giovedì, 9 settembre 2010 ore 21:27

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Silvio sotto assedio
di Alessandro De Angelis

Sempre più alle corde. Il sottosegretario alla Giustizia Caliendo indagato per la P3. Il Cavaliere: «ormai il gioco è scoperto». E litiga anche con Tremonti: «Da che parte stai?». Dell'Utri non risponde ai pm.


Non si è stupito più di tanto, il premier, alla notizia dell’indagine sul sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, nell’ambito dell’inchiesta sulle P3. Perché ormai, ha ripetuto ai suoi, «il gioco è scoperto». È convinto che ogni picconata di Fini annunci colpi giudiziari sul palazzo. Come se il presidente della Camera avesse un filo diretto con le procure. Un’ossessione, quella dell’assalto giudiziario al governo, di fronte alla quale però il Cavaliere non ha ancora imbastito una controffensiva.

Chiuso nel suo studio a palazzo Grazioli, ha reagito, diramando una nota ufficiale per offrire «ampia solidarietà» al sottosegretario indagato, «rinnovandogli piena fiducia». Lo ha incoraggiato a resistere, incontrandolo nel tardo pomeriggio: «È chiaro che vogliono farci fuori. Ma non possiamo essere ostaggio dei pm». Ha dato ordine di tenere sotto pressione i finiani, di fare di tutto per arrivare a una rottura, pure di produrre dossier che lo costringano alle dimissioni. «Così - è sbottato coi suoi - non si può andare avanti. Io quello lo sbatto fuori». Ha anche preso in considerazione l’idea di convocare una direzione, o un ufficio di presidenza prima dell’estate per arrivare a una conta su un documento invotabile dai finiani. Ma i fedelissimi gli hanno sconsigliato un azzardo: la pattuglia dei finiani irriducibili alla Camera è di venti, venticinque parlamentari, un numero che sconsiglia un salto nel buio, dal momento che il redde rationem potrebbe avere ripercussioni sul governo.

E però Fini è solo un tassello dell’insofferenza del premier. Che i suoi descrivono stanco, sfiduciato, come avvolto da un senso di impotenza, tra proclami di guerra e rassegnati ripiegamenti. Tanto che non solo non ha definito l’agenda della resa dei conti. Nemmeno la meta delle vacanze è certa: c’è la tentazione di andare in Sardegna, l’ipotesi di rinchiudersi a Tor Crescenza, la suggestione di ritrovare uno scatto d’orgoglio sui dossier di governo nella casa di Arcore. Si vedrà, quando il Cavaliere riuscirà a scrollarsi di dosso la sensazione di essere stretto in una soffocante tenaglia.

Già, una tenaglia. Perché il presidente della Camera non è il solo che avrebbe scelto la «via giudiziaria» per disarcionarlo. Anche se ieri ha compiuto un gesto distensivo telefonando a Mantovano, dopo l’incidente con Fabio Granata. Sarà che ormai nell’inner circle del Cavaliere la teoria del complotto viene elaborata da menti raffinatissime. Ma negli ultimi giorni una nube di sospetto ha avvolto pure Giulio Tremonti. Sarebbe lui l’altro king maker che punta su una nuova tangentopoli per costruire la sua leadership sulle spoglie del Pdl.

Sin dai tempi di Scajola a Berlusconi non era sfuggito il ruolo decisivo della Guardia di Finanza nelle indagini. Ora sono passati quattro mesi dalle dimissioni, ma ancora non si capiscono i reati contestati. La certezza è che non c’è più al governo il capofila del fronte anti-tremontiano. Chissà, forse una coincidenza. E però l’inchiesta sulla P3 non ha affatto dipanato le nuvole su Tremonti. Anzi, raccontano fonti autorevoli che il premier negli ultimi giorni si è informato sul perché fino a un mese fa gli ispettori di Bankitalia hanno stazionato nella sede del Credito cooperativo fiorentino di Denis Verdini. Ebbene alla base ci sarebbe proprio un rapporto della Finanza. Chissà, forse un’altra coincidenza.

Fini, Tremonti le inchieste fuori controllo. Per il premier è solo l’inizio: «L’obiettivo sono io - ha spiegato ai suoi - e mi colpiranno o quando scade il legittimo impedimento o quando a ottobre la Consulta lo boccerà». Ecco lo spettro del Cavaliere: il bombardamento delle procure senza lo scudo del legittimo impedimento, Fini e Tremonti che puntano sulla fine dell’esecutivo, magari accarezzando l’idea di un governo di transizione, uno qualunque pur di toglierselo di torno, magari con la benedizione dei poteri forti.

Ma il premier non ha ancora chiara la via d’uscita. Tanto che ieri ha evitato di entrare in Aula per non incrociare lo sguardo con Fini. Un fermo immagine che descrive la rabbia, l’impotenza, l’impasse col co-fondatore. E però Berlusconi, alla Camera, si è chiuso in una stanza col ministro dell’Economia, l’altro corno del problema. Un faccia a faccia schietto, di oltre un’ora. Che si è svolto dopo è stata sconvocata l’assemblea con tutti i parlamentari e il superministro per blindare la manovra: «Si sarebbe trasformata in una specie di congresso» tra finiani e fronda sulla manovra, è la spiegazione a microfoni spenti. In verità, il motivo vero del rinvio sine die sta nelle pieghe della turbolenta conversazione. Tremonti gli ha chiesto una sorta di incoronazione da subpremier: «Devi far tua la manovra più di quanto fatto finora, è stata criticata da tutti, devi dire che non si discute, che è l’unica che rassicura i mercati, che è la manovra di Tremonti e di Berlusconi». Il premier ha tagliato corto: «La manovra passerà e quello che dovevo dire l’ho detto. Ma tu con chi stai?». Più che un chiarimento, un avvertimento.

mercoledì, 28 luglio 2010

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commenti dei lettori

8 commenti presenti

carlo maria

28 lug 2010 23:51

" questa nave fa duemila nodi, in mezzo ai ghiacci tropicali, ed ha un motore di un milione di cavalli che al posto degli zoccoli hanno le ali. La nave è fulmine , torpedine, miccia, scintillante? bellezza, fosforo e fantasia, molecole d'acciaio, pistone rabbia, guerra lampo e poesia. In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di novecento, il futuro è una palla di cannone accesa, e noi lo stiamo quasi raggiungendo...il capitano dice al mozzo di bordo: signor mozzo io non vedo niente, c'è solo un pò di nebbia che annuncia il sole, andiamo avanti tranquillamente!| (Francesco de Gregori... in tempi non sospetti!)

Astenuto

28 lug 2010 21:52

Il fatto che B. sia prossimo al tracollo non comporta che si dissolva il blocco sociale del quale è stato finora espressione, che era e rimane maggioritario nel paese. L'eccesso di personalizzazione della politica ha creato una massa di antiberlusconiani viscerali (ma ha prodotto contemporaneamente una massa di berlusconiani viscerali!), creando l'illusione che sia in corso una sorta di pugilato. Ma la politica, anche quando è esasperatamente personalizzata come accade con le personalità carismatiche, resta politica ed è fondata sugli interessi. Si illuderebbe chi credesse che, caduto B., verrebbe il turno della sinistra (se ne esiste ancora una!). Si ricordi che il centrosinistra non ha mai vinto, né convinto, davvero. Ha vinto, e per il rotto della cuffia, solo Prodi, cioè un dc di lungo corso: un moderato adottato dagli apolidi di una sinistra completamente svuotata di ogni contenuto che non sia puramente negativo.

franco

28 lug 2010 16:53

Carlomaria, buona. Enzo, fattene una ragione: ogni cosa terrena nasce, cresce e poi muore. Anche B.

Maurizio

28 lug 2010 16:39

Il Riformista si conferma capofila della corrente berluscones della sinistra moderata. Credevo che Cornacchione facesse per scherzo, ma alla fine la sua satira si e' incarnata.

Paolo

28 lug 2010 16:22

e ripeto, se mi pubblicano, andiamo a votare quando volete. l'Italia vera di chi lavora e paga le tasse non è mai stata comunista e continuerà ad esserlo, sempre di più di destra, ache all'aumentare della crisi.

enzo

28 lug 2010 13:41

de angelis, ma chi ti racconta queste favole,..... Padellaro?

carlomaria

28 lug 2010 12:59

Si prepari Tremonti il KGB del comunistissimo Berlusconi è già partito lancia in resta! per ora tocca a Fini e la 'sua' casa di Montecarlo poi si vedrà. Certo loro avevano la Pravda perchè per sostenere certe battaglie occorre una potenza mediatica fuori dal comune, e lui poverino, che non si interessa più delle sue aziende come farà? saremo costretti, se abbiamo del Tempo, a fare una colletta per lui e trovargli un Giornale, che sia Libero, o magari un telegiornale, anche Uno solo e se proprio non troviamo un quotidiano intero fa lo stesso, basta un Foglio.

marco

28 lug 2010 12:05

Articolo descrittivo e non si schiera con Fini, dopodichè questa abitudine di chiamare "Silvio" il cavaliere...... ma che ce lo volete presentare come un amicone.....

foto del giorno

Rescuers help a woman to move a safer place from flooded Ghaghar river after heavy rains in Punchkula in the northern Indian state of Haryana September 8, 2010. REUTERS/Ajay Verma (INDIA - Tags: ENVIRONMENT DISASTER)