lunedì, 21 maggio 2012 ore 11:25

Prima pagina

La Corte
non apre le urne

di Alessandro Calvi

Referendum. Bocciati i due quesiti per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale. Di Pietro senza freni.

La Corte Costituzionale boccia i referendum e lui attacca Consulta e Quirinale e grida al regime. Lui, questa volta, non è Silvio Berlusconi ma Antonio Di Pietro. E, però, sembra proprio di riascoltare il Cavaliere quando la Consulta bocciava i vari scudi giudiziari escogitati dai suoi pretoriani.
La Consulta, dunque, alla fine ha stabilito che i due quesiti referendari sono inammissibili. Ciò significa che la consultazione popolare sul Porcellum non avrà luogo. Si tratta, come è noto, della legge responsabile dell’attuale Parlamento di nominati. La decisione, peraltro, è arrivata proprio nel giorno in cui quello stesso Parlamento ha salvato dal carcere Nicola Cosentino (Pdl), accusato dai magistrati di collusione con i Casalesi. È un doppio “no” che segna la non memorabile storia di questa legislatura, ma è, soprattutto, il detonatore che fa esplodere Antonio Di Pietro.
«L’Italia - ha affermato il leader idv - si sta avviando lentamente ma inesorabilmente verso una pericolosa deriva antidemocratica, manca solo l’olio di ricino». Ed è soltanto l’inizio. Subito dopo arriva l’affondo che chiama in causa anche il Quirinale. «Oggi - ha infatti aggiunto Di Pietro - la Corte Costituzionale è arrivata addirittura al punto di impedire al popolo italiano di scegliere quale legge elettorale vuole. La scelta sul secondo quesito non ha nulla di giuridico o costituzionale ma solo politico e di piacere al Capo dello Stato e alle forze politiche di una maggioranza trasversale e inciucista». Quindi, arriva anche una chiamata alla piazza. Manca l’attacco alle toghe rosse e davvero sembra di rivedere nell’ex pm il Cavaliere dei tempi migliori.
La reazione del Quirinale non si fa attendere. Sul Colle si fa notare come «parlare della sentenza odierna della Corte Costituzionale, come qualche esponente politico ha fatto, di “una scelta adottata per fare un piacere al Capo dello Stato” è una insinuazione volgare e del tutto gratuita, che denota solo scorrettezza istituzionale». Di Pietro, peraltro, è l’unico ad alzare i toni fino a questo punto. Arturo Parisi, che della consultazione popolare era stato uno dei promotori, non è sorpreso dallo stop della Consulta ma parla con rispetto di quella decisione pur annunciando di voler andare avanti nella «battaglia per interpretare la volontà di coloro che hanno firmato per il referendum». Addirittura Luigi De Magistris, pur dispiaciuto, ha ribadito il dovuto «rispetto» per le decisioni della Corte Costituzionale.
Meglio così, anche perché il caso-Di Pietro ha rischiato di oscurare la notizia del giorno, ossia il no della Consulta ai due quesiti referendari dichiarati inammissibili, il primo dei quali chiedeva l’abrogazione totale della legge elettorale vigente, mentre il secondo ne chiedeva l’abrogazione parziale. Le motivazioni della decisione si conosceranno a giorni, probabilmente a partire da lunedì 23 quando il relatore Sabino Cassese le leggerà ai colleghi prima di procedere al deposito della sentenza. E, però, come consuetudine, ieri si rincorrevano voci e illazioni che non possono trovare conferme, neppure ufficiose, in virtù dell’assoluto divieto di manifestare la cosiddetta dissenting opinion e della segretezza sulla intera procedura relativa alle votazioni.
Sembra però che la discussione tra i 15 giudici della Corte, protrattasi per un giorno e mezzo, sia stata in parte occupata anche dalla ipotesi che la stessa Consulta potesse sollevare di fronte a se stessa - sospendendo così il giudizio sui due quesiti - il dubbio sulla costituzionalità della norma sul referendum, utilizzando l’istituto della autorimessione. In ultima analisi, sarebbe stato un modo per concedere al Parlamento il tempo per evitare il vuoto normativo che sarebbe potuto derivare dalla decisione sui quesiti referendari. Ma non si è raggiunta una intesa, dunque non è rimasto che prendere atto dei numeri e dichiarare inammissibili i due quesiti.
E ora, di fatto, la palla torna comunque al Parlamento. Ieri sera Giorgio Napolitano ha spiegato che la Consulta ha agito «nel rigoroso esercizio della propria funzione», quindi ha parlato della «comune convinzione che tocchi alle forze politiche e alle Camere» assumere «il compito di proporre e adottare modifiche della vigente legge elettorale secondo esigenze largamente avvertite dall’opinione pubblica». Il messaggio non poteva essere più chiaro.

giovedì, 12 gennaio 2012

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Vincenzo Alias Il Contadino

13 gen 2012 15:18

Giustizialismo col Cinghialone e Bunga Bunga come cane che si morde la coda? Mi trovavo all’Hotel Hilton di Kauai Beach Resort - an Aqua Boutiquedi - Hawaii, era la penultima tappa del 2° giro del mondo, poi soggiorno a Los Angeles e ritorno alla uggiosa Milano, ero ripartito di mala voglia come un cane bastonato, poiché il mio amore non era ricambiato da Cecilia, una showgirl, sapendo che non l‘avrei più mai vista. Come tutti gli Italiani, avevo letto delle azioni giudiziarie, ma mai avrei pensato che Partiti storici come la Dc, Psi, il Psdi e Pli sparire per mani di giustizialisti e passaggio ad una 2^ Repubblica. Il Pool della Procura della Repubblica di Milano con Di Pietro, Davigo, Colombo, Parenti, Boccassini con a Capo Borrelli dal suo vice D’Ambrosio: azione spettacolosi di notte con grande indignazione dell’opinione Pubblica e di fatto, decapitato i Partiti storici ed entrati nella II^ Repubblica di cui come sappiamo sempre da costoro azzoppata e finita nel rewind di un ritorno al passato tanto che Di Pietro arricchitosi con ben 80mld£ di rimborsi spese Elettorali e vedere Casini er magna pane&cicoria ovvero, Rutelli a spassarsela alle Maldive che con 6,5, milioni di euro che incassa può permetterselo visto che hanno uno stipendio di oltre 13.000,00€ il mese alla faccia de ‘O Sud e che noi operai e la loro scorta con 1000€ tirare la cinghia. Insomma, a Milano v’era oltre il 95% di microcriminalità ora nel rewind Ministri con casa pagata da sic si dimettono ma non lo fecero Nilde Jotti D’Alema e tante migliaia di poveri cristi milionari!Pensate a Napoli si sprecarono 3 miliardi per la munnezza e nessuno alzava un dito, ma di certo se facciamo uno screening sui c/c o leggiamo il link in calce, ci rizzano non solo i capelli. In poche parole, siamo passati nella Repubblica Presidenziale senza aver titolo di voto usurpato l’Art.1 da “ George” di cui con tanto rispetto non gli darei le chiavi del mio podere di cui io ho versato il sangue alla Patria: Democratico di nascita di cui per essere amico dello Statista e Presidente dell’Onorevole Bettino Craxi, ho pagato un prezzo altissimo per non essermi piegato di fare il Voltagabbana o l’Iscariota. Ecco la nausea di questi “ Onorevoli ” di cui posso vantarmi di dire“ li conoscevo bene” per i miei decenni in Politica (‘70-‘92) come Dirigente Politico, Sindacale e Commissario all’Edilizia e Trasporto. Ecco giunti ad oggi di sentire l’Amaro Petrus incavolato, tanto da affermare: “ Rischio regime, ora in piazza” Ma non è stato lui ha rompere gli equilibri Democratici abolendo, di fatto, la Giustizia, ma usando Schiavettones, mentre lui s’è arricchito con stesso metodo con rimborsi Elettorali, visto che. Prodi approntò una Legge a hoc per salvare quelli che oggi sbraitano? Eppure, era un mediocre Poliziotto, pessimo Pm non rispettoso dei Diritti Umani e da Politico peggio andar di notte sempre che, voi avete visti, Artt. di Legge, modificati, mentre sappiamo che ci sono mille cavilli tanto da nausearci di vedere criminali uscire dalla galera? In pratica, ha solo goduto vedere spargere fango su Berlusconi di cui conosco di persona dal ‘89, quando mi assegnò un premio letterario nel circolo Culturale De Amicis a fianco all’Associazione Lucani. Oggi, le città sono infestate di criminali tanto di sorridere nel vedere inchieste, processi finire nel nulla con oltre 500 perquisizioni a Mediaset, poi scoprire l’acqua calda e gettare il bambino con quella sporca? Su pensaci Giacomino, se abbiamo tre giudizi processuali perché a me in 3 secondi mi confiscano l’assegno di pensione e ad acclarati mafiosi e criminali solo il sequestro dei beni e pazzi assassini che escono dalla galera e si appropriano delle proprietà delle vittime? Io nei sette mesi in cui facevo il testimone a Di Pietro e successori, ne ho viste di tutti i colori e per questo non pagai l’iscrizione all’Università Statale alla Facoltà di Giurisprudenza: l’amore per la terra e fare il contadino. http://vincenzoaliasilcontadino.wordpress.com/2012/01/12/giustizialismo-col-cinghialone-e-bunga-bunga-come-cane-che-si-morde-la-coda/ http://www.liberoquotidiano.it/news/908169/Conti-in-tasca-ai-ministri-Ecco-tutte-le-loro-case.html http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_10/politici-fine-anno-maldive-oggi_30d82544-3b9c-11e1-9a5f-c5745a18f471.shtml#scrivicommenti http://farm4.staticflickr.com/3315/3198370173_f385c30b73_m.jpg http://farm4.staticflickr.com/3225/3037221737_48c24c4774_m.jpg http://farm4.staticflickr.com/3110/3191145811_fc042142b9_m.jpg Foto con amici: Politica Assessore Sanità Regionale, Michele Colucci e Fratello Ciccio attuale Questore alla Camera Stage al Parlamento Ue col Sindaco e Min.C.Tognoli.

foto del giorno

A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)