lunedì, 21 maggio 2012 ore 11:32

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Professori & Monotonie 
A sfottere il posto fisso 
provvidero già i Gufi

di Paolo Franchi

Da tempo l’assunzione non rientra nei sogni e nelle aspirazioni dei giovani. Ma per motivi che oggi sono profondamente diversi da quelli di ieri.

Nella foto: il primo ministro italiano Mario Monti

Io vado in banca, stipendio fisso, così mi piazzo e non se ne parla più. L’utilitaria la compro a rate, e per l’estate mi faccio un vestito blu.
Così cantavano i Gufi: grandissimi. Erano gli anni Sessanta, “gaudenti e volgari” nel giudizio di uno storico importante come Giuliano Procacci, fantastici secondo le interpretazioni più diffuse. Il Sessantotto era in incubazione. Non solo in Italia, certo. In Italia, però, in forma tutta particolare. Il centro-sinistra (quello vero, con il trattino) smarrì rapidamente gran parte dei suoi empiti riformatori, ma il titolo con cui l’Avanti! aveva salutato l’ingresso dei socialisti al governo, Da oggi ognuno è più libero, all’epoca sfottuto a più non posso, sì rivelò profetico. Caddero muri. Cambiarono, soprattutto, si capisce, tra i giovani, il costume, lo stile di vita, i gusti e le tendenze culturali. E cambiarono anche le aspirazioni, e l’atteggiamento verso il lavoro. La stragrande maggioranza dei nostri padri e delle nostre madri, gente che aveva conosciuto le ristrettezze vere e i sacrifici duri, tirava la carretta per farci studiare nella serena convinzione che il futuro ci riservasse un lavoro meglio retribuito e più sicuro del loro: per dirla in due parole, un buon posto fisso. Peccato che a noi, e in specie a quelli che di famiglia stavano, se non benissimo, almeno benino, il posto fisso sembrasse non una promessa, ma un incubo piccolo borghese da evitare, e prima ancora l’emblema di un modo di stare al mondo meritevole di essere sbeffeggiato. La vita ci avrebbe dato sicuramente di più e di meglio, anche se non si sapeva bene, e non si voleva neanche troppo saperlo, che cosa.
Tutto questo mi è tornato alla mente sentendo il professor Monti che chiosava la difficile trattativa (sempre che sia davvero una trattativa) sul mercato del lavoro facendo ironie sulla monotonia del posto fisso. Confesso di essermi chiesto pure se Monti, che sicuramente fin da piccolo è stato più serio, più studioso, più rigoroso di me, ricordasse anche lui la canzone dei Gufi, e magari in qualche modo vi si ispirasse: in fin dei conti, negli anni Sessanta era un giovanotto anche lui. Poi, però, mi sono come risvegliato. Non siamo nei Sessanta. E qualcosa in questi cinquant’anni è successo, anche per quanto riguarda il lavoro dei giovani o, per essere più aulici, quello che una volta si chiamava il futuro delle nuove generazioni. Qualcosa che neanche i Gufi avevano previsto.
Anche se poi Monti ha fortunatamente chiarito l’equivoco (o rettificato il tiro, fate voi), provo a scriverne rapidamente lo stesso. I nostri genitori (i nonni dei ragazzi di oggi) questo paese lo avevano ricostruito, e pensavano che la giusta ricompensa di tanti sforzi consistesse soprattutto in un buon futuro assicurato ai loro figli. Noi (i loro figli, nonché i genitori dei ragazzi di oggi) eravamo convinti che il nostro futuro sarebbe stato non buono, ma straordinario, senza precedenti nella storia: tutto stava a cominciare a prenderselo subito, corri compagno, il vecchio mondo è dietro di te. Poi scoprimmo (per motivi oggettivi e soggettivi, si sarebbe detto un tempo) che le cose erano parecchio più complicate, e lasciammo perdere. Prendendoci in cambio, in parecchi casi, molto più del famoso posto fisso, che abbiamo nei limiti del possibile difeso (quando si trattava del nostro) ma senza farne mai un’ideologia o una religione.
E i più giovani, quei figli e quei nipoti ai quali il professor Monti vuole risparmiare una vita monotona? Il posto fisso da tempo non rientra nei loro sogni e nelle loro aspirazioni. Ma per motivi che oggi sono profondamente diversi da quelli di ieri. C’ è stato un tempo non lontanissimo (prima della globalizzazione, prima della crisi) in cui ai più giovani, proprio come ai loro papà e alle loro mamme da ragazzi, la prospettiva di timbrare lo stesso cartellino nello stesso posto di lavoro per tutta la vita sembrava, più ancora che monotona, angosciosa. Meglio, molto meglio cambiare, meglio accettare le sfide, meglio girare il mondo, meglio fare il maggior numero possibile di esperienze diverse. Una parola in sé un po’ inquietante come flessibilità poteva avere anche una sua accezione liberatoria. Forse poteva essere anche contrattata e governata.
Il fatto è che quel tempo è scaduto da un pezzo. Se i più giovani non aspirano al posto fisso è perché nella loro esperienza di vita e nelle loro aspettative questa possibilità materialmente non esiste. Flessibilità e precarietà, nell’Italia con una quantità inaudita di rapporti di lavoro atipici, sono tornati ad essere dei sinonimi. Sul futuro noi, i papà e le mamme, avevamo clamorosamente equivocato, nell’immotivata convinzione che ci spettasse quasi per diritto divino. Loro, i figli e le figlie, pensano semplicemente di non averne. Di questo vuoto di futuro che bisognerebbe occuparsi, piuttosto che dibattere a vuoto sul posto fisso. Ci piacerebbe avere qualche buona ragione per dire che i ragazzi esagerano. Purtroppo non è così. Evitiamo almeno di fare i Gufi fuori tempo massimo.

sabato, 4 febbraio 2012

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commenti dei lettori

10 commenti presenti

lucas

06 feb 2012 18:14

Sentire gente che ha i figli sistemati con "posto fisso" nelle università dove insegnano papi e mamy o che si è fatta nominare senatore a vita sfottere le famiglie di poveri diavoli che hanno a casa i figli laureati che trovano, al massimo, una lavoro trimestrale ad un call center fa veramente pena. Ma attenzione che anche Gheddafi pensava di essere eterno.

stefano

06 feb 2012 14:22

Faccio notare che I Gufi,avevano un'anima Anarchica e certo con questa ventata di liberismo dei furbetti,non avrebbero nulla a che fare. Nessuno e molto lo sanno, parla di posto fisso ,come invece molti pennivendoli e psedudotecnici intendono. Quello che le persone normali chiedono e vogliono è tutt'altro; il diritto a non perdere il lavoro per colpa di scelte errate e truffaldine dei vari padroncini e Amministrazioni /direttori generali,scelte sciagurate delle quali i giornali no/embedded sono pieni. La Prof.ssa Fornero continua nella sua "sbagliata" campagna provocatoria...si gira dall'altra parte davanti alle lavoratrici della <omsa o a quei lavoratori di Mantova -19-che lo scorso venerdì sono stati licenziati in tronco per aver protestato per le basse temperature (senza le dovute coperture)a cui lavoravano..per non parlare delle assunzioni in Fiat (Fiom free...)e la lista è un po lunghetta....eppure l'art.18 non li spaventa,fanno tutto quello che gli pare. Ma la Fornero......gesticola,cita una pubblicazione tecnico-econocmica..e parla che poi nel 2047 le cose saranno a regime...... Lavoro sicuro poi (ma i padroncini e gli imprenditori del fare risparmiano sulla sicurezza) altro che le solite parole a vanvera. Quindi miei cari la maschera è caduta,altro che per incentivare gli investimenti esteri..l'art. 18 è solo un bastione ideologico da abbattere per chiudere il disegno di Gelli,la Fornero,Monti e gli altri questo stanno attuando,coscenti o no,poi le chiacchere degli scriventi (spesso tax free=evasori) che scrivono le loro (false) esperienze di imprenditori o padroncini varii...tenetele a freno. Anzi prendete un volo e andate ad Atene o al Pireo....e vedete il nostro prossimo futuro ed il vostro (una bella foto della pompa di benzina a Milano nel 45')....il vostro futuro.

IVAN

06 feb 2012 12:30

Nell'attuale governo quasi tutti i membri hanno - o hanno avuto - il posto fisso per tutta la loro vita soprattutto a spese dei contribuenti avendo costoro , quasi tutti , lavorato nella Pubblica Amministrazione : Sono pertanto i meno titolati a parlare del "POSTO FISSO". Comunque l'Art 18 non garantisce il posto fissso, caso mai evita gli abusi, da parte delle aziende, nei confronti dei lavoratori dipendenti ; I sindacati ne tengano conto;

mariolino

06 feb 2012 12:12

Tanto per distogliere l'attenzione dagli scandali, Penati a Sesto,non dimenticato caro Bersani e, ultimo scandalo finanziamenti pubblici ai partiti. Ogni tanto il burattino di turno spara una caz.. e l'opinione pubblica si distrae. E intanto i furti sulle pensioni,sul debito pubblico continuano. Del futuro dei giovani ai soliti farabutti non interessa niente.

toni

06 feb 2012 10:16

Non di posto fisso ma di lavoro sicuro si dovrebbe parlare.

michela

06 feb 2012 08:26

E' indubbio che Monti ha fatto un tremendo scivolone sul posto^fisso^.Certo,come succcede sempre nei casi in cui non si ha il^polso^esatto della realtà,ma si è ancorati solo alla propria esperienza,si crede che tutti dovrebbero pensarla allo stesso modo.Leggendo rapidamente la biografia di Monti su una piccola rivista .vengono accennate la sua carriera scolastica e poi le numerose esperienze di lavoro negli States e in Europa,sempre seguito dalla moglie,che per questo ha rinunciato alla laurea.Insomma non tutti sono così fortunati come lui,che dopo tutto il tempo lontano dall'Italia è tornato riprendendosi il rettorato alla Bocconi.Anche questa è un'anomalia,credo, tutta italiana che andrebbe sicuramente corretta:mantenere incarichi e mansioni troppo a lungo,pur svolgendone altre,o,peggio ancora,avere contemporaneamente più incarichi,anche retribuiti.Tanto per citare un caso:Mastrapasqua,vertice dell'Inps,ricopre la bellezza di 24 incarichi.Ma non è il solo.E così come fanno i nostri giovani,senza gli appoggi e le ^spintarelle^,a conquistarsi un posto di lavoro pari all'esperienza scolastica e formativa che hanno scelto di seguire?Hanno il ^morale^sotto le scarpe perchè anche a scuola viene loro detto :voi sarete precari a vita

Vincenzo Alias Il Contadino

05 feb 2012 19:48

Una nevicata di polemiche inutili che, anziché arrabattarsi e alzare le maniche, fanno di tutto per essere antitaliani? Un giorno dell’anno del Signore a Milano quando cadde una gran nevicata di ca. mt 1,8, se per molti fu un disastro, per altri e per il sottoscritto per spalarla guadagnai molte ore di straordinario. Lo Statista Bettino Craxi, mi aveva fatto sapere che dovevo partecipare ad uno stage al Parlamento Europeo di Strasburgo sotto la sua Presidenza semestrale di turno, ma all’inaugurazione avvenne senza di me, poiché il Sindaco Carlo Tognoli ufficiale accompagnatore, fu sostituito da Don Baget Bozzo e lasciare Carletto a sbrogliare al matassa visto che, si trovava tra fuochi incrociati di polemiche, come oramai, avviene da 60 anni per battaglio Comunista o chiamateli come volete che, giocano sporco nello sfascio ed ora sotto “ Governo del Presidente George ” dovuto ad un lungo logoramento dal lontano 1994, quando accopparono Silvio Berlusconi con una sceneggiata napoletana quella vergogna giudiziaria dell’avviso di garanzia come lo fu per le polemiche innescate, questo per colpire il Presidente del Consiglio e di turno dell‘Unione Europea lo Statista, l’Onorevole Bettino Craxi (vedi foto all’Ue http://www.flickr.com/photos/32560511@N08/3198370173/in/photostream ) Così una volta giunti a Strasburgo, nella serata, mentre il Ministro Carletto Tognoli, ci accompagnava verso un meeting nel più vecchio ristorante della Città, io gli tirai un tiro mancino: “ Carletto, attenzione che lì troveremo Kompagnuzzi che ti faranno un cu** a scimmia per il metro di neve qui a Strasburgo! ” Ebbene, perché nessuno additava colpe per la nevicata? Il problema che in Italia manca il Patriottismo, solerti solo ad accaparrarsi meriti e Valori che non hanno come per Di Pietro che, prima per i Finanziamenti Illeciti schiavettizzava i malcapitati presunti percettori ed incastrati per un reato inesistente nel codice, “ Non poteva non sapere ”, ma SMEmorati nell’applicarlo per Botteghe Oscure, quando i miliardi arrivavano sino all’ascensore e le “ Mani Pulite ” diventarono da fare Pena--ti e, che cosa dire d’er magna “ pane e cicoria ” che gli fregano milioni, mentre lui piagne, va abbronzarsi e sciacquar le palle alle Maldive? Ecco le preoccupante coincidenze Governi-CRAXI-BERLUSCONI La Procura di Napoli lancia l'ultimatum al premier Berlusconi dopo anni di monnezza su Silvio che, ripulisce di Napoli e dintorni di quella in strada, mentre il ringraziamento va a De Magistris er floppista e Milano a chi difendeva extraparlamentari criminalucci e autori del mio pestaggio (vedi foto ) c? Che cosa dire dell’avviso di garanzia fatto pervenire a Berlusconi nel bel mezzo del G7 di Napoli, 17 anni fa? Poi come dice Bossi, il colpo di grazia del “ricatto ” e come il disarcionamento di Prodi, liberamente eletto dai cittadini che D’alema, il più inutile Politico con yacht, vigna, leasing e casa del Popolo ad eco canone come “così fan tutti?” Che cosa dire del battage-battaglio mediatico riversati fiumi di fango su Berlusconi eccoti, visto da vicini, eventi di gravità, fra i quali la Strage del Rapido 904 12/84 1984, l’omicidio da parte delle Brigate Rosse dell’economista Ezio Tarantelli 03/‘85) e polemiche da parte Comunista che strumentarono, quando la mafia nel ‘85 tentò l’omicidio del giudice Carlo Palermo e che Bettino con le palle l’aveva fatto trasferire in Sicilia per aver non aver chieste preventivamente l’autorizzazione al Parlamento ciò che da Tangentopoli la Giustizia è scaduta come lo yogurt del Paese di Schulz che cambia colore, quando serve: ecco la differenza di un Pd che usa nel logo, la parola Democratico, poi, di fatto “George, per ragion di Stato ” cancella l’Art. 1 della Carta divenuta 50 piani di morbidezza? Infine, vero o no, che, molti dei criminali terroristi vengono autorizzati a dare lezioni in Università o che questi Kompagnuzzi definiti extraparlamentari, poi vengono eletti in Parlamento e diventa Segretario di D’Alema alla faccia della Democrazia?Da Comunisti extraparlamentari ad Onorevoli con oltre diecimila euro mensili alla faccia della crisi per questo legittimo affermare che il posto fisso è un lusso, non lo definisce meglio quel qualcuno che lì definì “Pannoloni ” poiché attaccati allo scranno? http://vincenzoaliasilcontadino.wordpress.com/2012/02/05/una-nevicata-di-polemiche-inutilitutto-fa-comodo-per-essere-antitaliani/ http://vincenzoaliasilcontadino.ilcannocchiale.it/post/2723322.html http://vincenzoaliasilcontadino.blogspot.com/2012/02/una-nevicata-di-polemiche-inutili-che.html http://www.ilgiornale.it/cronache/neve_polemiche_romaalemanno_gabrielli_scappa/05-02-2012/articolo-id=570664-page=0-comments=1 http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Napolitano http://www.liberoquotidiano.it/news/820780/Palma-annuncia-Indagine-sull-inchiesta.html

Angela Magnani

05 feb 2012 19:33

Giacomo e Jimmy, trasferitevi a Cuba o in Cina. Posto e salario sono fissi, fluttua un po' il contenuto e il giorno di consegna della busta paga. Sareste pero' garantiti per legge.

giacomo fontana

05 feb 2012 17:50

E' il termine "fisso2 che è discutibile. Meglio sarebbe dire stabile o almeno con le garanzie di legge. Non sempre precario, insomma. Ma sono cose che chi ha visto la società sempre dai piani alti fa fatica a capire.

Jimmy Connors

05 feb 2012 13:23

I Gufi sono stati il massimo, capostipite dei vari Cochi e Renato e tutto quello che segue. Sul posto fisso che dire: un'intera società impostata sul posto fisso non è pensabile. Ma nemmeno eliminarlo dal vocabolario. Anche perchè cor cazzo che le banche prestano soldi ai precari. Ci vuole equilibrio: la società dev'essere comunque incentrata sul posto fisso e bisogna trovare un sistema per agevolare chi non ce l'ha.

foto del giorno

A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)