lunedì, 21 maggio 2012 ore 11:27

Prima pagina

Ridefinire consistenze
e affinità dei partiti

di Emanuele Macaluso

Le notizie sulle trattative tra i partiti per varare una nuova legge elettorale sono scarse e contraddittorie. Non c’è una proposta che impegni tutto il Pdl: il segretario Alfano si limita a lanciare messaggi che restano incomprensibili. Quasi tutti i notabili del partito dicono di volere il bipolarismo, ma quale? Anche il sistema tedesco è bipolare, come quello francese, e anche in Spagna, dove esistono forti realtà regionali, prevale la bipolarità: destra-sinistra. Tuttavia, sia lo sconfitto Berlusconi, sia il suo socio, lo spompato Bossi, restano entusiasti del Porcellum. L’entusiasmo, non si sa su cosa si fondi, dato che il sodalizio Pdl-Lega non sta più in piedi, e anche perché quella alleanza non può contare su una maggioranza certa come fu nel 2006. Nel centrosinistra le cose sono simili a quelle descritte nel polo della destra.
La questione che oggi vorrei porre è una e, a mio avviso, semplice: i bipolarismi, quando non c’è il bipartitismo, si fondano su una premessa, la conoscenza e la certezza delle alleanze tra le forze politiche. In questa fase, sul piano politico, nulla è certo: né a destra, né a sinistra. Alcuni chiedono una legge elettorale bipolare non per sancire un’alleanza e farla esprimere elettoralmente, ma per costringere i partiti ad allearsi, anche senza una base politica comune, e guadagnare così un premio di “maggioranza” e un certo numero di parlamentari. È inutile girarci attorno: oggi non c’è un governo, espresso da una maggioranza politica, che possa ripresentarsi alle elezioni per chiedere di essere confermato e non c’è un’opposizione politicamente omogenea. C’è una destra (non definita nelle alleanze), una sinistra (non definita nelle alleanze) e un centro (non definito nelle alleanze). È il caso, direi classico, in cui solo una legge proporzionale può ridefinire la consistenza dei partiti e le successive affinità. L’altra ipotesi è il maggioritario di collegio nel quale si svolge il confronto tra i partiti e si definisce una maggioranza e una minoranza.
Nessuno però ricorda che l’articolo 68 della Costituzione che consente, con le procedure previste, le riforme costituzionali, ha come presupposto l’esistenza di assemblee parlamentari elette con la proporzionale: con il premio di maggioranza, come nel Porcellum, e i due terzi necessari per evitare il referendum confermativo che può essere raggiunto con una minoranza di elettori. Una truffa. La presenza di un governo neutrale, su questo tema, dovrebbe spingere le forze politiche a considerare la riforma elettorale come necessità per rimettere in sesto un sistema politico in cui i cittadini possano riconoscersi e ricongiungere la politica alle istituzioni.
Prediche al vento? Forse, ma, altrimenti, dove si va a parare?

lunedì, 16 gennaio 2012

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commenti dei lettori

7 commenti presenti

Renè

19 gen 2012 20:15

oggi è uscito nuovamente Avanti!, mi auguro che attorno a questa storica testata si possa ricostruire un partito riformista, lo spazio certamente se lo può conquistare se si va verso un sistema elettorale in senso proporzionale con uno sbarramento (4-5 %). condivido l'analisi di Maccaluso sul fatto che oggi non c'è una maggioranza politica che presentandosi alle elezioni possa essere riconfermata. Oggi bisogna ricostruire la politica ed il sistema politico partitico che la rappresenti.

victorlupis

19 gen 2012 12:42

Io credo che i partiti non faranno nessuna legge elettorale e se proprio costretti dall'insistenza del capo dello Stato, credo che il PD e PDL riprodurranno qualcosa che girerà loro intorno per costringere gli altri partiti ad una alleanza forzata che non produrrebbe niente di positivo, com'è già successo in passato, per gli Italiani senza una comunanza politica e cioè socialista e democratica. Per scongiurare tutto ciò e soprattutto per uscire da questo pantano, sarebbe opportuno che il parlamento promuova l'elezione di una assemblea costituente snella con lo scopo di rendere il nostro paese moderno e funzionale.

Ermete

17 gen 2012 15:32

I partiti, sono ben definiti quando i loro leader ne furono fondatori. Rispondono tutti a questo criterio, tranne quello comunista, che si trascina nel tempo con uomini sempre meno qualitativi, fino a quello ultimo che con l'ardire di osare, ottenne il massimo possibile barando. Nessuno dei partiti oggi in gara, tranne uno, ha un capo che abbia usurpato.

Maurizio

17 gen 2012 15:22

Voleva forse dire articolo 138, non 68?

michela

17 gen 2012 10:21

Giusto!Dove si va a finire o a^parare^,se i politici in generale, e i parlamentari in questo caso, sono solo preoccupati per conservazione del loro ^posto^?Nessuno di loro finora ha proposto di ridurre la rappresentanza,di limitare la rieleggibilità a due mandati consecutivi,di ridurre le indennità e i benefici accumulati a carico ^dell'ignaro contribuente^che solo da poco ha scoperto che il debito pubblico ammonta a più di 1900 miliardi (sic!) di euro.E nessuno,o quasi,tra gli esponenti dei partiti si è mai preoccupato di verificare la ^presentabilità^ dei candidati sostenuti.Ecco un'altra proposta che andrebbe votata:indicare palesemente il profilo del candidato proposto,come negli Stati Uniti,dove si sa tutto del candidato.Un'altra riforma ancora :^legare^ il candidato al territorio e al collegio che lo sceglie e a cui deve rispondere,evitando quegli ^indegni giochini^ di elezione su tutto il territorio del Paese.E naturalmente la definizione, prima delle elezioni, delle coalizioni ,dei programmi,senza possibilità di cambi di ^casacca^,ma solo di dimissioni,come avviene negli Stati veramente civili.Le dimissioni devono naturalmente valere anche per comportamenti non consoni al ruolo ricoperto dal parlamentare.Penso non ci voglia molto per raddrizzare l'immagine di una classe politica interamente allo sbando,perchè gli Italiani non si lasciano più neanche incantare dalle parole di Monti che vede i ^poveri politici^bistrattati dagli Italiani,i quali dovrebbero sopportare un peso sempre maggiore di tassazione perchè pagare le tasse ^è bello^

francoeffe

17 gen 2012 09:49

Le primarie all'amatriciana senza una regolamentazione per legge purtroppo non hanno senso e comunque non cancellano l'esigenza di una legge elettorale coerente che sostituisca l'attuale legge porcata. Io penso che sia PD che PDL siano tentati di condannare anche gli altri partiti ad alleanze disomogenee che continuerebbero a produrre maggioranze deboli e poco coese che finirebbero per perpetuare l'immobilismo. Nella fase attuale sarebbe una vera iattura e ci condurrebbe nel baratro. Una buona legge elettorale anche proporzionale é un'assoluta priorità come il risanamento dello stato.Ma la tentazione dei due più grandi partiti può essere quella di mantenere lo status quo.

52Maurizio

17 gen 2012 08:01

Concordo anche in questa occasione con il direttore: così come emergono chiare le nefandezze dell'attuale legge-porcellum, la confusione che impera tra gli schieramenti politici non consente serie riflessioni e decisioni adeguate alla situazione e, in questo caso, non è possibile pensare alla "sponda" di un qualsivoglia governo tecnico Monti che tolga le castagne dal fuoco. Però, anche dalla parte di mio riferimento, il centro-sinistra riformista, qualcosa di più si può, volendo, fare in casa propria: abitando a Firenze ho seguito l'appassionata selezione del candidato sindaco Renzi con le primarie "vere" (che, in quanto tali, hanno sancito l'inevitabile umiliazione del candidato blasonato, calato dall'alto). Non sarebbe pertanto possibile, pur permanendo l'infida legge elettorale "pocellum", procedere a vere primarie di coalizione in ogni collegio, invece di imporci soggetti da nominare che, in genere, niente hanno a che fare con il nostro contesto? E non sarebbe questo un segnale eloquente che, con i fatti e non solo a discorsi, siamo diversi dagli intrallazzatori che, come i fatti hanno eloquentemente dimostrato, sono saldamente annidiati dall'altra parte? O forse anche ai nostri nominati va bene così, tanto per non smentire il concetto di "casta" che sempre più allontana con preoccupazione noi cittadini - pecore dalla politica ? - Non lamentiamoci poi se i populisti imperano, da una parte come dall'altra. O, forse. è proprio questo che serve alla nomenclatura?

foto del giorno

A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)