Sorte comunitaria. La riunione metterà a dura prova anche la tenuta del governo italiano. «Berlusconi - ha detto la portavoce del presidente della Commissione - deve presentare una lista con le riforme italiane».
Nella foto: il Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy
Bruxelles. Pressione altissima sull’Italia. La lettera di Berlusconi sul piano per la crescita è attesa per stamattina a Bruxelles, ma non si faranno sconti, avvertivano già da ieri dalla capitale comunitaria, segno che la misura è ormai colma. La doppia dura lavata di capo rimediata domenica dal Cavaliere prima con Barroso e Van Rompuy e quindi con Merkel e Sarkozy deve tradursi in impegni chiari e in un’agenda credibile. «Berlusconi - ha detto ieri la portavoce del presidente della Commissione - ha indicato nei colloqui con Barroso e Van Rompuy che avrebbe presentato una lista di misure che l’Italia intende adottare per favorire la crescita, attraverso impegni precisi sull’agenda dell’adozione. Domani c’è il vertice, e aspettiamo l’agenda». Da Bruxelles avvertono che non potrà funzionare come alibi per eventuali ritardi l’evidente smacco propinato al Cavaliere dai leader di Francia e Germania domenica sera alla fine del vertice Ue. Quelle europee non sono richieste «umilianti», faceva notare sempre ieri Amadeu Altafaj, portavoce del commissario all’economia Olli Rehn, ma parte del normale processo di sorveglianza fra pari, perché «quello che succede in Italia ha un grande impatto su tutti gli altri paesi dell’Eurozona». Insomma, l’Italia arriva con le spalle al muro alla seconda puntata dell’ennesimo vertice salva-euro, una puntata che ha un sapore da ultima spiaggia, fa presente il premier francese François Fillon. Il fallimento «spingerebbe l’Europa in territori sconosciuti», assicurava ieri Fillon. La Ue non si presenta però all’appuntamento in gran forma. Le fratture tra appartenenti alla zona euro e non, e più in concreto tra Parigi e Londra, hanno reso l’atmosfera ancor più elettrica. Sintomo dell’aria che tira: la cancellazione dell’Ecofin previsto inizialmente sempre oggi prima del vertice dei capi di Stato e di governo. E ieri circolavano pure voci di un rinvio del summit. I problemi da risolvere sono d’altronde diversi e si lavora con il fiato dei mercati sul collo. Oltre all’Italia, attesa al varco, c’è una Grecia data ormai per persa, nel senso che si sta preparando un default controllato sotto mentite spoglie (la parola bancarotta piace poco a Bruxelles e dintorni) con l’imposizione per il settore privato di una perdita “volontaria” del valore nominale dei sirtaki bond ben maggiore di quel 21% deciso a luglio. La cifra che circola è intorno al 50%, ma si parla anche di un 60%, contro il 40% che il settore bancario vede come massimo livello sostenibile. In questa maniera il debito ellenico potrebbe tornare a un livello del 120% del Pil per il 2012.Per indorare la pillola e soprattutto evitare un effetto domino per i privati, i 27 lanceranno anche un piano per la ricapitalizzazione degli istituti bancari dal valore di circa 100 miliardi di euro, con uno schema che prevede per le banche toccate (in primis le elleniche, quindi le francesi e tedesche) prima l’obbligo di cercare sul mercato liquidità per la ricapitazzazione e quindi, qualora non ce la facciano, l’intervento di sostegno comunitario. Altra lancia il rafforzamento del Fondo salva stati, dagli attuali 440 miliardi di euro fino a oltre mille miliardi di euro. «Il miglior modo per evitare il contagio», diceva ieri Lorenzo Bini Smaghi, «è di agire in fretta con un enorme potere di fuoco, il “bazooka”, come era solito chiamarlo Hank Paulson». Sull’aumento del Fondo, un punto molto sensibile in Germania anche per via dei vincoli di costituzionalità, riferirà al Bundestag domattina Angela Merkel, giusto prima di recarsi a Bruxelles per il vertice Ue. L’aumento della dotazione del fondo dovrebbe avvenire senza accrescere la garanzia, attualmente di 260 miliardi, il tutto tramite un sistema di assicurazioni e un canale di investimento speciale, in grado di attrarre investitori pubblici e privati, tra cui i fondi sovrani. In questa maniera il Fondo dovrebbe avere la liquidità sufficiente ad aiutare gli Stati e gli istituti privati a scongiurare il contagio ellenico. Anche l’Italia? Ieri sono state smentite le voci apparse su Le Monde di un intervento a sostegno del Belpaese. «Non c’è nessuno sviluppo che riguarda l’Italia e il Fondo salva stati», si affrettava ad affermare la Commissione.
martedì, 25 ottobre 2011
commenti dei lettori
3 commenti presenti
angelo Mandara
26 ott 2011 14:07
ITALIA "SOTTO SCHIAFFO DA DIRETTORIO" ?
Ma nostro "perennemente corrucciato Pierino (delle barzellette)"..del tutto innocente ? Premessa : viaggiando all'estero è facile riscontrare lo sventolare "fiero" delle locali bandiere...fenomeno più vistoso di come capita di vedere da noi (se prescindiamo per questo 2011 ed i "150 anni celebrativi" in corso)...come se tale spirito di appartenenza nazionalistico possa considerarsi secondario ? Per arrivare a ricordare l'annunciata manifestazione "anti-risolino", dichiarata già da G. Ferrara, in Roma, davanti all'ambasciata francese...per gli offensivi risolini spesi dalla diarchia europea (inaccettabile e con autorità posticcia) ad onta dell'Italia, per quanto già scusati e chiariti dai "colpevoli"...scenetta sotto lo sguardo delle TV dell'intero Pianeta. Quanto significato in quei ironici risolini che hanno detto più di un lungo discorso. "Nessuno può darci lezione"...A chi ?...Ma non si doveva neppure consentire che si arrivasse alla esternazione
di questi sarcasmi...da una Francia, poi !! Saluti. Angelo Mandara
mogol_gr
26 ott 2011 10:25
Cosa c'azzecca sviluppo e riforme con il povero Silvio cose proponibili al limite a Barroso.
renato-Lombardo DOC
26 ott 2011 06:30
Calma, tranquilli, presentera' una lista di conzonette, scritte con Apicella, con la melodia di Ferrara, tra un Bunga Bunga e l'altro, caticchiate assieme alla Lega, un coro che sbalordira' l' Europa.
foto del giorno
A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)