venerdì, 3 settembre 2010 ore 12:23

Prima pagina

Come riscaldare un mondo che forse si sta raffreddando
di Gianfranco Bangone

Fuga di notizie.  Finiscono in rete migliaia di mail trafugate da un server dell'Università dell'East Anglia. A leggerle sembrerebbe che i dati sul global warming siano stati “addomesticati” o quantomeno che siano stati ignorati («dieci anni con temperature relativamente stabili») quelli che non lo confermavano.

Un migliaio di mail vengono trafugate da un server dell'Università della East Anglia e finiscono in rete. È la corrispondenza fra alcuni ricercatori che hanno contribuito a provare l'aumento delle temperature degli ultimi decenni e il loro lavoro è alla base dei Rapporti dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i mutamenti climatici. Nelle mail rese pubbliche c'è di tutto: espedienti per aggiustare i dati che confermino il riscaldamento, proposte per minare la credibilità dei propri avversari e occultare i dati più scomodi.

Il grafico che vedete in questa pagina è forse il più famoso di tutti i tempi e si è meritato il nome di “hockey stick” (o mazza da hockey). Rappresenta i valori di temperatura dell’ultimo millennio ed è la prova più citata a sostegno della tesi sul contributo delle attività antropiche al riscaldamento globale. La ricostruzione è stata pubblicata nel 1998 e gli autori sono tre climatologi: Michael Mann, Raymond Bradley e Malcom Hughes.

Il grafico assume un significato politico assoluto nel 2001 quando diventa l’architrave del terzo Rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i mutamenti climatici (Ipcc), oltre a figurare in centinaia di documenti istituzionali e politici che sostengono la necessità di tagliare drasticamente le emissioni di gas serra. Va precisato che l’andamento delle temperature indicate nel grafico è una ricostruzione che utilizza varie fonti di dati: misuriamo le temperature a partire dal 1850, per cui per ricostruire quelle precedenti si è dovuto ricorrere ai cosiddetti proxy, ovvero a temperature ricavate dagli anelli degli alberi o a microrganismi contenuti nei sedimenti lacustri e marini. Ma al di là dei tecnicismi, resta il fatto che la ricostruzione di Mann e colleghi dimostra un andamento pressoché piatto delle temperature fra l’anno 1000 e gli inizi del secolo scorso, dopo di che sale inesorabilmente con una curva molto ripida. È quindi un segno evidente che le attività umane sono responsabili, attraverso le emissioni di gas di serra, di questo precipitoso aumento. Da un punto di vista strettamente politico è la pezza d’appoggio scientifica che giustifica il Protocollo di Kyoto e qualsiasi altro programma di mitigazione seguirà.

La controversia sulla solidità di questa ricostruzione inizia nel 2003 quando un consulente minerario canadese, Stephen McIntyre, la sfida apertamente sostenendo che è viziata da artefatti dovuti a calcoli sbagliati e a dati inaffidabili.

Negli anni che seguono si scatenerà un inteso dibattito con decine di lavori pubblicati pro o contro, contesa destinata restare nell’ambito degli addetti ai lavori. Si occuperanno del caso molte istituzioni accademiche fra cui il National Research Council e la National Academy of Sciences statunitense oltre a un sottocomitato del Senato americano ed associazioni disciplinari. Il gruppo originario del 1998 nel frattempo recluta altri ricercatori, viene ribattezzato “The Team” e diventa l’anima “tecnica” del gruppo di esperti dell’Ipcc che realizza la parte scientifica del rapporto redatto ogni quattro anni dall’agenzia dell’Onu. Insomma parliamo di climatologi sulla cresta dell’onda che pubblicano su riviste a grande fattore di impatto e hanno un peso notevolissimo anche nell’influenzare le politiche nazionali sulla mitigazione del clima. Ora però la credibilità di questo gruppo è duramente messa alla prova dalla pubblicazione di un migliaio di mail, che un hacker avrebbe trafugato dal server dell’Università della East Anglia in Gran Bretagna. Anche se l’ipotesi più probabile è che sia stato un ricercatore del gruppo, e non un hacker, a trafugare la documentazione.

Il materiale “piratato” è stato appoggiato su un server russo dove generalmente il popolo della rete si collega per scaricare gratuitamente programmi craccati. Più di mille mail sono oggi disponibili e alcune lasciano sospettare una vera e propria cospirazione per minare la credibilità delle riviste che hanno pubblicato i lavori degli avversari. In un primo momento queste mail sono state definite apocrife, ma siccome potevano diventare un boomerang molti ricercatori chiamati in causa hanno preferito ammettere che sono vere. È noto da diversi anni, ad esempio, che la temperatura in questo momento non è in crescita, così un ricercatore scrive in una mail: «Sì, non è molto più alta del 1998 e tutto questo mi preoccupa… c’è la possibilità di avere davanti un periodo lungo una decina d’anni con temperature relativamente stabili… forse posso tagliare gli ultimi punti sulla curva prima del mio intervento».

Nel 2008 il solito McIntyre inoltra una domanda utilizzando il Freedom Information Act, un provvedimento che garantisce il libero accesso a dati governativi o istituzionali se non attengono alla sicurezza nazionale. La notizia si sparge e immediatamente dopo c’è un fitto scambio di missive in cui si chiede di cancellare la corrispondenza sull’argomento. Ma questo è il meno, le mail più preoccupanti - e sono decine - sono quelle che indicano i modi per aggiustare i dati che non convergono con l’interpretazione del Team.

Questa patata bollente arriva in una fase abbastanza delicata: da una parte manca poco al meeting di Copenaghen dove si discuterà di un Kyoto II che ha già un bel po’ di guai, dall’altra diversi gruppi scientifici stanno lavorando al prossimo rapporto dell’Ipcc dove non si potranno truccare le carte come in passato. Un altro nodo sarà il comportamento delle riviste scientifiche che hanno pubblicato i lavori “addomesticati” e che ora riceveranno non poche contestazioni. Lo scandalo è certamente di enorme portata perché solleva molti dubbi sull’onesta scientifica del gruppo più influente del settore, ma siccome questi ricercatori hanno lavorato con finanziamenti pubblici c’è anche il rischio che si apra una inchiesta federale.

mercoledì, 25 novembre 2009

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commenti dei lettori

7 commenti presenti

Maurino

27 nov 2009 11:53

Perchè c'è chi gode di queste notizie? Forse qualcuno è così fortemente attaccato al suo modo di vivere consumista che teme qualsiasi cambiamento verso un modo di vivere più consapevole e sostenibile? Gli idioti ci sono in tutti i gruppi, e noi stiamo parlando di tre idioti, o forse sono stati pagati da qualcuno per agire in un certo modo, lasciare prove e farsi scoprire, o forse il GW è tutto una montatura, chi lo sà? Però stà di fatto che l'aria che respiriamo è sempre più sporca, che il nostro stile di vita si basa sull'affamamento dell'80% del pianeta, che i ghiacciai si stanno sciogliendo, che la biodiversità stà scomparendo. E allora continuate a ridere allegri idioti, avete segnato un punto, avete dimostrato che anche gli scienziati possono essere "cattivi", così potete continuare coi vostri SUV e la vostra aria condizionata ad uccidere il nostro pianeta. BRAVI!!! Quando avremo finito di tagliare i rami su cui siamo seduti, precipiteremo tutti nel baratro, e non farà alcuna differenza essere catastrofisti o scettici. Ciao

Maralai (il blog di mario nanni)

27 nov 2009 06:58

Ricordo le previsioni dell'anno scorso anche degli esperti italiani quando sostenevano con tanto di citazioni documentali che la neve stava per scomparire persino dalle nostre Alpi, sempre in conseguenza dell'effetto serra. Ma dopo una settimana da queste catastrofiche previsioni si è scatenata la bufera ed è caduta tanta di quella neve che ha intasato non solo le cime ma persino le pianure. Stessa previsione sulle piogge; che avremo avuto un ciclo di siccità e di desertificazione e noi sardi della costa centro orientale ci eravamo preoccupati. Il tempo di dar modo al "tempo" di organizzarsi ed è scatenato il finimondo con cicloni di intensità mai registrati nella mia zona. Che forse avrà sommerso anche qualche parte dell'abitazione del giornalista Gianfranco Bangone. Il quale viene invitato a visitare questo blog: www.maralai.ilcannocchiale.it

luigi lupo

26 nov 2009 10:22

I dubbi che qualcosa non funzionasse riguardo ai dati forniti da alcuni esperti , girano già da anni, questi documenti trafugati lo confermerebbero. Però , che l'uomo, con le sue attivita' , faccia di tutto per creare danni all'ambiente, è più che provato. Detto questo, dobbiamo dire che grazie ai problemi climatici , illustri studiosi, hanno, certamente, cavalcato l'onda traendone innumerevoli vantaggi. Nasce però spontanea la domanda , perchè si parla di mail trafugate proprio alla vigilia del vertice di Copenaghen? Questi dati in controtendenza potrebbero far risparmiare miliardi di dollari o euro a tante nazioni. Nonostante i tanti dubbi che vi sono sul futuro del clima è sicuro che ci stanno mandando messaggi allarmistici mirati , le api non sono morte , sono ritornate le mezze stagioni e la neve cade copiosa. Speriamo anche quest'anno.

antonino

25 nov 2009 14:41

Tutti pensano che una bugia ripetuta 3 volte possa diventare una verità! Pratica molto conosciuta e praticata soprattutto dalla sinistra! Invece come al soito il tempo è galantuomo: le bugie prima o poi vengono sempre a galla ( anche se con l'aiuto di qualche hacker)!

bubastis

25 nov 2009 14:37

Per una serie di ragioni che sarebbe lungo ricordare (dalle previsioni di Cousteau sulla morte del Mediterraneo entro il 2000 alle previsioni di arrostimento generale del famoso scienziato Al Gore), i lavori piu' o meno scientifici dei catastrofisti sono ben accolti su riviste prestigiose. Ne consegue che i suddetti catastrofisti hanno molte pubblicazioni da citare nei curricula e con cui fare carriera (e quindi soldi) nelle istituzioni scientifiche. A loro volta, le istituzioni scientifiche accreditano i catastrofisti perche' cosi' incassano montagne di soldi pubblici. Se questo giro fosse, anche solo in parte, una gran balla, per molti la cuccagna finirebbe, ivi compresi congressi nei luoghi piu' ameni del globo. Comunque, una cosa e' certa: negli ultimi 10 anni la temperatura media globale e' invariata (Science, 2 October 2009)

Paolo G

25 nov 2009 14:34

....e allora anche lo scioglimento dei ghiacciai è una balla?

Pippuzzo46

25 nov 2009 11:51

Premesso che il CO2 NON è un veleno, mi sembra che la lobby ambientalista ci sta truffando con obbligo di cambiare l'auto , domeniche ecologiche , pale eoliche che deturpano il paesaggio , idiozie come la verdura bio più cara e forse inquinata da escrementi di insetti, il buco nell' ozono , i ghiacciai che si sciolgono (Ciclicamente... Annibale attraversò le Alpi in inverno....forse che allora c'era il buco che poi si è richiuso). Forse è difficile a credersi anche perchè i cd ambientalisti sono persone poco credibili (Qualcuno si ricorda tal PecoraScanio non solo per la sua frangetta?) e gli scienziati che li supportano sono dei falsari. Al giorno d'oggi non sarebbe difficile trovare almeno una dozzina di "scienziati" in grado di affermare e dimostrare che GesùCristo è morto di raffreddore per il freddo che ha preso sulla croce.