venerdì, 30 luglio 2010 ore 04:32

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Il Lazio non era sanabile

Editoriale

©Alessandro Paris/Lapresse Roma 28-02-2008 interni TAR Nella foto : TAR, Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, targa

Come finirà, per essere onesti, nessuno lo sa. La battaglia giudiziaria continua. E a questo punto è probabile che proseguirà anche dopo il voto.

Ma quello che è chiaro è che il decretino del governo è stato sonoramente bocciato dal Tar del Lazio, il quale ha deciso di non applicarlo, di considerarlo cioè del tutto inutile. Primo, perché secondo il Tar la materia elettorale è regolata da una legge regionale (stesso argomento del ricorso alla Consulta presentato della Regione Lazio), e dunque non può essere modificata dal governo centrale.
Secondo, perché per quanto il decreto s'inventasse che basta essere nel palazzo all'ora stabilita per poter presentare la lista, nel palazzo i rappresentanti del Pdl non c'erano proprio, e comunque non si può presumere che ci fosse la documentazione, visto che non l'hanno presentata.

La sentenza del Tar conferma ciò che era evidente a chiunque fosse dotato di buon senso e che il Riformista aveva più volte segnalato: la situazione del Lazio era completamente diversa da quella della Lombardia. Qui il Tar ha accolto il ricorso di Formigoni anche senza l'aiutino del decreto, in Lazio il Tar ha respinto quella della Polverini anche con l'aiutino. Non si poteva e non si doveva confondere con l'imperio della legge le due situazioni, anche politicamente imparagonabili: in Lombardia l'esclusione avrebbe riguardato il candidato e tutto il centrodestra, in Lazio riguarda solo la lista del Pdl nella circoscrizione di Roma, ma non il candidato né il centrodestra. Formigoni e Polverini sulla lista ci saranno entrambi: dunque il diritto di voto è garantito.

Seconda osservazione: la sentenza conferma la correttezza della firma di Napolitano. Il decreto non cambiava le regole a partita in corso, le interpretava. I giudici hanno dunque potuto decidere liberamente su quella interpretazione. La giurisdizione non è stata loro sottratta.

Infine due domande: salvato Formigoni, non sarebbe meglio rinunciare all'impuntatura sul Lazio, che rischia di togliere al Pdl più voti di quanti gliene porterebbe a Roma? Secondo, visto l'esito che ha avuto in Lombardia e quello che ha avuto in Lazio, non è che il decretino l'ha scritto Maroni?

martedì, 9 marzo 2010

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commenti dei lettori

23 commenti presenti

michele

10 mar 2010 11:03

Egregio Direttore: per mettere a posto il guazzabuglio delle liste a Roma ( creato forse ad arte dai sicuri perdenti avallati e perchè no consigliati da giudici guevaristi ) basterebbe che coloro che hanno sempre in bocca la COSTITUZIONE ( e magari non la conoscono ) accettassero di applicare ,e non interpretare pro domo sua ,gli articoli N° 1 e N° 48 della stessa. Ma ci pensa alla figuraccia e allo smacco per questi presunti politicanti da strapazzo se nonostante le procure amiche a Roma vincesse la Polverini? Roba da suicidarsi ( politicamente , si intende ) e ritirasi a vita privata a Capalbio e rivangare i bei tempi della dittatura del proletariato dell' URSS. , e sperare che torni baffone. Distinti saluti

Alessandro p2

10 mar 2010 10:29

il cetrodestro tutti compreso ,Berlusconi ..devono ricordarsi le regole vanno rispettate in tutti i modi sono rammaricato per la leggerezza che sta assumendo questa situazione.Spiacente per il centrodestro e i sui elettori che se non si paga una bolletta nella data stabilita si paga la mora.Atteniamoci alle regole stabilite Dalla costutizione.Le anime si stanno riscaldando.

Bruno Pierozzi

10 mar 2010 09:40

Ho letto molte baggianate sugli interventi del forum in merito al TAR. Il Tar essendo ormei le leggi elettorali regionali di competenza della regione (ogni regione ha la sua legge elettorale) hanno piena potestà. Il Decreto legge governativo è invece fuori dalla attuale normativa federalista vigente in quanto impone alla regione un intervento regolatore che non è di sua competenza. I comuni non hanno potestà legislativa, ma solo regolamentare (fanno regolamenti applicativi delle loro deliberazioni e di leggi regionali e statali nelle qualio hanno deleghe ad intervenire) quindi non esiste nell'ordinamento vigente la possibilità di conflitto tra legge regionale e intervento comunale. Napolitano ha commesso un errore concedendo la firma al decreto legge governativo in quanto doveva sapere che la competenza in materia elettorale regionale è a carico degli organismi di controllo regionali e quindi del TAR e che un intervento sovraordinatore non può essere lecito, se non per modificare l'ordinamento legislativo generale di riferimento ('articoli 117 e 122 della Costituzione) legge 59/97 e Dlgs 112/98. Le leggi esistono sono chiare e vanno solo applicate. Il centrodestra che ha condiviso e accettato in toto il federalismo amministrativo e fiscale non può ora gridare all'imbroglio. Se sono degli incapaci e truffatori non è colpa del centrosinistra.

pasquale

10 mar 2010 09:04

x Giuseppe Fumagalli caro amico sono di Napoli e credimi il problema della spazzatura lo vissuto io in prima persona e non era non è un problema di "cosi' poco", e se cosi' fosse perchè non è riuscito a risolverlo il governo di sinistra , vuol dire che erano proprio scarsi, ricordi gli amici di sinistra due anni fà:la prima cosa fu quella di mettere un ticket di 10 euro per un pronto soccorso in ospedale, poi misero in piedi la questione dei Dico..poi facevano le leggi poi scendevano in piazza per contestarle, e poi dare un tetto veloce a chi subito una disgrazia come il terremoto in Abruzzo non è stata neanche un impresa da poco con o senza aiuti..e poi caro amico ricordati che l'italia è da anni che un paese "anarchico" restio alle regole è nel suo Dna, ho sentito un politico Idv stamattina su di un canale privato che commentando un articolo su delle rapine fatte da ragazzi addossava questi reati al premier allora a Napoli si spara da 50 annil, la colpa sarebbe allora di De Gasperi, Spadolini,Andreotti.Moro,DAlema,prodi poi chicca finale: il premier si fa' leggi adpersonam per nn farsi processare,già la parola"processare" evoca brutti ricordi...ma poi da chi dovrebbe farsi processare il premier?.da quei giudici he barano sulle date di prescrizione, da quei giudici che fanno parlare Spatuzza perchè ha saputo da Graviano che poi lo smentisce non era piu' semplice sentire prima Graviano(Dubbioooo!!!) oppure da quei giudici che interrogano Ciancimino junior che una corte ha giudicato inattendibbile si ricorda non si ricorda prima il padre conosceva direttamente dell'Utri adesso. no.... MI RICORDA UN FILM DI TOTO'E PEPPINO DIVISI A BERLINO..QUANDO TOTO' INTERROGATO DAI GIUDICI SOVIETICI..PRETESE UN SUO AVVOCATO E' LO STESSO GIUDICE CHE LO INTERROGAVO GLI RISPOSE: SONO IO IL TUO AVVOCATO GLI RISPOSE IL GIUDICE SOVIETICO: E TOTO' CON UNA MIMICA TUTTA NAPOLETANO LO GUARDO ED ESCAMO' SCONFORTATO: AHHHHHHH STIAMO A CAVALLO.... BUONA GIORNATA A DESTAR E A SINISTRA

daniele

10 mar 2010 09:02

Caro Mario, quante inesattezze ( forse dovute alla informazione deviata che sentiamo tutti i giorni sui TG); il TAR non ha dichiarato nessuna incostituzionalità, ma non ha tenuto conto del Decreto in quanto non applicabile alla regione Lazio ( disciplinata autonomamente in materia); nel Lazio è evidente a tutti, che è stato fatto un gran pasticcio dagli "uomini del fare del PDL" e che sia stato provato a risolvere con una forzatura democratica; sarebbe stato molto più opportuno riconoscere fin dall'inizio l'errore, chiedere scusa, coinvolgere tutte le forze politiche su una soluzione condivisa per risolvere il problema ( ad esempio rinviare le elezioni nel Lazio); questo sarebbe stato un modo serio di operare da parte del governo, invece di attaccare i giudici e gridare al complotto; ogni persona seria dovrebbe riconoscere ciò, invece di inventarsi teorie a fantomatiche interpretazioni della legge

FrancoPo.

10 mar 2010 07:21

Sono d'accordo con Mario Nanni quanto a interpretazione ma anche con Polito quanto a soluzione. Si vada al voto così come ci si trova e la prossima volta affidiamo le liste a qualcuno che sia più accorto. Non mi pare il caso di farne un caso nazionale. Solo un dubbio: qualora il Consiglio di Stato dovesse dare ragione al Pdl, le elezioni nel Lazio verrebbero annullate? In questo caso sarebbe di buon senso un semplice rinvio.

v fontinella

10 mar 2010 00:55

Meno male che il torto lo sta subendo il governo in carica, figurarsi fosse all`opposizione. La faccia tosta di voler picchiare l`avversario che e´scivolato, lascia capire con chi si ha a che fare.

All'estero ci prendono tutti in giro!

10 mar 2010 00:34

Ma perche all'estero ci prendono tutti in giro??? El Pais ci dice che "La strategia di Berlusconi sembra aver perso qualsiasi altro orizzonte che non sia quello di garantire la propria immunità, spostando periodicamente l’attenzione verso problemi spesso artificiosi. Nel frattempo l’Italia continua ad avvicinarsi al baratro." L'Economist, il Wall Street Journal che sono tradizionalemnete di destra ... ci dicono quanto pena faccia il governo Berlusconi. Perche all'estero ne sono tutti convinto e noi no? Lo chiedo alle truppe di scrittori di commenti di destra.

lupimor@gmail.com

10 mar 2010 00:28

Caro Direttore, per me chi sbaglia deve pagare. E' un principio così evidente che nei secoli s'è sempre fatto di tutto, da parte di tutti, per aggirarlo. Ma questa è solo una battuta. Lei metterebbe la mano sul fuoco per sostenere che il pasticciaccio brutto del Lazio sia totalmente dovuto all'imbecille condotta dei due (ex FI ed ex AN), incaricati di consegnare, nel tempo debito, la lista? Ammesso che stessero litigando per un nome da cambiare, non potevano guardare l'orologio, anziché suicidarsi?" A chi ha portato vantaggi? Al cospetto del miserevole risultato prodotto sembra che l'unico penalizzato, anche a ragione, sia Il PdL, o una parte di esso. Non ho mai amato e sposato la dietrologia, però mi sembra veramente insoddisfacente ridurre tutto ad una "goliardata cretina" degli incaricati. Se poi, così dovesse chiaramente risultare, panino o no, prima di continuare ad arrampicarmi sugli specchi, se fossi Il Cav. toglierei il disturbo. Primo, perché dovrei riconoscere d'essermi sbagliato nella scelta delle persone, non di quei due, ma di altre, incapaci, arruffone e inaffidabili, magari infide, e quindi aver mancato il primo e più decisivo compito di un leader: la scelta appropriata dei collaboratori. Secondo, perché sarei curioso di vedere come se la caverebbero mentre io mi gusto le più esotiche spiagge del pianeta. Quanti orfani trasversali si lascerebbe dietro! Sarebbe uno spettacolo tutto da godere: assistere agli sbudellamenti vari e alla vista di come, ancora una volta, si prenderebbero per i fondelli i popoli viola, rossi, bianchi, bianchicci e arcobaleno. E gli azzurri? Beh! Perlomeno loro non si farebbero illusioni. Cordialmente Moreno Lupi

X Mario Nanni

10 mar 2010 00:28

.... lascia perdere ..... non e' terreno tuo questo e si vede. La tua analisi e' grossolana. Certo e' complessa e talvolta di non facile interpretazione, ma certo non e' un caso cosi palese come incorrettamente la presenti.

Mario Nanni

09 mar 2010 20:21

Il Tar non può dichiarare incostituzionale un decreto oppure una legge e per il fatto di averlo dichiarato ha commesso un arbitrio. tale postestà appartiene alla Consulta. Le Regioni hanno autonomia legislativa ma entro i principi della legge nazionale. Il Tar del Lazio ha creato una confusione enorme, perchè lascia intendere che la regione Lazio è una regione Indipendente. Inoltre stabilire i principi di una legge dello Stato non appartiene certamente alle regioni, che devono disciplinatamente uniformarsi.

Giuseppe Fumagalli

09 mar 2010 19:31

Il "partito del fare" va bene quando si tratta di spostare spazzatura e consegnare villette (costruite dai volontari del Trentino!!!): un po' poco, se si vuole governare un paese complesso come l'Italia. Ma se appena si avventura su un tema più grosso di lui, il "partito del fare" sconta quello che chiunque abbia una minima esperienza di lavoro conosce: il "fare" va coniugato con efficienza (fare bene le cose) e efficacia (fare le cose che servono). Questi due concetti sono piuttosto ostici a Berlusconi e al PDL ... e allora i casini a ripetizione: con i vari lodi, con leggi fatte di corsa in modo abborracciato, e con questo dl salvaliste che fa pena solo a leggerlo (e cacciare a pedate chi lo ha messo giù?), figuriamoci ad applicarlo!!! Caro sig. Berlusconi, prima di "fare" occorre "PENSARE" ... se si è in grado, se no meglio andare a casa.

franco

09 mar 2010 19:31

si doveva andare a votare subito dopo il caso Marrazzo ma, siccome il cdx è educato, ha accettato la proroga......adesso ci sarebbe la polverini e saremmo a posto..

Bruno Piccioli

09 mar 2010 18:34

Che ne dice, dr Polito, di fare un pò di chiarezza sul DECRETO LEGGE. E' vero che è immediatamente operativo? E' vero che deve essere convertito in legge entro 60 giorni? Allora come si fa a fare un Decreto Legge per disciplinare un evento che avviene sicuramente prima della sua conversione in Legge? Se poi questo non avviene l'evento in oggetto, disciplinato dal decreto, deve essere annullato? Non sembra questo aspetto già di forte rilevanza Costituzionale (anzi anticostituzionale). Non sono un dotto giurista ma so fare due più due.

Fernando

09 mar 2010 17:37

Se la legge Regionale si sovrappone a quella dello Stato, anche la legge Comunale si sovrappone a quella Regionale. Ne vedremo delle belle! Ma magari diranno che è stato solo uno scherzo.

carolini

09 mar 2010 17:14

La patria del diritto, finita incartata per eccesso di zelo da Giudici, che protestano con una carta in mano ancora da leggere.

Ugo Iezzi

09 mar 2010 17:11

Non sono un giurista, ma la questione del TAR mi sembra un po' stiracchiata. Il TAR decide sempre su materie di carattere regionale, per esempio in materia urbanistica. Anche lì le Regioni hanno autonomia, eppure il TAR interviene eccome.

bartolo f

09 mar 2010 17:05

La riprova, della nostra arretratezza derivata da mezzo secolo di incapaci. Gli imprenditori scappano

pasquale

09 mar 2010 16:53

come vedi avevo ragione io nel Lazio era diverso saluti Carlo PS cominque si può sempre fare un decreto che stabilisca il diritto di arbitrio e dire addio a 4 secoli di pensiero liberale

delusa da Berlusconi

09 mar 2010 15:30

Questa volta non mi e' piaciuto per nulla come il governo ha gestito la vicenda delle liste. Un vero pasticcio!

Bruno Pierozzi

09 mar 2010 13:39

Trovo davvero sconvolgente il comportamento della stampa della destra in merito alla vicenda della lista PdL nel Lazio. Sul Giornale e Libero si accusa il Tar di aver considerato ininfluente il decreto del governo e di aver nei fatti deleggittimato il Presidente della Repubblica. Il Presidente ha solo firmato un decreto che riteneva conforme alle regole costituzionali, la destra dimentica che non siamo in una repubblica presidenziale (per fortuna) e dunque il Presidente deve essere solo un garante del corretto svolgimento istituzionale, punto. Si ritorna poi sul solito ritornello che si vuole eliminare la destra per via giudiziaria. Ma ciò che più mi sconvolge non è la "teoria del complotto" ma il fatton che si ritenga ogni istituto di garanzia, che non accetta il punto di vista del governo, come "nemico pregiudiziale della destra". Ieri su una trasmissione televisiva l'On Santanché dopo una intervista al Presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida (che non ha acoltato nei contenuti) ha avuto l'ardire di affermare che era stato intervistato un rappresentante della sinistra e quindi preventivamente contrario all'ammissione del PdL nel Lazio! Ecco questa è l'odierna cultura istituzionale e di governo della destra al potere. Continuo perciò ad avere seri timori per la democrazia in Italia, ora più che mai. C'è un attacco alle istituzioni e ai loro organismi di rappresentanza, un nuovo e virulento attacco ai diritti dei lavoratori con la messa in mora dell'articolo 18, c'è la proposizione dell'impunità per legge dei reati di tutte le maggiori cariche istituzionali. Mancano solo i carri armati e poi siamo al completo. C'è un solo imperativo: cacciarli dal governo del Paese.

Enrico Antonioni

09 mar 2010 12:50

Non è che "secondo il TAR" la materia elettorale è regolata da una legge regionale". Si tratta di un fatto oggettivo. Con la riforma del Titolo V ciascuna regione adotta la propria legge elettorale nell'ambito dei principi stabiliti da legge dello Stato. I principi sono stati stabiliti con legge 165/2004, chiunque può controllare sul sito del Parlamanto. Il Lazio ha adottato la legge elettorale con l.r. 2/2005. Soltanto due regioni non hanno adottato la propria legge elettorale e continuano ad utilizzare il "Tatarellum": Lombardia ed Emilia Romagna. E' evidente che una "interpretazione autentica" di una norma può essere adottata dal medesimo organo della norma da interpretare e con atto del medesimo rango. Altrimenti non si tratterebbe di interpretazione autentica. Se ne deduce che il decreto legge adottato dal Governo è valido soltanto per la Lombardia e per l'Emilia Romagna. Un decreto del tutto inutile insomma. Fossi un esponente del PDL non ringrazierei affatto il presidente della Repubblica che non si è "accorto" della cosa. Conoscendone la finezza e l'attenzione. Una brutta figura di proporzioni monumentali. Da parte del Governo, non di Napolitano.

Bruno Piccioli

09 mar 2010 12:20

Egr. Dr Polito, Volevo chiederle se, con il suo giornale, potesse darci lo stato dei fatti, se non altro per quanto riguarda il Lazio con particolare sottolineatura per Roma, ad una certa ora del giorno. Magari un'ora prima della stampa del quotidiano. In questo stato dei fatti ci dovrebbe dire, nell'ordine: - La Bonino conferma la sua candidatura, pone qualche dubbio, cede alle insistenze di Marco. - La lista Polverini c'è, non c,è è previsto l'ennesimo ricorso. - La lista del PdL c'è, non c'è è previsto l'ennesimo ricorso. - Bersani sta con Di Pietro: certamente, forse, vedremo domani. - Casini.....???