Nella foto: l'editorialista de la Repubblica, Eugenio Scalfari
Nel suo tradizionale editoriale domenicale, il fondatore di Repubblica, sulla Grecia e l’Europa ha scritto cose condivisibili. Nello stesso articolo, come sempre ha affrontato altri temi, ma è il post-scriptum che mi stimola un confronto pacato e anche amichevole con Eugenio Scalfari. Il quale scrive: «Alcuni deputati che fanno parte della segreteria del Pd sembrano decisi a presentare ai loro organi dirigenti la proposta di trasformare il partito democratico in un partito socialdemocratico sullo schema del partito socialista europeo». Scalfari è contro questa proposta e racconta di essere elettore del Pd, di avere partecipato alle primarie fin dai tempi dell’Ulivo di Prodi e poi del Pd. E afferma: «Non credo che avrei votato per un partito socialdemocratico, che oggi mi sembra del tutto anomalo nel panorama italiano». Quell’«oggi» ha un senso perché nel 1968 Scalfari è stato deputato del Psi di Pietro Nenni. Sull’oggi scrive: «Il Pd è nato appena quattro anni fa come partito riformista e innovativo e ha avuto il voto anche di molti liberali ed ex azionisti come anch’io sono». Vero. Ma ha avuto i voti di socialisti come Giuliano Amato e Giorgio Ruffolo, e ne sono dirigenti ex comunisti come Reichlin, D’Alema, Veltroni, Fassino, Bersani, ed ex Dc, come Bindi, Franceschini, Castagnetti, Marini, Fioroni ecc.. Sulla proposta dei promotori dell’iniziativa degli esponenti Pd, Scalfari, giustamente vuole sapere l’opinione di Bersani. La mia è del tutto ininfluente, anche perché non ho aderito al Pd, ma forse serve a chiarire il tema. Diversamente da Scalfari e dal mio compagno e amico Reichlin, penso che il Pd richiami una storia dimezzata (Togliatti cancellato, Nenni dimenticato, Berlinguer ricordato solo per la questione morale, Craxi disprezzato, i laici accantonati, i soli da ricordare sono De Gasperi e Moro). Penso anche che il Pd non abbia una base politico-culturale comune: tutte le componenti stanno insieme perché ritengono che solo così possono costituire una forza politica in grado di competere con la destra. Ed è per questo che anch’io penso che lavorare e operare per disgregare il Pd, quando a sinistra c’è solo Sel (Di Pietro è di destra e Rifondazione Comunista giustamente è niente), è una follia. Tuttavia, caro Scalfari, nel tuo ragionamento c’è una contraddizione grande come una casa. A proposito della crisi greca, e più in generale di quella che attraversava il nostro Continente, tu scrivi: quel che occorre subito è «un’accelerazione verso un’Europa Federale». D’accordo. Ma, questa prospettiva non richiede partiti con una dimensione europea? Piaccia o non piaccia, in Europa la sinistra democratica è espressa dai partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti. Il Pd, non solo non aderisce al Partito socialista europeo, ma non vuole nemmeno, pur restando Pd, una Federazione di partiti socialisti e democratici. Il gruppo parlamentare europeo si chiama proprio così: “socialisti e democratici” e, con il mal di pancia, hanno aderito anche gli ex democristiani. I quali, però, ripetono continuamente di non volere stare in un partito europeo con i socialisti. Insomma, il Pd ancora una volta deve segnalare l’anomalia, l’eccezione, europea? Io non so quali siano le proposte di alcuni dirigenti del Pd che allarmano il fondatore di Repubblica, ma discuterne è uno scandalo? Sbaglierò, caro Scalfari, ma non penso che la storia della sinistra italiana (socialista e comunista) possa essere cancellata senza cancellare le radici stesse della Repubblica e della Costituzione italiana. Ho aderito, insieme all’area riformista, con convinzione e determinazione, alla svolta della Bolognina, convinto che l’approdo di tutta la sinistra poteva essere il socialismo democratico. Non è stato così, siamo stati sconfitti. Ma chi ha vinto, se tu stesso, che il Pd hai voluto, temi un suo dissolvimento solo se si apre una discussione sul domani di questo partito?
lunedì, 13 febbraio 2012
commenti dei lettori
17 commenti presenti
Romolo Cappola
14 feb 2012 17:13
Penso che nel Gruppo parlamentare europeo che si chiama 'Socialisti e Democratici' ci debbano stare tutti :
Socialisti riformisti, socialisti marxisti, comunisti libertari, laici, cattolici democratici, verdi, ecologisti, liberaldemocratici, insomma tutti quelli che si richiamano all'Antifascismo e che ritengono l'Antifascismo un valore fondante della Costituzione e della democrazia.
Giuseppe
14 feb 2012 15:57
Caro Em.Ma., non credo che la nuova ennesima corrente che si va formando nel PD con ispirazioni laburiste preluda ad alcunchè nella direzione che auspichi. Si sta formando una nuova aggregazione di elite centrali e locali in attesa delle prossime elezioni per negoziare la rappresentanza. Del resto non è proprio il tempo ideale per gettare le basi di una forza socialdemocratica. Si rischia di tenere il sacco alle disperate posizioni della FIOM ed alla sua influenza sulla CGIL, quando si dovrebbe avere una propria linea politica di lotta alla crisi e sostenerla con coraggio anche presso un governo che abbiamo voluto e accettato. Ogni volta che si parla di socialdemocrazia e di nuove forme della politica mi viene in mente una tragica ma per certi aspetti straordinaria circostanza: le migliaia di giovani socialdemocratici che in Norvegia furono fatti oggetto di mostruosa barbarie da parte di un pazzo nazista. Dovremmo chiederci perchè in Italia una forza socialista non attragga più giovani che non siano piccoli pionieri in carriera. Un saluto.
Rino
14 feb 2012 15:41
A chi glielo avesse detto, Scalfari lo avrebbe fulminato con una maledizione. Tac, e fallisce per davvero.
Sergetto
14 feb 2012 15:10
Arrivera' il giorno in cui illudere sara' delitto, un reato sobillare, condannato chi porta lutti in nome della liberta sociale. Grecia e nord Africa dati alle fiamme, da gente che non sa cambiare una lampadina non trovano giustificazione.
franco mistretta
14 feb 2012 15:04
Attenzione a chi tifa Hollande! Ha posizioni ambigue, opportuniste, verso i nuovi passi necessari all'Unione Europea.
franco mistretta
14 feb 2012 15:00
sperare in un partito progressista europeo e in un governo democratico eletto dal parlamento europeo
luigi
14 feb 2012 14:51
Un partito significa parteggiare con una parte politica . Il Pd per bocca di Bersani ha detto che aspira ad essere il partito dell' Italia . Questo e' il nodo da sciogliere e che a me personalmente non convince . Io vorrei un partito che avesse chiaro nel suo dna chi e che cosa rappresnta , non una specie di balena bianca che ingloba tutti i segmenti della societa' . Laico ma non abbastanza , cattolico ma non troppo , di sinistra ma con cautela , di centro ma senza urtare la sinistra , guardare al sindacato ma con un' occhio alle imprese ecc. ecc. Questo e' il dilemma di quel partito , io di un partito cosi' non so che farmene , perche' alla fine fara' solo gli interessi delle sue classi dirigenti . Il tipico avere due piedi in una scarpa per non scontentare nessuno , ma in realta' si scontenta tutti .
Moreno Lupi
14 feb 2012 14:40
I denti,alquanto cariati della cultura azionista, "la cultura delle culture", la più altezzosa e oligarchica, tentano di mordere ancora la carne della mai digerita, plebea socialdemocrazia. Quella che "mandò Marx in soffitta", evidenziandone, coi fatti delle sue politiche operative e sociali, la deviante utopia delle sue "radici maligne". Quando l'Eugenio, "il buon generato", scrive che lui ha inteso votare per un partito riformista e innovativo e assolutamente no per un partito socialdemocratico, chissà cos'ha in testa? Immaginatevelo al posto di Schröder con la Germania da riunificare. Altro che brividi. Il Pd nacque come unione dei vertici e degli apparati del Pci-Pds-Ds, con gli omologhi della Dc-Pp-Margherita. Il diavoletto si chiede dove possa essere l'intelligenza politica di un anziano azionista, se in questa operazione scorgeva o credeva di individuare la nascita di un partito riformista e innovativo che, come tale dovesse escludere l'esperienza socialdemocratica e laburista. Mamma mia! Forse aveva in mente il modello "liberal" americano, forse, ma il diavoletto insiste:"Pensarlo trapiantato in Italia, con le stesse caratteristiche culturali e operative, non è da "buon generato", ma da opportunistico furbetto di corto ingegno. Lungo, tortuoso, sofferto, vissuto con adamantina passione, è stato il percorso politico del "non sa chi sono io!". Figuriamoci, scrive, con sicumera, tanto fraudolenta quanto banale che "...i riformisti italiani, durante la monarchia e poi durante la repubblica, erano arrivati ad un terzo del corpo elettorale". Magari ci saranno stati, ma erano così ben camuffati che nessuno se n'è accorto. Ma l’arcano si svela: lui per “riformisti e innovatori” intende, senza distinzioni di genere, di razza e di gusti, tutti quelli che si proclamano “de sinistra”, ma anche liberali e soprattutto, proni a Repubblica Le etichette magiche, che come l’Agnus Dei, tolgono tutti i peccati, passati, presenti e futuri. Ma cosa vuole da Bersani? Certamente far pesare l'endorsement del suo gruppo. Oddio, roba vecchia.
mirco
14 feb 2012 14:30
se il Pd si trasformasse in un partito socialdemocratico come altri in europa, naturalmente con tutte le revisioni ideali necessarie per fronteggiare il xxi secolo, ci metterei la firma. e finirebbe questa sofferenza. Certa gente nel PD soprattutto i cattolici non li posso soffrire vorrebbero che il Pd diventasse una nuova dc di sinistra che schifo.!
Luigi Picarelli
14 feb 2012 14:03
Caro direttore e compagno Macaluso da socialista non ho mai condiviso niente di quello che ha scritto e detto E. Scalfari, ma su una cosa oggi sono d'accordo con lui, se il nostro grande giornalista è un iscritto, e a quando pare un fondatore del PD, e vero, che questo partito nulla a che vedere con la storia la tradizione e i valori del socialismo sia italiano che europeo. Il PD non è altro che il partito sempre sognato da Scalfari e da tutti i nemici della cultura socialista e riformista, ovvero il partito dei catto comunisti. Scalfari e i suoi amici hanno vinto purtroppo, ma a perdere è stata la democrazia italiana e la sinistra, orfana, di un grande partito socialdemocratico; in Europa la sinistra è socialista o non è, e tutti noi dobbiamo augurarci che quando prima ritorni a governare in Francia e Germania, affinchè l'Europa possa giovarsene e ritrovare quella forza necessaria a portare a compimento l' unità politica, sociale ed economica.
Bromo Michele
14 feb 2012 13:10
Caro Emanuele Macaluso, ma veramente crede di salvare i nomi che hai scritto. Se non siamo una democrazia compiuta la colpa è dei nomi che Lei ha citato. Qusto dopo guerra salvare solo Moro, De Gasperi, SARAGAT èl la Malfa e i liberali come Enaudi e Croce. Se vogliamo migliorare il Paese sono solo questi gli uomini da salvare.
aulus
14 feb 2012 12:35
Oltre a concordare con quanto dice Macaluso, ricordo che il programma di Hollande è socialista, autenticamente socialista come non si vedeva dai tempi di Brandt e Mitterand, in linea con le
posizioni espresse negli ultimi tre anni dal PSF e dalla SPD. Se vincerà, come mi auguro, chi sarà l'interlocutore in Italia per una nuova politica europea? Il PD senz'anima che non centra nulla con il PD americano, come accenna Gabriele, oppure SEl con le sue contraddizioni, o il minuscolo PSI, "autorevole" membro del PSE e dell'Internazionale Socialista ( non dimentichiamolo sempre!) , con le sue velleità lib-lab?
Riusciremo a creare un partito progressista che si ispiri al socialismo, come in Francia e nel resto del mondo....
Luciano
14 feb 2012 12:25
Caro compagno Emanuele hai proprio ragione.
Gbriele
14 feb 2012 11:07
Caro Macaluso, il PD non ha una base politico-culturale comune? Ma il PD e' nato per essere un partito pluralista. Non e' forse cosi' il partito democratico americano? Papa' Cervi nell'ultima pagina del suo libro dice ai giornalisti: se voi mi dite che la cultura socialista non puo' incontrarsi con quella cristiana allora i miei figli sono morti per niente.
Voi giornalisti, che troppo spesso vi ergete a insegnanti di vita, meditate su quelle parole.
Angelo
14 feb 2012 10:39
Per me iscritto al PD avete ragione entrambi! Ma non per essere Salomonico. Il PD è nato male. E la vittoria di Bersani segna un processo mal digerito dalla stessa base larga del PD, quella degli elettori, in cui predomina la componente ex PCI. La malformazione (spero di non doverlo chiamare aborto) nasce proprio dalla Bolognina. Questi ex comunisti hanno fatto il PD per nascondersi e non voler fare i conti con la propria storia sino in fondo. Allora è bene che ora la facciano! Ed è bene che anche gli ex democristiani si decidano! Intanto c'è un PD di giovani nati DOPO la caduta del Muro (nati non cresciuti!) che deve poter crescere come forza democratica tout court. Lo Statuto del PD è molto più avanti di quelli e idoneo a questi. Non si deve voler trasformare il PD in un partito identitario ma concepirlo come federativo di identità e una di queste è sicuramente quella socialdemocratica (a patto che gli ex comunisti siano davvero mossi da spirito revisionista e vogliano recuperare il tempo perduto anziché continuare ad avere il santino di Berlinguer dalle mani pulite e tentare oggi il compromesso storico in formato bonsai per riscattare quello fallito a suo tempo, il problema caro Macaluso è tutto qui e noi estranei nel PD ad entrambe le identità del suddetto compromesso non ci stiamo!)
victorlupis
14 feb 2012 09:28
Direttore sono completamente d'accordo con Lei non credo che ci sia un futuro per il PD e di conseguenza per una alternanza autenticamente riformista nel nostro paese, se non si fa chiarezza dove vuole collocarsi e soprattutto chi vuole rappresentare il PD in Europa ed in Italia. La vittoria alle primarie, sempre di più, di uomini che provengono o fanno riferimento a Sel, vorrà dire qualcosa ?
diego
14 feb 2012 08:47
Caro Macaluso, ha ragione Scalfari. E' l'atto fondativo del PD che sancisce la svolta verso il partito democratico (infatti si chiama così). All'interno ci sono delle componenti, che convivono a fatica, ma convivono. Discutere delle proposta di trasformarlo in partito socialdemocratico mi sembra metta davvero in discussione la sua stessa natura. Forse dovevano pensarci prima, ma sembra che nel partito - vedi Genova - regni molta confusione, a cominciare dalla segreteria di Bersani
foto del giorno
A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)