Ecco che cosa dirà Spatuzza in aula su Silvio Berlusconi di Marina Bartoccelli
Processo dell'Utri. Il 4 dicembre la corte d'Appello di Palermo ascolterà l'uomo che insieme Ciancimino jr, Riina e Romeo tenta di riscrivere la storia d'Italia dal 1992. Peccato che molte parole di oggi siano state pronunciate già 14 anni fa.
Gaetano Spatuzza, il pentito dopo anni e anni di 41 bis, Massimo Ciancimino, il figlio dell’ormai famoso sindaco per soli due mesi della città di Palermo (ahimé sempre più malandata con il sindaco contestatissimo del Pdl, più di Catania gestita per anni dal medico di Berlusconi), Totò Riina, che parla attraverso Luca Cianferone, il suo legale fiorentino entrato nel processo sulla strage dei Georgofili, e adesso il nuovo pentito Pietro Romeo, del clan dei Graviano, i boss della Guadagna da tempo all’ergastolo per le stragi del ‘93. Un insieme di persone non male che tentano di riaprire la storia d’Italia dal 1992. Sono in molti a dire che il giorno 4 al processo d’appello per Dell’Utri, a Torino, oltre Spatuzza ci sarà uno dei fratelli Graviano. Autori e anche per questo condannati, delle stragi del ’93.
Ma cerchiamo di capire quello che verrà detto quel giorno quando Spatuzza diventerà con tutti i crismi il pentito penultimo e ufficiale delle stragi. L’ultimo è Pietro Romeo, in carcere e uomo dei Graviano. Romeo ripete, e il verbo non è a caso, le stesse cose dette nel ‘95 e nel ’96, già in carcere. Aveva detto e ridice che quello che afferma gli era stato raccontato da Spatuzza, che già allora tirava in ballo Berlusconi. In 14 anni le affermazioni di Romeo sono state verificate? Se sì, bisogna allora sapere in che direzione si è proceduto: o Romeo diceva la verità e bisognava tirarne le conseguenze e bloccare Berlusconi. Se invece dalle varie verifiche risultava che le sue erano bugie, bisognava come minimo bloccare lui. Invece dopo 14 anni ridice le stesse cose e si riapre il circuito anti-Berlusconi. Ma la colpa di chi è?
Non si capisce nulla. Si sa che da Palermo, da Caltanissetta e da Firenze è già ricominciata una battaglia tutta mediatica contro il capo del governo e contro il suo principale alfiere, Dell’Utri, condannato in primo grado a nove anni per concorso in mafia. Reato esistente solo in Italia. Adesso per Dell’Utri sta per concludersi l’appello. Sono passati 16 anni. Per capirci qualcosa ripetiamo per l’ennesima volta, ai tempi ne parlarono tutti i quotidiani, la cronologia della discesa in piazza di Forza Italia. Cronologia già lungamente esaminata essendo agli atti dei vari processi, compresa la Rassegna stampa dell’appoggio pubblico di Berlusconi a Fini quando a novembre del 1993 si candidò a sindaco di Roma.
La frase famosa, così ricorda la rassegna stampa inserita dalla Dia del Centro Operativo di Roma e dal capocentro colonnello Angiolo Pellegrino, nel processo “Oceano “ che intanto si svolgeva a Caltanissetta col numero 490/94 (questo è l’anno di inizio del procedimento). La dichiarazione di Berlusconi avvenne il 23 novembre a Casalecchio di Reno in provincia di Bologna, dove l’allora presidente del gruppo Fininvest era andato ad inaugurare un nuovo centro Euromercato. In quell’occasione, scrive l’Ansa, Berlusconi rilancia il suo progetto politico, riprendendo quanto era uscito sulla Stampa quella mattina dove era in bella vista una sua lunga intervista. Berlusconi aveva concesso quell’intervista ai giornalisti presenti (già allora inseguitori del premier) in cambio di un pezzo sull’inaugurazione del centro: «E’ una promessa da parte vostra se no non mi pigliate più» aveva detto. E aveva continuato spiegando il suo progetto politico e non dimenticando il suo grande amore: «Sarebbe come se il Milan incontrasse una squadra di rango inferiore e questa si presentasse al completo, mentre il Milan scendesse in campo nel primo tempo con sei giocatori e nel secondo con cinque, dopo aver litigato negli spogliatoi. La sconfitta sarebbe certa. Se l’aria moderata non si aggrega, il destino di questo paese sarà di essere governato da un 40% che non rappresenta il nuovo né come idee né come uomini» E alla fine conclude: «Se fossi a Roma voterei per Fini. Non si può lasciare l’Italia alla sinistra». Allora Fini era segretario dell'Msi.
A quelle elezioni vinse il verde Francesco Rutelli insieme tra gli altri con il Pds, che governò la caput mundi per dieci anni. Ma Gianfranco Fini venne sdoganato dall’imprenditore prossimo politico Berlusconi. Durante un programma dove Fini e Rutelli si confrontavano, Il Rosso e il Nero di Santoro, il 25 novembre 1993, Fini ribadisce a proposito delle affermazione di Berlusconi: «Non capisco perché dovrei essere imbarazzato. Berlusconi ha avuto di fronte all’intellighenzia di sinistra, l’imperdonabile difetto di essere sincero». E di Falcone e Borsellino o delle stragi del ’93 nessuna notizia in quel dibattito.
(2. continua)
mercoledì, 25 novembre 2009
commenti dei lettori
3 commenti presenti
antonio
25 nov 2009 15:32
io mi auguro le dica molto grosse, perchè intanto cosa dirà lo sappiamo.... più le dirà grosse e più il pdl prenderà voti alle regionali e più salirà la fiducia nel premier, com'è stato finora, ad ogni presunta legnata inferta a berlusconi, faceva eco un aumento di popolarità, quindi....ormai la gente conosce a memoria queste piccolezze, questi trucchetti dei magistrati. le hanno provate tutte e non ci sono riusciti, rimaneva la mafia e anche qui non ci riusciranno, rimane la pedofilia.....la sinistra sta già patendo il castigo che l'antiberlusconismo gli ha regalato, la magistatura con questi atti si è giocata la credibilità di buona parte degli italiani e continuando su questa strada se la giocherà del tutto mentre lui, il "nemico berlusconi" è sempre la adorato e votato alla faccia loro...
enrico
25 nov 2009 15:14
la gente lo immagina già quello che dirà spatuzza e c. ai magistrati, non vi preoccupate, la gente non è così sprovveduta come voi pensate! sono anni che si da del mafioso al premier, quindi niente di nuovo sotto il sole. ma la gente ormai, sa anche chi sono questi magistrati e per chi e che cosa stanno lavorando. la gente ha capito che in 15 anni di spulciamenti, di bugie, avessero trovato solo un capello contro il premier a quest'ora marcirebbe da anni nelle patrie galere. il popolo non è così bue, come pensate. la gente è talmente convinta di questo che le fila del pdl aumentano sempre mentre quelle della sinistra quasi non esistono più, sono rimasti gli irriducibili, quelli che anche davanti all'evidenza chiudono gli occhi accecati dall'odio e dall'ideologia. statene certi qualsiasi cosa dicano questi santi uomini dietro suggerimento di questi grandi magistrati, gli italiani non ci crederanno e saranno sempre dalla parte di un uomo che lavora, che ama l'italia nonostante i bastoni fra le ruote e il fango piovutogli addosso.
roberto
25 nov 2009 14:49
il senso di quest'articolo? davvero mi sfugge...
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