venerdì, 3 settembre 2010 ore 12:46

Prima pagina

Staffetta tra Fini e Luca. Alba di Terza Repubblica
di Fabrizio d'Esposito

Movimenti. Lungo intervento di Montezemolo, che sulla giustizia dice le stesse cose del presidente della Camera. Una svolta? Intanto qualcuno spulcia dossier pericolosi su di lui.

©Mauro Scrobogna / Lapresse 09-03-2005 Roma Politica Senato - comunicazioni del Governo su liberazione Sgrena morte Calipari Nella foto: Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il Ministro degli esteri Gianfranco Fini durante il suo intervento

Solo la storia di questo paese dirà se le parole pronunciate ieri da Luca Cordero di Montezemolo all'Università di Roma assumeranno un valore uguale a quelle di Silvio Berlusconi nell'autunno del 1993. Il Cavaliere era a Casalecchio di Reno, in Emilia Romagna, e iniziò a preparare la discesa in campo sdoganando il Msi: «Se fossi a Roma voterei per Fini sindaco». Tre lustri e passa più tardi, un altro imprenditore di rango fa capire di essere pronto per la politica. L'alba della terza repubblica?
In ogni caso quello che colpisce è che anche stavolta il punto di contatto tra il vecchio e il nuovo è rappresentato da Gianfranco Fini. Allora fu Berlusconi a tirarlo fuori dalle secche della prima repubblica.

Adesso c'è Montezemolo che parla come lui. Una coincidenza che si incastra nel day after dell'ennesima tregua tra il Cavaliere e il presidente della Camera, al culmine di una crisi che ha sfiorato il peggio, con la minaccia delle elezioni anticipate agitata dalla seconda carica dello Stato, Renato Schifani. Di più: sembra quasi che sul delicatissimo tornante della giustizia, dove sono andati a sbattere ciclicamente quindici anni di sterile berlusconismo, Fini abbia passato il testimone a Montezemolo. Come in una staffetta. Primo paletto: mai più leggi ad personam. Il presidente di Fiat e Ferrari nonché della nuova fondazione Italia Futura sul punto è chiarissimo: «La riforma della giustizia è necessaria, ma non per far piacere a qualcuno. È bene intervenire sul funzionamento della giustizia, sulla sua efficienza e sui tempi dei processi, ma attenzione al rispetto delle istituzioni perché in caso contrario vuol dire tagliare il ramo sul quale siamo seduti. Il rispetto per le istituzioni è fondamentale». Un affondo ancora più duro, Montezemolo, lo riserva alla guerra interna nella maggioranza: «Oggi vediamo che c'è una coalizione in crisi non perché c'è disaccordo sul programma, ma semplicemente perché le cose non si fanno. La maggioranza ha un grande programma, ma ha una grandissima difficoltà a realizzarlo. Di riforme costituzionali non se ne parla più perché c'è un clima da curva sud». Ecco perché la gente non capirebbe il secondo voto anticipato in quattro anni: «Parlare di elezioni anticipate è qualcosa che gli italiani non capiscono e non capirebbero. Si tira fuori l'argomento come fosse una pistola scarica da gettare sul tavolo a mo' di una minaccia». Dall'aumento della corruzione alla crisi economica («fra un anno sentiremo il peso della disoccupazione») e per finire alla riforma elettorale: «Per i cittadini è insopportabile l'idea di non poter scegliere i propri rappresentanti in Parlamento e limitarsi a fare i notai delle liste stilate dai partiti».

Come ammettono dal suo ambiente, è la prima volta che Montezemolo affronta di petto il nodo centrale del rapporto politica e giustizia all'ombra distorta della seconda repubblica berlusconiana. E se il presidente di Italia Futura appare come il nuovo gemello di Fini questo non vuol dire, però, alimentare i soliti scenari neocentristi modello Kadima. Certo, l'interlocuzione con l'Udc di Casini (che ieri, in sintonia con l'uscita di Montezemolo, ha addirittura presentato una mozione di sfiducia contro il sottosegretario Cosentino, accusato di camorra in Campania) e il nuovo movimento di Francesco Rutelli, Alleanza per l'Italia, è nell'ordine delle cose. Ma per i montezemoliani sarebbe sbagliato limitarsi a parlare solo di complotti o manovre di palazzo. In merito lo stesso ex presidente di Confindustria ha cercato di sgombrare il campo da voci e indiscrezioni: «Non siamo golpisti e non vogliamo fondare un nuovo partito». Piuttosto, a detta dei suoi, Montezemolo vorrebbe seguire un percorso lineare e trasparente per aggregare attorno a sé sempre più consensi. Solo a quel punto deciderebbe che cosa fare. Anche per questo, sinora, è sempre stato riluttante a buttarsi in politica, tirato per la giacca da entrambi i poli a seconda delle varie fasi politiche degli ultimi anni.

Per la maggioranza, il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ha commentato così l'esternazione all'Università di Roma: «Da un lato Montezemolo vola molto alto, da un altro troppo basso. Finora il governo ha fatto molte cose, si è misurato con la crisi economica come hanno anche riconosciuto le autorità economiche europee, per cui il suo lavoro non può essere liquidato con poche battute». Il centrista Savino Pezzotta ha invece detto che non avrebbe «nessun problema a sostenere Montezemolo». In altri ambienti, infine, dove si lavora da mesi al post-berlusconismo e si vede come il fumo negli occhi l'asse Luca-Gianfranco, si spulciano alcuni dossier potenzialmente pericolosi per il presidente di Fiat e Ferrari. In attesa della prossima uscita di Montezemolo, prevista tra pochi giorni a Genova. E chissà se Vittorio Feltri sul Giornale, poi, lo sottoporrà allo stesso trattamento riservato a Boffo e Fini.

venerdì, 20 novembre 2009

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commenti dei lettori

24 commenti presenti

Tommaso David Incamicia

21 nov 2009 10:38

Il Pres. Montezemolo, come purtroppo poche ne sono rimaste in questo malandato Paese, è persona seria e capace. Quella che stiamo vivendo da ben tre lustri, a mio avviso, non è la "seconda repubblica" ma solo il peggiore colpo di coda della "prima", imperniata sul bipolarismo armato che tanti danni ha prodotto nella coscienza civile della Nazione. Il miglior interprete del "colpo di coda", vuoi per le ingenti risorse finanziarie, vuoi per le possibilità mediatiche non comuni, è stato senza dubbio Silvio Berlusconi, che pure un merito ce l'ha: quello di aver impedito, con la prevedibile andata al potere della sinistra, per via democratica, subito dopo tangentopoli, che la ridetta "prima repubblica" proseguisse il suo normale corso con tutti i propri vizi, anzichè annacquarsi come poi è avvenuto in una sorta di transizione senza fine che, tuttavia, proprio ora sembra avviarsi al tramonto. Un tramonto che, inevitabilmente, coincide col declino del "berlusconismo", vale a dire della presunta attitudine ad un esercizio personale e spregiudicato del potere alla guida delle istituzioni, nella vita politica e, più in generale, nel costume stesso del Paese. E' per questo che - pure per un'una ovvia questione anagrafica - le sensibilità politiche e istituzionali più "ragionevoli" e "coraggiose" non possono farsi trovare impreparate al "dopo Berlusconi". Occorre costruire sin d'ora le condizioni per il vero avvento della "seconda repubblica", unendo le migliori energie del Paese e, sul piano politico, salvaguardando quanto di buono comunque ha determinato la nefasta transizione degli ultimi 15 anni: il sistema bipolare. Un sistema, però, fondato sul buon senso e sul confronto virtuoso tra le parti invece che sui muscoli e sui proclami urlati. Tanti sono i segni evidenti che stavolta, forse, si può sperare realmente in qualcosa di diverso e migliore. Le coraggiose puntualizzazioni del Pres. Fini a difesa dei principi di civiltà politica e istituzionale, i tentativi di mediazione (prerogativa della vera politica), specie su questioni scottanti come la giustizia, dell'UDC di Casini e, in ultimo, l'affacciarsi sulla scena dell'Alleanza per l'Italia dei "volenterosi" guidati da Rutelli e Tabacci. Se i sondaggi del Premier fossero stati positivi, credete forse che non si sarebbe già rivolto al "suo" popolo, magari salendo su un altro predellino, per invocare nuove elezioni contro i tanti nemici, interni ed esterni, da cui si sente minacciato? Il bipolarismo che mi prefiguro io da qui a qualche anno (sempre che Berlusconi non sia eterno, si capisce), è quello dove a misurarsi siano una forza liberaldemocratica, popolare, riformatrice e "ragionevolmente conservatrice" ma non reazionaria e padronale, da un lato, e una forza socialdemocratica "senza vergogna", dall'altro. Una grossa mano, in tale direzione, sta già venendo dal PD, dove con l'elezione di Bersani alla Segreteria e il ritorno in servizio permanente del "dalemismo" è proprio alle idee ed ai valori della socialdemocrazia europea che si sta ancorando quel partito. E' sull'altro versante, invece, che bisogna porre rimedio all'anomalia. E il Pres. Montezemolo, laddove interessato, in prospettiva, ad un impegno diretto in politica, potrebbe essere molto utile e svolgere il ruolo di collante tra le varie anime deluse da Berlusconi e dal PD, anime politiche "pure" che, per dna, sono animate gelosamente dallo spirito di conservazione. Staremo a vedere.

colpani gioacchino

21 nov 2009 09:38

E rieccoci. FIAT VOLUNTAS TUA. Che Montezzemolo, sia il ...figlio pre-di-letto dell'Avvocato, è risaputo, e che sotto sotto, le tasse strapagate dalla classe operaia, siano andate a foraggiare la famiglia degli Agnelli, la dice lunga. Adesso che a prendersi la briga delle disastrate finanze del paese si candidi il presidente onnipresente, altro non è che la riconferma che la casta non abdica mai. Quanto a Fini, di questo passo, per l'ennesima volta, si dovrà accontentare a portare il lume. Meditate gente INAPLOK

Grazy

21 nov 2009 01:21

"E chissà se Vittorio Feltri sul Giornale, poi, lo sottoporrà allo stesso trattamento riservato a Boffo e Fini" D'Esposito, credevo che lei si considerasse un giornalista, e per un giornalista degno di questo nome, la cosa più importante non sono i "trattamenti" che altri giornalisti riservano a questo o a quell'altro, ma se le notizie sono vere o false, manipolate o costruite ad arte. Se sono vere, sono notizie e non "trattamenti" come dice lei, ed un giornalista ha il dovere di scriverne, anche se a lei non piacciono! Ogni tanto, metta da parte la sua presunzione e provi ad usare un po' di umiltà imparando da quelli più grandi di lei. Le sarebbe stato utile seguire NDP di Antonello Piroso su La7, avrebbe imparato come giornalisti presuntuosi, faziosi e disinformati, sparino in prima pagina cavolate, senza neppure sapere di che cosa stanno parlano, copiandosi uno con l'altro, solo per faziosità politica. Proprio come il trans Brenda, morto "carbonizzato"!

bianchini

21 nov 2009 00:39

Pdl in una botte di ferro. Figurarsi D`Alema cedere la testa del partito, a Casini DiPietro Bertinotti, o a chicchessia con capacita`vere. Ci sarebbero, nomi autorevoli disposti a scendere in campo, ma nessuno disposto ad accettare d`essere secondo. Ergo; Berlusconi per Cent`anni.

gianni cesarina

21 nov 2009 00:25

Montezemolo, solo un Della Valle piu celebre. Nessuna differenza li distingue, voglia di passare alla storia fuori del loro orto, entrambi insegnano, poi tanto non se ne fa niente. Che gli costa.

carlo carducci

21 nov 2009 00:10

Ci vorrebbe. Lo meriterebbero tutti coloro che soffiano sul fuoco, un governo tecnico come auspicano a sinistra pur di muovere la stagnazione in cui versa. I lavoratori non andare in piazza, tanto Berlusconi e`a casa, emigrare per sopravvivere, ma finalmente giustizia fatta.

Pippo

20 nov 2009 22:15

Ma ancora non avete capito che il Grande Statista di Arcore è arrivato al triste capolinea ? Non vedete nessun altro Leader a Destra in grado di sostituirlo ? Problemi vostri, vuol dire che vi metterete a pettinare le bambole.

Astro

20 nov 2009 21:52

Il potere mediatico di Belusconi è tale che nessuno dei politici del passato riuscirebbe a sopravanzarlo in caso di nuove elezioni. Questo per la "trovata" di porre il nome del premier accanto ai simboli dei partiti. Forse Montezemolo che in politica sarebbe un novizio, che ha in'immagine vincente, che è brillante nel parlare, che manifesta idee di buon senso, forse potrebbe battere Berlusconi, indipendentemente dalla coalizione di cui farebbe parte.

mario neri

20 nov 2009 21:40

L`invidia viene prima dell`oro, da`sollievo in contanti. Ne sono afflitti coloro dai quali ne deriva la minoranza, o ne sono diretti.

Lorenzo de Caprio

20 nov 2009 21:09

Che dire? Mi sembra che d'Esposito veda oggi quella che vuole vedere domani e quel che vuole vedere domani è ciò che spera di vedere dopodomani. Strana però questa (cosidetta) Sinistra italiana. Veramente triste il suo destino se è arrivata al punto di augurarsi un allenza tra un capitalista ed un leader di destra. A pensarci bene...c'è da rabbrividire!!!

Giuseppe Fumagalli

20 nov 2009 19:22

Qual'è lo scandalo nelle parole di Montezemolo? Mi sembrano in sintonia con quelle di un qualsiasi cittadino moderato e non fazioso che abbia pur votato PDL. La cosa scandalosa, da repubblica delle banano e peggio, è il pensare che una qualche "risposta" debba o possa venire dal pistolero Feltri, assoldato dal cattivo di turno: ragione di più, quindi, per sottoscriverle!!!

Jordan

20 nov 2009 18:07

Avanti con la retorica,la nostra borghesia parassitaria non sa far altro che storcere il naso e flirtare con la concorrenza sperando di ottenere favori.L'importante non è assumersi le responsabilità e tirarsi su le maniche ma è essere contro,perchè è terribilmente shic sputare nel piatto in cui si mangia. Questi industriali hanno fatto qualcosa solo perchè ampiamente foraggiati dal potere e sono sempre pronti a mollare alla prima pioggia. E poi considerano una porcata lo scudo fiscale.Questi politici che non erano nessuno e sono stati sdoganati e ripuliti dal nostro ora remano contro fregandosene di chi li ha eletti.Sanno solo prendere le distanze ma in quanto a idee il nulla. Come il nostro presidente che sta zitto quando deve parlare e quando parla le banalità più assolute.Forse ha scordato che il grande sconfitto del lodo Alfano è proprio lui che lo firma e poi glielo sbattono indietro perchè anche le virgole sono anticostituzionali.E se il governo fosse caduto avrebbe dato l'incarico anche a un corazziere pur di non tornare alle urne.Con questa magistratura osannata così equilibrata ed efficiente l'immunità parlamentare è un diritto naturale.Ma tutti lì alla messa di Santoro a dire che non funziona niente e a dare del delinquente a quei pochi che ancora hanno voglia di sbattersi per cercare di tenere in piedi la baracca.Avanti così questa borghesia maneggiona e affarista è il vostro migliore alleato.Ogni tanto,però, un bel ringhio ci sta bene.

Schiatti Vittorio

20 nov 2009 17:45

Ma che ci azzecca Montezemolo con la politica ? E' solo un nome conosciuto, più conosciuto di un qualsiasi "Luigi Bianchi", ma forse di politica il Bianchi ne sà di più. Inoltre in questi momenti di scarso soldo la politica è solo gestione del day by day, inutile filosofeggiare, non serve a nulla e il day by day mi sembra sia stato sufficientemente ben gestito. Inoltre se Berlusconi se ne andasse, chi lo sostituirebbe ? Temo sarebbe la fine del Centro Destra. Non vedo nessuno, nemmeno guardando lontano.

Magutt

20 nov 2009 16:14

Viste le premesse passerei subito alla decima repubblica. Così, giusto per essere sicuri di avere un parlamente finalmente rinnovato. Altro che Luca Luca. :-)

bubastis

20 nov 2009 15:39

La migliore interpretazione di Luca Luca la fornisce Ballantini, l'imitatore di Striscia la notizia. E prima di fare il moralista, sarebbe bene che Luca Luca si rileggesse alcune paginette a lui dedicate, scritte da Mario Giordano in "Senti chi parla", Mondadori Editore. Visto che ha tanto da fare, gli facilito il compito indicandogli in particolare le pp. 77-79. Altro che dossier di Feltri, li si tratta del giudice istruttore Gian Giacomo Sandrelli

GioRgio

20 nov 2009 15:20

La Fiat alla presidenza del consiglio ! Finalmente finirà il conflitto di interessi . In quanto all'aumento della disoccupazione la Fiat sta facendo di tutto per aumentarla . Vedi Alfa Romeo e Termini Imerese . La sinistra sarà certamente contenta . Inoltre la Fiat è certamente la più qualificata per combattere la corruzzione . Non ultimo , ma non meno importante per la sinistra , avremo un presidente del consiglio con tanti capelli . Sarà contento Furio Colombo .

pietro

20 nov 2009 15:18

La quinta "NULLITA'", dopo Casini, Tabacci, Rutelli e Fini; sono i componenti del nuovo complesso " GLI SFIGATOS". penosi!!!!!!!!!!!!!!!!

angelo

20 nov 2009 15:13

signor d'esposito sempre di exort o di mig...te si tratta! lei in questo è maestro non lo batte nessuno, vero? dove vuole che vadano questi due, chi li vota? per fini ormai la strada da premier è preclusa, se l'è giocata da vigliacco, ha venduto la pelle dell'orso prima di averlo ucciso e per lui domani in questo senso non ci sarà. per quanto riguarda il pdl fini ormai è fuori dai giochi, con chi va? con casini? ve li vedete i due galletti spennacchiati in un unico pollaio. va con ciccio cicoria rutelli? peggio che andar di notte. con di pietro? con il pd? come vedete per lui i giochi sono finiti non ha alternative se non subalterne, poteva essere principe ereditario ma la fretta, la superbia e la stoltaggine lo hanno fregato...ben gli sta.

Midode

20 nov 2009 15:04

se la giocano i due phonati? Mavalà!

corrado

20 nov 2009 13:55

Il caro Luca qualche scheletro nell'armadio lo ha.A cominciare da Italia 90.Hasnno un terrore matto di nuove elezioni,sanno che il Papi vincerà a mani basse.Ma non è detto che non ci siano.Intanto il suo amico D'Alema è stato trombato dai suoi in Europa.Peccato,verrà a far danni ancora da noi e al PD,come sempre.Certo che vedere i sinistrati sperare nei fascisti pentiti e nella Confindustria,è veramente comico,come direbbe il suo amico Massimo.

mario stipa

20 nov 2009 13:51

Di quello che dice e fa Fini a noi che, purtroppo, l'abbiamo votato per anni non ci frega niente. Sta dove sta perchè ha carpito, con l'inganno, il ns. voto. Se ne dovrebbe andare e qui mi fermo per evitare querele. Per quanto riguarda Luca Luca continuasse a seguire la Ferrari. Agli italiani non servono nè i Fini nè i Corderi.

mario

20 nov 2009 13:38

E i voti chi li porta di tutti questi per vincere le elezioni?

umberto

20 nov 2009 13:20

Quello che appare come una congiura verso Berlusconi, da parti politico sociali che avrebbero tutto l'interesse a mantenere forte la coalizione di centro destra, non mi pare sia da attribuire solo ad una voglia di protagonismo dei vari Fini o Montezemolo ma ad una constatazione che dovrebbe essere del tutto evidente: Berlusconi non è più presentabile in ambito internazionale ed in campo interno non si fa scrupolo di bloccare il paese, se vi sono fatti che lo possano danneggiare. Purtroppo per la sua storia fatta di successi sia nel campo televisivo che sportivo è ancora visto dalla moltitudine degli italiani che ancora si identifica con l'uomo che si è fatto da solo, come la soluzione ai problemi. Montanelli pur essendo un pessimista,non lo è stato abbastanza quando diceva che gli italiani dopo una legislatura si sarebbero vaccinati.L'influenza è ancora nel picco ed è molto più pericolosa della suina.

salvatore

20 nov 2009 12:00

Che anche i "grossi calibri" incomincino a sparare contro il povero Berlusca, la dice lunga sulla tenuta sua e dell'attuale maggioranza. Ormai, si annusa nell'aria che Berlusconi, ho mantiene le promesse o si deve togliere dalle pa.... L'ultima uscita sulla riduzione dell'IRAP, prima promessa e poi accantonata, ha fatto perdere la pazienza alla Confindustria e non solo. In questo momento lo scambio immunità giudiziaria - favori economici non è più trattabile, per cui il Cavaliere ha una sola via di uscita, o mette mano ad una serie di riforme necessarie e condivise, oppure, come detto prima, si tolga ......, tanto ormai la sua modifica della giustizia se la può scordare.