venerdì, 3 settembre 2010 ore 11:44

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Il sogno nichilista di Cacciari
di Luca Mastrantonio

Il programma politico-filosofico del sindaco di Venezia sta per realizzarsi: Venezia senza abitanti. Morte a Venezia, trasformata in parco tematico per zombie, un museo di bellissime rovine a cielo aperto. Se Venezia e il nordest non raccolgono la sfida delle Olimpiadi, la Serenissima e le sue province rischiano di diventare ancora più marginali in Europa e in Italia. E non saranno Brunetta o Laura Fincato a salvarla, né la classe dirigente della Lega, che pure si è rinnovata e ha un legame stretto, ma segue il suo popolo più di quanto lo guidi, megafono di un territorio che ha perso competitività per carenza di infrastrutture e ossequio delle rendite, come quelle dei gondolieri.

Venezia Oscar 24/10/2008 Massimo Cacciari alla cerimonia d_inaugurazione del progetto __Venezia Accessibile__ promosso dalla Venice Marathon e Uffiocio Eliminazioni barriere archittetoniche del Comune di Venezia foto Omega/Colombo Giancarlo __Citazione Obbligatoria - Venezia Oscar 24/10/2008 Massimo Cacciari alla cerimonia d'inaugurazione del progetto ''Venezia Accessibile'' promosso dalla Venice Marathon e Uffiocio Eliminazioni barriere archittetoniche del Comune di Venezia foto Omega/Colombo Giancarlo ''Citazione Obbligatoria - Fotografo: Colombo

Ne è convinto, Cesare De Michelis, professore di Letteratura a Padova e presidente della Marsilio, che «finché io vivo rimarrà a Venezia, è l’unica condizione vera che ho chiesto quando siamo entrati nel gruppo Rcs», ci dice con orgoglio, anche perché ora, con il filone di gialli nordici, tra cui Stieg Larsson, la situazione economica è molto rosea.

De Michelis conosce Cacciari dai tempi della rivista “Angelus Novus”, che hanno diretto assieme dal 1964 al 1975, ma non riesce a perdonagli la sua «affascinante insofferenza» per la gente. «Cacciari sta realizzando il suo sogno nichilista. Venezia si sta spopolando, è in svendita, e lui nega persino che noi perdiamo abitanti», esordisce De Michelis, che incontriamo al bar dell’Hotel De Russie, a Roma, vicino a piazza del Popolo.

«L’idea di Cacciari è di una città vuota, un’idea che lui ha da sempre, e del tutto coerente con l'insofferenza della cultura di sinistra, della sinistra storica. Tutto ciò che è funzionalità, fungibilità, che può essere considerato un bene di consumo è visto come sfruttamento, non come servizio da valorizzare… questa è la radice nichilista di Massimo, che poi arriva al nichilismo dal marxismo».

Dalla lotta di classe alla lotta anagrafica. «Prendiamo Porto Marghera. Cos’è successo? Che per difendere qualche pacchetto di voti è stato chiesto di ridurre i licenziamenti. Benissimo, ma cosa si fa dei danni ambientali dell’industria chimica? C’è chi diceva, anche a sinistra, che si poteva spostare il tutto dall’altra parte dell’Adriatico, come a dire che nell’ex Jugoslavia si può inquinare lo stesso. E invece un polo industriale chimico come quello di Marghera ha un doppio impatto, dannoso: ambientale e occupazionale, perché gli impianti non vengono aggiornati. Andavano ripensati, rinnovati o riciclati».

A proposito di lotte, per De Michelis c’è una battaglia donchisciottesca, di stampo nichilista, che fotografa i paradossi di Venezia: la lotta al moto ondoso. «Combattere il moto ondoso è come combattere la pioggia. Non può che aumentare, perché la gente usa sempre di più le barche per trasportare le merci. È una lotta disperata e priva di senso comune. Anzi, controproducente, perché se vogliamo che il volume d’affari di Venezia non diminuisca, né che scompaiano i suoi abitanti, dobbiamo immaginare che possa essere in aumento. A meno di non trovare una soluzione, che non sia arrivare a Venezia a remi. O ti inventi qualcosa che si muove senza creare moto, che mi sembra un paradosso, oppure cerchi strumenti diversi per trasportare persone e cose. Penso alla metropolitana, da 50 anni si discute ormai della famosa metropolitana sublagunare, un’idea avanzata dal genero di Pietro Nenni, Giusto Tolloy».

Rimanendo ai paradossi, De Michelis parla della politica delle agevolazioni fiscali e dell’edilizia popolare. «Le case popolari vengono date con criteri fondati sulle dichiarazioni dei redditi. E quindi l’unica parte della popolazione di questa costosissima città che non può accedere a queste opportunità sono quelli con salari medi borghesi di natura fissa. Un professore d’università, non ha diritto alla casa a Venezia, perché ha un salario medio, ma non riesce a prendersene una. I gondolieri invece, e non dico che sono tutti evasori, guadagneranno almeno il triplo di un professore, ma dichiarano magari la metà e hanno diritto alla casa popolare. Il paradosso è che resta a Venezia chi ha un vantaggio monetario ma non produce cultura, mentre chi la produce non riesce a restare».

A questo proposito ci racconta un altro aneddoto che riguarda Cacciari. «Quando fui nominato direttore della Marsilio, arrivò la Comunità europea che giudicò “iniqui sussidi” gli sgravi, gli sconti riconosciuti alle imprese sull’Inps. Dissero che questi sgravi falsificavano la concorrenza, anche se non hanno capito che invece aiutavano a tenere viva l’imprenditoria in una zona difficile, per la logistica, soprattutto. Faccio un esempio: a me, da imprenditore, la congestione del traffico costa centomila euro l’anno, in cambio di niente. Se un impiegato deve andare in tipografia ci mette due ore invece di 35 minuti io gli ho pagato quattro volte il lavoro. È un prezzo, non è un costo. Comunque, io dissi a Massimo “guarda che è una rovina, se questi ci condannano a restituire gli sconti per che abbiamo avuto per 10 anni noi chiudiamo baracca e burattini”. Lui disse “ma dai, sono battaglie perdute, vattene anche tu…» – De Michelis lo dice con una erre moscia uguale a quella di Cacciari che sembra una imitazione – «e mi disse “se hai tutti questi problemi perché non ti trasferisci a Milano?”. A Milano? Mio figlio l’altra volta c’ha messo tre ore e mezzo per andare a Milano!».

Che Venezia sia in svendita, sostiene De Michelis, lo si vede dai pezzetti che perde ogni giorno. «Nella lotta elettorale di queste settimane, in vista di marzo, le ultime proposte danno l’idea del clima: si vuole spostare la sede del Comune a Mestre, perché a Mestre, dicono, c’è la gente. Non costringiamola ad andare a Venezia. C’è l’idea di trasformare Venezia in un campus turistico. Ma come? Prima hanno detto di portare l’università a Venezia e ora, per un centinaio di voti che il popolo mestrino darebbe in cambio, sono già pronti a rinunciare al comune?».

Parlando di candidature, De Michelis appare disincantato. «Non ho capito se Massimo si vuole ricandidare… comunque lo farebbe fuori dal Pd. Si è parlato di una lista civica. Capisco che per lui stare nel Pd non abbia senso, ma che senso ha ricandidarsi in una città che sogni vuota? Sarà una lista nichilista… Comunque Cacciari è mio amico, è un genio del fastidio, ha usato il fastidio come strumento di fascinazione. È un sadico seduttore di mondo. Dice: “La gente che gran rottura di palle” e lo dice così bene che la gente pensa che ha ragione». Il contrario di Galan, il governatore. «Un ottimo uomo di governo, che ha governato per 15 anni, ma insofferente dei fastidi che la politica produce. È isolato, e questo non è un valore, in politica».

Renato Brunetta? «Renato… anche lui è un amico, un altro che veniva come me dal riformismo socialista che negli anni di Tangentopoli è stato battuto, lui è un po’ più giovane, e allora è venuto fuori, avanti. Come Sacconi… sono i sopravvissuti, anche Massimo… perché erano seconde linee, perché erano più intellettuali che politici, perché sono stati bravi… ma sono i sopravvissuti. Comunque Brunetta sarebbe sì una novità, una rottura, è una persona dall’intelligenza vivacissima, con una grande passione nel fare le cose, assolutamente straordinaria. Perché ha il difetto che ogni tanto è di una invadente arroganza, un fiume in piena che travolge tutto e tutti. E in politica questo non va bene… non può dire, tanto per fare un esempio, che lui può fare tutto, il ministro e il sindaco. Già era insopportabile quando lo diceva Bassolino». C’è qualche nome che le sembra più affidabile? «Laura Fincato, però non si può prescindere dal partito di riferimento e il Pd, questo Pd, non va bene. Il punto è che bisogna superare categorie di destra e sinistra e le battaglie su presunti valori. Servono partiti e programmi, non battaglie astratte. Se in Ialia Bosetti parla di laici furiosi vuol dire che abbiamo perso la nostra identità. Don Benedetto, Croce, diceva che non possiamo non dirci cristiani. Oggi, invece, viviamo nell’illusione di diventare tutti Odifreddi. C’è una pericolosa radicalizzazione, culturale con Odifreddi, e politica con Di Pietro. Bisogna superare le ideologie, ma con dei contenuti politici. Con l’89 è caduto il comunismo e il socialismo e forse anche il liberalismo. Ci vogliono partiti che rappresentino interessi reali, non presunti valori».

La Lega sembra rispondere a queste domande. «La Lega, a differenza nostra, dei riformisti socialisti, è riuscita a rinnovare la classe dirigente, con Rosi, Zaia e Manzato. E ha sicuramente messo radici profonde nel territorio, a differenza di Pd e Pdl non è verticistica, o comunque meno. Il leader è Bossi, ma ci sono molti emergenti e c’è una base. Anzi, la base è fin troppo dirigente. L’identificazione territoriale della Lega spesso coincide con la difesa dello status quo. Non riesce a diventare classe dirigente nazionale e quindi a farsi carico di un problema in cui le esigenze della gente vengono riclassificate e armonizzate dentro un disegno più grande. Spesso la Lega fa solo da amplificatore dei problemi, non li risolve. Allora: ci sono gli immigrai, la gente ha paura degli immigrati, la Lega dice di cacciarli. Sì, ma dove, come? E vogliamo restare in Europa? E la forza lavoro in Italia da dove la prendiamo?»

Per De Michelis il governo del territorio, sia Italia o Veneto, deve armonizzare bisogni diversi e guardare lontano. «Sicurezza e lavoro, legalità e imprenditoria. Ci vogliono gerarchie, un strategia e una logistica. Questo bisogno in Veneto si vede chiaramente con l’occasione delle Olimpiadi. Per la prima volta tutti sono d’accordo nel dire che è una grande occasione, perché in dieci anni l’area di Venezia e del Nordest potrebbe diventare un’area metropolitana, da megalopoli, mettendo a sistema ma con gerarchie chiare, un territorio che è cresciuto così tanto che è stato bloccato dalla sua stessa crescita. Le industrie venete hanno perso moltissime commissioni internazionali per il costo dei trasporti, che rende poco competitivi i loro prodotti».

E Galan, il governatore, non ha fatto nulla? «Galan è stato tra i più intelligenti, l’ha capito il problema. Così ha fatto realizzare il passante, ha iniziato i lavori per la terza corsia sulla Venezia-Trieste. Certo, siamo ancora fermi sulla Tav, rispetto a Milano-Torino, Milano-Roma e Roma-Napoli. Gli investimenti se li sono presi loro, a Venezia invece non ci sono neanche i tracciati definitivi. Questo è il segno di una arretratezza del sistema territoriale veneto che ha dei picchi paradossali. Avevamo l’università di Padova, uno delle più importante d’Italia e al posto di sostenere la sua eccellenza, si sono costruite università di serie B e C ovunque. Abbiamo tante squadre, uno sfrenato campanilismo, ma nessuna in serie A. Abbiamo due enti lirici, siamo l’unica regione con due enti lirici, a Venezia e Verona. Il “Gazzettino” è tra i quotidiani regionali il più provinciale, meno letto al di fuori della regione e, soprattutto, l’abbiamo venduto ai romani, a Caltagirone».

lunedì, 9 novembre 2009

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commenti dei lettori

7 commenti presenti

sergillo g

10 nov 2009 17:01

Un sessantottino che studia e si applica, se di sinistra vuol dire essere sfigato per scelta. Ma cio che piu stupisce di Cacciari e`essersi fatto vecchio prima di aver capito tutto.

andrea

10 nov 2009 14:51

lo avessero ascoltato prima il buon cacciari ora non saremmo in queste condizioni! sono anni che il nostro filosofo si sgola ma nessuno lo ha ascoltato ed ora si raccolgono i frutti di tanto menefreghismo e di tanta spocchia. non lo so, mi auguro di sbagliare, ma il povero bersani ha una gatta da pelare mica da niente!! districarsi tra vecchi pc e vecchi dc è un'impresa più che ardua, direi impossibile. hanno cambiato nome, hanno cambiato casacca ma sotto sotto batte sempre un cuore pc e dc, le facce sono sempre le stesse e non basta cambiare nome per ripresentarsi, gli italiani non sono più beoti, non ci credono più. da decenni vediamo sempre gli stessi, d'alema, fassino, bindi, veltroni, bersani, melandri, la torre, parisi, finocchiaro, ecc.ecc. ma pensano che siamo tutti imbecilli? loro sono convinti di si anche se abbiamo dimostrato di non esserlo, loro chiudono gli occhi e continuano a mangiare alle nostre spalle, lo sanno che così facendo non risolveranno nulla ma se ne infischiano loro sono sempre la alla faccia nostra.

aldo

10 nov 2009 08:15

Sembra una resa dei conti dopo le dichiarazioni di Cacciari contro il PD dalemiano.

corrado

09 nov 2009 23:47

Va beh,per De Michelis non va bene nulla,perchè non si candida lui a risolvere tutti i problem,visto che sembra avere idee molto chiare?

luciano ferrari livorno

09 nov 2009 16:09

Chi ha costruito Venezia era talmente ricco da permettersi questo miracolo galleggiante,quando era il porto verso l'Oriente.Questo filosofo la vorrebbe tutta per sè,ma Venezia sopravvive se rischia la propria esistenza,come rischiarono i suoi costruttori,mercanti audaci.Venezia fu creata prima dai MERCANTI e poi dagli artisti.

MATTIA

09 nov 2009 12:10

SE VOLETE SALVARE VENEZIA ANDATE SULL'ENERGIA PULITA E' UNA DELLE CITTA' PIU' INQUINATE.POI L'ACQUA NEGL'ULTIMI ANNI SE ALZATA DI 17 CM E DI CONSEGUENZA I PONTI SI SONO ABBASSSATI.SU NATGEO HANNO FATTO VEDERE I MECCANICI DEL PIANETA CHE HANNO COSTRUITO UN BARCA A PANNELLI SOLARI E UN MOTOSCAFO ELETTRICO.QUESTO PUO' ESSERE UN INIZIO MA VENEZIA NON DEVE ESSERE GESTITA DA POLITICI MA GENTE CONPETENTE.

M.

09 nov 2009 11:50

Alla fine aveva ragione F.T.Marinetti: demolire Venezia. Lo aveva scritto in un meraviglioso discorso "contro Venezia passatista" e, come spesso accadde a quel visionario, il tempo gli ha dato ragione. http://gritti.provincia.venezia.it/5E%20area%20di%20progetto/marinetti%20venezia%20passatista.htm M.