Il Cav non stacca la spina e cerca l’accordo con Casini
di Alessandro De Angelis
Retroscena. Ad Alfano il compito di «agganciare» il leader Udc: legge elettorale, Colle e premiership. Oggi vertice a via dell’Umiltà sul governo. Cresce la tensione con la Lega dopo il sì all’arresto di Cosentino.
Nella foto: Angelino Alfano e Silvio Berlusconi
«Dobbiamo recuperare Casini in vista 2013. Va aperta una trattativa vera, su tutto. Proviamoci, sennò il rischio è che a ottobre facciamo le primarie per il candidato premier senza un’alleanza definita». La vera “fase due” del Pdl, per ora riservata, l’ha tracciata Silvio Berlusconi con Angelino Alfano. L'obiettivo è siglare un patto stabile con Casini in vista delle prossime elezioni. Sono settimane che l’ex premier osserva le mosse del leader dell’Udc, lo monitora nei sondaggi, invia messaggi per vie informali. Ieri nel corso di uno dei tanti contatti telefonici col suo delfino, per preparare le riunioni di oggi a via dell’Umiltà, il via libera: «va agganciato» in modo serio, definitivo. Il che significa che «Angelino», nelle prossime settimane, lavorerà, tenacemente e sottilmente, su un accordo complessivo con l’Udc. Tradotto: forme dell’alleanza, premiership, Quirinale. Una strategia che il neosegretario dovrà perseguire addolcendo e gestendo al contempo i dolori del rapporto quotidiano col governo. Perché una cosa è certa: il Pdl farà un bel po’ di fuochi d’artificio sulle liberalizzazioni, farà di tutto per dimostrare che è «l’azionista di maggioranza», ma Berlusconi non ha alcuna intenzione di staccare la spina. Le riunioni convocate da Alfano per oggi a via dell’Umiltà con lo stato maggiore del partito servono, appunto, a trovare una linea unitaria da presentare agli incontri con Monti. Al momento non c’è. E soprattutto, complice il silenzio del Cavaliere e di Alfano, negli ultimi giorni sono partite una serie di raffiche impressionanti contro il governo: violenta la reazione al blitz anti-evasione di capodanno a Cortina, poco conciliante la risposta sulle liberalizzazioni, dove ogni pezzo di Pdl ha una categoria da difendere, a partire da tassisti e farmacisti su cui gli ex An hanno alzato le barricate. E proprio per trovare una sintesi su ogni dossier da oggi si riuniranno, stabilmente, quattro «tavoli»: liberalizzazioni, Europa, lavoro, legge elettorale. Più che dalla tattica però l’ex premier è preoccupato dalla strategia, consapevole - sin da quando ha trattato il passo indietro - che Monti ha ancora di fronte a sé un anno e mezzo di lavoro. Dovrà certo svolgerlo consapevole che senza il Pdl non c’è maggioranza, non potrà essere indifferente all’urlo di dolore della sua constituency elettorale, dovrà dare l’idea di «trattare» e ascoltare. Ma è il “dopo” a preoccupare Berlusconi. Ed è questo l’argomento che il Cavaliere vuole iniziare ad affrontare, già stasera, in un vertice a Palazzo Grazioli coi big del suo partito. Perché, per la prima volta, se si votasse domani il Pdl sarebbe chiuso in un angolo. La linea imposta da Maroni su Cosentino per molti, nell’inner circle del Cavaliere, rappresenta non uno strappo, ma “lo” strappo: «I nostri - ha affermato l’ex ministro dell’Interno - esprimeranno un voto favorevole in Giunta alla richiesta di arresto. Questa è la posizione della Lega». Parole indurite dal ragionamento sulle «intese sotterranee» tra Pdl, Pd e Udc in materia di legge elettorale. Lo strappo, appunto. Forse definitivo sul futuro dell’alleanza, visto che una delle ultime richieste del Cavaliere a Bossi era stata proprio una linea morbida su Cosentino. E invece la sensazione è che l’ex ministro dell’Interno, congresso dopo congresso, atto dopo atto, «si stia prendendo la Lega». Ecco la fretta di aprire una trattativa con «Pier», prima che le scosse esterne producano strappi nel partitone berlusconiano. L’automatismo tra la separazione (con la Lega) e un nuovo corso (con Casini) non c’è. Serve tempo e lavoro. Tuttavia il Cavaliere è convinto che proprio il timore del “partito dei tecnici” sia un terreno su cui riavvicinare Casini. L’attivismo dei mondi attorno ai ministri Corrado Passera e Andrea Riccardi, le spinte delle gerarchie per un nuovo centro, gli abboccamenti tra i moderati del Pd, la Cisl e pezzi di cattolici del Pdl rappresentano - paradossalmente, ma non troppo - il contesto ideale per un nuovo dialogo con l’Udc. Secondo Berlusconi, infatti, Casini al momento sta resistendo alle pressioni della Cei, visto che nel nuovo schema di scomposizione e ricomposizione neocentrista finirebbe in un’area vasta, dove il suo potere di influenza sarebbe minimo: non la guiderebbe e non avrebbe le condizioni per essere eletto al Colle. Perciò, negli ultimi tempi, «Pier» sarebbe diventato il principale sponsor alle prossime elezioni del “tripartito” che sostiene Monti: uno schema per resistere alla scomposizione dei poli. Ecco il punto di partenza della mission di Alfano: ci sono le condizioni per discutere su tutto con l’Udc. Anche di legge elettorale: «Chi l’ha detto - dice un ex ministro - che a Casini non va bene il modello spagnolo? In uno schema con Alfano a Palazzo Chigi e lui al Colle è perfetto».
lunedì, 9 gennaio 2012
commenti dei lettori
5 commenti presenti
Sergio-Svizzera
10 gen 2012 19:01
Alfano presidente del Consiglio e Casini presidente della Repubblica? Va bene che gli dei tessono sventure perché ai poeti non manchi materia di canto, ma a questo punto Zeus dovrebbe capire che non può procurare ulteriori disastri a questo nostro bistrattato Paese solo perchè Sandro Bondi possa continuare a comporre poemi a lode a gloria di Silvio il corto e rime baciate per il silicio, l'inconfessabile oggetto dei suoi sogni erotici.
Tullia
10 gen 2012 18:58
Casini, andra'con chi lo farebbe salire Quirinale per dare il suo massimo al paese.
rosa
10 gen 2012 17:26
dopo tutto questi chiacchiericci poi dicono che i partiti e i loro rappresentanti non sono tutti uguali. se casini , non parlo nè di fini nè di quel campione di ex radicale, ex margherita, ex democratico ruitelli, si posiziona per la spartizione addirittura del colle con il pdl (dopo tanti schiamazzi contro berlusconi e compagni) è davvero il solito marciume. è ora che ,dopo tanti anni di potere, vadano a continuare a fare villeggiatura da nababbi tutti insieme appassionatamente senza romperci i ........ogni giorno con le loro sceneggiate
sergio
10 gen 2012 14:04
Che l'opportunista Casini , abilissimo nel classico gioco democristiano del doppio forno, mi alleo con chi mi da di più ,tutto il resto non conta, si renda disponibile a rimangiarsi ciò che di negativo ha detto contro il centrodestra , non mi stupisce , pur di ricoprire una carica istituzionale importante come quella del Colle , Casini si prostituirebbe politicamente anche con la Lega Nord , come si può dare fiducia a un simile personaggio , questi da buon affidabile cristiano, venderebbero anche la madre al diavolo , in cambio del potere personale. Simili squallidi personaggi che hanno contribuito alla rovina dell'economia italiana e all'immagine della stessa, la prossima legislatura vanno mandati a casa , si tolgano dalle scatole.
salvatore
10 gen 2012 12:51
Vorrei vedere che dopo che il Governo Monti ha dato una mazzata micidiale agli italiani, soprattutto pensionati, dipendeti e ceti medio bassi, se Berlusconi, che ha la colpa dell'attuale situazione economica e sociale, facesse cadere il governo sulla difesa dei privilegi delle caste!!!!
foto del giorno
A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)