Palco e retropalco. Ovazioni ai nomi di Ezio Mauro, Santoro e Travaglio. Dietro le quinte lo show di Di Pietro che attacca a testa bassa il capo dello Stato: «Vile».
Arriva in piazza del Popolo con al seguito uno striscione dell'Italia dei valori. S'è fatto pure un pezzo di strada con i precari della scuola, Antonio Di Pietro, per non perdere l'ennesimo bagno di folla. E conquistato il backstage del palco della manifestazione convocata dalla Fnsi per la libertà di stampa, approfitta di ogni telecamera disponibile per fare il suo show. Che con l'informazione ha poco a che fare. Spara ad altezza uomo e non salva nessuno, autoincoronandosi unico oppositore del Governo e accusando il Capo dello Stato di essere un novello Ponzio Pilato.
«Noi al voto sullo scudo fiscale eravamo presenti in modo pressoché totale e lamentiamo che l'opposizione nel suo complesso non abbia saputo fare quadrato almeno per respingere quella legge sbraita Tonino - Ma si sa, in Italia ci sono due opposizioni: quella dell'Idv, che è ferma e fa sentire la sua voce, perché ritiene che il Governo Berlusconi faccia male al Paese, e poi c'è l'opposizione del giorno dopo, quella che dice che Berlusconi sta al governo per colpa di Di Pietro. Io dico che ci sta per colpa di una opposizione cialtronesca, che rinuncia a fare il suo dovere». E poi se la prende con Giorgio Napolitano che ha firmato la legge: «Un gesto pilatesco, oggettivamente vile perché rinuncia alle sue prerogative costituzionali». In serata, il Quirinale gli risponderà con una nota: «La Costituzione non attribuisce al capo dello Stato alcun potere di veto, come invece si tende a far credere».
Nel frattempo, la piazza che teme il bavaglio di Palazzo Chigi è stracolma e colorata. Ci sono i giovani e gli anziani, la Cgil e i giornalisti. E tanti cittadini, il popolo che legge i giornali e teme davvero che gli spazi di libertà dell'informazione siano messi a rischio dalla difesa degli interessi del Palazzo. Gli slogan parlano dei “farabutti”, della censura, di Silvio Berlusconi sulla scia di Vladimir Putin. Ma anche della precarietà degli operatori dell'informazione, non tanto dissimile da quella degli insegnanti con il posto a rischio che raggiungeranno in corteo piazza del Popolo nel corso della manifestazione e proseguiranno verso viale Trastevere.
Dietro al palco, però, l'aria è diversa. Ci sono più telecamere che giornalisti e, soprattutto, ci sono i politici di ogni sfumatura della sinistra. Si abbracciano e si baciano, ma son l'un contro l'altro armati a contendersi qualsiasi microfono. Il palco non è per loro, e lo sanno, ma la passerella è comunque garantita. A destra del palco arriva Gavino Angius che chiacchera con Franco Giordano, Paolo Gentiloni che abbraccia Vincenzo Vita. Gente che la Rai l'ha frequentata molto e che, meglio tardi che mai, pare abbia scoperto ora che il servizio pubblico non si cura come dovrebbe degli interessi pubblici. C'è Roberto Cuillo che aspetta Dario Franceschini, mentre dalla sinistra del palco arrivano Nichi Vendola, Gennaro Migliore, Paolo Ferrero e Massimo D'Alema, l'unico a dire il vero che con un po' di classe se ne resta defilato ai margini del Circo Barnum. Tanto le telecamere lo cercano da sé. «È sempre di cattivo gusto insultare i cittadini, soprattutto quando si mobilitano così numerosi. Semmai, occorrerebbe capire perché sono qui e che cosa chiedono», si limita a dire, riferendosi al premier che ha definito la manifestazione una «farsa».
Sul palco, il segretario della Fnsi Franco Siddi spiega che «i giornalisti non vogliono e non cercano nemici, gli unici nemici sono quelli che attentano alla libertà». La piazza lo ascolta, i politici meno. Anche perché nel frattempo sono arrivati Fausto Bertinotti e poi Dario Franceschini che annuncia «sanzioni molto severe nei confronti di quei deputati che non hanno una giustificazione incontestabile» per la propria assenza in Aula al momento del voto sullo scudo fiscale. È un attimo e le telecamere sono già puntate altrove, verso Roberto Saviano letteralmente trascinato dalla scorta e barricano in un pullmino da diretta. Dal nulla si materializza sorridente Walter Veltroni che tra una pacca e una battuta a Sky, conquista con Franceschini dieci minuti a tu per tu con lo scrittore sotto protezione. Visite di cortesia, insomma.
Sul palco, intanto, è salito Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale, a ricordare che «la libertà di informazione, è fondamentale per la vita democratica. Una libera informazione è presupposto per una società libera». La piazza applaude, i politici sono impegnati nelle interviste. C'è pure qualche rappresentante del mondo dello spettacolo: Gianni Minà e Stefania Sandrelli. I veri protegonisti della protesta, da Marco Travaglio a Michele Santoro e persino Serena Dandini, qui non si fanno vedere, preferiscono stare tra la gente.
E se Ignazio Marino è timido quasi come Luigi De Magistris al cospetto dei cronisti, Pierluigi Bersani arriva subito al nocciolo delle due questioni sul piatto: «La piazza di oggi ci conferma che il problema dell'informazione c'è». E c'è pure Di Pietro che le ha sparate grosse: «Non sono accettabili questi modi di rivolgersi al presidente della Repubblica e di criticarlo».
Il sole sta calando quando il microfono è affidato a Saviano: «Quello che sta accadendo in questi giorni dimostra che verità e potere non coincidono mai» dice con semplicità. Gli applausi si sprecano, la piazza è tutta con lui. E anche con la precaria della scuola che riporta tutti con i piedi per terra: «Mentre noi venivamo licenziati in massa, voi titolavate sulle escort. Fate il vostro mestiere, raccontate il Paese reale».
lunedì, 5 ottobre 2009
commenti dei lettori
9 commenti presenti
la pravda
05 ott 2009 17:01
I partecipanti alla manifestazione,la cosiddetta piazza,sono sempre da capire.Loro sono lì in buona fede,disinformati ,ma in buona fede,come i contadini comunisti di Baaria che credevano nella redenzione del cominismo non sapendo quel che avveniva dove il comunismo era al potere davvero.Ma gli organizzatori?Loro sono oggi come i capi comunisti di una volta,che sapevano bene come stavano le cose,ma continuavano a mentire sapendo di mentire.Quanto a Saviano gli preferisco Giancarlo Siani ,per il quale, mentre ne scrivo il nome ,mi alzo in piedi.
MAURO1
05 ott 2009 15:50
Signori di sinistra, poche storie. 300.000 persone che hanno tempo da perdere NON RAPPRESENTANO l'Italia, che vi piaccia o no, visto che alle elezioni avete preso 10 milioni di voti. Quelli che non c’erano, dove stavano? E poi, finchè prendete 10 milioni di voti e gli altri 10 milioni e 1 voto in più.... solo le manifestazioni di piazza potete fare e pure fasulle! A proposito: nei 300.000, quante escort c'erano? Ed erano di più o di meno dei COGLIONI?
aH,.ah,ah.
urkuz
05 ott 2009 15:39
cosa centra una pensionata novantenne ( e un po' suonata a dire il vero ) con la "grandiosa " manifestazione ? C'entra perchè è una di quelle migliaia di pensionati portati in piazza ( anzi in gita tutto compreso e "gratis" ) dalla CGIL PENSIONATI. Perchè i giornali, una buona volta,non vanno a scavare tra i professionisti dello scrocco e su quanto stanzia la cgil pensionati per i viaggi di piacere con inclusa "manifestazione ?
elio
05 ott 2009 14:48
pasquale è proprio così, e la cosa enorme è che proprio chi si dichiara di sinistra ne è l'inconsapevole artefice! inconsapevole perchè leggermente tratta queste cose così importanti, inconsapevole si è fatto trascinare in piazza con la scusa della libertà di stampa per poi scoprire che la stampa non c'entrava niente ma era solo contro berlusconi, imbrogliato dal gruppo de benedetti, che tanti ha fatto piangere negli anni scorsi, solo per interessi di bottega si è fatto strumentalizzare da questi veri mafiosi, che mai hanno rischiato del loro ma si sono arricchiti grazie ai governi amici ed ora vedono il loro potere tremare. che sciagurati siamo, continuiamo a fare il gioco dell'avversario con la massima leggerezza!
aldo
05 ott 2009 14:28
Di Pietro chi ? il recordman delle querele ai giornali ? Ha perfettamente ragione Berlusconi : una farsa.
x pasquale
05 ott 2009 14:21
x pasquale: qualcosa di buono si intravedeva?
ma qualcosa che?
che coraggio, Berlusconi è solo "chiacchiere e distintivo", parla e non combina niente
spesa pubblica alle stelle (aumentata a dismisura), crisi fuori controllo, federalismo di facciata, riduzione forte degli investimenti per sanità, scuola e sicurezza, non mi viene in mente una cosa buona (a parte la spazzatura a napoli che è una vicenda intrisa di camorra)
Maurizio
05 ott 2009 14:19
W L'Italia Democratica. W L'Italia libera & europea...
ROSARIO
05 ott 2009 13:12
Nella manifestazione c'era anche Di Pietro, quello famoso per le sue 340 querele a tutto e a tutti,specialmente ai giornalisti. Non mi sembra che il sig. Siddi in passato sia intervenuto nel merito. Il sindacato unico dei giornalisti , al quale mi onoro di non appartenere, e' diventato una corrente di pensiero unico , quello di Repubblica. Per quantp riguarda Di Pietro, sono sicuro che il Presidente Cossiga gli avrebbe mandato i Carabinieri.
pasquale
05 ott 2009 12:27
tira brutta aria,una bruttissima aria di dittatura in Italia ma non quella che si vuol far credere, grossi interessi economici premono per la caduta di Berlusconi
interessi che non hanno nulla a che vedere con lo sviluppo del paese i Di Pietro, DAlema, Santoro, Franceschini,Mauro etcc.etcc
sono solo mezze cartucce nelle loro mani che usano a loro piacimento.
E' un peccato pero' qualcosa di buono si intravedeva, ritorneremo di nuovo
alla vecchia politica fatta di sole chiacchere..di buonismo ipocrita
e di tanta gente che si rimpinzera' di nuovo con le casse dello stato e noi poveri
italianucci cosa ci rimmarra'?Novantesimo minuto!!!!!!!
continuate..continuate.....
e secondo voi i miei figli li lascio nelle mani di questi signori?
li mando all'estero e vederli poche volte piuttosto di metterli nelle mani di Di Pietro, DAlema ecc...