Le parti sociali ai ferri corti Emma scivola sui fannulloni
di Gianmaria Pica
Lavoro. Per il segretario Cisl Palazzo Chigi «vuole rompere la trattativa. Non lo permetteremo». La leader di Confindustria accusa: «Di-fendono ladri e fannulloni». Camusso: «La trovo offensiva». Angeletti: Noi non lo facciamo, gli imprenditori possono dire altrettanto?»
Nella foto: Susanna Camusso (Cgil), Emma Marcegaglia (Confindustria)
Le parti sociali come mine impazzite. La trattativa sulla riforma del lavoro sta saltando. Raffaele Bonanni (Cisl) attacca l’esecutivo, Emma Marcegaglia (Confindustria) inveisce contro i sindacati e Susanna Camusso (Cgil) tuona contro gli industriali. Domani un nuovo incontro. Ieri, il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha affermato che per rilanciare l’economia italiana «sicuramente occorrono misure più incisive per la crescita, l’occupazione e il welfare. Abbiamo dovuto agire, per ora, in un orizzonte limitato e con risorse limitate». Secondo il Professore, «crescita, occupazione e welfare sono tre valori importanti». Tali valori, ha però aggiunto, «avrebbero molto sofferto» se il governo li avesse perseguiti «dal primo giorno», quando l’Italia era «vicina all’orlo di del baratro» e la priorità era «la non caduta». Il fatto è che il governo in queste ore sta festeggiando i cento giorni dal suo insediamento. Non ci sono più scuse, Monti lo sa bene, come sa che un’accelerata per quei tre pilastri avverrà con la prossima riforma del lavoro. Ma qualcosa sta andando storto. L’intesa tra governo e parti sociali sta saltando. Ieri il dialogo ha lasciato spazio alle polemiche. Vediamo. Dure le parole del leader della Cisl, Raffaele Bonanni: «Da quello che ho capito, per fare quello che vuole, il governo vuole rompere la trattativa sulla riforma del lavoro». Poi Bonanni ha aggiunto: «Noi non lo permetteremo. Saremo inchiodati al tavolo per trovare soluzioni responsabili. Lo saremo noi, ma lo chiediamo anche al governo di essere responsabile». Un’uscita inaspettata. Ma non è stata l’unica della giornata. Anche Emma Marcegalia, capo degli industriali italiani, ha usato parole dure. Questa volta, però, contro il sindacato. «Vorremmo un sindacato che lotta anche fortemente con noi per tutelare il lavoro, ma che non protegge assenteisti cronici, ladri e chi non fa bene il proprio lavoro». E ancora: «Noi vogliamo licenziare i fannulloni». Il riferimento è palese: il mondo produttivo chiede a gran voce la cancellazione dell’articolo 18 e la presidente dell’associazione di Viale dell’Astronomia si è fatta portavoce di quella richiesta. «Sarà molto difficile, non aspettatevi cose straordinarie - ha dichiarato la Marcegaglia - ma io non mollo». Il presidente di Confindustria ha ricordato a tal proposito un episodio di violenza di cui è stato vittima Bonanni: fu aggredito con un candelotto da un lavoratore che risultava in malattia nel giorno dell’aggressione. Il lavoratore è stato licenziato, ha aggiunto Marcegaglia, ma il giudice lo ha reintegrato nel suo posto di lavoro. Ed è subito polemica. «La trovo offensiva», ha sentenziato la Camusso. Poi, parlando a un’iniziativa della Cgil, il segretario del sindacato di Corso d’Italia ha ribadito: «Sostenere che l’articolo 18 sia un ostacolo a licenziare significa dire che si vuole una logica per cui se hai gli occhi azzurri, tu puoi essere licenziato: si chiama discriminazione». Per questo, ha proseguito, «noi diciamo di no, non perché difendiamo i privilegi di qualcuno contro altri, ma per l’idea che quando sei un lavoratore hai dei diritti e dei doveri e se hai solo dei doveri non sei una persona libera». Queste, ha concluso Camusso, «sembrano banalità ma non lo sono, quando in una grande impresa non si viene più assunti se hai in tasca la tessera Fiom-Cgil». Una replica alla Marcegaglia arriva anche la Bonanni: «Occorre abbassare i toni e lavorare tutti per un accordo per il bene del paese. Non credo che il presidente di Confindustria volesse riferirsi alla Cisl. È meglio che precisi di quale sindacato parla. Noi non abbiamo mai difeso - ha continuato - né i fannulloni, i ladri o gli assenteisti cronici». Apre all’articolo 18 Luigi Angeletti, leader della Uil, secondo cui l’unico intervento eventualmente possibile sulla flessibilità in uscita riguarda la definizione delle casistiche per il licenziamenti per giusta causa al fine di evitare discutibili interpretazioni. Poi Angeletti tuona contro la Marcegaglia: «La Uil non protegge assenteisti cronici né ladri, gli imprenditori possono dire altrettanto?». Insomma, le parti sociali si spaccano (domani è atteso un nuovo incontro al ministero del Welfare). Ma la strada era già stata tracciata con minuziosa cura dal presidente Monti: «Con o senza l’accordo tra le parti - spiegava il capo del governo - il governo andrà avanti lo stesso ed entro marzo presenterà la riforma del lavoro».
martedì, 21 febbraio 2012
commenti dei lettori
7 commenti presenti
anna
22 feb 2012 19:58
quando smetterete di fare teatri e tenterete almeno di mettere in atto le stesse leggi tedesche francesi o proposte da o bama battetevi per la tobin tax data i continui sabotagi ai servizi pubblici ed i pronto soccorsi e le morti bianche denunciano tagli voluti da personale pubblico anche alle manutenzioni che determinano danni maggiori del risparmio NON date agli altri cose che gli italiani cxon la scusa del debito pubblico non hanno nè in patria e principalmente all estero non hanno E IL FATTO DELL IRAN ED AFGANISTA DOPO I PIRATI SOMALI VI DOVREBBERO FARE TAM TA; CONTINUI NON SOLO CON IL PARLAMENTO MA TRASPARENZA ON LINE PER TUTTI I SINDACI E REGIONALI COMPRESO MACCHINE BLU NON CIRCOLANTI O ACQISTATE PER MAZZETTE BARATTO
anna m
22 feb 2012 19:41
se è vero ciò che di liberto ha detto sul fratello della mercegallia alla 7 lei ha condannato solo gli industriali come lei che fanno i fatti di danni all erario ed agli italiani e poi utilizzano il potere finanziario per politica nazionale ed i sindacati sanno che sia bombassei che squinzi stanno continuando a chiedere oltre i 40 miliardi ottenuti a dicembre con gli imprenditori parlamentari dl diverse da quelle attuate in germania e francia o proposte ed accettate da Obama e il pd è responsabile facendo teatri anche con immigrati e cittadinanza ed irregolari nel continuare a chiedere norme in Italia senza copertura economica degli stranieri e uguali a quelli dei cittadini italiani contribuenti principalmente diversi a quelli in uso in Germania o per lo meno diverse alle forti discriminazioni che gli italiani laici e cristiani subiscono e costretti sia in europa in asia principalmente nell attuale africa e nell america latina ACCETTARE Iil minitoraggio eu dovrebbe significare mettere le stesse leggi tedesche non favorire colonizzazioni
Angela
22 feb 2012 16:39
La tenuta di Monti dipende anche dall'articolo diciotto. I milioni di assunzioni avverranno subito dopo quando torna l'artefice.
Rino
22 feb 2012 16:13
Che dire di quei lavoratori che anziche produrre traviano anche gli altri e boicottano l'impresa, il giudice li reintegra loro sfottono con gesti pesanti.
franco
22 feb 2012 12:24
LA EMMA, DOVREBBE GUARDARE IN CASA SUA, INDUSTRIALI CHE EVADONO LE STASSE, FALSI IN BILANCIO,STIPENDI DA FAME, DELOCALIZZAZIONI SELVAGGE...
honhil
22 feb 2012 11:52
DA PANORAMA, AGOSTO 2010. « TENSIONE ALLA FIAT DI MELFI: UN COPIONE GIÀ SCRITTO . IL 23 AGOSTO 2010 ALLE 20:17 NHICO HA SCRITTO: UN GIUDICE DEL LAVORO, SE SI CONVINCE CHE UN LICENZIAMENTO APPRODATO ALLA SUA SCRIVANIA È IMPROPRIO, HA IL SACROSANTO DOVERE DI EMETTERE UN’ ORDINANZA DI REINTEGRAZIONE. MA CERTAMENTE NON PUÒ, COME È STATO FATTO CON SANTORE,PER CITARE IL CASO PIÙ CONOSCIUTO,ORDINARE QUELLO CHE IL REINTEGRATO DEVE O NON DEVE FARE IN AZIENDA. CON IL SUO FERMO ATTEGGIAMENTO, LA FIAT STA CERCANDO DI FAR CAPIRE CHE, FINO A SENTENZA DEFINITIVA, L’AZIENDA NON PUÒ RINUNCIARE ALLE SUE RAGIONI. LA SALVAGUARDIA DEL LAVORO, LA CERTEZZA CHE LA MAGISTRATURA VIGILA SUI LICENZIAMENTI ABUSIVI, SONO UNA COSA. ALTRA COSA È L’ATTEGGIAMENTO MUSCOLOSO DELLA CGIL. FORSE I LORO ALTI DIRIGENTI DOVREBBERO ANDARE A SCUOLA DAI LORO COLLEGHI TEDESCHI. PER CAPIRE CHE SE QUELLA ECONOMIA È DIVENTATA IL VAGONE TRAINANTE DELL’ECONOMIA MONDIALE LA GRAN PARTE DEL MERITO SPETTA A LORO.» Quelle della Presidente di Confindustria sono parole la vento. Anche perche in Cgil amano tanto praticare questa disciplina sportiva.
Gino
22 feb 2012 10:54
La signora Emma è la meglio.E' tutto il giorno in giro per convegni,rapporti politici ecc...poi chiama gli altri chiusi nelle sue fabbriche per mille euro fannulloni.Intanto le sue ricchezze crescono a vista d'occhio.E' intoccabile nonostante inceneritori a rischio,contenziosi milionari con il fisco.
Non capisco gli altri piccoli imprenditori iscritti alla confindustria che per fregiarsi di un'aquila su una loro fattura aziendale pagano quota associative esose.I pochi si prendono i vantaggi di confindustriali dei rapporti con la politica e i loro affari,gli altri pagano e stanno guardare come fessi.
Piccoli imprenditori svegliatevi!L'art.18 serve alla rossa per far i caz....suoi,voi con i vostri dipendenti non avete problema sono la vostra ricchezza.
foto del giorno
A group of people wearing the masks depicting (from left to right) Chinese President Hu Jintao, Russian Prime Minister Vladimir Putin, South Korean president Lee Myung-Bak, U.S. President Barack Obama, British Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy pretend to make a toast during a protest against the Nuclear Security Summit in Seoul, South Korea, Monday, March 26, 2012. A number of groups in South Korea oppose the expansion of nuclear development which they say the two-day nuclear summit promotes. (AP Photo/Eugene Hoshiko)