lunedì, 21 maggio 2012 ore 10:52

Prima pagina

Il Paese dei detenuti in attesa di confessione
di Peppino Caldarola

Procedura penale? Da Scaglia a Frisullo, passando per la mamma di Genova accusata di aver ucciso il figlio, la cronaca offre storie clamorose di detenuti senza condanna. Altre si svolgono nell'ombra dell'anonimato. Uno scandalo tutto italiano. E tra tante ipotesi di riforma della giustizia, nessuna sfiora il tema.


C’è un volto della giustizia italiana che fa paura. È quello rivelato dalla pratica costante della carcerazione preventiva che chiude negli istituti penitenziari innocenti e probabili colpevoli prima ancora di un processo e di una sentenza. Sono migliaia in Italia i detenuti in attesa di giudizio, aspettando in celle affollate che la magistratura compia, con tempi lunghissimi, il suo lavoro.

Qualche volta la cronaca si imbatte in casi clamorosi. È accaduto tempo fa al padre dei fratellini di Gravina sbattuto in galera con l’accusa di aver ucciso i suoi figli e di aver nascosto i loro corpi che poi sono stati trovati vicino casa, precipitati senza violenza da un edificio diroccato. È accaduto all’ex presidente della regione Abruzzo chiuso in un regime carcerario odioso e che a tutt’oggi non sa ancora di quali colpe è stato accusato malgrado la sua vicenda abbia provocato un vero e proprio terremoto politico con le sue dimissioni, l’anticipo delle elezioni e la vittoria della parte a lui avversa. Non ci sono solo storie di ieri, ne vogliamo raccontare almeno tre che invece sono più recenti e alcune ancora in corso.

Meno di venti giorni fa lo stesso destino del padre dei fratellini di Gravina è toccato a Katerina Mathas, una giovane donna di Genova accusata di aver ucciso con la complicità del fidanzato suo figlio con terribili sevizie. La Mathas si è fatta sedici giorni di carcerazione preventiva, è stata indicata dai media come una terribile infanticida e poi sia il pm sia il gip l’hanno scarcerata perché non c’erano prove a sorreggere l’accusa. Ma nelle carceri italiane ci sono anche, fra gli altri, due detenuti eccellenti, di quelli che per aver ricoperto posizioni di potere e per l’odiosità delle colpe addebitategli vengono considerati dalla pubblica opinione come colpevoli prima che un tribunale ne accerti la responsabilità.

Uno è Silvio Scaglia l’ex amministratore delegato di Fastweb accusato con altri di una maxi-truffa e inseguito da un mandato di cattura internazionale. A fine febbraio Scaglia torna in Italia e viene rinchiuso a Rebibbia, quindi nei suoi confronti non potrebbe valere il sospetto di aver cercato la fuga visto che era nelle Antille e ha scelto spontaneamente di consegnarsi ai suoi giudici. Scaglia per di più si dimette dal consiglio di amministrazione di Fastweb quindi non è più in grado di svolgere attività che possano manipolare le eventuali prove a suo carico. Eppure da fine febbraio è in carcere come un delinquente comune senza che alcun tribunale abbia finora accertato la sua colpevolezza. Probabilmente viene sospettato di non aver rivelato tutto quello che sa, il che conferma che in Italia la carcerazione preventiva è la risorsa estrema dei magistrati per ottenere quella che non è più da secoli considerata in diritto la “prova regina”, cioè la confessione.

L’altro personaggio pubblico che ha passato Pasqua in galera è Sandro Frisullo, ex leader del Pd pugliese nonchè ex vicepresidente della Giunta Vendola. Frisullo si è allontanato da ogni attività politica e amministrativa all’indomani delle accuse formulate contro di lui. Ha ammesso la sua frequentazione con Tarantini e di aver goduto dei favori sessuali di alcune escort amiche del faccendiere pugliese. Ma Tarantini ha dichiarato di aver dato anche soldi, una tangente in cambio di favori. Frisullo invece nega che ciò sia mai accaduto. L’ex esponente del Pd pugliese è in carcere malgrado sia notoriamente una persona mal messa fisicamente che in carcere non può curare le numerose malattie di cui soffre. Eppure anche per lui non ci sono state pietà e equità. Finchè non confessa sarà detenuto.

Una politica che si rispetti e una magistratura efficiente dovrebbero aprire di comune accordo il dossier sulle carcerazioni preventive. Il carcere è il luogo terribile e giusto per imputati considerati colpevoli e a cui è stata comminata una pena rapportata alla gravità del reato. Il carcere dovrebbe essere escluso, invece, quando si sia ancora nella fase istruttoria e il cittadino va considerato, fino a prova contraria, innocente.

Non a caso lo stesso codice disciplina in modo severo le ipotesi di carcerazione preventiva. Invece nella realtà il carcere viene utilizzato come strumento estremo di pressione sull’indagato per costringerlo a confessare il reato di cui è accusato. Spesso il tempo della carcerazione si rivela non solo ingiusto in sé ma insopportabilmente lungo anche rispetto alla violazione della legalità ipotizzata. Accade che l’onere della prova non spetti più a chi accusa ma a chi è costretto a difendersi. Può accadere, ed è accaduto, che persone non in grado di reggere la condizione carceraria si siano auto-accusate per cercare di tornar libere.

Siamo di fronte a casi di violenza giudiziaria che dovrebbero far riflettere. Innanzitutto il governo. Sono anni che siamo sommersi da leggi e leggine che cercano la salvaguardia per il premier e per i suoi sodali, ma nulla si é fatto sullo scandalo della carcerazione preventiva. La stessa opposizione, così sensibile ai richiami giustizialisti, non si rende conto che limitare i casi di carcerazione preventiva non significa indebolire la magistratura ma applicare norme elementari di diritto. Se vogliamo parlare di riforma della giustizia partiamo da qui e non dalle intercettazioni.

martedì, 6 aprile 2010

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commenti dei lettori

13 commenti presenti

varicosavena

07 apr 2010 08:55

Ma possibile che non si riesca a far mente locale sul fatto che siamo tutti in libertà vigilata ? Dopo tangentopoli siamo tutti collusi, tutti colpevoli, tutti corrotti e tutti condannati. "Tutti facevano così". Ergo: ogniuno nel suo piccolo è colpevole di qualcosa e, se ben ci si pensa, è davvero così, fosse anche non aver indossato le cinture di sicurezza. La gestione del senso di colpa attraverso l'interdizione totale è in corso. Ecco dunque l'effetto Berlusca: uniti nell'evitare la galera...chiudendo il cancello con le nostre mani. Niente da fare, caro Peppino. Siamo un carcere a cielo aperto.

santangelo

07 apr 2010 04:29

Siamo alle solite. LEGGERE IL TESTO, PRIMA DI ANTICIPARE PARERI. Personalmente sono certo delle assimilazioni, Polizia cittadino, Magistrato cittadino, cosi come sono certo dell´uso che si fara della ruspa nelle Procure.

Franco

07 apr 2010 00:29

Condivido quasi totalmente, con l'esclusione della solita tirata contro "il premier e i suoi sodali", fatta forse per captatio benevolentiae nei confronti dei lettori della testata. Ma non è questo che vorrei commentare. Io contesterei la sua affermazione, fatta in più punti dell'articolo, dell'essere la carceraziene preventiva una "risorsa estrema" della magistratura. Niente di più falso, a mio modo di vedere. La carcerazione preventiva è invece uno strumento di corrente applicazione da parte della magistratura, somministrata al di fuori degli ambiti disciplinati dal codice. Ed è pur vero, e fa scandalo, la detenzione di Silvio Scaglia e Frisullo, come pure della madre. Quello che dovrebbe precoccupare (anche in relazione alle modalità di svolgimento dei processi, non solo per la carcerazione preventiva) sono quell'enorme massa di poveri cristi sbattuti in galera, e spessissimo condannati, senza una prova vera, senza un processo giusto, senza che nessuno si batta per loro. Pur con tutta l'indignazione procurata dai casi Scaglia e Frisullo, ai quali sia chiaro va tutta la mia solidarietà, sono certo che questi si risolveranno, almeno dal punto di vista processuale. E i poveracci?

Nicola

06 apr 2010 20:31

Esimio Dott. Caldarola, purtroppo la situazione è ancor più grave di quanto lei non creda. Alla "storica" inclinazione dell'A.G. a ricorrere alla cd. carcerazione preventiva, infatti, si accompagna, da tempo, una visione repressiva ed antigarantista (relativamente a taluni reati) da parte del Legislatore che, in spregio dei più basilari principi costituzionali, ha introdotto presunzioni di sussistenza di esigenze cautelari, nonché di adeguatezza della misura cautelare più dura - quella carceraria -, presunzioni che scattano, di diritto, in ragione della semplice valutazione di sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Per meglio chiarire, qualora siano contestati taluni reati (non certo quelli dei "colletti bianchi"), il Giudice si vede costretto ad applicare la misura inframuraria, salvo che non si dia prova della insussistenza delle sopra dette esigenze cautelari. E', cioè, di fatto invertito l'onere della prova in ordine a detto fondamentale elemento giustificante l'applicazione di una misura cautelare. Al Giudice non residua, peraltro, alcun margine di valutazione in ordine alla adeguatezza e proporzionalità della misura da applicare, essendo il Legislatore ad imporre la misura più greve. Per chi senta il bisogno di riscontrare quanto dico, suggerisco la lettura del comma 3 dell'art. 275 c.p.p.. In breve, il nostro Legislatore non si è semplicemente disinteressato della questione da Lei analizzata, ma ha fatto ben peggio, intervenendo in senso repressivo con modifiche che oggi possiamo ben considerare in contrasto con i principi che da sempre ispirano, in uno Stato di diritto, il ricorso alla misura cautelare. Chi è responsabile di certe novelle legislative non tenti, quindi, di scaricare l'intero peso delle attuali storture sulla sola Magistratura, ché si renderebbe colpevole di ipocrisia. Spero di avere offerto un utile contributo di riflessione in ordine al tema che Ella ha avuto il coraggio di trattare sulle pagine di un quotidiano. Con osservanza.

bubastis

06 apr 2010 19:22

La magistratura e le leggi attuali? Se uno ricorda che quello che, drogato e ubriaco, ha investito e ucciso a Roma due giovani in moto si è beccato 5 (dicasi cinque) anni perchè gli sono state riconosciute le attenuanti generiche, allora si capisce che la considerazione per le vittime non esiste. Infatti i colpevoli non sono mai colpevoli ma è sempre colpa di qualcosa d'altro, in generale la società corrotta e tutti gli altri bla bla dei sinceri democratici. Quando poi a finire nei guai è qualcuno di SX (tipo il Frisullo), allora pianti greci ma nessuno ha pianto per Cagliari che si è suicidato per via del virtuoso Di Pietro. Compagnucci della parrocchietta, state attenti perché può sempre succedere che salti fuori qualcuno a dire che il re è nudo, e allora tutta la vs. puzzolente presunzione può finire nel guano

di fusco

06 apr 2010 18:44

Per questo, urge riformare la giustizia. Berlusconi ce l´ha come priorita`, i cittadini piu di lui.

letterio siclari

06 apr 2010 17:50

ma la tortura non é proibita in italia ? - sia la carcerazione preventiva, sia altre forme tormentanti come la luce sempre accesa per chi é stato condannato in via definitiva, non sono forme aberranti di supplizio medioevali? che senso ha tormentare una persona "umana" che deve scontare l'ergastolo. vorrei capire. lilio email

Franco

06 apr 2010 17:16

La mamma di Genova ,anche se non ha confessato di avere ucciso il figlio,avrebbe dovuto marcire altro tempo in galera per il semplice fatto di avere abbandonato il proprio bambino per essere andata a cercarsi la cocaina. Un reato lo ha commesso di sicuro :abbandono di minore.

rosarossa

06 apr 2010 15:20

sono pugliese e seguo la vicenda di frisullo da un bel pò, cioè da quando a 10 gg dalle elezioni hannno deciso di arrestare il nostro vice presidente che aveva lasciato tutti gli incarichi di giunta e di partito dall'estate scorsa e che tutti sapevano e sanno che non sta bene. frisullo ha ammesso i suoi incontri, ma costringere in carcere una persona(malata che ha avuto 2 crisi ipoglicemiche in carcere e oggi non era neache in grado di rispondere all'interrogatorio) per attendere una confessione è quanto di più umiliante la giustizia possa fare.

Pirgi

06 apr 2010 15:13

continua di Pirgi su pene detenuti e confessioni.La gente e' stufa di buonismo,non certezza del diritto, e delle pene;che si' devon esser rieducative-ma anche repressive altrimenti senza sanzione ...il dannegiato avra' ragione...ma la "ragione e' dei fessi" e qui sono cittadini e stato italiano spesso ad "esser fatti fessi" dal piu' grande mafioso o tangentista fino al piu' piccolo e pericoloso barbone o rumeno che vive ai margini.... Allora perche' in America terra violenta e plutocratica l' ubriaco al volante dorme in cella da decenni-senza scandalo//poverino_ o il truffatore e' perseguito,a differenza che da noi dove deve maturare 4-5-10 condanne se non prescrivono prima?Perche' ? Io penso facesse comodo a molti per voto di scambio con le regioni piu' a contatto con la mafia// Previti fu eletto nella circoscrizione elettorale di ReggioCalabria.....e tanti altri..poi anche per favorire i milioni di italiani che incapparono almeno una volta loro in piccoli reati o infrazioni.E chi e' onesto e' il fesso di turno?? Ma la deriva e' auto producente reati immunita' lodi salva questo o quello condono ecc // Poi tutti si sentono in diritto di fare come Berlusconi o quanto meno di "fregarsene" come ricetta di civismo.Ma su questo tipo di dibattito vedo un muro chiuso a destra// come se un Premier non fosse un cittadino come gli altri,ma l' intoccabile e colui che non si discute/o si ama, o via attappargli la bocca.

claudio

06 apr 2010 13:31

Una seria riforma della giustizia deve prevedere: 1) l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale ( strumento utilizzato dai magistrati con grande discrezionalità perchè scelgono loro quale reato perseguire); 2) separazione delle carriere; 3) riforma del CSM ( dove si è mai visto che i controllati sono anche i controllori); 3) reponsabilità civile del magistrato ( sono gli unici che non rispondono a nessuno del loro operato); 4) valutazione periodica dell'operato dei magistrati ( sia in termini di produttività che di risultati raggiunti ). Bastano poche e sensate cose per riformare un sstema che produce molta inefficienza.

Enrico Antonioni

06 apr 2010 13:21

"Non li mettiamo in carcere per farli parlare, li scarceriamo quando parlano"........ bastano queste poche parole per sapere da dove è partito questo schifo. Per sapere chi l'ha giustificato e per quali motivi. L'articolo di Caldarola arriva con quasi venti anni di ritardo. Ed è anche, nella sua oggettiva verità, piuttosto ipocrita. L'articolo, beninteso, perché l'Autore potrebbe aver preso queste posizioni anche nel passato ed essere stato passato sotto silenzio.

pirgi

06 apr 2010 13:00

Non mi intendo appieno della materia,ma d' accordo c'e' qualche caso di uso coercitivo di carcerazione preventiva in attesa di confessione ...//... ma quanti colpevoli e rei confessi ed incalliti e recidivanti sono liberi o agli arresti domiciliari con pochissimi controlli? O appunto pluriprescritti come il Premier che e' circondato di "riciclatori neri" o peggio anche in odor di mafia? O come l' "egregio" signor -Poggiolini- e tantissimi altri di tangentopoli,calciopoli, e di quelli che spacciano droghe, od abusano di donne o bambini,o uccidono o commettono reati a iosa ,e possono continuare? Fino a 10/20 anni fa anche veri mostri appunto pedofili(non necessariamente religiosi) o trafficanti di droghe,o corruttori della pubblica amministrazione, o rapinatori, o deturpatori,ed inquinatori dell' ambiente prendevano qualche mese od anno di prigione per poi continuare o riconvertirsi in qualche altra attivita' delinquenziale meno rischiosa;o riuscivano con esperienza e furbizia a "delegare" i lavoretti piu' sporchi.---- La Dirigenza di Tangentopoli e' cambiata solo perche' son passati 18 anni ma e' sempre li'.----MI ricordo personalmente dei tossici anni '80, una piaga sociale quasi "accettata" da una societa' ed una giustizia inefficente e buonista(facevano dentro e fuori) come si diceva in gergo.Poi sono arrivati albanesi,poi zingari dell' est ed arabi e rumeni ubriachi e non e moldavi e neri.. e le loro mafie_La giustizia e' alla paralisi le carceri scoppiano// e Berlusconi per bocca del fido Alfano riesce a convincere che sarebbe perseguitato da Pm giudici CSM,magari perche' invidiosi§§!!?? Ed in tutte le TV ed i giornali,tranne alcune eccezioni,e' stra-assodato che e' cosi'. Da sempre sul Foglio/ su Libero/sulle varie testate Padane il nemico e' Di Pietro .Come lo e' per tanti ex commercianti falliti dopo l'avvento dell' euro e la crisi degli anni '90... fanno manipolo con la vecchia destra/ e la Lega che ha ammainato il cappio§!! _e che e' diventata iper-garantista,tranne che per gli stranieri///(Ma guarda caso!°) e tanti che non si identificano piu' con la sinistra troppo parolaia,e indietro sul problema della sicurezza e del rinnovamento della societa'.Per me il problema e' che in italia ci sono centinaia di migliaia di delinquenti sia per reati penali gravi, sia per reati civili meno gravi,ma ugualmente dannosi che posson continuare,solo con qualche incidente di percorso/processo avvocato,qualche soggiorno in carcere o domiciliari....... 5/10/20 anni e via...Insabbiamento-Prescrizione- Non luogo a procedere - Insufficenza di prove .....o Pene alternative E se poi si pensa solo ai diritti dell'imputato si arriva al paradosso odioso dell' impunita' diffusa/con associazioni di familiari di vittime di tante "stragi di stato" "misteri di stato" e di fughe eccellenti e di muri di gomma// di inchieste autoestintesi...Per cui viene una gran voglia di farsi giustizia da se',piuttosto che buttar soldi a fondo perduto,per avvocati e spese processuali per cause che durano appunto 5-20 anni con prove che non si trovano piu' e testimoni che muoiono di vecchiaia e forze dell' ordine stra stufe di fare un lavoro inutile/la legge e' troppo complicata contraddittoria salva tutti meno che la sicurezza ed il diritto. Saluti

foto del giorno

A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)