lunedì, 21 maggio 2012 ore 10:57

Prima pagina

Tirare a Campari 
di Peppino Caldarola 

Analisi. L’estate decisionista del presidente del Consiglio si è conclusa con un nulla di fatto. L’uomo dalle mille risorse questa volta non ha fatto il miracolo. Ora dovrà vivacchiare cercando i voti legge per legge, e con gruppi parlamentari che vantano un assenteismo più alto di Pomigliano.

È nato il “governicchio” Berlusconi. Nella Prima repubblica i governi balneari annunciavano l’estate, nella Seconda preparano l’inverno. L’incontro fra Bossi e il premier - in verità si dovrebbe dire Bossi, Berlusconi e Tremonti più i comprimari - si è svolto a Villa Campari per decidere che non potevano decidere. Il leader lumbard ha addirittura lasciato la riunione prima degli altri annunciando che non ci saranno elezioni anticipate ma neppure allargamenti della maggioranza all’Udc. Proveranno a vivacchiare. Proveranno a vivacchiare cercando in parlamento i voti dei finiani pentiti e di qualche parlamentare del gruppo misto da conquistare con promesse onerose. L’estate decisionista del premier si è conclusa con un nulla di fatto. All’incasso c’è praticamente nulla. Da Bossi ha solo ottenuto la rinuncia allo scioglimento delle Camere. Un singolare successo visto che questa decisione appartiene solo al presidente della Repubblica. In cambio ha dovuto rinunciare alla mano tesa verso Casini. La Lega non vuole altri alleati fra i piedi e pretende che Berlusconi tratti unicamente con lei il futuro del governo. Non si può dire, tuttavia, che questo mese sia passato invano. In trenta giorni è radicalmente cambiato il panorama politico. Berlusconi aveva deciso appena poche settimane fa di dare una sterzata. Fuori i finiani, regime da caserma nel PdL, dialogo con i centristi, riduzione delle pretese della Lega. Sullo sfondo la minaccia del voto anticipato persino in inverno. Ora deve fare i conti con una pattuglia parlamentare di fuoriusciti numerosa e radicalizzata, con l’impossibilità di chiedere a Casini (e Rutelli) di aiutarlo a governare, con una Lega ancora più prepotente ed esosa. In più deve misurarsi con un’altra novità che era rimasta sullo sfondo in tutto questo tempo. Nel suo partito si sta ritagliando un ruolo del tutto autonomo Giulio Tremonti che Rino Formica vede addirittura come possibile competitor del premier nella corsa al Quirinale. Il ministro del Tesoro non è più l’ambasciatore di Berlusconi presso Bossi o viceversa, ma il nuovo comprimario che si accinge a coprire il ruolo che Fini e Casini sono stati costretti a lasciare. La rinuncia della Lega alle elezioni anticipate è stata una piccola concessione. C’è voluto poco a Berlusconi per spingere l’alleato a desistere. Sondaggi alla mano lo ha convinto che su questa linea avrebbe esibito di fronte alla pubblica opinione non la forza della maggioranza ma la sua fragilità. In poche settimane è svanita la certezza di vittoria dalle urne. Bossi ha così accettato per allontanare da sé il sospetto di essere lui in vero assediante del premier nella certezza che sarà la navigazione parlamentare a dimostrare che non c’è alternativa al voto. Il leader leghista incasserà i decreti sul federalismo e aiuterà il Cavaliere nelle leggi sulla giustizia che dovranno allontanare dalla sua testa la minaccia di una nuova bufera giudiziaria soprattutto con l’approssimarsi della sentenza Mills. In cambio ha tolto al premier la possibilità di rimettersi al centro della scena. L’altolà all’apertura verso Casini non è solo il rifiuto di imbarcare un avversario del federalismo ma soprattutto la volontà di chiudere il premier nell’angolo. Si compra solo il pane della Lega, l’altro fornaio è stato buttato fuori dal mercato. Bossi teme trabocchetti e preferisce sostenere da solo il governo, fino a che non deciderà di staccare la spina, piuttosto che farsi intrappolare dall’asse PdL-Udc. Qui c’è un calcolo preciso. Da un lato Bossi non saprebbe come spiegare alla sua gente l’apertura ai centristi, dall’altro è convinto che in caso di elezioni anticipate il suo partito avrebbe un nuovo successo consegnandogli la golden share nell’ipotesi di un nuovo trionfo del centro-destra o la guida dell’opposizione in caso di sconfitta. Il premier, invece, non ha invece molte carte da giocare. Ha paura del voto, soprattutto ha paura che prima del voto si apra lo spazio per il tentativo di un governo diverso che lo costringa temporaneamente ma disastrosamente all’opposizione, ha urgente bisogno di un nuovo scudo giudiziario. L’uomo dalle mille risorse questa volta non ha fatto il miracolo. Forse dovrà ringraziare Vittorio Feltri che lo ha cacciato in questo bel pasticcio. Per il premier si profila l’autunno peggiore della sua vita, politicamente parlando. Dovrà cercarsi i voti in parlamento su ogni legge, dovrà dimostrare ai suoi elettori di avere la situazione in mano, dovrà fare i conti con i suoi deputati fra i quali l’assenteismo è maggiore che a Pomigliano, vedrà allontanarsi quell’approdo tranquillo al Quirinale che aveva sognato dopo la gran messe di voti raccolti nelle ultime elezioni. Lui, nemico del teatrino della politica, ne diventerà l’attore principale. L’esito del vertice di Villa Campari consente agli altri protagonisti della vita pubblica un po’ di respiro. Soprattutto Fini avrà più tempo per riorganizzare le sue forze. La vita del governo dipenderà soprattutto dai suoi parlamentari. I disegni del presidente della Camera sono ancora oscuri ma se non si affretta a illuminarli pagherà il prezzo di questo periodo in cui la sua immagine è stata sottoposta a un bombardamento mediatico senza precedenti. Anche l’opposizione può tirare il fiato ma Bersani non potrà ancora a lungo tacere i suoi progetti. La lunga agonia del governo che non ha saputo governare malgrado la grande maggioranza parlamentare potrebbe essere letale per il paese. Se ne è accorta Emma Marcegaglia quando, appresa la notizia dell’esito del summit di Villa Campari, ha detto che al paese serve un governo che faccia le cose e non si limiti «a vivacchiare». Ma cos’altro può fare un “governicchio”?

giovedì, 26 agosto 2010

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commenti dei lettori

14 commenti presenti

Giovanni Rossi

27 ago 2010 09:28

"I disegni del presidente della Camera sono ancora oscuri ma se non si affretta a illuminarli pagherà il prezzo di questo periodo in cui la sua immagine è stata sottoposta a un bombardamento mediatico senza precedenti." Per la verità un precedente c'è ed è la campagna dello scorso anno capitanata da "La Repubblica" contro Berlusconi a colpi di accuse di aver partecipato alla festa di compleanno di una ragazza (svoltasi in un locale pubblico e alla presenza dei genitori di lei), di foto irrilevanti fatte [fare] a migliaia da un certo Zappadu a Villa Certosa, di "escort" ricattatrici, (m)andate a infilarsi sotto le lenzuola del Cav. munite di registratore e così via. Chi ha inaugurato questo modo di fare giornalismo non è Feltri, caro Caldarola.

Bernardo

27 ago 2010 09:21

Non è possibile che un raccomandato come Moreno Lupi possa infestare a suo piacimento i blog dove dovrebbero partecipare cittadini normali, che non vanno in televisione a far finta di ragionare (in realtà ad interrompere chi cerca di parlare contro il suo padrone)!!! Fatelo smettere oppure offritegli una collaborazione

fp

27 ago 2010 08:51

Ma ci rendiamo conto che il Governo rischia di cadere sul processo breve ? Con tutti i problemi che ha l'Italia, il Governo cade su quelli del premier.

carlomaria

26 ago 2010 22:50

Certo sentire Berlusconi chiamare 'ammucchiata' una qualsiasi alleanza che non sia la sua dimostra la pecoreccia opinione che ha degli altri e della Politica. E dimostra ancora una volta di più, se ce ne fosse bisogno, che il "coglione" era proprio lui ed i suoi terrorizzati seguaci, agnelli , lupi (gli imbecilli che chiamano imbecilli gli altri). La pacchia è finita. Deo Gratias!

aldo castellari

26 ago 2010 22:34

Tutto possibile come ipotesi : una sola grande imprecisione, con tutto quello che ne consegue. Fini e non Feltri, ha cacciato il Governo nei guai, con un anno di lento inarrestabile boicottaggio. E chi ha fatto saltare tutti i ponti e' stato Bocchino, che non vedeva futuro,come Vice di un Fini che non contava nulla. Le sfortune di Berlusconi - oltre all'inarrestabile persecuzione della magistratura - hanno caratterizzato tutti i suoi Governi : Follini, Casini, Fini. E un Premier con pochissimi poteri non puo' fare quasi niente con la presenza in casa di "cavalli di Troia".

la pravda

26 ago 2010 18:52

Piano .Leona' ,col rosveratrolo , altrimenti , vedi che ti fa scrivere!

lucchetti

26 ago 2010 18:32

Quello di Caldarola, e´un sondaggio. Ora ha il percentuale cercato.

barbablu'

26 ago 2010 18:05

Se e' un governicchio in pugno ai ricatti della Lega, allora , forse, i conti politici occorrerà iniziare a farli con la Lega. O no ? In fondo, per quanto concentrato, rappresenta solo il 12 % dell'elettorato...

giuditta

26 ago 2010 17:43

Fosse capitato a D´alema, sarebbe finito all´inferno. Berlusconi ha incassato un voltafaccia con il traditore costretto a firmare anche carta igienica usata, pena la sparizione. Altro che il governicchio.

Laura

26 ago 2010 17:30

Che noioso questo Moreno Lupi. Se dovesse lavorare come molti italiani la smetterebbe con queste inutili chiose.

faber

26 ago 2010 17:18

Sig. Lupi, ma secondo lei quanto tempo ancora dobbiamo subire il "modus operandi" di questo governo? Ma lei non è ancora stanco di legittimarlo nonostante le nefande schifezze che il popolo italiano è costretto a subire? Quante leggi ad personam dobbiamo regalare a Berlusconi Politico di incompetenza crassa, solo perchè può comprarsi tutto e tutti? Se i soldi danno la felicità, che faccia felice tutti gli Italiani e non solo i quattro della Cricca.

lupimor@gmail.com

26 ago 2010 14:51

Caro Direttore, il vizio antico delle sentenze apodittiche che in una unica parola intendono condensare una realtà complessa, composita e irrequieta, ha contagiato Caldarola. Crede forse che col termine diminutivo dispregiativo di "governicchio", si possano risolvere o avviare a soluzione i problemi complessi, compositi e irrequieti che affliggono la sinistra? Ovvio che il "modus operandi" deciso, tra un Camapari e l'altro, debba essere verificato nei fatti. Ma se questo è un governicchio come definire quello dei dieci punti di Prodi? Andrebbe bene "disperaticchio?" Si vuole forse dimenticare, per nascondere il capo sotto la sabbia e per effimero conforto che, nei fatti, tutti i governi di coalizione, gli unici che la nostra Carta prevede, sono "governicchi" in quanto alla teorica possibilità di governare è contrapposta la ferrea logica degli interessi dei partiti che la compongono? "La vita del governo dipenderà soprattutto dai suoi parlamentari", scrive Caldarola, sai la scoperta! Affidiamoci pure alle disgrazie degli altri, esercizio consolatorio ma inetto nella sostanza. Avete mai visto un malato che guarisce perché il suo vicino di letto è peggiorato e che perciò non serve impegnarsi nella fatica di reperire per sé, nuove terapie? Restiamo pure nel luogo comune del "Mal comune, mezzo gaudio" e, "Avanti Savoia!" Indomiti, eroici, assurdi, inconcludenti cavalieri, contro i carri armati della realtà. Cordialmente Moreno Lupi

GROSS

26 ago 2010 14:47

se i sondaggi dicevano che il duce era destinato a perdere le elezioni e quindi per lega, federalismo, e il duce, giustizia e caso mills, erano cause morte, avranno detto, proviamo a continuare...nel contempo, la miccia è spenta ma la bomba elezioni è sempre caricata, fini e opposizione, potrebberro oragnizzarsi, o no!!! vediamo come si comporteranno i finiani, non sono cosi convinto che volessero andare alla rottura totale con il duce e chiudere la legilatura a breve. casini, è un altro perdente...da solo non riesce nemmeno ad organizare una cena di lavoro...si fa per dire...a proposito ditelo ai leghisti e pdl che il paese va a rotoli e le fabbriche chiudono; la moralità la si legge solo sui giornali del duce...anche fam cristiano dice fesserie antigovernative!!!! siamo a posto!!!

Leonardo

26 ago 2010 14:46

Che bellezza, che goduria vedere questo governo allo sfascio, vedere questi burbanzosi prepotenti che adesso se ne stanno con la coda fra le gambe!!! Vedere questo ducetto in sedicesimo che ha tuonato per un mese e ora se ne sta zitto e muto, pieno di paura per un futuro pieno di incognite. Se ne sarà accorto dell'errore gigantesco che ha fatto rompendo con Fini??? Io penso di sì......ma per nostra fortuna ormai lo ha fatto. Adesso vedremo, spero che l'opposizione sfrutti le enormi opportunità che si presentano.

foto del giorno

A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)