venerdì, 30 luglio 2010 ore 04:16

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Europee, una nuova legge-truffa

La riforma del sistema elettorale per le europee che è approdata ieri in Parlamento è una nuova legge-truffa. Come quella celebre, tenta di cambiare le regole del gioco alla vigilia della partita, adattandole agli interessi dei giocatori...

Come il porcellum, tenta di annullare il diritto di scelta da parte degli alettori dei propri eletti. Si propone di introdurre uno sbarramento del 5& nell'elezione di un parlamento come quello di Strasburgo, che non deve eleggere un governo, nel quale quindi le cosiddette esigenze di governabilità non sussistono. Si propone di eliminare il voto di preferenza, affidando ai capi partito la scelta di ogni singolo parlamentare, che così diventa un suo impiegato, non un eletto del popolo. Sopratutto, mira a far sparire interi partiti (l'Udc) o a impedire la ricostruzione di partiti che rappresentano una parte della società italiana (la sinistra radicale). È difficile dirla meglio di come l'ha detta ieri Riccardo Nencini, il segretario del Partito socialista, in una lettera aperta a Napolitano. La truffa è fondata su tre falsi. Il primo: si sostiene che il voto di preferenza non esiste negli stati dell'Unione europea, mentre 18 stati su 27 lo conservano. Secondo: si sostiene che ogni stato dell'Unione ha uno sbarramento elettorale, mentre solo 10 stati su 27 hanno forme di sbarramento “diretto”. Terzo: si sostiene che non viene tradita la Costituzione italiana, mentre gli articoli 56 e 58 della Carta parlano di suffragio «universale e diretto». Dove diretto sta per la possibilità dell'elettore di scegliere l'eletto. E' una legge contro la quale è giusto ribellarsi. Nelle forme parlamentari più incisive. Compreso l'ostruzionismo. Perché la lista bloccata e la conventio ad excludendum sono ferite gravi inferte al sistema rappresentativo. Il Pd, che a lungo è sembrato indeciso su questa battaglia, forse nella speranza di lucrare qualche “voto utile” dalla riforma, ieri si è espresso in maniera molto netta: «È un attacco alle più elementari regole democratiche e mina il concetto stesso di rappresentanza nelle sedi parlamentari: il Pd utilizzerà tutti gli strumenti parlamentari per opporsi a questo furto di democrazia ai danni dei cittadini». Se lo farà davvero, farà il suo dovere.

di Antonio Polito, su il Riformista, in edicola...

martedì, 28 ottobre 2008

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commenti dei lettori

38 commenti presenti

franco messeri

19 nov 2008 00:21

Si potrebbero conservare le preferenze ,anche se "ci credo poco" che un singolo elettore possa realmente scegliere.... Un certo sbarramento,però,lo ritengo indispensabile per evitare che ci siano troppi partitini con percentuali del 2% ,che creano confusione,rallentano le decisioni...sono realmente inutili e costosi.... Nelle ultime elezioni,gli elettori hanno fatto un pò di sfoltimento,con lo sbarramento del 4%...ed è un fatto assolutamente positivo...

daniele

07 nov 2008 14:48

Il diritto di scegliere il proprio candidato attraverso il voto di preferenza è un diritto costituzionale di ogni cittadino avente diritto al voto. La Costituzione Italiana spiega negli articoli 56 e 58 che i rappresentanti di un parlamento vengono eletti con suffragio universale e diretto. Il governo Berlusconi invece di confrontarsi e dialogare con la controparte politica per prendere delle decisioni riguardanti le priorità del paese, sulle priorità le deciosioni vengono prese con D.L. e voto di fiducia, a me risulta sia dalla costituzione italiana che dal regolamento della camera dei deputati il decreto legge dovrebbe essere usato solo nei casi riguardanti l'urgenza. Ora non mi pare che ogni decisione da prendere sia urgente soprattutto quelle riguardanti la legge finanziaria, il lavoro, il potere d'acquisto del ceto medio ecc....le decisioni riguardanti i problemi prima citati secondo il mio modo di pensare andrebbero dibattute nelle sedi istituzionali con un confronto fra le parti ed ascoltando iveri problemi della gente, ma questo dal Governo Berlusconi non viene recepito tanto è vero che prende decisioni co decreti,disegni di legge e voti di fiducia,concludendo non penso proprio che questa classe politica possa portare l'Italia all'innovazione a nuove conquiste sociali, inoltre la clase politica italiana non è unita e coesa sui problemi reali del paese, da ciò si evince che anzichè proggredire il paese regredisce.

Antonio

30 ott 2008 19:57

Sono sconcertato nel leggere alcune affermazioni. Libertà di scelta è poter individuare una persona precisa cui affidare la mia rappresentanza. Deve rappresentare me. Lo devo conoscere ed egli, deve perlomeno conoscere, a grandi linee, i miei bisogni e i miei pensieri. Deve "Ascoltare" colui che ha deciso di sceglierlo. Non è solo poter scegliere un partito o il suo leader. Non è solo rappresentanza territoriale, è appartenenza ad una cultura, ad una socialità e comunità vissuta. La preferenza è l'unico modo attraverso il quale io cittadino posso essere attore "diretto" di una scelta politica. Alcune premesse, tuttavia, sono necessarie. Mi devo interessare della politica che le persone che rappresentano il mio territorio, il mio pensiero, i miei bisogni, perseguono. Cioè devo essere attivo. Mi devo informare. Se non svolgo il mio diritto e dovere di Cittadino è chiaro che qualsiasi "legge" è uguale e una può valere l'altra. Tranne una: quella che metterà fine alla mia vita. Le altre le posso anche accettare tutte. Magari sono anche contento che qualcuno si prenda le mie responsabilità. Mi lasci tranquillo, mi lasci vivere e non mi crei troppi disturbi. La Politica e il Bene Comune a Lei legato è percorso faticoso e con poche gratificazioni. De Gasperi non aveva la casa al mare e la villa in montagna o la barca in darsena. E come Lui moltissimi altri. Perché limitarci a scegliere "professionisti" politici. Andiamo oltre e scegliamo "professionisti" di onestà e trasparenza. Persone riconosciute oneste dalla Comunità dove egli vive e lavora. Chi non ha questi attributi non può ambire a rappresentare il popolo. Io pretendo di scegliere la persona cui delegare la mia rappresentanza. E a lui voglio poter chiedere conto al termine del suo mandato. Non ho deleghe in bianco da rilasciare. Forse ci siamo dimenticati del significato lessicale ed etimologico di "ELETTO"

mary

30 ott 2008 19:56

a proposito di legge elettorale... poichè i deputati sono nominati perchè mai devono percepire il rimborso delle spese sostenute per un collegio elttorale che nessuno ha? Servono soldi:tagliamoli lì!

apote

30 ott 2008 17:17

Purtroppo, come sosteneva Tocqueville, ciò che conta veramente è il gusto per la libertà, e quando un popolo lo ha smarrito a poco servono le geometrie istituzionali e le leggi elettorali. Ma qualche buona notizia c'è: dopo aver ampiamente abusato della possibilità di nominare, anziché eleggere, i deputati, mostrando il suo alto gradimento per il rafforzamento del potere oligarchico dei partiti, il Pd oggi sembra pronto a combattere la battaglia democratica a favore del ritorno alle libere elezioni. E' giusto dire che sarebbe suo dovere impegnarsi con ogni mezzo perché ciò avvenga. Ma non solo per le elezioni europee. Un'altra buona notizia, se mi è concesso, è che i giovani italiani si stanno accorgendo che, scuola o non scuola, l'Italia è un paese nel quale i vecchi al potere stanno ben attenti a non lasciarsi scalzare. Nulla di quanto si decide è fresco. Nulla è nuovo. Nulla è veramente coraggioso. Nulla apre nuovi orizzonti. E' un paese ingessato sulla taglia di chi, ad ogni livello e in ogni campo, lo dirige. Buttino dunque all'aria docenti e politici, intellettuali e industriali. Sono loro i fannulloni perché sono loro a voler conservare le rendite di posizione di cui godono senza merito. Auguri ragazzi, non abbiate paura!

grigio

30 ott 2008 16:47

Caro marcus, forse non hai ben inquadrato quanto è successo. Berlusconi ha fatto marcia indietro sulla sua "legge truffa", spaventato dal possente schieramento contro di lui. Uno schieramento vasto e democratico, che va da Fiore e Storace a Ferrero, passando per Rotondi, Casini, Polito e Veltroni. Voteremo con il proporzionale più puro e democratico dell'Ue. Finalmente la spallata è andata a segno. grigio

marcus

30 ott 2008 15:43

il berlusca ha di nuovo fregato il povero veltroni, rimane la legge in vigore e per il pd sarà difficile arrivare al 30 % infatti non ci sarà più il voto utile , povero walter

Vincenzo

30 ott 2008 15:12

Le preferenze non sono una panacea dei mali politici ma certamente contribuiscono a ridare forza all'elettore qualunque. Una soluzione alla malapolitica? due legislature e poi a casa !!! senza pensione però !!

gianfranco

30 ott 2008 10:41

Il solito "falso" problema! Hanno ragione coloro che non vedono differenze sostanziali tra il vecchio ssitema e la nuova proposta. In realtà l'elettore NON ha mai scelto un bel niente! Eppure un sistema ci sarebbe, ed anche semplice. Si dovrebbero prevedere e regolare per legge le Primarie, ogni lista che vuole partecipare alle elezioni è obbligato a fare, a sue spese, le primarie. Così si dà voce agli elettori e non altrimenti!

Valeriano Giorgi

30 ott 2008 10:37

Chiamare la legge maggioritaria del 1953 'legge truffa' fu una grande trovata propagandistica, che però non rappresentava la realtà: si trattava di una legge certo migliore del 'mattarellum' e del 'porcellum', e non peggiore di altre in vigore nei paesi democratici occidentali, comprese quelle inglese e americana. Non dimentichiamo che a favore di quella legge si schierarono Pannunzio e tutto 'Il Mondo' (Scalfari compreso, per quello che allora contava), Ernesto Rossi, Salvemini, La Malfa, Vigorelli e altri illustri democratici laici. Definire oggi legge truffa l'ipotesi berlusconiana mi sembra un'esagerazione. La Costituzione parla solo di 'suffragio universale e diretto', mai di preferenze. Penso che Berlusconi, come ha già minacciato, alla fine lascerà le cose come stanno, e saranno allora problemi enormi per tutti, Pd compreso. Avremo in Europa Storace e Fiore, Pecoraro e Diliberto, e forse un cosiddetto 'pensionato' o un altrettanto improbabile 'consumatore'. Comunque, a mio parere, l'ipotesi del Cavaliere è certo molto discutibile, ma non costituisce una violazione del dettato costituzionale: definisce solo un sistema elettorale mediocre fra i tanti che esistono nell'Ue. Il Pd dovrebbe infine, come Polito ha proposto, ricorrere anche all'ostruzionismo contro la 'truffa'? Non credo che bloccare il Parlamento su questa tematica ostica, con i problemi economici e sociali enormi che hanno i cittadini, sarebbe molto compreso e popolare. O quei problemi li lasciamo a Tremonti? Valeriano Giorgi

mauro1

29 ott 2008 23:28

Hanno ragione Gabriele e Gilgamesh. Quando c'erano le preferenze, non ho mai potuto scegliere nessuno, quindi cosa cambia se senza preferenza non posso scegliere nessuno? Poi i partitini rappresentano solo se stessi. L'Europa unita ed i problemi che si porta dietro e quelli che ha davanti, DEVONO essere affrontati da formazioni politiche dove convivono "anime " diverse, ma con obiettivi comuni. I partiti composti da 2, 3, 5, o poco più deputati europei che ci costanol un casino di soldi, quanto contano realmente?

Gualtiero Rincoda

29 ott 2008 20:03

Le preferenze c'erano e sono state abrogate con motivazioni e azioni forti che sarebbe bene ricordarle ora, per capire. Adesso si vogliono reintrodurre: sono venute meno le giustificazioni di allora? Onestamente non mi sono mai accorto, come elettore, della differenza fra prima e dopo: mai visti, o quasi, gli eletti nel mio territorio; difficile contattatarli, mai coinvolti, noi elettori, nell'operatività politica; il "fascismo" non è ritornato. Insomma credo che che anche questo argomento sia divenuto un fatto tecnico, strumentale, così come la legge elettorale.

kovolo

29 ott 2008 19:56

almeno questa volta la sinistra dovrebbe smetterla di spararsi nelle.... e votare la riforma elettorale

stefano erbonio

29 ott 2008 18:31

Quella per le preferenze è una battaglia da sposare con convinzione. Bisogna ringraziare Casini, se non ci fosse stato lui, forse il PD non avrebbe temuto di essere scavalcato.

carlo

29 ott 2008 18:29

Sul voto alle europee, due considerazioni: -nelle dittature passate si votava con una lista bloccata e con qualche altro partito di facciata. Ci siamo...quasi. -Praticamente quasi tutti i partiti hanno accettato la modifica delle votazioni politiche nazionali con liste bloccate, come si vuol fare per le europee e..forse anche per le amministrative. Perchè si sono svegliati solo ora ad opporsi. Gli elettori capiscono solo una cosa: Vi accomodate le cose solo per vostri interessi personali! Non meravigliatevi se gli astenuti aumentano sempre!!!!

claudio castelli

29 ott 2008 17:58

la soglia di sbarramento al 5% serve per far fuori partiti che non avrebbero alcuno scopo se non quello di sopravvivere in attesa delle prossime elezioni europee del 2014. fosse per me la metterei al 10%. casini vada all'isola dei famosi.

gabriele

29 ott 2008 17:46

Chiedo scusa a tutti, ma non riesco a trattenermi dal proporvi una riflessione: con le liste aperte avete mai scelto voi chi eleggere? o sono i partiti che decidono chi inserire nelle liste elettorali? I nomi Michele Santoro o Lilli Gruber vi ricordano qualcosa? Erano parlamentari europei eletti nelle liste del partito democratico, così ligi al dovere, che non appena possibile hanno dato le dimissioni.....per continuare a rappresentare al meglio i propri elettori..... meditate meditate p.s. francia e germania hanno lo sbarramento al 5%, che paesi incivili!

Gilgamesh

29 ott 2008 17:32

Caro direttore Polito, ma perchè tanta nostalgia di gruppi e partitini? Si è dimenticato, per caso, cosa siano costati i vari Casini e Buttiglione al Cavaliere e al centrodestra o i vari Mastella Diliberto e Pecoraro Scanio a Prodi e al centrosinistra? Purtroppo l'argomento che lei propone riporta al tema di urgente soluzione che è quello delle riforme. Personalmente sono del parere che un paese civile debba avere una unica legge valida per ciascuna tornata elettorale, con un forte sbarramento che obblighi alle aggregazioni e semplifichi sempre di più il quadro politico.

Carmine

29 ott 2008 17:04

Non si può restare inerti di fronte a simili atti di violazione della Costituzione! Un uomo padrone di un partito, vuole diventare padrone del Paese,! Non si può essere tutti appecoronati, vada per quelli che ne beneficiano ,perchè scelti dal padrone a fare i lacchè, vada per i parenti e sodali che possono trarre utili dalla posizione lucrata dgli "eletti". Ma il resto dei cittadini, il popolo tutto che si vede espropriato da un diritto che la costituzione prevede, nonpuò e non deve stare fermo e zitto! E la stampa,ma come fanno tutti gli organi che si nascono dietro il pavido paravento di una pseudo indipendenza, come fanno i giornalisti che sono prima di tutto cittadini con i diritti costituzionali a non fare emergere la voce di proptesta e dissenso per l'agire di un dittatore di fatto!!!Sono e siamo pronti a tutto,|

PINO1954

29 ott 2008 16:56

Vedo molti commenti critici contro il governo per l'iniziativa che sta prendendo in tema di legge elettorale. Mi associo e sottoscrivo. Non capisco perchè il PD non potrebbe proporre e decidere, in spregio a questa iniziativa, di tenere delle sue primarie aperte alle realtà locali, realizzando nei fatti quanto Berlusconi vuole impedire per la sua parte con questa legge ? Potrebbe mostrarsi nei fatti diverso e davvero democratico e trasparente come il suo nome impone ? Ho mandato un post di questo tono al network del PD stamattina , ma ancora non e' stato pubblicato.... A prescindere da questo fatto che potrebbe anche essere dovuto al sito un pò impallato, noto che a fronte di tutto questo abbaiare non c'e' nessuna proposta in questo senso. Vuoi vedere che la mossa del Berlusca piace anche al PD ?

Manlio

29 ott 2008 16:05

Non sono un esperto, anzi, ma non riesco ad appassionarmi alla battaglia che intendete promuovere, assieme ai Casini, Mastella, ecc.., contro la riforma della legge elettorale europea. Il fatto che taluni esponenti di micoro-formazioni partitiche siano così ostili alla legge non mi disponde tanto favorevolemtne verso una opposizione che si preannuncia molto dura verso questa legge. Ritengo che vi siano altre priorità, prima tra tutte quella socio-economica, accanto all'urgenza di un nuovo assetto Istituzionale.

Paolo G

29 ott 2008 14:55

Il lato più comico (ma di una comicità davvero amara) di questa situazione è uno degli argomenti preferiti da Berlusconi nel sostenere l'opportunità di non indicare il voto di preferenza: servirebbe a garantire la "qualità" della classe politica, e a far sì che vengano eletti "i migliori e i più qualificati". Questa sì che è bella. Basta guardare l'attuale classe politica, e molti tra i ministri del presente governo Berlusconi (Gelmini, Carfagna, Vito, La Russa, Scajola, Prestigiacomo solo per fare qualche nome), di quelli passati (Previti!) per farsi un'idea della capacità del nostro governo di selezionare il meglio in posizioni di elevato peso politico. Lo stesso vale per le candidature nelle amministrazioni locali: pensiamo a Scapagnini! Alcuni tra questi nomi sono davvero scandalosi, e la presenza di personaggi dell'entourage di Berlusconi domina un po' ovunque. Non credo che gli elettori possano fare di peggio, anche se le alternative disponibili difficilmente saranno confortanti, sia a destra che a sinistra.

Dux

29 ott 2008 14:34

Berlusconi attento a non tirare tropo la corda. Sai che succede quando si esagera.

valerio '82

29 ott 2008 13:20

In linea generale il segretario Nencini ha ragione, ma com'è tradizione della sinistra italiana bisogna fare dei distinguo. Innanzi tutto, il problema delle preferenze si è posto per limitare l'ingerenza delle mafie nelle ammministrazioni del sud, facendo passare la tesi che se il candidato è scelto in linea verticale, si potrebbero limitare influenze orizzontali tipiche della territorilità di quella specifica criminalità. In secondo luogo lo sbarramento alto (5%), toglie rappresentatività ad appendici culturali, che in realtà non hanno alcuna intenzione di fondersi in un discorso semplificativo del quadro politico europeo, con due grandi "famiglie", popolari e socialisti. Terzo punto, gli artt.56 e 58 Cost., hanno una specifica al 1comma di entrambi gli articoli: riguardano l'elezione di Camera e Senato( nel '48 non c'era il Parlamento europeo). Solo in via incidentale, riguardo alla Costituzione (1948), voglio ricordare che: dato per fisso lo schema di base, bisognerebbe analizzarla titolo per titolo, ricordandoci che non è il Vangelo. Negli ultimi sessant'anni il mondo è diverso nei suoi assoluti più fluttuanti, nei suoi relativi più pesanti, nella maggiorazione esponenziale di grida di ascolto e di conflitto; in questa realtà, non ci si può sottrarre alla sfida del cambiamento, che prima di essere intorno a noi, deve essere dentro di noi.

enrico vitiello

29 ott 2008 13:06

Si chiamerà pure Popolo delle Libertà, ma della libertà del suo popolo di scegliere chi dovrà rappresentarlo al parlamento europeo a padron Silvio non gliene può fregare di meno. L’unica libertà che gli sta a cuore è quelle di manovra nella scelta delle candidature e nella composizione delle liste, di modo che siano funzionali a definire l’assetto interno dell’alleanza e a prefigurare i rapporti di forza tra le componenti del nascente (?) partito. Se l’abolizione delle preferenze è in un certo senso un passaggio obbligato per la costruzione del partito, la soglia di sbarramento al 5%, che mira unicamente a tenere fuori dall’assemblea di Strasburgo i partiti esclusi dal parlamento nazionale e soprattutto a punire il partito di Casini, non sembra invece avere alcuna utilità ai fini di tale disegno. Il partito democratico, che si è già dichiarato contrario alla proposta della maggioranza, ha la grande occasione per dimostrare nei fatti come, nonostante la legge elettorale, esso sia in grado di valorizzare l’opinione dei cittadini, attuando una procedura di selezione delle candidature, nel segno della trasparenza e della partecipazione, che sia di esempio anche al popolo altrui.

Toqueville

29 ott 2008 12:14

QUESTO E' UN GOVERNO FASCISTA CHE PROPINA LEGGI FASCISTE FACENDOCI CREDERE CHE SIANO FATTE PER IL BENE DELA NAZIONE. CHI RAGGIUNGE UNA RAPPRESENTANZA PROPORZIONALE NEL PROPRIO COLLEGIO DEVE ENTRARE SIA NEL PARLAMENTO ITALIANO E SIA IN QUELLO EUROPEO. QUESTA E' DEMOCRAZIA. IL RESTO SONO SOLO PALLE PRETESTUOSE. ANCHE HITLER FACEVA IL BENE DELLA GERMANIA, ERA CONVINTO CHE IL BENE SI RAGGIUNGESSE CON I SUOI METODI. ERA MICA IN CATTIVA FEDE, SEMPLICEMENTE NON ERA UN DEMOCRATICO MA UN NAZISTA. IN POLITICA -PERCHE' LA POLITICA ABBIA SENSO- ESISTONO DELLE QUESTIONI DI DI PRINCIPIO E LA DEMOCRAZIA E' UNA DI QUESTE, AL DI SOPRA DEGLI INTERESSI DI CHIUNQUE. ANCHE DI UN PAESE INVENTATO DAL SIGNOROTTO DI TURNO. TUTTE LE GUERRE SONO STATE COMBATTUTE IN NOME DELLA LIBERTA', MA LA LIBERTA' NON E' MAI ARRIVATA PER LA GUERRA. LA DEMOCRAZIA E' IL GOVERNO DEL POPOLO, LA PIU' VIVIBILE DELLE FORME DI STATO.

Dino

29 ott 2008 12:04

Siamo sicuri che sia un assioma la dicotomia tra governabilità e rappresentanza parlamentare. Io penso che le due cose non siano mutuamente esclusive e che la truffa principale sia farcelo credere.

Lorenzo De Caprio

29 ott 2008 11:50

Condivisibili e preoccupanti le affermazioni del dott. Polito, specie quando scrive: Se (il PD) lo farà davvero... Ma, in una certa prospettiva, si tratta dell'evoluzione scontata di un certo modo d'intendere la magica parola Democrazia. Mi sembra che il modello della democrazia parlamentare, quella basata su rappresentanze politiche liberamente scelte ed elette dai cittadini, sia da tempo entrato in crisi. Al suo posto si sta affermando una democrazia che oserei definire "carismatica"; ove un tale, un capo, un leader "carismatico" raccoglie intorno alla sua persona il consenso per popolare acclamazione e così legittimato governa. La storia politica del cav. Berlusconi è caso esemplare. Nessun congresso lo ha de-signato leader della PdL adesso, e di FI prima. Lui è il capo per sua forza propria, perchè il suo popolo lo ha "democraticamente" chiamato . Questa curiosa forma di democrazia diretta o,,se preferite, per acclamazione, è stata purtroppo fatta propria anche dalla sinistra. Quale maggioranza congressuale ha nominato Veltroni segretario del PD? Non è forse Veltroni segretario del PD per popolare "acclamazione"? Non si propone, forse, anche lui come leader carismatico? Si farà mai un congresso del PD? E' chiaro che, così nominati, i capi di questi partiti che non sono più partiti in senso tradizionale, ( forse faremmo meglio a dire: movimenti popolari) non hanno nessun interesse a sistemi elettorali che consentano ai cittadini di manifestare le loro preferenze e, caso mai, di mandare al parlamento qualche dissenziente. Il potere politico dei leaders carimatici è nutrito del loro stesso carisma personale. Nulla di sorprendente che abbiano bisogno di collaboratori obbedienti, molto obbedienti, mai abbastanza obbedienti.

Franco Antonini

29 ott 2008 11:40

Sono sacrosante le obiezioni al progetto di riforma della legge elettorale. Il PD in questo passaggio è debole poiché dovrebbe dapprima rendere conto dello strisciante assenso, fatto di omissioni, che ha caratterizzato il suo agire in occasione della riforma della legge elettorale nazionale. Il quadro politico partorito da quella legge è quasi caricaturale: mentre per il PDL la "nomina" dei parlamentari ha prodotto una straordinaria stabilità, per il PD un frazionismo interno di difficile governabilità. Che pasticcioni: oblio del principio del vincolo di mandato o confusione. Certo, fare scegliere al "buonsenso" dei cittadini potrebbe anche essere una buona soluzione. La panacea: il modello elettorale delle Amministrazioni Provinciali (ho presenti le implicazioni di modifica costituzionali), magari preceduto da un sistema di lezioni primarie (regolate con una legge) per la scelta dei candidati. Perché il suo giornale non prova a fare questa battaglia? Nel mio piccolo le sarei vicino. Ad maiora, per lei, il suo giornale, la redazione e vista l'aria che spira in materia di aiuti all'editoria, anche alla proprietà.

Plinio Scarsini

29 ott 2008 10:59

Concordo in toto con Riccardo Nencini: coraggio e avanti.

Robe

29 ott 2008 10:45

Ma cosa c'entra lo sbarramento elle elezioni Europee? Lo sbarramento nasce dal'esigenza di governabilità, in nome della governabilità, infatti, si riduce giocoforza la democrazia dela rappresentatività dando più potere al partito di maggioranza RELATIVA (il PDL infatti ha il 38% dei voti e meno del 25% degli italiani). Può essere un principio giusto (sebbene pur sempre discutibile) a livello nazionale, ma a livello europeo no. In Europa conta proprio la rappresentatività -non la governabilità- e un paese DAVVERO democratico deve dare spazio alle forze che raccolgono il quorum e basta. Quindi proporzionale puro senza sbarramenti. Questa è una legge supertruffa. L'abolizione delle pereferenze poi è FASCISMO puro che non merita giustificazione alcuna. Di questo passo aboliranno le elezioni per dirci che se decidono loro è meglio per il bene del paese. RIBELLIAMOCI DAL BASSO CONTRO L'ENNESIMO SOPRUSO DEL GOVERNO. Se non facciamo sentire che non siamo d'accordo il Governo farà passare tutto ciò che gli garantisca il potere assoluto per sempre. Ne vale comuqnue la pena.

Alberto

29 ott 2008 10:44

Che senso ha la preferenza quando la lista è fatta dalla segreteria del partito? Vorrei che qualcuno BRAVO me lo spiegasse.

Giuseppe

29 ott 2008 10:29

Aprite una sottoscrizione on-line per evitare che la legge truffa venga approvata.

giuliano Pilloni

29 ott 2008 09:24

Meglio tardi che mai. Ma l'opposizione doveva farsi maggiormente sentire anche in occasione della medesima truffa perpetrata ai danni del Parlamento italiano, col risultato che a Roma i cosidetti "rappresentanti del popolo" in effetti non lo sono. È solo gente gradita al capo, emeriti signorsì:Bisognava darsi da fare allora, con forza. Invece fu un'opposizione all'acqua di rose, blanda e mite quasi inesistente. Che razza d''Italia è? Fascisti e gente in odore di mafia occupano posti di ministro.....e nessuno dice niente. Pregiudicati in Parlamento, diventato una succurale dell'Ucciardone.....Potrei continuare a lungo...........ma son tutte cose che sappetegià.Io spero, ma.........povera Italia!!

yanke

29 ott 2008 08:54

Vero è, che erano i partiti a scegliere i candidati da inserire nelle liste elettorali, da questo a stabilire e priori in nome di chi è andato a governare, nel parlamento Italiano o di chi andrà a rappresentarci nel perlamento Europeo, ce ne vuole. L'idea, probabilmente ispirata dalle frequentazioni internazionali del Premier , sarà stata forse ispirata dall'amiciazia sbandierata con Putin? Se dovesse passare tale riforma i partiti di opposizione dovrebbero intraprendere tutte le iniziative, non ultimo il boicottaggio delle istituzioni per far pesare sulla maggioranza e sul Governo la responsabilità di una tale bruttura. Il PD vuole veramente che non passi tale soluzione? perché ne sarebbe avvantaggiato. Se ritornasse ad invocare il voto utile potrebbe ricavarne benficio come alle ultime elezioni, salvo poi ad avere difficoltà nella gestione dei consensi ottenemuti dagli elettori. Probabilmente non ci rimane che Di Pietro capace di appoggiare con vigore tali istanze, promuovere referendum ad attaccare frontalmente le iniziative scellerate di questo Governo appoggiato da questa maggioranza omologata.

Franco Bertotto

29 ott 2008 08:01

Margaret Thatcher non ha mai avuto la maggioranza dell'elettorato inglese. Clinton non ha avuto la maggioranza dell'elettorato americano e si potrebbero citare molti altri esempi. Dobbiamo finirla di tirare in ballo ogni volta che ci conviene (sia da destra che da sinistra) la questione della rappresentatività. In società complesse di milioni di cittadini la governabilità è ciò che rende possibile una incisiva azione politica. Giuliano Amato circa 15 anni fa ha affermato che per cambiare l'Italia sarebbero occorsi 8 anni di pieni poteri. Qualcuno forse pensa che un sistema proporzionale renderebbe ciò più probabile? Il premier inglese nell'ambito del mandato settennale ha la possibilità di indire a suo piacimento le elezioni per sfuttare al meglio la popolarità - per definizione ballerina, de suo governo. Ve lo immaginate un potere del genere in Italia? Farebbe gridare subito alla dittatura. Abbiamo avuto per decenni un parlamento eletto con una legge elettorale proporzionale pura e abbiamo visto con quali bei risultati (vedi debito pubblico). Siamo stati scippati di un sistema uninominale maggioritario secco, facendo da un lato sopravvivere nel ventunesimo secolo partiti che si ispirano ad ideologie demenziali e rendendo dall'altro possibili ribaltoni della volontà popolare nonchè impossibile il governo del paese da parte di una sinistra moderata.. Adesso insorgiamo indignati contro uno sbarramento del cinque per cento e contro l'abolizione delle preferenze argomentando che il parlamento Europeo non deve eleggere un governo. Logica voirrebbe allora che si introdicesse un sistema proporzionale puro e non uno sbarramento al tre per cento come proposto dal PD. E poi basta con questa ipocrisia lessicale degli eletti del popolo. Si sa benissimo che la differenza che esiste tra preferenze sì e preferenze no è solo un mercato delle vacche con un numero limitato di attori piuttosto che con un attore unico. Visto che la sinistra è un bordello non riducibile a un convento, si vorrebbe ridurre alla stessa stregua la destra. Berlusconi non mi piace. E' affetto da quella che gli inglesi definiscono "foot in the mouth desease", però è l'unico collante della destra e la sinistra questo lo sa bene Così come sa bene che non ha al suo interno un Berlusconi che metta ordine nel suo campo di Agramante. Non potendo avere un collante interno mira a scollare l'avversario. Niente di male, per carità, ma non nascondiamoci dietro alle solite ipocrisie degli eletti del popolo e delle argomentazioni speciose.

marcoscud

28 ott 2008 22:55

Sarei senz'altro d'accordo se non mi fosse capitato di vedere una serie di belle trasmissioni TV su Rai3 (quella dei Kommunisti) fatte da un uomo di sinistra: Viva l'Italia. La puntata più bella era relativa alle prime mosse dei nuovi eletti dopo la vittoria-pareggio-sconfitta di Prodi. E faceva vedere le reazioni di un collegio delle Marche. Era la prima elezione col porcellum. Prima in lista dei DS era stata una, assolutamente sconosciuta agli elettori, ex funzionaria della CGIL. La candidata più probabile e sicuramente quella più nota e più amata di una regione di Sinistra, che sarebbe stata messa in una posizione molto distante dalla vetta, aveva rifiutata e si era presentata con Rifondazione. Nessuno degli elettori interrogati conosceva il nome ma neppure la faccia della ex-funzionaria CGIL eletta. Tutti conoscevano quella che se ne era andata in un altro partito. E situazioni come queste, dove il Partito può stalinianamente mettere in lista chi vuole lui, era una condizione perfetta per un partito strutturato ancora sul vecchio PCI. Cosa è cambiato oggi col PD? Lasciamo stare quello che viene detto, purtroppo delle telecamere malandrine ripresero un foglietto oggetto di discorsi Berlusconi-Fassino alla camera su cui si notava benissimo: PREFERENZE NO. Tutto il resto è propaganda e se passa questa legge, così come è, si fregheranno le mani i PDisti perchè il rientro di Casini nel pdl verrà scongiurato forse per sempre.

sergio canfori

28 ott 2008 20:38

Berlusconi è costituzionalmente il re dei bugiardi. Capace di dire di tutto e tutto il contrario, senza poi forse rendersene nemmeno conto. Bugiardo patologico lo hanno definito. Prima ha detto che l'Europa non ha preferenze poi quando è saltato fuori che era una balla ha detto che noi siamo più avanzati etc. Il problema che lui prima aveva un'azienda con i dipendenti che facevano quello che diceva lui , adesso ha un partito fatto sulla stessa lunghezza d'onda. Cosa volete che gliene freghi degli elettori.??? Spera di avere un paese di sudditi che dicono si e non si preoccupano più di tanto di quello che va combinando.