venerdì, 3 settembre 2010 ore 11:46

Prima pagina

IL BESTIARIO
Il Cavaliere non porta i pantaloni
di Giampaolo Pansa

Posso azzardare una previsione? Non ci sarà nessuna riforma della giustizia. Non la vedremo in questo scampolo del 2008. Ma neppure nel 2009, come promette il governo. E forse neanche nel 2010. Intendo una riforma vera. Non una finta.

Del resto, è fatale che in Italia vada così. I magistrati sono l’ultima corporazione rimasta intatta, hanno conservato tutti i poteri e i privilegi, formano la lobby più forte nel paese. Aveva ragione mia madre Giovanna che voleva facessi il giudice, non il giornalista. Un concorso pulito l’avrei vinto, poi mi sarei iscritto all’Associazione Nazionale Magistrati, con i vantaggi relativi. E oggi che non ho più l’età per stare in un tribunale, vivrei beato in Parlamento.
Non ci sarà nessuna riforma perché Silvio Berlusconi possiede i voti, ma non la forza politica per realizzarla. Abbiamo già capito che lui non ha i pantaloni della signora Margaret Thatcher. Magari li avesse. Gioverebbe anche alla nostra sinistra dalle gomme sgonfie. La metterebbe per davvero alla stanga. La obbligherebbe a non straziarsi e a uscire dal nulla parolaio nel quale sta morendo.
Ma il Cavaliere non è un leader da tempo di guerra. Winston Churchill non è il suo modello. E non assomiglia neppure alla lontana ai personaggi che popolano la cianfrusaglia dipietrista: Videla, Mussolini, Hitler & C. A Silvio piace piacere. E nemmeno con i giudici, che lui considera nemici mortali, è capace di usare il pugno duro. Sta a Palazzo Chigi per la terza volta, però neanche in questo giro riuscirà a fare quel che aveva promesso all’inizio della sua discesa in campo.
Messo in chiaro questo, bisogna riconoscere che arrivare alla riforma della magistratura è come scalare la parete nord dell’Eiger in maglietta e scarpe da tennis. Anzi, le pareti da superare sono almeno tre, e tutte non di sesto, ma di settimo od ottavo grado. Provo a descriverle alla buona.
La prima è l’azione penale obbligatoria. Oggi qualsiasi pubblico ministero è in grado di aprire un’indagine sulla base di qualsiasi notizia di reato. Basta una lettera anonima, la soffiata di un confidente, un trafiletto di giornale, qualche parola captata in un talk show televisivo. L’iniziativa di un magistrato può essere del tutto arbitraria. Così il Pm diventa il padrone discrezionale e incontrollabile della legge. E dell’accusato.
La seconda è la separazione <+tondo>netta delle carriere fra magistratura inquirente e giudicante. Se non si arriverà a questa misura, Pm e giudici resteranno sempre figli della stessa gallina bianca. Anch’io, come imputato, in più di un caso ho avuto l’impressione che tra chi mi accusava e chi doveva decidere la mia sorte ci fosse troppa pappa e ciccia. O per essere colloquiali, che entrambi fossero culo e camicia.
La terza parete da scalare è quella del protagonismo mediatico di troppi magistrati. Quando ho iniziato a lavorare nei giornali, i giudici che incontravo erano restii a dirti persino il loro nome. Oggi molte toghe sono star da palcoscenico. Sempre in prima pagina, alla radio, alla tivù, in dibattiti pubblici, in conferenze nelle scuole, nei congressi di partito. Spesso firmano appelli contro leggi dello Stato che sono chiamate ad applicare. C’è persino chi ha partecipato da protagonista al Vaffa Day di Beppe Grillo.
Ce lo vedete il Cavaliere andare all’attacco di queste pareti di ghiaccio? Io no. Eppure adesso il clima favorevole all’impresa c’è. Certi segnali s’intravedono anche nelle dichiarazioni di qualche magistrato eminente. Intervistato da Giuseppe D’Avanzo di Repubblica, venerdì 12 dicembre, Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte costituzionale e uomo di sinistra, qualcosina si è lasciato scappare.
Ha detto: «Non sempre la magistratura ha usato con la responsabilità necessaria l’indipendenza massima che la Costituzione le assegna». E poi: «Le correnti sono diventate strumento di promozione e di carriera. È una degenerazione». E ancora: «Credo che la magistratura debba fare un severo esame su se stessa».
Questo esame l’hanno già fatto i cittadini. Il risultato è impietoso. I magistrati, insieme ai giornalisti, sono i due poteri di cui la gente si fida di meno. La lentezza dei processi è diventata sfiancante. Anche le cause più semplici non hanno mai fine. Avere giustizia è un terno al lotto. La faziosità politica si vede troppo. È più facile parlare con il Papa in Vaticano che con un giudice nel suo ufficio. L’italiano qualunque ringhia: eppure quell’ufficio lo pago io, come pago il magistrato. E avrebbe voglia di dar fuoco al tribunale.
Qualche mese fa, Felice Casson, ex magistrato e oggi parlamentare del Pd, ha rivolto ai colleghi di un tempo un rimprovero pesante: «Sono un mondo ormai autoreferenziale», ossia capace di parlare soltanto con se stesso. Ma così i giudici non si accorgono di sprofondare nel discredito. La guerra tra le procure generali di Salerno e di Catanzaro non è che l’inizio della catastrofe. Prepariamoci a vedere altra robaccia, sempre più orrenda.
Volete un’attenuante pro-giudici? La sfiducia nei confronti dei magistrati non è una piaga di oggi. Un grande storico del Novecento, Gaetano Salvemini, diceva: «Se mi accusano d’aver rubato il Duomo di Milano, prendo il passaporto e scappo in Svizzera». Adesso gli basterebbe avere qualche maniglia in una delle correnti dell’Anm per vivere tranquillo.
Ecco perché ci vorrebbe un signor Thatcher italico. Ma siamo il paese di Pulcinella. E dovremo accontentarci di quel che passa il convento: calciatori, belle donne e politici di cartone.

lunedì, 15 dicembre 2008

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commenti dei lettori

40 commenti presenti

irpino

16 dic 2008 20:47

Credo ci sia anche un'altra buona ragione,materialista,per cui Berlusconi non farà le riforme sulla Giustizia cosi' come nessuna altra importante riforma:infatti a differenza dei comuni cittadini può permettersi stuoli di avvocati e centnaia di contenziosi giudiziari.Continuando a beneficiare del lato oscuro dell'inefficienza giudiziaria:illegalità diffusa,irresponsabilità della pubblica amministrazione,sclerotizzazione del regime di rappresentanza democratico.Onore a G.Pansa che dimostra esistere ancora il coraggio a sinistra.

domenico

16 dic 2008 20:17

caro Pansa,condivido appieno quello che ha scritto il lettore Ezio Avaldi,finche' ci sara' questa generazione di giornalisti e di politici,la magistratura fara' sempre il bello e cattivo tempo.Pansa,ti dico semplicemente una cosa su Berlusconi,penso che nessun essere umano poteva resistere a tutto cio' che ha subito e' subira ,da questa gentaglia e tu sai benissimo che e' cosi,sono convinto chiunque abbia un minimo di etica,non puo' non condividere il mio giudizio.il BERLUSCA E' UNICO.Pansa di pantaloni berlusconi ne indossa a iosa ciao.domandalo a Polito persona molto intelligente e'a modo.alla prossima

mario alloro

16 dic 2008 19:15

che bello sentire l'autorevole Pansa dire queste cose!! peccato che la sinistra (PD) rimanga sorda.

pippuzzo

16 dic 2008 19:04

Per il Signor Giacomo Pirro. Il riformismo in Italia ha sempre avuto vita dura. Craxi è stato l'unico ad aver tentato di creare uno spazio a sinistra senza i criminali comunisti e sappiamo come è andata a finire con i criminali che hanno potuto usufruire della benevolenza interessata della casta dei giudici. In quanto a nani e ballerine ,beh non so se le dice nulla il nome di faziof, o di litizzetti passando per crozza e ultima la new entry parietti. Non faccio l'elenco dei giornalisti, sarebbe lunghissimo , ma si sa quelli sono servi che si ispirano alla carriera dei vari scalfari biagi (da fascistoni a sinistri passando per un immaginario passato partigiano chissà come inventato ma con grandi complicita di pseudo storici)

Ettore Sallusti

16 dic 2008 17:47

Lettori virtuali del Riformista: guardando i sondaggi online il 66% ritiene che non vadano più costruite moschee, l'89% non ha fiducia nella Magistratura, il 51% approva il decreto anti crisi di Berlusconi ed ancora il 51% ritiene addirittura che la Social Card sia una soluzione! Una spruzzata di leghismo, un pizzico di sana ortodossia berlusconiana e nessuna competenza economica. Trovo un po' di tutto, eccetto il riformismo...

matteo sollima

16 dic 2008 17:37

Signor PIRRO, sottoscrivo in pieno! Provo a metterla così: il Riformista esprime perfettamente la destra moderata ed intelligente di cui avremmo bisogno. Per tale ragione attrae commenti da destra, commenti peraltro quasi sempre pacati e seri. Diciamo che Polito al posto di Berlusconi sarebbe una mano santa per l'Italia e per i fegati consumati di noi poveri progressisti :-)

Gennaro Salimbene

16 dic 2008 17:31

Stimatissimo Pansa, effettivamente credo stia avvenendo alla magistratura ciò che è già capitato alla politica. L'esercizio del ruolo istituzionale si incanala attraverso il mezzo di comunicazione di massa e viene inglobato nella sua logica superficiale, individualista e un poco becerotta. La politica, anche grazie alla accellerazione berlusconiana, è una categoria sociologica ormai completamente sputtanata. La magistratura mi pare sulla buona strada. Naturalmente in entrambi i gruppi esistono ancora professionisti valorosi e deontologicamente lineari di un tempo, ma naturalmente non fanno notizia. Questo a dire che dubito di molto che possa essere il Governo delle veline insieme al Parlamento dell'Isola dei famosi a riformare saggiamente il Potere Giudiziario del processo del lunedì. Cordialissimamente, Gennaro.

GIACOMO PIRRO

16 dic 2008 15:02

Solo una domanda ai lettori virtuali de il "Nuovo riformista" (senza coinvolgere i quattro lettori che lo acquistano in edicola, fors'anche scambiandolo per un inserto de il "Foglio"): come mai un giornale della cosidetta sinistra riformista "intelligente" riceve così tanti applausi dagli elettori di centro destra? Per uno come me, che fa parte della sinistra non "intelligente" ma solo riformista, c'è qualcosa che non quadra! Non sarà che questa sinistra riformista "intelligente" ricorda molto il PSI di craxiana memoria, passato con armi, bagagli e tangenti sotto le bandiere dell'imbonitore di Arcore, in compagnia di nani, ballerine e di (caso più unico che raro al mondo!) ex fascisti e fascisti dichiarati? Sento il caro, vecchio Turati, rigirarsi nella tomba.

Delia

16 dic 2008 14:39

Ottimo Pansa, come sempre. Ho una vera ammirazione per chi, come lei, non ha peli sulla lingua ed una visione perspicua della realtà italiana. Mi permetto soltanto una piccolissima aggiunta. Aveva visto giusto Montanelli: Berlusconi è la persona meno adatta a riformare questo paese. I motivi erano già allora chiari a lui, ora sono sempre più chiari ad una gran parte di italiani. Grazie Pansa

f.de marco

16 dic 2008 14:05

Salve sig. Pansa, sono convinto che San Silvio d`Arcore non è un leader da tempo di guerra,l`amicizia con Bush per la guerra in IRAK lo dimostra. Il nostro premier Berlusconi autodichiaratosi di essere l `unto del signore, ha dovuto farsi far Santo dai suoi adepti dato che non ha veri collaboratori ma solo dei collaborazionisti e complici legati tra loro solo da interessi palpabili. E`un peccato! Non per niente checché se ne dica, da quando é sceso in politica l`Italia é scivolata agli ultimi posti tra i paesi occidentali, tanto un`altro santo all`opposizione non cé. Sono convinto che se lui puo conservare anzi prolungare il suo gia quasi ventennale e dorato OGGI ne sarà ben felice e se per l`Italia" l`oggi é gia ieri e il domani é gia oggi" non gl` importa

Ottavios

16 dic 2008 13:09

Caro Pansa, il problema in Italia non sono i magistrati, ma è la corruzione diffusa che la classe politica non riesce o non vuole contenere. Il problema, in Italia, è la malavita organizzata che solo la magistratura - con la polizia - tenta di sconfiggere. E poi, limitare il potere della magistratura significa ampliare il potere della politica: siamo sicuri che questa sia la soluzione migliore per i guai italiani? Se si vuole riformare la giustizia, si cerchi di accorciare la durata dei processi e di dare certezza al diritto. Per il resto, lasciamo tutto com'è e battiamoci per una classe politica più efficiente e trasparente. E piantiamola, una volta per sempre, di correre dietro alle farneticazioni e alle illegalità della destra.

antoniop41

16 dic 2008 12:44

Ma se le prime parole saranno confermate,gli italiani dimopstrano di essre un popolo di codardi imbelli masochisti

vincenzo f

16 dic 2008 12:22

L'ho anche ascoltato di persona. per quel che vale sottoscrivo ogni sua affermazione. Ma le chiedo anche: non crede che la stampa è stata ed è estremamente "timida" nei confronti della magistratura? Paura? Eppure la stampa ha un potere enorme e se anch'essa si nasconde allora non abbiamo proprio speranza

carlo falcini

16 dic 2008 11:22

vorrei che tutta la direzione del pd si rinnovassi,e andasse da sola

Enrico Antonioni

16 dic 2008 11:15

Quando in una delle sentenze di condanna di Craxi la Cassazione scriveva (più o meno, cito a memoria) "il fatto che l'imputato non abbia percepito nè richiesto (le tangenti) .... ha un valore meramente estetico...." Giampaolo Pansa dov'era? A pettinare le bambole? Quella è una frase che fa rabbrividire o no? C'è stato qualcuno che ha reagito? Ora la "bestia" giustizialista è scatenata. Il governo dei giudici, dopo il "golpe" incruento del 1992, arriverà. Speriamo presto. E non sarà Berlusconi a rimetterci, anzi. Basta che metta le sue televisioni al servizio della "bestia" e ne esce come un eroe. Del resto nel '92 lo ha già fatto.

Ezio Avaldi

16 dic 2008 09:24

Caro Pansa, condivido tutto ciò che Lei scrive ma, a mio avviso, ci sono alcuni dettagli che Le sfuggono: la Thatcher aveva dietro di sé la Gran Bretagna, che la detestava cordialmente ma la rieleggeva e, tutto sommato, non le metteva i bastoni fra le ruote, sotto l’influenza di un pregiudizio ideologico. Da noi manca l’attore principale, ma è assente anche ( o vanamente ostile) la platea. In secondo luogo, il Premier italiano non ha i poteri, gli strumenti e la “discrezionalità” di cui avrebbe bisogno; può contare solo sul “consociativismo” e sul dialogo (=parliamone, ma se non fai ciò che noi vogliamo non se ne fa niente) . Inoltre abbiamo un giornalismo che rema contro o preferisce non esporsi. Infine abbiamo una èlite di intellettuali bravissima a lanciare messaggi, proclami e appelli, solo quando le fa comodo. Berlusconi non è Giolitti, ma vorrei vedere altri al suo posto. E.A.

Vittorio Schiatti

16 dic 2008 08:45

Pare proprio che in Italia ci si debba per forza dividere tra noi dell'Inter e voi del Milan.Io ritengo di non aver dato ancora il cervello all'ammasso comune e penso che qualche bel NO! da parte della classe politica (intera) alla corporazione dei magistrati possa ben giovare.Poi, a prescindere dagli strepiti di qualcono da cosa nasce cosa.Cominciamo a togliere loro il privilegio dell' intoccabilità.Cominciamo a controllarli quanto producono (nel bene, non nelle cazzate...) Altrimenti le pareti da scalare non solo restano dell' ottavo grado, ma anche di ghiaccio scivoloso. Pensiamoci bene, ora o mai più.

franco messeri

16 dic 2008 01:08

Divide et impera.... sono passati i secoli,ma il metodo funziona sempre.... Berlusconi è quello che è,ma il suo "metodo" sembra funzionare ...eppure i suoi numerosi avversari ,esclusa l'eliminazione fisica,hanno provato di tutto per "toglierlo di mezzo"....

Mario Nanni

15 dic 2008 23:07

Sottoscrivo anche la bruttacopia gettata al cestino. Mi complimento con lo scrittore Giampaolo Pansa, ma anche con il Riformista che vi ha messo il suo abito. Con il vs consenso lo pubblico anche nel mio blog ( www.maralai.ilcannocchiale.it ), fortemente impegnato su questo fronte. saluti Maralai (mario nanni)

MB

15 dic 2008 22:24

Complimenti Sig. Pansa....anche lei riesce a scrivere "contro" Berlusconi Ho messo il "contro" virgolettato perchè il vero messaggio dell'articolo non è, a mio avviso, la mancanza dei pantaloni di Berlusconi, ma il suo punto di vista sulla Magistratura. Due domande in proposito: 1) Quale sarebbe la guerra tra Catanzaro e Salerno? Non le pare che bisognerebbe cominciare a dire la verità a noi cittadini. Ovvero che Catanzaro si è comportata "al di fuori" delle procedure previste dalla legge, mentre Salerno le procedure le ha rispettate? Lo so che questo vorrebbe dire "schierarsi" e spiegare il perchè....ma la Libera Stampa e i giornalisti con la schiena dritta servono a questo! 2) Separiamo pure le carriere tra giudici e PM! Ma questo, quanto accelererebbe i tempi della giustizia per noi cittadini comuni? Per me neanche di un giorno! E la sua opinione? E' veramente convinto del contrario? In fondo non occorre invocare un Thatcher politico nostrano: a me pare una contradizione nei termini. In Italia anche l'originale fallirebbe! Si figuri che qui la maggioranza politica è ancora convinta che Berlusconi sia l'uomo del cambiamento e della modernizzazione del Paese!

mario piccirilli

15 dic 2008 21:38

Proprio a furia di questi titoli si e` attivata l`emorragia che tanto affligge la sinistra. Molti sono guariti dal comunismo , i restanti vivono nei cronicari come questo.

Antonio

15 dic 2008 19:43

Carissimo Dr. Pansa, anni fa ho visto un film. L'attore protagonista doveva essere un francese, forse anche il film era ambientato in Francia. Non ricordo bene nè il titolo del film nè la traccia. L'unica frase che mi rimase impressa era questa: "La democrazia è la peggiore delle dittature". Sotto il regime totalitario, il cittadino non può esprimere il proprio pensiero, in democrazia puoi dire qualsiasi cosa, tanto non ti ascolta nessuno. La segue da tempo e lei ha sempre detto cose sagge e giuste, purtroppo nessuno l'ascolta. Vorrei dirle tante cose a supporto delle sue tesi, non servirebbero a nulla. C'è chi dice che viviamo in uno stato di diritto. Non è vero. Viviamo in una babilonia. Ognuno può fare quello che vuole, non succede niente. Giornalmente ci sono morti sulle strade e l'unica cosa che i governi sanno dire: inaspriamo le pene. Trasformiamo l'omicidio colposo in doloso. Tanti sono i poteri che hanno dato ai responsabili della sicurezza, che raramente vedi una pattuglia sulla strada. Ci sono solo autovelox nascosti ai margini delle stazioni di servizio o nelle auto in delle piazzole di sosta con gli agenti riparati all'interno dell'auto. La macchina fotografica lavora per loro. Allorquando al contravventore viene notificata l'infrazione, nella motivazione per la mancata contestazione immediata, viene addotto che l'auto era troppo veloce e non si è potuto procedere alla immediata contestazione. Io, dopo aver subito qualche contravvenzione, quando mi accorgo della presenza dell'autovelox, mi fermo e chiedo agli agenti di verificare se ho superato o meno il limite di velocità. La risposta è stata sempre la stessa:" non possiamo saperlo se prima non sviluppiamo il rollino fotografico". Allora ho pensato tra me, come mai nel verbale di notifica si attesta dell'impossibilità dell'immediata contestazione a causa della velocità del mezzo che non lo si è potuto fermare, aggiungendo anche che si è voluto evitare disagi e pericolo al traffico? Io mi sono fermato. E gli stessi agenti mi hanno risposto come ho testè riferito. L'autorità la si esprime con la presenza fisica. La prevenzione non esiste. Chiunque è rivestito di autorità la esercita a proprio piacimento. Tutti ci lamentiamo. Lo sto facendo anch'io in questo mio scritto. Si lamentano anche coloro che sono preposti al mantenimento dell'ordine. Ci lamentiamo tutti. La nostra Italia è tutta una babele. Lei scrive cose di buonsenso, purtroppo non l'ascolta nessuno.

anna maria scibelli

15 dic 2008 19:34

Il problema è che al caimano non importa niente di riformare seriamente la giustizia. L'unica cosa che gli preme (e tanto), è uscire indenne dai processi e dal redde rationem delle sue turpitudini Ci prova (e ci ha provato) in tutti i modi. Altro che Churchill e la Thacher! Quella era tutt'altra gente! Ma vogliamo davvero paragonare nostro (purtroppo) omunculo piduista a degli Statisti con la S maiuscola? Ma non scherziamo. Lei Dott. Pansa sta sdottorando sull'acqua calda! Ma dove è finito il giornalista de L'espresso? Anche lei fra le fauci del caimano?

Graziano

15 dic 2008 19:23

In un paese come il nostro dove il discredito della politica è al massimo, dove la corruzione, mafia, camorra ecc. imperversano, dove la TV è sempre più padrona del campo nell'orientare l'opinione pubblica, dove abbiamo un parlamento pieno di avvocati, che non sono certo pro-giudici, dove, soprattutto, e questa è la cosa più grave, la gente comincia ad essere rassegnata al peggio, riformare la magistratura alla Berlusconi o alla Pecorella non è certo il massimo!!! La magistratura non rappresenta certo il male maggiore!!!

Corday

15 dic 2008 19:10

io sono convinto che il nostro Premier riuscirà a cambiare profondamente le giustizia mettendo mano al totem della costituzione nonostante che napolitano, il presidente di una parte degli Italiani ,continui ad affermare,erroneamente,che il Totem della costituzione è intoccabile !! Non è vero,la costituzione all'art 138 parla chiaro : e dice "che si può apportare qualsiasi modifica alla carta purchè avvenga con 4 deliberazioni del parlamento a maggioranza assoluta ed a distanza tra esse di almeno 3 mesi " è l'art.139 che dice che non si può aver null'altro se non la repubblica "!! Quindi il Cavaliere può fare quello che vuole basta volerlo..................................!!!! Grazie Pansa per tutto quello che hai scritto nei tuoi splendidi e tragici libri !

bergamaschi

15 dic 2008 17:18

Offendere Berlusconi da parte dell'opposizione non dovrebbe creare nesun problema gli elettori incazzati invece creano problemi ,Bossi sta giocando un gioco pericoloso il federalismo va bene e la sinistra lo ricatta per portare a casa successi sulla riforma della giustizia, attenzione ci si è messo anche il Presidente della Repubblica contro, e pensare che quella sentenza che permette ai rom di utilizzare i bambini per chiedere l'elemosina perche fa parte del loro costume, e in netto contrasto con la nostra Costituzione e in contrasto con la carta dell'ONU,e con altre associazioni internazionali, a difesa dei minori ( non possono essere utilizzati per produrre guadagni di qualsiasi genere).qui in Italia chi per mandato dovrebbe difendere la costituzione non ha fatto niente, non solo Berlusconi non riuscira a riformare più di tanto la giustizia,troppi di sinistra la vogliono difendere per interessi, ma qualsiasi politico al suo posto,non potrebbe fare di più,

Filippo

15 dic 2008 16:35

Caro Giacomo Pirro, ma se vuoi giornali allineati e coperti al pensiero unico hai abbondante scelta: manifesto, liberazione, unità, repubblica, etc. Perchè vuoi omologare anche la sinistra intelligente agli indottrinati? Di triste ci sono solo personaggi che credono di essere degli apostoli che debbono indottrinare la gente con il loro vangelo. Liberissimo di seguire la tua religione, ma meno libero di imporla ad altri con la forza. Saluti komunisti.

Enrico

15 dic 2008 14:37

Sono orientato al riformismo .Concordo pienamente ! Avremmo bisogno di un Governo deciso,capace di una svolta nei fatti e non solo verbale. Meno aggressività nelle enunciazioni, meno celodurismo e , invece, progetti chiari, decisioni coerenti e capacità di realizzazione. Farebbe bene sicuramente anche alla evoluzione del centro sinistra, come la politica della Thatcher fece evolvere il labour. Parafrasando Moretti : fate qualcosa di destra.

GIACOMO PIRRO

15 dic 2008 14:23

Leggendo questi commenti (e altri) uno è costretto a chiedersi: "ma che razza di gente legge questo giornale?". D'accordo, ci possono essere anche elettori di centro destra che lo sfogliano virtualmente, ma il problema è che sono la stragrande maggioranza. Del resto non poteva che finire così. Caro direttore e giornalisti de "Il nuovo riformista": state raccogliendo quello che avete seminato, ed è un triste raccolto.

marcoscud

15 dic 2008 14:22

Guarda che di tutte le somiglianze storiche a cui il "mostruoso" Di Pietro ha paragonato Berlusca l'unica che regge e alla grande è quella con Hitler. Non c'entra nulla l'Hitler pura rappresentazione del male, Berlusca è una bravissima persona, facile a commuoversi e a perdonare e molto fedele con gli amici (vedi Galliani che avrebbe dovuto licenziare almeno mille volte). Dicevo l'Hitler che era abituato a dire a 2 o 3 dei suoi vice (Goering, Himmler, Goebbels) voglio che quella cosa venga fatta. E di li in poi per lui era fatta. Berlusca fa lo stesso, per cui a volte Scajola, Frattini, La Russa, si pestano i piedi perchè cercano di risolvere una certa situazione. E' ovvio che quella situazione va risolta. Chi lo dovrebbe fare probabilmente è abbastanza ovvio, ma se il capo ha detto "vorrei", i fedeli vice devono per forza almeno fingere di volerlo fare. Letta è probabilmente l'unico che ha il buon senso di ascoltare solo quello che serve e lascia glissare tutto il resto. E comunque tra gli ostacoli che trasformano il 6° grado in un 6° grado artificiale superiore c'è anche il Presidente Napolitano che è restio a lasciare toccare una costituzione per lui sacra perchè antifascista. La Francia, molto più sciovinista di noi ha già cambiato almeo 5 volte la costituzione. Noi no e possiamo dirci fortunati che i padri costituenti non abbaino inserito il diritto dei lavoratori a salire gratis sui tram che hanno un numero dispari perchè altrimenti così sarebbe fino al 2050! Però le regole che dovrebbero garantire gli Italiani dagli abusi dei Sindacati, non regolamentati da nulla come invece dovrebbero essere secondo i dettami costituzionali, non vengono mai spinte ad essere realizzate ed applicate. La legge si interpreta per gli amici e si applica ai nemici!

mario

15 dic 2008 14:10

Stavolta non sono d'accordo con Pansa. Berlusconi farà la rifomra della giustizia togliendo dai pasticci quanti nel PD la pensano allo stesso modo ma non hanno il coraggio di dirlo.

robrob

15 dic 2008 13:44

Pansa ha ripetuto la descrizione del male dell'Italia, e bene ha fatto ! Berlusconi è il solo capace, oggi, di tirare avanti per arrivare a qualcosa, ma è ostacolato da tutte le parti per chen non si cambi, come dal 2001 al 2006. E cosa deve fare ? A parte dichiarare la guerra all'opposizione e alcuni del suo schieramento, non vedo soluzioni. .......................................................................E allora ? Allora dopo si dirà che non ha tenuto le promesse, e questo basta ai media, perchè possano scriverlo di nuovo sui loro giornali, e gongolarsi che "avevamo ragione" ! Poveri voi, non avete capito niente, basta leggere i poveri commenti di alcuni, ideologici da 3 generazioni per salvare 2 zampe di gallina, o solamente per "aver ragione". ........................................................Come Polito ! Che non si è neanche vergognato per il suo "testo" su sky, sbagliatissimo. Ma gli italiani saranno contenti, continuando ad applaudire alla "claque" dei vari ballaro' come se la situazione attuale fosse il palcoscenico della tragedia che viviamo oggi !............ Irresponsabili ! Ve lo dice uno che non è italiano e vive all'estero !

guido

15 dic 2008 13:41

mi terrorizza pensare che il dr Pansa possa aver ragione nelle sue previsioni.spero ancora che Berlusconi trovi i pantaloni,in fondo li ha: basta che li cerchi.

giulio

15 dic 2008 13:15

Pansa va letto sempre, perché è un esempio (ce ne sono veramente pochi) di correttezza e di onestà intellettuale. Anzi, andrebbe sempre consultato, come il Georges- Calonghi per chi ama il latino o il Rocci per chi ama il greco. La riforma della magistratura (non della giustizia) è un'impresa improba per qualsiasi governo, maggiormente per l'attuale Berlusconi la cui motivazione politica non si discosta granché da quella di Veltroni: non lo sanno, ma si somigliano moltissimo: Entrambi possono curare il particolare, attaccare i quadri, non costruire un edificio. Ci sarà pure un motivo - più forte degli altri - , per il quale Veltroni porta allo sfascio il PD e Berlusconi fallisce continuamente gli obiettivi che "sarebbero" alla base del suo impegno programmatico (penso alla cosiddetta rivoluzione liberale che molti ha incantato ed io tra quelli)!. Ma qualcosa bisognerà pure fare, cominciando dall'indicare le aree che si oppongono alla riforma (senza considerare l'Italia dei Valori, che non ha un retroterra ideale oltre al giacobinismo dei singoli aderenti). Non facilita l'impresa neppure il Presidente Napolitano, che considera intoccabili i fondamentali della Costituzione, sacro totem che resiste (l'unico al mondo!!) alle sfide del tempo. Non è così: la nostra Costituzione non porta bene gli anni che ha, perché mostra più di un acciacco. Tanto per cominciare, siamo sicuri che la scelta di includere i pubblici ministreri tra i magistrati sia stata una scelta azzeccata da parte dei padri costituenti? Partirei proprio da questo dubbio perché molti elementi inducono a considerare un grave errore l'avere annoverato i rappresentanti della pubblica accusa tra i magistrati, essendosi questa è l'impervia strada che non porterà mai all'equiparazione tra accusa e difesa. E poi ci sono i tre punti indicati da Pansa, tre macigni difficili da smuovere se non si crea un fronte compatto che includa tutte le forze politiche (esclusa l'Italia dei Valori, non recuperabile).

mario brandani

15 dic 2008 12:57

La guerra tra Procure, non è altro che la confusione di ruoli fra chi vorrebbe " Fare giustizia" scovando i mascalzoni, e coloro che dei MASCALZONI sono al " servizio ". Se in tanti anni, non si è riusciti a condannare le MIGLIAIA di Politici che tengono nelle loro mani gli appalti e le corruzioni, significa che la Giustizia per LORO è favorevole. Non è un caso, se la stragrande maggioranza dei POLITICI SOSPETTI di collusioni, si trovano dal Lazio in giu'.

Eros

15 dic 2008 12:51

Il problema di Berlusconi non è riformare la giustizia ma asservirla a se!!! Non prendiamoci in giro! Poi vi sono dichiarazioni favorevolissime al cambiamento verso una riforma non contro qualcuno ma per i cttadini, e bisogna dirlo vengono da esponenti eminenti di sinistra, basta con sta bufala della sinistra asservita e padrona dei magistrati. E basta con sta bufala che Berlusconi sia perseguitato, è un cittadino e deve asservirsi alla giustizia come chiunque, in più dovrebbe esser più rispettoso perché alta carica di uno Stato. Se volesse una giustizia vera, farebbe la riforma insieme alle opposizioni che non sono per niente appiattite sulle posizioni dei magistrati. Finiamola con i qualunquismi e che cerchino di fare qualcosa di buono i politici! La Thatcher? Qua ci vorrebbe un De Gasperi, un Berlinguer!

antoniono

15 dic 2008 12:37

Una mancata riforma della giustizia per avere una giustizia come uno dei qualsiasi paesi occidentali sarebbe una cosa normale in un paese normale e dovrebbe avere il consenso di tutte le forze politiche in campo, senza nessun distinguo. Si perché il più spesso delle volte il distinguo potrebbe rappresentare: 1) che quella dei magistrati sia una corporazione potentissima e quindi in grado di condizionare uno o più partiti politici, ma allora ci si chiede come mai negli altri paesi non accade? 2) che si voglia deliberatamente tenere il paese in questo stato di progressivo deterioramento, non si sa per quale fini? o che questo stato di cose stia bene a tutti i poteri, tranne che ai tanti cittadini; 3) che a noi italiani manchi qualcosa per essere considerati da chi ne ha la responsabilità (le forze politiche) degni di avere una giustizia funzionante. Le corporazioni si somigliano e si appoggiano l’una con l’altra, sia che si tratti di magistrati, di politici, di giornalisti etc..

Cesare L. Rigolio

15 dic 2008 12:15

Gentile dott. Pansa, prima di tutto le devo delle scuse. L'avevo incontrata qualche anno fa a Fiumicino e ne avevo tratto una impressione di persona che si atteggiava a grande personaggio. Poi l'ho seguita negli scritti sia sui giornali sia nei libri e mi pare che lei abbia sì il vezzo (mi perdoni la franchezza) di fare un po' il burbero, ma per poter essere brutalmente e liberamente sincero. Continui così. Con i migliori auguri, Cesare L. Rigolio

carlol

15 dic 2008 12:06

Signor Pansa, quale aree del paese non sono state toccate dalla degenerazione che Lei lamenta aver colpito la magistratura? In un suo testo di qualche anno fa Lo Sfascio si metteva in discussione che la "cultura dell'illecito" potesse riguardare soltanto la società politica. Lei sosteneva sulla base delle parole di alcuni alti magistrati che "non ha più senso la contrapposizione tra una società politica corrotta e una società civile di angeli innocenti". In definitiva l'Italia è un pase in cui c'è un'area sociale (uomini e donne in carne ed ossa) che pratica ad ogni livello l'illecito. Berlusconi, ma non solo, è l'espressione di un'attitudine presente e radicata nel paese. Cos'è che porta il cittadino a sottrarsi alla legge? Cos'è che induce la classe dirigente italiana a violare la norma? Per me sono entrate in crisi le basi della convivenza civile. Bisogna ricostruire un percorso politico e civile e soprattutto riconsiderare l'idea del conflitto sociale. Se questa degenerazione è così diffusa come sembra e come costatiamo nella realtà di tutti i giorni si tratta di rifondare l'ordine civile perché la norma non corrisponde più alla vita.

ivan tromby

15 dic 2008 11:32

Io sono un berlusconiano di ferro, ma dico bravo per questo articolo a Pansa.