venerdì, 3 settembre 2010 ore 12:28

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Veltroni è tornato altro che depresso
di Tommaso Labate

L'avevano dato per «disperso», ma è riapparso. Per «depresso», ma è rinato. Per «finito», ma è ricominciato. A sentire i detrattori, che citano Quattro cani di De Gregori, «non sa dove andare, comunque ci va». Per gli amici, che evocano Il Conte di Montecristo, sta preparando la vendetta. Domanda: che cosa ha in mente Walter Veltroni?

© Riccardo Squillantini / La Presse 09-11-2007 Roma Politica Inaugurazione della nuova sede del Partito Democratico Nella Foto : Piero Fassino, Anna Finocchiaro, Walter Veltroni, Francesco Rutelli, Dario Franceschini

Il bouquet di risposte offerto in forma anonima da chi lo conosce bene e lo frequenta va da «padre nobile del centrosinistra» a «presidente della Repubblica nel 2013», passando - ovviamente - per la prossima nomination a candidato premier. Tolta la successione a Ciro Ferrara alla guida della (fu?) amata Juve, che ieri s'è conclusa con l'arrivo di Alberto Zaccheroni, c'è di tutto e di più. Tranne una seggiola, che Walter ha definitivamente cancellato dall'elenco dei suoi desiderata: quella di segretario di partito.

Eppure Veltroni lo sa. Sa perfettamente che l'ipotesi di una sua grande rentrée sulla scena politica, nel medio e lungo periodo, è legata a doppio filo ai successi della gestione Bersani. In maniera inversamente proporzionale, naturalmente. Più scende «Pier Luigi» più sale «Walter», e viceversa. Infatti, guardando al voto di marzo, il secondo è praticamente sicuro che dalle urne uscirà una sentenza a lui favorevole. La stessa che ha anticipato in più d'un colloquio privato: «Il 33 e passa per cento che ho ottenuto da segretario nel 2008 è destinato a rimanere il maggiore successo del Pd». Un modo come un altro per rivendicare, Bersani o non Bersani, che «il record sarà ancora mio». Per questo Veltroni ha cerchiato sull'agenda la data del 30 marzo: perché nel day after, a urne chiuse, inizierà il suo «maxi-processo» nei confronti non tanto di Bersani, quanto di Massimo D'Alema.

Nonostante l'atmosfera da battaglia interna, l'ex segretario s'è dato una regola d'ingaggio. Quella di stare, parafrasando lo slogan di Radio radicale, «dentro ma fuori dal Palazzo» (del Pd). Dopo un lungo periodo di gelo ha riallacciato i rapporti con Dario Franceschini, col quale - subito dopo la vittoria di Vendola in Puglia - ha concordato la strategia di non sferrare attacchi frontali a Bersani. Non a caso, quando ha letto dell'affondo di Sergio Chiamparino («Il Pd è fallito, apriamo il cantiere del Nuovo Ulivo»), Walter ha chiesto ai suoi di rimanere fermi. E così giovedì pomeriggio, mentre in Transatlantico risuonava l'eco delle parole del sindaco di Torino, in un angolo di Montecitorio Walter Verini arrivava addirittura a dire: «Sergio m'è parso un pochino ingeneroso nei confronti di Bersani». E il nuovo Ulivo? «Mah», aggiungeva il braccio sinistro&destro di Veltroni, «all'insalata russa noi continuiamo a preferire la mayonese». Identico concetto ribadito da Giorgio Tonini, altro pezzo da novanta del walterismo ortodosso: «Forse non ho ben capito la proposta di Chiamparino. Messa così, però, assomiglia all'Unione...».

C'è un'altra chiave di lettura, più maliziosa. Quella secondo cui il gelo dei veltrones nei confronti di Chiamparino derivi, come sospetta un esperto deputato dalemiano, «dal fatto che Sergio ha rubato l'idea a Walter. Forse il sindaco di Torino l'ha bruciato sul tempo, mettendosi nella posizione che Veltroni avrebbe voluto occupare dopo le regionali?». Ma solo veleni e veline, spifferi di corridoio.

L'unica cosa certa è la scuola di politica del Pd che Veltroni trasformerà in fondazione. Anche in questo caso, però, Walter ha reso virtù quella che è stata una necessità. L'obiettivo iniziale, soprattutto dopo il successo della Frattocchie democrat di Cortona (era settembre scorso), era aspettare la fine del congresso per «strutturare» sul territorio la corrente di Area democratica. Poi, però, il ritorno di Franceschini alla guida del gruppo della Camera, l'avvicinamento di Piero Fassino a Bersani («Vuole prendere il posto di D'Alema», malignano alcuni veltroniani) e «l'intelligenza col nemico» dei Popolari hanno mandato a monte il «piano A». Morale della favola? Veltroni si limiterà a replicare, in giro per l'Italia, le sue lezioni di «bella politica». In un contesto, a giudicare dai compagni di viaggio (Michele Salvati, Salvatore Vassallo, Stefano Ceccanti), un po' più accademico rispetto al road show di due anni fa.

Nel frattempo, come una goccia cinese, l'ex segretario spunta da ogni parte e in tutte le salse. «Quando hai tempo “posti” qualche scena di qualche bel film? Ieri ho visto The Departed, che mi è piaciuto molto ma sono rimasta male... Pensavo almeno nei film i buoni avessero la meglio», gli scrive (testualmente) Ilaria C. su Facebook. Lui risponde citando Mourinho («In Italia è impossibile innovare, si può solo resistere») e, a seguire, un personaggio del neo-defunto Salinger («Sono stufa di tutti questi ego, ego, ego»). Il suo peregrinare terrestre, analogico e digitale, ieri l'ha portato a Festa italiana, su Rai Uno. Dove ha detto: «Dopo le dimissioni da segretario, ho scremato le amicizie. Ci sono quelli che sono spariti, non si sono più visti. Erano più interessati al mio tempo occupato che al mio tempo libero». Già, gli amici.

Veltroni ne ha persi molti nel Pd, nel sindacato (Guglielmo Epifani), nell'editoria (Carlo De Benedetti). Ma ne sta cercando altri. Negli ultimi giorni ha parlato a lungo con Michele Emiliano con l'obiettivo di stringere un legame con Nichi Vendola. Poi c'è Antonio Di Pietro, con cui il rapporto di stima reciproca non s'è mai incrinato. Addirittura qualcuno sostiene che sia tornato il sereno anche nei colloqui con Francesco Rutelli.

Tutta gente che sta fuori dal Pd. È un segnale? «Walter ha una grande capacità distruttiva», dice un suo antico amico. «Se uscisse dal Pd farebbe un danno enorme alla ditta. Se però fondasse un'altra Cosa, di sicuro non avrebbe successo». Meglio rimanere dentro, ma fuori. Martedì, all'Auditorium di Roma, presenterà la colonna sonora del suo ultimo romanzo, Noi. Parlami d'amore Mariu', Città vuota, Video killed the radio star e Father and Son, tutto in versione jazz. Un'idea messa in piedi con una delle persone che Veltroni, oggi, frequenta di più. E cioè il senatore-imprenditore Raffaele Ranucci, uno dei tasselli del vecchio, bettiniano, «modello Roma».

sabato, 30 gennaio 2010

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commenti dei lettori

28 commenti presenti

Il Cardinale

02 feb 2010 18:11

Farla pagare a chi lo ha pugnalato alle spalle ! Attenzione cari compagni, ora Wuolter ha il dente avvelenato, ma veramente ! ! !

felicetti a

02 feb 2010 17:00

Strategia cambiata. Dovessimo perdere, non mi dimetto perche il nostro cammino e´lungo, ha detto oggi Bersani. Fate voi ora!

Savino

02 feb 2010 00:24

Mi rendo conto che il vizio stupido da bambini scemi di noi cittadini votanti, assenteisti, o politicamente ignoranti sapientoni occasionali, additi tutta la vita a difendere a spada tratta il proprio partito a torto o a ragione poco importa, sempre con l’azione insultante, criticando con ogni mezzo e delegittimando assiduamente, partiti e lider altrui. - Faccio appello alla saggezza popolare ad una rivoluzionaria evoluzione. Se invece di prodigarci ad un impegno demolitore degli altri, facessimo lavoro autocritico e contributo a migliorare o correggere i difetti ed errori dei partiti di ognuno di noi, sono certo che daremmo un contributo in positivo a migliorare la vita politica e la cultura politica collettiva totale. – Si da il caso che quasi sempre, difendendo comunque ognuno il suo, con azioni contro l’altrui politica, permangono di forma stagnante e permanente, impercettibili i propri errori o inadempimenti, e ci rendiamo incapaci di percepire e smascherae posizioni o promesse false e demagogiche elottoralitiche fine a se stessi dei stessi nostri partiti, tanto che spesso non ci accorgiamo che tutti siamo fregati dai nostri stessi partiti più che dai partiti altrui. Dovremmo si difendere ma anche controllare e speronare ognuno la sua organizzazione, invece di sprecarsi ad accanirsi o vedere tutti gli altri come nemici, in fondo, semplicemente stiamo tutti sulla stessa barca in procinto di affondare, intanto a fare i furbi e vivere di rendite a scapito di noi, sono sempe gli stessi benestanti.

di vaglio

01 feb 2010 20:28

Cari messaggeri, in cosa sperate. Forse quel mondo migliore dato dalla sinistra, dove nessuno e´ al di sopra di niente, dove si spartiscono dividendi col datore, dove chi ci assume si sposa con noi, dove il sindacato chiede sempre di piu in diritti mai in doveri, dove siamo tutti uguali fosse pure il Papa, dove siamo padroni degli stadi, dove la polizia ha torto. Bene, tutto cio cè stato dato al prezzo venuto da pagare oggi, ed e´per questo che mollo voi e la sinistra, torno a cercare quel lavoro che mi avevate detto di farlo fare ad altri.

Vick24

01 feb 2010 17:07

Una constatazione...una bella foto di perdenti, anzi trombati (intendo politicamente solo, come uomini ho per loro il massimo rispetto) e sono ancora lì a parte Rutelli che se ne è andato perchè non comunista, cosa dobbiamo aspettarci di nuovo?? Penso ben poco... Poveri noi sinistroidi speranzosi.

Fulvio

01 feb 2010 12:43

Ancora Veltroni .. per far fuori ancora Dalema, Povero Dalema che sta cercando di proporci per Bologna ancora Prodi !!! e intanto quando verrà il momento dei giovani Bersani, Fassino, Bindi ... la Turco che è spesso in TV ... ma vi rendete conto ... ancora la Turco !!! Ma quando tutti questi avranno la dignità di andarsene ?? Non è per criticare sempre, io avevo creduto al Veltroni del Lingotto, poi non ha avuto la forza di fare piazza pulita internamente ed è stato battuto, che vada in Africa,non sono disposto a supportare vendette personali.

flippo

01 feb 2010 10:50

Cosa pensare della descrizione che ne dà di Veltroni l'autore di questo articolo. In questo momento mi viene in mente ciò che è riuscito a fare da segretario del Pd, piuttosto di quello che lo attenderà il 31 marzo prossimo. Il Lingotto e la manifestazione di ottobre al Circo Massimo. Le sue dimissioni dopo la sconfitta in Sardegna di Soro. La sua eclisse, le sue sporadiche apparizioni, il suo stare a guardare la lunga fase congressuale. Ogni proposta di tipo catartico o taumaturgico avanzata da questo o quel dirigente per cavare il Pd dalle sue difficoltà appare strumentale e velleitaria. Non credo che Walter, così come Chiamparino, siano i riferimenti ideali e promettenti per costruire un futuro solido del Pd. Filippo p.

enrico

01 feb 2010 09:42

noi, il popolo, di tutto abbiamo bisogno tranne che dell'ennesimo protagonismo deteriore dei "capi". se i soliti noti non hanno a cuore altro che la propria rivincita personale siamo davvero alla frutta. le loro piccole battaglie intestine stanno trascinando a fondo il paese. il berlusconismo è anche figlio loro e il potere di berlusconi è così apparentemente stabile perchè, questo dovremmo ormai saperlo, solo uniti si vince. abbiate pietà di un paese allo stremo.

maggi c

01 feb 2010 00:39

Brindano alla vittoria, l`Unita´scrive come niente fosse accaduto, i numeri di Pagnoncelli decretano anzi un pareggio, ricicciano dal dimenticatoio Prodi Veltroni Fassino Latorre, insomma tutti quelli in lista da sempre, a ciucciare. In ogni minoranza, per legge cè da scialare.

c signore per celia

31 gen 2010 18:46

Cos'ha in mente Veltroni? E uno mica è Maco che puo' dirlo! Forse un libro, o forse aprire una galleria di pittura... La cosa più probabile resta comunque il Cinema…Certo, con la sveglia che ha preso, chiare chiare il poveretto le idee non ce le puo’ avere. Del resto non si capisce per quale ragione il Veltro sarebbe il solo ad avere le idee chiare in un partito dove si fatica a trovare qualcuno che non dico abbia le idee chiare, ma che ne abbia almeno qualcuna, sia pure in chiaroscuro… Puo’ darsi comunque che il Veltro, seguendo una consuetudine assai consolidata nel partito, pur ignorando cio' che farà, sappia perfettamente quello che impedirà agli altri di fare…E poi non è detto che a forza di rifletterci qualche buona idea non possa nascere...Ad esempio, potrebbe riprendere i contatti con Capitan Mortadella, per vedere se col suo aiuto, e quello del sindaco Chiamparino, non si riesca a risuscitare l'Ulivo... Sarebbe il nuovo Olivo, o perlomeno l’Ulivo extra vecchio fatto passare per nuovo…E senno’, tanto per ingannare il tempo da qui fino al 2013, il Veltro potrebbe organizzare belle primarie in ogni Regione, Provincia e Comune d'Italia, per mostrare a tutti, sinistra e destra confuse, da che parte sta l’avvenire della democrazia, la vera, quella che si mette all’ascolto diretto della voce del popolo... Senza parlare della possibilità, sempre aperta e mai definitivamente tramontata, di un viaggetto nel cuore di quell’Africa nera che nel cuore del Veltro conserva sempre un posto privilegiato e dove egli si stabilirà, questo è sicuro, quando andrà in pensione... Gli hanno riferito che certe tribù del Centro del Continente nero usano cospargersi di una crema a base di argilla rossa, capace di dare all’epidermite una tinta caffellatte che è una bomba, in tutto e per tutto simile (al punto di poterla confondere) al colore naturale della pelle del Presidente Obama... Sembra che il Veltro abbia la ferma intenzione di servirsene per la campagna elettorale del 2013… "Black is beatiful !", "I care (people) che il principale rappresentante dello schieramento avverso potrà continuare ad occupare a vita il posto che egli occupa I care strongly that !…" Con simpatia. c signore

Pancton

31 gen 2010 16:35

Oh quanto una sinistra moderata, intelligente, operativa, propositva, costruttiva, ancorchè perdente alle urne prima di rifarsi une credibilità, farebbe bene al paese! E lo dico non avendola mai votata. E quanto mi dispiace vedere che nessuno di coloro che hanno la posizione per guidarla, ha le palle. E forse chi le ha è relegato in terza o quarta fila, se va bene.

Savino

31 gen 2010 16:18

Egregio paroliere Tommaso labate, l’introduzione del suo articolo freneticamente fantasioso di invettive scervellotiche di ipotesi interpretative su anime e dignità altrui, poco si addicono alla onestà morale del nobile valore professionale di scrivere. Ripropongo a seguito il mio parere espresso dopo la vittoria di Vendola in Puglia Massimo Dalema e Nichi Vendola, Il P.D. e sinistra radicale: - Io, ex P.C., sostenitore del P.D. e sia di Dalema che di Vendola, due alleati e non due nemici. - Sono ben felice dei risultati delle primarie inPuglia, credo nelle capacità di Vendola e del suo futuro politico, il suo discorso a urne chiuse della sua vittoria e straordinario, un messaggio di tranquillità, continuità, non un cenno di belligeranza contro il P.D. e M.Dalema, il quale dimostra la sua grande maturità politica, incompatibile con la parte più dura dei suoi agguerriti seguaci, belligeranti a sinistra, che non ahnno mai abbandonato la odiosa vendetta settaria e stupida contro tutti quelli che non stanno con loro, tanto comoda alle destre. Tanto che in questi manifesti opinionisti, co alcuni giornalisti al soldo di potentati, e comune il deprecabile linguaggio di odio, insulti e delegittimazioni e che se dipendesse da codesti imbecilli, non so fino a che punto di sinistra, felicissimi sarebbero se il Massimo Dalema ed il P.D. sparissero d’incanto, come se fosse facile, finalmente potrebbero morire in pace a vendetta compiuta. - Ricordo a questa gentaglis che gli stupidi di solito non vincono mai, neanche quando i propri lider vincono, poichè certe vittorie di Pirro o durano poco o isolate non sono mai risolutive e sempre gli rimane la frustrazione demolitora. – Mai ed in nessun caso tanto Dalema come il P.D. a visto o trattato Niki come un nemico, il che dimostra la straordinaria capacità culturale e politica, assente altrove. Certo e che i votanti del P.D., si possono votare a Vendola, senza i quali non vincerebbe niente, al contrario questa saggezza e impensabile nella sinistra radicale, dipietrini e grillini da strap’azzo. Peraltro sono convinto che molti opinionisti in quest dibattiti quì espressi, sono furbetti Berlusconiani che si inseriscono tra noi come falsari di sinistra o ex P.C. e P.D., e un trucco che rende bene, quando la confusione e così grande, grande e il loro spazio, non lasciamoci fregare.- Dimenticavo la mia contrarietà definitiva a accordi forzati con l’U.D.C., inquanto tanto i suoi lider come il suo elettorato credo saranno sempre antagonisti al centro sinistra. Larga vita a Massimo, a Niki, al P.D. e possibili e indispensabili alleati. -Con allegria, e ricordo, la politica sana e cultura che aiuta la cultura e migliora la vita collettiva. SavinoRicco

Giuseppe Fumagalli

31 gen 2010 16:03

Vedere il PD in balia delle lotte intestine di cacicchi, valvassini e valvassori, comparse e capitan Fracassa vari è desolante ... e pensare che una figura di mezza tacca come il vacuo parolaio Veltroni possa essere il Cincinnato salvatore della patria, dà l'idea del baratro senza fine (!!!) in cui il partito si è cacciato!!! Veltroni? si dia al cinema!!!

loremaf

31 gen 2010 15:02

poveri noi: sono dei senza mestieri, e ogni tanto si inventano un ruolo pur di apparire con il solo fine di impedire ad altri di ......................... Fassino, D'alema, Veltroni, Rutelli, Franceschini, Marini, Fioroni a casa e subito!

andrea

31 gen 2010 14:11

POVERO PD, che brutta fine sta facendo, tra i veltroni, i d'alema, le bindi, i prodi ed oggi i bersani...dove vogliamo andare con questi personaggi da operetta? siamo in cima al burrone e basta un niente a ruzzolare giù, e purtroppo, per me questo ruzzolone lo faremo con l'alleanza con casini e peggio ancora con di pietro.

Maralai(ilblogdimarionanni)

31 gen 2010 09:20

altro che "alleanza per l'Italia!". L'Italia ha davanti a se un magigno chiamato eversione giustizia! ma che SCANDALO! dal blog Maralai ( www.maralai.ilcannocchiale.it ) ^^^ Il lato B dei giudici al Popolo Sovrano Il discorso del ministro della Giustizia all'inaugurazione dell'anno giudiziario In barba a tutti i democratici; a tutti i garantisti; a tutti coloro che attendono giustizia da anni: civile, penale e amministrativa (quella sportiva non m'interessa); a tutti i lavoratori che lottano disperatamente per il posto di lavoro. In barba al governo che ogni giorno innalza i suoi proclami sui risultati contro le mafie. In barba al buon senso; al garbo istituzionale; alle migliaia di processi che ogni settimana decadono per prescrizioni varie in quanto non celebrati entro le ragionevoli durate. In barba ad un parlamento che si reputa sovrano, ma che ora se non prende provvedimenti adeguati sarà un parlamento subordinato. Subordinato alla prepotenza di una categoria che non ammette su di se alcun giudizio, per cui la tv oggi ha mostrato i magistrati che abbandonano l'aula delle rappresentanze sulla ricorrenza dell’anno giudiziario mentre si accinge a prendere la parola il rappresentante del governo, quindi del potere esecutivo, quindi del parlamento, quindi del Popolo. Oggi la Sovranità Popolare ha avuto il lato b, le spalle voltate dai suoi dipendenti amministratori della giustizia. "Caselli-ha detto inconsapevolmente gongolante un cronista televisivo votato al "martirio", "è stato il primo ad avere abbandonato l'aula". Vero atto eroico, dico io. Ma le braccia, a chi osserva le condotte così irresponsabili di magistrati, con ottica istituzionale e non ideologica, cascano nel sentire l'opposizione che non ha neppure consapevolezza di essere forza di governo, non dico oggi e neppure domani ma almeno (forse) dopodomani, è quando dice di "essere d'accordo con i magistrati " che voltano le spalle al Popolo Sovrano! Amici, non è eversione questa? Ed allora proviamo ad immaginare lo scenario istituzionale mentre gli ufficiali dei carabinieri, della gdf, della polizia di stato voltano le spalle il due di giugno alle autorità dello stato mentre sfilano le FF Armate (che direi Forze Amate) a Roma. Bene, benissimo ha fatto il ministro della giustizia Angelino Alfano ( Anno Giudiziario: Alfano,molte defezioni )a ribadire in modo chiaro netto e forte che i "magistrati rispondono alla legge" e che "le leggi le fa il parlamento sovrano in rappresentanza del Popolo Italiano". Ed il parlamento, a nome nostro che almeno i più sensibili lamentiamo questa offesa e che la manifestiamo pure per iscritto, che farà? Continuerà a litigare tra i solidali alle spalle e le parti posteriori dei magistrati mostrate ai rappresentanti del Popolo contro quelli che avranno il coraggio di denunciare questa grave e sciagurata condotta? Oppure riceverà impulso, orgoglio, fierezza il parlamento di questa Repubblica, di sentirsi davvero Sovrano proprio da questa offesa e le riforme vere le farà sul serio? Ma che scandalo! Maralai (marionanni)

Scipparicchio

31 gen 2010 02:50

E' un ciclo perpetuo D'Alema-Veltroni. Ma in fisica ci sono le forze centrifughe....

Gennaro Barboni, Partigiano combattente

31 gen 2010 01:46

Cari lettori, non piangete. il bello verrà. Oggi, abbiamo l'Opposizione creata da Berlusconi e dalle TV;- "cukli e tette". La cultura, dove è collocata dopo la nascita delle infinite "FONDAZIONI"? Tutti si sono messi a "fondare", senza sapere per che cosa. C'è qualcuno che può dire il contrario? Oggi, i giovani, a centinaia di migliaia, sono occupati in "Discoteche", in "Pub", in droghe, non in libri, non in Biblioteche. Dicono, i bempensanti, che vivono in casa, assistiti dai padri. Per cui le "forze motrici" della rivoluzione sociale, non esistono. Dormono. Noi, "vecchi-giovani", durante il regime fascista, lottavamo contro la guerra, per gli aumenti dei salari, per mangiare un pò di più dal poco pane di granturco, per una scuola non più fascista, perchè i preti ed i vescovi, non benedicessero più le armi dei fascisti, perchè i soldati mandati in Russia fossero vestiti bene (Il gelo russo ha ucciso 100.000 soldati italiani, lasciati morire di fame sulla steppa e appiedati dai tedeschi. I pochi italiani ritornati, sono stati salvati dalle ISBE dei russi.), con tanto mangiare. Alla fine venne il 25 Luglio 1943, la monarchia che ha fatto dire a Badoglio:-"La guerra cointinua", senza dire in che direzione, perché incapaci. Dopo l'8 settembre, la fuga della monarchia verso il Sud e noi giovani ad iniziare la Guerra Partigiana. La vittoria finale, 25 Aprile 1945. TRE giorni dopo, Mussolini ed i gerarchi fascisti, appesi a Pazzale Loreto di Milano, perché tutti vedessero, gli "eroi". Inizia il forte lavoro per la Ricostruzione ed il 1° Gennaio 1948, l'Italia ha avuto la Costituzione della Repubblioca Italiana. Lotte dure per il "Miracolo economico" che provocò una forte emigrazione interna. Dal Sud al Nord. A Milano, in mezzo ai prati, sorgevano palazzoni prefabbricati altri 15/20 piani. Senza strada e senza servizi. Un lungo periodo dove c'era il PCI ed una forte Opposizione costruttiva. Grande la vittoria del 20 Giugno 1976. Al PCI 12.590.620 voti, il 34,42%. E l'errore di Enrico Berlinguer che, invece di lottare per entrare a far parte del Governo, nuovo, cedette e decretò la "Astensione" al Governo Andreotti. E iniziò il declino del PCI. NON PIANGETE, LETTORI. Riflessione e lavoro per organizzare i giovani per portarli sulla strada nuova, possibile. NON PIANGETE. Coprire gli nspazi vuoti del Governo che ha fallito. Non riesce più a governare, nemmeno tappare i buchi, perchè, non vuole abbassare le TASSE, come ogni giorno, promettono. Tanto l'82% delle TASSE, è dato dai lavoratori e pensionati. NON PIANGETE, METTETEVI A LAVORARE, meno "chiacchiere" per creare una forza politica, dirigente, nuova, che mandi a casa i "burocrati" che hanno fatto il loro tempo. NON PIANGETE. Lottate per difendere la Costituzione, per la libertà, per la democrazia, per la GIUSTIZIA, perchè, questa GIUSTIZIA, dei ricchi, è pagata soltanto dalla povera gente. Basta contare coloro che sono nelle carceri italiane. Compressi nelle "celle", come sardine in scatola. La "forza" gratuita, del Governo, oggi, è premiata, perché sa raccontare "balle". Ricordate quelle del 6 Marzo 2009? E la povera gente crede ai "BALLISTI" e votano per loro. NON PIANGETE. C'è tanto lavoro da fare, mobilitando i giovani. Coraggio, c'è il nuovo da conquistare. Per esempio, si vota il 28 ed il 29 Marzo 2010. NON PIANGETE. Saluti cordiali. On. Gennaro Barboni. Partigiano combattente.

sergio

31 gen 2010 00:33

Il PDL in questo momento non ha bisogno di fare politica , per fare del male al PD sono più che sufficienti i dirigenti nazionali dello stesso, non ci sono parole per definire lo squallido scenario che ci propinano quotidianamente questi azzeccagarbugli , certo che tra ex comunisti e ex democristiani non si può pretendere altro , l'unica speranza per il PD , è sperare che Berlusconi resti a lungo, se così non fosse non avrebbero più nulla di che parlare , verrebbe a mancare l'unico vero motivo che li tiene uniti. Il PD che di fatto non è mai nato è al lumicino , se perderà e fa di tutto per perderle le elezioni regionali , si squaglierà come la neve al sole del 30 marzo p.v.

Lichene

30 gen 2010 22:27

Ma ancora per quanti anni dovremo assistere alle lotte intestine di primedonne ex PCI!!??

Giorgio

30 gen 2010 17:58

Povera sinistra. Che fine !

Giustina

30 gen 2010 17:44

Penso che Veltroni sia uno dei peggiori politici del dopo guerra. Se il PD continua con questi personaggi, il Berlusca può anche cominciare a scongelare l'ennesimo clone. Ma quando avremo in questo paese un opposizione degna di questo nome?

Cesare

30 gen 2010 16:33

Hi,Piero 2, una volta tanto si può leggere un commento intelligente.

Piero2

30 gen 2010 16:12

«all'insalata russa noi continuiamo a preferire la mayonese» (virgolettato): ecco una grande lezione non solo di politica, ma di vita. Grazie, PD.

giovanni

30 gen 2010 13:13

tooricordi?

paolo

30 gen 2010 12:33

Puzza di muffa, puzza di chiuso, di vecchio, di mansarde abbandonate. Ma quale "bella politica"? Non c'è mai stata una politica, nè una "bella politica". Svegliatevi e tornate a casa, prima che il ciclone Nichi vi spazzi via come pulviscolo. Un'intera generazione è pronta a mobilitarsi ad una sua mossa a livello nazionale. E Nichi ha alle spalle "Buona politica", concreta, reale, non solo bella, ma buona e vera. Emozioni condivise tra un popolo, cosa che non succedeva da anni a sinistra. Svegliatevi e fate le valigie, la puzza di chiuso a volte nausea....

FrancoPo.

30 gen 2010 12:11

A volte ritornano, ma sono sempre quelli. Al suo esordio Walter ha battuto un record ma ha commesso degli errori. Vista la sua amicizia con Di Pietro direi proprio che è pronto a commetterne di nuovi. Solo che la prossima volta gli andrà peggio.

lupimor@gmail.com

30 gen 2010 11:56

Caro Labate, ma di persone che si portano dentro il mistero di cosa faranno da grandi, non bastava D'Alema?