Non gettate Casini tra le braccia del centrosinistra di Alessandro Campi
La partita delle alleanze in vista delle prossime elezioni regionali si sta ingarbugliando sempre più e se non risolta in tempo rischia di procurare parecchi danni, soprattutto dalle parti del Popolo della libertà. Che proprio questa mattina, durante la riunione del suo ufficio di presidenza, dovrà decidere quale atteggiamento tenere nei confronti dell’Udc di Pier Ferdinando Casini.
Foto Cosima Scavolini/Lapresse
19-01-2010 Roma
Politica
Trasmissione Il fatto del giorno
Nella foto il segretario dell'UDC Pierferdinando Casini
Photo Cosima Scavolini/Lapresse
19-01-2010 Rome
Politics
Tv program Il fatto del giorno
In the photo Pierferdinando Casini
Accettare con quest’ultimo accordi su base locale o rinunciare a qualunque forma di collaborazione con i centristi in mancanza di un patto su base nazionale? Sull’argomento, a sentire i suoi più stretti collaboratori, il Cavaliere, che pur praticandola assai spesso a parole non ha mai amato la doppiezza democristiana, avrebbe idee molto chiare. Vedremo quest’oggi se prevarrà la fermezza del leader che sostiene di non voler accettare sotterfugi ed espedienti o il buon senso del politico di lungo corso che bada ai risultati più che a una discutibile coerenza.
Nel primo caso, quello di alleanze politiche variabili, che per l’Udc sarebbero diverse da una regione all’altra, si teme che la logica del bipolarismo, contro la quale Casini combatte a viso aperto da anni, possa uscirne indebolita. In realtà, non è così. Scegliere di schierarsi ora da una parte ora dall’altra, valutando i singoli candidati e i loro programmi in modo indipendente dagli schieramenti, è un modo per avallare, sebbene implicitamente, quello stesso meccanismo bipolare che si vorrebbe mettere in discussione. Per una forza “terza”, che punta a valorizzare la propria autonomia e la propria distanza dai due poli egemoni, la scelta più rigorosa sarebbe stata quella di correre in proprio, accettando il rischio di una sconfitta alle urne, invece di voler dimostrare di essere numericamente determinanti a beneficio di uno dei due blocchi. Ma questo è un problema che non riguarda Berlusconi, tocca invece la coerenza della strategia perseguita da Casini.
Ciò che conta, dal punto di vista del centrodestra, è altro. Lasciando libera l’Udc di giocare le sue carte nel modo che meglio crede, si eviterebbe di spingerla, una volta per tutte, tra le braccia del centrosinistra, come sperano dal loro punto di vista D’Alema e Follini, che immaginano, in vista delle future consultazioni politiche, una alleanza strategica tra i riformisti del Pd e i cattolici di centro che nella scadenza amministrativa avrebbe la sua prima verifica elettorale. Chiudere a Casini oggi, in modo traumatico, significa rinunciare ad averlo alleato domani, che è invece l’obiettivo che il Cavaliere ha sempre sostenuto di voler perseguire, vista la prossimità - sul piano dei valori e dei programmi - tra il suo elettorato e quello del partito di Casini.
Senza ultimatum nei confronti dei centristi verrebbero poi evitate nuove tensioni tra Berlusconi e Fini, con tutte le incognite e i pericoli, sul piano politico e parlamentare, che potrebbero derivare da un inasprimento dei rapporti tra i due cofondatori del Pdl. Nel Lazio l’accordo tra centrodestra e Udc, sul nome di Renata Polverini, è stato infatti già siglato. Farlo saltare, significherebbe mettere a serio repentaglio la sua vittoria, sin qui data come abbastanza scontata anche in presenza di una concorrente d’indubbio valore politico come Emma Bonino.
Per i falchi del berlusconismo, che ragionano spesso in modo schematico e ideologico, potrebbe persino trattarsi di una lezione data al presidente della Camera, che in caso di sconfitta della sua candidata vedrebbe di molto ridotte le sue ambizioni e le sue pretese d’autonomia. Ma il rischio, così ragionando, è che un’eventuale prova di forza interna al centrodestra, realizzata prendendo a pretesto le ambiguità tattiche dell’Udc, si risolva in un’impresa suicida e autolesionistica per lo stesso Pdl, che potrebbe perdere una regione strategica. Non è un caso che anche i più intransigenti tra gli avversari di Fini comincino a nutrire dubbi sulla praticabilità e sull’utilità politica di un disegno tanto cervellotico, che gli elettori di centrodestra per primi né capirebbero né avallerebbero con il loro voto.
Ma mettiamo che prevalga la seconda scelta e si decida di chiudere le porte in faccia all’Udc. In questo caso, non si tratterebbe, come qualcuno immagina, dell’affermazione della serietà o della coerenza sulla furbizia dei vecchi democristiani. Sarebbe piuttosto la vittoria di Bossi, l’ennesima, che più di altri sta spingendo in queste ore perché il centrodestra faccia a meno dei centristi, non solo a Nord ma ovunque. Sarebbe la prova definitiva, se il Pdl si acconciasse a una simile scelta, che è ormai la Lega a dettare la linea al suo socio maggiore, scegliendone persino gli alleati. Casini ha certo interesse a inserire un cuneo - egli stesso - tra Lega e Pdl. Ma quest’ultimo ha altrettanto interesse - indipendentemente dalle scelte di Casini - a non apparire in una condizione di sudditanza nei confronti nei confronti dei leghisti.
Stando così le cose, si tratta di capire come disinnescare la miccia, come evitare che si arrivi a decisioni che per il Pdl potrebbero rivelarsi controproducenti. La cosa più sensata da fare, probabilmente, è spogliare di significato politico generale le prossime regionali, prendendo atto della peculiarità delle diverse situazioni locali, dove le alleanze verranno alla fine decise soprattutto dalla personalità dei singoli candidati. Guadagnare o perdere un paio di regioni non muterà il destino del governo o dell’opposizione.
Senza contare che la geografia delle alleanze si profila già come talmente complicata ed eccentrica, nei diversi territori, che difficilmente il risultato in questa o quella regione potrà divenire un caso di scuola o l’anticipazione di un futuro sistema di accordi. La Bonino corre nel Lazio con il Pd, ma contro quest’ultimo in Lombardia. La Lega è alleata al nord con il Pdl ma corre da sola in Umbria e in Toscana. L’Italia dei valori sta con il Pd ma potrebbe avere una sua autonoma lista in Calabria. L’Udc sta con il Pd in Piemonte, ma appunto con il Pdl nel Lazio, e avrà un suo candidato in Lombardia. E così via, stando almeno alla situazione attuale, che appunto consiglia al Cavaliere di mettere in soffitta, se mai li avesse, i suoi propositi bellicosi.
mercoledì, 20 gennaio 2010
commenti dei lettori
29 commenti presenti
marvi
25 gen 2010 13:42
CASINI ORMAI SI PUò BUTTARE SOLO DALLA FINESTRA!!! il bel pierferdy non conosce il significato della parola: coerenza. dichiara:in puglia andremo da soli...con la poli bortone...ma va.....quello del centro non conosce neppure l'etimologia altro che il significato politico! ha preso uno sberlone in puglia e ne prenderà altri in liguria, piemonte, ecc. vada, vada pure al patibolo se proprio ci tiene tanto, non siamo noi a gettarlo da nessuna parte, ci va da solo con la sua puzza sotto il naso, con la sua alterigia, con il suo protagonismo di riflesso, si perchè casini è solo un riflesso della vecchia dc e del potentissimo suocero, lui personalmente è un signor nessuno, con poche idee e pure confuse. vada dove vuole agli elettori non importa un bell'accidenti di dove va......
carlo de frejus
25 gen 2010 00:31
Ma che andasse a ramengo!
andrea
24 gen 2010 11:55
dottor campi, trovo patetico questo suo grido di aiuto! aiuto si, aiuto per gianfrego, che cfhissà cosa sta tramando con pierfurby alle spalle del cavaliere! gli elettori sono sono più neonati con gli occhi ed il cervello chiuso, capiscono quando ci si prende gioco di loro e poi castigano, quindi mettere in campo giornali, fondazioni e suoi uomini non servirà proprio ad un bel niente, perchè per un campi che scrive anche sul riformista o che va in televisione, migliaia di elettori che si sentono traditi spiegano i loro motivi su tutto l'web e mi creda, contano di più questi motivi che non i suoi, vedrà che fine farà il suo fini.....
Pietro
24 gen 2010 01:02
Casini è uno che cerca la mangiatoia bassa, spera sempre di entrare nelle grazie del Sultano
anche se quest'ultimo è di razza padana.
dandotti
23 gen 2010 21:26
L`odierna condanna di Cuffaro si addiziona alle sconfitte di Casini. Forse e`onomatopeico.
lectiones
23 gen 2010 17:09
Che vada fra le fauci del centrosinistra, non fra le braccia. Un Pierino cresciuto male, immemore ed ingrato. Si perdona il tradimento, non l'ingratitudine stupida. Cui prodest?
lupimor@gmail.com
23 gen 2010 15:25
Caro Direttore, il cittadino elettore, non pugliese, estraneo cioè a influssi locali, che abbia curiosità di capire l'operazione Puglia del PD, è in possesso di queste notizie: 1) nella Regione il PD vuole iniziare un esperimento politico che possa produrre, per il 2013, una alleanza politica a livello nazionale con Casini ed i centristi, capace di rappresentare una credibile possibilità per battere il Centrodestra, 2) questo progetto non può prescindere dal considerare realisticamente la storia politica e le identità fondanti e gli interessi di Casini e dei centristi (Il cittadino elettore sa benissimo che non basta la sola UDC), 3) la conseguenza è la scelta di distaccarsi da quella parte Radicale, che con varie sfumature va da Vendola a Ferrero, da Diliberto a Ferrando, dai Verdi ai Socialisti, 4) impedire che i Centristi possano, anche in parte, migrare verso il Centrodestra, cosa che potrebbe accadere con Casini fuori gioco. Bene. Il cittadine elettore valuta queste notizie/fatti, ricorda quanto avvenuto e arriva a concludere: dal 1948 ad oggi l'area di Sinistra, tutta compresa, non ha mai vinto elezioni politiche, ricorda che tutti i tentativi, probabilmente viziati da ipocrisia concettuale, di costruire l'unità della sinistra sono falliti, constata che una parte, non minimale della Sinistra italiana non possiede una cultura di governo. Rileva che la scelta del distacco è ancora più opportuna in prospettiva di una connotazione credibilmente riformista del PD, perché Vendola vincitore diverrebbe l'unico consistente polo d'attrazione di quell'area alla sinistra del PD che, unitamente ad elementi interni, è contraria, concettualmente, al riformismo. Se vi saranno conversioni convinte e non tattiche, benvenute, a patto che il PD sia in grado di gestirle e non di subirle. Il cittadino elettore ha già visto i risultati dell'operazione inversa, l'Unione di Prodi, e sa che senza il tanto vituperato Porcellum, Prodi avrebbe perso le elezioni del 2006. Il cittadino elettore riformista non può che essere con Boccia, oppure accantonare la speranza che una politica riformista possa essere attuata dal PD. Nel secondo caso, viva Vendola, e chi vivrà vedrà. Sullo sfondo Di Pietro sogghigna, con qualsiasi risultato sarà sempre condizionante. Sulla carta. Quanto in realtà? Cordialmente Moreno Lupi
giustina
23 gen 2010 11:45
Casoni è il peggior rimasuglio della Prima Repubblica. Incarna in se e nella sua strategia politica l'essenza della vecchia Democrazia Cristiana. Il potere per il potere, la poltrona come unico fine che giustifica ogni mezzo. I valori sono ormai un optional per l'UDC, ciò che conta è esistere e raccattare in giro per l'Italia consiglieri o assessori che possano consentire di controllare appalti, nomine negli enti e quantaltro. E' vergognoso. Ma ancor più disarmante è il fatto che sia il PD che il PDL non ne possano fare a meno. Che senso ha denunciare la politica dei due forni, il bizantinismo Casiniano se poi non si agisce di conseguenza con l'emarginazione di una forza politica che come le iene si ciba delle carcasse lasciate dagli avversari? Bersani, chiaramente non sa più che pesci prendere. Pur di vincere le regionali sarebbe disposto ad allearsi anche con forza nuova. Il Berlusca, da parte sua, come al solito, pur criticando da sempre la vecchia politica, alla fine è più realista del re - cioè lui stesso - e scende a patti senza batter ciglio. Insomma, tutti si illudono che la prima repubblica sia stata riposta nei cassetti della storia del nostro paese; in realtà, nonostante il continuo tentativo posto in essere dalla magistratura ideologgizata, dalla prima repubblica non siamo usciti mai. I modi, spesso i personaggi, ma soprattutto la cultura della nostra classe politica è rimasta la stessa. Viene quasi la tentazione di gridare: aridace Bettinoooo!!!!!
sandro
23 gen 2010 08:21
E' rimasto il solito democristiano di vecchia maniera, con il piede in quattro scarpe, sempre pronto a seguire il vento favorevole pur di sedersi sul" cadreghino " del potere.
Che differenza fa tra il Casini la bella Rosy,il grande statista Follini e tanti altri di estradizione DC , che ha portato l'Italia ad un degrado notevole sotto tutti i punti di vista, che solo si è smpre salvata per una maggioranza di "italiani che lavorano" senza dare peso alle elucubrazioni e alle segate dei nostri democristiani e successori.
Combinano solo casini,senza idee pratiche, pensano solo alle alleanze più utili per rimanere a galla ,e fare solo del chiasso,senza ricordare ,como scriveva il Giusti "le teste di legno fan sempre fracasso per non dire" casini".
loremaf
22 gen 2010 20:14
Tanto lui non ci va neppure se lo spingono: parla, parla, ma qunado poi deve decidere sceglie sempre da che parte stare: per una mezza rivoluzione in puglia, dove non si sa neppure chi appoggerà alla fine, sceglie invece diversamente nella calabria, in campania, nel lazio.
In questa tre regioni la scelta di casini sarà determinante: ha scelto la linea del buon governo (sic!) del 1994, sotto il po alleato con AN e Forza italia, sopra il po da solo.
In campania ha scelto di appoggiare tanti piccoli cosentino invece di fare una scelta di rinnovamento, avrebbe potuto indicare una candidatura nuova, forte autorevole, il PD l'avrebbe seguito non avendo altra scelta invece ha scelto il vecchio potere demitiano-mastelliano delle province interne e cedere la costa ad AN-PDL, in Calabria poi ha scelto di rifiutare un suo uomo come candidato presidente per andare sul sicuro al governo comunque, in basilicata si è accontentato che il PDL gli abbia candidato contro un suo stesso parlamentare europeo (mirabile), ma a lui della basilicata non interessa nulla, interessa l'esperienza del lazio, l'accordo con fini e il potere vero di un paio di assessorati per governare alcuni interessi da famiglia (?).
O scusate, non si può scrivere (sic?)-
Nel lazio fanno la prova di forza contro il premier, la tentano da diversi anni, ma senza successo, questa volta l'hanno piazzata bene anche per inconsistenza dell'avversario (il PD).
Il prossimo scontro sarà tra il duo B&B e Casini & Fini, alla fine si piazzerà il più capace:TREMONTI e glialtri al mare.
maria
22 gen 2010 14:43
pierfurby continua a ripetere, come un disco rotto, noi stiamo al centro! scusate ma centro vorrebbe dire: presentarsi da soli, ne a destra ne a sinistra! che centro è se a macchia di leopardo un poco va a destra e un poco va a sinistra a seconda di dove arriva la vittoria? casini ha già tutto nel nome, c'è poco da fare... è soltanto un opportunista al quale del paese non importa un bel niente a lui interessano soltanto poltrone punto.sà di poter continuare a fare il suo gioco perchè sia pdl che pd non si faranno scrupolo di annoverarlo nelle loro fila pur di portare a casa la vittoria, sarebbe molto più onesto lasciarlo veramente al centro ed ognuno presentarsi agli elettori con i propri simboli e vincere o perdere secondo delle proprie forze. i nostri politici purtroppo non dispongono di questa onestà intellettuale e continuano con le vecchie manfrine, speriamo gli elettori siano più maturi di loro e nell'urna castighino che è da castigare.
geppino
22 gen 2010 10:39
e perchè mai si farebbe chiarezza, e pulizia
Stufo della politica
22 gen 2010 06:34
L'ultimo paragrafo della nota ci dimostra chiaramente una cosa, le elezioni sono solo per le poltrone, piu' chiaro di cosi se more, dicono a Roma.
John Doe
22 gen 2010 00:11
Fosse per me altro che "tra le braccia del centrosinistra".......sai dove finirebbe Casini? :-)
Enzo Ruggieri Torino
21 gen 2010 18:32
Casini? con le alleanze variabili fa sorridere i polli.
Grazie a Berlusconi è stato Presidente della Camera. Quindi terza carica dello Stato con benefici a vita.
Vuole tenere il piede in due o tre scarpe.
Nel sondaggio fatto da Berlusconi ho votato contro l'allenza con CDU.
Casini? Se lo conosci lo eviti.
andrea
21 gen 2010 17:24
dottor campi, quanta retorica e quanti conti sulle spalle dell'elettorato! l'elettorato è stanco anzi arcistufo di questi giochetti di bottega. casini vada pure con la sinistra dicono gli elettori del pdl che davvero non sopportano più questa politica, farà la fine di prodi e c.. la sinistra lo brama, lo cerca come salvatore della barca che sta naufragando, non farà fatica a convincerlo per le regioni dove ci sono probabilità di vittoria perchè il bel casini vuole solo poltrone punto, non gli importa chi glie le da. bisognerà vedere se i suoi elettori si presteranno al giochetto oppure apriranno, finalmente gli occhi e lo snobberanno. la gente non è stupida come i nostri politici credono, tanti si chiedono come mai molti dei fuoriusciti dal pd si accodano a casini se poi questo alle regionali si accoda al pd? questi giochi di prestigio a molti non garbano e qualcuno la pagherà, vedrà!
pietro
21 gen 2010 15:33
A parte il fatto che in Lombardia lo stesso Formigoni ha escluso un'alleanza con l'UDC, gli unici valori che persegue Casini, sono quegli immobiliari del suocero Caltagirone. Certo che il prof: CAMPI da Finiano d.o.c. non perde occasione per minare le basi dell'alleanza con la Lega, che sembra dargli molto fastidio. Magari Casini e Fini se ne andassero con Bersani & co., cosi' il PDL acquisterebbe credibilita'. Purtroppo pero' Fini non rischiera' mai di perdere "la cadrega" alla quale e' incollato con il VINAVIL e restera' a tramare nell'ombra come ogni buon traditore.
febo50
21 gen 2010 15:00
Casini andràanche a sinistra ,ma i suoi elettori lo seguiranno? E cosa voterà Lui nelcentrosinistra?Le nozze tra Gay? Lo spinello od altre droghe libere? Il testamento biologico?
FrancoPo.
21 gen 2010 09:38
Da parte del Pdl la porta è sempre aperta per l'Udc. Certo non in contraddizione con lo schieramento cui si aderisce. V'immaginate se Fini dovesse candidarsi col Pdl a Milano e con il Pd a Roma? Verrebbe gentilmente invitato a scegliere da che parte stare. Casini dice che il bipolarismo è morto, forse gli piacerebbe ci fosse una balena bianca al centro con Il Pd (senza margheritini) a sinistra e il Pdl (Senza forzisti) a destra. E lui che un po' va di qua, un po' va di là secondo l'opportunità del momento. In altre parole: un ritorno alla Prima Repubblica, con tutto ciò che ne consegue. E' evidente che un disegno del genere non può trovare accoglimento. Perciò il simpatico Casini è destinato a restare ancora a lungo in mezzo al guado.
fulvio fusco
21 gen 2010 05:13
L`argomento non sfiorato, sarebbe quello di capire quali sono i poteri che indurrebbero l`elettore
votare verso parti, non quelle del governo in carica. Il cittadino e` circondato da esigenze colmate, nonostante crisi e concorrenza sleale, oltre alle brutture giunte a saturazione dall`amministrazione
precedente. Ciascuno manifesta come crede, ma non avvedersi della pochezza dell`opposizione,
parrebbe proprio masochismo. Sono certo del successo della destra, confortato da amici e parenti
che operano da mane a sera, per primi nel loro ambito.
damiano De Carlo
21 gen 2010 04:33
Nessuna prima donna ha mai desiderato il corteggiamento, come L`Udc. Casini vorrebbe lasciar
intendere d`essere decisivo nell`attuale scenario politico, ma e`finito come la donna di cui nessuno
e`degno, morta zitella.
Luporex
20 gen 2010 22:42
Sono d'accordo di non gettare Casini tra le braccia del centrosinistra. Va bene. Sarà pure l'ultimo dei democristiani. Sarà pure discepolo di Forlani mandato ai servizi sociali per redimersi. Sarà pure sleale ed inaffidabile. Sarà pure una specie di escort che sta con chiun que abbia qualcosa da dargli. Sarà pure quello che volete. Ma perchè gettarlo in braccia alla sinistra? Gettatelo dove vi pare e che sia finita! Quante storie, ci voleva poco no...?
johnny doe
20 gen 2010 22:33
In soffitta bisognerebbe mettere molta classe politica adusa a giochetti da cortile,da molti ritenuti alta furbizia politica.Ma è possibile che uno che ha il 6% detti condizioni a partiti del 30%,facendo giochetti a seconda delle convenienze?
Molti diranno che la politica è questa.No questa è bassa macelleria prima repubblica.E' ora di darsi una costituzione più moderna e presidenziale,come in altri paesi europei.Sembra d'esser tornati indietro di quarant'anni.E se PDL e PD sono così pavidi da temere Casini,è meglio che rinuncino a proporsi guide del paese.
Bruno Piccioli
20 gen 2010 19:27
Con tutta la stima che ho per la Bonino, ricordo che, purtroppo, i Radicali sono un pò sfigati. E quindi anche questa volta gli entusiasmi sulla sua candidatura andranno, prima di tutto a infrangersi sull'egoismo miope degli ex comunisti che pur di non votare un Radicale non andranno a votare, e poi, proprio per la singolarità della candidata i Politici del PD se ne guarderanno bene dal condurre campagne elettorali forti a favore di questa scelta. Otterranno il doppio vantaggio di di non compromettersi su scelte fatte da altri e, forse, far fuori il (decimo?) segretario. Se fossi in Berlusconi non accetterei il finto supporto di Casini per il Lazio e chissà per altro dove. Se vuole, visto che non vuole il bipolarismo, corra da solo e, se ci riesce, crei il terzo Polo così da non doversi più apparentare con nessuno.
renè
20 gen 2010 18:21
L'analisi fatta è corretta,in prospettiva però L'UDc e la costituente di centro dovranno necessariamente scegliere ,poichè è improbabile che passi una riforma elettorale che ritorni al proporzionale se pure corretto alla tedesca.Da riformista penso che una alleanza UDC, PD,Socialisti,Liberali riformatori Ape, possa proporsi al paese con un programma credibile e possa diventare una alternativa all'alleanza di Destra e all'estrema sinistra .Non possiamo dimenticare che nel 2013 Berlusconi avrà 77 anni e probabilmente logoro. Occorre però lavorare sulle nuove generazioni con un progetto credibile e con facce spendibili
angelo
20 gen 2010 18:14
professor campi, capisco la sua voglia che piefurby rimanga tra i due forni, per far, eventualmente da spalla al suo fini, ma la base del pdl oltre a volere fini fuori dal partito vuole anche che casini la smetta di giocare su due campi e faccia delle scelte. basta con questo ultimo pezzo rancido della vecchia dc. gli elettori sono stufi dei giochi di bottega e castigheranno entrambi sia pierfurby che gianfrego.
lupimor@gmail.com
20 gen 2010 17:22
Caro Campi, lei conclude:<...consiglia al Cavaliere di mettere in soffitta, se mai li avesse, i suoi propositi bellicosi> E' curioso etichettare come "bellicosi" i propositi di chiarimenti politici. La colpa originaria della nostra politica è proprio quella di evitare, accuratamente, i chiarimenti politici. Lei può a ragione sostenere che l'ultimo, Veltroni, che volle chiarire politicamente che non si facevano alleanze con la sinistra radicale, non ha fatto una bella fine. La nascita del PD, che non fu un chiarimento politico ma una complicazione dei rapporti tra Ds e Margherita, dimostra che le operazioni confinate alle oligarchie d'apparato, sono altrettanto improduttive. Abbiamo due risultati negativi che scaturiscono da comportamenti opposti. La chiarezza e l'ambiguità. La differenza è nel fatto che la politica italiana ha sempre mangiato "pane e ambiguità" e non è adusa alla chiarezza. E' una patologia bipartisan, sempre giustificata dal "contingente". Cordiali saluti Moreno Lupi
luigi lupo
20 gen 2010 16:17
I numeri contano e sono importanti , certi politici riducano a mera matematica la politica ma in certi casi è necessario verificare l'impatto su gli elettori di certe scelte. Casini pratica la politica dei due forni ha idee craxiane su quello che ne potrebbe derivare a livello politico cercar di avere maggior potere a livello regionale uscendo vincitore una volta con la dx ed una con la sx. Scelta rischiosa , a mio avviso, perchè potrebbe scoprire che un certo tipo di alleanza paga un altro no. Gli elettori dell'UDC lo seguiranno? Saranno disponibili a votare insieme al PD? Preferiranno invece convogliare i loro voti a dx? In politica mai chiudere le porte alle alleanze anche se dovesse risultare pericoloso e questo è riferibile al centro destra, ma Casini ha fatto bene i suoi conti ?
Piero2
20 gen 2010 14:30
Al contrario, gettatelo, gettatelo pure fra le loro braccia, se lo vogliono! Cordialmente.