venerdì, 30 luglio 2010 ore 04:45

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«Che figuraccia nel Lazio. Se ci fosse stata la Lega...»
di Alessandro Da Rold

Luca Zaia. Il candidato del Carroccio in Veneto sul caos liste: «Certe cose bisognerebbe evitarle, anche perché difficilmente si riescono a spiegare all’elettorato».

©LaPresse 3-3-2010 OGM: Zaia, chiederemo clausola salvaguardia Ue Nella foto Luca Zaia foto di repertorio

«È chiaro che certe figuracce bisognerebbe evitarle, anche perché poi difficilmente si riescono a spiegare all’elettorato. Non mi sento, però, di condannare qualcuno: non rientro nella categoria di coloro che infieriscono sugli errori degli altri». Luca Zaia, ministro per l’Agricoltura della Lega Nord, candidato alla regione Veneto, vorrebbe iniziare a parlare di programmi («Di questa storia non se ne può davvero più» sbotta), ma il caos liste in Lombardia e Lazio, con lo strascico del decreto interpretativo, continua a tenere banco tra le fila della politica italiana.

La vicenda delle liste rischia di far perdere voti alla coalizione di centrodestra?
Assolutamente no. Lo dico sondaggi alla mano. E se la regola vale per me, vale pure per i miei colleghi.

In Veneto siete molti forti e lo scarto potrebbe essere minimo. Ma in Piemonte c’è un testa a testa che si gioca su filo del rasoio. In questo caso non rischiate di perdere qualche voto per strada?
L’importante è uscire velocemente da tutta questa vicenda, con la massima serenità e difendendo l’operato del presidente della Repubblica. Allo stesso tempo, prestiamo attenzione a quello che sta combinando il Partito democratico che sabato parteciperà a una manifestazione insieme ad Antonio Di Pietro: di voti rischiano di perderne più loro.

Sente di muovere qualche appunto alla vicenda lombarda?
In Lombardia abbiamo assistito a una polemica senza precedenti: un polverone inutile. Sono stati alzati alla massima potenza errori formali per farne dibattito politico. Siamo nell’Italia dell’autocertificazione e si tenta di affossare una lista per la mancanza di alcuni timbri: sono polemiche che non esistono.

Eppure in Veneto di questi problemi non ne avete avuti.
Abbiamo presentato le carte con il Pdl e tutto è andato per il verso giusto. Lo ripeto: non mi sento di condannare gli alleati lombardi. Sono cose che possono succedere, che riguardano aspetti formali, più che sostanziali. Si possono evitare, certo, ma il Tar ha ampiamente riconosciuto la legittimità della lista Formigoni, prendendo una decisione in completa autonomia.

E nel Lazio, con la lista del Pdl?
C’è stato un mega pasticcio e non voglio addentrarmi in dinamiche che non conosco. Renata Polverini ha tutta la mia solidarietà, spero possa far bene.

In questa regione, però, c’è ancora il rischio di rinvio delle elezioni.
Ora è tutto in mano ai tribunali. È la dimostrazione che il decreto interpretativo non ha toccato la legge, ma solo alcuni aspetti formali.

Il dl non ha rappresentato una forzatura da parte dell’esecutivo?
Per nessun motivo. Non si tratta di un golpe e il modo in cui si sono espressi i tribunali regionali lo dimostra a pieno.

Non si sarebbe potuto evitare questo provvedimento da parte del governo? Non ha aggrovigliato ancora di più questo guazzabuglio giuridico?
È stato giusto vararlo. Qualcuno in Italia ha pensato di lasciar fuori una parte consistente di elettori dal voto di fine marzo, nel più totale disprezzo della democrazia. Il mio plauso va al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che con un gesto eroico ha scongiurato la possibilità che si votasse senza il centrodestra.

Da tutta questa storia, voi della Lega ne uscite puliti? Ignazio La Russa ha spartito con voi le responsabilità in Lombardia.
La Lega Nord sa benissimo come si presentano le liste. Siamo stati all’opposizione per diversi anni, passando attraverso forche che oserei definire caudine.
Quindi qualche critica agli alleati si potrebbe anche muovere.
Non rientro nella categoria di coloro che si mettono a ridere per gli errori degli altri.

E il Partito Democratico?
Credo che in cuor loro avrebbero evitato di intraprendere questa sceneggiata. Vivono tra due fuochi incrociati. Da un lato la maggioranza che si difende e dall’altra Di Pietro, che non perde occasione per attaccarci. Sabato assisteremo a questa discesa in piazza imbarazzante. Voglio proprio vedere se Di Pietro avrà il coraggio di chiedere nuovamente l’impeachment per Napolitano. E mi domando come si comporterà il centrosinistra.

E cosa farà secondo lei?
Spero non continui ad appendersi a questi vizi di forma. Se l’opposizione vuole attaccarci lo faccia sui programmi, confrontandosi lealmente.

mercoledì, 10 marzo 2010

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commenti dei lettori

1 commento presente

carlo de frejus

10 mar 2010 17:05

Piu chiaro di cosi´, puo esserlo un disegnino.