venerdì, 19 marzo 2010 ore 20:33

Italia

L'egemonia leghista nel nuovo centrodestra
di Alessandro Campi

Berlusconi nega che il problema esista, forse perché nell’intimo condivide e considera famigliari, per ragioni territoriali e di formazione, gli umori e gli atteggiamenti leghisti. Gli uomini ex di An insistono nel dire che la Lega è un alleato leale, solo un po’ eccentrico, forse perché si riconoscono nelle sue posizioni e nel suo linguaggio più di quanto siano disposti ad ammettere, al punto da inseguirla in ogni sua battaglia.

©LaPresse 5-6-2009 Politica: Europee Bossi, al nord la Lega fara' il pieno Nella foto: il leader leghista Umberto Bossi foto di repertorio

Per il Popolo della libertà, alla prima prova dopo la sua costituzione formale, l’ultima tornata elettorale era cominciata malino: con la mezza delusione del risultato europeo, dapprima negata, in seguito ammessa, seppure a denti stretti, dallo stesso Berlusconi, che l’ha simpaticamente imputata ai siciliani, a Kakà e alla sua signora. In realtà, alla delusione molto ha contribuito l’aver largheggiato nelle previsioni alla vigilia del voto, errore fatale per un comunicatore di professione: ciò ha fatto sì che la sostanziale tenuta del Pdl - caso piuttosto raro in Europa per un partito al governo - venisse scambiata per una sonora sconfitta o per un allarmante arretramento da un gran numero di osservatori.

Ma l’esito delle amministrative, a distanza di ventiquattro ore, sembra aver rimesso le cose a posto: sul piano politico e dell’umore, tornato improvvisamente gioioso dalle parti di Palazzo Grazioli. La coalizione di centrodestra, grazie anche al buon risultato della Lega, ha capovolto i precedenti rapporti di forza a livello locale: ha largheggiato ovviamente nel Nord, dove ha strappato agli avversari un gran numero di Province e Comuni, ma è arrivata a primeggiare persino nell’Italia centrale un tempo rossa e inespugnabile.

Nel complesso, dunque, il Popolo della libertà è uscito vittorioso e soddisfatto da questo appuntamento elettorale misto. Sennonché dietro l’oggettività dei numeri c’è sempre una verità più profonda da scoprire. In questo caso, il problema è capire chi nel centrodestra oggi saldamente al potere, al centro come alla periferia, abbia vinto e stia vincendo davvero - politicamente, culturalmente - al di là delle cifre e delle percentuali.

Si tratta di chiedersi, per dirla diversamente, di quale natura sia la pressione che la Lega sembra esercitare sempre più e con sempre maggiore insistenza sulla coalizione di centrodestra, specie ora che ha visto crescere i suoi consensi e ampliarsi la sua area territoriale di riferimento. Da questo punto di vista, c’è un episodio che sembrerebbe dirla lunga su come potrebbero evolvere, nel futuro immediato, i rapporti di forza reali tra Popolo della libertà e Lega. Lo scorso lunedì Berlusconi e Bossi si sono incontrati per valutare l’esito del voto e al termine della discussione hanno prodotto un documento nel quale si trova scritto che i leghisti appoggeranno lealmente i candidati di centrodestra ai ballottaggi previsti per il prossimo 21 giugno, ma in cambio il Cavaliere si impegna a non sostenere il referendum sulla legge elettorale che si terrà nella stessa data. Si tratta ovviamente di uno scambio politico, ma ha tutta l’aria di un ricatto bello e buono, secondo un copione che rischia di ripetersi chissà quante volte da qui alla fine della legislatura.

Ma si trattasse solo di questo, appunto di un ricatto, non ci sarebbe nulla di nuovo rispetto a quando, nella Prima Repubblica, i piccoli partiti tenevano sotto scacco costante la balena democristiana. La Lega è determinante per la tenuta della coalizione e ne trae tutte le conseguenze: difende a spada tratta i suoi legittimi interessi senza trascurare il sottopotere. In realtà, il peso crescente che la Lega sembra esercitare sul suo alleato non dipende solo dalla sua capacità tattica e dalla furbizia, al limite della spregiudicatezza, del suo leader e del suo gruppo dirigente. L’impressione è che negli ultimi tempi, in virtù di un lungo lavoro di sedimentazione culturale e politica, la minoranza leghista sia riuscita ad imporre alla maggioranza berlusconiana il suo stile e il suo linguaggio, il suo modo di affrontare i problemi e le sue ricette, le sue priorità e le sue chiavi di lettura della società. In una parola, a dettare la linea e l’agenda. Riuscendo al tempo stesso a capitalizzare a proprio favore ogni provvedimento e misura del governo. E riuscendo altresì a presentarsi sulla scena sempre nei panni dei puri e degli idealisti che si battono per nobili cause, il che significa lasciare agli altri la parte dei cattivi e dei politicanti di mestiere.

Berlusconi nega che il problema esista, forse perché nell’intimo condivide e considera famigliari, per ragioni territoriali e di formazione, gli umori e gli atteggiamenti leghisti. Gli uomini ex di An insistono nel dire che la Lega è un alleato leale, solo un po’ eccentrico, forse perché si riconoscono nelle sue posizioni e nel suo linguaggio più di quanto siano disposti ad ammettere, al punto da inseguirla in ogni sua battaglia. Ma se davvero le cose stanno così, se si sta configurando una crescente egemonia politico-culturale leghista all’interno del centrodestra, perché lamentarsi se gli italiani del Sud che pure si riconoscono nel Popolo della libertà cominciano a dare segni di insofferenza e disertano in massa le urne? E perché sorprendersi se al Nord un numero crescente di elettori di Berlusconi preferisce, da un’elezione all’altra, passare con Bossi?

mercoledì, 10 giugno 2009

invia il tuo commento alla notizia

commenti dei lettori

9 commenti presenti

Analisi chiara e semplice

11 giu 2009 17:10

La Lega non è forza che detta l'agenda politica del Centro destra.E' una definizione troppo riduttiva che non tiene conto della capacità di presa della Lega sul ceto popolare e piccolo borghese cioè sul 80% della popolazione italiana,del Nord,Centro,Sud e Isole.I ministri leghisti operano bene ed hanno a cuore gli interessi nazionali.La Lega ha iniziato a conquistare l'Emilia Romagna,la Toscana etc.etc.. ed andrà giù,giù fino a Lampedusa dove è già forza maggioritaria.Questo movimento ha forte presa e la capacità di saper interpretare i bisogni della gente normale.I soliti snob con reddito da 150.000 euro/annuo continuano a dire che la Lega parla alla pancia della gente.Questi snob/vip continuano a pensare di essere loro il cervello del paese.Poveri illusi autoreferenziali.Il loro è rimasto un cervello indebolito e rimpicciolito che si alimenta con le solite liturgie dei soliti cerimonieri incapaci di capire la gente perchè lontani dai problemi della gente.A proposito che fine ha fatto la principessina Borromeo?perchè Santoro non la fa più confrontare con il "rude borghese" Ing.Castelli nella trasmissione Anno Zero?Già dal 1789 fu mangiata nobiltà e clero.

La Lega dal 1978

11 giu 2009 16:23

Scusino lor signori del Riformista.Vorrei ripassarvi la storia degli ultimi trentanni in Italia,in linee fondamentali.La Lega già alla fine degli anni 70 iniziò a distruggere la DC in Veneto ed in Lombardia;con il suo 15% distrusse la DC veneta e lombarda che erano il punto di forza della DC nazionale.Da lì iniziò il cambiamento politico italiano che in parte fece gli interessi del PCI,un partito altrimenti destinato alla estinzione naturale.Ovviamente la decadenza democristiana beneficiò l'allora più forte partito d'opposizione senza che esso ne avesse alcun merito.Altrettanto ovviamente i nodi vengono al pettine e cioè un partito destinato alla naturale estinzione come il PCI non può partorire nè il nuovo nè un'area politica destinata a portare avanti le riforme necessarie.Tant'è che i neonati dal PCI vengono sistematicamente mangiati da Di Pietro perchè nati male,senza convinzione ed in una confusione interna di prospettiva politica.La dice lunga il fatto che un partito che ambisce ad essere il punto di riferimento dell'area progressista,democratica e riformista,viene schiaffeggiato e mangiucchiato giorno per giorno da un tipo come Di Pietro.La giocata vera ed irripetibile era quella iniziata da Veltroni ma abortita dopo due o tre mesi.E cioè il proporre e fare il partito del centro sinistra che doveva competere alla pari con il partito del centro destra.E però questo furbo-cogl...ne ha portato avanti,per calcolo miope e per troppa presunzione,il Di Pietro che ora lo sta mangiando.Il furbo-co..ne pensava che l'alleanza con Di Pietro lo avrebbe garantito su altri fronti e che lo avrebbe coperto sul fronte della magistratura e della sinistra "intelligente" e forcaiola.Nemmeno il più imbecille degli strateghi avrebbe fatto un errore di tale devastante portata.Nemmeno Cadorna nella disfatta di Caporetto fu di tale imbecillità superficiale. La Lega in tale scenario si presenta come un partito di forti contenuti e vicina agli interessi della stragrande maggioranza della gente.Spezzerà l'ossatura del potere consolidato nelle Regione rosse come fece in Veneto ed in Lombardia e sarà certamente il partito asse portante del sistema istituzionale democratico nazionale.E ciò è del tutto evidente:basta leggere il programma della Lega che è il programma della maggioranza schiacciante degli Italiani.Altro che Lega partito macroregionale!La Lega ha il programma che piace agli italiani da Nord a Sud. Lampedusa insegna e va bene.Un ministro forte come Maroni chi ce l'ha?Ce la il PD,ce l'ha Di Pietro?,Ferrero,Nichi Vendola?E' un ministro fiore all'occhiello del Governo italiano!!!

franca

11 giu 2009 11:22

Bisognerebbe analizzare a mente fredda la ragione della vittoria della lega nel nord- Italia.La ragione è molto semplice: nel nord i cittadini si sentono oppressi dalla delinquenza sia italiana sia estera ed extra-comunitaria.Essendo il Nord più ricco del resto d'Italia è ovvio che attiri di più chi vuole vivere di espedienti.Le amministrazioni locali sembra che non vogliano impegnarsi più di tanto e lasciano mano libera a teppisti di ogni genere : Non parliamo poi dei magistrati che sembrano proteggere quei poveri ragazzi maltrattati da una società che non comprende le loro esigenze di libertà di danneggiare ,rubare,scippare uccidere,ma ,in questo caso,è colpa della vittima che ha cercato di difendersi.E' naturale che la Lega offra una speranza di cambiamento ,poichè ha dimostrato di avere idee chiare e soprattutto di prendere decisioni concrete nella difesa dei cittadini .La Sinista ha fatto sempre tante chiacchere,mai fatti in questa direzione.E' quindi naturale che la Lega sia sempre più votata nell'Italia del Nord e Berlusconi lo capisce ,però si trova frenato da quella palla al piede che è rappresentata da Fini, il quale ha preso il posto di Casini.

Luciano

11 giu 2009 09:58

L'egemonia della lega ,come si legge su tutti i gionali e si sente dire in televisione è semplicemente retorica spicciola per quelli che non vogliono accetare l'esito delle elezioni Europee ed anmministrative,non sapendo come attaccare il Governo ed il Premier. Bene,anche Bossi deve stare attento a non esagerare,giacchè il Presidente per quanto cedevole possa sembrare all'esterno,diventa imprevedibile se le cose non camminano secondo gli accordi o i suoi piani. Quindi ,se dall'esterno possa sembrare che la Lega imponga non si sà bene cosa al Governo sia.ma non è così semplice come si vuol far credere,giacchè la caduta dal cavallo è sempre possibile e qualche volta anche rovinosa ed il pallino ce l' ha Berlusconi............

Paolo G

11 giu 2009 09:19

La differenza tra il PdL è enorme. La Lega è una squadra compatta, forse rozza ma radicata nel territorio, capace di interpretare gli umori della gente e di trasferirli in azioni di governo - anche ove molto discutibili, le iniziative della Lega sono derivate da istanze della gente comune. Il PdL non è che l'apoteosi di un uomo solo, di grande fascino e con un'incredibile energia, estremamente potente sul piano economico e con il controllo assoluto dei canali televisivi, ma sostanzialmente uno che pensa a se stesso e al suo ego, che predispone leggi su misura per le sue esigenze, anche cadendo in contraddizioni continue, che naviga a vista ispirato dall'opportunismo, e che nel suo partito dispone di un corteo di personaggi mediocri completamente asserviti, totalmente privi di autorevolezza e con la consegna di dire sempre sì al capo. Nel 2020 la Lega sarà probabilmente più forte di oggi, il PdL sarà sparito o sarà completamente diverso.

vincenzoaliasilcontadino@virgilio.it

10 giu 2009 20:32

Se Berlusconi, Pdl è prigioiero di Bossi il Pd non lo è dell' IDV dello Schiavettones detto Petrus l'amaro che più lo butti giù e... Craxi,il lupo perde il pelo non il vizio. Prima un tiro Mancino dal Csm poi sceneggiate dell’Anm l’arrembaggio dell’Idv che domani diserteranno: proteste per l’intervento previsto per domani nell’Aula di Palazzo Madama del leader libico Muammar Gheddafi, infatti, la Finocchiaro, spiegherà con una lettera a Schifani. Ergo che il presidente Bettino Craxi vedeva lontano e per questo liquidato: ora scherzetto dolcetti alla Papyata con accuse senza tenere conto del monito del Presidente Napolitano.Dubbi che quest’opposizione sia come dice il logo Democratico? Vincenzo Alias Il Contadino.

dexter

10 giu 2009 20:05

Campi,e allora? Se la lega fa fare cose buone al governo va bene così,pressioni o non pressioni.E se berlusconi ha bisogno della lega,la lega ha certamente bisogno di berlusconi.E poi una lega debole,quella sì creerebbe problemi.Prima di vedersi erodere i voti se ne andrebbe.E ogni elezione ci saranno oscillazioni tra lega e pdl,è fisiologico.Meglio una lega forte che debole.Sveglia giornalisti,non limitatevi sempre alla osservazione più banale e ricordatevi che il potere è un grande collante e prima di mollarlo ci pensano tutti non due,ma dieci volte

il mattatore

10 giu 2009 17:43

sarà come l'egemonia dell'IDV con il PD perche da una parte può stare e dallaltra no ?

Schiatti Vittorio

10 giu 2009 17:43

Analisi corretta, conclusione sbagliata. La lega sicuramente fa scuola nel contesto politico. Fa scuola con la maniacale impostazione di "dare quello che si è promesso". In più non deve fare i contorsionismi come Berlusconi (sempre e comunque attaccato per qualcosa) o come Alleanza Nazionale, che ancora non ho capito cosa abbia in comune con i moderati. Ma è scorretta la conclusione sul sud. Lì si va a votare pesando il portafogli, non con idee politiche, ed il portafogli, in questi tempi, è piuttosto leggero. Vedrete che arriveranno le richiste. Certo che il federalismo è l'antitesi dell' assistenzialismo...... Ne vedremo delle belle.

foto del giorno

Paramilitary policemen play games during a break in their anti-riot training at a military base in Suining, Sichuan province, March 9, 2010. Big on spit and polish and parades but short on experience, new technology and force coordination, China's military has far to go before its bite begins to approach its increasingly loud, and for some fearsome, bark. China has invested billions of dollars in its armed forces and is developing advanced fighters and missiles, considering building its first aircraft carrier and is trying to slim its bloated ranks down to a lean, high-tech military. REUTERS/Stringer (CHINA - Tags: MILITARY POLITICS) CHINA OUT. NO COMMERCIAL OR EDITORIAL SALES IN CHINA