Confessioni di una buddhista pentita di Anna Mazzone
Da Tiger a Sabina Guzzanti
Tiger Woods pauses while delivering a statement to friends and family in Ponte Vedra Beach, Florida, February 19, 2010. Golf superstar Tiger Woods made his first public statement on Friday since taking an indefinite break from the game in December after admitting he cheated on his wife. REUTERS/Lori Moffett/Pool (UNITED STATES - Tags: SPORT GOLF HEADSHOT)
Tiger Woods salvato dal buddhismo? Per ora il fedifrago mago del golf si è rinchiuso in una clinica per guarire dalle sue incontenibili pulsioni sessuali, che hanno mandato in buca il suo matrimonio e i suoi conti correnti, bruciando milioni di dollari di sponsor che contavano sulla sua bella faccia da bravo ragazzo. Ma da un momento all'altro potrebbe riavvicinarsi al buddhismo, la religione di mamma Kotilda. Lo ha dichiarato subito dopo essersi coperto il capo di ceneri di fronte alla moglie inferocita, lo scorso fine settimana.
A questo punto la domanda nasce spontanea: il buddhismo è l'ultima spiaggia di traditori disperati in cerca della serenità perduta? Sembra proprio di sì e, soprattutto, il buddhismo è ormai una questione da vip, un marchio di fabbrica di attrici ed attori che riempiono le mensole di casa di statuine del Buddha panciuto.
La pancia porta bene, si sa, e fa molto “cheap and chic”. A Los Angeles mi è capitato di fermarmi dopo una corsa in riva all'oceano, in quell'ansa splendida e glamour che è Venice, subito dopo Santa Monica, e di essere stata avvicinata da “evangelizzatori”, che con la scusa di sapere se è tutto ok ti dicono con aria mesta che ti vedono triste e che c'è una soluzione a tutti i tuoi problemi e, soprattutto, che la soluzione è gratis: si chiama buddhismo!
Questo è un outing! Chi scrive è una cosiddetta “buddhista dissociata”. Dissociata dal mainstream vipparolo dei buddhisti dell'ultima ora, ma pur sempre militante della comunità buddhista della Soka Gakkai per circa due anni. Per rasserenare chi legge, sono uscita dal tunnel circa cinque anni fa. Perchè il Buddhismo è una cosa seria e i buddhismi sono invece tanti, diversi e di serietà in giro se ne vede poca poca.
Studiando le parole del principe Shakyamuni, quelle scritte nei “sutra”, una sorta di versetti dell'Illuminato, la prima cosa in cui ci si imbatte è che «desiderare è dolore». Ergo, per non soffrire bisogna cercare di smettere di desiderare e per gli esseri umani questo è praticamente impossibile. Il Buddha diceva: «Ama te stesso. Osserva, oggi, domani, sempre». Il messaggio era chiaro e l'equazione semplice semplice (a dirsi più che a farsi si intende): «Non ti salva nessuno se non te stesso. Osserva il mondo delle illusioni che ti circondano e liberatene per essere felice».
Insomma, si sintetizza per non tediare i lettori con un polpettone filosofico-teologico, nel Buddhismo (quello maiuscolo) ci sono solo 4 verità immutabili: «senti il giusto, pensa il giusto, dì il giusto e agisci nel giusto». Tutto il resto è fuffa. Shakyamuni non ha mai detto: «Prega e i tuoi desideri saranno esauditi». Eppure, è proprio questo il messaggio per accalappiare gli “sfigati” di tutto il mondo. La soluzione a tutti i problemi esistenziali e materiali: la pratica buddhista. La Soka Gakkai è una componente giapponese del Buddhismo. Improntata sulle parole e gli scritti di un monaco, Nichiren Daishonin, che seppe fare un abile marketing del “sutra del Loto”, le ultime parole che pare il Buddha abbia trasmesso ai suoi discepoli. Al momento (e da circa 40 anni) è presieduta dal signor Daisaku Ikeda, che a Tokyo ha fondato un partito, il Komeito, alleato dei conservatori e che può contare su un pacchetto elettorale di 6 milioni di voti. La politica, evidentemente, è un'illusione “buona e giusta”, secondo i buddhisti (volutamente minuscoli) della Soka Gakkai.
La pratica (il termine preghiera non si usa) consiste nella ripetizione di un mantra (Nam-myo-ho-renge-kyo) in giapponese medievale. Nessuno è mai riuscito a capirlo, però dicono funzioni. I fedeli lo ripetono ossessivamente, ossia fanno “daimoku” mane e sera. Se oltre a ciò le parole vengono ripetute per diverse ore al giorno, la realizzazione dei propri desideri è pressoché immediata (dicono le guide della Soka Gakkai). Ma ad alcuni fedeli, seppur volenterosi, questo non accade, e allora, per mantenere unita e forte la comunità nella “pratica” ci si riunisce ogni giovedì nelle case dei co-credenti, per il cosiddetto “zadankai”, il meeting settimanale in cui si fa daimoku tutti insieme, in gruppi da 10 a 20 persone, a seconda della grandezza della casa. La tensione sociale della Soka Gakkai è encomiabile, ma i risultati sono scadenti. Dopo due anni di frequentazioni assidue (e pur essendo assai volenterosa) la scrivente non ha fatto altro che imbattersi in sfigati da competizione (me compresa, si intende).
Non un problema risolto, non un desiderio realizzato. Una volta ci si dedicò tutti a una notte di pratica per sostenere una ragazza cui era stato detto che non poteva avere figli. Miracolo! Allo zadankai successivo la ragazza dette il lieto annuncio: «Sono incinta». Chi scrive ricorda l'emozione dei baci e degli abbracci di quella piccola comunità e che il giorno successivo, gasata dal miracolo, si sparò ben 5 ore di “Nam-myo-ho-renge-kyo” senza soluzione di continuità. Ma, oltre a sentirsi stordita come dopo una serie di giri sulle montagne russe, nulla. Il desiderio era ancora lì, impietosamente irrealizzato. Peccato che dopo un paio di mesi la ragazza “miracolata” scoprì di essere rimasta vittima di una gravidanza isterica e, caduta nella depressione, tentò il suicidio (fortunatamente non le riuscì). Una storia terribile, che stride con i mega spot dei buddhisti (sempre minuscoli) prêt-a-porter.
Il mondo è zeppo di vip che “praticano”. Ha ceduto anche la “Regina del Rock and Roll”, Tina Turner, che ha cantato il “Nam-myo-ho-renge-kyo” al Larry King Show (con una voce incantevole, peraltro). E poi Orlando Bloom, la star del Signore degli Anelli e dei Pirati dei Caraibi, che ha dichiarato più volte di essere stato salvato da Nichiren Daishonin, sottolineando l'aspetto “pratico” della sua fede: «La filosofia che ho abbracciato - dice Bloom - non consiste nello stare seduti sotto un albero e studiare il mio ombelico, ma consiste nell'osservare quello che mi capita ogni giorno e utilizzarlo come carburante per una vita alla grande». Insomma, come dire che Buddha (quello maiuscolo) è stato un fesso. Tutta quella perdita di tempo sotto un albero per poi raggiungere l'Illuminazione, senza neanche avere una Ferrari sotto il sedere. Che imbecille quello Shakyamuni e dire che era pure un principe!
E anche in Italia i vip che accorrono sono diversi. E tutti agguerriti. Praticano ogni giorno, recitano i daimoku la mattina e la sera, fanno le riunioni settimanali, aprono le loro case anche a sconosciuti come chi scrive. È lo spirito della comunità. Così fece anche Sabina Guzzanti, all'incirca quattro-cinque anni fa. Durante uno zadankai nella sua casa romana espresse il suo desiderio, quello per cui praticava col cuore ogni “santo” giorno: «La morte di Silvio Berlusconi». La condivisione del desiderio da parte di Sabina (come fanno tutti, mettendosi allo scoperto di fronte a una folla di perfetti sconosciuti) scatenò l'ilarità dei fedeli raccolti. Morte politica, si intende, visto che Berlusconi era all'epoca saldamente presidente del Consiglio. Ennesima conferma che qualcosa nel mitico “sutra del Loto” evidentemente non funziona, visto che lo è ancora. Comunque, da quella sera chi scrive si dissociò. E cominciò a non frequentare più certe case e a scrivere il termine Buddhismo o con la maiuscola o con la minuscola. Senza per questo voler dare alcun giudizio, si intende, perché la mia religione lo proibisce fermamente.
mercoledì, 24 febbraio 2010
commenti dei lettori
7 commenti presenti
silvia palombi
13 apr 2010 18:24
che peccato, poteva essere un bell'articolo e invece è infarcito di sciocchezze che si fatica a disgiungere dalla malafede. potreste dare la parola a un buddista felice di praticare, così, tanto per sentire entrambe le campane. ma forse è pretender troppo.
Amelya Sachs
04 mar 2010 00:02
Concordo assolutamente sull'uso della maiuscola e della minuscola: quello di certe sette tipo Soka non è proprio Buddismo. Già il solo fatto che si arroghino il diritto alla certezza assoluta (il loro è l'unico 'vero buddismo') quando Shakyamuni insegnò per prima cosa a dubitare di ogni maestro o sedicente tale (cfr. Kamala Sutta) la dice lunga.
Complimenti per non esserci 'cascata', o perlomeno non troppo a lungo. Chi scrive ne è venuta fuori dopo ben 8 anni, e grazie ad un processo collettivo di demistificazione e liberazione all'interno del quale ha stabilito rapporti (questa volta sì) duraturi di amicizia e stima.
Oggi non mi sento più di dire che sono buddista o Buddista, mi limito a parlare del 'mio Buddismo' alla stessa maniera in cui Monsieur Ibrahim (del celebre "Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano) parlava del 'suo Corano'.
Un saluto solidale
Amelya Sachs
Rob De Matt
03 mar 2010 12:38
La frase riportata da "Marta", cioè "i desideri terreni sono illuminazione" (bonno soku bodai) è proprio il punto controverso. Nel buddhismo classico (mi verrebbe da dire quello "vero", cioè condiviso dalla totalità delle scuole buddhiste degne di questo nome), "bonno" è la traduzione della parola sanscrita klesa (pali kilesa), che significa "contaminazione". Al riguardo c'è un sutra canonico, MN 22, in cui il Buddha rimprovera con un'asprezza inusitata un monaco che sosteneva proprio teoria la teoria della SG e cioè, appunto, che gli impedimenti (bonno) non sono tali per tutti. Vedi http://www.canonepali.net/mn/mn_22.htm
letterio siclari
25 feb 2010 11:55
"La religione pura e semplice davanti a Dio Padre é la seguente: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro necessità, e non lasciarsi sporcare da questo mondo." In principio fu il Verbo, poi le chiacchiere. Saluti.
franco
25 feb 2010 09:48
mi sembra un intervento Molto superficiale.e, ha fatto bene a dissociarsi dalla Soka, portare ad esempio che la Guzzanti non ha ragguinto il suo desiderio, perchè Berlusconi non e morto politicamente, è una grande stronzata nei termini e, dimostra la NON conoscenza della pratica, infatti noi chiediamo sempre il bene delle persone, anche per quelle che non ci piacciono....in tanti anni di pratica, non ho mai visto vip....ho incontrato persone che poi hanno fatto altre scelte liberamente e, siamo rimasti amici a prescindere...vedi Anna, hai scelto di abbandonare ma, era il momento di insistere.....buona vita...
mirella fiorillo
24 feb 2010 19:38
Sono arrivata anche io alle stesse conclusioni dopo 4 anni di pratica : il Buddismo e'
cosa troppo seria e difficile soprattutto per noi "occidentali" non si nutre della nostra
filosofia di vita e non puo' essere volgarizzato all'ottenimento di un desiderio materiale
E' stata comunque una esperienza che non rinnego ma stranamente non mi sono
rimaste relazioni umane ancora valide dopo quegli incontri tranne per il ricordo di persone
molto sfortunate che traevano beneficio nella certezza di riuscire.
marta
24 feb 2010 18:52
mi sono imbattuta per caso in questo pezzetto simpatico e non resisto alla tentazione di lasciare un post. è vero che i buddismi sono tanti, com'è vero che ikeda è anche uomo politico nel suo paese. aggiungo: è vero che un essere umano spesso vive offuscato dalle cosiddette illusioni. crede di diventare felice solo se si riproduce, oppure se guadagna tanto, se ha una bella casa, se guarisce da una malattia, se vince le elezioni politiche, se trova un amore.. insomma, condiziona la propria felicità al verificarsi di un evento esterno. vorrei aggiungere che questo modo di pensare non porta lontano. chi recita nam-myoho-renghe-kyo prima o poi impara sulla propria pelle che "i desideri terreni sono illuminazione" (bonno soku bodai). vuol dire che i desideri sono da perseguire e raggiungere, ma sono essenzialmente strumentali al miglioramento di sé. l'obiettivo è essere sereni e a proprio agio comunque, e insegnare come si fa. la ricetta è una, ma la manifestazione della vita è assai varia. un caro saluto (molto buddista)
foto del giorno
Lussana: Cooperative sotto controllo dei Comuni soggette al fisco