venerdì, 3 settembre 2010 ore 12:29

Italia

Ma il popolo delle primarie non c'è più
di Stefano Cappellini

25 ottobre. Nonostante siano per la prima volta primarie vere, la partecipazione al voto per eleggere il nuovo leader si annuncia in calo. Un mese di campagna non ha quasi lasciato traccia sul popolo democratico. Il rischio è che manchi persino l'effetto placebo che rinvigorì Prodi e Veltroni.

©Andrea D'Errico\ LaPresse 25-10-2008 Roma Interni Manifestazione Nazionale del Partito Democratico nella foto: bersani

Pier Luigi Bersani è in netto vantaggio su Dario Franceschini in vista delle primarie del 25 ottobre. Se si dovesse dare credito alle cifre di un sondaggio svolto da un autorevole istituto come Ipr Marketing, non dovrebbero sussistere dubbi sull'identità del prossimo segretario del Partito democratico. Le cifre, di cui diamo conto in un altro pezzo, regalano infatti circa venti punti di vantaggio all'ex ministro dello Sviluppo. Molto staccato Ignazio Marino, il «terzo uomo» nella corsa alla leadership.

Naturalmente si commetterebbe un grave errore a considerare chiusa la partita: i sondaggi sono sempre merce a rischio, tanto più se si esercitano su una platea sfuggente come quella delle primarie democratiche. E probabilmente non mancheranno da qui alle prossime settimane contro-rilevazioni più benevole verso l'attuale leader, secondo la più classica delle guerre di sondaggi.
Sono invece altri i dati su cui i principali contendenti farebbero bene a concentrarsi. Cioè quelli sulla partecipazione e il coinvolgimento dell'elettorato: bassi, nonostante per la prima volta non sia scontato già in partenza il nome del vincitore delle primarie. Dati che peraltro sono perfettamente in linea con la lunghissima fase di stallo politico vissuta dal principale partito d'opposizione, già esemplificata al massimo livello dal surreale rinvio delle nomine al Tg3 (nel Pd congelato dallo scontro congressuale si preferisce aspettare l'esito della sfida prima di ridisegnare il volto della rete pubblica amica).

Il popolo democratico, per ora, non è scaldato né avvinto dalla sfida Bersani-Franceschini-Marino. Un mese di campagna congressuale - presentazioni delle candidature, dichiarazioni d'intenti, botta e risposta mediatici - è passato senza quasi lasciare traccia. Al momento solo uno su cinque tra gli elettori del partito che si dicono interessati alle primarie, e che sono ovviamente molti meno di quelli totali, si dice sicuro di volersi recare al seggio per partecipare alla scelta del nuovo segretario. Fa ancora più impressione il dato sull'elettorato complessivo: solo l'8 per cento ha deciso con certezza di votare il 25 ottobre. Per un partito che, giustamente, non vuol rinunciare a farsi maggioranza, e quindi a parlare anche a quel pezzo di paese oggi collocato dall'altra parte della barricata, è l'ennesima prova che le basi per puntare a uno sfondamento nel campo altrui sono interamente da costruire.

Tradurre queste percentuali in numeri assoluti è difficile e forse ozioso. È sufficiente dire che, di questo passo, il prossimo ottobre non sarebbero raggiunti né i tre milioni e mezzo di votanti che nel 2007 legittimarono Walter Veltroni come primo segretario del Pd né, tantomeno, i quattro milioni e mezzo che alle primarie dell'Unione nel 2005 parteciparono alla designazione di Romano Prodi alla premiership. Sia il Professore che l'ex sindaco di Roma hanno dilapidato in fretta i rispettivi plebisciti popolari. Ma, sebbene abbia sempre aleggiato il sospetto di un'affluenza gonfiata un po' a spanne, le corpose file ai seggi testimoniarono in modo non smentibile - in primo luogo agli stessi dirigenti e militanti - il successo delle primarie fin qui svolte. Stavolta il rischio è che manchi persino l'effetto placebo delle tornate precedenti. Rischio aggravato dalla prospettiva che nessun candidato raggiunga la maggioranza relativa (Bersani viaggia poco sopra il filo del cinquanta per cento dei voti) e che dunque - come vuole il bizantino statuto partorito quando era in auge il «partito liquido» veltroniano - il destino delle primarie sia di essere invalidate, rimandando l'elezione del segretario all'Assemblea nazionale.

Non servivano nuovi sondaggi per stabilire che il Pd gode di cattiva salute. In questi dati risuona però un messaggio politico chiarissimo. Non traspare solo lo smarrimento dell'elettorato democrat e la strisciante disaffezione per le primarie, strumento di cui a sinistra è stato certamente fatto abuso negli ultimi anni. C'è l'ammonimento a non illudersi nemmeno per un giorno che le primarie di ottobre, chiunque le vinca, siano di per sé un passaggio capace di rinvigorire il partito e il suo leader. Ammesso e non concesso che l'affluenza sia alla fine buona, non sarà comunque una fila al gazebo a segnare un «nuovo inizio».

martedì, 11 agosto 2009

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commenti dei lettori

36 commenti presenti

Storia politica dal 1994

12 ago 2009 14:11

Un movimento che non riesce a vincere con gente come Fini non vale la pena che continui ad occupare lo scenario politico di centro sinistra.Il"grande"Fini è uno che ha capito il fascismo quando aveva tra i quaranta e i cinquanta anni.Ad ogni occasione non fa altro che scusarsi con gli ex PCI.E si scusa su tutto,se sta in piedi,se sta seduto, se sta zitto,se parla,se respira etc.Mai il paese potrà andare in mano a Fini nè a D'Alema:i perdenti della storia.Ed il paese è più maturo della sua politica perchè continua a resistere all'infimo livello della stessa.Se vince Berlusconi vuol dire che,nonostante sia un innato puttaniere e tutto quello che vi pare,tuttavia viene comunque considerato meno peggio degli altri.La politica italiana ha partorito uno come Di Pietro!!Ma vi rendete conto del livello infimo raggiunto!!!!

antoerre

12 ago 2009 10:04

non meraviglia che la sinistra sia ridotta cosi male, come si può fare la propria opposizione non sulla politica e su proposte concrete invece di stare a vedere il male ovunque esso sia con le le sembianze di silvio berlusconi. la totale assenza di una fgura carismatica che possa diventarne il leader, senza essere inghiottito dalla macchina fogocita-segretario, non farà che peggiorare la situazione in una corsa sfrenata su posizione sempre più populiste ad inseguire di pietro e la sua sponda di travaglini, grillini e de magistresi. ma per piacere, basta evocare il passato, basta con d'alema, veltroni, bersani, fassino, bindi etc etc, se qualcuno che si sente capace c'è, abbia il coraggio di farsi avanti e non solo di mettersi sotto l'ala protettrice del generale di turno come la serracchiani che parla parla e poi tira indietro la mano.

daniele

12 ago 2009 09:23

A dirti la verità del PDL non mi interessa nulla; mi danno solo un pò fastidio tutte queste critiche nei confronti del PD, che sta seguendo un processo democratico, quando dall'altra tale processo non c'è mai stato.

paolo

12 ago 2009 09:18

Bersani sarà l'ultimo presidente prima della debacle.

guido

12 ago 2009 08:34

Ottimo articolo in tutti i sensi. Credo, onestamente, che il popolo che affollò le primarie (ora faccio stancamente parte di quell' 8%), ne abbia abbastanza di partiti "liquidi" e di "bizantinismi". Chissà perché è così difficile trovare un leader (e d'Alema non è stato tra questi) che sappia "governare" il paese. Nonostante, come affermano molti post a questo articolo, vi sia una sensibile differenza del PD con il PDL sul grado di democraticità interno (ho tuttavia partecipato a primarie locali in toscana e non saprei...), resta un problema di mancanza visione e di capacità. Se il PDL ogni volta che va al governo crea degli scompensi di bilancio mostruosi, il PD (sia Ulivo, sia Ds ), a livello nazionale, non sa proprio governare (vedi ad esempio le aliquote fiscali dell'ultima riforma Prodi che hanno colpito i redditi medio bassi).

Pasquale Conte

12 ago 2009 08:17

Non sò se questa estrema confusione che emerge dai "commenti" sulle fasi congressuali del PD sia il vero stato d'essere del Partito,motivo per cui mi speventa il fatto che non ho colto nessuno dei grandi temi che contradistinguono il dibattito precongressuale.E' chiaro più del sole che nè Franceschini,nè Bersani e tantomeno Marino,garantiscono quel nuovo che il popolo di centrosinistra aspetta. Il disegno strategico di Veltroni era un'ottima intuizione politica che la gente accettò non solo alle primarie ma anche alle votazioni politiche,nonostante i madornali errori tattici commessi grossolanamente quali l'arrivismo di Di Pietro,la questione De Mita,i radiocali e la netta ed indiscriminata chiusura a sinistra. Credo che il Partito abbia bisogno di un nuovo "CINCINNATI",come lo fu allora Veltroni, che possa e sappia riconquistare la fiducia della gente,che sappia mettere pace e ordine nel Partitoe che,soprattutto sappia riprendere il dibattito precongressuale, partendo,appunto,dal disegno strategico di Veltroni con i correttivi del caso. I Dalema,i Marini,i Fassino,le Bindi e Binetti,sono necessari ed utili al Partito e alla nazione,sono veramente i " senatores porbivires " del nostro Partito, ma non di più.

davide console

12 ago 2009 01:37

Si prendono in giro i lettori. Le primarie, un baluardo comunista a prova di pluralita`, messo ora in soffitta per motivi di celerita`, oscurando il vero motivo cioe quello di avere piu in fretta possibile il nuovo segretario, gia praticamente eletto ; D Alema , con la voce di Bersani per ragioni di dialettica, che bene o male e`migliore del primo. Il problema da goderci, consiste nel assistere al congresso.

gisberto tinivelli

11 ago 2009 21:34

Ricordo che Mastella denunciò brogli nelle primarie di Prodi; al suo paese arrivarono schede con nomi già impressi ed insufficienti; in seguito disse che il vero numero dei partecipanti fu inferiore ai due milioni. Non vi furono smentite. Quali garanzie offrono le primarie di terza generazione? gisberto

marino

11 ago 2009 20:06

Il problema non sono i votanti alle primarie ( chissenefraga quanti votano) il problema sono i voti degli italiani alle elezioni. Per questi chi vinca vinca è lo stesso non ci votano comunque! La domanda è perchè? Qualcuno può rispondere per favore?

sandrelli

11 ago 2009 19:45

Staremo a vedere quanto sara`facile fare in un solo modo, minestra riscaldata e basta. I conti non tornano se fatti senza l`oste, Bersani vuol dire lo stuntcar di D`alema, va bene ma poi?

la verità

11 ago 2009 19:39

La verità è che il cosidetto,per usare un parolone, "popolo delle primarie"non c'è mai stato.Sono stati fatti"seggi autogestiti"dove è andato a votare un po'di persone,i soliti militanti burocrati delle regioni ,province e comuni dove comanda il centro sinistra,e lo hanno chiamato popolo delle primarie.Roba da matti!!!I film di Totò erano meno comici.Nonostante le bastonate elettorali in fronte,nonostante perdano con gente come Fini e Berlusconi,continuano ad "evocare solennemente il popolo delle primarie".Totò in confronto a questi era un cerimoniere di funerali e autista di carrofunebri.Vi consiglio di fare oltre alle primarie anche le secondarie e l'Università.!!!

carlo pisacane

11 ago 2009 18:31

mi dite se il buon cappellini conosce la matematica ????? l' 8% dell'elettorato complessivo al mio paese equivale a 3 milioni e 200 mila persone : 40 milioni diviso 100 = 400 mila x 8 = 3 milioni e 200 mila elettori e siamo solo in agosto. comunque FORZA PIERLUIGI !!

nanni de caro

11 ago 2009 18:24

Il comunismo sara`sempre vigente, come la schedina. Con meno adepti, ma su cui contare.

filomena

11 ago 2009 18:20

Bersani serve per scongiurare il peggio. Il Pd in mano a gente fresca di patente, non farebbe molta strada, quindi giusto D Alema in vetta. Intanto pero` si comincia a provare imbarazzo, identificarsi in una sinistra paladino dell`ultima minoranza composta da solo scalcinati. Come etichettarsi, sono condannato poveraccio a vita. Questo, non piace piu`.

grigio

11 ago 2009 17:55

Per Daniele. Ma perchè invece di discutere seriamente sulla strada,che sarà molto irta del tuo partito, di devi riconsolare con il pdl che non riesci a definirlo. Ma che ti frega dei problemi di berlusconi, pensa ai tuoi

augusto montaruli

11 ago 2009 17:27

Ma che articolo è? Non sapete neanche far di conto, non per niente scrivete: "Tradurre queste percentuali in numeri assoluti è difficile e forse ozioso." l'8% dell'elettorato tutto vuol dire oltre 4 milioni, ben mezzo milione in più delle primarie prodiane che furono definite un grande successo e che coinvolsero tutta l'unione. Inoltre, correttezza vuole, che si forniscano ai lettori i criteri del sondaggio. A me il vostro sembra un articolo pilotato, dite al pilota che si è affidato ad un giornalista, come dire, che considera i lettori sprovveduti? Su coraggio che potete fare di meglio. Questo a prescindere che il favorito sia Bersani, lo sanno anche i sassi.

daniele

11 ago 2009 16:35

Quello che scrive Emilio è la pura e semplice verità, qualsiasi cosa dicono i Berlusconiani, che appena c'è un articolo sul PD, subito si inseriscono ansiosi di discutere di qualcosa, visto che nel loro partito non lo hanno mai fatto. Come in ogni Partito democratico del mondo si sta discutendo per poi andare ad eleggere un nuovo segretario. Tutte queste cose scritte ( il PD è morto, D'Alema, gli apparati, Bersani arriva tardi ecc...) sono tutte sciocchezze; il nuovo segretario avrà il compito di guidare il partito cercando di cambiare la linea fallimentare di Veltroni e il primo appuntamento saranno le regionali 2010; oltretutto se il PD è morto ( e fa congressi ecc.,,) vorrei sapere cosa è il PDL, perchè non riesco a definirlo neanche.

kunz

11 ago 2009 15:42

Forse questo sondaggio è una bufala, ma vedo che in vista del congresso quasi tutti i quadri si stanno posizionando dove gli conviene a prescindere della proposta. Quando un sistema si poggia esclusivamente su dinamiche di potere questo sistema è destinato inevitabilmente a cadere quando viene a mancare il potere. E' ciò che avverrà se le primarie non convinceranno milioni di cittadini che è possibile cambiare classe dirigente dopo 30 anni. Dobbiamo entrare in un altra storia se no non sarà altro che un altro giochetto d'alemiano a beneficio dei soliti noti e di chi sta al potere.

Bartolo Anglani

11 ago 2009 15:31

Il PD è condannato comunque all'estinzione. Se Bersani vince, pazienza, l'agonia durerà un po' di più.

valerio

11 ago 2009 15:30

i sondaggi non si discutono, semmai se ne propongono altri. la matematica invece dovrebbe essere indiscutibile ma sembra non lo sia, almeno stando ai conti di cappellini stefano. Elettori italiani 50 milioni. 50 x 0,08 = 4 milioni. come fa cappellini stefano a dire che il numero assoluto dei votanti per veltroni non sarà mai raggiunto alle prossime primarie se moltiplicando 50 per 8 e dividendo per 100 (si fa così il conto della percentuale) si ottiene la bella cifra di 4 milioni, mentre per veltroni votarono appena (si fa per dire) 3,5 milioni di elettori??

ItalianDemocratic

11 ago 2009 15:19

Dottor Cappellini chiedo scusa ma non capisco. Lei cita un sondaggio e basa su quello una certa analisi ("il popolo delle primarie non esiste più"), per poi smentirlo qualche riga più tardi sostenendo che, magari, fra qualche settimana qualche altro sondaggio potrebbe dare esiti diversi, seconda la più classica "guerra dei sondaggi"... Salvo poi sostenere nel finale che i dati testimoniano la disaffezione dell'elettorato democratico (!) per le Primarie. Dottor Cappelini chiedo scusa ma rettifico. Credo di aver capito benissimo. La verità è che i sondaggi sono sempre attendibili (se attendibile è l'istituto che li ha sviluppati). Meno attendibili sono le riprese giornalistiche che ne fanno un uso distorto, parziale, distorto. Il più delle volte perché attraverso i numeri non si vuole ragionare, ma dimostrare di aver ragione. La verità è che lei non aveva bisogno di questo sondaggio per costruire il suo ragionamento, anzi la sua tesi che è poi guarda caso (ma guarda un pò) la tesi del candidato vincente del sondaggio e del suo sponsor principale, il principe di Gallipoli. La tesi è che il PD è nato morto e che quei 4 milioni di imbecilli stipati nei gazebo, farebbero meglio a starsene a casa, stavolta, perché la politica e i partiti sono una cosa seria. Meglio tornare a un sano, tradizionale, partito socialdemocratico, dove giustamente i segretari li fanno i segretari senza tante buffonate e americanate. Giusto?

Colpani Gioacchino

11 ago 2009 15:17

Per rimettere in marcia la macchina da guerra ci vogliono le armi! Per avere le armi: (gli elettori), i candidati devono avere "idee". Per avere "idee" ci si deve libererare dai burattinai. Basta marciare al ritmo di Repupplica, al passo di Scalfari, De Mauro, D'Avanzo, e chi ne conosce più di me di questi subalterni dell'Ingegnere, ne metta, se mai si vuole sperare di assettare un partito. Il paese ha necessità dell'opposizione al governo, non di una accozzaglia di guardoni! Meditate gente INAPLOK

Gia

11 ago 2009 15:16

Voglio ringraziare Emilio M. per il suo forte intervento, di cui io, pur elettore PD, non sarei capace. Ma forse è che non sono "praticante", comunque non ho una buona sensazione, quando parlo con chi praticante lo è. Mi sbaglio o si discute molto di cariche, chi andrà dove? Certo, che dall'altra parte ci sia qualcosa di indefinibile è evidente, ma bada bene, Emilio, la pur criticabile campagna su veline e peggio non pare abbia dato grandi risultati, anzi, pare che gli italiani poi non disdegnino il genere. Il che fare?, incombe da un po'. Ma cosa si fa? Sì, dici che si discute, le feste, sì, certo, le news vanno sempre su incidenti, vendette di mafia, stragi familiari, casi umani, e così via svagando. Io credo, e non da ora, che se hai scelto la politica, per la tua vita, 'sta politica la devi fare, davvero. Ti sembra, Emilio, che nel PD si stia facendo? Una risposta affermativa sarà di certo gradita.

paolo

11 ago 2009 15:05

Bersani arriva forse troppo tardi. Molto del suo carisma si è orami perso per strada. Vincerà senz'altro le primarie ma più inlà non andrà.

paolo

11 ago 2009 15:02

Strano popolo quello dell asinistra. uando le primarie erano praticamente un a finzione si è vista una adesione oceanica. Ora che il confronto è vero si profila una astensione altrettanto di massa. Verrebbe da pensare maliziosamente che ci sia poca cultura democratica.

Emanuele

11 ago 2009 14:54

Franceschini da sempre va dicendo di avere ''orrore'' per i sondaggi. Per cominciare IPR MARKETING lo distanzia di 20 punti da Bersani, dico per ora, giacchè ho la convinzione nel tempo, Bersani lo perderà per strada : a questo punto mi chiedo se Franceschini non abbia ''terrore'' anzichè or''orrore'' per i sondaggi???

Paolo G

11 ago 2009 14:39

I processi in corso segnalano un immobilismo drammatico e una totale incapacità di reazione che porterà a ulteriori perdite di voti per il PD. Il disinteresse per le primarie è un evidente segnale di assenza di passione e di motivazione. D'altra parte, come si fa ad appassionarsi a Bersani o Franceschini? Dubito fortemente che uno di loro possa risollevare le sorti del partito - e forse il fondo non si è ancora toccato. Viene voglia di aspettare il ritiro di Berlusconi per poter votare il centrodestra di Fini, fate un po' voi.

mario

11 ago 2009 14:20

Il PD è un partito nato male e morirà peggio. Dopo che Bersani avrà vinto le primarie e sarà eletto segretario una parte consistente del PD andrà via magari seguendo le sirene di Pier Ferdy Casini. Il risultato sarà un PD marginale ( 15 - 16 % dei voti ) ed un UDC al 7 - 8 %. Questo dimostra che non si possono fare operazioni di potere per il semplice motivo che gli italiani, nonostante le analisi contrarie, non sono nè scemi nè cretini. Ma forse è meglio così. Chisssà che che dalle ceneri di questo PD non possa rinascere in Italia un partito socialista, riformista e liberale di cui tanto abbiamo bisogno.

maria

11 ago 2009 14:19

abbiamo, forse, dimenticato che il pd ha perso quattro milioni di voti? perchè non ce ne chiediamo i motivi, invece di perdere tempo ed inchiostro dietro le faccende del premier, che abbiamo visto, non solo lasciano il tempo che trovano ma ci fanno perdere credibilità e voti! la gente cosiddetta normale, come me e tantissimi altri, sono anni che si chiede dove è finito, se mai è esisto il partito dei lavoratori? da troppo tempo il pd ora e il pci, pds, prima erano vicini non agli operai e alle fabbriche ma ai banchieri, ai miliardari, agli intellettuali miliardari, agli imprenditori d'assalto che grazie al partito navigavano nell'oro, al cinema creando mostri sacri da sciaquette e istrioni. ci siamo stancati di questo pd da slot e barche vela, da intrallazzi e mazzette ed ora siamo alla resa dei conti. conti che purtroppo si riveleranno con saldo negativo qualunque dei tre vinca. ormai, cari signori, il pd è morto, e con lui sono morti gli ideali che incarnava. che tristezza!! che voglia di prendere a calci i parlamentari che ci hanno rappresentato e che ci hanno rovinato, garantendo però a loro stessi e agli amici degli amici, prebende e agi! che voglia di prendere a calci i giornali che ci hanno rappresentato raccontandoci per anni di una superiorità che si è rivelata non solo inesistente ma bugiarda. che voglia di bruciare repubblica che si è presa la briga di dettare la linea politica ai nostri portandoli in fondo al baratro, senza che si alzasse una sola voce fuori dal coro. che voglia di bruciare l'unità, giornale fondato da gramsci ridotto a un giornaletto di gossip, peggio di chi e di novella 2000! che tristezza dover raccogliere le briciole di un'ideologia che ha accompagnato non solo la nostra giovinezza ma anche la maturità di molti di noi per renderci conto di aver speso tempo e voti per chi non lo meritava. aver sbucciato, gratis, cipolle alle feste dell'unità in nome di un qualcosa che si è rivelato inesistente! che rabbia aver trascorso serate nelle sedi di partito a discutere di cose che evidentemente interessavano solo noi poveri illusi, mentre a quelli in alto non interessavano affatto, penavano solo ai fatti loro, alle loro tresche, alle loro beghe di correnti, ai loro interessi personali e nient'altro!

Marco

11 ago 2009 14:19

Per me l'unico in grado di salvare il PD è Ignazio Marino. Questo sondaggio è una vera e propria bufala, utile all'apparato dalemiano per tenere botta. Ho preso la tessera Pd solo per sostenerlo. Il 25 Ottobre non sarà tutto così scontato. E nel caso Marino non ce la facesse, tornerò a votare Di Pietro, resituendo la tessera al circolo Pd ed assistendo alla lenta consuzione del Pd che passerà nel giro di due anni dal 26% al 12%. Ad essere ottimisti

Emilio M.

11 ago 2009 13:52

Mai una parola su quello che accade a Destra dove un Padrone decide e tutte le pedine si accomodano in attesa di occupare la prima casella libera, sia il posto in Parlamento, la direzione di Rai 1, una comparsa nella fiction, un posto in cucina, la direzione di Panorama, la gestione del Ramo assicuraizoni, la Presidenza dell'ente non più inutile per avere un posto in più da dispensare, la Presidenza della Provincia,l'Assessorato alla nipotina ecc.ecc. In giro non c'è grande entusiamo ma credo che non si possa tacere lo sforzo interno del PD dove, pur con tutte le pecche, un percorso congressuale è stato avviato : ci sono 3 candidati che interpretano 3 visioni differenti di Partito e alleanze. Nelle feste e nel paese ci sono dibattiti e discussioni. L'unico neo è che non si sa niente perchè i Telegiornali evitano accuratamente di parlare del PD (forse per non far emrgere la diversità con il PDL) , se non quando emerge l'ennesima lotta interna....che tutto sommato ci può stare perchè comunque siamo in un partito democratico, dove si discute e non ci si alza solo per andare a tavola dopo che il Gran Padrone ha detto "andiamo".

aldo

11 ago 2009 13:36

non mollatele le primarie, è l'unica interessante novità politica che fa rima con il PD

silvia cecchini

11 ago 2009 13:32

E da quando il numero di chi vota alle primarie deve essere uguale o vicino al numero di chi vota il partito alle elezioni? E' ovvio che chi si attiva è sempre una minoranza. Gli iscritti sono i militanti, i votanti alle primarie sono militanti in scala ridotta. I "semplici" elettori non devono per forza essere in queste categorie. Personalmente preferisco un partito ben strutturato e amo poco le primarie in quanto a rischio di inquinamento dall'esterno ma votai per Prodi per dare una spinta all'Unione, non votai per Veltroni e voterò per Bersani. Comunque qualunque cosa faccia il PD, non va bene. Come in quella storia di padre, figlio e l'asinello. A destra invece (dove ovviamente sono tutti poveri) vengono sciolti e creati partiti con una dichiarazione a caso. Quanto ai leader si autonominano a vita perpetua. Però sono critici con gli altri... Siamo alle solite: facce di bronzo da non credere.

nunu

11 ago 2009 12:45

Preferisco questo alla sporcizia che si vede a destra.

Sempervoster

11 ago 2009 12:02

Finalmente ! Grazie !

fratino

11 ago 2009 12:00

Buongiorno. La corsa al segretariato è una finzione e lo sappiamo tutti , quindi i sondaggi non servono. Da anni gli Amici della Sinistra sono: i grandi capitalisti miliardari come DeBenedetti e Montezemolo, i grandi banchieri miliardari come Bazoli, i grandi intellettuali miliardari come Eco; mi chiedo: che cosa hanno in comune con il popolo della Sinistra questi Amici? Aspirazioni personali, problemi economici, onestà intellettuale, istanze ideologiche, progetti per il futuro, voglia di equità sociale? Qualcuno mi risponda. Una volta c' erano i Padroni ed i Proletari: cos' è cambiato per il popolo della Sinistra con questi Amici? Le primarie non serviranno a nulla; come sappiamo tutti noi, il prossimo segretario del PD sarà scelto dagli Amici per mettere in atto un programma da loro stessi stabilito e che probabilmente darà vantaggi solo a loro.