lunedì, 21 maggio 2012 ore 11:21

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Porcellum addio

di Tommaso Labate

Patto tra i partiti.  C’è la convinzione che la Consulta boccerà il referendum. «Ho parlato con tutti» confida Franceschini. L’accordo prevede una divisione dei lavori tra Camera e Senato. Quanto al “sistema”, c’è interesse per quello ungherese, un Mattarellum corretto che non piace a Casini.

Nella foto: Roberto Calderoli

«Ho parlato con tutti», ha confidato Dario Franceschini. E «tutti», compresi Maroni e Di Pietro, che stanno all’opposizione, hanno sottoscritto «un patto» per accantonare il Porcellum e dare il via a un cantiere di riforme in Parlamento.
I contatti informali tra i leader dei partiti, di cui il capogruppo del Pd ha parlato con gli amici, risalgono a prima del rompete le righe natalizio. A quando, insomma, sono cominciate a circolare quelle previsioni sulla sentenza della Consulta che nelle ultime ore si sono fatte ancora più insistenti. L’unico che lo dice apertamente è Gaetano Quagliariello, vicepresidente del senatori del Pdl: «Non credo che la settimana prossima la Corte ammetterà i quesiti. Certo, le sentenze della Consulta sono sempre imprevedibili, a volte addirittura sorprendenti. Ma sono convinto che i giudici costituzionali respingeranno il referendum elettorale. Magari dichiarando contemporaneamente l’inconstituzionalità del Porcellum e invitando il Parlamento a fare comunque una riforma prima del 2013...».
La previsione di Quagliariello, silenziosamente temuta da molte delle personalità che animano il comitato referendario, sono le stesse che hanno portato Franceschini - che agisce su mandato del segretario Bersani - a sondare informalmente Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini, Antonio Di Pietro e Roberto Maroni. «Inutile avere pudori, serve un accordo. Perché se costringiamo il Paese a votare nel 2013 con questa legge, l’opinione pubblica non ci darà scampo», ha spiegato il capogruppo del Pd a ciascuno degli interlocutori.
L’operazione sembra andata a buon fine se è vero che, insieme a Luciano Violante e Gianclaudio Bressa, Franceschini ha buttato giù il testo di un «accordo cornice» su cui i partiti si sono impegnati a lavorare in Parlamento a partire dal 12 gennaio, il giorno dopo la sentenza della Consulta. Il patto, stando a quando risulta al Riformista, prevede un menù di riforme in quattro portate (passaggio al monocameralismo, la riforma del regolamento del Senato, quella della Camera, più la legge elettorale) e una separazione dei compiti tra Palazzo Madama e Montecitorio. Nel senso che al Senato verrà avviato l’iter della riforma istituzionale, mentre la Camera si occuperà di legge elettorale.
È l’ennesimo bluff dei partiti che, nel bel mezzo di una nuova ondata di antipolitica, promettono per l’ennesima volta una stagione di riforme? Oppure, a prescindere dal referendum, il Porcellum ha i mesi contati? Dentro il Pd, dove la legge elettorale rimane un elemento divisivo, c’è chi tifa per i quesiti e chi spera nella scure della Corte. Stefano Ceccanti, che fa parte della prima scuola, dice che «il referendum è fondamentale: se si celebra, il Parlamento è obbligato, nei mesi successivi, a rimettere mano alla legge elettorale». Ma, visto che il Pd almeno una proposta ufficiale ce l’ha (mutuata dal modello ungherese: 70% maggioritario a doppio turno, 28% proporzionale, 2% diritto di tribuna), lo spettacolo che va in scena tra i Democratici è nulla rispetto alle divisioni del Pdl. Dove i fedelissimi di Alfano e Scajola puntano su un proporzionale alla tedesca, che li avvicinerebbe a Casini; mentre i berlusconiani doc (il referente è Quagliariello) insistono sul maggioritario, seguendo la stella polare del semipresidenzialismo francese e il miraggio di rimettere in piedi l’alleanza con la Lega.
«Ognuno ha le sue proposte. L’importante è che il tavolo delle riforme parta», dicono ai piani alti del Pd, rilanciando il capitolo «riforme» dell’agenda che Bersani ha affidato l’altro giorno a una lettera a Repubblica. Il mattarellum simil-ungherese non piace a Casini ma può tentare le ambizioni di una parte del Carroccio. E, comunque, ormai l’attesa è tutta per la composizione del «tavolo». L’ultimo conto alla rovescia verso il 12 gennaio è cominciato.

mercoledì, 4 gennaio 2012

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commenti dei lettori

4 commenti presenti

Anna

05 gen 2012 14:42

Cosa prevede il sistema ungherese di diverso da quello tedesco con sfiducia costruttiva ? Qualcuno si ricorda che i mille parlamentari non sono stati eletti con proporzionalità del numero degli abitanti e pertanto non potrebbero toccare la nostra costituzione ? Quale art. Della costituzione prevede l amministrazione della giustizia ai Sindaci o Presidente di Regione e non ne rispondano per atti criminogeni questori e Procuratori generali della Repubblica insieme ai Prefetti delle città ? il Pd che propone sanzioni disciplinari ed esclusione dall insegnamento del Bergamasco in zona no tav non rispettando i lor i sindaci della loro aerea culturale è lo stesso che propone radiazioni dall albo per articoli di dubbia provenienza di dichiarati stampo antinazista ma non fa una piega per indubbia disomogeneitù di apllicazioni di legge a favore di altre aeree culturali per attribuzione di denaro a loro destinato ma sempre utilizzato per i poveri cristi che subiscono il razzismo regionale ? E non è solo la lega ma altri rappresentanti politici e persino l Udc che cavalca da sempre questa onda e mi meraviglio anche di Paniz quale attento cultore del diritto che nelle critiche per i controlli a Cortina si lasci andare che il nord non può farsi carico del sud sa benissimo che le fiamme gialle controllano anche gli stessi addetti con altre squadre non collegate con il territorio e se la situazione di negazione di un rilancio dell economia è determinata da chi ha maggiori possibilità di contatti con l europa continentale l aumento dei prezzi voluta dai ministri del nord e la disoccupazione in aumento in tutta italia è stata determinata da chi ha spostato redditi da lavoro in italia e depositi nelle banche confinanti con l Italia tali da determinare problemi per la Golden share in mano a Francesi tedeschi Russi e cinesi o Arabi oppure è lil sud con la lugnga schiera di sottoccupati e sfruttamento al lavoro anche dei PA che l hanno determinata ? non si puì determinare un accentramento di una curva di reddito medio di un milione e mezzo tassato come quelli di 90 mila senza avere determinato illeciti e danni all erario !

Aquila azzurra

05 gen 2012 14:34

che schifo! gli italiani metteranno anche questo in conto alla casta ! questi occupanti poltrone e benefit pensano di sfornare una legge ognuno per le sue esigenze , mai hanno pensato di varare una legge logica che rappresenti gli italiani tutti in modo equanime. l'unica che possa funzionare è la proporzionale con uno sbarramento tale da non consentire il proliferare dei partiti dello zero virgola a caccia di poltrone, vitalizi e sottopotere.

marco

05 gen 2012 13:18

Vorra' dire che i firmatari dei quesiti referendari dovranno inviare per far rispettare le loro ragioni, il 7°Cavalleggeri, come ha minacciato di fare la Germania nei confronti della Svizzera,relativamente al segreto bancario elvetico (ottenendo successo).

luciano

05 gen 2012 12:38

l'arroganza dei partiti,stranamente sostenuta da gran parte della stampa,non ci dara il ritorno al sistema proporzionale senza premio di maggioranza.La legge elettorale sara cambiata,ma la nuova legge non restituira agli elettori il diritto di scelta degli eletti.Dire che il maggioritario corrisponde a questa esigenza e'una turlupinatura del corpo elettorale,che potra semplicemente scegliere tra due schiavi di partiti diversi.

foto del giorno

A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)