Draghi. Il suo ultimo intervento da governatore. Ringrazia Napolitano («il primo punto di forza del Paese») e chiede riforme per garantire un futuro ai giovani.
Nella foto: Mario Draghi
Un lungo ringraziamento al presidente Giorgio Napolitano, alle fondazioni, alla Banca d’Italia, agli istituti di credito. Con l’intervento di ieri, Mario Draghi ha chiuso il mandato da governatore. Ma il suo discorso è andato oltre. Ha analizzato le difficoltà strutturali dell’Italia e ha promosso - con riserva - la lettera del governo all’Ue. Mario Draghi ha chiuso il mandato da governatore con un lungo ringraziamento finale diretto al Capo dello Stato, alla struttura che ha guidato negli ultimi sei anni e agli istituti su cui ha vigilato da Palazzo Koch. Un ultimo grazie al termine del discorso alla Giornata mondiale del risparmio - l’ultimo intervento pubblico prima di trasferirsi a Francoforte - davanti all’establishment economico-finanziario del Paese, al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. A detta del prossimo presidente dell’Eurotower si tratta di un omaggio non casuale, perché questi sono i «punti di forza» del Paese, su cui fare affidamento per superare la crisi. Vediamo. «Il primo punto di forza - ha detto Draghi nel lungo passaggio a braccio a fine discorso - è il Capo dello Stato, che desidero ringraziare personalmente come cittadino e istituzionalmente a nome della Banca d’Italia. Punto di riferimento, di ispirazione, d’esempio». Un ringraziamento condiviso dalla platea e sottolineato da un forte applauso. E ancora: «Il secondo punto di forza - ha spiegato - viene dal guardare a quello che è stato fatto: in questi sei anni abbiamo e avete fatto moltissimo. Comincio dalla Banca d’Italia il cui contributo nel fronteggiare la crisi è stato esemplare, a livello nazionale e internazionale. L’autonomia della Banca d’Italia è stata essenziale - ha aggiunto - ed è un elemento essenziale per il modo in cui l’istituto ottempera ai suoi doveri. Lascio la banca con animo tranquillo, e credo con il vostro affetto che mi accompagnerà a Francoforte». Poi, rivolto alla platea, Draghi ha affermato: «Voi avete fatto molto, voi sistema delle fondazioni, delle banche italiane. In questi anni nell’affrontare la crisi, adeguando risorse, compiendo sacrifici, cambiando regole di gestione, allineando incentivi a risultati, e di ciò vi va dato ampio atto. È dalla forza di alcune nostre istituzioni - ha concluso - dalla consapevolezza di essere riusciti a fare cose che apparivano impossibili che dobbiamo trarre coraggio, sicurezza e certezza di riuscire». Parole di fiducia che sono piaciute ai presenti a Palazzo della Cancelleria, con un lungo applauso finale che ha salutato Draghi, mentre Letta si alzava dalla prima fila per andare a stringere la mano al neopresidente della Bce. Ma l’intervento del governatore è andato oltre. L’Italia, ha spiegato, che «non aveva nulla da rimproverarsi» sull’innesco della crisi, ne è stata «travolta per le sue debolezze strutturali, al punto da trovarsi essa stessa ragione della crisi generale». Secondo il prossimo capo della Bce, il nostro Paese non deve «sperare negli altri, deve affidarsi a se stessa» per salvarsi: «Tutti dobbiamo avere una maggiore responsabilità: non si può pensare che l’aiuto di arrivi da altri Paesi, dobbiamo affidarci a noi stessi per costruirci un futuro in Europa». Draghi ha affermato che la lettera d’intenti del governo Italiano all’Ue «è un passo importante, contiene un piano di riforme organiche dell’economia». Adesso occorre però «farle con rapidità e con concretezza, non nascondiamoci che sono misure coraggiose, occorrerà tutelare le fasce deboli che saranno toccate». Il numero uno dell’istituto di Via Nazionale ha esortato all’attuazione delle riforme per rilanciare la crescita. Per Draghi, il «rilancio duraturo della crescita sostenibile passa soprattutto per le riforme strutturali da tempo invocate, in larga parte condivise ma tuttora inattuate». Secondo il futuro presidente della Bce, è necessario «elevare la concorrenza nei mercati e nei prodotti, in particolare nei servizi; costruire un contesto amministrativo e regolatorio più favorevole alle attività d’impresa; sospingere l’accumulazione di capitale fisico e umano; innalzare i livelli di partecipazione al mercato del lavoro». L’Italia che pure «non aveva nulla da rimproverarsi» sull’innesco della crisi, ne è stata «travolta per le sue debolezze strutturali, al punto da trovarsi essa stessa ragione della crisi generale». Con un esplicito riferimento all’introduzione della patrimoniale, dell’Ici, e all’aumento dell’Iva, ha spiegato che «la composizione del prelievo fiscale può essere modificata, trasferendone il peso dalle imposte e dai contributi che gravano sul lavoro e sull’attività produttiva all’imposizione sulla proprietà e sul consumo».
mercoledì, 26 ottobre 2011
commenti dei lettori
2 commenti presenti
ciccio
27 ott 2011 10:04
Meno male una foto dove ride,di solito ha un viso così triste che sembra la comparsa dell' attore
Buster Keaton.
renato-Lombardo DOC
27 ott 2011 07:11
Il governo non vuole mettere la Patrimoniale, anche perche' vorrebbe dire metterla a se' stesso
( Vero Onorevole Berlusconi ? ), per questo non piace. Chi ha di piu' , deve dare di piu', in proporzione, non si dice di esagerare. Hanno tolto risorse ai Comuni, sia del Nord che del Sud, altro che frottole,se ne lamentano pure i sindaci leghisti , dei Comuni virtuosi, che le risorse sono state ulteriormente centralizzate a Roma, altro che delocalizzazione, Balle.
foto del giorno
A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)