venerdì, 30 luglio 2010 ore 04:33

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«Il Pd è fallito, serve altro»
di Tommaso Labate

Chiamparino lancia il cantiere del nuovo Ulivo

©LaPresse 25-01-2010 Cronaca: Tav, lettera con proiettile a Chiamparino Nella Foto:Sergo Chiamparino foto di repertorio

«Ormai è chiaro: il progetto del Pd è fallito. Per evitare il disastro totale bisogna aprire dopo le regionali il cantiere di una nuova coalizione. Una nuova Cosa». Sergio Chiamparino affida al Riformista il de produnfis del Pd. E lancia il cantiere del «nuovo Ulivo».


Chiamparino, parlando di «fallimento» del Pd lei sta mandando un avviso di sfratto alla leadership di Bersani?
Il problema è ben diverso. E guardi che non è un caso se all'ultimo congresso ho scelto di votare scheda bianca. La questione di fondo non riguarda la leadership ma, appunto, il «fallimento» del progetto stesso. Anche dopo l'arrivo di Bersani, il Pd ha continuato a essere un partito prigioniero di gruppi e gruppetti. A livello nazionale ci sono correnti e sottocorrenti che, anche senza avere una vera consistenza politica, continuano tenerlo sotto scacco. A livello locale ci sono altri tipi di interesse ma la sostanza, purtroppo, è sempre la stessa. Siamo avvitati su noi stessi, a volte sembriamo i polli di Renzo.

È un'analisi severa, la sua.

Guardiamo al 2007, alle radici del Pd: da un lato c'era il «comitato promotore dei 45», costruito tra le correnti di Ds e Margherita col bilancino del farmacista; dall'altro c'erano i quattro milioni di cittadini delle primarie. Tra le due tendenze, ahinoi, è stata la prima ad avere la meglio.

Quindi? Che cosa suggerisce?

Bisogna superare il Pd, prendere atto che i suoi vizi d'origine hanno avuto il sopravvento. Abbiamo sperimentato tre leadership ma la musica non è cambiata. E se Bersani vuole salvarsi, deve prendere atto che così non va. Serve una «Cosa» nuova. Per rendersene conto basta guardare al percorso accidentato con cui ci stiamo avvicinando alle regionali.

Si riferisce alla Puglia?

Vede, nonostante ci fossimo lasciati alle spalle le nostre vicissitudini congressuali, in alcune regioni ci siamo messi nei guai da soli. In Puglia, ad esempio: alla scelta di Vendola potevamo arrivarci anche prima, evitando le strade del politicismo, dell'alchimia politica e degli accordi di corridoio che inevitabilmente ci fanno perdere voti. Non s'è capito nemmeno se, secondo il Pd, Vendola ha governato bene o male. Perché se ha governato bene, non si capisce perché l'Udc non potesse sostenerlo; se invece ha governato male, non è chiaro perché abbiamo fatto le primarie con lui. Poi c'è il Lazio, dove forse siamo arrivati al candidato migliore (Bonino, ndr), anche se ce lo siamo fatti imporre da altri...

In Piemonte c'è la Bresso.

Perché qui da noi abbiamo aggirato i veti iniziali dell'Udc e siamo riusciti a costruire una coalizione su un candidato presidente che ha governato bene e che non c'era motivo di non confermare.

Prevede una disfatta del Pd alle Regionali?

Non sono così pessimista. Spero in un risultato equilibrato. Se riusciamo a tenere Piemonte e Liguria, ci confermiamo al Centro e prendiamo qualche regione al Sud, subito dopo le regionali dobbiamo aprire il cantiere di una nuova «casa». È l'unica speranza per evitare di continuare a raschiare pericolosamente il fondo del barile.

Sta pensando al «dopo Pd»?

È la nostra ancora di salvezza per lanciare la sfida a Berlusconi. Nel 2013 o quando sarà.

I confini?

Se volessimo fissare dei paletti, potremmo pensare a un'aggregazione che va da Casini a Vendola e che inizi a lavorare da dopo le Regionali, magari con una convention. Attenzione, però: servono paletti, non palizzate. Vede, alla manifestazione a favore della Tav ha partecipato un sacco di gente che non votava per il centrosinistra. È la prova che dobbiamo guardare a pezzi di società che oggi stanno dall'altra parte. E lo stesso discorso, naturalmente, deve valere anche a sinistra. L'importante è non partire all'insegna dell'ennesimo accordo di vertice, che ci riporterebbe immediatamente nella spirale dell'Unione. Concentriamoci su programmi e proposte, iniziamo un percorso con la consapevolezza che potrà essere lungo e doloroso.

E la scelta della leadership?

Quella, naturalmente, arriverebbe dopo. Sapendo sin da subito, però, che il leader della «nuova casa» non dovrà essere per forza il segretario del Pd, o Di Pietro, o Casini e via dicendo. Ogni forza politica, a cominciare da noi, dovrà fare delle grandi rinunce. Ma questa strada, ripeto, è la nostra unica via d'uscita.

Se dovessimo dare un nome al progetto?
Penso a un «Nuovo Ulivo». Anche perché è una formula che in passato ha avuto una grande capacità di attrazione, che ci ha fatto vincere.

Lei è rimasto ai margini del congresso del Pd. Che cosa farà nei prossimi mesi?

Se apriremo questo cantiere, credo di poter dare una mano.

giovedì, 28 gennaio 2010

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commenti dei lettori

47 commenti presenti

angelo

30 gen 2010 15:26

a forza di nuovi cantieri dovremmo essere una immensa e florida fabbrica invece siamo un cumulo di macerie fumanti. con tutta la stima che ho per chiamparino questa sua nuova uscita mi fa solo venire da piangere. non gli è bastata l'esperienza disastrosa del primo ulivo, la vuole rifare? per l'amor del cielo, a noi è bastata la prima ed ancora ci stiamo piangendo sopra.quello che manca al pd è il coraggio, il coraggio di mollare il manettaro, mollare l'udc e presentarsi all'elettorato con la sua vera faccia. solo così possiamo sperare di rialzarci, certo sarà una lenta risalita ma con le scelte di oggi non solo non ci sarà risalita ma sarà soltanto una lenta agonia prima della morte certa. si rendono conto i nostri cervelloni quanta gente non andrà a votare per via di di pietro e di casini' penso proprio di no altrimenti si sarebbero comportati diversamente.

monica

30 gen 2010 11:07

Ma Chiamparino ce l'ha un lavoro? E' incredibile il riflesso per cui molti, spesso capaci politici, nel momento in cui non riescono a trovare facilmente il loro ruolo - di rilievo, please - in una fase o formazione politica, pensano a mettere in discussione la fase e la formazione, si tuffano in esercizi di ingegneria partitica, invece di mettere in discussione se stessi. Han tutti di riserva lo stesso coniglio in fondo a qualche cappello: fondare una formazione politica a loro immagine e somiglianza. E pretendono poi che noi ci si scaldi e ci si appassioni su ciascuna di queste belle pensate.

piero2

30 gen 2010 09:34

Secondo me il Sig. paolo ottoboni 29 gen 2010 10:39 è quello che rispecchia meglio la mentalità attuale dei PD quando chiede: Chiamparino "non poteva aspettare il dopo voto per tutti questi ragionamenti?" Cioè: sappiamo tutti che il PD fa schifo o che non c'è, ma NON DICIAMOLO! Testa nella sabbia e spazzatura sotto il tappeto. Poi si vedrà. Complimenti.

felicetti a

29 gen 2010 23:36

Sono un berluscones, come la sinistra del Pd ci definisce. Sono a spasso da ottobre, non ho che da provvedere a me stesso. Dormo poco mangio leggero non mi drogo non compilo schedine ne gratto niente per vincere. Pero´mi arrangio ai mercati generali, sgobbo l`intera mattinata, alle tre sono tutto per me. La crisi non mi ha sfiorato, anzi ne ho saputo cogliere il lato positivo. Tempo addietro ero entusiasta dei raggiungimenti sociali, trovo deleteri le 36 ore l`art. 18 e gli ammortizzatori, essi hanno tolto la datore la possibilita di assumere, infatti sono precario e lo saro´fino a quando la sinistra non si togliera´di mezzo. Berlusconi da imprenditore qual`e, intende per liberta`quella di tutti. Ogni cosa data a un comunista, e`stata tolta ad un altro.

ramon

29 gen 2010 22:44

Chiamparino OK la penso esattamente come te. Penso però che da subito si debba pensare a delle persone che possono portare avanti queste idee, anche senza coinvolgerle subito. Ne butto lì due : Sant' Egidio da coinvolgere per gli esteri e Slow Food per l' agricoltura. Ramon

Raffaele Innato

29 gen 2010 19:21

Mentre i capipopolo vincono, il paese perde. Le elezioni regionali di marzo, sempre di più stanno evidenziando una classe dirigente solo interessata a costruire o smontare alleanze, ad adoperarsi per il proprio tornaconto, a pensare di trarre vantaggi personali e fare affari. Mentre il paese resta immobile, senza di idee e progetti, con una disoccupazione a due cifre e con centinaia di migliaia di persone che non sanno più a chi rivolgersi per poter sopravvivere. Tutti coloro che si propongono per guidare l'Italia, non hanno la capacità di presentare un progetto che guardi al futuro e ai problemi delle nuove generazioni. Si va solamente a slogan, senza contenuti e senza idee, mortificando le attese e le speranze degli italiani. Si avvertono segnali preoccupanti di disagio e di ostilità dei cittadini nei confronti delle istituzioni e di chi le rappresenta, spesso non all'altezza del compito. E mentre ciò accade, la nostra classe dirigente appare interessata solo agli interessi personali e ai propri equilibri interni di correnti, senza rendersi conto che l'intero sistema si sta progressivamente sfaldando. Tutti i contendenti candidati auspicano di vincere le elezioni, si fanno le somme dei partiti e dei voti e il totale sembra dare ragione sia agli uni che agli altri. Comunque vada, un posto in prima fila lo si ottiene, uno stipendio congruo è assicurato e i vantaggi pure. Il vincitore si preoccuperà di assicurare al popolo che il suo impegno sarà per il paese. Il vinto, si preoccuperà di convincere la gente che vigilerà attentamente sull'operato della maggioranza. E i cittadini? I cittadini che hanno votato per i vincitori saranno contenti di brindare per la vittoria che li ripagherà nella speranza di raccogliere qualche briciola di favore o di soddisfazione di parte. Quelli, che hanno votato per i perdenti, mestamente si diranno che la colpa è stata di chi non ha saputo costruire bene le alleanze o di chi non avrebbe dovuto candidare persone poco convincenti. Quindi, ancora una volta, il paese avrà sprecato l'opportunità di guardare più alla risoluzione dei problemi reali e ad un progetto di riscatto e di crescita generale per tutti, per favorire una classe politico economica che da decenni tiene bloccata un Italia incapace di migliorarsi.

Pieretto

29 gen 2010 17:40

Queste interviste sono incredibili,domande assurde,risposte assurde,zero cose concrete.Gente che vive in universi paralleli.Il problema è che purtroppo ci vive piuttosto bene.

Sisto Gungui Malli

29 gen 2010 17:26

A tutti i Chiamparini del PD dedico questa poesia tratta dal libro FERRAREZZA del più grande poeta bresciano, Pierluigi Piotti: "Quell'uomo che procede zigzagando per curve e saliscendi, che avanza e retrocede, che retrocede e avanza, voi lo direste un saltapicchio: invece segue il sentiero." Cari scettici chiamparini, quell'uomo è BERSANI e vedranno tutti, dopo le regionali, la bontà e giustezza del sentiero che sta seguendo. VAI TRANQUILLO PIERLUIGI !!!

Esatau

29 gen 2010 16:19

E' vero, il PD nasce con un atto di presunzione e di sconcertante semplificazione politica. Il PD nasce senza un mito, anzi, rinnega il mito della sinistra storica e abbraccia il mito del cattolicesimo sociale. Con il contributo degli ex PCI che pensano di ingannare la Storia diventando Democristiani pur di non diventare Socialisti. E la Storia s'incazzo!

adele

29 gen 2010 15:46

il pd è fallito perchè è lontano dalle gente, dai lavoratori, dalle famiglie, non ha più nessun contatto con gli elettori. vive in un mondo che non è il nostro, non è quello di tutti i giorni con il quale dobbiamo fare i conti. vive di ideologie stantie e ormai fuori tempo. fatto da persone che non conoscono il mondo del lavoro di operai, artigiani, imprenditori, ecc. è tutta gente che arriva dal partito o dal sindacato, gente che di lavoro vero non sa niente, non capisce niente, parla solo per stereotipi e ideologie e basta. cosa ne sanno della nostra vita, dei nostri problemi, dei nostri sacrifici? proprio un bel niente! se avessero almeno l'umiltà di ascoltare la base, le sue esigenze e le sue idee, almeno qualcosa cambierebbe, invece no, continuano imperterriti a fare del politichese e a niente servono gli errori che da anni stanno facendo...continuano con una leggerezza spaventosa...

carlo zingaretti

29 gen 2010 15:24

Bersani è stato eletto da poco e deve avere il tempo per lavorare. Il PD sarà stato creato a "freddo" ma non servono altre soluzioni organizzative per risolvere problemi che sono di altro tipo. I problemi da affrontare sono il programma del partito, la strategia da seguire, le proposte da portare avanti, il rapporto con il proprio elettorato. Se non si lavora su questi argomenti non si esce dal guado. L'unica maniera di dare "calore" al PD è l'elaborazione di idee, la capacità di proporle e discuterle. SE non ci si riprende un pò di egemonia culturale non c'è soluzione organizzativa che tenga. Bisogna farlo però smettendo di avvalersi dei soliti noti. Bisogna avere il coraggio di innovare anche il gruppo dirigente. Nel centro destra poi le cose non sono così solide nè così invidiabili. E' vero che ci sono due leader forti e carismatici come Berlusconi e come Bossi. Ma quando loro decideranno di ritirarsi a vita privata se ne vedranno delle belle anche in quello schieramento. Quindi basta disegni organizzativi e pensiamo a lavorare con serietà ed umiltà.

Midode

29 gen 2010 13:08

un altro cantiere per il nuovo Ulivo? Io penserei piuttosto ai cantieri della TAV!

Mirco

29 gen 2010 12:49

Nella vita e nel lavoro sono abituato ad accompagnare le critiche con delle proposte alternative. Chiamparino si limita solo a criticare, magari giustamente, ma non si rende conto che lui è come i suoi compagni di partito: non è e non sono in grado di fare proposte! Poi si lamentano se perdono consensi!

La satira di Bea, l'anti-sinistra.

29 gen 2010 11:12

Chiamparino, simpatico veramente, pensa a un'aggregazione che va da Casini a Vendola. Distratto probabilmente dai suoi impegni, il Chiampa non ha avuto modo di seguire le ultime vicende pugliesi. Tanto che, ancora oggi si domanda (e se ne sorprende!) che Casini non sia d'accordo ad unirsi al comunista Vendola e a consolidare il "buon governo" del popolare compagno. Eccolo dunque, ultimo tra gli illuminati de sinistra, a dare la stura a "nuovi e geniali suggerimenti"... Dopo la Quercia, il Garofano, la Rosa nel pugno, l'Ulivo, il Gran Fico e la Margherita, sembrava che l'unica pianta in grado di fare il miracolo di salvare la Sinistra (dopo aver sperimentato senza successo quelle geneticamente modificate), fosse il salubre Finocchio. Ma a causa della volabilità che sembra ormai impadronirsi della mente dei suoi responsabili, la sinistra pensa già ad affossarlo per tornare all'Ulivo, magari a quello extra vergine, al "Nuovo Olivo", come dice er Chiampa, che poi, quanto a "novità", sarebbe quello, vecchio, di Capitan Mortadella. Avendone sperimentate tante, a questo punto ( "mi conscénta", caro Tommaso) io non riesco proprio a capire le ragioni che impediscono di fare un tentativo con una pianta che ha già fatto le sue indiscusse e indiscutibili prove storiche (domandate a Socrate!) e che non ha deluso nessuno dei suoi utilizzatori: la Cicuta. (ma la satira di destra è ammessa?)

Vincenzo

29 gen 2010 11:08

sono del PDL ma stimo molto Chiamparino, ma quello che dice in questa intervista non sta in piedi....al posto di Dini, Casini, al posto di Rifondazione, DiPietro, invece di Ulivo, nuovo Ulivo, al posto di Prodi un nuovo Prodi....che dire....poi prima il programma e poi si sceglie il leader, mai visto una cosa simile ci vuole un leader di forte personalità che proponne un programma condiviso dalla coalizione e poi dalla maggioranza del paese se nò gli fanno le scarpe (come a Prodi) il giorno dopo le elezioni. ritenta Champa sarai più fortunato.

FrancoPo.

29 gen 2010 10:47

Sono vent'anni cho lo vado ripetendo: se si fosse dato retta a Craxi il problema sarebbe stato risolto da un pezzo. Ma no: duri, testardi, impermeabili a qualunque considerazione. Unico sentimento: l'odio e la voglia di potere. La disonestà delle scorciatoie giudiziarie. La pretesa di egemonia culturale ovunque. La propaganda eretta a sistema. Al bravo Chiamparino darò solo un indizio: Casa comune dei socialisti e riformisti di craxiana memoria, possibilmente al passo con i tempi.

Enrico Antonioni

29 gen 2010 10:40

Purtroppo anche un politico aparentemente avveduto come Chiamparino continua a confondere le cause del fallimento del Pd con gli effetti. L'approccio al problema è moralistico e non politico. Corentismo, divisioni interne, gruppi e sottogruppi sono soltanto gli effetti (dannosi) di un problema non superato e non superabile: il Pd è nato da un atto di presunzione e dalla velleità di voler costruire un partito privo di una dottrina politica di riferimento. Peggio, nel Pd si pretende di far convivere due dottrine politiche, socialismo (in senso lato) e cattolicesimo sociale, la cui sintesi è impossibile. Due partiti politici aventi a riferimento le due dottrine politiche possono dare vita ad alleanze anche strategiche, attraverso le opportune mediazioni. Ma è impossibile che convivano nel medesimo partito se non con effetti paralizzanti sulle capacità di scelta proprie di un partito politico. Per questo hanno fallito ben due leaders in due anni (Veltroni e Franceschini). Per questo è destinato a fallire Bersani e i suoi eventuali futuri successori. Non dipende dalle loro capacità personali, ma semplicemente dalla paralizzante impossibilità di operare scelte chiare di linea politica senza pagare il prezzo di divisioni traumatiche. L'operazione Pd è stata operazione velleitaria e volontaristica, frutto di presunzione e ingenuità sconcertante.

paolo ottoboni

29 gen 2010 10:39

E non poteva aspettare il dopo voto per tutti questi ragionamenti? sempre masochismo? O ricerca dei titoli sui giornali? Meglio se si da da fare per un buon risultato, intanto.

daniele

29 gen 2010 10:25

L'intervista di Chiamparino è fuori luogo ed inutile ed è l'esempio chiaro per cui il PD ha dei problemi; parlano tutti a sproposito senza ragione; se Chiamparino aveva qualcosa da proporre di nuovo si poteva candidare alle primarie invece di sparare a zero ora su Bersani ( eletto appena 3 mesi fa), su tutti i giornali ( espresso, il riformista, repubblica); ma che modo di fare è ? Pensi a fare il sindaco e a lavorare per il partito cercandolo di cambiare dall'interno; altrimenti stia zitto. Questo modo di fare è davvero assurdo e deprimente, senza alcuna disciplina e solidarietà di partito, ma solo per avere un pò di visibilità e torna conto personale

Giovanni Plumbo

29 gen 2010 08:59

Bravo Chiamparino, anch'io mi candido per dare una mano al "Nuovo Ulivo"! E ne abbiamo fatto di cambiamenti, di cose nuove... PCI, PdS, Ulivo, PD... La verità è che tutto il gruppo dirigente di questo Partito (?) accettando il sistema maggioritario proposto dalla destra (ma anche da Gelli), ha rinunciato a difendere la democrazia italiana dal populismo e dalla demagogia, con le conseguenze ben visibili a tutti. Ritornare a discutere veramente con la gente, riaprire le sezioni al dibattito, alla democrazia e al confronto, e scegliere i dirigenti sul campo, questo è il vero problema. E soprattutto sistema proporzionale...

Salvatore

29 gen 2010 06:42

Anch'io penso che il PD sia sempre stato un partito fantasma senza ideolie e senza programmi, come se bastassero le primarie a risolvere i problemmi dei dirigenti littigiosi che hanno solo un obiettivo in comune sfasciare il partito. Quando c'era Veltroni continuava a dire che mirava a prendere voti al centro e continuava a dare voti a DPIetro, ma lui continuava a ripettere che il partito c'era. Franceschini ha continuato nella illusione di un partito che potesse avere padroni e lavoratori che vanno a braccetto come se esistesse un interesse comune. Bersani che sembrava una persona giusta per portare il partito ad un bivio, è tenuto in scacco dai dirigenti del PD e si muove sempre senza una politica dietro che renda credibile questo partito. Le primarie di Puglia hanno trovato il colmo nel fare le priamrie tra un PD e uno di un altro partito.

felicetti

29 gen 2010 04:30

Non sono di sinistra, leggendo i vostri scritti, uno diverso dall`altro come i pareri della dirigenza, mi mette addosso la gioia di chi e´nato fortunato.

aldo

29 gen 2010 00:45

una bella "cosa" con di pietro che vorrà diventare ministro della giustizia : piuttosto m'impicco

Eustachio Nicoletti

28 gen 2010 23:02

E basta!!! Pure Chiamparino si mette mo??? Possibile che ogni tot anni dobbiamo essere costretti a cambiare la tabella dietro la porta perchè qualcuno dice che non è mai abbastanza quello che si fa? Ma che si facciano da parte questi "critici a tempo pieno"!!!

Giovanni Agretti

28 gen 2010 21:50

Chiamparino ha un difetto che a sinistra, non solo quella di oggi ma quella di sempre, non viene perdonato: è intelligente ed opera con comune buonsenso. Nella sinistra che elegge segretario Bersani e come presidente che ci mette la faccia, Rosi Bindi, Chiamparino non ha scampo. La sinistra è destinata ad affondare, sino a sparire: resterà solo Di Pietro che ha il viso, l'eloquio, l'eleganza, lo stile che meglio rappresenta oggi la sinistra del Pd. Bersani ha cominciato a sillabare come Prodi: brutto segno! Mentre sillaba si vede che sta cercando disperatamente di capire cosa dire ancora. Mi spiace per Chiamparino, Morando e tanti altri: non sono abbastanza stupidi per questa sinistra e quindi verranno censurati. Chi va avanti è D'Alema: qualcuno potrebbe dirmi un successo qualunque, anche piccolissimo, infinitesimale di D'Alema? No, vero? E' questo che intendevo dire.

elio

28 gen 2010 20:07

no, non sono d'accordo con il sindaco chiamparino, peraltro persona che stimo moltissimo. niente casini e niente di pietro. andare da soli, coraggiosamente, orgogliosamente, è questo orgoglio e questo coraggio che ci mancano, ormai l'italia ragiona bipolare ed è inutile continuare a dare spago a questi personaggi. così facendo allunghiamo soltanto un'agonia ormai presagio di morte,. si di morte per questo pd con il piede in troppe scarpe. non c'è più chiarezza, chi si sveglia prima la mattina dice la sua e continua il marasma che ormai caratterizza questo povero partito senza capo ne coda, ne carne ne pesce, bastaaaaaa.

maria

28 gen 2010 20:02

chiamparino ha ragine! questo pd figlio di nessuno perchè figlio di troppi. anche oggi continua a fare errori a ripetizione. abbiamo silurato il buon uolter l'americano e adesso il buon bersani fa le cose che veltroni aveva detto. non c'è una guida, non c'è un'idea ferma, stabile, si balla come su una barchetta in alto mare. nel lazio ci facciamo "fregare" dalla bonino perchè non abbiamo un candidato decente e noi cosa facciamo? ci accodiamo da poveracci mettendo nell'angola tutti i moderati dei quali perderemo il voto. in piemonte ci alleiamo con la bresso, anticlericale e perdiamo i voti anche qui dei moderati, ma ci alleiamo con casini che non ci porterà proprio un bel niente perchè i suoi non voteranno mai la bresso. in 11 regioni ci alleiamo con il manettaro ed anche qui...niente di buono, ci ha solo portato via voti e basta. insomma, potrei andare avanti all'infinito...le abbiamo sbagliate tutte...per non parlare della puglia, che sarebbe come sparare sulla croce rossa...gli elettori vogliono una guida dalle idee chiare e nette. prenderemo un ennesimo sberlone e lo meritiamo tutto. siamo allo sbando e queste scelte non faranno altro che prolungare l'agonia. bisogna dare direttive forti e a queste attenersi tutti non che bindi dice...letta spera...d'alema fa... no, non va bene. bisogna dire una cosa e poi farla tutti insieme senza se e senza ma. ma non lo vediamo bersani, boffonchiare come faceva il peggior prodi, e non sapere che pesci prendere, completamente allo sbaraglio. qui ci vuole nun leader carismatico con le idee chiare:andare dovunque da soli, è questo che vuole la base, non vogliamo ne casini ne di pietro, chi vuole questo pd bene gli altri vadano pure, solo così possiamo sperare di risalire la china che abbiamo intrapreso pericolosamente. ci vuole un capo che comandi e tutti gli altri a seguire altrimenti continueranno i rutelli e tutti gli altri.

Giuseppe Fumagalli

28 gen 2010 19:40

Bene: allora anche nel PD c'è qualcuno che prova a ragionare ... è un buon punto di partenza, a mio avviso l'unico con cui uscire dalla melma in cui il partito sta sprofondando.

claudio

28 gen 2010 19:29

Il peccato originale è lì e pesa come un macigno! Finchè non ci sarà una revisione critica dell'esperienza comunista ed il riconoscimento storico del fallimento politico e sociale del comunismo non ci sarà come si dice a Roma trippa pè gatti!

mariella

28 gen 2010 17:50

Insistere, e`diabolico. Errare e`umano.

visentin

28 gen 2010 17:48

Ma se e`fallito, intanto non serviva l`annuncio, significa averlo taciuto come tutti gli insuccessi dopo la nascita mai avvenuta, il crollo dei quattro segretari, l`abbandono di uno dei fondatori, gli scandali uno dietro l`altro, il percentuale in caduta libera, la sciagurata alleanza, l`ardire di definirsi migliori e in alternativa alla destra. Tutto questo essendo il secondo partito, figurarsi la sinistra restante.

paolo1

28 gen 2010 17:03

Il pd secondo me non deve fare l'errore del psi che snobbava la sinistra,purtroppo la sinistra di adesso lo meriterebbe ma cambiando le regole e i capetti si potrebbe fare un ulivo.Per quelli che pensano che Bersani con le fazzolettate abbia dimostrato qualcosa,non si ricordono lo scioperino dei tassisti.Non illudiamoci siamo tutti nella cacca,loro i politici di destra e di sinistra ci sguazzano.

renè

28 gen 2010 16:48

bene Chiamparino, ma le questioni sono a mio avviso due.La prima è il PD, la seconda sono le alleanze elettorali su un prgramma comune ,alleanza che passa attraverso una confederazioni di partiti che pure nella loro diversità hanno obiettivi programmatici comuni, l'ombrello può essere unnuovo ulivo ,i riformisti ecc lasciamo spazio alla fantasia ,non il contenitore che conta ,ma il contenuto. E' evidente che non si possa prescindere dall'alleanza tra riformisti ,socialisti e moderati , occorre però che vi sia un partito guida ,in questo senso il PD si deve rigenerare ,oggi è poco più di un DS con qualche sfumatura di stampo cattolico. Ma credo però che l'idea di Chiamparino sia un'altra ed è quella di creare un nuovo soggetto politico che annulli le precedenti sigle un PDL di centro sinistra ,percorso più difficile perchè non credo che i potenziali costituendi vogliano abdicare rispetto ai rispettivi partiti. C'è poi un'altra variante che è il dopo Berlusconi, reggerà il PDL o si sfalderà , è difficile oggi ipotizzarlo è bene quidi lavorare nel senso indicato da Chiamparino .

Sisto Gungui Malli

28 gen 2010 16:34

Sempre a proposito di Chiamparino da Torino: niente da dire sulla cassa integrazione Fiat subito dopo lauta distribuzione dividendi agli azionisti? Sia chiaro e coraggioso da subito, se vuol fare il leader nazionale! Chiamparino lasci stare Bersani che quando ha potuto ha fatto vedere coi fatti, a colpi di lenzuolate contro interessi delle caste, di che pasta è fatto.

roberto

28 gen 2010 16:31

Ma dove era per le primarie?????Troppo facile ora!

anna

28 gen 2010 16:27

Confermo quanto già è stato detto. Non mi sembra che il discorso di Chiamparino sia nuovo. Ma anche Chiamaprino pensa che siamo nel paese di Bengodi? La fusione a freddo tra democristiani, socialisti, comnunisti e altri ( Rifondazione, Di Pietro, Radicali ecc) non è riuscita perchè ognuno ha conservato il proprio status, lo difende a costo di mettere in minoranza l'immagine del partito. Nel partito comunista o in quello della democrazia cristiana era impensabile che il candidato proposto dalla direzione non passasse nella base. Il PD è diventato un coagulo di interessi che si compongono e si scompongono nelle alleanze a seconda delle convenienze. E' questa la Politica che spesso invoca D'Alema?

mario saini

28 gen 2010 16:15

Oramai è una questione di uomini c he siano all'altezza per rilanciare 'un nuovo partito'.Per me l'at= tuale segretario del PD non è l'uomo adatto per tale incarico.Abbiamo fatto fuggire il Signor Rutelli, Veltroni ecc., e poi quando si è in una coalizione ci vuole più disciplina politica, altrimenti non si va da nessuna parte e per altri ventanni saremo ancora qui a parlare del medesimo problema. Auguri vivissimi per la prossima tornara elettrorale.

aldo

28 gen 2010 16:00

Egr. Sig. Chiamparino, il suo nuovo P.D. o quello che lei sogna, dovrebbe a mio modesto parere, fare una bella pulizia di tutti i vertici, a cominciare dalla Bindi D'Alema e tira giù. Mettere non paletti ma palizzate davanti a Di Pietro (forse la grande muraglia non basta). Certo un partito ripulito dalla cancrena di politici di professione che, pur di restare sulla poltrona, non badano a niente, sarà un utopia ma, è certamente una speranza. Le auguro di poterci riuscire ma, sarà molto arduo il cammino. Auguri

ROSARIO

28 gen 2010 15:25

Il nuovo Ulivo di Chiamparino non e' altro che il vecchio Ulivo di Prodi. Bisogna solo trovare un nuovo Professore.

bruno la mela

28 gen 2010 15:08

Caro Sergio Chiamparino, è veramente sconfortante la sua intervista anche per come prospetta il futuro. Invece di indicare o dare un apporto positivo con una proposta che vada oltre l'Ulivo, che significa solo 'accordi' (soprattutto nei programmi) che significano 'aspettative', ripropone l'UDC con Vendola proprio appena dopo il veto posto dall'UDC stesso a Vendola in Puglia. Vendola ha rappresentato oltre la 'conferma' che ripone la Puglia in lui, quale fiducia, mentre l'UDC ha posto il veto 'morale' sulla figura. E' questo il progetto 'riformista' che propone? Lei è un bravo 'amministratore' e la citta di Torino l'ha premiata, ma la 'politica' ha bisogno di un rinnovamento verso il Paese e non di 'possibili equilibri' che la realtà non produce e non può produrre. Il PD e Bersani si stanno risvegliando dal letargo Veltroni e dalla fase Franceschini, e non ha bisogno di messaggi negativi. Ci ascoltiamo e decidiamo, non auspichiamo 'riflessioni' adesso fuoritempo.

graziano

28 gen 2010 15:00

questo PD non ce la fa. Perchè? il mondo cambia, gli attori sono gli stessi. Costruire una classe dirigente sui temi del giorno e del domani. Resto convinto che perdere in una Regione per i candidati non è un dramma. Meglio Assessori, ma Consiglieri va beno lo stesso. Prendete la Lombardia ad esempio: si legge sulla stampa candidati che superano 60 anni; certamente gente capace, ma logori. Vengono a fare assemblee capitanate dal califfo di turno anche da altre Regioni. Dicono: siamo eletti. Dimenticano di dire chi cura la macchina elettorale. Autoreferenziali, mai un'idea autonoma sui temi che interessano la gente. Quando comunicano di perdono voti. Chiamparino vede un problema che c'è. Altri vivacchiano.

lupimor@gmail.com

28 gen 2010 14:56

Caro Direttore, ho fiducia, stima e simpatia per Chiamparino, come uomo. Leggendo l'intervista di Tommaso Labate mi sorge il dubbio se conservargliela anche come politico. Capisco bene che il nocciolo di ogni ragionamento è il fatto che la Sinistra, unita o sparpagliata, non ha mai avuto e mai potrà avere i numeri per governare, non dico da sola, ma neppure con l'appoggio di quelle aree laiciste, anticlericali, movimentiste, ecc... E' una realtà secolare. Che imporrebbe alla cultura di sinistra di accettare il metodo riformista senza remore o diffidenza, senza pregiudiziali ideologiche o preconcetti obsoleti. Per allargare l'area del consenso occorre pragmatismo, senso della realtà. L'imperativo è quello di attirare l'elettore che vota per il Centrodestra. Per questo non sembra sufficiente per ripensare, come soluzione, la ripetizione di un percorso politico che evidentemente non aveva, come afferma il sindaco :<... una grande capacità di attrazione, che ci ha fatto vincere>, tant'è vero che poi si è dovuto passare all'Unione e poi al PD e, ciliegina sulla torta, al forzato e forzoso connubio con Di Pietro; che in Francia sarebbe relegato nell'area di Le Pen. Occorre aggiungere, per uscire da suggestivi richiami, che tutta l'operazione Ulivo era costruita sulla figura e sul potere d'attrazione personale del "cattolico adulto". Tanto per cambiare, persona estranea al mondo della sinistra. Prodi ce l'ha messa tutta, ma ha dovuto arrendersi a quella parte della sinistra che quasi mena vanto di essere estranea alla cultura di Governo e che rifiuta di sporcarsi le mani, così la pensano, nella gestione terrena dei problemi. Vi ricordate, a proposito dell'Ulivo "mondiale", le increspature di labbra di Blair e Clinton? Le condizioni attuali, politiche economiche e sociali, non sono idonee alla riedizione dell'Ulivo. Neppure etichettandolo come "Nuovo Ulivo", meglio semmai, cambiare pianta. Non so se il fascino di Tafazzi sia intrinseco o non nasconda, invece, l'impossibilità di elaborare alternative. Quelle riformiste, senza gabellare per tali i deboli vagiti di una parte sempre minoritaria della sinistra. Si applicano etichette a seconda del momento, anche Vendola è stato etichettato come riformatore. Certamente, del mercato, della borghesia, del capitalismo. Il cane si morde la coda. Cordialmente Moreno Lupi

Piero2

28 gen 2010 14:39

"da Casini a Vendola"? Adesso capisco perchè lo tengono relegato a Torino; inoltre, quali sono gli "altri tipi di interesse" che il PD avrebbe " a livello locale"? Sarebbe interessante conoscerli, a cominciare proprio dal Piemonte, prima delle regionali. Cordialmente

Dany

28 gen 2010 13:44

Bresso??? Vendola???? e il trattorista molisano??? Un altro cantiere??? Ho capito!!! Rivuole il Mortadella

Bruno Pierozzi

28 gen 2010 13:40

Va dato atto a Chiamparino di aver centrato il problema: il PD ha fallito. Non è invece convincente la soluzione posta dal sindaco di Torino. Al fallimento del PD non è possibile rispondere proponendo una coalizione con soggetti politici in larga parte virtuali, tra i quali il PD medesimo, nonché i vari rimasugli della sinistra comunista e post comunista. Il vero dramma italiano è che quanti provengono dall'ex PCI testardamente non vogliono ammettere che il problema centrale è ancora oggi - come 30 anni fa - la "questione socialista". Il gruppo dirigente ex PCI fondatore del PDS, poi DS e infine cofondatore del PD ha creduto di aggirare la questione socialista - che pose con forza Craxi negli anni '80 - attraverso una riedizione aggiornata del "compromesso storico" tra ex comunisti ed ex democristiani. E’ necessario che costoro prendano atto che quella strategia è fallimentare e sta portando alla completa scomparsa della sinistra in Italia. Per uscire da questo vicolo cieco occorre cancellare definitivamente questa sorta di memoria “genetica”, che si tramanda anche alle nuove generazioni, della scissione di Livorno e della diversità del PCI, nonostante il PCI sia scomparso da venti anni. E’ indispensabile far ripartire il dibattito politico da quanto di vivo c’è nella società italiana, dalla necessità di ricostruire un grande partito socialista, di massa, riformatore, di lotta e di alternativa alla politica economica del tardo capitalismo, lavorare per traguardare l’oggi, per una politica con profonde fondamenta che sfidino il tempo e che Gramsci definirebbe "fur ewig".

Sisto Gungui Malli

28 gen 2010 12:29

Ma perchè Chiamparino non si è presentato alle primarie contro Bersani? Furbetto, come al solito! Lascia andare avanti gli altri per poterli criticare meglio. Si faccia avanti, si presenti come leader alternativo a Bersani, rischi la sua faccia. Altrimenti, la smetta di adempiere al clichè del torinese, falso e cortese...

FrancoPo.

28 gen 2010 12:28

Un uomo indubbiamente molto intelligente. Spero che il suo progetto di un nuovo Ulivo vada avanti, se necessario anche contro i becchini attuali.