornalista,quella di sceneggiatore, la sinistra non e' riuscita a portare Stalin in Italia, etc, questo e' un vero e propri8o film da produrre, non riesco a comprendere da dove tiri fuori questi teoremi, che nulla hanno a che fare con la politica intesa comne scienza, anche se a volte inopinabile.L'unico aspetto positivo e' sapere che il sig,pansa voglia e sappia dare consigli al primo ministro.complimenti vivissimi

Jean Valjean

22 apr 2009 18:28

C'è modo e modo di invecchiare. Non c'è dubbio che Giampaolo Pansa novello cantore del berlusconismo ha scelto quello peggiore. E' ormai in preda ad un chiaro ""delirio di senilità"". Il suo comportamento è sempre più simile a quello di un polpo di mare appena pescato.Il regime berlusconiano con i suoi tratti sempre più illiberali lo fa sentire forte, vendicativo e vagamente indimitatorio. Bravo Pansa ti stai conquistando sul campo il ruolo lasciato vacante dallo zelante Giuliano Ferrara.

francesco bordone

22 apr 2009 18:20

Dott.Pansa,sono un vecchietto del 1939.Mi ricordo benissimo l'episodio che lei cita nel suo lbro "SCONOSCIUTO 1945".Al'epoca avevo 6 anni,ed abitavo a circa 6/700 metri dalla Casa Littoria di Chieri.Ricordo le raffiche di mitra durante l'assalto dei partigiani ai militi asserragliati,lo scoppio delle bombe a mano, per tutta la mattina e pomeriggio.Mio padre,reduce dall'Albania aveva messo dei materassi a terra e fatto stendere mia madre e me lungo i lati del muro della cucina.A sera,quando tutto era finito ero andato al culmine della Piazza Cavour(50 metri da casa nostra)e visto sfilare le auto dei partigiani,alcuni li vedo ancora come in un film accovacciati sui parafanghi delle Balilla e delle Millecento,che ci urlarono di cancellare una scritta "w duce"che era stata tracciata sulla posterla del negozio di almentari di Verina (la signora proprietaria del negozio).Ho ancora nelle orecchie la risposta del nostro vicino di casa,un rude muratore di dichiarata fede socialista di nome LURENS ":cala giu e ven a cancelela ti!!"Il giorno seguente sono arrivate 6 motocarrozzette con 12 SS.Blocco del paese ed ostaggi presi dai passanti,anche l'arciprete del Duomo,tutti contro il muro del Municipio per essere fucilati.E'poi intervenuto il comandante tedesco della piazza,un altoatesino ,HERITIER che li ha fatti liberare.Questo militare fu poi fucilato il 25 Aprile contro il muro della casa dei Gesuiti,ed io giocavo con il suo figlio(ne aveva 5)mio coetaneo nel cortile di mia nonna materna,quando ad un certo punto mi ha detto:stanno fucilando mio papa'in piazza Cavour.(era un NEMICO che aveva salvato un centinaio di ostaggi solamente alcuni giorni prima.) Nel suo libro Lei parla della famiglia GIANNOTTI e della signora che era ostetrica.Le posso dire che era una signora dolcissima,e lo ricordo bene perche' nel 1966 -20 maggio e' nato mio figlio Lorenzo,nostro secondogenito,e mia moglie ha voluto partorire in casa,assistita proprio dalla signora GIANNOTTI,che non esercitava piu' ufficialmente,ma la sua competenza,sicurezza che irradiava in un momento cosi' delicato,e per me anche terrorizzante,erano un riferimento sicuro. Ricordo gli americani che mi hanno fatto assaggiare la prima cioccolata della mia vita,e poi avvenimenti degli anni precedenti sussurati a mezza voce dai GRANDI che mi sono rimaste impresse per quell'alone di tragico mistero che sempre accompagnano le storie carpite a mezze frasi di detto e non detto.Torture.accoppamenti a colpi di zappa,imboscate fratricide per regolamento di conti,tutte avvolte in un sudario di mistero,che negli anni ho capito essere ben lontane dall'eroico slancio di liberta'. Ho visto i cimiteri di Normandia,di giovani che sono morti perche' noi potessimo vivere liberi,e forse invece di festeggiare urlando,sarebbe meglio pensare e ricordare nel silenzio quanti hanno dato la vita,da una parte e dall'altra,per insegnarci e dirci;MAI PIU' .

X Valerio

22 apr 2009 18:14

Grazie del suo intervento perchè mi permette un approfondimentoCertamente non fu agevole passare dalla camicia nera a quella rossa.Deve però riconoscere che l’unico momento di passaggio poteva essere solo quello:cioè la caduta del regime fascista e il breve periodo “grigio” fra la caduta e la formazione sul territorio del governo Badoglio.Chi cambiò camicia la cambiò nel momento in cui non c’era nessun tipo di autorità istituzionale,nemmeno i comitati di liberazione.Pertanto chi lo fece,lo fece sapendo che si autoinvestiva in un deserto istituzionale e che poteva farlo senza troppo rischiare perché il grosso dei tedeschi era impegnato sul fronte franco tedesco e russo tedesco.Meno sul fronte italiano perché non considerato strategico.Certamente ci furono stragi,vendette,fucilazioni dopo rastrellamenti ma non battaglie dirompenti e strategicamente definitive o comunque influenti sull’esito parziale e finale della Guerra.Solo Montecassino e un po’ meno la linea gotica.Montecassino fu battaglia cruenta e corpo a corpo dopo il devastante bombardamento;la linea gotica fu battaglia di logoramento con tedeschi interessati più al ritiro che non a tenere le posizioni o all’attacco.Dove ci sono state le battagli più cruente lì sono i cimiteri di guerra.I più grandi cimiteri di guerra della seconda guerra mondiale in Italia sono a Montecassino ed a Nettuno,perché lì sono avvenute le battaglie storiche e sanguinose che spostavano il fronte verso l’alta Italia e la Germania.Certamente,il resto importante moralmente,dignitosamente,d’aiuto alla tattica,era resistenza.Deve comunque riconoscere che il fronte si spostava in avanti quando lo diceva l’armata anglo-americana aiutatata,per quello che poteva,dall’armata italiana chiamata dagli alleati “armata cobelligerante”,non alleata.E questo dispiaceva molto a mio padre.F.to in memoria di mio padre

PRIMO

22 apr 2009 17:43

13/9/1943 avevo 6 anni mio fratello 4, mia madre 30, era un giorno di sole vedevamo tornare soldati malmesi a casa, chiedevamo ingenuamente notizie di ns. padre, che benché ferito dovette rientrare il 5 settembre a TORTONA presso la sua caserma, altrimenti sarebbe passato per disertore. Non era un fascista mio padre era un soldato dell'esercito italiano, odiava il fascismo. Ebbene 13/9/43 mio padre in caserma con i suoi, senti i tedeschi intimare l'apertura delle porte, mio padre si rifiutò, una scarica di mitraglia attraverso le porte lo colpi in pieno con 11 colpi. A noi rimase una ciocca di capelli che pietosamente una suora raccogliendo i suoi ultimi respiri ci mise da parte e in secondo tempo ci inviò in lettera con la notizia. Due orfani ed una vedova che lo stato italiano ha finto di non conoscere. COSA ERA successo? I tedeschi in ritirata venivano braccati dai partigiani e dai tetti sparavano, questi tedeschi che cercavano di scappare si trovavano nei paraggi della caserna e cercarono di mettersi al riparo, forse avrebbero trucidato i soldati in caserma, non pos siamo saperlo, So soltanto che se i partigiani li avessero lasciati scappare mio padre non ci avrebbe rimesso la vita. Dopo circa 15 anni e varie peripezie riuscimmo a trovare la salma di mio padre, lo stato italiano non si fece carico neanche delle spese di trasporto, un viaggio di circa 450 Km. ne di una bara di 60 cm contente le ossa. Ora ho 70 anni mia madre è morta mio mio fratello ha la sua famiglia. Lo stato ci inviò in un collegio a 300 Km l'uno dall'altro e mia madre per vivere dovette andare a fare la colf. Questo stato ci deve ancora tutto, che cosa c'è da festeggiare per me?

X Cumino

22 apr 2009 17:42

Ottimo e necessario ripasso della storia.Grazie per aver dato questo contributo alla conoscenza.Io voglio comunicare un’esperienza che ha fatto direttamente la mia famiglia.Sono nato nel 1949 e parlo della mia famiglia paterna del 1943 che era formata da mio nonno,mia nonna,mio padre soldato di leva gia dal 1939,mio zio nato nel 1925,mio zio nato nel 1927,mia zia nata nel 1922.Racconto ciò che mi raccontava mia nonna quando facevo le scuole elementari e medie cioè nel 1958-1961 a soli 13 anni dalla fine della guerra quando i ricordi erano caldi ,vivi e dietro la porta!Dopo l’8 settembre,tra il settembre del 43 ed i primi del 44,mentre mio padre era fra Caserta,Montecassino,il basso Lazio,con gli Inglesi risaliva fino a Roma,nel mio paese del centro Italia dove abitava la mia famiglia ci fù un rastrellamento tedesco per reclutare i giovani da inviare in guerra o in Germania.Ebbene due soldati tedeschi,alla sera,si presentarono bussando,col calcio del fucile,sulla porta di casa.I miei nonni capirono subito di che si trattava e fecero immediatamente scappare i miei due zii (uno di 18 e l’altro di 17 anni)dalla finestra della cucina al piano terra.La finestra dava sull’orto posteriore di casa che confinava con altri orti interni di altre abitazioni.I tedeschi entrarono,non trovarono giovani e se ne andarono.I miei due zii nella notte furono ospitati dal fattore di una azienda agricola e furono inviati sui boschi alle pendici di un monte.Con loro,nei boschi,c’erano altri dieci o quindici ragazzi che vivevano nei boschi e mangiavano ciò che trovavano o che riusciva a far loro avere questo fattore benemerito. Se i miei nonni,già addolorati dalla lontananza in guerra di mio padre del quale arrivavano notizie con ritardo di mesi e mesi,preoccupati dal pensiero della sua fine,non avessero subito intuito che alla porta c’erano i soldati tedeschi in cerca di giovani,la storia della mia famiglia sarebbe stata una storia di lutti e tragedie.Lutti e tragedie che sono avvenuti invece quando alcuni giovani sono stati trovati e fucilati o portati in Germania.Mio zio nato nel 1925 mi disse che,a guerra finita,quando si riorganizzavano i partiti,le associazioni etc. in quella confusione alcuni gruppi spontanei furono scambiati per resistenti organizzati con fucile in mano!Lui raccontava e racconta queste cose perché le ha vissute e lo fa in serenità,nel rispetto di tutti e senza nessun ragionamento più o meno politico.E’ un testimone diretto protagonista delle vicende della sua vita che purtroppo,per i giovani di allora,ha coinciso con gli anni incancellabili della guerra.Mi piace molto perchè finisce sempre con il dire:Io e tuo zio siamo stati fortunati.Tuo padre meno di noi perché è stato in guerra 5 anni,ma comunque anche lui fortunato perché ha riportato la pelle.La famiglia di (cognome non indicato,ma tutt’ora vivente)invece ancora deve rivedere il fratello scomparso nella ritirata di Russia ed il fratello aveva l’età di tuo padre perché andavano a scuola insieme!

antonio cortese

22 apr 2009 17:41

Se si candidasse Giampaolo Pansa, anche se sono di destra, non potrei fare a meno di votarlo. Ammiro la sua onestà intellettuale e il suo coraggio.

Stefano Masserdotti

22 apr 2009 17:33

Ho 40 anni e sinceramente non ne posso piu' del 25 aprile. Non possiano abolirlo ed andare avanti tutti insieme,smetterla di litigare per cose avvenute una vita fa',con i protagonisti quasi al camposanto. Mi piacerebbe fossimo una nazione che festeggia i suoi morti,le sue vittorie e le sue sconfitte tutta insieme. La maggioranza degli italiani e' pronta,non sono i 4 gatti della sinistra antagonista,superati dalla storia,che possono continuare a tenerci in scacco Grazie signor Pansa

valerio

22 apr 2009 17:28

X roberto b , con dispiacere, perchè anche dalle mie parti c'erano i cimiteri dei soldati Brasiliani, adesso dei circa 2000 morti le salme sono state tralsate in Brasile, come è giusto. Mi dispiace doverlo ancora riprendere, ma si deve dire. Quindi,siccome sono morti per mano e per colpa dei nazifascisti soldati Brasiliani e il carabiniere Salvo D'Acquisto e i nazifascisti hanno fatto una terribile rappresaglia alle fosse ardeatine uccidendo ebrei, civili, prigionieri politici, nella proporzione di 10 /1 per rispondere a un atto di guerra dichiarata, allora perciò non dovrebbero festeggiare gli epigoni di chi quella Guerra di Resistenza, organizzò, combattè e vinse ed inoltre dette vita alla repubblica democratica, sotto l'egida delle bandiere rosse. Ma bensì privati di ogni onore, di spirito patriottico e di sacrificio.Dovrebbero marciare sotto le bandiere degli Stati Uniti , tuttora fresche di altro sangue ,di altri popoli.Ma per quale ragionamento ? Per quale senso della storia ? Per quale sangue versato ? Semplificando i soldati Brasiliani sono morti combattendo i nazisti, i Fascisti, perdenti sanguinari...non morirono lottando contro le bandiere rosse..fosse chiaro !!!

BARBAROSSA

22 apr 2009 17:21

Ritengo che Franceschini in piena malafede abbia sfidato BERLUSCONI ad intervenire il 25 Aprile augurandosi una fortissima contestazione e sperando che ciò portasse acqua al mulino del P.D. Essendo Berlusconi molto ma molto più acuto di Franceschini, la messo nel sacco. Infatti Berlusco ni si recherà a NETTUNO al sacrario americano. Cosi facendo commemora il 25 Aprile, e nel contempo si garantirà anche un battimani da OBAMA e dagli americani. FRANCESCHINI è troppo ingenuo, oltre che insignificante. Inoltre secondo FOLLI sembra che già stia prendendo delle sono re bacchettate sulle mani dalla nomenclatura. E propabilmente le elezioni EUROPEE segneranno l'archiviazione del P.D., e ci ritroveremo con una sinistra nuovamente ricolma di partitini, con un Di Pietro che abbaia alla luna e un UDC che con 5 -- 6 per cento dovrà rifugiarsi in sagrestia. Comunque la si giri, prenderanno mazzate da Berlusconi e dalla Lega. Purtroppo non hanno il minimo coraggio di rinnovarsi, fare posto ai giovani, stanno facendo invec chiare anche LETTA, e non sono in grado di cancellare la nomenclatura. Non ci sono scusanti mancano di coraggio, Berlusconi anche se da un predellino ha creato un partito nettamente mag gioritario e vincente, la sinistra si cannibalizza a vicenda e cede lo scettro all'IDV, che può essere definito di destra. C'è di tutto e il contrario di tutto. Dove non arrivano con le mani ci tirano il cappel lo salvo poi rimanere anche a cervello scoperto. CHE COSA NE PENSA GIAMPAOLO PANSA?

cumino

22 apr 2009 17:20

Forse il signor Vincenzo Mele oltrechè leggere un "autorevole" giornalista di Repubblica potrebbe fare un'eccezionale scoperta e magari venire a conoscenza che dal 1995 (14 anni fa, mica ieri) hanno aperto gli Archivi di Mosca. Se lo faccia dire da Bocca magari, privatamente, si capisce, dato che lui pubblicamente non ne ha mai scritto una riga a beneficio dei lettori. Lì si trovano le corrispondenze e i documenti che testimoniano abbondantemente dei "luoghi comuni triviali" del "peggior becero qualunquismo" che adebita a Pansa a proposito delle "intenzioni democratiche" dei suoi amici, e si trova pure ampio riscontro "dell'indipendenza e della libertà" del PCI e di Togliatti dal PCUS . Non bastasse sono pure sbucate le lettere e i documenti nostrani a testimonianza della preoccupazione in seno alla stessa Resistenza, per quanto concerne le intenzioni, i comportamenti e i modi delle componenti comuniste. Ma Lei legga Bocca, e Colombo, magari pure Diliberto per farsi un'idea corretta. La verità gliela dice sempre il Partito, non perda tempo con sciocchezze come le fonti. E' l'interpretazione che conta e quella gliela dà il Partito, il resto non serve a un vero democratico militante.

mario brandani

22 apr 2009 16:53

A volte Pansa è PENOSO, forse l'età l'ha colpito duramente, altre volte, lo leggo con piacere, ma forse in quelle occasioni, copia da quello che aveva scritto anni fa. Non si può spiegare altrimenti questo sciocco articolo, LUI, vuole insegnare al Re Travicello cosa deve fare?, I ""ranocchi"" sono all'Aquila, resi deboli dalla disgrazia e dalla necessità, nessuno oserà accennare una protesta o una dimostrazione. Sarebbero severamente puniti. Il PD.. Il PD: è in mezzo al guado in attesa che la corrente se lo porti VIA, senza coraggio per tornare indietro, senza UOMINI e senza forze per andare avanti.

Onelio

22 apr 2009 16:41

Sono Onelio,soldato italiano fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre del 1943.Ho fatto la prigionia in Germania.Sono nato nel 1920 e mi ritengo fortunato perché ho riportato a casa la pelle.Ricordo ancora amici di prigionia morti di fame e stenti.Chi ha vissuto direttamente quegli anni ed ha bruciato la gioventù come è stata consumata dalle generazioni direttamente interessate,ha sempre il cervello rivolto agli amici morti ed a quelli che hanno condiviso la stessa sorte e pertanto il 25 aprile è giorno della memoria,del ricordo e del rispetto almeno dei morti e dei giovani di allora.

Vincenzo Mele

22 apr 2009 16:40

Caro Pansa, io la ho sempre stimata come giornalista, ma credo che adesso abbia veramente perso la bussola, mettendosi al livello dell'antifascismo piu' becero che dice di combattere. Perche' scendere al livello dei luoghi comuni piu' triti e falsi della peggiore destra? "Dittatura rossa al posto di una dittatura nera"? Perche' queste triviali falsita' e semplificazioni? Cui prodest? A quale causa spera di rendere servizio in questo modo? Togliatti non era Stalin e la fedelta' e il contributo dei comunisti (anche partigiani) alla costituzione repubblicana e' qualcosa che anche un semplice democratico dovrebbe ammettere. Oltretutto si tratta di un fatto storico. Con autorevolezza sicuramente superiore alla mia, le risponde (indirettamente) Giorgio Bocca su Repubblica di oggi http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/25-aprile/bocca-resistenza/bocca-resistenza.html il quale la resistenza l'ha fatta per davvero e certo non e' mai stato al soldo di Stalin. In Italia oggi ci sarebbe bisogno di maggiore pacatezza, di rispetto per i fatti, di ricerca di valori condivisi, non di queste forme di "populismo storiografico" semplificatorio. Mi dispiace, ma pur rispettandola, non riesco veramente a capire dove vuole andare a parare. Se non verso il sempre attuale livore dell'Uomo qualunque. Cordialmente,

Giorgio

22 apr 2009 16:40

Mi chiamo Giorgio ed ho 60 anni.Mio padre si chiamava Nando,nato nel 1921,morto nel 1999. E’ stato soldato italiano di leva fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 Settembre del 1943.E’stato internato in un campo di concentramento in Germania dal 1943 al 1945.E’ritornato a casa dopo la fine della guerra e la caduta del Nazismo che pesava trenta chili.Nel 1946 è andato a lavorare in una fonderia meccanica fino alla pensione.Anche mio padre,come il padre del precedente commentatore ricordava alcune persone che si presentavano in camicia nera,fez e stivali alle adunate fasciste del paese che avvenivano prima della guerra;alcuni di questi , a guerra finita appena,quando ancora la migliore gioventù non era ritornata a casa ed era impegnata a trascinarsi le ossa per il ritorno alle famiglie e al lavoro,prendevano ad organizzare i movimenti comunisti.Sono nato nel 1950 e quindi racconto ciò che mi è stato raccontato da mio padre,soldato italiano internato in un campo di prigionia tedesco.

francescoatonio

22 apr 2009 16:29

è nel suo costume affrontare la folla. troverà, a mio parere, anche in quella circostanza, il modo di proporsi e far breccia sul "suo popolo". vedrete: sarà un'altra sua vittoria mediatica,perchè la maggior parte delle testate giornalistiche non saranno in grado, com'è ormai noto, di mostrare la verità. E se dovessero farlo, vedrete, sarà oltre la mezzanotte, quando il "suo popolo" è a letto. cari giornalisti, quando vi accingete a scrivere o a trasmettere una notizia, pensate per un attimo a MONTANELLI, e forse riuscirete, anche a rischio di un possibile licenziamento, a scrivere quello che in quel momento vorreste che li italiani sapessero. infondo quello sarebbe il vero lavoro del giornalista.

valerio

22 apr 2009 16:06

X IN MEMORIA DI MIO PADRE, con tutto il dovuto rispetto alla persona di Suo Padre, delle Sue scelte, delle Sue opinioni che Lei riferisce. Mi dispiace rilevare il fatto che sta all'origine del racconto,LA GUERRA dichiarata,scatenata , PERDUTA dai FASCISTI e quindi dall'Italia tutta: Meno qualcuno che si ravvide, che resistette, che come Suo Padre che combattè con gli alleati. Solo per precisare aggiungo che dove si combattè per davvero contro i Nazifascisti,diciamo dalla Linea Gotica alle frontiere settentrionali, non fù tanto agevole passare dalla camicia nera a quella rossa, ne io conosco memorie al riguardo.E ripeto LA GUERRA PERDUTA dai Fascisti resta l'origine degli accadimenti, è bene non dimenticare le cause, altrimenti ci si confonde e non ci aiuta a non ripetere gli errori. LA GUERRA PERSA DAI FASCISTI questo è il punto !!

Luciano

22 apr 2009 14:57

Perchè Berlusconi non può partecipare alla festa del 25 Aprile a Milano. Sig. Pansa,secondo Lei è cosa giusta????? a me francamente sembra di no: Non capisco perchè questi signori della sinistra insieme ai partigiani ritengono che questa sia la loro festa alla quale" l'altro italiano"non può partecipare;sono trascorsi ca 60 anni ormai l'ascia di guerra potrebbe essere tranquillamente sotterrata,ma quelli di sinistra sono stati scippati dai loro capi di tutto e quindi si aggrappano a questa ultima reliquia per non essere dimenticati del tutto. Dei Partigiani e di quelli della Sinistra ho il massimo rispetto,anche se non condivido la loro ideologia ed il ritenersi unici e migliori. I vari Occhetto,D'Alema,Veltroni ed ora Franceschini hanno fatto di tutto e lo stanno ancora perpetrando l'affossamento dell'idea e del partito di sinistra,cosa centrano gli altri per non dover partecipare alla Festa dell'Italia e quindi degli Italiani giacchè di morti ce ne sono stati da entrambe le parti. Le motivazioni e le giustificazioni lasciomole agli storici; A' Livella (parafrasando TOTO')regola tutti senza riguardo,Loro,i caduti, appartengono alla Morte è sono seri, le buffonate,come queste, sono dei Vivi;pertanto vanno ricordati da tutti nessuno escluso. La saluto cordialmente Luciano

aloisio felsineo

22 apr 2009 14:53

L'insieme dei commenti, come sempre, sono contradittori, ma mancano tutti di un particolare molto importante: l' età degli scriventi! Sarebbe importante che fosse espressa, così ci potremmo tutti fare un' idea di coloro che scrivono per sentito dire, di quelli che hanno realmente vissuto sulla propria pelle o di quelli che hanno ricordi personali! Io ora ho 67 anni, da sempre vivo a Bologna: in tempo di guerra avevo tre anni e porto ancora vivi nella memoria i ricordi dei bombardamenti (mia madre rimase sotto la casa centrata in pieno, ma ebbe la fortuna di sopravvivere), delle notti illuminate dai bengala, delle mitragliate, delle corse nei Rifugi antibombe al suono lancinante delle sirene, della presenza dei soldati tedeschi, delle case distrutte nel centro e nella periferia di Bologna, dei Carriarmati Americani stazionanti in Piazza Maggiore, della cioccolata amara in blocchi e delle Chiclets, le prime gomme da masticare, regalatemi dai Soldati USA che stazionavano nella Scuola adibita a Comando davanti all' abitazione dei miei zii, del ritorno di mio Padre vivo dopo due anni di prigionia nei campi di lavoro tedeschi. Mi ricordo le divise dei Polacchi, degli Inglesi, degli Australiani, degli Americani e del Piano Marshall (E.R.P.) che ci sfamò con la carne in scatola, con la farina di grano, con il mais, con l'orzo, con vettovaglie varie fino al 1951. Ho sentito in famiglia troppo spesso parlare degli eccidi e dei morti ritrovati nelle strade, negli androni, nelle piazze durante il periodo post-liberazione e delle nefande gesta di vendetta in provincia (Castelfranco Emilia, Crevalcore, S. Agata Bolognese, Manzolino, Piumazzo, Argelato, Nonantola ecc.) e nel Triangolo della Morte (BO - FE - RE). Imprese sempre sanguinose, con morti ammazzati, con pestaggi mortali, con scomparsa di persone troppe volte innocenti ! Ho avuto la fortuna che nessuno in famiglia ne fu coinvolto e tutti rimasero vivi......non era poco per quei tempi! Leggo di tanti che blaterano di Libertà, di Anniversari, di Liberazione senza averla vissuta sulla propria pelle e ciò si capisce dalle espressioni scritte che richiamano, sempre e comunque, il "modus" ormai stantio di ricordare, con parole preconfezionate dalla "vulgata partigiana" di chiara espressione Gappista. I giorni in cui le Truppe Alleate risalirono l' Italia con centinaia di migliaia di morti per liberare questa nostra povera Nazione, ridotta allo sfacelo ed alla miseria, furono giorni duri ma ne valse la pena......... Ancor oggi, e dalla bellezza di 64 anni, IO mi debbo sorbire tutti gli anni, le solite Manifestazioni di Giubilo del 25 Aprile,con tanto di Bandiere Rosse, con l'apposizione di Corone alle lapidi dei Martiri (di sinistra) caduti per la Libertà, i soliti Manifestini democratici, pluralisti, antifascisti ed i discorsi ormai sempre uguali dei Sindaci, dei Politici, degli ex Partigiani della prima e dell' ultima ora (molti molti di più) e dei rappresentanti dei Sindacati. Chi fece veramente la Guerra di Liberazione non va più in Piazza a manifestare, perchè ormai la Grande Falce li ha eliminati quasi tutti: ci sono però sempre coloro che dicono di averla fatta, ci sono i figli ed i nipoti dei combattenti, troppo giovani per avervi partecipato e quasi tutti coloro che per ragioni di appartenenza Politica ci DEVONO essere. Questa è la verità, cari Signori ed il Dott. Pansa ben ne scrisse nei suoi libri: chi non ha vissuto quei giorni li legga, sicuramente avrà qualche cosa da imparare!!!!!

cumino

22 apr 2009 14:53

Provate a fare qualche domanda a 100 Italiani, oppure ai vostri amici, o conoscenti, o famigliari. Chiedetegli: 1) Chi fu il capo politico della Resistenza? Cioè il Capo del CLN AI (Comitato Liberazione Nazionale). L'unico poi che trattava con il comando alleato. Non lo sanno, e non per colpa loro, semplicemente perchè è stato cancellato dai libri di storia, Non era comunista. Si chiamava Alfredo Pizzoni. Domandate pure agli Italiani: mai sentito. 2) E chi fu il capo militare della Resistenza. Cioè il capo militare del CLN. Non lo sanno. Perchè?Vedi 1). Si chiamava Raffaele Cadorna. Si, l'ho già sentito questo nome, vi diranno al massimo. Trovateli sui libri di storia per i ragazzi se ci riuscite. 1) e 2) è come dire che dalla storia di Inghilterra si è cancellato Churchill e Montgomery, o Stalin e Zukhov da quella Sovietica. 3) Chi iniziò la Resistenza? Chi combattè (unico caso nella storia della Resistenza) in campo aperto contro i Tedeschi? Scomparsi, o appena accennati nei libri, Spariti dai libri 600.000 militari deportati, e 78.000 morti, sparite le divisioni motorizzate e non che ccombatterono con gli alleati, sparita Cefalonia. Ma che vuoi, erano militari, non venivano bene alla propaganda PCI. 4) Perchè il colonnello Montezemolo, ucciso alle Ardeatine e figura di primissimo piano e coordinatore di tutta la Resistenza del Centro Italia non ha neanche un busto, una targhetta, una statuetta in giro per il Paese, e anche lui ben che vada è nominato appena di sfuggita? Era anticomunista, poveraccio, non degno di essere nominato. 5) Perchè agli Italiani si fa credere che siano stati liberati praticamente dai Partigiani e si fanno scolorire fino a quasi scomparire la 7a e 8a armata Anglo-americana di Patton e Montgomery, cioè mezzo milione e fischia di truppe, senza le quali non si sarebbe fatto neanche un picnic? E perchè si è creata la balla della Mafia che "consentì lo sbarco in Sicilia" come se a due interi corpi d'armata potesse realmente fregare qualcosa del permesso di un picciotto straccione che potevano mettere al muro in cinque minuti? 6) Perchè uno storico che voleva e vuole ancor oggi fare ricerca, e che come tutti gli storici si affida soprattutto agli Archivi di Stato per i documenti, questo lo può fare per tutti i periodi della Storia escluso la Resistenza, dato che (e solo) per questo periodo fu voluta dal Governo del 45 a partecipazione PCI l'affidamento degli Archivi di Stato a un organismo creato ad hoc, l'INSMLI, che tuttora li ha, con la conseguenza che noi abbiamo una sola lettura della Storia (indovinate quale) visto che chi voleva pubblicare o fare carriera per di là doveva passare per forza? E indovinate che Storia hanno poi scritto i Quazza, i Collotti, i Ragionieri, i Villari, per citarne qualcuno, e indovinate un pò che orientamento avevano. E perchè quando si decise negli anni 70 di insegnare anche la storia contemporanea (prima i programmi finivano alla 1a guerra mondiale) si fece un'altra legge che affidava proprio (che caso!) all'INSMLI la formazione del corpo docente per Licei e Università, senza peraltro che questo Istituto avesse alcuna competenza specifica nella didattica e nella formazione? E indovinate di quale tendenza poi i docenti sono venuti fuori. 6) Perchè i Partigiani, (dichiarazioni di Ferruccio Parri al Parlamento Italiano, e conferme di tutti), a Febbraio 44 erano stimati 9.000 persone e 6/7 mesi dopo erano 300.000 o forse più? Perchè questo stupefacente risveglio dell'orgoglio, della sete di libertà e della coscienza Nazionale non viene mai citato, soprattutto in un Popolo che viene visto sempre un pò piagnone, opportunista e voltagabbana? Perchè si salta direttamente sui libri appunto ai 300.000 e più senza magnificare questa bella pagina del processo di risveglio collettivo delle coscienze democratiche? E perchè quegli incauti storici che pure molto prudentemente, mettendo le mani avanti, sottolineando che era solo una mera ipotesi marginale, ebbero la sventura di suggerire un'altra ipotesi furono radiati e disprezzati a vita? Che dissero mai di così grave? Dissero appena che poteva "forse", avere "anche", "in parte", "marginalmente", contribuito il fatto che a primavera del 44 furono istituiti i bandi obbligatori di leva della Repubblica di Salò, per cui in buona sostanza: A) o ti arruolavi a combattere per i fascisti una guerra già persa con la grande probabilità di lasciarci le penne. B) Ti rifiutavi apertamente e venivi fucilato sul posto. C) Ti imboscavi. 7) Perchè si dice sempre CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) e non CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) che è il suo vero nome? E quale grande movimento di Resistenza ci fu in Puglia, Calabria, Basilicata, Sardegna, Sicilia ecc.... perchè, almeno io, non son riuscito a scovarlo? Viene tenuto nascosto o non c'è mai stato? 8) Perchè si mostrano le componenti partigiane tutte uguali nel volere combattere il Fascismo, cosa questa verissima, ma poi tutte uguali anche nel volere successivamente, una volta abbattuta la dittatura, instaurare una democrazia, quando abbiamo tonnellate di documenti che ci dicono che una componente aveva idee un tantino differenti, e dobbiamo forse anche ringraziare lo zio Giuseppe Stalin e le spartizioni rigide di Yalta se le cose hanno poi preso la piega giusta? Potrei continuare all'infinito. Anche Pansa potrebbe, immagino. Ma lui solo per aver detto quattro acche modestissime e prudentissime è stato pure aggredito. Da più di 60 anni noi festeggiamo la propaganda comunista della Resistenza, non la Storia della Resistenza. E non tutti i morti e i martiri per la propaganda sono uguali, soprattutto non sono uguali quelli non utili alla causa.

Pietro Caredda

22 apr 2009 14:52

Caro Pansa, ho apprezzato il lavoro che ha fatto per collocare il periodo della resistenza in un clima di guerra civile smittizzandolo e rendendolo più reale e storico. Condivido anche il fatto che c'è una certa sinistra intollerante che mal sopporta la storia. Rimango però stupito dai suoi attacchi gratuiti prima a Veltroni e adesso a Franceschini che sono coloro che hano avuto il coraggio di andare oltre quella piazza intollerante che Lei giustamente contesta. La prego non diventi anche lei qualunquista, in Italia ce ne sono già troppi!!!

pierre

22 apr 2009 14:49

Certo sig. Pansa che Lei è di una faziosità addirittura stalinista. Si legga il proprio articolo, è addirittura incredibile, si direbbe che abbia assiduamente seguito le lezioni del Comintern. Non ho tempo da perdere con Lei, anche perché ritengo che ne sia ben consapevole ma ne tragga discreti vantaggi, qualora però avesse dei dubbi mi contatti. Faremo l'esegesi del suo articolo riga per riga, come si usava nelle buone scuole medie. Addirittura cita Ostellino! Ma ricorda come si comportava al Corriere ai tempi delle BR e cosa scriveva l' Ostellino? Come Vespa, ha dovuto aspettare Al Tappone per tornare a lavorare, e come tutti i "...." (opinione strettamente personale) fa il ganassa e diventa più realista del re.

enzo sasso

22 apr 2009 13:41

registro che sei tu adesso a sfogare il tuo livore antisinistra,le fila del centrodestra sono piene di progressisti pentiti,tu ci mancavi,ma non e' mai troppo tardi. siete bravi voi giornalisti,a scrivere sentenze contabbandandole per ....opinioni! dici che non hai mai votato berlusconi,ma consolati presto potrai rimediare.

Francesca Bosi Sgorbati

22 apr 2009 13:14

Figlia di un partigiano dell'8a Brigata Garibaldi, nipote di un martire antifascista (Mario Guidazzi) e di antifascisti della primissima ora - quando tutta l'Italia era in camicia nera - (Cino Macrelli) mi permetto di sussurrare: non ne posso più della retorica falsa e bugiarda del 25 Aprile, e di quanti continuano a dividere l'Italia tra Buoni e Cattivi, Intelligenti e Stupidi, Onesti e Criminali solo in base alle proprie opinioni politiche. La Liberazione dalla nostra faziosità e dal nostro spirito fratricida non è mai avvenuta. E allora cosa c'è da festeggiare?

In memoria di mio padre

22 apr 2009 13:13

Ci risiamo ad ogni ricorrenza i cosiddetti “gendarmi della memoria”ritornano all’attacco di una persona per bene che ha avuto il coraggio,da giornalista,scrittore e da uomo di sinistra di incominciare a dire le cose per come sonbo andate.Io già qualche tempo fa,tramite “il Riformista” ho avuto modo di ringraziare Giampaolo Pansa per aver posto all’o.d.g. della storia contemporanea italiana una questione che mio padre non aveva mai digerito del tutto.E la questione è la solita:Chi,come mio padre,soldato di leva dal 1939,mai fascista,mai comunista,democristiano degasperiano come lui si autodefiniva,soldato italiano che decise di stare con gli angloamericani nel momento del 25 luglio ed 8 settembre del 1943;che con loro 25 fu a Montecassino,Roma,linea gotica,Bologna,e su su lungo la penisola;può rivendicare o nò di aver contribuito alla liberazione del 25 Aprile del 1945? E,quando era in vita,aggiungeva:”sono partito soldato nel 1939 e nella mia cittadina c’erano alcuni in camicia nera a fare i prepotentelli;sono ritornato in licenza da soldato due volte;ho scelto da soldato italiano di continuare a combattere con l’armata del gen.Alexander,da cui ho avuto il riconoscimento;sono ritornato definitivamente a casa nel novembre del 1945,per me la guerra è durata 7 mesi oltre il 25 Aprile perché dovevamo riordinare linee elettriche,telefoniche,acquedotti etc.etc.etc.;quando nel novembre del 1945 sono ritornato nella mia cittadina ho rivisto alcuni di quelli che erano “prepotentelli in camicia nera vestiti in camicia rossa e sempre prepotentelli” contribuire ad organizzare l’allora nascente PCI;tutto questo non è molto digeribile.Allora voto De Gasperi che non passa dalla camicia nera a quella rossa e non è ,per natura,un prepotente ma un democratico. Questo è quanto mio padre diceva ed ha fatto.E questo è per me e per la maggioranza degli italiani il principio dei principi. La scelta che ha fatto mio padre il 25 luglio ed 8 settembre del 1943,mio padre uomo di quinta elementare e muratore,DOVEVA essere fatta da certi intellettuali e furbacchioni che avevano in quegli anni,quasi l’età di mio padre;PERO’ questi furbacchioni erano figli di classe più agiata e con studi liceali ed universitari!!!Nel 2009 non è più possibile le giaculatorie dei soliti furbacchioni e se penso alla gioventù bruciata di mio padre,io chiedo per questi la resa dei conti perché hanno troppo vissuto di rendita sulla gioventù bruciata degli altri.Avanti con coraggio Giampao Pansa con lo scrivere le cose accadute in quegli anni e dopo.Quelli che la pensano come me sono la stragrande maggioranza;quelli che hanno vissuto l’esperienza di mio padre sono la stragrande maggioranza e ti sono perennemente grati!!!

Gianfranco Menghini

22 apr 2009 12:26

Caro Pansa, ho scritto anch'io un libro che sta per uscire. S'intitola IL TESORO DEL LAGO con sottotitolo L'ORO DI DONGO. E' un romanzo, non un saggio. Se le interessa, me lo dica. Glielo farò avere al più presto. Purchè lo legga tutto. Grazie. Gianfranco Menghini (romanzimenghini.it)

francesco

22 apr 2009 11:39

Il Signor Pansa è tutto preoccupato a dar consigli al Berlusconi e nonostante quella premessa sviante («tanto lei non mi ascolta») ce lo dipinge ingenuo e meno furbo di La Russa. Quasi quasi ci casco e m’immagino il Berlusconi che domani mattina licenzia il suo Letta, perché non lo ha avvertito del trappolone di Franceschini, e assume a proprio consigliere ombra eminenza grigia think thank in unico corpo il più grande storico che l’Italia abbia mai avuto… non mi ricordo il nome ma una volta scrisse un’analisi che rivoltò la storiografia resistenziale: «La parte maggioritaria dell’antifascismo armato, quella comunista, non combatteva per la libertà del paese. Ma per sostituire una dittatura nera con una dittatura rossa. Questo è il problema. Di lì nascono le intolleranze violente che emergono nella sinistra a ogni anniversario del 25 aprile. Gli intolleranti sono quasi sempre dei nostalgici dell’Urss e del suo sistema. Non ce l’hanno fatta a portare Stalin in Italia. E adesso, dopo tanti anni, sfogano ancora la vecchia delusione rabbiosa.» Alla fine chiosò il suo intervento con un «Poi riderà bene chi riderà per ultimo». Veramente un gran giullare!

giulio

22 apr 2009 11:10

Bravo, bravissimo Pansa. Ha iniziato lui, con molto coraggio, a picchiare contro il muro omertoso eretto dalla sinistra che egli chiama "guarescamente" trinariciuta, a difesa della grande menzogna. Non glielo hanno perdonato e l'hanno iscritto nella lista dei cattivi. Quel muro viene difeso con violenza e determinazione che perfezionano atteggiamenti criminali. E' il fascismo di ritorno, che cambia colore, da nero a rosso, com'è nella tradizione italiana. Del resto, il fascismo ed il comunismo (italiano) non sono eresie del socialismo, non nascono cioé dallo stesso ceppo?

Roberto da Pavia

22 apr 2009 11:09

l 25 Aprile festeggia la liberazione, da parte degli angloamericani ed una parte minoritaria partigiana, dell' Italia dal nazifascismo. Gli stessi alleati ed i partigiani non ideologicamente schierati a sinistra preclusero altresì l'affermarsi in Italia della dittatura comunista. Quest'ultimi ( i partigiani rossi) non ottenuto quanto si prefiggevano ( l' instaurazione in italia di un regime comunista di stampo stalinista) ogni 25 aprile celebrano la loro sconfitta.

Gabor Bonifazi

22 apr 2009 10:43

Mentre si continua ad annunciare riforme e innovazione, si sprofonda nella retorica di sempre con celebrazioni finalizzate ad alimentare un odioso e sterile antifascismo lontano anni luce dal modo di sentire delle nuove generazioni in perenne ricerca di meritocrazia. Eppure quel giovane garibaldino di Dario Franceschini che giura sulla Costituzione non dovrebbe dimenticare la persecuzione subita dal nonno materno. Mi domando spesso come mai in questa Italia del rimembrar non si celebri ancora la fine della Prima Repubblica, quella delle mani pulite e il tintinnar di manette, quella dei vecchi leader con la bava alla bocca e dei futuri nelle patrie galere, quella della condanna in contumacia e del magistrato votato a rappresentare la sua Italia dei valori.

Guido Lolli

22 apr 2009 10:43

Ma Lei per chi voterà?

La Marianna

22 apr 2009 10:25

A uno, consigli non richiesti. All'altro, "fanciullo sbadato" che lancia "infantili provocazioni": "lo si lasci urlare". Si trova perfino modo di dar ragione a La Russa, quello che "i partigiani non erano liberatori". Non male per un giornale che anche in occasione del suo trasloco di definisce "della sinistra moderna". Chissà perchè la destra antica è però l'unica è che applaude. Unico rammarico, la mancata pubblicazione del secondo volume dell'agiografia di Cesare Romiti (2004), troneggiante nella storia del giornalismo come archetipo dell'intervista genuflessa; a Pansa manca forse ancora qualche dato sulle meraviglie dell'Impregilo?

Lotti Daniela

22 apr 2009 10:05

Sono mortificata, non capisco Pansa , stà girando il coltello nella piaga , anche a non volere,cosa dovremmo pensare "noi " da sempre di sinistra ? Sappiamo bene come purtroppo andranno le elezioni europee, ma Lei è quello che spera , si schieri apertamente, lo hanno fatto in tanti ormai, non si faccia più definire di sinistra dai vari La Russa , io sono per la verità , ma tutto a un limite, a Lei ciò gli ha dato il via ad una nuova carriera

roberto b

22 apr 2009 07:32

anniversario della liberazione dal fascismo una ricorrenza che non si può dimenticare e deve essere ricordata ma troppo spesso per convenienza politica la sinistra si dimentica che in Italia a liberarla c'erano le truppe americane,e che le fosse Ardeatine sono state tali perche alcuni Italiani non si sono consegnati per salvare gli altri come salvo dacquisto il vero servitore dello stato,le bandiere dovrebbero essere più quelle americane che quele rosse,dove abito io il 25 Aprile si commemorano con corone e delegazioni brasiliane i cduti di quella nazione per la liberazione,ecco una verità,per Pietro che la vuole ignorare

stanco

22 apr 2009 07:29

toc toc si può? Sig Pansa è proprio vero, chi come Lei non ha accesso ai mezzi di comunicazione di massa è meglio che stia sempre zitto. Ma è mai possibile che solo in Italia non si possa fischiare il Pezzotta di turno o il sindaco che si porta il padre partigiano e antifascista(lui si) per legittimare una presenza scomoda al governo con tipo del calibro dei Larussa o Alemanno, Mussolini e Storace?come posso io cittadino qualunque, che paga regolarmente le tasse, protestare e dimostrare la mia indignazione verso l'ipocrisia di alcuni politici e, nel suo caso dei giornalisti?Fischiare è sempre stata l'espressione più alta di disapprovazione, pensi un po' che anche dai loggioni dei regni della lirica si manifesta la propria disapprovazione in questo modo. Dove non c'è dissenso non c'è democrazia. Così impegnato nella gara degli ex(nuovo entrato Caldarola) che lo ha dimenticato. Che pena.

bibendum

22 apr 2009 00:51

caro pansa,io non la capisco.lei ha una lunga carriera,avrà ottenuto buene soddisfazioni,è abbastanza apprezzato prima da sinistra ed ora da destra,ma perchè non va in pensione?che senso ha questa sua insistenza nel fare la morale prima a destra ora a sinistra?non sarebbe giusto che si facesse da parte?non pensi che ce l'abbia con lei,ma non capisco questa sua ostinazione e questo suo livore.Non so l'età che ha,ma almeno io sono stanco di lei,di della loggia,di scalfari,di panebianco,di ingrao e compagnia bella.Non è che esistono uomini per tutte le stagioni.Berlusconi difeso da lei è davvero disarmante.quanto pensa che possa ascoltarla il cavaliere da 1 a 10?0?1?magari lei mi dirà:ma io parlo alla sinistra.caro pansa,si faccia da parte,con umiltà.E' il momento giusto.lasci il campo all'oyyimo polito,a questo feltri che è molto bravi,allo stesso cappellini.Si lo so chelei è un maestro ed un punto di riferimento.Ma lo sarà quanto?lo sarà davvero,alla fin fine?

Residenza Protetta

21 apr 2009 23:45

Rincopansa, l' esempio di come un giornalista famoso per il tenere la schiena dritta, da una decina d'anni a questa parte cammini invece con la stessa a 90 gradi (attento potrebbe essere pericoloso in tempi di stupri...) in cambio di due sporchi spiccioli da lasciare ai nipoti come ricordo della propria eistenza fino ad allora insigificante, racimolati con altrettabti sporchi libri intrisi di revisionismo fascista!! In quanto ai consigli per Silvio mi fa pena come il suo leccaculismo sia arrivato in ritardo, visto che il premier avevagià deciso su come fare, si metta il cuore in pace, la vecchiaia fa questi brutti scherzi, porti ancora un po di pazienza e poi tutto si risolverà

alba444

21 apr 2009 23:26

Il 25 aprile rappresenta il ricordo di un popolo che si e' voluto liberare da una dittatura sanguinaria, ed oggi voler invitare il p.d.c. e' un autentico insulto ai tanti che in virtu' di una tanto crudelòe dittatura hanno sofferto ed ancora oggi le loro famiglie ne portono impresso i segni. Il nostro, sempre con acutezza ed ironia, inteviene con un a. che ha del patetico. A proposito vorrei ricordare al nostro "la trucidazione" di tre poveri fratelli Ceci, uccisi senza che questi fossero dei combattenti, ma tre poveri ragazzi di 19- 20- 21 anni. A Loro si levino alte le Bandiere della vera Liberta'

pietro

21 apr 2009 23:12

Il 25 aprile di Berlusconi ====================== Come pensavo (ed in fondo temevo) la proposta di Franceschini a Berlusconi di partecipare al 25 aprile è stata accettata dopo una non lunghissima riflessione. I pro ed i contro considerati dal capo della destra italiana al potere hanno fatto propendere la bilancia verso il si.Infatti non si tratta di una resa di Berlusconi ai valori della Resistenza che si intrecciano strettamente con quelli della Costituzione specialmente per ciò che riguarda la libertà, la democrazia e la giustizia sociale, ma al contrario di una vera e propria capitolazione del PD ad una idea dello Stato bonapartista, ad una vittoria della borghesia italiana fascistoide, scroccona,parassitaria e legata alla mafia. Berlusconi non ha fatto un solo passo verso la Resistenza. Al contrario il PD ha fatto un importante tratto di strada verso l'abiura delle sue radici, di se stesso, delle classi sociali che per un lungo periodo di tempo ha rappresentato in Parlamento. Il PD ha abbandonato l'idea della repubblica basata sul lavoro quando ha accettato l'egemonia confindustriale e la sconfitta dei lavoratori oggi isolati, mal pagati, precarizzati, ricattati. Il PD ha abbandonato l'art.11 della Costituzione quando ha accettato il ruolo ascaristico dell'Italia nelle avventure coloniali in Afghanistan, in Irak del colonialismo anglosassone e quando ha abbandonato ad un tristissimo destino di genocidio il popolo palestinese (dopo averlo difeso per oltre quaranta anni). Il PD ha accettato il dominio, la signoria di Berlusconi sulla informazione accontentandosi della piccola enclave di Raitre. Gli interessi rappresentati dal blocco sociale berlusconiano non vengono messi in discussione ma al contrario lusingati dalla "concorrenza" dei vari Bersani e Letta.... Siamo oramai lontani anni luce dalla coesione sociale che in qualche modo fu garantita per tanti anni dai partiti del CNL e l'Italia è devastata dall'odio sociale inoculato da campagne di stampa incessanti ed ossessionanti e da ministri che apostrofano come fannulloni i dipendenti pubblici e che, come Maroni, invitano alla cattiveria nei rapporti con i migranti specialmente se sanspapiers. L'indomani del prossimo venticinque aprile Berlusconi potrà dire agli italiani che tutte le accuse che le opposizioni gli hanno fatto in questi anni erano infondate. Magari il ddl sulla equiparazione dei repubblichini ai resistenti diventerà legge ed "il sangue dei vinti" prevarrà su quello dei vincitori. Da qui alla criminalizzazione dei partigiani e della resistenza non ci vorrà molto tempo..... Questo perchè il punto di sintesi, di pacificazione che oggi viene invocato non ci sarà perchè in Italia non c'è mai un giusto mezzo. Dilagheranno altre campagne di odio verso la "sinistra" intesa questa come tutto ciò che è rappresentato dalla resistenza, dai diritti dei lavoratori, dalla libertà e dalla giustizia sociale. Da giovane ero convinto che la storia fosse una continua evoluzione verso il meglio. Non è così: E' anche regressione, oscurantismo, ritorno alla barbarie. Celebrare la resistenza con il Capo di un Governo che ne ha sempre disconosciuto il valore e che certo non si è convertito dopo venti anni, un governo che collabora con Bossi e gli ex fascisti (non tutti sono come Fini), non è certamente un passo avanti verso la libertà. Da sandro pertini, Longo e Donat Cattin passiamo agli oligarchi che si dividono il Parlamento italiano a Berlusconi e Franceschini.

Brandani

21 apr 2009 21:33

Sig Pansa, nonè necessario che siano gli altri a farla sciocco, ci riesce benissimo da solo. Saluti, Brandani

mario

21 apr 2009 21:00

Sono Silvio Berlusconi. Non datemi consigli ; so`sbagliare da solo. Voglio consigliare io, a voi della stampa ; cercarvi un cartellino da timbrare al mattino presto. La vera comunicazione, la faccio io con scrittura Braille avvertibile da chiunque.

Franco Vecchioli

21 apr 2009 20:51

Egregio Dottor Pansa, secondo Lei è possibile avere una scuola in cui le opinioni politiche di parte non alberghino in modo da non influenzare o...offendere i nostri figli liberi di avere una loro opinione nei tempi debiti? Troppe Istituzioni sono occupate da fazioni politiche: oltre la scuola basti pensare all'altrettanta vergognosa situazione della magistratura ma l'elenco, come sa, è molto più lungo. La faziosità e la negazione della libertà. Cordialmente

Edmondo

21 apr 2009 20:10

Caro Pansa, visto che ricordi tutto ed analizzi meglio i fatti politici, non ricordi che la Moratti fu contestata perchè, candidata a Sindaco di Milano, aveva STRUMENTALIZZATO a fini politici, la figura di suo padre. Non mi sembra che gli anni precedenti l'abbia mai accompagnato alla celebrazione. Di sicuro, dopo avere ottenuto quanto pianificato, NON HA PIU' portato il padre al 25 Aprile, e con il suo comportamente da Sindaco, non ha MAI difeso la RESISTENZA (la storia di suo padre)

v.castelli

21 apr 2009 19:47

SE IL 25 APRILE E' UNA FESTA KE DIVIDE,XKE' NON A B O L I R L A?

marina

21 apr 2009 19:34

oggi 2009 dei partigiani della resistenza non sarà rimasto quasi nessuno e i pochi.... vecchissimi. Ma la celebrazione del 25 aprile .. 64 anni dopo serve a riempire le piazze di no global, violenti e maledetti che come scrive bene Pansa non hanno esitato a bruciare le bandiere americane e ad aggredire un Grande Vecchio,,,, Brichetto Arnaboldi, lui sì che aveva fatto la resistenza ... Per cui d'accordo con Pansa, non vada Cavaliere e commemori come ha sempre fatto questa ricorrenza che avrebbe dovuto unire un'Italia finalmente pacificata e che invece, grazie ai soliti noti , dopo 64 anni servesolo ad incendiare gli animi ... Ma poi quanti....al netto di noi anziani.. sanno oggi cosa è il 25 aprile oltre che a un giorno di vacanza??????????????????????

Paolo Amedeo

21 apr 2009 19:09

Non pensavo ,anche dopo aver letto dei suoi scritti ,che il Dottor Giampaolo Pansa potesse essere cosi equilibrato ed obbiettivo complimenti Dottor Pansa se le puole interessare ha guadanato ancora dei punti da parte mia ,vecchio uomo di destra(non fascista),se la sinistra imparasse qualche cosa da Lei forse un giorno potrebbe .......... con affetto e Stima Paolo amedeo

49franco

21 apr 2009 18:33

Preso atto che eravamo con i tedeschi contro inglesi e americani e poi eravamo con gli americani contro i nazisti. Preso atto che prima eravamo tutti a Piazza Venezia e poi ci siamo spostati sulla Linea Gotica. Preso atto altresì che potevamo diventare un satellite dell’ URSS dove “… lì si che gli operai stavano bene” ma che poi è caduto il muro di Berlino. Preso atto dopo venti anni che forse i comunisti hanno esagerato con l’invasione dell’ Ungheria ma che Castro comunque resiste bene contro l’imperialismo… la domanda è: Berlusconi ha il diritto di essere presente nelle manifestazioni democratiche del 25 Aprile?

Antonio

21 apr 2009 18:02

Lo stesso Pansa riconosce che esiste un antifascismo democratico e un infimo, minoritario e chiassoso antifascismo fondamentalista. Perchè preoccuparsi di questi inutili quattro gatti e dare così dei pretesti alla crescita di un neo-fascismo revisionista, negazionista, falsificazionista. Ci sono più nazistelli nelle curve degli stadi che urlano slogan razzisti e antisemiti ed espongono croci celtiche ( giustificati e blanditi dalle istituzioni) che non "rossi" con il rimpianto di Stalin.

pierlu

21 apr 2009 17:51

ma savino pezzotta, nella sua nuova carriera , mi dice qualcuno dove e' finito?COSA FA? QUANTO GUADAGNA? perche' e' chiaro che i cattivi son sempre gli stessi, gli stupidi pure, ma quelli del magna magna non muoiono mai? O sono io un po' fissato? E Pansa che ne pensa? ora e' vero che c'e' una radicalizzazione, di tutto anche dei cicisbei, dei cantori di regime, o dei tanti che continuano a "esserci" nelle varie carriere, nei vari tanti posti caldi ben pagati , e che continueranno a esserci senza riduzioni di stipendi nonostante la crisi, e la lotta agli sprechi ed ai vari brunetta, ed altri moralizzatori che si aumentano lo stipendio e hanno ora gioco facile visto lo sfascio sinistrese degli ultimi anni, favorito da stampa e TV quasi nell' unica mano del sig. silvio saluti

Paolo G

21 apr 2009 17:41

Scommetto che Berlusconi farà il 25 aprile all'Aquila. E il messaggio sarà: fatelo pure voi, il 25 aprile, noi preferiamo lavorare.....

roberto f.

21 apr 2009 17:38

Sono sempre stato socialista e da tale ho combattuto il fascismo,sono stato arrestato,torturato e deportato a Mauthausen.Ho vissuto mesi orrendi e spaventosi in quel posto infernale.Ho diritto a festeggiare il 25 Aprile senza i fascisti (o ex) vicino a me.Men che meno pretendo che sia LA Russa o qualche simile a dire dove festeggiare.

Gabriele

21 apr 2009 17:28

Il Dr. Pansa ha un gusto "tragico" di "dagli addosso ai vecchi amici.. che mi hanno tradito" Dalle parole che usa per descrivere Franceschini si denota un astio recondito contro il piatto su cui ha mangiato... come fosse colpa di Franceschini il comportamento anomalo di taluni nei cortei. Il padre di Franceschini ha combattuto per la liberazione, potrebbe almeno ricevere pari dignità di "compassione" di quanta ne esprime per la Moratti, il cui padre aveva pure lottato per la libertà. Oppura Pansa della libertà acquisita anche da queste persone se ne infischia, e dice al Premier di tutti gli italiani di allontanarsi da tale situazione. Ascolti il vecchio sindaco di Milano che ricorda la medaglia d'oro data a Milano per la Liberazione, e non inviti i milanesi a fregarsene!!

Sara F.

21 apr 2009 17:19

Se questi 4 comunistelli assistiti dallo stato andassero a lavorare invece di protestare sempre e comunque sarebbe meglio per tutti.

Luigi Giovinazzo

21 apr 2009 17:18

Da un voltagabbana non ci si può aspettare altro, lei caro Pansa dovrebbe farsi un bell'esame di coscenza quando ora dice cose che in tempi passati diceva al contrario, una cosa è certa che lei non è credibile e viene valorizzato solo da quelle persone che vorrebbero revisionare la storia della resistenza che comunque ne lei e tantomeno altri reazionari riusciranno a cancellare i ricordi di quei tragici giorni che culminarono con la Liberazione dal nazifascismo da parte di partigiani che pagarono con il sangue.....EVVIVA I PARTIGIANI....EVVIVA IL 25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE!!!!!!!!!!!! Gino

roberto b

21 apr 2009 17:17

chiedo umilmente come mai non avete pubblicato quello che ho scritto? non voglio pensare male,non è la prima volta se desiderate che non scriva più potete inviarmi la vostra eichiesta,e sarete esauditi

silvano

21 apr 2009 17:15

Egregio sig. Pansa. Ho 47 anni e francamente non ho ancora inteso se l'antifascismo sia da considerare una componente importante della "democrazia" oppure se, visto che comunque è "anti" sia da considerare una forma "non democrazia". Ovvero, domanda banale, essere anticomunista è democratico?. Bruciare le bandiere di Israele e della Brigata Ebraia è democratico? Ritengo che, in fin dei conti, la Resistenza si può considerare a tutti gli effetti una guerra tra italiani; dagli stessi italiani che hanno iniziato una guerra (come spesso è capitato) da una parte e finita, in qualche modo (non proprio onorevole), dall'altra. E' quindi necerrario ricordarlo tutti gli anni?

Giancarlo

21 apr 2009 17:11

Il consiglio che Lei accoratamente dà al cav. di non recarsi a piazza del Duomo a Milano è da me condiviso. Meglio che festeggi il 25 aprile, da vero antifascista, in un'altra piazza ...magari piazza affari.

giuseppe

21 apr 2009 17:08

complimenti a Pansa,di cui ho da poco finito di rileggere "comprati e venduti".Prima di essere bravi giornalisti,è necessario essere onesti intellettualmente onesti,ciò che nmanca ai vari Travaglio,Colombo,Santoro e compagnia bella che campano col loro antiberlusconismo di maniera,non capendo che così affossano continuamente la sinistra. Berlusconi,una volta tanto ascolta i consigli di Pansa..

renato

21 apr 2009 17:08

che bello leggere parole tranquille, obiettive, dette con la serenità di chi sa di cosa parla! ma chi lo legge purtroppo già condivide, e chi dovrebbe leggerlo - i facinorosi - si guarda bene dal farlo

VINCENZO ALIAS IL CONTADINO

21 apr 2009 17:00

LA PATENTE, COME AHMADINEJAD FA L’HITLER, LA SINISTRA IL PD Come ve lo devo dire con parole del mio amico Bettino Craxi? Lo Statista Bettino sosteneva che i Verdi erano solo dentro, fuori Rossi come i peperoncini, spiegandomi che, erano solo infiltrati, credo che se fosse vivo avrebbe affermato: “ Hai visto di cosa sono capaci a Napoli e in Campania? Aggiungendo: “ I Sinistri perdono il pelo non il vizio! “Purtroppo la loro rovina e andar per mare con deriva di uno skipper D’Aleniana che s’è dato un colpo di martello in testa, falciato le palle che dal dolore navigano fuori rotta per naufragare sulla battigia che, come quegli uccelli che cercano di prendere il volo, ma sono pieni di catrame: potrebbe mai navigare se anziché restare vicino alle famose tute blu, sognano solo le banche? Possibile che un cieco avrebbe capito che lo staff dirigenziale del PD era da cancellare a vita?vincenzoaliasilcontadino@virgilio.it Matera

verità

21 apr 2009 16:46

Finitila di raccontare sconcerie su presunte macchie dei comunisti nei primi mesi del dopoguerra.Questo vi indigna e non vi indigna invece quello che il regime fascista fece all'Italia e agli Italiani a partire dalle leggi razziali del 38.Caro Pansa , Berlusconi e la sua cricca può anche non festeggiare il 25 aprile, tanto non mi cambia mica la vita , sa. pero vorrei sottolineare che l'importanza del 25 aprile sta nel ricordare i milioni di uomini, donne e bambini che sono morti per una guerra cinica ed inutile. Gli Italiani in massa appoggiarono Mussolini, basta vedere il proclama di guerra del 40 che a Roma Alemanno ha fattosbandierare per il natale di Roma, ma una parte di essi preferirono combatterlo anche senza avere nemmeno le armi, e non potete ora negare l'importanza che ebbe la Resistenza e il movimento di Liberazione. La verità è una sola.

enrico micheli

21 apr 2009 16:39

Lei non è mai stato elettore di Berlusconi perchè probabilmente se ne vergognerebbe, ma lo è virtualmente. Ma oltre all'astio, ormai risaputo e viscerale anche contro il "compagno" Franceschini, saprebbe spiegare perchè Berlusca ad una domanda sul fascismo disse che aveva altro a cui pensare ( forse ai suoi interessi o a nominare i direttori dei telegiornali della RAI, e Lei zitto n'evvero? Che c'è frega)? Pensa che la Merkel Sarkosy avrebbero risposto così? Lei vive con la rabbia in corpo e scrive sempre le stesse cose. Ma se Dio vuole vedremo chi riderà a giugno. Complimenti grande giornalista. Enrico

axenos

21 apr 2009 16:09

Ottimo come sempre Pansa. dopo che persino Fini si è lasciato convertire al bieco laicismo democratico, per leggere del sano revisionismo fascistoide bisogna abbonarsi a questo giornale...

Fortza Paris

21 apr 2009 16:09

pansa sembra un vecchietto con i tipici acciacchi di quell'età, rinnegati i suoi primi 50-60 anni, ora può scrivere un altro libro "i miei rinnegati 50 anni. sottotitolo: da mangiatore di bambini alla me ne fregi". editore silvietto luce e duce.

Bruno Pierozzi

21 apr 2009 15:52

Berlusconi ha fatto male nei diversi mandati della sua Presidenza del consiglio a non partecipare alle manifestazioni (istituzionali, in quanto ricorrenza nazionale) del 25 aprile. Detto questo condivido le critiche di Pansa rispetto alla strumentalizzazione della Festa della Liberazone da parte d presunti detentori della verità rivoluzionaria. Trovo idiota la proposta di Franceschini di andare insieme a lui a Milano a ricordare la Liberazione. Avete mai visto in passato il capo dell'opposizione che invita il capo del governo ad una ricorrenza ufficiale? E' una cosa talmente priva di senso che non merita nemmeno di essere presa in considerazione. Berlusconi in passato andò solo una volta il 25 aprile a deporre una corona in omaggio a l'ex partigiano monarchico e massone (che si produsse anche in un tentativo golpista negli anni '70) Edgado Sogno. Sarebbe comunque stato meglio evitare quella celebrazione di un personaggio molto ambiguo. Ora è invece importante che il Capo del governo celebri in forma ufficiale la Liberazione insieme al Presidente della Repubblica, secondo quanto previsto dal programma ufficiale.

pasquale

21 apr 2009 15:24

dotto' una domanda? ma vorrei che mi rispondesse, ma questa presunta superiorità culturale ed etica delle sinistra nei confronti della destra ma da cosa dipende? questo vorrei capire, mi piacerebbe davvero saperlo.

ferny

21 apr 2009 15:10

Caro Pansa devo riconsocere che Lei è un uomo coraggioso. Lei per i suoi trascorsi poteva con tutta onestà coe si usa dire " campare di rendita ". Invece no ha deciso di scrivere la verità su quello che è accaduto in Italia alla fine della seconda guerra mondiale e questo le ha procurato tanti problemi.Compimenti.

Franco Rossini

21 apr 2009 15:03

Parole sacrosante Giampaolo,sei la persona piu' giovane di cervello, di tutti i giornalisti "santoni" che ti circondano.Anch'io consiglio Berlusconi di non andare in mezzo a quella marmaglia,di pseudo partigiani. E' auspicabile che stia vicino ai terremotati,e' piu utile e costruttivo. Ricordo una vecchietta novantenne al mio paese a cui il comune non riusciva a togliere l'acqua che si formava nella grotta sotto casa sua,vedendo passare l'ormai esiguo corteo dei commemoranti il 25 aprile,si mise in mezzo alla strada e lo blocco' ,dicendo: "quelli sono morti ,pensate a noi che siamo vivi". Sono passati 30 anni e quello scolo d'acqua e' sempre li.

aloisio felsineo

21 apr 2009 14:58

No comment, Dott. Pansa! Anche questa volta ha fatto centro: complimenti vivissimi! L'unica cosa da fare è leggere attentamente il Suo articolo, ponderare e valutare con mente lucida ed avulsa da prevenzioni politiche (difficile in Italia, non Le pare?) e partigianerie fuori dai tempi, fino a capire che meglio di così nessuno poteva esprimersi ed esprimere ciò che un cittadino normale pensa di questo trito e ritrito 25 Aprile. Il Cavalier Berlusconi, se vuole partecipare al ricordo, venga a Bologna al Cimitero dei Polacchi od a quello degli Inglesi oppure si rechi al Cimitero Americano di Nettuno od a quello di Falciani (Fi). Lì, senza tanto rumore e codazzo di giornalisti, deponga una corona in memoria dei loro Caduti per la Liberazione d' Italia: senza di questi, noi Italiani avremmo avuto un' altra dittatura, quella rossa del P.C.I., che sarebbe durata ben altro che vent'anni! Il Presidente del Consiglio non vada a Milano a farsi crocefiggere, loro non aspettano altro: lasci che "s'imbrodino" da soli, tanto ci sono abituati, e che càntino "Bella Ciao" finché vogliono......Tra pochi anni la vera verità verrà a galla in toto e grazie a Lei ed ad altri Scrittori di Coraggio, la Storia avrà il sopravvento e la "vulgata partigiana" avrà fine per dare spazio, finalmente, al peso indistruttibile della certezza degli eventi di allora. Grazie ancora, Dott. Pansa, Le sarò sempre grato di quanto scritto e di quanto scriverà sull'argomento "Guerra di Liberazione": c'è ancora tanto da dire e da svelare! La Verità ha sempre avuto un gran vantaggio su tutto: prima o dopo viene a galla, si tratta solo di attendere pazienti e tranquilli........

Luigi

21 apr 2009 14:49

Caro direttore, ho ascoltato in TV l'invito che Franceschini, segretario del PD, ha rivolto al presidente Berlusconi chiedendo la sua presenza alla Celebrazione del 25 Aprile. Bene farebbe il Presidente ad accogliere l'invito anche per rappresentare, in modo trasversale, i Partigiani che non furono solo comunisti. Non andare significherebbe, ancora una volta, lasciare a questi ultimi il monopolio del merito della liberazione dal nazifascismo. Detto questo, rivolgo io un invito al segretario Franceschini: che venga osservato un minuto di silenzio, un solo minuto di silenzio per tutte le vittime innocenti, che una componente minoritaria di comunisti resistenti, hanno massacrato a GUERRA FINITA, non solo per vendetta, ma soprattutto per un oscuro disegno politico, che per nostra fortuna e per fortuna di tutto il Paese falli'. Questo, non solo per pietas unana, ma per rispetto della verità storica che va raccontata tutta, nel bene e nel male. Solo quando la verità non sarà la verità di una parte, solo allora sarà condivisa, solo allora ci unirà. l'augurio è che il 25 Aprile sia un giorno che liberandoci delle dolorose macerie della guerra e delle inutili se non dannose ideologie contrapposte ci faccia guardare uniti verso il bene comune. Buon lavoro e fraterni saluti Luigi Azzarone Socialista riformista

Avanti con la storia

21 apr 2009 14:32

Ottimo come sempre!Quando Giampaolo Pansa ripercorre la storia d'Italia dal 1944 ad oggi è eccezionale!E lo è,per il suo coraggio, per la sua innata acutezza nell'analizzare gli eventi accaduti e recenti,per la sua capacità di saper prevedere le provocazioni degli "ignoranti della memoria da sempre"!Ignoranti per la comodità della rendita parassitaria di posizione autoreferenziale. Io consiglio a Berlusconi di celebrare il 25 Aprile a Montecassino che è stato il momento più cruento della Liberazione e/o visitare i cimiteri di guerra dove sono sepolti centinaia di migliaia di soldati italiani morti senza mai aver vissuto la loro gioventù.Dietro ad ognuno di questi ci sono migliaia e migliaia di nepoti stanchi delle autocelebrazioni di chi ha vissuto di rendita su situazioni fatte maturare con la morte di queste centinaia di migliaia di giovani sepolti nei cimiteri di guerra sparsi in tutta Italia.Un altro sito che ricorda questi giovani è a Santa Maria degli Angeli-Rivotorto,(Assisi), città della Pace,vicino ad una stupenda chiesa romanico-gotica.

robert b

21 apr 2009 14:22

Se i Cavaliere andasse a Milano visto che lo ha invitato Franceschini,e poi dovesse abbandonare pechè costretto,allora tutto il PDL ne trarrebbe vantaggi enormi e il 25 aprile scenderebbe a una festa paesana,non solo allora si che si griderebbe al totalitarismo dellla sinistra,bravo il giornalista dell'articolo in questo modo se il Cavaliere ascoltasse il suo consiglio farebbe un grosso favore alla sinistra,nessuno potrebbe tacciarli per antidemocratici,totalitaristi.Sig. Pansa Lei complimenti per il modo sottile di come ha consigliato

pietro

21 apr 2009 13:51

Un invito blasfemo =============== Franceschini ha invitato Berlusconi alla celebrazione del 25 aprile.Berlusconi ha risposto che ci sta pensando e che probabilmente sarà in campo. Il Capo del Governo non è mai stato ad una celebrazione del 25 aprile in tutti gli anni della sua "discesa in campo". E' stato coerente: in effetti è l'espressione delle forze sconfitte dalle forze politiche protagoniste del 25 aprile e, per quasi mezzo secolo, sono state culturalmente e politicamente minoritarie, portatrici i di una visione dell'Italia che ha ben poco a che dividere con la Costituzione e con la democrazia. Ora queste forze hanno stravinto e controllano l'Italia.. All'inizio della sua avventura politica, Berlusconi dichiarò che avrebbe "rivoltato l'Italia come un calzino". In effetti lo ha fatto. Dopo anni di sua egemonia, l'odio sociale è più forte della c oesione sociale. I lavoratori di tutte le categorie sono stati duramente sconfitti, criminalizzati, sbeffeggiati dalle pagliacciate di ministri come Brunetta. Il Ministro degli Interni indica la "cattiveria" come il sentimento che deve impregnare il comportamento delle forze di polizia e degli italiani in genere verso i migranti.I libri di testo sono stati contestati come "di parte" e si introducono nuove pagine riguardanti la repubblica di Salò mentre la televisione di Stato ha sdoganato Mussolini ed il fascismo con ripetuti ossessivi servizi rivolti a ricordare il ventennio, l'impero,. La pressione per cambiare la Costituzione si fa sempre più forte. Intanto il Parlamento non conta quasi più niente ed il Governo va avanti per decreti.La politica estera è stata quasi del tutto sottratta al giudizio del Parlamento e le decisioni che ci impegnano come ascari degli Usa in tante missioni coloniali all'estero vengono assunte a realizzate. Con la complicità del PD il Parlamento è stato "semplificato" con l'espulsione di forze storiche come i socialisti, i comunisti, i verdi. Entro questa legislatura avremo modifiche profonde della Carta Costituzionale. I valori resistenziali sono invisi a questa maggioranza di centro-destra che peraltro contiene dentro di se una Lega xenofoba e secessionista. Spero che Berlusconi rifiuti in extremis l'invito. Se vi parteciperà il significato della Resistenza sarà edulcorato, mistificato, cambiato. Ricorderemo insieme partigiani e repubblichini, fascisti e socialisti e comunisti? Ma forse questo è proprio quello che vuole Franceschini. Non è stato forse Violante a parlare dei "ragazzi di Salò"? Ma forse Berlusconi accetterà l'invito di Franceschini. Magari per oscurare il ruolo che Fini si è ritagliato in questo campo e, comunque, sicuro di fare un buon affare dal momento che non gli viene chiesto niente, non rinuncerà alla sua opinione, interverrà per ribadire che il vincitore e lui ed il blocco sociale che ha alle spalle, il blocco che ha vinto e scompaginato la democrazia e la sinistra italiana. La "pacificazione" avviene alle sue condizioni e cioè con la sconfitta degli ideali resistenziali. Pietro Ancona http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it