La settimana appena trascorsa merita di essere ricordata come una di quelle in cui la vocazione autolesionistica dell'opposizione si è espressa ai livelli più alti. Non c'è da stupirsi troppo, i precedenti sono numerosi, e d'altra parte non potrebbe andare diversamente in una situazione in cui Antonio Di Pietro può presentarsi alla manifestazione per la libertà di stampa, ieri a piazza del Popolo, dichiarando ormai non senza qualche ragione «l'opposizione sono io». Ed è sempre più chiaro di che razza d'opposizione si tratta.
L'Italia dei valori è come quei negozi di copertura, dove l'attività principale copre lo svolgimento di altri e più remunerativi traffici: formalmente l'Idv “vende” l'opposizione dura e pura a Berlusconi, ma di fatto campa minando il terreno dell'opposizione e delle istituzioni e poi piantando la propria bandiera sulle macerie, come dimostra - non bastassero quasi due anni di esempi - il fatto che in un giorno solo l'ex pm ha dato di «cialtroni» ai suoi alleati del Pd e ha accusato di «viltà» il capo dello Stato per la decisione di firmare il decreto anticrisi.
L'ennesimo attacco di Di Pietro a Napolitano offre un perfetto campionario di opposizione sterile e demagogica, qualunque sia il metro di giudizio. Nel merito, l'ex pm ignora, o finge di ignorare, che il decreto approvato dal Parlamento è un correttivo di un precedente decreto, osteggiato con grande forza dalle opposizioni e, anche per questo, tornato in Parlamento per essere revisionato. Non promulgare il nuovo provvedimento avrebbe come effetto principale non quello di bloccare lo scudo fiscale ma semplicemente di tornare alla sua non meno vituperata versione originale. Nel metodo, appellarsi a Napolitano affinché non firmi significa chiedergli, in nome della Costituzione, di uscire dalle prerogative che la Costituzione stessa affida al capo dello Stato. Una contraddizione palese che solo la canea giustizialista non vuol vedere. Infine, sul terreno strettamente politico, nell'ultima intemerata dipietrista rispunta una folle pretesa di delega al Colle, come se Napolitano potesse intervenire laddove l'opposizione non ha i numeri o la forza o l'intelligenza di fare da sola il proprio mestiere.
Un mestiere, peraltro, sempre più incerto, perché il partito che dell'opposizione dovrebbe essere architrave scricchiola sempre più. Il congresso Pd si trascina con un carico di veleni: accuse di brogli, denunce di complotti, accuse di immoralità. L'impressione è che una parte del gruppo dirigente democratico, davanti alla prospettiva di una sconfitta ormai più che probabile, stia giocando a sua volta allo sfascio, cedendo alla tentazione di picconare l'edificio prima di lasciarlo agli avversari interni. Ma l'edificio è malfermo di suo. La vicenda dello scudo fiscale è esemplare. All'opposizione è riuscito un altro miracolo a rovescio: dello scudo si parla più per le assenze in aula dei deputati democratici al momento del voto finale (non erano gli unici...) più che per il provvedimento in sé. E mentre il Pd si dilania nell'ennesima polemica intestina, incalzato dai dipietristi, governo e maggioranza ringraziano e procedono indisturbati.
In questo scenario la manifestazione di ieri sulla libertà di stampa è stata la rappresentazione plastica del limbo in cui si trova il Pd, coi suoi leader presenti ai piedi del palco di piazza del Popolo, stretti tra una manifestazione i cui promotori e protagonisti sono altri e una piazza che non riconosce alcun ruolo di mediazione al partito che, in teoria, ne dovrebbe organizzare la rappresentanza. Ancor più che all'epoca del maxi-girotondo di piazza San Giovanni - era il 2002 - una fetta del popolo di centrosinistra ha scelto i suoi referenti fuori dalla politica in senso stretto, anche e soprattutto perché manca un'offerta alternativa.
Il principale partito d'opposizione, perso dietro una crisi di identità cui il congresso non ha offerto soluzione, non ha ancora capito come maneggiare la politica al tempo delle escort, che è all'origine anche della manifestazione di ieri. Non trova la giusta distanza dalle campagne giornalistiche, cioè un atteggiamento che non sia né la supina adesione di certi frangenti (basti ricordare l'ultima campagna elettorale per le europee) né la totale inerzia di altri (durante la quale, perlopiù, scatta l'autocritica per essersi lasciati trascinare dalla foga). Non riesce a parlare al paese, a impostare una agenda sua e a smettere finalmente di inseguire quelle altrui. Che siano quelle del governo, dei giornali o degli ex pm la cui unica logica è quella del tanto peggio tanto meglio. E peggio di così non sarà facile andare.
lunedì, 5 ottobre 2009
commenti dei lettori
9 commenti presenti
laura
05 ott 2009 16:18
Penso che Di Pietro rappresenti il livello culturale di buona parte de Magistrati Italiani che, purtropo, non si capisce dove e come prendano le lauree e vincano i concorsi.
Paolo G
05 ott 2009 16:15
Di Pietro, in modo rozzo e spesso con smodata aggressività, copre un vuoto nella politica italiana: l'opposizione non esiste al di fuori di lui. E mentre nel PD cianciano e fanno i conteggi degli aderenti all'una o all'altra corrente, mentre si gingillano con una campagna interminabile per le primarie (pochi parlano del fatto che tra le dimissioni di Veltroni e l'elezione di un segretario "definitivo" e legittimato saranno passati nove mesi: una gravidanza politica che di certo non fa ben sperare in proposte rapide e concrete ai problemi del paese) Di Pietro e i suoi urlano e schiamazzano, sparano in aria senza preoccuparsi che i colpi vadano a segno, insultano anche chi rende un servizio al paese, finiscono per rendere poco credibili anche punti di vista con riscontri sacrosanti e indiscutibili. Quando mai avremo un'opposizione dura, ma allo stesso tempo credibile ed efficace?
Aloisio Felsineo
05 ott 2009 16:07
MINCHIA, DI PIETRO MAFIOSO E'? CON LA COPPOLA SI FECE FOTOGRAFARE? ALLORA IO VOTAI " L' ITALIA DEI VALORI" CHE COVO DI MAFIOSI E' ? SPUDORATISSIMO E PURE FALSISSIMO....... ALLORA IN GALERA DEVE STARE, ALTRO CHE IN PARLAMENTO.........!!!!!!!
MAURO1
05 ott 2009 15:56
Giovanotti di sinistra, poche storie. 300.000 persone che hanno tempo da perdere NON RAPPRESENTANO l'Italia, che vi piaccia o no, visto che alle elezioni avete preso 10 milioni di voti. Quelli che non c’erano, dove cazzo stavano? E poi, finchè prendete 10 milioni di voti e gli altri 10 milioni e 1 voto in più.... solo le manifestazioni di piazza potete fare! A proposito: nei 300.000, quante puttane c'erano? Ed erano di più o di meno dei COGLIONI?
aH,.ah,ah.
claudio m.
05 ott 2009 15:39
Sig.CAPPELLINI se lei avesse un quarto delle palle di DI PIETRO potrebbe parlare ma lei e' uno di quei giornalista che non ha mai raccontato niente del marciume chè c'è nella politica italiana.Lei per caso a visto primaserata l'indagine sulla TAV?rispondo io no.Se fosse un giornalista vero indagherebbe e poi scriverebbe quanto ce l'hanno messo nel culo a noi cittadini sti politici di merda.Dunque prima di parlare di qualcuno che sta lottando per riportare l'onesta nel nostro paese conti fino a 10 po vada a pescare invece di scrivere.Lei ha ragione su una cosa che forse il PD è quasi peggio del PDL
urkuz
05 ott 2009 15:31
Ricordiamoci il 1919... anche il futuro Duce ha cominciato così...ed era di sinistra...occhio italiani...occhio...
Wolf
05 ott 2009 14:41
Un grazie a quel genio di veltroni per aver resuscitato l'analfabeta ADP...
bentivi
05 ott 2009 13:20
Nella nostra bella Italia,quello che manca è una vera opposizione,che parli di programmi e idee,per riconquistare un nuovo elettorato.Ma le ultime sconfitte elettorali,a cosa sono servite,se proseguono ancora a demonizzare Berlusconi e cercare nuovi alleati.Io da giovane,purtroppo, ero attivista comunista,e ricordo che le prime nozioni sulla politica erano:L'AVVERSARIO POLITICO BISOGNA CONBATTERLO NON SUI PROGRAMMI,MA DIFFAMARLO MORALMENTE,CON MENZOGNE.Ecco la sinistra ,si deve vergognare,loro solo possono parlare di moralità e democraticamente,chi non la pensa come loro ,subito insorgono ,contro un'ipotetico regime poltico,PER INSEDIARE UN REGIME MEDIATICO.Ora c'è Berlusconi,identificato come un diavolo e un puttaniere,nel passato Craxi era un ladro(loro tutti onesti,come la famosa banda),Andreotti un mafioso (ma mi facciano il piacere).Personaggi senza vergogna.Come partito di opposizione ,non considero quello del questurino di 4 elementare,famoso trattorista in quel di Montenero di Bisaccia,il rappresentante dell'Italia dei forcaioli.Gente rispettosa degli altri,culturalmente superiore ,usano un linguaggio mai offensivo e mai ad alta voce,rispecchiano in tutto il loro chavez molisano.Vedondolo in tv ,quando protestava contro il condono fiscale ,con coppola e sigaro,mi sono chiesto:MA SARA' UN MAFIOSO VERO?.Per finire un consiglio alla sinistra progressista:attenti a di pietro,è come Pinochet,quelli nche oggi lo difendono,un giorno saranno i primi a pentirsene.Quest'uomo è una scheggia impazzita nella nostra democrazia,un individuo che apostrofa il nostro Presidente della Repubblica con la parola vigliacco,deve essere isolato.Questo personaggio non è, nè di destra ,nè di sinistra e per il nostro e il suo bene,serve una visita psichiatrica,ma nel più breve tempo possibile.
Giuseppe Fumagalli
05 ott 2009 12:15
Di Pietro è ormai una delle schegge impazzite della politica italiana: il fumo dell'incenso che gli era stato tributato per Mani Pulite deve avergli dato alla testa allora ... e oggi se ne vedono le ricadute. Ha finito con l'essere il miglior alleato e la "stampella" privilegiata di Berlusconi: chissà se il nostro se ne rende conto? Con entrambe le possibili risposte non c'è comunque da stare allegri!