Siamo a 24. Tanti sono stati i suicidi nelle carceri italiane nei primi 4 mesi dell’anno. Ieri, l’ultimo; il centesimo se si contano gli ultimi 18 mesi. Una strage silenziosa, un morto ogni 4 giorni nel 2010. Nel frattempo, il centrodestra litiga. Oggi Alfano in Consiglio dei ministri proverà a fare chiarezza sul ddl svuota-carceri. Ieri, invece, se la prendeva con i giornali.
Infatti, Alfano ieri ha intimato: «Non provate a creare fittizie ragioni polemiche dentro la maggioranza». «Con Maroni - ha garantito - procederemo. Domani illustrerò la situazione al Consiglio dei ministri; dopo di che il ddl procederà in commissione, essendo stato calendarizzato il percorso del testo atteso in aula il 16 maggio». In mattinata Carlo Giovanardi aveva provato a rimettere insieme i cocci del giorno prima, definendo «comprensibili» le preoccupazioni dell’uno e dell’altro ministro. Si riferiva a quel «peggio di un indulto» pronunciato dal titolare del Viminale sul disegno di legge che potrebbe destinare ai domiciliari i circa 10mila detenuti ai quali manca da scontare ancora un anno, sul quale è da tempo al lavoro il Guardasigilli e sul quale, da tempo, Lega e Pdl non riescono a trovare un accordo.
«Non intendiamo procedere ad alcuna amnistia e indulto», rassicurava gli alleati, sempre ieri, Alfano, che ha aggiunto: «Nessun detenuto andrà in libertà». «Il ministro Alfano - è stata la risposta di Donatella Ferranti (Pd) - abbia il buon gusto di non mentire ai cittadini. Le dichiarazioni di Maroni sono molto chiare e lo scompiglio che hanno generato dimostrano che le polemiche e le spaccature sono vere e profonde». Nelle carceri, intanto, si continuava a morire.
Si chiamava Eraldo Di Magro, aveva 57 anni. Si è impiccato con i lacci delle scarpe nella sua cella nel carcere Bassone di Como. Era accusato di violenza ai danni di alcuni familiari. Sembra che da giorni rifiutasse il cibo e che sul calendario che aveva in cella avesse scritto la parola “fine” sulla casella del 6 maggio. Ieri, appunto. E agosto, il mese peggiore per i carcerati, è ancora lontano. O, almeno, così appare mentre, spiega Sandro Favi, responsabile carceri del Pd, è ormai dietro l’angolo, almeno per chi in carcere è rinchiuso. «Comunque riescano a mettersi d’accordo Alfano e Maroni - osserva Favi - e anche se riuscissero a trovare lo spazio per una corsia preferenziale con un decreto legge, il problema è che ormai siamo troppo in là. Per mettere in moto il meccanismo, bene che vada si arriva a settembre». Insomma, c’è da preoccuparsi.
Ma preoccupante la situazione delle carceri è da molto tempo. A parlare sono i numeri. I detenuti nelle carceri italiane sono 67.542 a fronte di una capienza regolamentare che non supera le 44.218 unità, secondo i dati del Dipartimento della amministrazione penitenziaria. Sempre stando a questi numeri, il 36,93% dei detenuti è straniero (24.944 in totale). I detenuti in attesa di giudizio sono 29.769 e raggiungono il 44% del totale. Ciò si significa, dunque, che quasi la metà di coloro che sono rinchiusi in carcere è rappresentata da semplici imputati, ovvero persone che ancora non sono state condannati in via definitiva. I condannati, invece, sono 35.852, il 53% del totale, mentre gli internati sono circa 1800.
L’emergenza è spalmata su tutto il territorio nazionale. Ogni regione, infatti, lamenta problemi simili. Celle che potrebbero ospitare non più di tre o quattro detenuti finiscono per essere occupate da oltre 10 persone sistemate su brande e letti a castello. E non sono casi eccezionali, come risulta dalle denunce dei sindacati della polizia penitenziaria. A volte, poi, mancano anche le brande e c’è chi finisce a dormire direttamente sul pavimento, soltanto col conforto di un materasso. A soffrire di più sono la Lombardia, la Sicilia, la Campania e il Lazio. Proprio nella capitale c’è forse il carcere più antico d’Italia, Regina Coeli, ospitato in una struttura del Seicento. In Abruzzo, invece, c’è la struttura più tristemente nota, quella di Sulmona ripetutamente finita sulle cronache a causa dei numerosi suicidi.
È, dunque, soprattutto il sovraffollamento il male di cui soffre l’universo carcerario italiano, quello che prima di tutti gli altri impegna la politica che però ancora non è riuscita a venirne a capo, nonostante abbia dato il via libera, in anni recenti, anche a un indulto i cui effetti, però, in mancanza di altri interventi sembrano già svaniti. E sovraffollamento non significa soltanto condizioni igieniche al limite ma anche il rischio di tensioni e aggressioni.
E poi c'è anche il problema del personale che manca e che, a volte, viene destinato ad altre mansioni. «Al Dap - spiega Favi - sono assegnate 804 unità di polizia penitenziaria. Circa 2.200 agenti sono sparsi in tutta Italia, assegnati alle mansioni più diverse e, tra questi, 456 sono addetti ai bar e agli spacci interni agli istituti. Altri 357 sono utilizzati per le scorte. Insomma, è inutile costruire nuove carceri se non ci si può mettere nuovo personale». E, secondo Favi, anche le 2mila assunzioni annunciate dal governo restano soltanto un annuncio. «Da quanto ci risulta - spiega - Alfano non considera tutti coloro che nel frattempo andranno in quiescenza. Alla fine, al massimo i nuovi saranno 300». Di quelle 2mila assunzioni si parlò nel gennaio scorso quando fu annunciato il piano carceri che dava al direttore del Dap poteri paragonabili a quelli di Guido Bertolaso e trasformava la questione carceri in una emergenza, anche in senso tecnico. Il primo annuncio del piano carceri risale al 2008. Da allora i suicidi sono stati 100.
venerdì, 7 maggio 2010
commenti dei lettori
5 commenti presenti
rudolf
08 mag 2010 19:17
SELEZIONE INNATURALE..........di deboli di mente e di cuore che, con i misfatti sulla coscienza , non sopportano la vita carceraria. E allora ? Siamo buoni......... perdoniamoli e pace alle loro anime.
paolo1
08 mag 2010 09:52
Non aspetteremo molto per avere un 'altro indulto .Ma se il primo aveva un coglione responsabile adesso occorre trovare come fare per non perdere il consenso.
lectiones
08 mag 2010 09:21
C'è un modo per sfollare le carceri e rendere la vita dei carcerati più sopportabile: non andarci. Sembrerebbe un'ovvietà, ma se il malaffare dilaga come un fiume in piena, non ci saranno mai carceri a sufficienza in cui relegare i cattivi cittadini. Cerchiamo di esere più rispettosi delle leggi e meno arroganti nelle "proteste non violenti" che inducono i più deboli a credersi autorizzati a delinquere. Se assumere droghe è un reato, c'è poco da sfottere, egregio Pannella, chi l'assume commette reato e va in galera. Non per questo la società deve farsi carico oneroso della sistemazione alberghiera dei carcerati trasgressori: si fa quel che si può. La società ha ben altre sofferenze cui dover sopperire.
giovanni
07 mag 2010 15:09
Ciò che ho visto ieri all'ospedale civile di Bolzano mi sembra emblematico e potrebbe costituire ottimo corredo per questo articolo. Dunque. Ore 9.30. Reparto pneumologia. Entrano quattro poliziotti penitenziari con un detenuto in manette che sicuramente necessitava di analisi o controlli medici . Senza un attimo di attesa il "custodito" poteva quindi beneficiare del servizio sanitario nazionale. Due poliziotti dentro con lui ed altri due fuori ad aspettarlo. Dopo una buona mezzora abbondante il soggetto usciva dall'ambulatorio e veniva accompagnato altrove per ulteriori accertamenti con la scorta al seguito. Non prima di aver gentilmente richiesto se poteva mangiare una brioche che il medico del reparto personalmente gli andava a prendere nel bar interno. Non ho idea se si trattasse di un delinquente nostrano oppure straniero. Fatto sta che mi sono chiesto: non sarà mica il figlio di Al Capone? Porca miseria! La chiusa dell'articolo sostiene che manca il personale penitenziario. Chiedo venia, ma quanta gente serve per accompagnare qualcuno in manette a fare le analisi cliniche, tenuto conto che dall'uscita dal carcere al suo rientro ci sarà voluta senza dubbio quasi tutta la mattinata? Chiudo questo aneddoto (verissimo e riscontrabile) con una precisazione: i comuni mortali, quelli che pagano le tasse e non delinquono, per gli stessi scopi hanno dovuto attendere un mese per la prenotazione, più un'altra ora di sala d'attesa aggiuntiva perchè non sia mai che nonostante l'appuntamento ti chiamino con l'auspicabile puntualità!
Piero2
07 mag 2010 12:10
Nord est: 18 imprenditori suicidi nell'ultimo anno.
foto del giorno
Lussana: Cooperative sotto controllo dei Comuni soggette al fisco