venerdì, 3 settembre 2010 ore 12:34

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«Il Pd deve esserci al No B day non regaliamo la piazza a Tonino»
di Tommaso Labate

Walter Verini. L'uomo più vicino a Veltroni dice sì all'iniziativa: «Dobbiamo sintonizzarci con la gente che manifesterà. Berlusconi va contrastato in ogni modo».

«Il Pd non può non stare lì, in piazza, sabato. Un partito come il nostro non può permettersi di stare un metro e mezzo dietro quel movimento, ma si deve sintonizzare con quella gente. Soprattutto per non dare un alibi a chi, come Di Pietro, vuole lucrarci sopra». Walter Verini, da quasi tre lustri l'uomo più vicino a Walter Veltroni, parla dalla sua nuova («provvisoria») stanza al Nazareno, la stessa che fino a poco tempo fa era occupata da Pier Luigi Bersani. Nelle mani del neo segretario ha rimesso il mandato di direttore di Youdem ma, visto che ne è ancora alla guida, sta coordinando le operazioni in vista della diretta con cui la tv del partito “coprirà” il No B day.

Verini, lei dimentica che il partito sta dialogando con la maggioranza sulle riforme. Giustizia compresa.
Le riforme sono necessarie. Per quanto riguarda la giustizia, invece, è una delle priorità ma non “la” priorità, specialmente se presa dal punto di vista degli interessi del premier e non da quelli dei cittadini..

Anche lei è tra quelli che non approvano la linea tracciata da Enrico Letta sul Corriere?

Letta ha provato a chiarire il senso delle sue dichiarazioni. Che erano assai ambigue. Nessuno, soprattutto all'opposizione, deve dimenticare che il premier è un signore che ignora l'abc dell'equilibrio tra i poteri dello Stato, che pensa di avere la sovranità assoluta.
Fini docet.

Queste cose le diciamo da anni, non da ieri.
Intanto il Pd non ha aderito alla manifestazione contro il premier in programma sabato.
Il Pd fa la sue proposte al Paese. Ma questo Berlusconi va contrastato in ogni modo. Anche nelle piazze. Io sabato parteciperò al No B day. E sa perché? I miei figli, ragazzi ormai adulti che non sono né estremisti né giustizialisti, andranno alla manifestazione. Parlando con loro ho capito che solo stando dentro la piazza è possibile un vero dialogo con quella gente, che per gran parte è anche nostra gente.

Il fatto che Di Pietro abbia messo il cappello sulla manifestazione non la obbliga, quantomeno, a un supplemento di riflessione?
Tutt'altro. Partecipare al No B day è un modo per impedire che altri possano politicamente lucrarci sopra. Come Di Pietro, ad esempio, che cerca di mettersi ovunque e assomiglia sempre più - ha detto qualcuno - a quel Paolini che si piazzava dietro le telecamere della Rai pur di farsi inquadrare.

Quale dovrebbe essere, secondo lei, l'approccio del Pd rispetto a sabato?
Per quanto mi riguarda, la parola chiave deve essere «condivisione». Che non vuol dire certo «appiattimento». Serve un dialogo vero con un movimento che parte dalla società, dai cittadini normali, e che chiede semplicemente un'Italia perbene. Condividendo, con la nostra autonomia, momenti importanti della società, possiamo contribuire a dare i necessari sbocchi politici, riformisti, parlamentari, combattendo derive populiste e giustizialiste che sono sempre in agguato. Senza subalternità ma senza estraneità.

L'agenda del No B day rischia di riaprire nel Pd l'eterna ferita tra chi insiste sulla questione morale e chi vorrebbe metterla da parte. Non trova?
Io penso che la questione morale deve tornare ad essere centrale nel dibattito del Pd. Soprattutto in un momento come questo, una grande riflessione in questo senso non è più rinviabile. L'etica della politica è centrale, fa parte del dna del Pd e non è certo alternativa ad un partito che pone al centro le grandi questioni sociali, la crisi, il lavoro, l'istruzione, l'impresa, la sicurezza….

Capitolo regionali: il puzzle per la costruzione delle alleanze, tra le perplessità di Casini e i niet di Di Pietro, pare complicarsi.
L'aspetto su cui la mozione Bersani ha insistito di più era proprio la politica delle alleanze. Al contrario, la tanto vituperata vocazione maggioritaria era una prospettiva che consentiva al Pd di non presentarsi agli alleati con il cappello in mano.

Non negherà le responsabilità di chi non l'ha spiegata bene, quella prospettiva...
C'è chi disprezza l'idea di un “partito azionista di massa”. Io no, ovviamente come una moderna, grande forza riformista che ambisce a parlare - senza deleghe - al Paese. Il 33,4 per cento delle politiche era un grande risultato da cui partire per costruire un forte baricentro riformista che avrebbe cercato le necessarie alleanze senza subalternità verso nessuno. Questa era e dovrebbe essere la prospettiva del Pd.

Pensando ai singoli casi, lei chi candiderebbe nel Lazio?
Zingaretti avrebbe grandi possibilità. Ma può darsi che le controindicazioni, a cominciare dal fatto che Nicola dovrebbe dimettersi dalla Provincia, siano maggiori delle opportunità.

Il gioco potrebbe non valere la candela?
Deciderà lui, insieme al partito del Lazio e agli alleati. E poi voglio dire che la terribile vicenda che ha riguardato Piero Marrazzo non può né deve oscurare il buon lavoro fatto in questi anni da lui e dalla sua giunta, che hanno ereditato, non lo dimentichiamo, una situazione drammatica.

Gasbarra sarebbe un'alternativa ?
Ecco, Enrico Gasbarra sarebbe certo tra le migliori candidature possibili.

E in Puglia?

L'unico modo per uscire da quella situazione, a mio avviso, sono le primarie.

giovedì, 3 dicembre 2009

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commenti dei lettori

15 commenti presenti

vincenzoaliasilcontadino

05 dic 2009 09:48

Giustizia: Silenzio si gira! E il Csm permette a Magistrati andare alla tv? Non si riesce a capire come il Csm voglia affrontare la Riforma Giustizia, visto che alcuni Magistrati sono in sempre tv a fare Politica lasciando il lavoro nei cassetti? Possibile che non si applicano o mantengono il silenzio? Cacchio! Se un qualsiasi lavoratore si assente dopo aver timbrato il cartellino viene denunciato, questi sempre assieme a Politici, ma il Legislatore nella nuova Riforma ha previsto e messo nero su bianco che, mai più un funzionario dei tre poteri possa fare il passo della quaglia cioè; o resta nella Giustizia o Politica? Troppo comodo avere mille segreti e ipoteticamente tenere per le p** qualsiasi cittadino o Politico. Noi vediamo che chi da un freno alla Giustizia sono solo questi, partiti per le tangenti parallele o Partito d’ex Magistrati Gistizialisti che, gasati dopo una sopraesposizione medianica da venir nausea, ora fa un gioco poco Democratico, visto che non sempre era limpido il lavoro investigativo svolto, ma fatto gia poco e chiaro per la giustizia, ora sono questi a frenare le riforme come il signor no? Io credo che occorrerebbe una Commissione riparatrice per verificare gli ultimi anni di una Giustizia folle, mentre l’ago della bilancia era a favore della Casta e, non dalla parte dei cittadini che per avere Giustizia devono aspettare anche 40 anni o vedersi un criminale ripetere lo stesso reato o per loro sbagli o per giudizi avventati a volte eclatanti, mentre questi, vengono pure promossi? Ma conviene tenere il Csm e Anm, se sono proprio loro che non sanno tenere a bada questi campioni di scempi? http://forum.panorama.it/f16/giustizia-silenzio-si-gira-e-il-csm-permette-a-magistrati-andare-alla-tv-t16815/ http://www.ilgiornale.it/interni/i_penalisti_riforme_ritardo_colpa_dellanm/giustizia-magistrati-anm-avvocati-penalisti/04-12-2009/articolo-id=404234-page=0-comments=1 http://forum.panorama.it/f16/giustizia-silenzio-si-gira-e-il-csm-permette-a-magistrati-andare-alla-tv-t16815/ http://vincenzoaliasilcontadino.ilcannocchiale.it/ http://www.flickr.com/ http://www.facebook.com/ http://vincenzoaliasilcontadino.splinder

49franco

04 dic 2009 19:37

Ma Veltroni, non doveva andare in Africa?

lupimor@gmail.com

04 dic 2009 15:04

Caro Direttore, la paura, o meglio, l'insicurezza esistenziale cronica dei dirigenti del PD è riemersa di nuovo: la Presidente andrà, Franceschini ci sarà, tanto per scalciare Bersani. che non può, per mancanza di un appoggio univoco del Partito e per la necessità di preservare equilibri interni già precari andare oltre il non andare personale. Ma le primarie, il franco, acceso, chiarificatore dibattito del Congresso, dove sono finiti? Ciascuno gioca la sua partita, rielabora antichi rancori, rispolvera ambizioni personali. Bersani come segretario eletto ha il potere e il dovere di attuare quanto deciso a maggioranza dal Congresso. Se non ne sarà capace, "l'effetto Bersani" che aveva prodotto segnali di riscossa, si trasformerà in una nuova malinconica delusione. Il Partito poteva, come tale, aderire o no alla piazza di Di Pietro. E' uscito il solito spezzatino e Il Molisano se la ride e si frega le mani. Ancora una volta gli è riuscito il gioco dello spariglio. O meglio, ha trovato alleati interni al PD che glielo hanno permesso. Da cittadino comune non riesco a comprendere le radici, devono essere così profonde che solo i bruchi possono arrivarci, della ragione per cui non si possa fare a meno di lui. Quando è dimostrato dai numeri che, anche con lui non si vince. Cordiali saluti Moreno Lupi

gio5

04 dic 2009 14:54

Piazze piene, urna vuote

Marco

04 dic 2009 14:48

Vorrei sapere perchè il PD il suo Popolo lo tratta così male.

francesco falvo

04 dic 2009 12:29

Certo le facce di bronzo costano poco. Nemmeno voglio commentare. Stà a vedere che il Veltrusconi l'ho inventato io perchè in realtà volevo dire D'Alema. La storia delle primarie in Puglia poi è un vero capolavoro. Vendola ha vinto nel 2005 con 3000 (tremila) voti di scarto con UDEUR (oltre 75000 voti) e IDV (30000). Naturalmente visto che al governatore uscente mancano almeno 110.000 ( iDV non lo vuole e UDEUR non c'è più) si pretende che alla vigilia di strane primarie di coalizione il PD che non aveva il presidente prima e non lo avrà dopo sia responsabile del voto positivo (a Vendola) da parte dell'UDC. Che una volta sono buoni per votare Vendola, una volta si aggettivano con l'UDC di Cuffaro. In questo casino si vogliono organizzare PRIMARIE DI COALIZIONE dove secondo Verini tutti voteranno Vendola e se non lo faranno andranno in minoranza i concorrenti. Dopodicchè tutti felici, IDV UDC e tutti gli altri rspettosamante a votare Vendola, che nel frattempo non ha più il suo partito perche cacciato. Bene Basta eh?

gio.vanni

04 dic 2009 09:37

Non possiamo regalare la piazza a Tonino? Ecco, bravi andate in piazza a fare i piazzisti, forse l'unico mestiere che ancora siete in grado di svolgere. Pecore, pecoroni, pecorecci e ...pecorine.

irpino

04 dic 2009 09:19

Dunque la Giustizia non è la priorità,ma va recuperata la 'questione morale'.Gli anni passano,i processi stentano,i pentiti ringraziano,i poveracci crepano nelle carceri,i cittadini devono rinunciare anche alla Giustizia civile sotto i 3 lustri:però se tornassimo ai bei tempi della 'questione morale'?Allora si che la sinistra era diversa!Moretti poteva occuparsi della sua arte,gli amministratori di sinistra erano garanzia di progresso civile,non serviva programma elettorale:il programma era 'unico',bastava la parola Progresso. Questa intervista segue quella di Fioroni,sempre al Riformista,dalla simile logica.Ermeneutica.

zoppelli d

04 dic 2009 04:13

Pian pianino da formichine, faremo la strada per tornare maggioranza. Certo, con l`aiuto di tutti, come ad esempio Pannella Diliberto Ferrero Boselli Bertinotti ecc ecc. Volendo non tener conto di DiPietro, magari in realta` finira`per doverci confluire.

annarita

04 dic 2009 04:10

Quando i seggi rimarranno sette in tutto, scopriremo l`acqua calda nel conoscere i nomi dei senatori.

corrado

03 dic 2009 23:47

Se lo dicono Verini e VEltroni,siamo a posto.Visti i risultati,basta fare il contrario.

bubastis

03 dic 2009 16:18

WALTER + WALTER, che bella accoppiata. Un concentrato di intelligenza, non soltanto politica. Basti pensare alla frase del Walter Minor<< Come Di Pietro, ad esempio, che cerca di mettersi ovunque e assomiglia sempre più - ha detto qualcuno - a quel Paolini che si piazzava dietro le telecamere della Rai pur di farsi inquadrare>> che poi pero' conclude che bisogna, alla fin fine, stare aggiogati al carro del Di Pietro-Paolini. Mah

Fabrizio

03 dic 2009 15:54

Quando c'era Veltroni il PD ha perso almeno 6 punti da Di Pietro: ora che Bersani ha recuperato parte dei voti persi con un'immagine pragmatica, i cattivi consiglieri di ieri tornano ... e continuano a dare cattivi consigli.

lupimor@gmail.com

03 dic 2009 14:56

Caro Direttore, Walter Verini, da quasi tre lustri l'uomo più vicino a Walter Veltroni, è l'espressione vivente del politico che vive di ricordi, di rimpianti, di speranze d'illusioni; da 15 anni. I peggiori per la Sinistra italiana. Ragiona in politichese, pensando d'essere chiaro. Non vuole lasciare la piazza all'ex PM e nel frattempo si presenta, con i figli, come comparsa senza volto, senza voce, senza ruolo. Per non lasciare la piazza a Di Pietro. Tutto qui il tormento degli uomini del PD. La piazza, la vecchia sirena che ancora affascina anche se la voce è divenuta rauca e flebile e stonata. Non è mai successo che "la piazza" sia stata il soggetto, la piazza è sempre stata usata, da qualcuno, giocando sulla suggestione collettiva, come strumento di lotta politica. Specialmente quando i numeri delle urne non sono a favore. Di Pietro a corto di strumenti culturali atti alla bisogna tenta il giochino. La politica attuale, anche quella italiana, dipende ed è condizionata da una miriade di variabili, economiche, finanziarie, produttive, etniche globali, interagenti tra loro, che ci costringe ad uscire dagli steccati dell'orticello. Come quello di Di Pietro. Lasciamo, senza paure ancestrali, che se lo coltivi da solo. Da solo lo ridurrà ad un'arida , insignificante distesa di sabbia. Certo l'irrigazione viene, al momento assicurata da molti suoi ex colleghi. Il PD.vuole reggere gli annaffiatoi? Cordialmente Moreno Lupi

antonello

03 dic 2009 14:11

E dopo che abbiamo riconquistato la piazza aspetteremo 10 anni per riconquistare il Governo?