Uno spettacolo molto brutto e pericoloso di Peppino Caldarola
La scena si è ripetuta in quasi tutte le Corti d'appello italiane, tranne in alcuni tribunali del Sud e della Sicilia. I magistrati hanno abbandonato l’aula nel momento in cui ha preso la parola il rappresentante del Governo. Pm e giudici molti noti al grande pubblico e giovani rappresentanti dell’ordine giudiziario con le loro palandrane nere e la Costituzione in mano se ne sono andati per non ascoltare le parole del rappresentante dell’esecutivo. Una protesta clamorosa, e non nuova, che ha rimesso al centro del dibattito il tema del pessimo rapporto fra magistratura e politica.
Diciamolo subito. È stato un brutto spettacolo. Fra i tanti modi che hanno i magistrati a disposizione per manifestare il loro dissenso dalle scelte del Governo e del Parlamento l’abbandono dell’aula nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario è il peggiore e il più pericoloso.
Ci sono tre critiche da fare. La prima è che rifiutarsi di ascoltare le ragioni dell’avversario (ma è normale in un Paese civile che governo e giustizia siano avversari?) rappresenta una degenerazione polemica che produce nuovi conflitti. Il secondo è il venir meno di un comportamento istituzionale. La magistratura non è una corporazione, anche se molti suoi atteggiamenti fanno pensare a questa deviazione, ma una istituzione dello Stato. Nel momento solenne in cui si celebra il valore della funzione giurisdizionale, l’abbandono delle aule retrocede il ruolo del magistrato a quello del dissidente professionale e istituzionale producendo così una ferita che sarà sempre più difficile sanare. Il terzo è che il messaggio lanciato alla pubblica opinione è devastante. Se i magistrati invitano alla disobbedienza civile non riconoscendo autorevolezza, anche nel contrasto, a uno dei poteri dello Stato siamo di fronte a un appello alla ribellione che se venisse accolto porterebbe questo Paese di fronte a uno stadio di guerra civile non conclamata.
Con quale autorevolezza potranno questi stessi magistrati decidere su altri conflitti che dovessero sorgere fra privati cittadini e rappresentanti della cosa pubblica? Quante altri gesti di disubbidienza potranno essere affidati alle cure di magistrati che spesso sono severi con i più diseredati e indulgenti con se stessi? Ieri abbiamo ascoltato anche parole serie e severe. L’invito che è echeggiato in alcune sedi giudiziarie alla sobrietà di comportamento dei rappresentanti dell’ordine giudiziario non risponde, infatti, a una esigenza di fair play ma riguarda direttamente il ruolo istituzionale della magistratura. Che credibilità può avere una magistratura che si piega a diventare uno dei tanti soggetti politici e che invade il campo della politica e spesso del Parlamento?
Da anni assistiamo a questo protagonismo giudiziario che non ha eguali in altri Paesi civili. Non stiamo parlando del ping-pong di accuse fra indagati celebri e magistrati inquirenti. Questo fa parte della polemica, diciamo così, normale. Anche Barack Obama non lesina giudizi severi verso quei corpi dello Stato che lo contrastano. Il conflitto fra chi governa e chi deve esercitare il controllo di legalità è nell’ordine naturale delle cose. La questione che vogliamo porre è un’altra. Fin dove deve spingersi un'istituzione dello Stato nell’affermare la propria supremazia rispetto alle altre istituzioni? La risposta dovrebbe essere scontata. Non dovrebbero esserci invasioni di campo né conflitti di ruolo né supremazie. Eppure in Italia il Csm viene regolarmente convocato ogni volta che il Parlamento affronta una discussione attorno a misure sulla giustizia con un giudizio preventivo assolutamente inopportuno. Eppure questo è un Paese che ha dimostrato di avere un bilanciamento di poteri e un sistema di garanzie funzionanti. Una è il Capo dello Stato, l’altra è la Corte costituzionale. La terza è la pubblica opinione.
Noi abbiamo criticato le recenti misure approvate dal Senato sul processo breve e avvertiamo il pericolo che una legislazione ad personam possa stravolgere il buon funzionamento della giustizia. Tuttavia non si può sfuggire a due considerazioni. La prima è che il sistema giudiziario, non solo per colpa di governo e Parlamento, è a livello dei più disastrati paesi del Terzo Mondo. La magistratura con le sue battaglie corporative ha una gravissima responsabilità nell’arretratezza del pianeta giustizia. La seconda è che il cortocircuito fra politica e giustizia porta a un incancrenirsi della situazione e a un perenne braccio di ferro. Avremmo bisogno che venisse ricostruito un terreno di confronto. Il gesto dell’abbandono delle aule giudiziarie invece cristallizza lo scontro e provoca ulteriori irrigidimenti.
I magistrati italiani devono decidere come vogliono essere rappresentati. Se scioperano come i metallurgici, che purtroppo hanno meno udienza, se abbandonano le aule di giustizia (che differenza c’è fra il gesto di ieri e quel magistrato sanzionato con l’espulsione che ha non ha voluto fare il suo lavoro in presenza del crocefisso?), si comportano come dipendenti statali. E se sono dipendenti statali allora non hanno diritto all’indipendenza, all’autonomia ma devono essere subalterni a una gerarchia pubblica che li sovrasta. Se sono, come sono e come vogliamo che continuino a essere, un pezzo dello Stato devono comportarsi di conseguenza e avere rispetto di se stessi e delle altre autorità dello Stato nonché della pubblica opinione. Quelle componenti interne che li incitano alla rivolta, e quei partiti che ingrassano sul mito dei giudici, stanno distruggendo la fragile intelaiatura dello Stato. Una brutta giornata per la democrazia. Speriamo che sia l’ultima.
lunedì, 1 febbraio 2010
commenti dei lettori
33 commenti presenti
Dante
05 feb 2010 13:08
per Mauro 1: non sono se i magistrati hanno letto la Costituzione, certamente non l'hanno letta Berlusconi e i suoi sodali visto che le loro leggine vengono sempre dichiarate incostituzionali.. o no?
frency41
04 feb 2010 22:29
Bello o brutto che sia lo spettacolo tanto gli italiani onesti conoscono bene chi sono quelli che amministrano l'ingiustizia in Italia. Vedi Del Turco, Mastella, e il 98% risultati innocenti di mani pulite per poi trovarsi eletti in Europa e chi alla camera dei Deputati e chi al Senato i nomi sono evidenti.
MAURO1
02 feb 2010 20:19
I magistrati che hanno sventolato la Costituzione come fosse un'arma, forse la Costituzione non l'hanno letta. O non capiscono l'italiano. O se ne fregano. Mi pare ci sia scritto all'Art. 101 " La giustizia è amministrata in nome del popolo.I giudici sono soggetti soltanto alla legge." e Art. 70"
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere."
Come ha detto iol Ministro, le leggi le fa il Parlamento. Ed i magistrati sono tali perchè vincono un cocorso pubblico. Sono DIPENDENTI. Se le leggi non gli piaccion, che si dimettano. Ma non usino la Costituzione per fare un COLPO DI STATO.
erica
02 feb 2010 19:28
veramente uno spettacolo penoso, dottor caldarola, una vergogna immensa per tutta la categoria, per come si permettono di villipendere il popolo italiani rappresentato dal governo. un comportamento inaudito, ai limiti dell'indecenza. se questi sono i massimi rappresentanti della magistratura possiamo renderci conto come sono gli altri, quelli che incontriamo tutti i giorni nelle aule dei tribunali e che paghiamo profumatamente con i nostri quattrini. loro vivono grazie ai lauti stipendi che noi cittadini gli paghiamo e loro osano sbeffeggiarci girando le spalle ai nostri rappresentanti, da noi eletti e da noi mandati a rappresentarci in parlamento, andrebbero presi tutti a calci nel sedere e mandati veramente a lavorare a mille euro al mese.
maria
02 feb 2010 17:02
GRAZIE, dottor caldarola, il suo articolo rappresenta quello che molti italiani hanno provato vedendo l'osceno spettacolo di quei magistrati impaludati lasciare gli scranni. gente senza vergogna, piena di prosopopea e di boria. una casta fatta, in buona parte da falliti politicizzati che nascondono sotto gli ermellini il peggio. GRAZIE del coraggio che ha avuto nello scrivere questo articolo che rappresenta al meglio una delle giornate più buie per l'italia della gente per bene.
vincenzoaliasilcontadino
02 feb 2010 14:28
E se uscissero testimoni veraci per quelle veline ed informazioni periodo di tangentopoli: chi vivrà saprà?
CHE FIGURA CI FAREBBERO?
Le foto ci sono i fatti li sa solo Di Pietro: “ Petrus aveva molti collaboratori che finirono in galera, tranne il maggiore dei cc Francesco D’Agostino il “ braccio operativo “ di Paraggio nell'inchiesta sulla cooperazione: "Molto elegante e spendaccione", lo definisce il velenoso dossier. Che lo accusa di "informare Di Pietro di tutto quello che passa sotto i suoi occhi". D'Agostino, oggi distaccato all'ambasciata italiana ad Ankara, è finito nei guai proprio per via di Pacini Battaglia: nei minuziosi appunti del finanziere c' è infatti traccia di una serie di versamenti e di danaro, per un totale di 700 milioni. Forse serviti al maggiore per acquistare un appartamento intestato alla sua compagna. Così i nodi vengono al pettine di una Tangentopoli o dire meglio un periodo di Giustizialismo al pelo della legge cui i Magistrati non credo che, si possono vantare di essere usciti nella cerimonia dell’anno giudiziario portando in mano la Costituzione! Mi chiedo quanti di loro l’hanno applicata correttamente? Mai sentito di parlare “ resistere, resistere, resistere “ e vedere il dolore sul viso delle vittime perché si dichiarano innocenti? Tutti cristiani e Santi in questo Paese, unici doc sono quelli dell’Idv e Pd? E se qualche giornalista che si radesse i peli sullo stomaco e rivelasse chi regalava quelle veline sugli interrogatori? http://www.facebook.com/
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http://archiviostorico.corriere.it/1996/ottobre/27/Quel_verbale_inviai_per_fax_co_0_9610277496.shtml
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vincenzoaliasilcontadino
02 feb 2010 14:28
MILANO 2 PROPRIETA' DI SILVIO BERLUSCONI O DI COSA NOSCIA?
La società Edilnord, appartenente al Gruppo Fininvest di Silvio Berlusconi ne iniziò i lavori nel 1970, per completarli nel 1979. Il quartiere è stato interamente progettato dagli architetti Giancarlo Ragazzi, Enrico Hoffer e Giuseppe Marvel. ed io iniziavo a fare l’attivista politico proprio tra la calce del cantiere ed avrei anche una storia piccante. In poche parole credo che, qualsiasi magistrato non prevenuto sappia fare un piccolo ragionamento: ma chi contava in Sicilia il Psi o l’ex Dc con uomini come Vito Ciancimino, Leoluca Orlando, Giovanni Gioia, Salvo Lima che fu in rapporti d’affari con Francesco Vassallo, notissimo costruttore palermitano, spesso citato nelle relazioni della Commissione antimafia e Geraci del Csm tutti con riferimenti a Roma legati ad Andreotti che fu per questo inquisito per dieci anni e assolto per il bacetto mai dato? Sbaglio o anche i Comunisti erano forti tanto di avere sempre la Presidenza della Camera dei Deputati? Insomma, per coinvolgere Berlusconi, i mafioso dovevano esser così imbecilli da non sapere che il Monsignor Marcinkus che diventò Presidente dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR), la banca del Vaticano possedeva anche una società di costruzioni che costruì anche il palazzo della borsa Canadese, società passata in mani Comuniste col nome di 3C e rivenduta come “Italinpresit ” agli Agnelli? Questi erano tempi che Governavano il Paese uomini come Virginio Rognoni, Ettore Bernabei, Presidente della Rai, Arnaldo Forlani, Giovanni Gioia, Franco Maria Malfatti, Clelio Darida, Gianni Prandini, Cossiga, Aldo Moro Monsignor Marcinkus Presidente dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR). Insomma tutti a spu**re, da Falcone a Bettino a Berlusconi, ma non vi ricordate del solone Leoluca Orlando nella violentissima, la polemica, allorquando Orlando interviene a Rai 3 Rossa in Samarcanda dedicata all'omicidio di Giovanni Bonsignore, scagliandosi contro Falcone, che, a suo dire, avrebbe “ tenuto chiusi nei cassetti ” una serie di documenti riguardanti delitti eccellenti. Falcone, ebbe l’altra amarezza, di vedersi preferito Domenico Sica alla guida dell’Alto Commissariato per la lotta alla Mafia: da ideatore della Dia. Ora Giancarlo Caselli promosso con flop su Andreotti, mettendo in ridicolo la Magistratura nell’uscire nella cerimonia di cui mostra poca sensibilità alle Istituzioni. N.B. Naturalmente aspettiamo che li fanno tutti Santi magistrati e detrattori: Dio li ha creati, oltre accoppiarli avrà buttato lo stampino? http://www.facebook.com/
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http://forum.panorama.it/f17/milano-2-proprieta-di-silvio-berlusconi-o-di-cosa-noscia-t18245/
http://archiviostorico.corriere.it/1993/giugno/10/tangenti_rosse_testimone_Fassino_Pds_co_0_93061015192.shtml
Maralai (ilblogdimarionanni)
02 feb 2010 14:02
da Maralai blog (www.maralai.ilcannocchiale.it )
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Il lato B dei giudici al Popolo Sovrano
In barba a tutti i democratici; a tutti i garantisti; a tutti coloro che attendono giustizia da anni: civile, penale e amministrativa (quella sportiva non m'interessa); a tutti i lavoratori che lottano disperatamente per il posto di lavoro. In barba al governo che ogni giorno innalza i suoi proclami sui risultati contro le mafie. In barba al buon senso; al garbo istituzionale; alle migliaia di processi che ogni settimana decadono per prescrizioni varie in quanto non celebrati entro le ragionevoli durate. In barba ad un parlamento che si reputa sovrano, ma che ora se non prende provvedimenti adeguati sarà un parlamento subordinato. Subordinato alla prepotenza di una categoria che non ammette su di se alcun giudizio, per cui la tv oggi ha mostrato i magistrati che abbandonano l'aula delle rappresentanze sulla ricorrenza dell’anno giudiziario mentre si accinge a prendere la parola il rappresentante del governo, quindi del potere esecutivo, quindi del parlamento, quindi del Popolo.
Oggi la Sovranità Popolare ha avuto il lato b, le spalle voltate dai suoi dipendenti amministratori della giustizia. "Caselli-ha detto inconsapevolmente gongolante un cronista televisivo votato al "martirio", "è stato il primo ad avere abbandonato l'aula". Vero atto eroico, dico io. Ma le braccia, a chi osserva le condotte così irresponsabili di magistrati, con ottica istituzionale e non ideologica, cascano nel sentire l'opposizione che non ha neppure consapevolezza di essere forza di governo, non dico oggi e neppure domani ma almeno (forse) dopodomani, è quando dice di "essere d'accordo con i magistrati " che voltano le spalle al Popolo Sovrano! Amici, non è eversione questa? Ed allora proviamo ad immaginare lo scenario istituzionale mentre gli ufficiali dei carabinieri, della gdf, della polizia di stato voltano le spalle il due di giugno alle autorità dello stato mentre sfilano le FF Armate (che direi Forze Amate) a Roma.
Bene, benissimo ha fatto il ministro della giustizia Angelino Alfano ( Anno Giudiziario: Alfano,molte defezioni )a ribadire in modo chiaro netto e forte che i "magistrati rispondono alla legge" e che "le leggi le fa il parlamento sovrano in rappresentanza del Popolo Italiano". Ed il parlamento, a nome nostro che almeno i più sensibili lamentiamo questa offesa e che la manifestiamo pure per iscritto, che farà? Continuerà a litigare tra i solidali alle spalle e le parti posteriori dei magistrati mostrate ai rappresentanti del Popolo contro quelli che avranno il coraggio di denunciare questa grave e sciagurata condotta? Oppure riceverà impulso, orgoglio, fierezza il parlamento di questa Repubblica, di sentirsi davvero Sovrano proprio da questa offesa e le riforme vere le farà sul serio? Ma che scandalo!
Maralai
(marionanni)
daniele
02 feb 2010 11:54
Articolo superficiale e francamente poco serio; caro Caldarola, in uno stato di diritto le leggi le fa il parlamento ed i magistrati devono applicarle; ma l'applicazione spetta a loro ed il loro lavoro ( ancorchè se errato) deve essere sempre rispettato; il suo articolo ( considerando anche l'apprezzamento che si legge in questi post) contribuisce ancora di più a gettare discredito sulla magistratura e sul potere che rappresenta; è incredibile come si possa paragonare una manifestazione ( seppur criticabile), ad una politica complessiva di discredito, denigrazione messa in discussione di ogni attvità giudiziaria che coinvolga la classe politica; in nessun paese civile del mondo avviene questo e non si capisce la gravità e la pericolosità di questo modo di fare politica.
EA
02 feb 2010 11:13
Solo Lei, Peppino Caladarola, e pochi altri si son presi la briga di denunciare la gravità di questo evento. E il resto della grande e piccola stampa dov'è???? E' ancora impegnata a difendere la libertà d'informazione???
alfredo
02 feb 2010 09:23
Bravo caro Caldarola,parole chiare ed idee chiare e condiisibili appieno. Credo che da noi si stia scherzando con il fuoco, senza accorgercene, stiamo alimentando l'incendio della democrazia. Complimenti vivissimi agli autori.
LA.BE
01 feb 2010 21:23
se avessimo un governo che potesse farsi rispettare, oggi avrebbe fatto quello che fece il presidente regan con i controllori di volo in america, (cioè questi supposti personaggi superiori a tuttoe tutti) li avrebbero cacciati a casa licenziati in tronco a pedate nel sedere, ma siccome anche i nostri governanti non sono tanto migliori a questi, fanno come gli struzzi caccian la testa sotto la sabia per non vedere ma non si accorgono che ormai i cittadini ne hanno piene le tasche di tutti questi cari signori che stanno distruggere quel poco che ci resta di questo poco stato, noi non siamo una nazione ma un aglomerato di persone che vanno ognuna per conto proprio, attenzione però che può arrivare anche il conto da pagare prima o poi.
comunque se ci si doveve dare ancora prova di come le lobbies comandino i quasi signori magistrati lo hanno dimostrato.
dicevano resistere resistere resistere, io direi cacciateli cacciateli cacciateli senza remissione ne pietà.
luigi lupo
01 feb 2010 21:15
Purtroppo caro Dr. Caldalora non posso che condividere le sue parole. Già, tanto tempo fa con un ministro di grazia e giustizia , che non faceva capo a Berlusconi , la procura di Milano , con azione preventiva, fece ritirare un decreto legge all'allora ministro. In pratica fu in segnale forte e dirompente che i magistrati vollero dare, alora e che ancora valido. E' incoprensibile come dei dipendenti dello stato cerchino di condizionare la politica ma tutto ciò non sarebbe accaduto se non avessero trovato una sponda politica a cui appoggiarsi. Ciò che per via parlamentare i vari partiti , alternativamente della maggioranza o dell'opposizione , non riuscivano ad ottenere, veniva loro offerto su di un piatto d'argento da certi magistrati , che grazie al loro potere, portavano all'attenzione dell'opinione pubblica col solo scopo di mettere in difficoltà il solito Silvio Berlusconi ed il suo partito inchieste su inchieste . Io non credo che l'attuale presidente del consiglio sia un santo ma non è certamente un delinquente incallito come certi giudici , con le buone o con le cattive vogliono farci credere.Ora è pero giunto il momento di dire basta a questo continuo tintinnar di manette. Se certi giudici non si riconoscono più in questo stato, in questo ordine politico, possono sempre dare le dimissioni e dedicarsi alla legge come semplici avvocati, anche loro campano benino con la loro professione. Certo perderebbero i loro privilegi, non comparirebbero in televisione, non troverebbero qualcuno pronto a candidarli al parlamento italiano od europeo ma certamente dimostrerebbero in maniera tangibile il loro dissenso verso quelli, che a loro avviso, non sono degni di governare l'Italia. Uscire dalle aule di tribunale con la faccia che mostra tutto il loro disprezzo verso l'attuale governo, è troppo facile perchè nessuno li punirà, nessuno gli decurterà lo stipendio,nessuno ridurrà il loro potere. Loro sono il classico esempio della moglie ubriaca e della botte piena.
visentin
01 feb 2010 20:42
Stupisce il non rendersi conto del danno recato a loro stessi. Hanno svolto un`azione che capovolge
l`effetto voluto, poiche ha fornito al Paese l` immagine della reale magistratura di questo momento.
Augusto
01 feb 2010 19:43
Complimenti Direttore per l'articolo! Quando si chiede che credibilità può avere una magistratura che si piega a diventare uno dei tanti soggetti politici e che invade il campo della politica e spesso del Parlamento lei dice una sacrosanta verità ma espressa in modo molto soft. Lei sa bene che una parte di questa magistratura invade spesso e pesantemente il campo della politica. Proprio oggi il giudice milanese del caso dell'iman terrorista, ha espresso pesanti critiche alla Corte Costituzionale ( sic?!!!) per aver confermato il segreto di stato, messo da Prodi e poi da Berlusconi , su alcuni particolari della vicenda. Vorrei, inoltre, conoscere il suo punto di vista sulla vergognosa Legge che ha annullato il responso del referendum popolare che metteva a carico de magistrati l'indennizzo dovuto per errori giudiziari (con oltre il 70% dei consensi||). Grazie!
p mancini
01 feb 2010 19:23
La considerazione più naturale che ne scaturisce è che l'Anm è l'Ufficio Propaganda dell'Idv, un vergognoso intreccio tra giustizia e politica!
viky
01 feb 2010 19:04
Gentile Dott. Caldarola,
complimenti per l'ottimo articolo!
In effetti, una certa (rumorosa) magistratura ha scritto una pessima e inquietante pagina nel rapporto tra istituzioni dello Stato, al punto da assestare un colpo definitivo alla ormai ridottissima credibilità di cui (non) gode l'ordine giudiziario nel nostro Paese. Una protesta come quella da Lei commentata, associata alla cronica inefficienza in cui versa il pianeta giustizia del quale sono attori principali i giudici e i PM nonchè alla ridda selvaggia in cui oggi versa la instabile giurisprudenza delle corti civili e penali italiane, fa pensare all'italiano medio che ormai sia meglio un redde rationem serio a vantaggio della politica (il cui ceto almeno è eletto dal cittadino medesimo).
Con i migliori saluti.
Enzo
01 feb 2010 19:01
"Noi abbiamo criticato le recenti misure approvate dal Senato sul processo breve e avvertiamo il pericolo che una legislazione ad personam possa stravolgere il buon funzionamento della giustizia."
Bontà sua Caldarola! Avverte un pericolo! Per lei non è un fatto reale (grave) che si stia tentando di scardinare i principii fondanti di una democrazia moderna come l'uguaglianza di tutti davanti alla legge, come non è un fatto reale che il disegno berlusconiano sia quello di assoggetare la magistratura inquirente all'esecutivo. L'insistenza sulla separazione delle carriere cosa c'entra con i processi più rapidi e con l'efficienza? E' veramente risibile poi affermare come fa lei che "La prima è che il sistema giudiziario, non solo per colpa di governo e Parlamento, è a livello dei più disastrati paesi del Terzo Mondo. La magistratura con le sue battaglie corporative ha una gravissima responsabilità nell’arretratezza del pianeta giustizia." Dunque della responsabilità per il disastro giustizia attribuisce a governo e parlamento un simpatico "non solo per colpa" mentre alla magistratura riserva "una una gravissima responsabilità". Certo non conta che il parlamento sia deputato alla funzione legislativa e che non riesca a produrre una serie riforma dei codici e della struttura organizzativa. Anzi non passa giorno che produca leggi che creano maggior impedimenti al funzionamento della giustizia. Come non conta la continua messa in discussione di giudici e delle sentenze, che sono tutte eterodirette da un potere che non è la giurisdizione. Non una parola su questo e sugli effetti (questi sì) devastanti della giustizia. Chi è che attenta all'equilibrio dei poteri dello stato? Sono i giudici antropologicamente diversi, comunisti e disturbati o i giudici che avvertono che certe ipotesi di riforma sono distruttive della capacità di fare giustizia? Sono i giudici quando spiegano, norme alla mano, che spiegano perchè il processo brebve così comìè proposto ottiene solo il risultato di facilitare la libertà di chi delinque?
Suvvia Caldarola la prima repubblica è crollata perchè le sue fondamenta erano marcite a causa di una classe diregente (e ci metto anche i magistrati) che pensava solo a se stessa depredando il paese. Ora lei insieme a questo centro destra vuole solo riportare il paese al bel tempo andato, mentre il paese ha bisogno di rafforzare i meccanismi democratici rendendoli pari a quelli degli altri grandi paesi. Con Berlusconi e con gente come lei potremo solo andare indietro.
michele
01 feb 2010 18:32
Egregio Sig. Caldarola, visto che Lei ha vissuto e studiato dalle mie parti si ricorderà quel libello goliardico " Ifigonia in culide" con l'incipit ' le vergini dai candidi manti rotte di dietro ma sane davanti' ecco: questo mi è venuto in mente vedento quei signori paludati a festa abbandonare le aule giudiziarie con in mano la Castituzione, loro possono tutto, anche avere atteggiamenti e intenti eversivi violentando la Costituzione e si offendono se gli altri ne chiedono il rispetto. si torni al POPOLO SOVRANO : responsabilità civile e penale per i magistrti che sbagliano e non ci sarà bisogno di alcuna riforma. Altra leggenda da sfatare gli italiani non si fidano affatto della giustizia perchè , come si legge, ben il 95% dei processi viene appellato in secondo grado. Distinti saluti
Dante
01 feb 2010 18:10
ma questo è il forum del Riformista o quello del Pdl? ma stiamo scherzando? sono state approvate 18 leggi ad personam, è stato violentato lo stato di diritto per salvare Belusconi o i suoi sodali con continue leggi e leggine poi incostituzionali è lo scempio sarebbe la protesta dei giudici? per me lo scempio è l'USO PRIVATO DELLE ISTITUZIONI che viene fatto da alcuno inquisiti.
Antonio
01 feb 2010 18:09
L'unica cosa che vorrei e che tutti quei Magistrati che hanno inscenato quel deprimente spettacolo, legessero questo articolo. Non c'è da aggiungere altro. Complimenti all'editorialista sia per il contenuto che per il coraggio che da sempre dimostra nel trattare certi argomenti. Speriamo che qualcuno non stia già pensando a fargliela pagare. Se ciò accadesse non mi meraviglierei affatto, visto la bassezza d'animo, oltre a quella professionale, dimostrata dalla maggioranza della corporazione.
Di nuovo complimenti. Antonio.
giacomo
01 feb 2010 17:40
condivido parola per parola.
antonio
01 feb 2010 17:27
Il problema sta tutto nel fatto,che la mgistratura oltre che essersi politicizzata,si considera anche un potere.
In realtà,cari magistrati,voi non gestite nessun potere,se non quello di lavorare nell'interesse dei cittadini.
Quindi :lavorare ,lavorare .........e lavorare ancora .E rispettare le leggi che fa il parlamento ,
Come prescrive la Costituzione .E come fanno tutti i cittadini.
colpani gioacchino
01 feb 2010 16:54
Grazie Peppino, un'altra lezione che deve essere ascoltata. Purtroppo, e lo dico a malincuore, finche alcuni politici affideranno a questa "casta" protetta la lotta alla contrapposizione a Berlusconi, che di questo si tratta, e non di altro, la gente, alla quale questi egregi signori, vogliono farci credere di essere interessati, sarà sempre e solo la prima vittima del loro potere.
Se venissero trattati da dipendenti dello stato, quali si sono dimostrati, ci risparmieremmo denaro pubblico ed avremmo una giustizia meno elefantiaca.
Daltronde con rappresentanti quali Palamara e Crescini, non c'è da meravigliarsi che abbiano organizzato uno spettacolo di questo tenore.
Meditate gente
INAPLOK
anna
01 feb 2010 16:53
L'analisi svolta è seria e da sostenere. E' innegabile che oggi la magistratura appare sempre di più come contropotere con un potenziale potere di ricatto inaccettabile, da un punto di vista mediatico e sostanziale . In virtù dello status che la Costituzione riconosce loro, essi godono di privilegi e stipendi , lontanissimi da quelli di altri servitori dello Stato (scuola, sanità, organi di sicurezza). E' normale tutto questo? Appare chiaro che se essi desiderano muoversi alla pari delle varie categorie di lavoratori, bisogna intervenire con norme appropriate affichè ciò si realizzi, così si sentiranno veramente più uguali agli altri e si darà forma compiuta all'art. 3 della Costituzione . Prima cosa : si abolisca la cerimonia dell'apertura dell'anno giudiziario.
Wolf
01 feb 2010 16:20
La magistratura è un Ordine e non un Potere, cosa non da poco. In questi ultimi 18 anni, la magistratura con fare para-eversivo ha tentato di sostituirsi al Parlamento, ricattandolo ed umiliandolo. E' fuor di dubbio che il Parlamento abbia ceduto la sua sovranità...addirittura cancellando l'immunità...prevista dalla Costituzione. Adesso la misura è colma e la magistratura va riformata in toto, separando le carriere, riformando il CSM e abolendo l'associazionismo di questi dipendenti pubblici, un po' speciali.
lupimor@gmail.com
01 feb 2010 16:01
Caro Direttore, la rappresentazione offerta dall''ANM è, esteticamente orribile. Basta vedere i visi compunti dei protagonisti, paludati a festa, con l'incedere ieratico dei sacerdoti, con la fotocopia della Costituzione in mano, e con la postura corporale del martire diretto al supplizio. Se la guardiamo da altra angolazione, vediamo la mossa di una associazione sindacale, cioè di parte. Che poi questa parte si ritenga come l'unica degna di legittimazione morale, in proprio e da attribuire, ci sposta nel campo della autoreferenzialità assoluta e del rifiuto pregiudiziale di ogni possible critica. Se tutto fosse rigorosamente confinato nell'ambito esclusivo dei loro compiti istituzionali, previsti da quella Carta che impudentemente sbandierano, potrebbe anche, essere compreso accettando una superiorità antropologica dei componenti del sindacato. Sarebbe un atto di fede, ma tant'è. La stortura intollerabile, proprio in termini costituzionali, è la pretesa di spostare tutto questo insieme di virtù dal settore di loro competenza a quello politico. Certo, hanno trovato seguito compiacente, opportunistico ed interessato in questa appropriazione indebita. N'è comunque derivato uno squilibrio dei poteri tutto a vantaggio della Magistratura. Ora tocca alla parte che ha permesso, o subito questa anomalia porvi rimedio. Le sceneggiate vanno prese per quello che sono: proteste corporative. Cordialmente Moreno Lupi
la pravda
01 feb 2010 15:46
L'ultimo capoverso è quello che mi attira maggiormente.Ebbene ,un pezzo dello Stato dovrebbero essere solamente i magistrati giudicanti,mentre quelli inquirenti dovrebbero fare parte della categoria dei funzionari statali,con l'incarico di rappresentare la pubblica accusa in un processo che già non potrà mai essere paritario con la difesa,stante la enorme differenza di mezzi a disposizione del magistrato inquirente nei confronti dell'avvocato della difesa .Il giudice,lo Stato,terzo dovrebbe giudicare con imparziale severità l'operato dell'accusa e della difesa,libero da qualsiasi commistione.A questo punto si potrebbe rivedere la procedura del ricorso in appello ,con risparmio di mezzi e di tempi.Soltanto davanti a un magistrato giudicante che appaia e sia al servizio dello Stato,la Magistratura potrà riacquisire l'autorevolezza necessaria per emettere sentenze in nome del popolo Italiano.
eduardo
01 feb 2010 14:31
"questo è un Paese che ha dimostrato di avere un bilanciamento di poteri e un sistema di garanzie funzionanti. Una è il Capo dello Stato, l’altra è la Corte costituzionale. La terza è la pubblica opinione."
Se il Capo dello Stato firma un decreto incostituzionale e la Corte Costituzionale lo abroga dopo due anni; se l'opinione pubblica si fonda sui giudizi delle parti politiche e degli organi d'informazione che un giorno sì e l'altro pure affermano che per alcuni la giustizia è più uguale degli altri, che i magistrati inquirenti e giudicanti, e finanche i giudici della Consulta sono di sinistra, che la giustizia non funziona perché i giudici sono dei fannuloni e lavorano 4 ore al giorno; di quali garanzie parla, Caldarola?
L'equilibrio dei poteri che conta deve essere quello tra funzione esecutiva, legislativa e giudiziale. E mi pare che attualmente ci sia un nettissimo squilibrio a favore del primo potere. Ah già, dimenticavo, l'hanno deciso i cittadini. Vero?
antonello
01 feb 2010 13:30
Caro Peppino ci vorrebbe del sano coraggio politico per fare un seria riforma della giustizia che è un probema vero e che colpisce mlioni di italiani. Basterebbero 3 punti fondamentali: separazione delle carriere, responsabiità civile e penale del magistrato, riforma dele competenze del CSM.
FrancoPo.
01 feb 2010 12:57
E' stato il trionfo del tanto peggio tanto meglio delle toghe rosse, con largo seguito di seguaci di don Abbondio.
roberto b
01 feb 2010 12:28
Sono d'accordo su tutto quello esposto nell'articolo, ho vissuto questa protesta come una ferita e con profonda delusione.
Piero2
01 feb 2010 12:10
Questi fannulloni paludati hanno trovato finalmente il modo migliore per dare ragione, su tutta la linea, a Berlusconi. Grazie!
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