venerdì, 3 settembre 2010 ore 11:53

Prima pagina

PLB non può tirare a campare
di Giampaolo Pansa

«Meglio tirare a campare che tirare le cuoia». Era uno dei mantra di Giulio Andreotti, la mente più fina della Democrazia cristiana. Riassumeva la sua filosofia della vita e anche della politica. In una fase, gli ultimi anni Ottanta, quando ormai risultava chiaro che il potere della Balena Bianca stava declinando. E prima o poi alla Dc poteva succedere di morire. Ma allora, suggeriva Giulio, meglio tirare a campare.

© Mauro Scrobogna / LaPresse 28-01-2010 Roma Politica Camera - presentazione del libro ''L'Unita' d'Italia: parole e immagini dell'epopea nazionale in una collezione inedita'' Nella foto: il Presidente della Camera, Gianfranco Fini con il segretario PD Pierluigi Bersani © Mauro Scrobogna / LaPresse 28-01-2010 Rome Politics Chamber of Deputies - presentation of a book on 150th anniversary of italian unity In the picture: the speaker of Assembly Gianfranco Fini and PD secretary Pierluigi Bersani

Vent’anni dopo, il Partito democratico rischia di fare la fine della Dc. Chi non ci crede, legga tutte le mattine Il Riformista. Il suo segretario, Pier Luigi Bersani, che per brevità indicherò con la sigla PLB, è vittima di un assedio interno senza precedenti. Il partito si sta balcanizzando, secondo un’immagine perfetta, mi pare di Mario Pirani. Già, la Jugoslavia del dopo Tito. Da ragazzi, quando ci vedeva litigare senza tregua, mia nonna Caterina ringhiava: «Basta con questa Balcania!».

Ma le grida d’allarme non fermano la Balcania democratica. Il partito di PLB è già frantumato in tanti clan regionali. Tornano i cacicchi, avversati da Max D’Alema. Un giovane leone come Matteo Renzi, sindaco di Firenze, proclama: «È finita l’epoca in cui Roma dettava la linea». E nel frastuono si è levato persino il lamento di un big come Romano Prodi: «Non si sa chi comanda nel Pd!».

Certo, in questo caos che puzza di crisi finale, PLB potrebbe accontentarsi di tirare a campare. Però sarebbe un mossa suicida. In grado soltanto di affrettare la sua morte politica e quella del partito. Anche questa è una scelta: l’eutanasia praticata su se stessi. Ma ne esiste pure un’altra: usare la poca forza rimasta per cambiare politica e linguaggio. Scardinando una linea che non dà più frutti. E mettendo nell’angolo i compagni rabbiosi che cercano di sbranarti.

Volete un esempio? Venerdì, nell’aprire l’anno giudiziario, il primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, ha detto senza peli sulla lingua che la giustizia italiana è più lenta di quella del Gabon. Ossia di un piccolo stato africano, situato fra il Congo e il Camerun, con poco più di un milione di abitanti, devastato dalla lebbra, dalla febbre gialla e dall’Aids. Mentre scrivo il Bestiario, non so come PLB abbia giudicato le parole del primo magistrato d’Italia. Vorrei che le avesse applaudite. Dicendosi d’accordo.
Ma PLB potrebbe fare anche di più. Sostenere che un cardine della riforma giudiziaria è la separazione netta delle carriere fra giudici e pubblici ministeri. E ribadire un altro passo del presidente della Cassazione: i magistrati non debbono partecipare ai talk show televisivi. PLB aggiunga: non devono scrivere sui giornali, partecipare a convegni politici ed essere eletti in Parlamento, a carriera conclusa. Per evitare i sospetti che conosciamo tutti.

Insomma, per non limitarsi a campare, PLB deve essere spiazzante. Si parla sempre di evasione fiscale? Per vincerla bisogna cambiare il fisco e, forse, scegliere il sistema del conflitto d’interesse. Non parlo di quello del Cavaliere, ma della possibilità per il contribuente di scaricare una parte delle spese. Dimostrate con le ricevute fiscali che, a quel punto, tutti pretenderanno da commercianti, artigiani e professionisti.

Sono tante le occasioni per dire parole nuove. A Ischia si demoliscono le case abusive? È un’operazione priva di senso, visto che per decenni si è lasciato costruirne a centinaia. Imporre agli stipendi dei manager di non valicare l’indennità dei parlamentari? Ecco un’altra assurdità da socialismo reale, poiché i peones di Camera e Senato non sono certo la crema del Paese. L’assenteismo dei dipendenti pubblici va combattuto sino in fondo, perché danneggia i cittadini che lavorano senza fare flanella. Anche il rendere obbligatoria la denuncia del pizzo pagato è una follia: chi lo farà, rischia di essere sparato dalla mafia.

È vero o no che l’aumento dei clandestini accresce la criminalità? Tutti sappiamo che è vero. Affermare che non è così soltanto perché lo sostiene Berlusconi, è una sciocchezza autolesionista. L’Italia deve accogliere chiunque arrivi di nascosto, senza identità accertata, senza possibilità di campare in modo decente? PLB dica, finalmente, che l’immigrazione non può funzionare in questo modo. La Fiat chiude lo stabilimento di Termini Imerese e mette in cassa integrazione i trentamila dipendenti del gruppo? Ci piacerebbe sentire dal segretario del Pd qualche proposta e un’opinione diversa da quella della Cgil e della Fiom.

Mi rendo conto di suggerire a PLB una linea molto lontana dalle posizioni odierne. E soprattutto distante dalla sclerosi politica e dai riflessi arcaici di molti dei suoi supporter. Certo, rovesciare il tavolo degli slogan, delle vetero ricette e delle attese di qualche miracolo, può essere rischioso. Però non c’è rischio più grande che tirare a campare, chiudendo gli occhi per non accorgersi di quanto è cambiata l’Italia.
PLB viene da un partito, il vecchio Pci, che ha commesso per decenni lo stesso errore. Diceva di essere diverso dalle altre parrocchie e si crogiolava in questa convinzione. Sappiamo tutti in che modo è finita l’avventura delle Botteghe Oscure: in un disastro senza rimedio. Il Pd vuole fare la stessa fine? Temo di sì, nel vedere l’accordo ribadito con Di Pietro, l’ostinazione nel non trattare con il Cavaliere e l’incapacità di fermare i sabotatori come Veltroni, Franceschini e Bindi.

Ma se PLB vuole tirare a campare in attesa dell’agonia, ce lo dica. Non perderemo più tempo nel seguirne le sorti con affettuosa trepidazione.

lunedì, 1 febbraio 2010

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commenti dei lettori

52 commenti presenti

lupimor@gmail.com

08 feb 2010 13:46

Caro Direttore, la svolta del Di Pietro: il ricorso alla tattica gabellata per strategia, raccoglie sempre consensi, allontana il momento delle decisioni. Di Pietro, ha infiammato gli animi con l’antiberlusconismo viscerale, è stato ininfluente per l’Abruzzo, la Sardegna e nelle Provinciali, ma nelle Europee ha fatto il pieno a spese del PD e della Sinistra radicale. Ma poi, nonostante le piazze viola e gli attacchi personali a ripetizione, ha dovuto prendere atto che i sondaggi non premiavano tanto attivismo, anzi. Ha percepito che la sua immagine da immacolata si faceva maculata, ha avuto qualche dritta d’avvertimento e così, con la libertà di manovra, che l’assenza di remore ideologiche e identitarie e il controllo totale del suo partito, gli consente, ha svoltato. Con quale credibilità c’è da chiedersi. Ha lasciato la parte del duro e puro a De Magistris, ha concordato la sceneggiata di Genchi e la successiva dichiarazione garantista, ha incassato le ovazioni per De Luca, l’abbraccio di Bersani, le poesie di Vendola e l’avvilimento di Ferrero e Diliberto. E’ stato abile. E’ riuscito a trasformare un ripudio di se stesso in atto virtuoso. Omnia pro domo sua. Speriamo che Bersani l’abbia capito e non creda di averlo acquisito senza pagare dazio. La Calabria al candidato IdV, in cambio di De Luca? Speriamo di no. Quanto più si concederà spazio a Di Pietro tanto più lui ne approfitterà, l’ha già fatto con Veltroni, e il ruolo storico e politico della Sinistra italiana ne uscirà ridimensionato e svilito, o comunque idealmente compromesso. Non può bastare affidare a Vendola, a cui giocoforza si dovranno avvicinare Ferrero e Diliberto, pena la sopravvivenza, la difesa di quei valori. Come dice Cacciari, non è più attuale una distinzione, Destra-Sinistra secondo i classici canoni del 900, ma sfumare, aggiornare o riconsiderare questa distinzione nel dipietrismo, appare surreale. Non sembra il caso di facili trionfalismi. Cordialmente Moreno Lupi

Nando

05 feb 2010 18:00

Pansa hai ragione:come si fà ad avere fiducia nella politica e nei politici;ma la gente non è poi così sciocca come qualcuno pensa.Al nord la Lega alle regionali farà man bassa anche se tra le sue fila vi sono personaggi squallidi e molti arrampicatori.Ma Bossi è l'unico leader autenticamente popolare tra i partiti.Quanto a Bersani è un onesto e limitato praticone che è stato messo lì in mancanza di meglio.La prima delle riforme nell'interesse del popolo italiano,è quella della politica,ma sin che dura nessuno ha il coraggio di farla,solo Berlusca forse quando farà saltare il banco;per cui prepariamoci.

Massimo Vincenzi

05 feb 2010 12:14

E' difficile rubare come quelli di destra facendo finta di essere di sinistra... Purtroppo destra e sinistra sono due facce della stessa medaglia: la democrazia è finita ed è degenerata in oligarchia. Da secoli accade questo e la storia difficilmente può essere smentita.

lupimor@gmail.com

05 feb 2010 01:29

Caro Direttore, sursum corda. Bersani ha scaldato i cuori in Parlamento col solito trucco alla Di Pietro: gogna al Premier. Berlusconi, il ricostituente per tutte le occasioni. Una vecchia credenza medica recitava: "similibus similia curantur". Poi hanno accertato che non funzionava. Ma dalle parti del PD non hanno saputo. Cordialmente Moreno Lupi

SPAZIO RIFORMISTA

04 feb 2010 12:51

Condividiamo appieno la sua analisi e vorremmo invitarla a Modena assieme alla circoscrizione Centro storico a parlare dei suoi libri e dei suoi articoli. accetti il nostro invito e ci dica come fare perchè la proposta possa diventare operativa. Una città come Modena non può permettersi di escluderla come finora e stato. grazie

maria itria

03 feb 2010 21:49

In aggiunta a quanto benissimo è stato rappresentato nell'articolo in merito al partito ke nn cè il PLB dovrebbe ammettere di aver fallito nelle privatizzazioni di grandi imprese come Enel e Telecom e ke forse sarebbe il caso di tornare ad avere grandi aziende pubbliche ma effcienti ke nn ci facciano vergognare come le attuali mal gestite e irragiungibili dai cittadini con costi lievitati vedi modello francese. L'economia di mercato pura nn porta da nessuna parte. Sarebbe bello abbracciare in tal caso il partito ke nn cè!

gianpaolo

03 feb 2010 18:31

come solito Pansa ha ragione e però non credo che saranno accettate le sue proposte, come non lo crede pure lui. Basterebbe che Bersani fosse meno immerso nelle solite menate della sinistra e che si sganciasse dal giacobino Di Pietro per recuperare un certo elettorato che non si reca più alle urne. Evidentemente ritiene che sia meglio tirare a campare e mantenere la "cadrega"...

luca

03 feb 2010 16:36

Gentile Signor Pansa senza ombra di dubbio sarò fuori luogo e inopportuno,ma vorrei avere assolutamente un suo giudizio,parere,articolo,riguardo ad un altro libro che nega la verità storica.Il suo coraggio la sua bravura e la attenzione alla verità lo hanno reso di diritto uno storico.Ci terrei che lei dicesse qualcosa del libro edito da einaudi sulle foibe,scritto da uno storico croato.Un libro che nega e approssima in maniera assolutamente goffa la verità storica.Ci terrei molto ad un suo parere cordiali saluti luca

lucien

03 feb 2010 12:11

Pansa, un altro sforzoo! pubblichi il numero della sua tessera PDL! Per coerenza e trasparenza : quella che chiede agli altri. Mr dalemoni...

Sixto per Angela e scettici su PLB

03 feb 2010 10:59

Leggi l'articolo di Fabio Martini su La Stampa di oggi e troverai mote delle ragioni per cui scommetto su PierLuigi Bersani come uomo giusto al momento giusto per il PD.

claudio dal canto fauglia pisa

03 feb 2010 10:17

Carissimo dottor Pansa,nella sua analisi di PLB, Lei usa la parola partito,a mio modesto avviso è un vocabolo inadatto,in quanto un gruppo di persone si riuniscono e si riconoscono in un partito dove condividono ideali, La domanda è? quale ideale il popolo del PD condivide,l'unico è antiberlusconismo,i l'unico collante che hanno è Berlusconi,finito questo periodo cosa resta? La parte dirigente di qusto aglomerato,non tiene in nessun rispetto il corpo elettorale,il rinnovamento è solo l'alternarsi a progetti a breve scadenza,la cosa più assurda è la parola democrazia,voce al popolo ,primarie,in realtà nei collegi sicuri come Emilia e Romagna Toscana e Umbria ,non si parla come da sempre di scelte della base ma imposizioni dei vertici,se vertici ci sono. L'esempio dei collegio sicuro è il massimo del disprezzo dell'elettorato anche se le primarie sono una maschera alla democrazia perchè vengono sempre pilotate,eccetto la Puglia,dove vince chi sta con il popolo sovrano,come la lega al nord. Claudio Dal Canto Fauglia Pisa

Sixto per angela

03 feb 2010 09:46

Grazie per la commozione... ma guarda che io parlo di un gioco, con fair-play all'inglese: si scommette, si aspetta e poi si vince o si perde. Io penso di avere ragione: credo all'andatura "lenta" del PD di PLB e sarà l'esatto opposto di quanto successo con Veltroni. Il "caro Walter", dopo tante luci sfavillanti, come alla fine del Circo ha spento le luci e ci ha lasciati tutti per scrivere libri. Invece, PLB (e D'Alema) li troveremo sempre, nel bene e nel male, a faticare "sul pezzo" come noi. E' di gente così che deve essere fatto un Partito Democratico: "NO FRILLS" (niente fronzoli) e tanta sostanza.

Federico Cella

03 feb 2010 00:33

Gentilissimo Dott. Pansa, ho letto con attenzione il suo editoriale "PLB non può tirare a campare" e mi perdoni ne sono rimasto vagamente sconcertato. Leggo i suoi articoli da anni, ho per lei una robusta stima e sono disposto anche a seguirla nella virata "revisionista" che ha operato negli ultimissimi anni col sacrosanto intento di sfrondare l'epos della sinistra italiana da alcuni stucchevoli luoghi comuni che ne hanno accelerato l'inesorabile decadenza. Ma, mi scusi, secondo lei: 1 - Bersani dovrebbe trattare con il cavaliere; Domanda: Bersani dovrebbe dimenticare che a trattare col Cavaliere si rimane in braghe di tela (es. D'Alema, Fini, etc.) a meno che non si appartenga alla ristretta schiera di coloro che gli sono necessarii (Bossi) o che fanno affari (quelli veri) con lui ? D'accordo che la politica è l'arte del possibile ma ritiene che il PD possa davvero rientrare in una di queste categorie ? 2 - Bersani dovrebbe dissentire con l'abbattimento delle villette abusive a Ischia solo perchè le hanno costruite negli scorsi anni; Domanda: Bersani dovrebbe quindi fare finta di non capire che ci si sente incoraggiati a tirar su in continuazione nuovi abusi edilizi proprio perchè non se ne sono mai abbattuti in passato ? Secondo Lei, quali controproposte dovrebbe fare Bersani per sanare la piaga dell'abusivismo edilizio ? Proporre un altra sanatoria come Berlusconi? Dichiarare che in Italia l'abusivismo edilizio non esiste? O non sarebbe meglio ribadire che, una volta tanto, chi viola le leggi (coscientemente e per tornaconto personale) paga? 3 - Bersani dovrebbere pubblicamente condividere l'affermazione di Bossi secondo cui gli immigrati clandestini vengono in Italia per rubare e uccidere (sentito con le mie orecchie in una dihiarazione televisiva). Domanda: Anche ammettendo che c'e' un bel po' di clandestini che rimpolpano le file della microcriminalità, anche Bersani come i leghisti dovrebbe concentrare su tutti gli immigrati tutte le colpe? Per me, che sono di Napoli e che gli immigrati ce li ho sotto casa, essi rappresentano davvero l'ultimo dei problemi. Mi sembra invece che ad attentare quotidianamente alla mia libertà, incolumità e dignità di cittadino siano gli italianissimi membri di italianissimi circoli ricreativi come Mafia, Camorra e Ndrangheta. E credo che questo inizi ad essere un serio problema anche per il Centro-Nord. 4 -Bersani dovrebbe disapprovare quei giudici che, smessa la toga si mettono in politica. Domanda: Vuol dire che allora Bersani "tira a campare" se, invece, ha qualcosa da dire sull'entrata in politica di altre allegre categorie umane quali bancarottieri, amministratori corrotti/collusi, giullari, cortigiane, mafiosi, etc., che a decine affollano sedi parlamentari e governative ? 5 - Bersani dovrebbe schierarsi a favore della separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri. Domanda: Che i giudici abbiano un bel pò di che farsi perdonare e' certo. Ma c'e' davvero qualcuno che crede sinceramente che se la sospirata separazione avvenisse, la giustizia riprenderebbe a funzionare regolarmente come d'incanto ? E' davvero così qualunquistico il sospetto che questo sia un mantra ossessivo del centro-destra per mettere la mordacchia ai magistrati ? Con immutata stima, la saluto cordialmente. Federico Cella

renis

02 feb 2010 23:54

Quello che lei suggerisce è che il PD diventi un partito di destra... seguendo un po il suo stesso percorso. No , grazie!

Fab

02 feb 2010 23:46

Abbastanza d'accordo, almeno in linea di principio, tranne su una cosa: col cavaliere non si può trattare, ma solo obbedire. Dunque sarebbe tempo perso.

renis

02 feb 2010 23:35

Ciò in pratica PLB dovrebbe dire e fare cose di destra ... un po come ha fatto lei

marcofoggia

02 feb 2010 20:48

È NICHI VENDOLA IL NUOVO LEADER DEL CENTROSINISTRA,SARÀ LUI A SCONFIGGERE LE DESTRE NEL 2013 PERCHÉ È MOLTO AMATO DAL POPOLO.Votiamo il sondaggio a favore di Vendola su www.lagazzettadelmezzogiorno.it

angela per Sixto

02 feb 2010 19:31

il tuo ottimismo è addirittura commovente!! capisco avere occhiali rosa sul naso ma il tuo caso è meravigliosamente out...penso tu sia l'unico italiano che scommette sulla vittoria alla grande del pd. naturalmente siamo in tanti ad augurarcelo ma in pochissimi a crederci...ma non senti i colleghi, gli amici, i conoscenti quanto sono delusi ed arrabbiati contro questo pd? io temo una debacle rovinosa altro che stravincere...magari tu avessi ragione...

andrea

02 feb 2010 19:25

piero2...si dimetterà...si dimetterà...stai tranquillo lo impallineranno come hanno impallinato tutti glialtri, ormai è lo sport preferito di questo povero pd. ormai è finito, lo tengono su solo per le regionali, per cercare di evitare la disfatta completa, poi.....avanti un altro che mi vien da...piangere.. kaput...bersani nell'angolo con gli altri!

angelo

02 feb 2010 19:12

il suo pezzo, come sempre, è di una chiarezza e di una logica stupefacente! peccato che chi di dovere non ascolti e continui in questo gioco al massacro. mi fanno venire i brividi i commenti che prendono il suo articolo come un anti-pd e non si rendono conto che anti pd sono loro che non si vogliono rendere conto di quello che sta succedendo nel partito, che non si vogliono fare un bell'esame di coscienza e cercare di rimediare agli immensi errori fatti e che si continuano a fare come se niente fosse, costoro non vogliono bene al partito perchè se lo amassero e fossero obbiettivi capirebbero che il suo non è anti niente ma è solamente una fotografia reale della situazione attuale. se prendessero atto della situazione probabilmente aiuterebbero anche i funzionari, i capi del partito a cambiare strada per cercare di tirare su questa cosa informe che è diventato il pd.

Andrea

02 feb 2010 19:08

Praticamente la ricetta proposta da Pansa al PD, per tornare a vincere, è quella di diventare il PDL. Ma allora tra la copia e l'originale...

Piero2

02 feb 2010 17:09

Ha già detto che anche se perde non si dimette, interrompendo così una tradizione ormai consolidata dei dirigenti PD...

Sixto

02 feb 2010 15:55

Un nuovo virus è ormai attivissimo: DSP = Diffrazione Strabica Perenne. Qualsiasi cosa faccia il PD, tutto e il contrario di tutto, parte subito l'influenza: il PD ha sbagliato di qua, il PD ha sbagliato di là etc... Propongo, secondo le buone tradizioni inglesi del fair-play, una scommessa aperta a tutti: io ritengo che il PD di Pier Luigi Bersani (vedrete, scettici, vedrete...) vincerà alla grande le elezioni regionali e tutto cambierà dal prossimo Aprile 2010. Cosa scommetto? Se vinco, mi piacerebbe leggere per 3 mesi consecutivi un articolo al giorno di Pansa che, pur avendo il PD stravinto le regionali, ci spiegherà perchè non va bene lo stesso etc. etc. etc... Se perdo, idem come sopra...Gentile Pansa, scommettiamo?

lupimor@gmail.com

02 feb 2010 14:06

Caro Direttore, Prodi sindaco a Bologna. Non c'è due senza tre, recita il proverbio. Potrebbe essere l'amore per i genuini detti popolari a convincere il Professore. La tentazione del ruolo di "salvatore della patria" è suggestiva, soddisfa e riempie, come un riconoscimento di valenza storica, tutta un'esistenza. Potrebbe assicurare una menzione nei libri d Storia che saranno studiati dai suoi nipotini. Immaginiamoci il contenuto del paragrafo relativo:<Correva l'anno 2010, l'opposizione al governo di centrodestra era in difficoltà, la prospettiva di poter vincere le elezioni politiche del 2013 non aveva solide basi, le alleanze a sinistra erano poco credibili e comunque tormentate da divisioni concettuali e programmatiche. Lo scenario era fosco, ma le elezioni Regionali del 2010 furono il momento in cui si concretizzò una nuove speranza nata sul senso di responsabilità e della abilità politica di un uomo: Romano Prodi. Il già due volte Presidente del Consiglio, a capo di coalizioni che l'avevano cinicamente abbandonato in corso d'opera, aveva dichiarato che avrebbe fatto il nonno a tempo pieno, intonando per la politica, "Lasciamoci così senza rancor". Però tali e tante furono le manifestazioni d'amore, i richiami al suo essere indispensabile, le promesse d'affetto incondizionato che la carne cedette. Accettò la candidatura a Sindaco di Bologna. Vinse trionfalmente le elezioni e dette nuove speranze a tutta la sua area di riferimento: dagli atei devoti ai cattolici adulti, dai libertari pro eutanasia ai partecipanti al Family Day, dai transgender agli etero, dagli umili agli arroganti, dai cultori della legalità senza se e senza ma ai nipotini di Robespierre, dai banchieri amici ai Fiommini, dalle commesse di stato ai No Tav e ai Pro Tav, dai cultori della cultura ai liceali che ritengono Dante il nome di una piazza, dai meridionalisti agli azionisti piemontesi, dai rigoristi ai buonisti. Finalmente vicina, quasi raggiunta quell'Unità d'Italia tanto sognata da Cavour> Troppo agiografico? Ma i Santi lo meritano. Gli estensori del paragrafo non sanno come finirà nel 2013, però in nome della "Spes ultima dea" si sono preparati il pezzo. Cordialmete Moreno Lupi

FG

02 feb 2010 11:56

I suggerimenti di Pansa per il PD? Esattamente tutte le scelte fatte dal PDL Intende forse ottenere una grande fusione, o gli piace una glossa implosione? forse la seconda, così non ha più nessuno che lo contradice.

EA

02 feb 2010 11:13

Signor Pier Francesco Bianchi, la Sua nota è importantissima: sintetizza magnificamente la filosofia che sta mandando a puttane la Sua Sinistra. Bravi, continuate così.

Francesco D'Onofrio

02 feb 2010 11:09

Che il PD ormai sia alla ben nota "canna del gas" è cosa ovvia e il buon Pansa non ha fatto altro che ribadirlo nel suo articolo. Poi si può essere d'accordo o meno, ma i fatti restano. D'altronde che il PD di PLB (e di Max D'Alema) ormai viva alla giornata è nella cronaca di tutti i giorni. Dopo aver "spernacchiato" il PDL con Cosentino che cosa ti fa il duo PLB/MDA? candida alla Regione Campania De Luca ( nel frattempo il PDL ha candidato Caldoro e non più Cosentino); alla Regione Lazio appoggia la Bonino (ma candidati del PD non c'rano?), che nel Piemonte è invece avversaria della Bresso, candidata del centrosx. Il capolavoro però è in Puglia; non solo Vendola gliele suona di santa ragione, alle primarie, al duo PLB/MDA, ma rischiano, seriamente, di perder la stessa regione a favore del centrodx che alla fine un accordo con l'UDC di Casini lo troverà. E, infine, la candidatura Prodi al Comune di Bologna; una boiata pazzesca!!! che la dice lunga, tanto lunga sulle confusione mentale che attanaglia i vertici del PD, PLB/MDA compresi.

roberto nervi Brescia

02 feb 2010 10:14

ma Pansa non è di centro sinistra, ha un forte rancore dentro contro il centro sinistra (forse si aspettava qualche seggiola) e quindi come gli spretati rema contro facendo il gioco della peggiore destra populista di Berluconi

dr. Enzo Boncompagni

02 feb 2010 03:36

Bravo, Pansa. Un articolo magistrale, perfetto. Ma sopratutto onesto,e di una chiarezza esemplare. Qui non si tratta di essere di destra o di sinistra, qui si tratta del Partito del Buon Senso. Tuttavia niente accadrà: i cromosomi malati del PCI continueranno a fare i loro danni, portando tanta gente fuori dal buon senso. Continuando a dire ossessivamente "io sto dalla parte dei lavoratori e non dei signori". E rifiutando qualunque minima capacità critica. Oggi purtroppo il PD sopratutto dopo aver consacrato Di Pietro, è una palla al piede dell'Italia. Credono di andare avanti con le solite affermazioni scellerate e demagogiche come quella recente della Finocchiaro: quando si dicono simili sciocchezze si crede di infiammare la gente, ma si ricade disastrosamente su sé stessi. Bersani? Scommessa persa. Ha lucidato il cavallo di Troia, guardando ammirato i soldati uscire dalla sua pancia. E addirittura diventando uno di loro.

Savino

02 feb 2010 00:16

Mi rendo conto che il vizio stupido da bambini scemi di noi cittadini votanti, assenteisti, o politicamente ignoranti sapientoni occasionali, additi tutta la vita a difendere a spada tratta il proprio partito a torto o a ragione poco importa, sempre con l’azione insultante, criticando con ogni mezzo e delegittimando assiduamente, partiti e lider altrui. - Faccio appello alla saggezza popolare ad una rivoluzionaria evoluzione. Se invece di prodigarci ad un impegno demolitore degli altri, facessimo lavoro autocritico e contributo a migliorare o correggere i difetti ed errori dei partiti di ognuno di noi, sono certo che daremmo un contributo in positivo a migliorare la vita politica e la cultura politica collettiva totale. – Si da il caso che quasi sempre, difendendo comunque ognuno il suo, con azioni contro l’altrui politica, permangono di forma stagnante e permanente, impercettibili i propri errori o inadempimenti, e ci rendiamo incapaci di percepire e smascherae posizioni o promesse false e demagogiche elottoralitiche fine a se stessi dei stessi nostri partiti, tanto che spesso non ci accorgiamo che tutti siamo fregati dai nostri stessi partiti più che dai partiti altrui. Dovremmo si difendere ma anche controllare e speronare ognuno la sua organizzazione, invece di sprecarsi ad accanirsi o vedere tutti gli altri come nemici, in fondo, semplicemente stiamo tutti sulla stessa barca in procinto di affondare, intanto a fare i furbi e vivere di rendite a scapito di noi, sono sempe gli stessi benestanti.

arturo giachetti

02 feb 2010 00:09

Il PD, tira a campare? Ma perche, cosa ha fatto prima di nascere, ammesso sia nato. O forse s`era capito ce la avesse fatta D`Alema, quella volta che cadde ben due volte con tutto l`aiuto di Prodi.

mariella

02 feb 2010 00:08

Abbiamo il bene del voto, e´pazzesco utilizzarlo per tigna.

laura UK

01 feb 2010 22:37

Come sempre, dott. Pansa, Lei sa cogliere l'essenza delle questioni. Purtroppo quello che Lei suggerisce non puo' essere accolto e, tanto meno, messo in pratica. Il presupposto perche' cio' avvega manca, ed e' la totale assenza di un progetto politico serio, da contrapporre a quello di Berlusconi. Un partito che cerca solo di far numero, alleandosi con chiunque per "battere Berlusconi", invece di fare della politica vera e proporre un'alternativa credibile, non ha niente da offrire ed e' destinato alla sconfitta. Il fatto e' che, quando manca un'opposizione seria e concreta, perde tutto il paese.

monica

01 feb 2010 21:28

Qualche riserva su Bersani ce l'ho, ma da qui a pensare che sia così alla frutta da stare a sentire i consigli di Pansa ce ne corre.

Pier Francesco Bianchi

01 feb 2010 21:11

Non sono d'accordo con quello che dice Pansa. Mi sembra l'articolo scritto non da uno di centro-sinistra ma da uno dello schieramento avversario che cerca solo di seminare zizzania all' interno del PD.

Filippo

01 feb 2010 20:55

“L' Italia madre di Pertini era, infatti, quella dell' antifascismo e della Resistenza. Mercanzia vecchia? Roba stantia, come vorrebbero oggi certi piallatori della storia? Non diciamo bestemmie, avrebbe replicato Pertini. Il nostro paese sarebbe una poltiglia di cinismi se non ci fosse almeno il ricordo di quella STAGIONE DIGNITOSA E FORTE, STAGIONE DI UOMINI CHE DISSERO DI NO AL SOPRUSO ELETTO A REGIME E AL DELITTO COME ARMA PER IL COMANDO POLITICO. Il partigiano Sandro portò al Quirinale il vento di una grande primavera, la primavera di Parri, di Longo, di La Malfa, di Mattei. E realizzò una prima magia: affermare, senza faziosità da reduce, che una repubblica non può rinnegare le proprie radici, pena la perdita della sua giustificazione morale e politica, che è poi la ragione prima della sua esistenza.” Giampaolo Pansa - Repubblica 27 Febbraio 1990

pinoB

01 feb 2010 17:47

"Ma se PLB vuole tirare a campare in attesa dell’agonia, ce lo dica. Non perderemo più tempo nel seguirne le sorti con affettuosa trepidazione". E' una battuta vero? Non credo, Dott. Pansa, che Lei sia trepidante per il PD.

Nicolò

01 feb 2010 17:45

Caro Pansa, quello che Lei auspica richiederebbe che il Pd tagliasse definitivamente ogni legame con la tradizione culturale comunista e si avviasse a diventare una vera forza riformista in grado di proporre al paese soluzioni idonee a gestire il presente e preparare il futuro. Invece, ancorato ad un riformismo di maniera e tenuto insieme (per quanto ancora?) dall'antiberlusconismo, ha rinunciato da tempo a qualsiasi progetto politico che non sia la semplice presa del potere, lasciando al PDL la progettualità del rinnovamento. E' un fatto che oggi il Pd ed in genere tutta la cosiddetta sinistra vengono percepiti da larga parte della popolazione come le reali forze della conservazione, a strenua difesa delle corporazioni, della imprenditoria assistita e delle rendite di posizione stratificatesi negli ultimi decenni.

Piero2

01 feb 2010 17:44

Articolo assolutamente inutile, purtroppo, ma l'immagine della nonna Caterina è indimenticabile. Cordialmente,

c signore

01 feb 2010 17:38

Sarà pure la mia un'idea fissa, egregio Pansa, ma non intendo rinunciare ad affermarla ancora una volta, qui. La "Balcania" con la quale il Pd rischia di confondersi, non è il risultato di una particolare litigiosità del carattere dei responsabili Pd, né dell'incapacità di riuscire a trovare un lieder carismatico che metta tutti d'accordo. Di lieder capaci il Pd ne ha avuti e ne ha a sufficienza. La verità è che riuscire nel Pd a metter tutti d'accordo, risulta impresa proibita. La crisi e le difficoltà odierne che il Pd conosce hanno comune origine nell'irrisolto conflitto tra lo spirito dogmatico e massimalista che il vecchio, monolitico Partito comunista ha lasciato in eredità alla sinistra del dopo-muro di Berlino e la linea moderata e riformista, non abbastanza rappresentata nel partito, che fà fatica ad imporsi. La ragione per cui essa non riesce ad imporsi all’interno del Pd, è da ricercare nello spirito massimalista, per sua natura duro a morire, che non si limita a esser presente nei partiti rimasti comunisti o tra i loro simpatizzanti, ma contagia parte non piccola dello stesso schieramento moderato. Per fare un esempio, il linguaggio e le idee che da tempo esprimono una Rosy Bindi o un Franceschini, e da poco Veltroni, indicano chiaramente che quello che per loro conta innanzitutto è il richiamo della foresta...Si assiste nel Pd a un "conflitto di interessi" ideologici permanente tra chi (e sono tanti) si sente vicino alle idee di Di Pietro e dei partiti della sinistra radicale, i quali intendono il confronto politico come lotta di principio, lotta continua fino all'annientamento del Male, rappresentato dalla parte avversa e chi, come Bersani e pochi altri, sono animati da un'effettiva volontà di cambiare pagina per far uscire la sinistra dall'isolamento nel quale l'ha cacciata il suo massimalismo, con la speranza di farne, a medio termine, una reale forza alternativa di governo. Vasto e apparentemente insolubile sembra il conflitto irrisolto all'interno della sinistra, il quale vede regolarmente premiato e predominante quello spirito dogmatico che, al momento, si traveste volentieri da moralismo e da giustizialismo. Quel dogmatismo, a tal punto dominante, che obbliga perfino i veri moderati, come Bersani, a corrergli appresso. Potre sbagliarmi, ma ritengo che se Bersani non si mostra più "spiazzante" come lei si augura, non è per mancanza di coraggio, ma perché teme che le sue iniziative correrebbero il rischio di essere immediatamente isolate e archiviate. Con simpatia. C signore

Lorenzo De Caprio

01 feb 2010 16:46

Sono d'accordo con tutto, specie nelle conclusioni: non perderemo più tempo nel seguirne le sorti! Complimenti!

colpani gioacchino

01 feb 2010 16:37

Purtroppo, PLB, come saggiamente ed ironicamente è identificato il segretario del PD altro non è che la caricatura del reggente di un partito che non è mai nato. La nomenclatura, imperversa fra gli elettori più della gramigna in un prato padano, con la differenza sostanziale che dalle nostre parti, a costo di rivoltare le zolle, viene estirpata. In questo green malmesso, non c'è spazio per alcun intervento, a mlincuore, da avversario politico se si sono ridotti ad invocare il "mortadella" primo sposnsor del sindaco dimissionario, non posso fare altro che attendere la fine di questa cagnara. Meditate gente INAPLOK S

Salvalà

01 feb 2010 16:31

Grande, grande sig.Pansa ! C'è un solo problema : PLB non si rende conto di abitare in Italia.

luca meoli

01 feb 2010 16:16

a proprosito di immigrazione e crimini la prego faccia riferimento a statistiche serie...un esempio? prego... http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000918-351.html

Wolf

01 feb 2010 16:12

Caro Pansa, se PLB seguisse i tuoi consigli si trasformerebbe in uno statista di sinistra riformista, in realtà rimane un oscuro burocrate/professore nato, allevato nel PCI...chiedere a questo signore di cambiare è un'operazione geneticamente impossibile.

vittorio pugliese

01 feb 2010 14:59

Bell'articolo Pansa. Lo si potrebbe definire "sul bigottismo che attanaglia l'azione dei politici piddì": partito in cui a una morale vera si preferisce una morale comoda. Ormai è una sinistra conservatrice, che rifugge quanto di buono sia c'è nel cosiddetto pensiero "di sinistra" (progressismo, ambiente, uguaglianza, innovazione, tutela dei più deboli, etc.), sia nel pensiero "di destra" (pragmatismo, efficienza, snellezza, etc.).

francesco miozzi

01 feb 2010 14:10

Lei vuole che il povero PLB si inimichi i magistrati mentre ha nello stesso fronte dell'opposizione un partito delle procure (unico al mondo, penso) che gli fa concorrenza? Sarebbe come dire che gli insegnanti di scuola, gli ultimi fedelissimi del Pd, vanno riformati secono i progetti di Maria Stella. Un suicidio attaccare le ultime corporazione che ancora lo votano, un suicidio allontanarsi dalla società italiana e dire no a tutte le sue giudiziose proposte. Insomma, in ogni caso la fine del Pd. Del resto, già alcuni dei suoi dirigenti parlando di un 'dopo Pd': entusiasmante in campagna elettorale.

gabriele

01 feb 2010 14:01

Ma un articolo pacato e non strillato Pansa non lo sa scrivere? E' il giornalista della società spettacolista, della drammatizzazione a tutti i costi. Per questo giornalismo sensazionalista ogni cosa è buona per essere megafonata. La dialettica politica diventa conflitto finale, l'accordo politico diventa inciucio e tradimento. Se piove arriva la fine del mondo per Pansa e affini! Anche la neve diventa un problema insormontabile. Pansa critica il clima da fine-del-mondo e alimenta con il suo modo di scrivere un modo di vedere da catastrofe! Ma un viaggio a Tranquillopoli Pansa non se lo fa mai?

lupimor@gmail.com

01 feb 2010 13:51

Caro Direttore, come ben conclude Pansa “seguire con affettuosa trepidazione le mosse di PLB” è forse l’unica cosa che rimane alla Sinistra. Il PD è in mano, legittimamente per carità, ai risultati del Congresso. Se i risultati sono merce scaduta si deve alla pervicacia affettuosa con cui non si sono aggiornati gli scaffali. Mi sovvengono i versi di una celebre canzone del 1951: “Son prigioniero di te, prigioniero di un sogno [...] ma quella fonte si è ormai inaridita perché non c’è più”. Attuali, no? L’immagine del PD è ben rappresentata dai tormenti esistenziali dell’adolescente che non riesce a distaccarsi dal sicuro rifugio della famiglia. Spaventa l’impegno, il rischio e la fatica occorrenti per diventare adulti. Per il bene comune, per tutti gli italiani, per una politica che svolga correttamente il suo ruolo, è indispensabile una estesa e compatta area di Sinistra riformista. Cioè dopo il PD c’è ancora il PD, quello vero. Perché specificare Riformista? Perché è stata ed è tuttora, in quanto metodo capace di cogliere e governare i cambiamenti socio economici, l’unica politica di Sinistra, prima irrisa e poi vincente, in grado di contrapporsi alla rigidità ideologica dell’utopia comunista. E’ così chiaro. Ma riconoscerlo significherebbe rinunciare alla pratica dell’ambiguità, del vai e vieni, dei giri di valzer, dei miti del passato e delle scelte sempre rimandate, che finora, bene o male, ha pagato ed è stata il perno della sopravvivenza. La latitanza di una leadership, riconosciuta, accettata e condivisa dai vertici e dalla base militante, complica le cose, e nella migliore delle ipotesi, relega Bersani nel limbo del “vorrei ma non posso”. Al Segretario non resta che conquistarsela sul campo. Dove sono in agguato avversari interni ed esterni. Quelli interni sono noti, gli esterni più insidiosi non sono Berlusconi e Bossi, ma Di Pietro, Vendola, Bonino, et similia. Cave corvos. Auguri sinceri. Cordialmente Moreno Lupi

FrancoPo.

01 feb 2010 12:54

Sottoscivo dalla prima all'ultima riga.

vincenzo f.

01 feb 2010 12:46

La ringrazio per aver espresso i miei pensieri . Come spesso Trovo davvero mortificante assistere a quella bruttissima rappresentazione inscenata dai magistrati all'apertura dell'Anno Giudiziario . E' stata volgare , dichiaratamente premeditata , cieca , arrogante, corporativa. E si dichiarano "terzi" ! Come cittadino non ho più la certezza dei miei diritti se il potere giudiziario si ribella alle leggi dello Stato . Troppe facce di magistrati vedo tutti i giorni su tutti i media anche locali a far politica sostanzialmente attiva per non giudicarli davvero di parte . Ma la Stampa troppo spesso sorvola. Vero? p.s. non ho pendenze giudiziarie ma se dovessi averne crede che il mio orientamento politico sarebbe ininfluente? cordialità v.f.

augusto

01 feb 2010 12:02

Come sempre : bravo Pansa. E' proprio questo che ci aspettiamo da PLB !! Salurti e auguri. Augusto