Intervista a Franceschini. Il capogruppo dei Democratici: «L’alleanza con Di Pietro? Alla fine della legislatura nulla sarà più come prima. Da gennaio troveremo l’accordo sulla legge elettorale».
Nella foto: Dario Franceschini
La premessa è che «non è la manovra del nostro governo, quella di una maggioranza di centrosinistra». Ma Dario Franceschini, intervistato dal Riformista, rivendica: «Di più non potevamo ottenere. Non ho visto una manovra così modificata dal Parlamento neanche all’epoca dei governi di centrosinistra».
Onorevole Franceschini, e i mal di pancia dell’ala sinistra del Pd? Le perplessità dei sindacati? Ripeto: se fossimo stati al governo noi del centrosinistra, è ovvio che avremmo fatto una manovra diversa. Questa però è la manovra di un governo sostenuto da una maggioranza di avversari politici, dalla destra e dalla sinistra di questo Paese. È persino scontato che il nostro grado di soddisfazione non poteva essere totale.
Lei, però, sembra soddisfatto delle modifiche. Non dimentichiamoci che ogni modifica è stata il frutto di una faticosa, e per certi versi inaspettata, mediazione sui contenuti. D’altronde, su ogni singolo punto abbiamo dovuto avere il consenso di chi fino a poche settimane fa sosteneva il governo Berlusconi. Visto il punto di partenza, oggi dobbiamo rivendicare di aver ottenuto il massimo, che di più non era possibile fare. E non mi riferisco al Pd. Parlo per gli italiani.
Si riferisce all’innalzamento a 1.400 delle pensioni che saranno indicizzate? Tanto per essere chiari, l’indicizzazione delle pensioni fino alla terza fascia, fino a ieri notte (martedì notte, ndr), non c’era. Ma non è stato l’unico miglioramento di una manovra che anche Monti ha giudicato «più equa» rispetto al decreto iniziale. Ora c’è la detrazione dell’Ici legata al numero di figli, l’aumento del prelievo sui patrimoni scudati, su cui c’è stato il sì anche del Pdl. Senza dimenticare la patrimoniale “tarata” sui singoli beni e il tetto alla retribuzione dei manager pubblici, un punto su cui abbiamo dovuto sfidare un bel po’ di “poteri”. Dobbiamo essere onesti: il governo Monti, questa manovra, l’ha migliorata.
Mancano le liberalizzazioni. E infatti, su questo, siamo insoddisfatti. Era stato presentato un emendamento sbagliato sul quale, non a caso, avevamo preannunciato il voto contrario.
E c’è Di Pietro, che vi accusa di «inciucio». Per far nascere questo governo e salvare il Paese il Pd ha rinunciato a una sicura vittoria alle elezioni. Perché le avremmo vinte, in tutte le formule. Ma la volontà di evitare che l’Italia finisse in macerie ha prevalso sul resto. Al contrario, Di Pietro fa una scelta facile. Cavalca il malcontento limitandosi a guardare i sondaggi.
È la fine della «foto di Vasto»? La morta anticipata di un centrosinistra a tre con Sel e Idv? Teniamo conto di tre elementi: la fine dell’era Berlusconi, questa fase inedita di collaborazione tra avversari, la nuova legge elettorale che questo Parlamento farà. Dopo tutto questo, nulla sarà come prima.
Non trova singolare la scelta di alcuni dirigenti del Pd di manifestare insieme ai sindacati contro la manovra? Io, in piazza, non ci sono andato. Ma ricordiamo che Cgil, Cisl e Uil chiedevano le stesse cose su cui puntavamo noi.
Lei riteneva che l’uscita di scena di Berlusconi avrebbe cambiato radicalmente la vita del Parlamento. E avevo ragione. Oggi è possibile parlare con Cicchitto e Alfano per risolvere i problemi. E il Pd e Pdl riescono anche a collaborare. Ma sappiamo che siamo avversari e che presto torneremo a scontrarci. Ma questa clima è necessario e fa bene al Paese.
A patto che non vi dividiate sulla riforma elettorale... Mentre il governo guida il risanamento, il Parlamento dovrà fare tre cose. Primo: riforma dei regolamenti parlamentari. Secondo: riduzione dei parlamentari come conseguenza del monocameralismo, lasciando perdere le stupidaggini su un dimezzamento degli eletti che, però, lascerebbe in piedi Camera e Senato con gli stessi poteri. Terzo: riforma elettorale. Dai contatti che ho avuto con gli altri schieramenti, posso garantirle che, dopo che la Consulta si sarà pronunciata sull’ammissibilità del referendum, ci metteremo attorno a un tavolo. E sono certo che nessuno lascerà passare un anno senza fare nulla.
Dopo il 15 gennaio 2011, quindi. Proposte? Tutti si lamentano delle alleanze forzate. E anche noi, qui, abbiamo discusso della “foto di Vasto sì, foto di Vasto no”. Mattarellum e Porcellum, per quanto diversi, impongono alleanze tra partiti eterogenei. E io, adesso, sono convinto che il Pd e il bipolarismo sopravvivrebbero anche con un sistema proporzionale. Favorevole, da cattolico, all’Ici sulle attività commerciali della Chiesa? Assolutamente sì. Avrei anche gradito una norma che chiarisse la distinzione tra tutte le attività non profit, che non vanno tassate, e le attività commerciali. Queste ultime devono pagare l’Ici e non possono essere mascherate.
mercoledì, 14 dicembre 2011
commenti dei lettori
4 commenti presenti
Dany
15 dic 2011 19:26
Non è il solo ad esaltare la manovra, lo fa anche Alfano e Casini ne è addirittura ENTUSIASTA ma davvero questi signori pensano che gli Italiani siano tutti scemi? Vabbè chi ha esultato per la caduta di Berlusca ma godere per questa manovra tutte tasse senza tagli è da idiota.
franzo1952
15 dic 2011 15:53
Franceschini c'è.Non ci fa c'è c'è,di brutto.TDC
antonio
15 dic 2011 15:31
l'italia è fatta di persone che hanno sofferto sotto berlusconi e soffriranno ancora di più con il governo monti appoggiato da un partito che non si capisce più da che parte sta. franceschini si dovrebbe vergognare andrà in pensione a 60 anni. berlusconi ha ottenuto tutto no patrimoniale no frequenze televisive tassa su macchine di lusso e barche a carico dei fumatori(la tassa sul tabacco poteva andare alle pensioni), no liberalizzazioni taxi, farmacie ecc.
non votero mai più pd una astensione sarebbe stata più coerente e al senato visto che l'astensione vale come voto contrario, l'uscita dall'aula intanto la maggioranza c'è.
caro franceschini vattene a casa e a lavorare se hai un lavoro.
antonio con la speranza che venga pubblicata.
Mary
15 dic 2011 14:23
Dario Calendario,già parla da corrente di sx nell'UDC.
Solo un Naif/Think-Tank poteva non immagginarsi questo,faranno la nuova DC moderna e spregiudicata. Bene,va bene così.
Personalmente temo solo la rabbia sociale ,quando sotto l'ennesimo Diktat di Confindustria e Marchionne,Monti senza nessuna ragione e bisogno,perchè il ritorno all'800' non porta nè profitti nè innalzamento del PIL, attaccherà i diritti e le difese dei lavoratori.
Il prezzo lo pagherà in Primis il PD,ormai messo in un sacco e chi dovrà decidere come tamponare il disagio violento sociale sarà molto alto,tutti ,fate finta che questo non accadrà,vedendo le strade delle città affollate e la corsa ai nuovi smart/led/touch etc etc in questi giorni,vi illudete che tutto passerà senza colpo ferire.
In questo c'è una grande cecità ed io di questo ho paura.
Il resto delle chiacchere di Dario Calendario sono la solita manfrina: ottenuto il massimo!grande risultato per gli Italiani!Equità-Equità!
Che venga data la parola agli elettori,senza porcellum....quando sarà....quando sarà e poi vedremo i programmi in merito ed ovvio le persone.
foto del giorno
A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)