lunedì, 21 maggio 2012 ore 11:31

Prima pagina

L’inflazione
nelle tasche
degli italiani

di Mauro Bottarelli

Effetto benzina. Più 4,2 per cento sul “carrello della spesa”.

Nella foto: Mario Draghi

Forse desiderosa di una guerra a colpi di originalità contro la Cassazione, l’Istat ha presentato il nuovo paniere per il calcolo dell’inflazione e ha ben pensato di inserirvi all’interno uno dei più colossali flop del comparto tecnologico degli ultimi anni, l’E-book reader e l’E-book download.
Ovvero gli strumenti per la lettura digitale dei libri. Bizzarrie a parte, entrano nel nuovo carniere anche la mediazione civile e alcune novità nel segmento dei giochi, lotterie e scommesse dove sono stati inseriti, in aggiunta ai tradizionali giochi numerici e a base sportiva, le lotterie istantanee, le scommesse sportive e i giochi a base ippica. Il paniere 2012 è composto da 1.398 prodotti, aggregati in 597 posizioni rappresentative (591 nel 2011) e su queste ultime vengono calcolati mensilmente i relativi indici dei prezzi al consumo.
Ma l’Istituto nazionale di statitisca ieri ha comunicato anche altro. Il tasso d’inflazione annuo a gennaio ha segnato un lieve rallentamento, passando al 3,2% dal 3,3% di dicembre, con un aumento dei prezzi su base mensile dello 0,3%. Sempre a gennaio, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori - il cosiddetto “carrello” - aumentano dello 0,8% su base congiunturale e del 4,2% su base tendenziale (in lieve rallentamento dal 4,3% del mese precedente). Insomma, inflazione in rallentamento minimo ma sempre alta. Ma se normalmente si definisce “inflazione”, l’aumento continuo e generalizzato del livello dei prezzi, occorre far capo alla definizione che di essa diede la scuola austriaca con Von Mises per evitare di cadere nel tranello ciclico in base al quale l’inflazione sarebbe l’aumento dei prezzi e i prezzi in aumento causerebbero l’inflazione. Quest’ultima sta infatti a indicare l’incremento della quantità di moneta e di banconote in circolazione e nei conti correnti e non la sua conseguenza, ovvero la tendenza di tutti i prezzi e dei salari di aumentare. Per dirla con l’indimenticato Ugo Tognazzi, «inflazione significa essere povero con tanti soldi in tasca».
Il problema è che in Italia non c’è inflazione reale, visto che gli ultimi dati resi noti dalla Banca d’Italia dimostrano un crollo verticale della massa monetaria in tutte e tre le sue componenti, quindi è escluso un eccesso di circolazione di denaro che giustifichi l’aumento dei prezzi. Nemmeno l’intervento della Banca centrale europea attraverso il suo programma di liquidità Ltro offre una spiegazione, visto che quanto introitato dalla banche all’un per cento non è stato immesso nel sistema - con invece fanno le altre banche centrali - ma resta parcheggiato presso la stessa Eurotower attraverso i depositi overnight o, in minima parte, viene impiegato per acquisto di titoli di Stato al fine di schiacciare gli spread.
Cosa spiega, quindi, un’inflazione comunque così alta? Per il professor Giacomo Vaciago dell’Università Cattolica di Milano, quella che scontiamo «è puramente inflazione importata, ovvero dovuta all’aumento dei costi delle materie prime e dei beni d’importazione in un contesto, come quello attuale, già di moderata recessione. Non essendoci aumento né dei consumi, né della massa monetaria circolante, non esistono altre spiegazioni. Stiamo, ahimé, subendo un ciclo economico che non ci vede protagonisti ma bensì vittime di dinamiche non interne. C’è poca propensione alla spesa, questo spiega la contrazione della massa monetaria: anche chi ha denaro, tende a non spendere perché il pessimismo in circolazione è molto maggiore rispetto a quanto sia giustificabile».
Alla luce di questa situazione, prende quindi corpo il dibattito sulla Bce e sulla sua politica monetaria che qualcuno vorrebbe espansiva come quella operata da Fed o Bank of England, quest’ultima protagonista di due robuste iniezioni di liquidità reale nel sistema - una prima da 200 miliardi di sterline e una seconda, sul finire dello scorso anno, di ulteriori 75 miliardi - a fronte di un’inflazione sì alta ma in continua diminuzione: dal 5 per cento di ottobre, è già scesa al 4,2 di dicembre con previsioni di ulteriore abbassamento nel corso dell’anno. Questa è l’inflazione “buona”, quella dovuta a massa monetaria e consumi, la stessa che per Paul Krugman sarebbe l’unica ricetta per l’eurozona al fine di uscire dalla crisi in atto, ovvero tramutando la Bce in prestatore di ultima istanza, capace di dar vita a politiche espansive, incubo però di ogni tedesco che porta nel suo dna il ricordo di Weimar e dell’iperinflazione che spalancò la strada al Terzo Reich.
Tanto più che in un contesto recessivo per la crescita come quello che stiamo per affrontare, alcuni critici rigoristi pensano che il rischio potrebbe essere quello della stagflazione in stile anni Settanta, ovvero quel combinato di inflazione alta e stagnazione che fece vacillare le teorie keynesiane di politica espansiva dell’economia. Ma al netto di Friedman e della sue critiche, oggi come oggi appare forse meglio rischiare la deflazione che morire di inflazione importata a crescita zero.

venerdì, 3 febbraio 2012

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commenti dei lettori

4 commenti presenti

michela

06 feb 2012 15:32

Sarebbe da incoscienti spendere per ^favorire^ la ripresa economica,essendo enormemente indebitati,come lo è l'Italia in questo periodo,quando invece,presa coscienza a dove ci ha portato l'irresponsabilità dei nostri governanti e delle istituzioni in generale,occorre ^tagliare^le spese di una macchina dello Stato che costa 850 miliardi l'anno.Sarebbe troppo facile emettere moneta,come stanno facendo in Gran Bretagna,dove la regina ha voluto mantenere la sua divisa monetaria.Ma come stanno i conti pubblici inglesi?Personalmente non li conosco.Ben contenta che in Italia ci sia l'euro.Spero che ciò possa continuare anche in seguito,perchè le famiglie italiane nel loro privato hanno dimostrato di essere oculate e risparmiatrici,facendo dei bilanci che prevedono anche il risparmio e l'accantonamento in vista di eventuali imprevisti.La preoccupazione dei tedeschi su una avanzata dell'inflazione è condivisibile.Infatti come posso pensare di pagare un Kg.di pane comune ben 5.000 lire?

mirco

06 feb 2012 11:29

Inflazione da costi dovuti alle materie prime importate? bene ma se si esamina la composizone del prezzo della benzina credo che la componente fiscale sia la responsabile di questi aumenti di inflazione che ( soprattutto per il gasolio) si spalma sul prezzo dei beni di largo consumo a causa dei trasporti su gomma su cui si basa l'economia italiana ( poco trasporto su ferro e su nave). Se le regioni hanno aumentato le accise per pagare i loro debiti come da manovra monti, il vero responsabile dell'inflazione in italia è: 1)la classe politica che ha fatto i debiti nelle regioni spendendo male i soldi 2)la classe politica che nonha fatto politiche di efficienza nei trasporti e che non riesce a domare i camionisti e i tassisti e non riesce a togliere la mafia dalla filiera del prodotto fresco: pesce, frutta e verdura. Se continua cosi, la classe politica deve preoccuparsi la ghigliottina è vicina.

Duccio

05 feb 2012 19:43

Chissa' quante volte, girandosi per casa ci si beava dei propri beni, poi dirsi; ma in fondo cosa cavolo produco per stare in questo paradiso. Sta passando porta a porta l'esattore.

Claudio

05 feb 2012 17:45

Cosa pensava di ottenere Monti con l'aumento delle accise ? Lo sapeva benissimo. Il fatto è che così facendo chi ha di meno paga molto di più di chi è benestante. NON MI CONVINCE PIU'.

foto del giorno

A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)