lunedì, 21 maggio 2012 ore 11:08

Prima pagina

La rivolta
degli Enti locali

di Giuseppe Cordasco

PROTESTE. Regioni, Province e Comuni contro la manovra. Il governatore della Lombardia Formigoni: «La manovra uccide la riforma federale». Duro anche il sindaco Alemanno: «Le nuove misure attaccano il solo fronte sociale». Zingaretti (presidente provincia di Roma): «È una macelleria».

«Il federalismo fiscale è morto». Sono queste le parole con cui Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, ha commentato le misure che il governo ha inserito nel decreto legge “manovra bis”. Parole dure, soprattutto considerando che vengono da uno dei leader più autorevoli del centrodestra, che ieri ha però si è fatto paladino dei governatori italiani.
Ed è stato in questa veste istituzionale che le sue disamine si sono abbattute come una scure sulle proposte che gli erano state appena presentate a Palazzo Chigi nel corso dell’incontro tra governo ed enti locali.
«Per quanto riguarda il comparto Regioni, Province, Comuni - ha spiegato Formigoni numeri alla mano - è stato annunciato un taglio di 6 miliardi per il 2012 e di 3 miliardi per il 2013. I 6 miliardi sono così distribuiti: 1,7 miliardi ai Comuni, 0,7 alle Province, 1,6 alle Regioni a statuto ordinario e 2 alle Regioni a statuto speciale». È partendo da questi dati oggettivi, che Formigoni ha espresso tutto il proprio dissenso: «Il problema - ha attaccato - non è dividere in maniera diversa i tagli, il problema è che una manovra sugli enti locali ha effetti depressivi e colpisce le persone meno abbienti, i servizi sociali, i trasporti, quel minimo aiuto che possiamo ancora dare alle imprese». Quindi la constatazione più sofferta. «Con i tagli che il governo ci ha proposto oggi - ha sottolineato Formigoni - possiamo dire ufficialmente che il federalismo fiscale è morto». E ha poi rivelato: «Anche il presidente Berlusconi si è mostrato perplesso sui tagli agli enti locali che rischiano di mettere ancora più in difficoltà la nostra gente».
Meno tenero invece sarebbe stato il confronto con il ministro Tremonti. Secondo alcune fonti infatti nel corso del faccia a faccia tra enti locali e governo, tra il responsabile del dicastero dell’Economia e il governatore Formigoni ci sarebbe stato un vivace botta e risposta a proposito dei fondi Fas per combattere il dissesto idrogeologico, risorse pari a un miliardo di euro che le Regioni hanno chiesto di «non toccare» ritenendo gli interventi «urgenti e prioritari». Tremonti alla richiesta avrebbe detto però che «ci sono altri equilibri da salvare», un’affermazione a cui Formigoni avrebbe replicato in maniera caustica: «Sotto le macerie poi contiamo i morti». Il governatore della Lombardia, a nome anche delle altre Regioni, annuncia dunque battaglia, considerando soprattutto, come da egli stesso sottolineato, che «in Parlamento andrà un decreto non blindato, così ci sarà spazio per un ulteriore confronto».
Ma la giornata di passione di Formigoni non è stata certo solitaria. A lui, e dunque alle Regioni, si è unito infatti il coro degli altri enti locali tutti d’accordo nel respingere al mittente i pesanti tagli ai trasferimenti. Per le Province a parlare, tra gli altri, è stato Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma. «Usiamo la terminologia esatta - ha attaccato pesantemente Zingaretti -: la manovra proposta dal Governo nei nostri confronti è una vera e propria macelleria sociale. Gli enti locali sono in prima fila per fornire servizi alle fasce più bisognose della popolazione. Questi stanziamenti sono stati già ridotti all’osso e ridurli ancora, peraltro con percentuali elevatissime, significa scardinare quasi completamente qualsiasi intervento sociale nei confronti dei più deboli».
Gli ha fatto eco Graziano Delrio, vicepresidente dell’Anci, l’associazione che riunisce i Comuni d’Italia, il quale ha parlato di «una manovra iniqua e completamente inaccettabile. Ci siamo seduti a questo tavolo con l’aspettativa di una revisione seria delle manovre precedenti - ha aggiunto Delrio - e invece vengono tagliati ulteriori 1,7 miliardi. Siamo di fronte all’ennesima operazione chirurgica. In questi anni abbiamo assistito a un federalismo che ha tolto autonomia ai comuni e ha restituito potere di spesa e regolazione agli apparati centrali».
Sulla stessa lunghezza d’onda Gianni Alemanno, sindaco di Roma. «Penso che da parte dell’Anci ci deve essere una grande mobilitazione per far conoscere ai cittadini gli effetti di questa manovra - ha denunciato il primo cittadino della Capitale - che non derivano da scelte dei sindaci. Siamo di fronte ad un taglio che non è un taglio alla politica, un taglio alle istituzioni, ma un taglio alla spesa sociale. Ci auguriamo - ha aggiunto - che verranno correzioni significative, e non semplici aggiustamenti, in sede di dibattito parlamentare».
La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, spiega che «siamo di fronte a una manovra necessaria ma pesante per le Regioni, che già erano state chiamate a fare grandi sacrifici da altri due precedenti interventi del Governo sui bilanci 2010 e 2011. Aver escluso la sanità dai nuovi tagli è un primo passo avanti verso una ripartizione dei sacrifici più equa, anche se la manovra è ancora insostenibile, perchè manca tutta la parte, indispensabile, per lo sviluppo dell’economia».

venerdì, 12 agosto 2011

invia il tuo commento alla notizia

commenti dei lettori

7 commenti presenti

clementina sorgi

13 ago 2011 18:46

Mai visto un qualsiasi Comune, trovarsi in situazione di carenza candidati sindaco.

a

13 ago 2011 17:45

a qualcuno è venuto in mente da dare un ciclostile ai sudafricani con il relativo costo di ogni extracomunitario o straniero affidato alla solidarieta di chi paga le tasse ? cosa ci daranno in cambio qualche danza propiziatoria trasformare per ogni cent, speso in solitarietà .le negatività manifestantesi in ogni comportamento aggressivo in positività?

antony

13 ago 2011 17:20

nessun taglio alle spese di guerra nè alla riorganizzazione della sussidierità-della sanità neppure una richiesta all onu di extracomunitari e stranieri che dobbiamo mantenere al posto dei nostri disoccupati ! iddio vi illumini nel trovare la mediazione più adeguata ma infinocchiarci tutti non salverà dal provare ciò che alcuni italiani stanno provando in questo anno non difesi nè da governo nè da opposizioni ed in balia degli stranieri : é per questo che vi siete trastullati fino ad ota?

bstucc

13 ago 2011 10:40

A quanto ammonta il contributo degli enti locali al debito dello Stato?

Franco

13 ago 2011 09:56

La Lega, cerca di far passare il messaggio che hanno impedito un taglio sulle pensioni, come se i tagli ulteriori ai Comuni, Regioni non cadranno sui servizi a tutti i cittadini, anziani compresi. Vuol dire che pagheremo noi tutti,anziani compresi, i servizi molto di piu, piu' di un taglio alle pensioni. A Casa, incapaci, quelli dei conti a posto, grazie a loro, alla faccia.

giuseppe faricella

13 ago 2011 08:51

senno del poi: era più federalista visco che inventando l'irap (e sostituendola a 7 preesistenti tasse) dotò le regioni di un tributo proprio con gettito di 40 mld, o il grande bossi che trovava la quadra (ma che sarà, poi, 'sta quadra?) a ogni pie' sospinto??

renato-Lombardo DOC

13 ago 2011 06:14

Sapete cosa vuol dire ? Semplicemente che ci saranno ulteriori rincari alle tasse Comunali, oltre a quelle Statali, 2 manovre in poco tempo. Altro che mani nelle tasche, ci hanno messo mani e piedi.

foto del giorno

A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)