Uccisero Gentile, ma non tolsero le mine naziste di Oriana Fallaci
Inedito. Una lettera della Fallaci ritorna sull'omicidio del filosofo. Era fascista? «Non più di Benedetto Croce e tanti altri che sarebbero diventati numi del Pci». Gli stessi gappisti «si tirarono indietro quando si trattò di far saltare il piano dei tedeschi».
Firenze, fine luglio 2000
Caro Chicco,
ecco i libri. Me ne sono appropriata per te, con particolare orgoglio e diletto. M’è parso un omaggio doveroso verso un uomo che venne ammazzato ingiustamente e vigliaccamente. (Ammazzato, sì. Assassinato. Non «giustiziato» come diceva quell’imbecille del tuo professore. Certo un fascista rosso. Disinformato, fanatico, e uscito dal Cottolengo.)
Io ricordo ancora il giorno in cui lo ammazzarono. Ero una ragazzina con le trecce, una bambina vecchia, che faceva la partigiana nelle file di Giustizia e Libertà. Nome di battaglia, Emilia. Mansioni, ora che ripenso, da rizzare i capelli in testa. Non a caso mia madre urlava a mio padre: «Irresponsabile, irresponsabili! Servirsi dei bambini così!». Vivevo con lei e la Neera in un buco senza cesso del Conventino dov’eran nascosti anche alcuni partigiani iugoslavi e dove una sera i tedeschi irruppero con la X Mas. (Ma io fui brava: svelta nascosi le rivoltelle nel cesso del corridoio, bruciai nella stufetta il Non Mollare, e mangiai il foglio coi nomi). E lì veniva ogni tanto il babbo, capo militare del Partito d’Azione-Giustizia e Libertà per Firenze. «Porta questa bomba qui, porta questa bomba là. Svelta vieni con me che si va a un appuntamento con Pippo». O con Berto o con diosacchì.
Quel giorno, quel pomeriggio, venne per portarmi a un appuntamento con Pippo. (Tristano Codignola). Era verde. Fremeva. Schiumava. E non capivo perché. Ma poi lo capii. Perché a Pippo, in piazza San Firenze, disse: «Hanno ammazzato Gentile. Quegli imbecilli. Quegli irresponsabili. Quei cacasotto». Allora Pippo si mise a tremare, chiese come, e il babbo rispose: «Lui era in automobile, col finestrino abbassato. Aspettava col motore acceso e l’autista. Si sono avvicinati e gli hanno chiesto se avesse un fiammifero per accendere la sigaretta. Lui ha annuito, «sì certo», e mentre gli accendeva la sigaretta: bang, bang, bang. A me non pare che Gentile fosse fascista. O non più di Benedetto Croce che all’inizio leccava il culo a Mussolini, eppure passata la festa la soi-disant sinistra lo ha osannato come un grand’uomo. Un uomo probo. Una mente sublime. O non più dei comunisti che, quando negli anni Trenta mio padre veniva bastonato e purgato perché non era iscritto al PNF e faceva il “sovversivo”, sventolavan la tessera. Se Gentile meritava di morire, allora anche Benedetto Croce lo meritava. E tanti altri che sarebbero diventati numi del Pci. E a merito degli azionisti v’è il fatto che compresero subito la portata dell’errore, anzi della carognata.
Ma la cosa non finisce qui. Ed ora viene il bello. Ecco qua.
Nel luglio o forse agosto del 1944, quando si seppe che i tedeschi avrebbero fatto saltare i ponti di Firenze, il mio babbo concepì un piano per salvare almeno quello di Santa Trinita. Si trattava, avrei scoperto da adulta, di disinnescare le cariche con un’azione condotta da lui ma effettuata da gappisti ingegneri. Da tecnici di gran qualità. Operazione difficilissima, ovvio, ma non impossibile in quanto l’OSS cioè il servizio segreto americano aveva fatto sapere che i tedeschi avrebbero messo le mine all’ultimo momento. Quindi quando gli alleati sarebbero stati alle porte della città e in grado di lanciare un attacchetto eversivo.
Il babbo era sicuro di farcela, ma non aveva uomini a sufficienza. I suoi gappisti migliori erano stati arrestati e quelli che gli restavano eran coraggiosi sì ma ignoranti. Rozzi. Niente ingegneri, niente tecnici di qualità. Così propose di chiedere aiuto ai comunisti, e il comitato centrale fu d’accordo. Sia pure a malincuore. (A malincuore perché dopo lo sciocco e inutile assassinio-Gentile Il P d’A aveva preso le distanze dal Pc, e perché con loro non eravamo mai stati pane e cacio. Ci rubavano le armi che l’OSS ci gettava su Monte Giovi, ad esempio. Ci fucilavano i partigiani che incazzatissimi andavano a ripigliarle. Esempio del Tigre e del Balilla. E va da sé che con quelle armi rubate non ci facevano un accidente. Al massimo ci ammazzavano i vecchi professori in automobile).
L’aiuto fu chiesto all’insegna del volemose-bene-lo-stesso, per-una-volta-lavoriamo-insieme, viva-la-patria-eccetera. Ma dopo lungo pensare i gappisti comunisti risposero no. «SAREBBE TROPPO PERICOLOSO». E sai da dove venivano quegli audaci che risposero no-sarebbe-troppo-pericoloso? Dal gruppo che aveva effettuato l’eroica impresa del «Che ce l’avrebbe un fiammifero per accendere la sigaretta?».
Tienili cari questi libri. E salutami (si fa così per dire) Barras e Fouchè e Tallien, insomma le Tre Grazie del tuo Direttorio. Gli eredi di quegli audaci gappisti che come zittelle inacidite annaspano per non strappare il loro culaccio dalla poltroncina. (E menomale che i Napoleoni nascono ogni mille anni! Sennò grazie a loro, ne verrebbe fuori uno. E anziché di cancro la povera Oriana finirebbe fucilata da lui).
Un abbraccio e a bientôt.
PS. Non mi hai detto se e come ti sono venuti i pomodori del pomodorone. Magari non li hai neanche seminati.
PPSS. Sempre parlando del tuo Direttorio: prendi le distanze.
lunedì, 10 maggio 2010
commenti dei lettori
22 commenti presenti
lupimor@gmail.com
11 mag 2010 16:20
Caro Pierozzi, certo. storicizziamo, contestualizziamo, storicizziamo di nuovo e così tutto diventa accettabile: dallo sterminio degli Armeni, alle fosse di Katyn, dalle Ardeatine, a Porzu, da Marzabotto, alla ferocia di Pol Pot, dagli eccidi degli Hutu a quelli dei Cristiani in Sudan, e potrei continuare col Cile, con l'Argentina, con Cuba, con le purghe staliniane ecc..., ma non è il caso. Se ti sta bene così accomodati. Sono nauseato della doppia morale per cui si storicizza, che parolone, solo quello che fa comodo. Meglio allora una posizione di assoluto relativismo, per lo meno non guarda in faccia nessuno. Non ho mai scritto che i socialisti non abbiano dato il loro tributo di sangue, anzi proprio per questo, ho affermato che un socialista non avrebbe mai assassinato Gentile. Altra cosa la fucilazione di Mussolini, l'avverti la differenza? Alla tiritera del "comunismo cattivo" non mi associo, ma mi oppongo in nome della verità dei fatti alla vulgata di un comunismo che liberava gli oppressi. Se non capisci che comunismo e libertà sono termini inconciliabili, allora tienti pure le tue illusioni, è legittimo anche illudersi, ma demonizzare chi sostiene questa inconciliabilità è da tifosi, anzi da ultras. Stammi bene. Moreno Lupi
Bruno Pierozzi
11 mag 2010 14:42
Leggo con sconcerto i commenti dei tifosi di turno del revisionismo acritico, gente che non cerca di ragionare storicizzando, ma che continua la solita tiritera del "comunismo cattivo" attaccando anche un socialista che come me scrive criticando a ragione una giornalista come la Fallaci che con l'età era ormai diventata sempre più acida e autoreferenziale. Faccio presente a Moreno Lupi che i compagni socialisti pagarono un alto prezzo nella guerra di Liberazione. A Piazzale Loreto furono fucilati partigiani comunisti e socialisti e la reazione a quel gesto fu l'aver attaccato a piedi all'aria Mussolini e la sua compagnia. Gesto esteticamente non gratificante, ma che certo nel momento dell'odio e del dolore di tante famiglie di operai, impegati e intellettuali antifascisti stava a significare che non c'era più paura del dittatore che aveva fatto trucidare tanti italiani nelle carceri fasciste, nelle guerre, nella lotta tra la Repubblica Sociale asservita a Hitler e gli italiani che volevano una patria libera dalla dittatura. I socialisti Pertini e Lombardi furono pienamente concordi sulla fucilazione di Mussolini e certo pur considerando sbagliata l'uccisione di Gentile credo che non si strapparono i capelli. Cari amici c'era una dittatura feroce, non c'era al governo un magliaro mascarato come Berlusconi! Per favore abbiate il coraggio della serietà.
silvano cecchini
11 mag 2010 12:58
Gentile era un intellettuale di valore ma fascistissimo. Anche in piena guerra faceva discorsi in camicia nera di appoggio al regime. Il paragone con Croce è assurdo. Questo non toglie che Gentile non avrebbe dovuto essere ucciso ma il clima era quello che era.
Non ho mai stimato la Fallaci, né al tempo delle sue interviste ai grandi, poi truccate, né dal tempo del suo libro su Panagulis pieno di calunnie nei suoi confronti anche se lei giocava a fare la donna dell'eroe. Non l'ho mai stimata nemmeno dopo e nemmeno ora.
augupaci
11 mag 2010 10:56
Malgrado il livore dei soliti pasdaran rossi, la testimonianza di Oriana Fallaci è un'ulteriore conferma del comportamento degli ' eroici ' partigiani rossi. Assassinare un professore anziano mentre si appresta a offrirti un fiammifero è veramente un'azione da eroi! ( sic?!!) Anche servirsi della collaborazioni di ragazzini e ragazzine adolescenti non fà certo onore ai guerriglieri. Inoltre, la maggior parte di loro si sono attivati dopo lo sbarco alleato quando, ormai, i tedeschi erano in ritirata. Assassinare, poi, i partigiani del partito d'azione perché avevano l'ardire di chiedere la restituzione delle armi, la dice lunga sul comportamento dei comunisti. E' ora di dire la verità su quel periodo tragico della nostra storia!!!
nicknamemadero
11 mag 2010 09:43
Complimenti al Riformista, un quotidiano che stimo e consulto da tempo, che in quest'occasione ha dimostrato anche una particolare dose di coraggio e correttezza culturale.
Bravi
PS: Ho linkato questo articolo sul mio blog: nicknamemadero.blogspot.com
marion
11 mag 2010 09:37
"un vecchio professore in automobile" ammazzato dai perfidi comunisti, esilarante!
maria
silvio berlusca
11 mag 2010 05:07
Ammazza quanti comunistoni leggono il Riformista. Non capiscono che a forza di esagerare si
arriva all´inversione di rotta.
Barboni Gennaro
11 mag 2010 00:37
Cari lettori, il ministro della scuola, della repubblichetta nera, al servizio dei nazisti, (la Fallaci Oriana, non l'ha scritto) è stato ucciso dal giovane partigiano fiorentino Fanciullacci. Il partigiano Fanciullacci, giovane, al servizio della Patria democratica, da conquistare, fatto prigioniero, è stato massacrato dai fastisti, ma non ha concesso, a loro, la "boria" antitaliana, di averlo ucciso. Da uomo libero, democratico, antifascista, Fanciulklacci, è morto per sua forte volontà, s'è suicidato. Ma la Oriana Fallaci, non lo dice. Eppure ha detto che di Firenze sa, sapeva tutto. Ha detto, la Fallaci, che Benedetto Croce è rimasto in vita nell'Italia del Sud liberata, ma non ha ricordato che gli "amici" criminali fascisti, educati dal filosofo Giovanni Gentile, hanno ucciso 65.000 partigiani, morti per la libertà. Non ha aggiunto le stragi fasciste organizzate in tante parti della Toscana. Semplice dimenticanza.... a favore di chi? La storia italiana è complicata e la Fallaci Oriana, non l'ha compresa. E scrive, anzi, ha scritto. Saluti cordiali. On. Gennaro Barboni. Partigiano combattente, del cui Gruppo in Montagna nelle Marche, faceva parte anche il Parroco Don Enrico Pocognoni, di 32 anni, fatto prigioniero e "squartato" dai fascisti, non fucilato, educati dal filosofo Giovanni Gentile della repubblichetta, nera, antitaliana, al servizio dei nazisti. Sono trascorsi 65 anni, dal 25 Aprile 1945, giorno dell'insurrezione nazionale. Fatta dal popolo italiano, in armi.
Gigio
11 mag 2010 00:06
Con onestà devo dire di non aver mai letto nulla di Oriana Fallaci,e con altrettanta onestà devo dire che ho fatto bene a privarmi delle sue "verità",non dice nulla di utile o di interessante,salvo che per l'azione evidentemente idiota di un gruppo di fascio-comunisti (sconfessati dai loro ) lei colpevolizza tutti gli altri loro compagni ! Ma a che serve tutto questo ? L'unica cosa che mi pare meritevole di lode sono le sue azioni "partigiane" ancorchè forse incoscienti.
gigi
10 mag 2010 22:55
non fa un piega questa lettera.. basta leggerla senza pregiudizio e con amore di verità.. storica.
non fa una piega neanche circa il direttorio e Napoleone, aniz, rischia di essere farsescamente profetica.
marcus
10 mag 2010 22:35
caro pierozzi non sono un fans della fù fallacci ma per quello che leggo e vedo coloro che uccisero gentile volevano un'italia sul modello dell'unione sovietica .
MAURO1
10 mag 2010 20:59
Immagino i comunisti e gli antifascisiti di professione ( perchè mangiano alla grande ) leggere questa toria della Fallaci!!
Molte "verità" scomode, per anni raccontate dai fascisti e dai post-fascisti, sono state prese per favole.
Poi è arrivato Pansa ( ma prima c'era stato Pisanò, inascoltato). Adesso la Fallaci.
Piano piano, le verità vengono fuori. Anche quelle che non piacciono ai "vincitori".
giovanni
10 mag 2010 19:26
E' proprio vero la Fallaci ci manca. Ogni volta che avevo delle perplessità sulla lettura dei grovigli e dei problemi del mondo mi bastava leggere qualche articolo della fallaci per pulire la mia mente e riprendere a pensare in positivo. Sì, proprio così. La lettura della Fallaci mi consentiva di ripartire. E' vero, ripartivo però non nel senso indicato dalla <<veggente>> Fallaci ma nel senso contrario. Bastava leggerla e fare il contrario di quanto lei indicava o affermava. Anche in questo scritto c'è tanto di quel veleno che se lo ingoiassimo schiatteremmo all'istante. Bisogna riconoscere che tutto può avere una funzione e quindi anche gli scritti della Fallaci hanno quello di indicare la strada opposta, basta saperlo.
pirgi
10 mag 2010 17:59
Sicuramente la Fallaci e' personaggio vero.Estremo anche nelle analisi e giudizi. Che io non condivido,perche' e' troppo massimalist-purista.Su islam , partigiani ,burocrati ha anche un po' di ragione.Ma e' usata da altri personaggi,che personaggi non sono:vedi comparse e commedianti del circo mediatico Berlusconista e non solo
Gino Mattacchini
10 mag 2010 17:49
Troppo forte la Fallaci,con il suo stile asciutto che può sembrare ma non è mai violento dice la loro a tutti.Se noi e l'Europa quando scriveva e diceva che i Mussulmani ci avrebbero invaso e avrebbero islamizzato l'Europa !!!! E adesso ne paghiamo le conseguenze. In quanto alla sinistra se facessero un tantino di autocritica staremmo tutti meglio.
lupimor@gmail.com
10 mag 2010 17:26
Caro Pierozzi, hai ragione "In questo Paese basta avere un nome affermato per essere in diritto di dire e scrivere fesserie con la pretesa che siano assunte come verità storiche" E' stato questo il modus operandi, diuturno, consapevole, spocchioso adottato dagli intellettuali di sinistra. O meglio da quelli che si proclamano tali senza sapere, per esempio, che un socialista, in quanto tale, non avrebbe mai assassinato Gentile. Però tu usi i soliti eufemismi lessicali e liberatori per la coscienza: Gentile fu colpito. Non sul campo o ad armi pari, ma con la sordida vigliaccheria degli assassini. Tu, che socialista ti proclami, arrivi a dire che il fatto d'aver aderito alla Repubblica di Salò, non alla Brigate nere o alla Decima Mas, no, bastava una adesione culturale, come quella di Gentile, ti poneva automaticamente nella specie umana che poteva essere eliminata dai partigiani. Asor Rosa sarà fiero di te. Sembra valere il detto "Senectus ipsa, morbus mentis". Stammi bene e riserva la tua indignazione a cause più credibili che non emanino il tanfo delle cose in putrefazione, idee comprese. Che sono sempre da rispettare e capire, anche per starne alla larga. Moreno Lupi
Gabriele
10 mag 2010 16:59
Ha ragione da vendere Bruno Pierozzi nel suo commento, e aggiungo: a che scopo pubblicare questo inedito della Fallaci, che dimostra soltanto la superciliosa reazionaria che era diventata? Forse può aiutare come "memoria" per la ricostruzione della parabola di un pensiero e di un'azione giornalistica come i suoi, che per molti versi mi viene da apparentare a quelli di Giampaolo Pansa: scompaiono gli oggetti storici, le interpretazioni, la complessità del reale, e restano solo le personalissime ossessioni di chi scrive. Arena di queste meditazioni, guarda caso, è sempre la guerra, la resistenza, il fascismo.
Bruno
10 mag 2010 15:03
Sono un cinquantenne siciliano che nulla ha avuto a che fare con la Resistenza antifascista.
Penso che in tutte le rivoluzioni, le guerre civili e le guerre di liberazione si commettono atti di eroismo e anche terribili carognate, è successo sempre così, rivoluzione francese, rivoluzione americana, sovietica, cubana, ebraica, etc.
Inevitabilmente anche nella guerra partigiana i combattenti contro la dittatura fascista e l'occupazione hanno messo in conto l'essere uccisi e anche l'uccidere, per cui andare a sfruculiare su alcuni episodi sordidi, opachi o criminali accaduti in quel momento storico, non cambia minimamente il giudizio sulla funzione salvifica, liberatrice e di riscatto nazionale che a mio avviso ha avuto la Guerra di Liberazione.
L'impressione è che si voglia sostituire alla retorica di massa sulla Resistenza (che, seppur all'ingrosso ha avuto una funzione di collante nazionale) una retorica del vezzo per lo smarcamento individuale che francamente non capisco dove vuole andare a parare.
Bruno Pierozzi
10 mag 2010 13:45
Oriana Fallaci ha scritto delle idiozie e come tali vanno prese. In questo Paese basta avere un nome affermato per essere in diritto di dire e scrivere fesserie con la pretesa che siano assunte come verità storiche. Credo che la nota giornalista, sopratutto negli anni più recenti avesse ormai assunto una posizione al limite del reazionario, considerandosi al di sopra di ogni critica e ancor peggio depositaria della verità assoluta. Giovanni Gentile è stato un grande filosofoidealista, ha contribuito alla definizione di un modello scolastico di massa certamente più avanzato di quello dell'Italia liberale pre fascista, ha aderito con convinzione al fascismo e avendo condiviso la nascita della Repubblica Sociale si è assunto tutte le responsabilità che quel gesto comportava, compreso il fatto di poter essere colpito dai partigiani. La sua uccisione fu certamente un gesto insensato, come ce ne furono molti altri, va comunque considerato che mentre noi scriviamo comodamente seduti davanti ad un computer allora c'era in corso una guerra nella quale erano state compiute dai nazifascisti atrocità inenarrabili, tra le quali quella di Stazzema, proprio nella Toscana della Fallaci. Non credo che un bracciante sarebbe stato tanto a sottilizare se avesse avuto tra le mani un gruppo di fascisti tra i quali anche il noto (per pochi) filosofo Giovanni Gentile. Tutto va storicizzato altrimenti si cade nel ridicolo.
lupimor@gmail.com
10 mag 2010 13:29
Caro Direttore, gli Asoriani e dintorni, squallidi resti di quello che mai fu un nobile pensiero, ma solo opportunismo vigliacco, vorrebbero passare alla storia per uomini, anzi per "vir". Lo spaccare il capello in quattro, i distinguo personali, la buona fede individuale si perdono nell'atteggiamento generale imposto da coloro che si guardano nello specchio del sinedrio e si complimentano tra loro:<Abbiamo scelto il cavallo vincente, quello dell'antifascismo. Per coerenza si dovrebbe chiamare dell'antitotalitarismo, ma da noi solo l'antifascismo è una rendita a vita: onorati e pasciuti. Cavalchiamo, cavalchiamo> Che la reazione allo scritto di Piero Sansonetti abbia assunto toni aspri, stizziti di lesa maestà fino all'assurdo, imbecille assunto dell'antifascismo anteposto alla libertà, la dice lunga sulla tempra morale di quelli che Sansonetti definisce "i tanti miei cari amici" e sulla tragedia culturale dell'acquiescenza verso una vulgata che doveva essere la Verità solo perché proveniva da una parte, quella dell'antifascismo. La lettera della Oriana, devono ringraziarvi tutti per averla pubblicata, renderà ancora più biliosi i sacerdoti del politicamente corretto, che tale deve essere a prescindere dai contenuti, perché assicura l'accesso alla greppia. La tragedia politica, culturale, morale, quella vera, è che si possa credere d'aver bisogno di tali sacerdoti. Coloro che lo avvertissero sono equiparabili, come sentire, ai tifosi violenti degli stadi. Niente di nobile e puro, niente ragione, niente visione di un diverso avvenire solo una maglia indossata per credere di contare qualcosa, per rimediare al loro vuoto esistenziale. Cordialmente Moreno Lupi
effepi
10 mag 2010 13:29
Il solito esempio di equilibrio e moderazione. Con qualche grave inesattezza su Croce, naturalmente. Della Fallaci ricordo le previsioni da fine del mondo, per l'incontro del Social Forum a Firenze del 2002: risultato, una vetrina rotta ! E poi la sua irresponsabile guerra ideologica contro l'Islam: da lei nessun contributo al progresso.
pietro
10 mag 2010 13:07
quanto mi manca l'Oriana!, possibile che dopo Indro e l'Oriana in questo giornalismo stupido e guardone e incapace di riportare un fatto con parole semplici (belle) e sensa inutili osservazioni (che non fregano a nessuno) riesca più a esprimere delle penne che sensa la protezione dell'ordine scrivono quello che c'è da scrivere?
foto del giorno
A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)