Ma il rinnovamento non è un problema generazionale di Claudia Mancina
La formazione di una nuova leva di dirigenti è ancora un aspetto oscuro nelle prime mosse dei duellanti Bersani e Franceschini FRANCESCHINI O BERSANI? VOTA QUI: http://www.ilriformista.it/polls/sondaggi/57/vote/
I due candidati, come previsto, sono ufficialmente scesi in campo. La richiesta di rinvio del congresso, che forse in questo specifico momento poteva essere plausibile, è stata tuttavia respinta, perché tutti sentono che non si può trascinare ancora una situazione di transizione. Del resto i risultati elettorali, per quanto non soddisfacenti, danno al Partito democratico almeno la possibilità di uscire dall’emergenza in cui è stato, in pratica fin dalle elezioni politiche.
Non è escluso, naturalmente, che ci siano altri candidati: si guarda in particolare all’appuntamento dei quarantenni, il 27 giugno a Torino, che potrebbe rimescolare le carte, proponendo una novità. Ma è bene non aspettarsi troppo. Intanto ci sono Bersani e Franceschini, candidati di tutto rispetto, espressione di due aree che non si identificano soltanto con i rispettivi partiti di provenienza. Franceschini è uscito allo scoperto con un video di buona efficacia comunicativa, quella stessa che gli è stata generalmente riconosciuta da quando è arrivato alla segreteria. I contenuti politici però sono un po’ vaghi.
Per giustificare il cambiamento rispetto alla volontà, tante volte annunciata, di non candidarsi al congresso, l’attuale segretario afferma di non poter e non voler lasciare il partito nelle mani di chi c’era “molto prima di lui”. È una dichiarazione singolare, che riprende una brutta abitudine veltroniana, quella di considerare se stessi come il nuovo e gli altri come il vecchio. Franceschini non è nato col Pd ma viene da un altro partito, così come Bersani e tutti gli altri. Sarà anche un po’ più giovane, ma ha fatto politica nella Democrazia cristiana dai primi anni Ottanta. Che cosa mai significa dunque questo riferimento pseudo-generazionale? Sembra quasi un lapsus: come se involontariamente ammettesse che prima del Partito democratico c’erano solo i Democratici di sinistra e dunque il Pci. Solo su questa base si può dire che Bersani (o D’Alema) erano lì molto prima di Franceschini.
Se davvero si vuole portare il Partito democratico nel futuro, si dovrebbe indicare con chiarezza quali sono le idee strategiche per questo obiettivo, e non limitarsi ad attaccare l’avversario. Con ciò Franceschini si richiama alla stagione veltroniana senza però dare indicazioni chiare sui temi controversi di quella stagione: la vocazione maggioritaria e il ripudio dell’antiberlusconismo come collante delle alleanze, la concezione del partito, il populismo. Il suo problema sarà come tenere insieme il fronte veltroniano con la ben diversa ispirazione dei suoi amici popolari: un’impresa non facile, che rischia di risolversi in una grande ambiguità, fatta di toni nuovisti adatti a conquistare giovani e mondo del web, insieme a contenuti piuttosto tradizionali.
Bersani, da parte sua, nella sua breve dichiarazione d’intenti mette in evidenza la necessità di definire l’identità del partito, il suo radicamento, la questione delle alleanze, esibendo chiaramente il suo legame con un’area di scontenti delle idee (e delle pratiche organizzative) veltroniane. Il suo problema sarà come uscire dall’alveo dei Democratici di sinistra, obiettivo per il quale l’adesione di alcuni big della Margherita, per quanto importante, non è sufficiente.
Su entrambi, e su tutto il congresso, grava la questione malamente indicata come generazionale: non a caso entrambi, annunciando la loro candidatura, si sono affrettati a promettere porte aperte ai giovani. Franceschini si fregerà, con grande probabilità, dell’apporto della nuova star Debora Serracchiani; Bersani promette di presentarsi con i giovani all’appuntamento di lancio della sua candidatura. Questa insistenza sui giovani, apparentemente del tutto giustificata, è in realtà piuttosto equivoca. Come spesso avviene, l’esigenza di rinnovamento può essere usata strumentalmente per cercare consensi costruendo un’immagine di sé non sempre autentica. Il problema del rinnovamento è un problema reale, anzi drammatico nel caso del Partito democratico, che esibisce una nomenclatura anche troppo ricca, che da troppi anni attraversa brevi vittorie e brucianti sconfitte senza fare una piega.
Ma solo a prima vista il rinnovamento è un problema generazionale. Nella sostanza è invece un problema di struttura politico-organizzativa, che - in un partito vitale - dovrebbe essere in grado di effettuare in modo democratico il periodico reclutamento di nuovi gruppi dirigenti. Vale la pena di osservare che il Pci, con tutti i suoi difetti, è stato capace di operare il reclutamento delle nuove generazioni sino alla fine della sua esistenza; la leva generazionale di dirigenti democratici di origine post-comunista è ancora l’ultima del Pci. Ovviamente un partito moderno e non comunista deve avere modalità diverse. Le primarie, checché se ne dica, sono state finora l’unico strumento democratico di promozione di nuovi dirigenti: il caso fiorentino è esemplare. Ma essenziale, per la formazione di una nuova leva di dirigenti, è il confronto politico tra proposte strategiche diverse.
Proprio questo aspetto è ancora oscuro nelle prime mosse dei due candidati. Certo, i programmi verranno; ma è significativo che gli annunci - che sono dotati di un grande valore simbolico - si caratterizzino più per un linguaggio evocativo e allusivo agli schieramenti interni che per le proposte politiche. Sarebbe un peccato se i due candidati, per non perdere consensi, rinunciassero a chiarire sino in fondo le loro idee e le loro divergenze.
giovedì, 25 giugno 2009
commenti dei lettori
17 commenti presenti
Filippo Coppola
27 giu 2009 09:29
Trovo contradittorio sostenere che 'e' una nomenklatura che subisce da anni pesanti sconfitte e sta sempre li e poi ritenere che il rinnovamento non ' una questione generazionale. Cosa vuol dire che le nuove idee e la nuova politica possa essere figlia di quella nomenklatura che ha fallito?
Se nuova politica di innovazione deve essere va da se che dovra' rompere con coloro che hanno determinato qulle brucianti sconfitte. Bersani e Franceschini non sono l'ideale di segretario per il Pd del futuro, ma allora come si costruisce la nuova classe politica del PD se il problema non e' generazionale? E' invece generazionale nel senso che soltanto una nuova generazione potra' meglio cogliere il nuovo che c'e' gia' e viene avanti nella societa' italiana, non perche' e' piu' brava ma semplicemente perche' e' piu' attrezzata anagraicamente a capire le nuove generazioni.Perche' sono e saranno sempre di piu'le nuove generazioni in campo nella societa' i
veri protagonisti del futuro dell'Italia da qui ai prossimi anni. Io voglio un partito capovolto che costruisce la sua linea ed i suoi progetti ascoltando da basso e portando sopra e non come e' stato nel secolo scorso partiti he dall'alto pedagogicamente davano la linea alla base. Le nuove generazioni devono servire a questo . Sono contro il nuovismo ma lo sono altrettanto contro il vecchismo e soprattutto contro i professionisti di lunga lena,i gattopardi e i camaleonti, contro quelli per cui il PD e' il loro vecchio partito con un altro nome. Poi ci sono i bravi e i meno bravi ma per favore facciamolo decidere agli elettori el PD e liberamoci dall'antico vezzo di aver paura sempre.Rischiare,competere,tentare,agire sempre e compunque questo deve essere lo spirito che deve animare una classe dirigente coraggiosa che gioca senza rete. Solo le nuove generazioni hanno la mentalita' giusta per fare questo, l'altra generazione e' impastata di timori,
prudenze eccessive,rinuncie e fortemente incline alla mediazione al ribasso.
annarita
26 giu 2009 23:10
Nessuno fa i conti con Rutelli. Lui il vero beffato della fusione, ha speso il suo 10% in un affaraccio.
Pronostico ; Margherita torna piu forte che pria.
Mario x f. de marco
26 giu 2009 16:58
Caro smemorato f de marco.. è 40 anni che PDS, Ulivo, PD parlano di federalismo. L'unica forza politica ad attuare il FEDERALISMO è stata la Lega. Prenditi la norma testè approvata e studiatela vedrai che non è quello che ideologicamente pensi. Buona lettura
f. de marco
26 giu 2009 14:28
Il PD la voce di chi lo guiderà dica che sarà FEDERALISTA per un federalismo responsabile sulla falsariga di quello SVIZZERO. ................Non di quello del FEDERALE che per adesso si prefigge la LEGA per staccarsi dal resto d`ITALIA........... A quelli dell`ITALIA non ci frega un fico secco e badano solo al loro interesse politicoeconomico............Il federalismo non deve essere solo dominio della LEGA! ! !
Gli ottimi amministratori non mancano, quelli devono arrivare ai primi piani organizzativi del federalismo dato anche che sono legati al territorio...........
I quadri responsabili del ,PD nuovo, devono uscire dalle PRIMARIE locali e poi dal congresso......
Un PD per una repubblica DEMOCRATICA, FEDERALISTA, con LIBERTA` EQUA e
RESPONSABILE per tutti i CITTADINI d`ITALIA in seno all`EUROPA.
Non in una REPUBBLICA di BERLUSSIA a DEMOCRAZIA PADRONALE com`è ora
cordialmente
per enzo da Torino
26 giu 2009 13:23
Presntare un programma e le risorse economiche per realizzarlo non è in contrasto con il cvosiddetto "antiberlusconismo". Anzi, bisogna semmai potenziare l'antiberlusconismo, cioè semplicemente gridare forte e chiaro contro le storture incivili, contro il dominio dell'informazione etc.... Perchè non sono cose normali, e bisogna dire, ripetere continuamente, semplicemente, che la normalità è un'altra. Certo, questo non è un programma di governo, e infatti la cosa più urgente è darsi un programma e soprattutto avere un leader che non venga continuamente contraddetto dai vari capetti. La Serracchiani lo ha capito benissimo e lo ha anche detto. Poi, ripeto, continuare a disapprovare l'operato di Berlusconi, all'occasione, è giusto e necessario e non lo trovo in contrasto con il costruire un partito solido ed un programma. Quanto al sondaggio sugli italiani., il confronto non regge. Io so che Ezio Mauro dice la verità molto ma molto più spesso di Berlusconi, se poi gli italiani credessero di più a quest'ultimo, non significa che bisogna smettere di gridare che Berlusconi mente. Significa che gli italiani che leggono Repubblica sono molti di meno di quelli che guardano la tv o leggono Chi, Panorama etc...
alessandro
26 giu 2009 12:31
la Serracchiani rappresenta tutto tranne che il nuovo......
Per ora ha solo parlato di conflitto di interessi!!!!
Inoltre non ha alcuna esperienza poitica concreta...
Il pd parla di giovani ma la classe dirigente è sempre la solita(Franceschini compreso) quindi tutti questi discorsi sono specchitti per allodole.
Comunque l'unico giovane serio e in grado di fare qualcosa di conreto nel pd per ora è Renzi (l'unico che ha ricoperto cariche istituzionali).
enzo da Torino
26 giu 2009 10:59
La Serracchiani? potrebbe essere una risorsa. Ma deve eliminare l'antiberlusconismo. Quando si parla agli elettori si deve presentare un programma e le risorse economiche disponibili per realizzarlo. Senza offendere il nemico come hanno fatto Franceschini e Di Pietro e talvolta anche la banderuola di Casini.
Vogliamo fare un sondaggio?
Gli italiani credono a Ezio Mauro o a Berlusconi?
Mario
26 giu 2009 10:10
L'arrogante serracchiani è una tristezza. Se il PD vuole puntare su queste leve.. addio partito.
Francesco
26 giu 2009 08:35
Articolo un pò ipocrita. Siccome Franceschini proprio nuovo non è, non avrebbe diritto ad autoproporsi in contrapposizione ai "vecchi". Ma mica c'è bisogno di essere "nuovi" per rappresentare una novità. Io, da semplice elettore, constato che il modo di proporsi di Franceschini è, seppur timidamente, "nuovo": più deciso e concreto dell'insopportabile e lagnoso Veltroni, più chiaro, aperto e "pulito" rispetto ai cosiddetti "dalemiani". Ma la novità davvero necessaria sarebbe quella invocata da Debora Serracchiani, quando ha detto "È ora che il PD inizi a parlare con una voce unica". Va bene le primarie, va bene la polemica aperta l'un contro l'altro, ma una volta scelto il segretario, gli altri la smettano di dichiarare, criticare, distinguersi, sgomitare. La gente vuole vedere un partito che sappia governare almeno se stesso. altrimenti come fa a pretendere di governare l'Italia?
vittorio
26 giu 2009 01:38
Come sarebbe a dire, non e` un problema. E` quello vero. Anzi, proprio questo rende difficile ogni
soluzione. Fin quando quei tre o quattro-non sono di piu- non lasciano la presa, perche hanno sapu
to crearsi la trincea, la sinistra non ha scampo, proprio per la mancanza di un leader capace di fare.
Al di la del Rubicone, intanto si costruisce un` intera regione si rende turistico il paese si fa il ponte.
aldo
25 giu 2009 23:02
l'articolo è corretto, sono le idee che sono vecchie, un peccato perchè a leggere Salvati non si direbbe
lettore
25 giu 2009 20:49
finchè il PD non sarà totalmente ripulito da chi l'ha gestito negli ultimi 10 anni il mio voto se lo possono sognare!!!! se berlusconi vince è anche colpa di un centrosinistra inaffidabile per la sua litigiosità.... sono di area sinistra riformista ma ho detto basta al turarmi il naso e votare PD... ai dirigenti del PD: se avete a cuore la rinascita del partito ANDATEVENE TUTTI A CASA!!!
Asvedommia
25 giu 2009 20:28
Giustamente viene denunciato il comportamento libertino di Berlusconi. Anche Famiglia Cristiana, quando si parla di sesso non perdona. Gesù mi sembra abbia perdonato una donna con diversi mariti e che oggi sarebbe chiamata escort. Ma forse ho letto il libro sbagliato. Però chi ha preso soldi da Mosca per molti anni e, non ci ha mai spiegato cosa dava in cambio ed era roba nostra,cristianamente è stato dimenticato e perdonato. Chi ha avvallato i massacri di Praga, Budapest, Polonia e così via oggi ricopre giustamente importanti cariche istituzionali. Se uno alza la mano in pubblico, deve misurare l'angolo, potrebbe essere saluto fascista e quindi da condannare. Ma il comunismo ormai in Italia non esiste più è una barzelletta; brigate rosse, lotta continua, brigate combattenti comuniste e così via sono organizzazione umanitarie: si occupano di salute pubblica. Il sesso è peccato mortale, uccidere e derubare il prossimo, praticare usura legalizzata, se fatto in silenzio, di nascosto, è giustificabile e perdonabile.
Per fortuna hanno eliminato i manicomi.
Asvedommia
vittorio fani
25 giu 2009 18:38
Allora qual`e`il problema, se non quello dell`autorevolezza. Voi staccate la spina a chi respira, l`altro
la stacca a voi, perche morti.
dexter
25 giu 2009 18:18
" Franceschini si fregerà, con grande probabilità, dell’apporto della nuova star Debora Serracchiani"
Star? Chissà che battaglia!Povero pd!
ines
25 giu 2009 18:16
....si parla tanto di rinnovamento ,ma dietro questi due nomi ci sono i soliti noti, e poi nè bersani nè franceschini mi sembrano nuovi e rinnovati ,anzi. rinnovarsi non vuol dire comunque passare la mano a uno più giovane d'età. il cambiamento va colto attraverso la lettura del mutamento sociale.il coraggio di fare riforme adeguate ai tempi.di attuare una politica sociale che stia dentro ai problemi e non nei seminari ....invece in vista del congresso ci sono solo tanti nomi e pochi contenuti.non si riesce nemmeno a cogliere il disorientamento morale di cui è vittima artefice berlusconi.troppe anime controverse nel pd e tanti interessi non comuni con gli elettori....la serachiani parla già da big tanto già da far parte di un gruppo di loro.questo conta nel pd far parte del gruppo che può determinare la possibilità di avere qualche poltrona così succede alla base nei circoli, così al partito nazionale.poi si perdono voti con la continua confusione di chi siamo, se siamo centro sinistra col trattino o senza.se conta chiamarsi ancora di sinistra o cercare una identità al centro. d'alema dice che il pd è una amalgama mal riuscita e che finora il pd è nato dai gazebo.davvero?allora io ho votato un partito che credevo liberale riformista all'americana presentato in pompa magna al lingotto, per intenderci ,che non c'è ancora?aspettiamo il congresso per nascere?ma scusate la sciocca domanda adesso quando ho votato il pd cosa e chi ha votato?
roberto'73
25 giu 2009 18:16
Sono d'accordo con la conclusione dell'articolo, quando si fa riferimento alle primarie come strumento per la selezione della classe dirigente di un partito. Infatti, spesso si confonde il "nuovo" con l'inserimento nelle liste elettorali di amici, parenti, ecc. al debutto sulla scena politica.
Se il PD vorrà aprirsi alla società ed attrarre persone motivate, oneste e capaci, il suo "apparato" dovrà fare un passo indietro.
A mio avviso, sarebbe già un inizio se i cosiddetti big dessero spazio almeno agli amministratori locali che hanno dimostrato le proprie capacità sul campo. Mi riferisco a Chiamparino, Cacciari, Penati, Soru, Illy. Non sempre "nuovo" coincide con anagraficamente giovane, soprattutto quando i "giovani" sono figli della vecchia politica.