Incontro. Le parti sociali a Palazzo Chigi. Il ministro del Lavoro: «Faremo questa riforma comunque». Camusso: «Bene disponibilità, ma non v’è traccia di misure su crescita e fiscalità».
Nella foto: Corrado Passera
Le parti sociali, impegnate nel confronto sulla riforma del mercato del lavoro, non si lasciano distrarre dal fantasma dell’articolo 18. Ieri, infatti, il secondo incontro a Palazzo Chigi, tra imprese, sindacati e Governo, è stato anticipato da un intervento a gamba tesa di Corrado Passera. Il ministro dello Sviluppo economico, infatti, poco prima dell’incontro con cui la ministra del Lavoro Elsa Fornero intendeva rilanciare l’avvio di una trattativa sulla riforma, è intervenuto ai microfoni di Maurizio Belpietro, sull’ammiraglia Mediaset, discettando anche dello Statuto dei Lavoratori, e richiamando le dichiarazioni del presidente del Consiglio rilasciate la sera precedente ad Alessio Vinci, sempre su Canale5: «Monti ha giustamente detto, e siamo tutti d’accordo, che il mercato del lavoro è fatto di persone molto garantite e di persone troppo poco garantite, che sono quelle fuori. Oggi abbiamo la seconda sessione di un tavolo molto importante che la ministra Elsa Fornero sta coordinando, e anche l’articolo 18 sarà uno dei temi». In realtà, prudentemente, né la ministra né il suo collega hanno posto la questione all’ordine del giorno del tavolo di Palazzo Chigi, aperto dall’auspicio di Fornero di un confronto «fruttuoso». E se non propriamente foriero di risultatri immediati, il vertice di certo ha avuto il merito di sgombrare il campo da documenti precotti (stavolta la ministra ha portato con sé solamente degli appunti) o posizioni precostituite da tutte le parti, lasciando aperta la disponibilità al dialogo e a un margine di confronto limitato, però, dall’accelerazione imposta dall’esecutivo. Due o tre settimane al massimo, ha detto Fornero, per chiudere l’accordo: «Il Governo farà di tutto per prendere il treno delle riforme. Se lo facciamo insieme siamo contenti, altrimenti il Governo cercherà comunque di farlo». Una riforma con quattro obiettivi, ha spiegato la ministra: «distinguere tra flessibilità buona, sia in entrata sia in uscita, da quella cattiva; realizzare un’uniforme distribuzione delle tutele sia nei segmenti del lavoro sia nel ciclo di vita delle persone; formazione e apprendistato; potenziamento delle politiche attive e servizi del lavoro. Ancora una volta, dunque, governo e parti sociali non sono entrati nel merito, pur concordando che esistono visioni comuni su argomenti come l’apprendistato, la necessità di rilanciare il lavoro giovanile e la flessibilità in ingresso. Più complicato trovare una sintesi su quella in uscita, cavalcata inevitabilmente da Confindustria e strettamente connessa proprio con quella libertà di licenziare impedita dall’articolo 18. Ma questo sarà materia del confronto di merito che deve ancora cominciare, e che nei prossimi giorni si svolgerà rispettivamente tra le organizzazioni sindacali e quelle imprenditoriali, che dovrebbero riunirsi in anticipo rispetto alla prossima riunione che la ministra convocherà presumibilmente a metà della prossima settimana. «L’articolo 18 è sul tavolo - ha detto la presidentessa di Confindustria Emma Marcegaglia - Ma pensiamo che il tema del reintegro deve valere per tutti i casi di licenziamenti discriminatori o casi in cui la legge dice che il licenziamento è nullo». Nessun paletto che possa impedire a monte la ricerca di posizioni quanto più condivise, dunque. Nemmeno dai sindacati che, fermi sul documento condiviso a metà gennaio, hanno evitato qualsiasi deriva dal sapore nemmeno vagamente ideologico. A cominciare dalla leader della Cgil Susanna Camusso: «Apprezziamo l’intento del Governo di lavorare per fare un accordo, ma continuano a essere assenti i temi dello sviluppo e della crescita del Paese». Insomma, se Fornero appare davvero impegnata a intervenire sulle precarizzazioni e sulle (spesso false) partite iva, non c’è alcun segnale che la riforma del mercato del lavoro non sia limitata soltanto al sistema di regole (i cui strumenti, comunque, ieri non sono stati citati proprio per non precludere alcuno sviluppo al confronto), coinvolgendo anche i temi della crescita, appunto, e del fisco inteso come alleggerimento sulle retribuzioni di dipendenti e pensionati. E che sulla difesa dell’articolo 18 ci siano ragioni reali e non ideologiche, ha insistito il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. ma che il tema sia strumentale, lo ha confermaqto in serata priprio Elsa Fornero: «Non abbiamo chiesto l’abolizione dell’articolo 18, né lo abbiamo difeso così com’è. Vogliamo invece ottenere risultati positivi, e vedremo quali saranno gli strumenti più adatti».
giovedì, 2 febbraio 2012
commenti dei lettori
6 commenti presenti
stefano
03 feb 2012 22:12
Se non fosse che la votazione sulla punibilità dei giudici,è viziata dal fatto che la Lega (con un base ultra forcaiola)vorrebbe tutti a prescindere nelle patrie galere ,ma doveva ripagare il buon vecchio amico B., la potrei seguire in qualche ragionamento (molto pochi I suppose).
Papa?...Sì ,effetivamente c'è ancora molta gente Italia che pensa che uno scippatore è un criminale e chi genera-organizza-aiuta-pianifica altre strategie di arricchimento illecito ,non lo è...è questa è l'Italia.
Mario
03 feb 2012 18:41
Eliminare l'obbligo da parte dei datori di lavoro di giustificare i licenziamenti che ora ci sembra una buona conquista , non finirà per essere in molti casi una spada di damocle sui lavoratori ed una forma di ricatto per tenerli buoni, pena il licenziamento ? Ed ancora : io datore di lavoro penso ( Ma non lo dico) ti licenzio perchè ho trovato un altro lavoratore disposto a lavorare per 700 € invece dei tuoi 1000 € ? E' facile dichiarere che il posto fisso è una noia , quando si è fissi da una vita alla Bocconi e si è appena conquistato un posto al senato vita natural durante con i relativi emolumenti !
Qualcuno mi può dare qualche rispota convincente?
Ernesto Comaschi
03 feb 2012 17:18
Stefano, parlo dall'estero. Ci sono venuto dopo aver subito uno di quei torti giudiziari inflitti da magistrati comunisti, quelli che tolgono la ragione a chiunque abbia.
Poveri noi
03 feb 2012 17:16
Che sbaglio Napolitano, Monti invece de la Camusso alla soluzione del problema.
Antony
03 feb 2012 14:49
Stefano . Quando la Procura di Napoli ha chiesto il carcere preventivo per Papa era una ammissione che loro possono sbagliare e non pagare ? la sentenza della Cassazione sulla non punibilità dello stupro di gruppo come interpretazione ad personam o l applicabilità di legge sic et sempliciter dell aggravante del gruppo in fatto di stupro ? nel rispetto della democraticità abbiamo votato ben due referendum per la responsabilità civile dei giudici chiaramente per consapevole colpe e perchè sono al di sopra di tutto anche se i fatti dimostrano di addebbiti pagati da noi ?? sono loro la vera Casta ? come Mai La Corte dei Conti da quando è stata la commissione Provinciale di Controllo non ha agito con la stessa tempestivitù in fatto di corruzioni per imprese e si chiede nessuna certezza della pena per alcuni reati minori ? Addirittura a casa senza braccialetto ? se sono pochi chiedano concorsi per altri giudici magistrati e non avvocati giudici di pace e minori prescrizioni ed attenuanti altrimenti tutti a casa e non manteniamo nessuno per una giustizia che non c è
stefano
03 feb 2012 10:15
Finirà o non finirà questo Governo di Tecnici? Sale il gradimento del Premier e scende quello verso i partiti della triplice intesa (PdL PD e UdC).
Un'ottima strategia quella di Monti che con le sue manovre raccoglie sempre il 50+1 dei voti,un contentino di quà uno di là e va avanti.
Intanto lo schema piduista di imbavagliamento dell' informazione và avanti,come quello di bloccare la magistratura. La magistratura rea di mettere il naso ovunque e questo anche al Governo Monti ,non và. Ed ecco la farsa del voto di ieri.
La prepotenza della trattativa sul lavoro,in questo momento difficile ed in quei modi nasconde un solo obbiettivo,riconosciuto da molti e spesso autorevoli, distruggere l'opposizione ormai retta solo dai Sindacati.
Purtroppo,questi Professori non guardano le international news,ignorantemente non vogliono vedere cosa stà accadendo in Grecia e la rabbia e violenza che monta. Si vuole imporre lo stesso trattamento in Italia (ma forse da noi in modo peggiore) senza curarsi di quello che ci porterà.
Il gradimento per Monti....
PS/ sono curioso cosa farà questo Governo il politica estera,quando Israele bombarderà l'Iran...(le sue anime guerrafondaie ci sono comunque)
foto del giorno
A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)