venerdì, 3 settembre 2010 ore 12:15

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L'ottobre nero di Mara
di Alessandro De Angelis

Mara Carfagna. Mezzo Pdl non ne può più e le boccia due provvedimenti in un mese. Governatrice in Campania? Il capo dice no: «Lei resta qui».

Ottobre, mese consacrato al rosario. Però per Maria Rosaria Carfagna detta Mara si è trasformato in un Calvario. Parlamentare. Ormai non si contano più le stazioni della sofferenza per la first lady dei sogni del Cavaliere («Se non fossi sposato ti sposerei» le disse il Capo nella notte dei Telegatti di due anni fa). Due, nell'ultima settimana. Nel giorno della bocciatura del Lodo la maggioranza è andata sotto diverse volte sul provvedimento da lei proposto per istituire il Garante per l'infanzia. Ora il ddl è tornato in commissione e chissà quando riapproderà in Aula, visto che piaceva, nella formulazione originaria, solo alla ministra. Passa una settimana e il Parlamento affossa pure la legge anti-omofobia: una norma, nata con spirito bipartisan, che la bella ministra aveva caldeggiato e non poco. Tanto che ne aveva chiesto il ritorno il commissione per salvarla e favorire il cambiamento di quei punti che si sono rivelati incostituzionali, e su cui è stata affossata. C'è però un dettaglio. Prima della conta finale, quando si è votato per il ritorno in commissione e l'opposizione ha premuto il tasto rosso, anche il Pdl ha fatto lo stesso. Con buona pace del fatto che sul ddl ci aveva messo la faccia la ministra. Ci teneva, insomma. Anche se, in quel momento, non era in Aula.

È più di un caso. In verità i parlamentari azzurri non ne possono più della Carfagna, pure i fedelissimi del Capo. Il gossip non c'entra. C'entra, per una volta, la politica. Da quando si è messa al timone del dicastero delle Pari opportunità l'ex reginetta dei calendari ha deciso di diventare la miss del politically correct. Su tutto. E con piglio intransigente. Tanto che si è concessa uscite che ad altri sarebbero costate la carriera politica. Alimentando più di un malumore. Come quando - mentre il premier veniva travolto dalle rivelazioni delle escort pagate da Tarantini - presentò il suo «book» su un anno di governo, colore blu Armani, il suo preferito. E tra una foto e l'altra lasciò nero su bianco una promessa solenne: «Presto diventerà legge un testo contro la prostituzione. È sentita come prioritaria l'esigenza di colpire chi si avvale della prostituzione o contatta delle persone che si prostituiscono alimentando il mercato del sesso». Nessuno le disse niente. Per non parlare delle incursioni che i big del Pdl le hanno perdonato per carità di patria. O per rispetto verso il Capo. Come quando dopo il congresso del Pdl bacchettò i poveri triumviri - stremati per aver pilotato la fusione tra il corpaccione di An e quello di Forza Italia - impartendo loro per iscritto una lezioncina sulle quote rosa. Lettera cestinata, in silenzio.

Alla lunga però anche nelle monarchie arriva la rivolta dei cortigiani. Soprattutto perché la ministra alle dichiarazioni fa seguire i fatti. È una tosta. Non conosce cosa sia la collegialità nelle scelte. Va avanti senza sentir nessuno. E di scelte ne ha prese, nella sua crociata politically correct a difesa di bambini, donne, gay. Di lei non si può certo dire “sotto il vestito niente”. Già, perché sotto il vestito del provvedimento per istituire il Garante per l'infanzia non c'erano solo buone intenzioni. Di fatto, per tutelare i bambini veniva creata una struttura non terza - come tutte le Authority del mondo - ma una succursale del ministero delle Pari opportunità. Con tanto di direttore generale ben retribuito, quasi 200 mila euro l'anno. Sarebbe stato il motivo per cui quel giorno, con il pretesto dell'ansia da attesa del Giudizio (sul Lodo) molti azzurri sono rimasti a casa. Secondo qualche maligno per quell'incarico la ministra aveva già immaginato di nominare una sua strettissima collaboratrice. E anche sul provvedimento anti-omofobia è scattata una sotterranea rivolta. Dice un azzurro di rango chiedendo la garanzia dell'anonimato: «Se passa il principio della tutela di genere sull'omofobia il passaggio successivo sono i dico, poi i matrimoni per i gay. Insomma prima di mettere delle mine nella maggioranza bisognerebbe pensarci un po'».

Dunque l'autunno del Cavaliere è segnato dal Calvario della Carfagna. Raccontano infatti che il premier non abbia nemmeno voluto sentir parlare delle critiche che più di un parlamentare-avvocato del Pdl ha sollevato a proposito delle norme sullo stalking: la prima battaglia della ministra che si impuntò al punto tale che la legge fu inserita addirittura nel decreto sicurezza. Pare però che non stia funzionando: più di duecento arresti “facili” di persone che sono state scagionate in breve tempo, per inconsistenza di prove. Potenzialmente un boomerang comunicativo (per la serie: un complimento di troppo non è molestia), dopo l'enfasi neo-femminista impressa al provvedimento. Ma al Cavaliere del fallimento della Carfagna non si può parlare. Negli ultimi giorni ha pure detto un no deciso a una delle tante ipotesi che gli sono state sottoposte in vista del grande risiko delle regionali: candidare la ministra in Campania, dare il suo dicastero alla Gelmini e mettere all'Istruzione Formigoni. Niente da fare. Una parlamentare racconta che la reazione di Berlusconi è stata questa: «Mara da Roma non se ne deve andare. È la mia Musa ispiratrice».

giovedì, 15 ottobre 2009

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commenti dei lettori

6 commenti presenti

Flaminio

15 ott 2009 22:30

Propongo di ascoltare la taranta de lu centrodestra di checco zalone: "Viva Mara Carfagna, Viva la..." http://www.youtube.com/watch?v=To6uxCY53j4

Paolo

15 ott 2009 19:05

A Genova diremmo che è la nostra "muSsa ispiratrice..."

49franco

15 ott 2009 18:31

Ti sei confuso. Il decreto sull'omofobia è uno scivolone tutto interno al PD.

rebyjaco

15 ott 2009 16:39

Non se ne può andare. Già a scuola era brava in orale, il capo ha bisogno di Lei. Inioltre ditemi sinceramente, ma vi sembra che possa fare la Governatrice della Campania ? Sarà così com'è, ma la reputo una persona onesta. In Campania ci devono mettere (come sembra che facciano) gente coinvolta e col pelo sullo stomaco.

bramino

15 ott 2009 16:34

sarebbe troppo lontana dai piaceri della mensa del re!

geppino

15 ott 2009 14:20

perchè sei così maschilista e volgare, possibile che dobbiate trasformare questo giornale di nicchia in qualcosa di illegibile