Via libera. Il presidente del Consiglio illustra all’Eurogruppo la ricetta italiana per fronteggiare la crisi. In arrivo una supermisura correttiva da 20-25 miliardi e riforme strutturali che toccheranno pensioni e mercato del lavoro.
Nella foto: Mario Monti
Bruxelles. Oltre le prime richieste immediate: Monti farà una manovra da 20-25 miliardi contro gli 11 chiesti dalla Commissione Ue. Dunque, una manovrona per non smarrire l’impervio sentiero che dovrebbe portare alla parità di bilancio entro il 2013. I contorni pesanti della manovra emergono da Roma, le voci filtrano da lì, giusto mentre il rapporto dei tecnici di Bruxelles indica in cifre meno pesanti l’intervento da effettuare subito. Lo zelo non viene però a caso, è un mix di impegni anticipati e di disperato bisogno di dimostrare credibilità. Il premier, nelle vesti di ministro dell’economia, «illustrerà le linee guida della manovra, ma non le cifre», assicurava ieri una fonte diplomatica giusto all’inizio del primo eurogruppo dell’era Monti. Già il premier aveva incontrato il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker e quindi il ministro francese Francois Barouin, visite «di cortesia per chi viene la prima volta a un Eurogruppo», dicevano sempre i diplomatici. Monti l’aveva promesso: «L’Italia farà i compiti». E per non sbagliare, pare che Roma, dopo mesi di rinvii e promesse inevase dell’era Berlusconi, abbia vestito di colpo i panni della prima della classe. Non ci saranno cifre, dice la fonte diplomatica, ma è difficile che non ci siano state, nella stanza dell’eurogruppo, indicazioni di massima sulle dimensioni della manovra, oltre che sulla sua sostanza di riforme. D’altronde la recessione preme, Bruxelles non fa sconti e a Monti non resta che far quadrare i conti. I dibattiti sull’opportunità di insistere con misure restrittive quando il ciclo economico indica profondo rosso verranno lasciati per un secondo tempo, per ora «l’Italia deve dimostrare che è in grado di fare il suo dovere, come d’altronde ha indicato a più riprese lo stesso Monti», spiegava ieri una fonte della Commissione Ue. Le richieste di Bruxelles sono numerose ed articolate, frutto diretto di quel lavoro di monitoraggio iniziato dai tecnici comunitari ancora sugli sgoccioli dell’esercizio Tremonti. «L’Italia - si legge nelle conclusioni di Olli Rehn - deve rapidamente aumentare i suoi sforzi per fronteggiare la sfida incredibile che ha davanti. Il governo ha le competenze per disegnare un pacchetto completo di riforme, ma per essere credibile, l’agenda deve essere ambiziosa, globale ma anche dettagliata e vincolata a una tempistica precisa». Due gli obiettivi, peraltro difficilmente conciliabili tra loro: assicurare il pareggio di bilancio nel 2013 e stimolare la crescita. Taglia e rilancia, gli dicono dalla Commissione. In realtà, al di là delle parole date alla pari, il dente su cui insiste Bruxelles, ma anche e soprattutto Berlino, è quello della parità. Poi venga la crescita. E difatti il documento finito nelle mani dei 17 ministri dell’eurogruppo è chiaro: «Sono necessarie misure aggiuntive». Sul tavolo non ci sono cifre concrete, ma basta guardare lo scarto tra gli impegni presi ancora da Berlusconi-Tremonti per il 2012, ossia un 1,6% di deficit, e la realtà, che segna un 2,3%, per farsi un’idea di quanto debba pesare il raddrizzamento dei conti: 0,7% del Pil, pari a 11 miliardi. Poi, ed è per quello che la cifra che emerge da Roma è ben maggiore, bisogna aggiungere un’ulteriore quota di manovra per il 2013 in modo da mettere a sicuro il cammino della parità e un surplus di credibilità per dimostrare che non si intende perdere il passo. Quanto alle riforme, nulla di nuovo sotto il sole: su tutte pensioni, fisco e mercato del lavoro. Per le prime, si chiede un’accelerazione per l’innalzamento dell’età delle donne nel settore privato e lo stop all’indicizzazione automatica degli assegni, con esclusione di quelli più bassi. Sul fisco, aumento dell’Iva e rinascita dell’Ici, o chi per lui, mentre più complessa la situazione sul fronte mercato del lavoro. La Commissione chiede di iniettare nel sistema decise dosi di flessibilità in uscita (il che equivale a toccare l’articolo 18) facilitando i licenziamenti, a cambio di un’indennità calibrata sul reddito. Andando oltre l’Italia, l’eurogruppo da finalmente il suo via libera alla sesta tranche di aiuti alla Grecia, quei famosi 8 miliardi bloccati dal primo novembre e necessari per pagare stipendi e pensioni. Cammino travagliato invece per il Fondo salva stati: la potenza di fuoco di un miliardo appare adesso a tutti per quello che era già fin da subito per gli esperti: irreale. Ieri i ministri discutevano di come ridimensionare il fondo, senza mandarlo a monte. Una rianimazione non semplice e comunque tale da lasciare il Fondo così smagrito da non servire praticamente a nulla, sicuramente non a salvare Italia o Spagna.
martedì, 29 novembre 2011
commenti dei lettori
6 commenti presenti
Odescalchi
30 nov 2011 17:14
Sempre i soliti, si lamentano. Come se l´iva dovesse pagarla il produttore. Che tenerezza fanno.
salvatore
30 nov 2011 13:10
Il rischio è che alla fine si fanno pagare sempre i soliti, in quanto, si incomincia a parlare solamente di pensioni, ici sulla prima casa e libertà di licenziamento, senza parlare o peggio ancora fare finta di parlare di patrimoniale, lotta all'evasione fiscale, abolizione degli ordini professionali, lotta agli sperperi e alla corruzione e riduzione dei costi della politica (che non sia un generico impegno per i posteri). Inoltre, qualcuno la deve finire di mettere veti a destra e manca su patrimoniale , in quanto, se fanno pagare il 2 o 3*1000 su patrimoni sopra il milione di euro, non credo che questi signori mariranno di fame, oppure non potranno affrontare la 4 settimana del mese!!!!
mary
30 nov 2011 12:02
Leggo con interesse tutte le idee,le proposte,le strategie ed i colpi di mano,che si attuano e si attueranno in Europa e in Italia.Vedi oggi in GB,lo Strike... anche.
Vedo anche che i Governi stanno pensando di usare i carrarmati contro chi protesta...perchè solo sparando cannonate ad un certo punto potranno fermare le piazze.
Perchè quando uno,ha perso tutto,casa ,lavoro,may be moglie anche....c'è poco da fare il Maroni di turno (che ricordo a giugno spese svariati milioncini d'Euro per comprare nuove armi anti sommossa) che siano pastori sardi,metalmeccanici,popolo dei call center o sbarbatelli naif come "er pelliccia"....potrebbe essere un po dura,la protesta da tenere.
Venendo a noi,se per Es. la Lega che ora fà la barricadera avesse detto "qualcosa" contro le manovre di Marchionne,potrebbe avere credibilità ora;se il Governo passato con le scelte sciagurate di Sacconi e Brunetta atte ad esasperare gli animi, non avessero già bruciato le tasche e la pazienza dei lavoratori...ora sarebbe un meno difficile far digerire le scelte impopolari agli Italiani.
Acchiappate al volo una: le gabbie salariali,tanto sognate da certi giuslavoristi e dalla Confindustria,porteranno alla tanto sbandierata "coesione nazionale" = cioè rabbia Sud vs Nord....
Lo svuotare le buste paga dei lavoratori dipendenti e pubblici = fine dei consumi.....e rabbia (ancora) verso i commercianti/liberi professionisti/imprenditori ...messi tutti sulla stessa riga (evasori-ladri-truffatori)
Olli dice che in Italia si deve fare come in Grecia....= ottimo esempio,Olli! vai ora in Grecia,vai Olli vai....
L'ultima volta che sono stato giù (Hellas)a Novembre si diceva :quello che non ha fatto non è riuscito a fare il Terzo Reich lo stà facendo il Quarto (Reich).
Insomma è complicato.....certo, se Monti (Governo Ecumenico) parte con l'ICI e non la mette pure ai beni goderecci del Vaticano...parte male.
LIBERO
30 nov 2011 11:46
iL NUOVO PALADINO DEI PD PER FREGARE LA GENTE E LE PENSIONE DEI POVERETTI.
SIETE ORMAI UN PARTITO DI AFFARISTI,NON PER NIENTE TRA DI VOI FIGURANO I FIGLI DI QUELLI CHE SI SONO COMPRATI LE AZIENDE PUBBLICHE SENZA UN SOLDO IN TASCA E OGGI FANNO I GRANDI IMPRENDITORI CON I SOLDI DELLE NOSTRE PENSIONI.
vincenzoaliasilcontadino
30 nov 2011 11:26
C’era una volta l’apolide euro che ci ha fregato la vita!
L’euro,moneta nata nel buio di una mente Catto-Comunista-Fascista che solo con doppia moneta avrebbe evitato il colpo del collasso,così abbiamo visto negli anni dal suo decollo quello che il sottoscritto affermo proprio a molti dirigenti e membri dell’Unione Europea l’inutilità:ora non che io sia profetico,ma lo confermano studiosi ed Economisti che il nascituro senza papà,nè Bandiera e senza Nazione e nemmeno quella“Carta”che i Kompagnuzzi che vi piaccia o no,difendono solo,quando fa comodo eccovi il risultato:pagato i debiti dell‘unione della Germania,banche Americane Francesi e Tedesche e con default Greco e per fortuna che l’80% del Popolo Italiano possiede casa e terreni,altrimenti grazie a Prodi$C,loro vivono con tre pensioni a noi pagarci le medicine,Ticket Sanitari,pleonastico affermare che;si viveva meglio,quando si stava peggio?Così Prodi e Sinistra buttò nel cesso la lira,identità come Bandiere e Costituzione parte integrante di una cultura di un Popolo!Errore che a tutti noi ci deve fare riflettere che le colpe non erano di Berlusconi se le cose andavano male o viceversa è stata quella Politica scellerata di un compromesso per niente storico,ma sta diventando il nostro della nostra Economia monetaria visto che sono in forse i nostri c/c Postali saranno quasi azzerati e per tutto questo Andreotti,Colombo ed altri fatti pure Senatori a vita che come ad Oscar Scalfaro si beccano pure 4 pensioni ed è vergognoso dire che dal '12 nuovo regime e,il maltolto non restituito o che l’Oscar mangia con 4 bocche?Pensaci Giacomino,quando vai a votare non dire che non te l’avevo detto e, non ragionare come tizio che mi sfotte d’essere un Craxiano manica di ladri,ma SMEmotato che cchiste prendeva mazzette da 30mln e che per questo s’è beccato anni di galera?Ecco chi sono questi“signori”:da bue da del cornuto l’asino!ù
enrico
30 nov 2011 09:54
se le misure saranno quelle indicate come al solito pagheranno sempre i soliti evasori e casta sempre risparmiati
foto del giorno
A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)