L'ordine di scuderia è partito subito: attaccare a testa bassa, dimostrare che la campagna di adesione al Pdl non è un flop, come anticipato dal Riformista: diciottomila tessere a due mesi dall'annuncio in grande stile di Berlusconi («Raggiungeremo il risultato di un milione di iscritti»). Ne hanno parlato i triumviri del partito in un lungo conciliabolo alla Camera. Zittire. Punto. Perché il Capo ci ha messo la faccia. E non si può ammettere che il popolo non lo segue. E poi non si può dire che chi gestisce il Pdl non riesce a fare le tessere.
Perché dietro il fallimento del tesseramento si nasconde un partito in crisi di nervi. O meglio: una lotta sotterranea tra le nomenklature - quel correntone doroteo che si sta prendendo il Pdl, candidatura dopo candidatura - e gli altri. Per questo il politburo usa il bastone: «I dati pubblicati - si legge in una nota - sono inventati. È pura fantasia oltre che ignoranza da parte di chi vuole presentare una realtà diversa da ciò che è».
Peccato i toni pochi british dell'ufficio stampa del Pdl non solo confermano il fallimento, ma anche il bluff messo in scena per provare a salvare la faccia: «Il tesseramento - prosegue il comunicato - è iniziato poco meno di un mese fa e terminerà alla fine del 2010. Solo allora, anche in base ai dati che affluiscono dai coordinamenti provinciali, potremo fare un bilancio. Le uniche cifre esistenti sono quelle delle pre-adesioni online che in poche settimane sono arrivate a 286 mila e del tesseramento online dei quadri e degli eletti, cioè le tessere pesanti, che sono già 47mila». Il Pdl, quindi, dà i numeri. E svela il bluff: le pre-adesioni. Gregorio Fontana, responsabile del tesseramento già di Forza Italia e ora del Pdl, spiega al Riformista cosa sono: «Le pre-adesioni sono quelle, senza pagamento e che poi devono essere perfezionate, raccolte on-line dal sito, nelle sedi, nei gazebo». Quindi si tratta non di tessere, ma di dichiarazioni di intenti. Non sommabili ai dati veri: «È la differenza - sottolinea più di un malpancista - tra le intenzioni di voto e i voti».
Tra i tanti numeri l'unico dato vero che il Pdl esibisce come un trionfo è 47mila adesioni. A fronte del plebiscito che voleva Silvio. Che disse: «Noi il tesseramento non lo volevamo neanche fare. Per noi ogni elettore è un iscritto del Pdl. E ci hanno votato otto milioni di italiani». Fonti di via dell'Umiltà, al Riformista, confermano la cifra di 18mila. Poi, ovviamente, ci sono dei dati in lavorazione. Ma per il Pdl vanno presi per buoni pure quelli, evidentemente. L'ordine è attaccare, senza se e senza ma. Mettere la polvere sotto il tappeto. Prosegue Gregorio Fontana: «Siete un giornale militante che ha scritto cose inventate, pure falsità. È come se uno volesse dare i risultati delle primarie alle otto di mattina. La campagna è appena iniziata, vanno fatti i congressi. Vedremo a fine percorso».
La verità è che anche le cifre ufficiali sono da brivido, se paragonate a quelle dei partiti di provenienza. Forza Italia chiuse con 400mila iscritti. An nel 2008 ne aveva 599.021. Per non parlare del 2007, quando il numero era ancora superiore: 605.344. Sommati, quasi un milione. Tradotto: il partito oggi ancora non c'è. E il dato brucia. Soprattutto perché nel Pdl è scoppiata la guerra contro chi lo sta gestendo. Con una novità: gli schemi sono saltati. Non più Forza Italia contro An, e viceversa. Ma berlusconiani puri e finiani ortodossi contro il politburo che comanda in questa fase, ovvero gli ex colonnelli di An e i triumviri (escluso Bondi). Tanto che gli uomini del presidente della Camera, dopo giorni in cui solo i berlusconiani hanno lanciato il loro grido di dolore, hanno iniziato - pure loro - ad attaccare. A partire dalla questione delle tessere. Donato Lamorte, custode dell'ortodossia finiana da più lustri, non usa perifrasi: «Mi pare che la campagna di tesseramento è molto scarsa. Io per esempio ancora non mi sono iscritto. Pensavo che, visto che stavo in An, fosse automatico. Ma il punto è che qua manca l'organizzazione. E glielo dice uno che viene da un partito vero, anzi da due partiti veri, il Movimento sociale e Alleanza nazionale. Se oggi mi dovessi rivolgere a qualcuno del Pdl per tessere o altro non saprei nemmeno dove si va».
Questo il malcontento che cova sotto il silenziatore messo per le elezioni. Fabio Granata picchia duro: «La volontà improvvisa di trasformare un partito carismatico, nato dalla fusione di due storie politiche, in un partito di tessere si è rivelata velleitaria. Qualunque sia la cifra, che comunque è bassa, tale volontà rileva un'operazione politica. La retorica delle tessere è stata usata infatti per far tacere le minoranze interne. Si tratta del tentativo del nuovo correntone doroteo di imporre una sorta di centralismo democratico. Dopo le regionali occorre una grande discussione a partire dai contenuti». Già, dopo le regionali. Alessandro Campi, direttore della finiana Fare Futuro, lancia la santa alleanza con i berlusconiani puri: «Nel Pdl - dice nel corso di una trasmissione a RedTv - si è creato una specie di correntone attorno a La Russa e Gasparri. Si stanno rafforzando delle componenti del Pdl di provenienza An ma non finiane. Ed è di queste nuove componenti che gli ex forzisti hanno più paura, perché ne vedono accrescere la forza e il prestigio. Ma ciò su cui invece occorrerebbe riflettere anziché polemizzare, è la strutturale debolezza territoriale della componente di provenienza forzista. Siamo di fronte ad una partita nuova». E non sarà un bluff.
mercoledì, 3 febbraio 2010
commenti dei lettori
11 commenti presenti
pirgi
05 feb 2010 11:31
Non si puo' negare che l' assembla televisiva faccia effetto,ma su chi,e per chi;ora serve solo a ricreare un partito che non esiste e che ha purtroppo preso anche tanti difetti,e anche riciclato molti personaggi, del vecchio regime-che agonizzo' a causa della caduta del muro di berlino e ora con la crisi secondo me va a peggiorare le situazioni di tante persone,migliorandole solo per pochi.Con le nuove riforme ALfano e Gelmini passa il "penso tutto mi'" e dopo la magistratura si attaccano i giornalisti/vedi attacco dalle grandissime labbra dell' on. Mussolini in TV e ripreso da Berlusconi in Israele, perche' perche' il dissenso da' fastidio / Prima ci pensavano i giudici insabbiatori/ vedi casi anni'50 '60 ecc// ora ci pensa il ministro della "prescrizione" e dei savacondotti ai disonesti.Ora molti ex o post fascisti,specie alcuni in alto,fanno gruppo,fedelissimi al premier/ che arruola qua e la' chi capita/supportato da tanti in cerca di notorieta' e denaro facile.Nascono ovunque veleni,dietrologie,falsi scoop,voci dai vari Feltri Ferrara che riescono a confondere la gente sempre piu' apolitica o "ipnotizzata".Non e' questione di tessere,lo stato non e' un programma televisivo, mi sento di dire, non sarebbe,perche' va cosi'.
Il dramma italiano,ma non solo e' che molte persone che lavorano,sono convintissimi che finalmente va tutto meglio/ma poi vorrebbero continuare ad avere diritti e a fare come gli pare,visto l' andazzo e l' esempio attuale.La destra ,ed il vecchio o nuovo centro,si accodano a cio';se lo fa,questo e' una perdita per tutti.Vorrei saper quale dialettica ci puo' essere quando un uomo ha in mano tutto: TV soldi prestigio e Parlamento? Rispondetemi se avete a cuore i problemi del paese. grazie francesco p
mir.ca
04 feb 2010 17:02
Berlusconi non sta vincendo perchè è Berlusconi o il PDL. Vince perchè altrove sarebbe peggio.
L'alternativa dovrà essere la libertà: da burocrati incapaci, da politicanti pavoni e superpagati, da nepotismo, da fisco vorace, dai visco/tremonti, ecc. ecc.
visentin
04 feb 2010 16:25
Una tessera importa a chi trova in essa un valore. Nel partito di Berlusconi, vi milita gente che ha un
altro tipo di mentalita, per tessera intende altro, ha sofferto e pagato col fegato nel passato, ora e´al
sicuro per il resto della vita, non necessita di timbri, anzi si sente ancor piu distante dalle tessere che
non siano argentate dorate o platinate.
giuseppe faricella
04 feb 2010 15:57
onestamente non capisco perché il centrosinistra non avrebbe saputo governare: se l'italia è ancora a galla è grazie ai governi degli anni '90. è facile trovare riscontri oggettivi: 120% di debito su pil nel 1992, 104% nel 2001; tasso di disoccupazione 11,6% nel 1997, riforma treu e disoccupazione all'8% nel 2003 (la cd legge biagi entra in vigore nel 2004); riforme della pubblica amministrazione (tra gli altri: dlgs 29/93, leggi bassanini, dlgs 286/99, testo unico degli enti locali nel 2000); riforma della legge elettorale in senso maggioritario ad opera di mattarella; entrata nell'euro nonostante il parere sfavorevole di francia e germania; privatizzazioni e parziali liberalizzazioni; unica (fino ad adesso riforma federale) ad opera della legge costituzionale 3/2001 (cd titolo V) che dota le regioni di potestà legislativa; testo unico bancario del 1993; testo unico della finanza del 1998; riforma della sanità ad opera del ministro bindi ne 1999; e si potrebbe continuare. il problema è che molti italiani votano non in base ai fatti (che non conoscono o che non possono conoscere), ma in base a quello che gli dicono alla tv. e no mitirate fuori la storia di bassolino e blablabla: il sud italia è un'altra cosa. saluti.
FrancoPo.
04 feb 2010 07:47
Non ho mai capito l'importanza di "prendere una tessera". L'Italia dei partiti si sta trasformando nell'Italia dei movimenti di pubblica opinione, a contare sono i risultati di un governo molto più dello schieramento d'appartenenza. L'importante è che il popolo sovrano sappia conservare una certa capacità critica al di là delle opposte propagande (comprese quelle improprie, come fa una certa magistratura).
Migrante italiano
04 feb 2010 05:11
Che l'italiano non prenda la tessera del PDL non mi sorprende affatto, e sembrerebbe dimostrare questo. Pur di non votare la incompetenza governativa della sinistra (spazzatura napoletana in primis) la gente da il voto a chiunque capaci di vincerli, cioe' solo conta tenere la sinistra fuori dal governo. Berlusconi ha riempito il vuoto lasciato dalla morte di DC-PSI. L'italiano non crede in nessun poilitico italiano, altrimenti spiegatemi perche' sognava di essere governato dai tedeschi = l'EURO? Quanti missini votavano la DC per evitare che il PC vincesse? Lo stesso Montanelli diceva: "turatevi il naso e votate DC". Oggi Berlusconi e' la DC. La grande differenza sta qui, IL PCI non aveva governato allora, cioe' aveva illusionato parecchia gente. Poi ha governato e la gente ha capito che non sono buoni per farlo. Insomma la gente vuole PDL perche' cosi la sinistra non governa = non puo' fare disastri.
Giuseppe Fumagalli
03 feb 2010 21:34
Mah ..... un "partito del predellino" potrà mai avere solide basi? Basta che l'auto si metta in movimento, e dal predellino si ruzzola giù!!! eheheheh ... fin quando il mago Berlusconi riuscirà a mantenere l'equilibrio???
Giustina
03 feb 2010 21:20
Pur non essendo di sinistra leggo volentieri il Riformista on-line. Anche se spesso non condivido, solitamente apprezzo la pacatezza e l'obbiettività con cui vengono affrontati gli argomenti. Però questa volta l'articolo in commento è veramente deprimente. Mi sembrano questioni di lana caprina. Questo falso problema delle tessere è un inutile tentavo di spargere ulteriore zizzania nei rapporti, sicuramnte tesi, fra Finiani e Berlusconiani. Cari sinistri, vi invito però a guardare un pò più in casa vostra dove i disastri si consumano all'ordine del giorno, e la luce all fine del tunnel sembra essere ormai una fallace illusione.
c bellini
03 feb 2010 17:09
Vince sempre l`intelligenza sulla furbizia, puo dar fastidio la sudditanza pero`fa leccare le dita.
Piero2
03 feb 2010 16:55
Illusione, dolce chimera sei tu....
Vimercatus
03 feb 2010 15:37
Carto che un partito che vede "accrescere la forza e il prestigio" di un correntone che fa capo a due come La Russa e Gasparri andrà molto lontano ....
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