lunedì, 21 maggio 2012 ore 11:25

Prima pagina

Il grande intrigo del voto segreto
Chi ha salvato l’ex sottosegretario?

di Alessandro De Angelis

Niente arresto. Veleni su un accordo tra Berlusconi e il Senatùr per far cadere Monti in primavera. In realtà sul tavolo ci sono il mantentimento del Porcellum e l’alleanza per le amministrative.

«Nessuno ora si metta in testa che facciamo saltare il governo. Con questa crisi, l’eventualità non dobbiamo neanche ipotizzarla». C’è un motivo se Silvio Berlusconi, appena salvato Cosentino, indossa i panni della colomba.
Evitato l’arresto di Nick o ‘mericano, ora si tratta di placare importanti pezzi di Pdl. Perché l’ansia da conta ha infiammato il partito del voto anticipato: «A marzo - è il ragionamento di Ignazio La Russa - dobbiamo fare una verifica, e se ci sono le condizioni votare a novembre, sulla base dell’alleanza con la Lega».
In molti, e non solo tra gli ex An, vedono nella prova muscolare su «Nicola» la tenuta, sia pur con qualche fibrillazione, dell’asse con la Lega: Bossi - è la tesi - ha dimostrato che controlla ancora i gruppi parlamentari (almeno 40 deputati su 60), ha ingaggiato un duello con Maroni proprio in difesa dell’accordo col Cavaliere. Tanto che, durante la riunione mattutina dei gruppi del Carroccio, i contatti telefonici tra il cerchio magico e palazzo Grazioli sono avvenuti in tempo reale. Insomma, ci sarebbe il «patto segreto» tra Berlusconi e Bossi: solidarietà giudiziaria su Cosentino, e non solo su di lui, in cambio della grande rottura prima del 2013. Tesi accreditata non solo da parecchi fedelissimi del premier ma a microfoni spenti anche da autorevoli esponenti del Terzo Polo, dopo che Gianfranco Fini ha scandito nello stupore il numero della salvezza per Cosentino: trecentonove. E dopo che si è diffuso il sospetto che nell’urna si sia svegliata qualche coscienza garantista dell’Udc.
Nel segreto dell’urna si è consumato il grande intrigo, quello che ha spinto il Cavaliere a non infiammare gli animi con dichiarazioni incendiarie. Già, il grande intrigo: una decina di parlamentari del Pdl non si sono presentati, il pollice verso dei nemici di «Nicola» nel Pdl è stato compensato da più di un caso di coscienza tra Pd e Terzo polo, la Lega si è spaccata. Proprio l’ex ministro dell’Interno ieri ha lanciato il sospetto che Berlusconi ha giocato su più tavoli: «Molti voti a favore di Cosentino sono arrivati dall’Udc e dal Pd. Sono pochi i leghisti che lo hanno salvato». E chissà come dicono i maligni se c’è del vero, vista la fretta con cui Casini ha convocato nel pomeriggio una conferenza stampa, per dimostrare, numeri alla mano che il suo partito è stato compatto: «I numeri sono chiari: per il Pd 198 deputati, meno i sei Radicali che hanno votato contro l’arresto; l’Udc 36; 22 per il Fli, 21 per l’Idv e 7 per l’Api. La somma fa 284. Ci sono stati 298 sì all’arresto, significa che 14 deputati si sono uniti al voto favorevole all’arresto».
Cifre che non tengono conto delle trasmigrazioni silenziose, delle vendette, delle promesse, dei casi di coscienza. Negli ultimi giorni Verdini ha chiesto ai parlamentari più fedeli di adottare almeno un paio di colleghi tra Pd e Udc tra quelli ritenuti sensibili e di tentarle tutte per convincerli. Un pressing accompagnato da una azione sviluppata direttamente da Berlusconi. In un clima avvelenato trapela più di uno spiffero dall’inner circle del Cavaliere riguardo a un tentativo diretto con Pier: «una cortesia», per non rompere sul nascere il dialogo dei prossimi mesi sul «nuovo centrodestra» in vista del 2013. Chissà.
In verità l’asse del Cavaliere con Bossi ha retto, ma l’accordone anti-Monti non c’è. I due negli ultimi giorni hanno disteso un clima diventato gelido dopo la nascita del governo, e un’intesa di massima è stata siglata. I punti condivisi sono sulle amministrative di primavera, dove Pdl e Lega dovrebbero presentarsi insieme sin dal primo turno. Riguardano pure il sostegno che Berlusconi potrà dare all’alleato storico per tenere la leadership della Lega dall’assalto maroniano. E soprattutto riguardano il tema della legge elettorale: il Porcellum, ha assicurato l’ex premier, non si tocca. Per il Senatùr è questione vitale, nella sfida con l’ex ministro dell’Interno. La legge attuale consente al cerchio magico di “nominare” i parlamentari nelle liste dall’alto. E di contrastare la scalata di Bobo, forte del rapporto con la base, col territorio, e del sostegno di governatori di peso come Zaia e Cota. Le tre assicurazioni sono le leve usate dal Senatùr per schierare i suoi «contro le forche» su Cosentino, e per ingaggiare un duello, mai così acceso con Roberto Maroni nel corso di una drammatica riunione del gruppo parlamentare. Quando «Umberto» ha minacciato l’espulsione dalla Lega. Epperò il capitolo elezioni anticipate non c’è, almeno per ora.

giovedì, 12 gennaio 2012

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commenti dei lettori

4 commenti presenti

Manlio

13 gen 2012 18:39

Ma allora, abbiamo una banca!

rebel

13 gen 2012 17:06

CONTADINO....hai poche idee , confuse , espresse in modo quasi del tutto incomprensibile , corredate con un bel po' settarismo che trasuda ad ogni riga.....Forse , se ricominci con le scuole serali sarebbe un'ottima cosa....

vincenzoaliasilcontadino

13 gen 2012 15:06

Di Pietro da motore Rosso Sinistro, a rimorchio ribaltabile per rifiuti. C’era una volta la Giustizia e“ Me ciami Brambilla e fu l’uperari lavori la ghisa per pochi denari e non ho in tasca mai la lira”Ecco chi è Petrus, da sommo contadino, a straricco per merito di Prodi, sì proprio colui che, vidi e sentii urlare, dietro quella porta del suo ufficio con altri giornalisti, quando da pm, lo strapazzava er Mortadella per tangentopoli, così nel 94 dopo un avviso bluff e giunto al Governo dopo l'avviso di garanzia recapitata a Napoli il 21 novembre 1994, all'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Romano, approntò una Legge a hoc per non far finire nei guai coloro che ricevettero il pedigree di “Mani Pulite “ che, come tutti sanno, finì da Vita Nova a cantica dell’Inferno per accedere ai cerchi veri e propri tra Selva e Colle che a Botteghe Oscure, lui non si fermò miope o incapace di non vedere appena dopo l’ascensore, un fiume di denari proveniente non solo dal Kgb tanto da fare Pena-ti! Così non usuale applicare “ non poteva non sapere o associazione esterno” l’oscuro, divenuto famoso, si viene a trovare smarrito entrarvi nella Novella storia Nel mezzo del cammin di nostra vita e lui rimasto intatto con la testa nel pool! Ecco che keskì, senza meriti alcuno, divenuto ricco con tanti denari (80mld£) dopo il movimento degli Schiavettones senza contestazioni alcune, passati gli anni di piombo i petali di quei Valori (solo sul logo), cadono per concime errato, chiamato”Odio Viscerale”.L’Amaro Petrus, ignora cos’è il Diritto, se l’avesse studiato, saprebbe che, la Libertà, Uguaglianza, Fratellanza è amore per la Democrazia: credo che meriterebbe rileggere Le mie prigioni e carcere da innocente o infangato ingiustamente, magari con Fini e Casini che hanno perso la strada ex Dc e del buon Cristiano, anche se con presenza al muro del pianto! http://www.unita.it/italia/di-pietro-insulta-giudici-e-colle-il-quirinale-parole-vergognose-1.371094 http://www.flickr.com/photos/40436503@N04/6688759739/ http://www.flickr.com/photos/40436503@N04/ http://it.wikipedia.org/wiki/File:Israel-Western_Wall.jpg http://www.flickr.com/photos/40436503@N04/4434975809/in/photostream mia casa natia http://vincenzoaliasilcontadino.wordpress.com/2012/01/13/di-pietro-da-motore-rosso-sinistro-a-rimorchio-ribaltabile-per-rifiuti/ http://vincenzoaliasilcontadino.blogspot.com/2012/01/di-pietro-da-motore-rosso-sinistro.html

enrico

13 gen 2012 13:03

mi chiedo che bisogno c'era di chiedere l'arresto basta fare il processo

foto del giorno

A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)